Alimentazione del vitello

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1 Alimentazione del vitello

2 Tematiche - Prestomaci del giovane ruminante dalla nascita allo svezzamento - Alimenti per lo svezzamento - Tecniche di svezzamento

3 Principali categorie produttive della filiera latte Vitelli con alimentazione a base di latte (in svezzamento) età < 2-3 mesi; peso kg Vitelle svezzate e fino alla pubertà età < 8-9 mesi; peso kg Manzette e manze in attesa di fecondazione età 9-13 mesi; peso kg Manze in copertura età 14 17mesi ;peso: kg Manze gravide ; peso kg Vacche Asciutte + manze gravide (ultimi 90 giorni) ; peso kg Vacche in Lattazione; peso kg

4 Principali categorie produttive della filiera carne vitelli a carne bianca vitelloni leggeri pesanti Linea vacca-vitello

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7 Premessa L allevamento (alimentazione) del vitello condiziona potentemente la produttività dell intero allevamento: - A livello individuale - garantisce un adeguato sviluppo anatomico-funzionale dell animale e permette la piena espressione del potenziale genetico - A livello di mandria - Influenza il differenziale selettivo Es. o100 vacche o45 vitelle/anno o25 vacche da sostituire POTENZIALE DI SELEZIONE - MORTALITÀ NULLA (45-25)/45*100= 44% - MORTALITÀ DEL 20% (36-25)/45*100 = 24%

8 LA NASCITA Prime cure da prestare al vitello Pulizia delle narici e della bocca Stimolazione della respirazione frizionando le coste con paglia Pulizia e disinfezione del moncone ombelicale Controllare l assunzione del colostro

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11 Differenziazione dello stomaco di un poligastrico dalla nascita allo svezzamento

12 Prestomaci nel vitello neonato Intestino Rumine 25% Omaso 10% Abomaso 60% Esofago Reticulo 5%

13 La doccia esofagea

14 Nota. La doccia esofagea è una plica muscolare che si estende dal cardias all omaso, convoglia il latte direttamente dall esofago all abomaso. Evita la caduta ed il ristagno del latte nel rumine-reticolo, che causerebbe meteorismo, irritazione della mucosa e diarrea. La chiusura della doccia esofagea si verifica quando l animale assume alimenti liquidi, precisamente sotto il riflesso della suzione, poppata con testa protesa in avanti ed in alto. Questo riflesso si mantiene attivo per diversi anni se adeguatamente stimolato.

15 Omaso ed Abomaso crescono con ritmo proporzionale a quello del corpo (Accrescimento Isometrico) Rumine presenta un ritmo di accrescimento 4 volte superiore a quello del corpo (Accrescimento Allometrico) L incremento allometrico del rumine è un fenomeno caratteristico dello svezzamento

16 Sviluppo dei prestomaci Nascita 6 settimane Post svezzameto Reticolo,% Rumine,% Omaso,% Abomaso,% Totale,

17 Da 0 a 3 giorni Il vitello è axenico, ovvero privo di difese immunitarie, che gli sono trasmesse attraverso il colostro Placentazione sindesmo coriale: - Assenza di passaggio transplacentare delle Ig - Anticorpi ricevuti solo attraverso il colostro, ricchissimo di Anticorpi: IgG, IgA, IgM - Il tasso di permeabilità intestinale agli anticorpi è elevato solo durante le prime 24 h dopo la nascita.

18 Da 4 a 30 giorni Il vitello è un monogastrico funzionale Rispetto all adulto - l abomaso è proporzionalmente molto più sviluppato (alimento principale è il latte) - il rumine è più piccolo, manca l attività fermentativa e quella di assorbimento Sostituzione del latte con alimenti solidi: - aumento della muscolatura e della taglia del rumine - sviluppo delle papille ruminali - colonizzazione del rumine da parte della microflora batterica e protozoaria

19 Da 31 a 60 giorni Il vitello si trasforma in poligastrico L'attività ruminale vera e propria si manifesta dal 30 giorno di vita, anche se, in circa il 50 % dei soggetti, la ruminazione incomincia dal 15/20 giorno. Generalmente l'attività ruminale si completa tra la 5 e la 11 settimana in funzione della tecnica di svezzamento. Dal punto di vista volumetrico, lo sviluppo definitivo dell'apparato gastrico (rumine) termina a 9-10 mesi di età.

20 La maggior parte dell energia ingerita dal giovane ruminante è sotto forma di esosi che saranno poi metabolizzati a livello epatico (insulina alta) Nel ruminante adulto gli AGV rappresentano la principale fonte di energia Durante lo svezzamento il metabolismo animale dei glucidi si modifica adattandosi alla situazione nutrizionale dell animale

21 Le papille (simili a foglie lanceolate di 5-6 x 12 mm) aumentano all'aumentare degli AGV prodotti dalla fermentazione dei concentrati Gli alimenti fibrosi hanno una azione meccanica che stimola la motilità e sviluppa la muscolatura ruminale

22 GLI ALIMENTI L'alimentazione del vitello durante lo svezzamento è effettuata utilizzando alimenti liquidi e solidi. ALIMENTI LIQUIDI - colostro e latte di transizione - latte naturale - latte ricostituito - latte ricostituito acidificato -ALIMENTI SOLIDI - Mangimi complementari - Fieno Il colostro e il latte sono gli migliori alimenti per il giovane ruminante subito dopo la nascita.

23 Il colostro Il primo alimento che il vitello deve assumere dopo la nascita è il colostro. elevato valore nutritivo attività antitossica attività antinfettiva attività lassativa (meconio) Inoltre il colostro è ricco di peptidi e fattori di crescita che favoriscono lo sviluppo e la differenziazione dell'apparato digerente.

24 La funzione più importante del colostro è quella immunitaria Colostro Latte Intero IgG1 g/l 75 0,35 IgG2 g/l 1,9 0,06 IgM g/l 4,9 0,04 IgA g/l 4,4 0,05

25 Componente Composizione del latte e del colostro bovino Solidi totali, % Grasso, % Proteine, % 1 Colostro Numero di mungiture Latte Anticorpi, % Lattosio, % Minerali, % Latte di transizione Vitamina A, ug/dl Vitamina E, ug/dl Gli anticorpi derivano dal circolo sanguigno materno e riflettono le malattie e I microrganismi a cui è stata esposta la madre

26 I vitelli nascono senza difese immunitarie proprie che sviluppano proprie a partire dal 3-4 mese di vita; fino a quel momento, il colostro è l unico elemento in grado di proteggerli da tutti i normali batteri e di virus presenti in azienda. Al fine di un adeguato trasferimento dell'immunità passiva dalla madre al vitello è necessario che questi assuma una sufficiente quantità di colostro nelle prime ore di vita. La concentrazione serica di immunoglobuline ritenuta adeguata a soddisfare tale esigenza risulta pari a 10 mg/ml di IgG, mentre valori inferiori determinano un aumento del rischio di infezioni e del tasso di mortalità.

27 Il colostro deve essere somministrato nel minor tempo possibile, possibilmente subito dopo la nascita (1.5-2 litri entro 2 h dalla nascita e fino a 6 litri nella I settimana di vita) 50 Assorbimento degli anticorpi attraverso la parete intestinale, % range Ore dopo la nascita media

28 Nelle prime ore di vita l'assorbimento degli anticorpi è favorito da alcuni fattori a carattere transitorio: 1. la mucosa intestinale è permeabile alle macromolecole proteiche delle immunoglobuline che dal lume intestinale passano al circolo sanguigno; 2. la scarsa produzione di HCL nell'abomaso consente un ph vicino alla neutralità che evita la denaturazione delle proteine anticorpali; 3. la scarsa quantità di enzimi proteolitici nel tratto gastro intestinale nelle prime ore di vita riduce l'eventualità di idrolisi delle molecole delle immunoglobuline.

29 L'assorbimento delle immunoglobuline risulta massima nelle prime 4-6 ore dopo la nascita ma scompare quasi completamente dopo 24 h. Contemporaneamente si osserva la riduzione della concentrazione degli anticorpi nel colostro. Tuttavia, la somministrazione del colostro è utile anche nelle ore successive per lo sviluppo dell'immunità locale e la maturazione dell'apparato digerente. A tale proposito un ruolo importante è ricoperto dal latte di transizione non commercializzabile prodotto nel corso delle prime 5-7 mungiture.

30 È necessario somministrare almeno 5-6 litri di colostro suddivisi in più pasti (1 pasto ogni 6-8 ore) nelle prime ore successive alla nascita. Una buona pratica consiste nel somministrare 2 litri di colostro subito dopo la nascita ed altri 2 litri entro 12 ore La T di somministrazione deve essere di C La somministrazione del colostro e del latte di transizione può continuare fino al 4-5 giorno di vita La sostanza secca del latte di transizione oscilla tra il 15 e il 17 %; è, quindi, consigliabile dopo il terzo giorno diluirlo con acqua calda ad una concentrazione di 1:3.

31 Un colostro di alta qualità E spesso, cremoso (elevato peso specifico) e non contiene tracce di sangue Proviene da vacche che: o vivono in azienda da lungo tempo o Pluripare o sono state vaccinate durante l asciutta o hanno avuto un perido di asciutta di circa 60 gg o non mostrano perdite di colostro prima del parto o non hanno infezioni in atto (mastiti, paratuberolosi, etc.) E ottenuto nella prima mungitura

32 Qualità del colostro È data dalla suo contenuto in IG (min 50 mg/ml). La concentrazione di IG nel colostro influenza anche l'efficienza di assorbimento degli anticorpi che aumenta in seguito all'assunzione di un colostro più concentrato. Valutazione della concentrazione di IG nel colostro Quanto più il colostro si presenta denso tanto più si può supporre ricco di anticorpi (densimetro, colostrometro) Il colostrometro misura il peso specifico del colostro. scala di lettura: verde = 1 qualità eccellente giallo = 2 qualità media rosso = 3 qualità scarsa

33 La qualità del colostro varia con: Individualità dell animale

34 Banca del colostro Alcune bovine producono una quantità di colostro superiore alle esigenze alimentari del vitello. Si può conservare il colostro e il latte di transizione in eccedenza mediante congelamento, da utilizzare, dopo graduale scongelamento e somministrazione a temperatura corporea, nei casi in cui il vitello non possa assumerne una quantità sufficiente dalla madre. Per gli stessi motivi si può ricorrere anche ai colostri artificiali commerciali.

35 Latte naturale L'alimento ideale per il giovane ruminante è il latte intero, la cui digeribilità è sempre superiore rispetto al latte ricostituito. Negli allevamenti intensivi da latte, il prodotto è destinato prevalentemente al consumo alimentare umano e solo in particolari situazioni (es. eccesso produttivo rispetto ai limiti imposti dalla quote) può essere vantaggioso l'impiego del latte per l alimentazione del vitello.

36 Mangimi sostitutivi del latte (Latte in polvere o ricostituito) I mangimi da allattamento (o sostituti del latte) presentano contenuti in grasso e proteine (% SS) generalmente inferiori rispetto al latte materno. A parità di condizionideterminano incrementi di peso lievemente più bassi, ma adeguati a garantire la salute degli animali e a stimolare la precoce assunzione di alimento solido. Sono costituiti da latte magro o siero di latte in polvere cui sono aggiunte miscele di grassi animali e vegetali, proteine (caseina, concentrato proteico del siero di latte, proteine del frumento, della patata), carboidrati, sali minerali, vitamine.

37 Il contenuto in proteine è in media pari al 20-22% la maggior parte delle proteine dovrebbe essere rappresentato, almeno per il primo mese di vita, da proteine del latte; un eccesso di proteine vegetali aumenta la velocità di transito di sostanze non digerite favorendo l'insorgenza di disturbi intestinali Il contenuto in grasso dovrebbe essere almeno del %, con un buon apporto di acidi grassi a corta-media catena (latte, cocco, palma). Altre fonti lipidiche sono rappresentate dal siero grassato, da oli vegetali idrogenati (solidi a temperatura ambiente), mentre la lecitina di soia produce un'ottima azione emulsionante. I carboidrati sono generalmente rappresentati da lattosio, destrosio e amido (farina di frumento).

38 TRE PRICIPALI TIPI DI LATTE Latte tradizionale la quota proteica è costituita quasi essenzialmente dalla farina del latte magro presenza di CASEINA Latte senza latte la quota proteica è in gran parte fornita dalle proteine del siero del latte e da materie prime diverse dal latte. Latte acido simile al latte senza latte ed in più: può essere ingerito freddo può essere preparato solo 2-3 volte a settimana non contiene caseina non coagula nell abomaso.

39 Esempi di formulazioni di latte ricostituito Latte magro in polvere 47,0 - - Siero dolce disidratato 15,0 37,5 15,0 Siero grassato 50 % 9,0 11,5 11,5 Siero permeato 5,0 5,0 15,6 Concentrato proteico siero 35 % 2,5 10,5 21,0 Frumento tenero 8,1 10,6 14,0 Proteina frumento 1,5 12,0 14,0 Proteina patata - 2,5 2,5 Olio vegetale idrogenato 6,5 5,7 5,7 Olio di cocco 4,0 3,0 3,0 Metionina 0,1 0,15 0,15 Lisina HCI - 0,2 0,2 Integratore mineral-vitaminico 0,5 0,5 0,5 Aroma 0,1 0,1 0,1

40 ANALISI CHIMICA % tq Sostanza secca 95,1 95,1 94,68 Proteina grezza 22,01 22,35 22,12 Lipidi grezzi 15,76 16,03 16,73 Carboidrati 48,19 49,72 49,14 Fibra grezza 0,19 0,28 0,36 Ceneri 6,09 5,43 5,55 Energia metabolizzabile kcal/kg Calcio % 0,81 0,75 0,75 Fosforo % 0,69 0,60 0,60 Magnesio % 0,70 0,70 0,70 Potassio % 0,65 0,65 0,65 Sodio, % 0,10 0,10 0,10 Cloro % 0,20 0,20 0,20 Zolfo % 0,29 0,29 0,29

41 INTEGRAZIONE PER KG Ferro, ppm Cobalto, ppm 0,10 0,10 0,10 Rame, opro Manganese, ppm Zinco, ppm Sodio, ppm 0,25 0,25 0,25 Selenio, ppm 0,30 0,30 0,30 Lisina 1,73 1,65 1,72 Metionina 0,51 0,51 0,52 Triptofano 0,29 0,32 0,38 Treonina 0,99 0,99 1,'3 Vitamina A UI/kg Vitamina D UI/kg Vitamina E UI/kg

42 Modalità di somministrazione Il latte viene ricostituito sciogliendo g di polvere/l di acqua calda (50-60 C). La T di somministrazione è di circa 38 C. Il metodo migliore per la distribuzione del latte è tramite secchio individuale munito di poppatoio, più rispondente alle caratteristiche anatomiche e fisiologiche del vitello.

43 Latte ricostituito acidificato Può essere somministrato ad libitum a temperatura ambiente (latte freddo) Richiede l'uso di sostituti del latte tendenzialmente privi di caseina e artificialmente inaciditi con l'aggiunta di acidi organici (acido propionico, citrico, formico) o di probiotici produttori di acido lattico. La somministrazione ad libitum del latte acidificato abitua l'animale ad assumere elevate quantità di nutrienti dall'alimento liquido con una conseguente penalizzazione delle performance di crescita nella fase immediatamente successiva allo svezzamento. Attualmente si preferisce somministrare il latte acidificato con le stesse modalità previste per il latte ricostituito normale.

44 L acidificazione esercita un effetto benefico sulla microflora intestinale (riduzione dei coliformi ed un aumento dei batteri lattici). Diminuzione delle manifestazioni diarroiche ed un miglioramento dello stato sanitario degli animali (importante specie nelle aziende dove la tecnica di allevamento adottata e la situazione igienico-sanitaria non sono ottimali) consente un rapido abbassamento del ph abomasale ed un conseguente migliore funzionamento degli enzimi gastrici.

45 Mangimi complementari e fieni Fin dai primi 7-10 d vanno messi a disposizione degli animali fieno di ottima qualità e mangime da svezzamento che possano, da una certa età in poi, sostituirsi efficacemente al latte. Sviluppo della funzionalità ruminale e delle papille ruminali. L'inizio dell'attività ruminale è favorita soprattutto dalla produzione di acidi grassi volatili derivanti dalla fermentazione dei cereali; in tal senso una buona pratica è data dalla somministrazione, insieme al mangime, di cariossidi intere di mais.

46 Caratteristiche del mangime da svezzamento 1. APPETIBILE (cruscami, melasso di barbabietola e cloruro di sodio, alimenti fioccati/estrusi) 2. COPRIRE I FABBISOGNI 3. MATERIE PRIME RICCHE DI GLUCIDI 4. ALTAMENTE DIGERIBILE 5. ENERGIA densità energetica 1 UFL/kg SS cereali ( mais e orzo ) farine di estrazioni di semi oleosi e cruscami farine di erba medica

47 6. PROTEINE (16 18%) Fonti azotate di elevato valore biologico - farine di estrazione di soia - farine di estrazione di girasole (stimola att. rumin.) 7. FIBRA (non superiore 8 11%) - cruscami e panello di lino - farina medica disidratata - buccette d uva, tutoli di mais macinati e paglia di grano. 8. ELEMENTI MINERALI 9. VITAMINE (idrosolubili e liposolubili)

48 Lo Svezzamento Tecnica di allevamento che accompagna il passaggio del vitello da monogastrico funzionale a poligastrico Sviluppo dei prestomaci Insediamento della microflora (batteri) e microfauna (protozoi) nel rumine-reticolo Differenziazione delle papille della mucosa dei prestomaci Inizio dell attività metabolica della mucosa ruminale, AGV Regressione del meccanismo della doccia esofagea

49 Obiettivi - Fornire diete adeguate, bilanciate, che rispettino le necessità fisiologiche e nutritive dell'animale e che garantiscano l armonico sviluppo del soggetto. - Contenere i costi alimentari - evitare sprechi - ridurre l'impiego degli alimenti più costosi (latte ricostituito) a favore di altri che possano, soprattutto da una certa età in poi, sostituirli in maniera soddisfacente

50 SVEZZAMENTO NATURALE Dura 6/8 mesi e fino a un peso di 200 kg. I vitelli crescono con la madre; quando la produzione di latte materno è inferiore ai fabbisogni, i vitelli iniziano spontaneamente a consumare alimento solido. Soggetti da carne. SVEZZAMENTO ARTIFICIALE Nei bovini dura 8 settimane (tecnica delle 8 settimane). Graduale sostituzione della dieta liquida con quella solida. Si somministra una dieta mista: LIQUIDO (sostitutivo del latte) SOLIDO (fieno + mangime) per stimolare lo sviluppo della funzionalità ruminale e soddisfare i fabbisogni energetici e proteici del vitello

51 FATTORI CHE INFLUENZANO L EPOCA DI SVEZZAMENTO Il meccanismo nervoso che controlla la motilità ruminale è potenzialmente funzionante già a 2 settimane di età. Lo sviluppo della funzionalità ruminale è favorito da 3 fattori: 1. Età, prima della III settimana di vita il vitello non consuma alimenti solidi. Solo a partire da questa settimana si può modificare il regime alimentare liquido.

52 2. La restrizione di latte, che favorisce il consumo di alimenti solidi. 3. Digeribilità della dieta solida. Lo sviluppo delle papille ruminali è stimolato dalla produzione di AGV. Per favorire lo sviluppo delle papille ruminali, e quindi lo svezzamento, è necessario somministrare alimenti facilmente fermentabili e ad elevato transito ruminale (l accumulo nel rumine di particelle indigerite determina una riduzione della capacità di ingestione).

53 I tradizionali schemi di svezzamento prevedono la somministrazione razionata del latte (8-10% del peso vivo - quantità massima di 4-5 litri al giorno distribuiti in due pasti giornalieri), valore inferiore rispetto a quanto si osserva in condizioni naturali o in seguito ad un'assunzione a volontà (16-24% del peso) Lo scopo è quello di stimolare l'assunzione di alimento solido Consumo di ~400 kg di latte per un vitello svezzato a 8 settimane

54 La somministrazione razionata deve comunque permettere elevati incrementi ponderali per ottenere un peso e un'altezza adeguati all'età al primo parto. Attenzione al contenuto proteico della dieta.

55 Fabbisogni nutrizionali dei vitelli in funzione dei peso e dell'accrescimento (NRC, 2001). PESO kg IPMG kg/d SS kg/d EM kg/d PG kg/d / Ca g/d P g/d VIT A UI/d Vit. D UI/d Vitelli di grossa taglia alimentati con solo latte 0,2 0,3 0,48 0, ,11 0, Vitelli di grossa taglia alimentati con latte e mangime starter 0,5 0,8 1,3 1, ,29 0, Vitelli di piccola taglia alimentati con solo latte 0,2 0,3 0,38 0, ,08 0, Vitelli di piccola taglia alimentati con latte e mangime starter ,5 0,6 1,43 1, ,32 0, NB IPMG= INCREMENTO PONDERALE MEDIO GIORNALIERO

56 FASI DELLO SVEZZAMENTO - fase colostrale (vitelli aziendali) o di reidratazione (vitelli importati) - fase lattea (alimentazione liquida) dura 2/4 settimane. A base di latte, con disponibilità di acqua, fieno e mangime per favorirne l assunzione graduale. - fase di svezzamento (alimentazione mista) dura 5/8 settimane e termina quando la dieta è formata unicamente da alimenti solidi. - fase post-svezzamento (alimentazione solida) dura 2 mesi. La dieta è costituita da mangimi e foraggi. L obiettivo è quello di un incremento ponderale armonico: a 6 mesi le vitelle da razza lattifera dovrebbero pesare 170 kg, i maschi destinati alla produzione di carne 200 kg.

57 Da 0 a III settimana = dieta a base di latte, 8-10% del peso vivo somministrata in due pasti giornalieri. Es. vitello di 40 kg PV, max 5 Litri di latte in due pasti. Fine III settimana / inizio IV = mangime da svezzamento starter + fieno di buona qualità (medica), mantenendo costante la quantità di latte. La restrizione di latte si determina in base al consumo della dieta solida: quando gli animali consumano 1 kg di mangime inizia la restrizione del latte. Successivamente si elimina 1 Litro di latte ogni 7 giorni, compensandolo con 300 g di mangime.

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59 Per verificare il buon procedere dello svezzamento occorre controllare: Stato sanitario L accrescimento relativo Il consumo di mangime

60 L accrescimento relativo è dato da: Dove: (lnp 1 lnp 0 ) x100 T lnp 1 logaritmo naturale del peso vivo alla fine dello svezzamento. lnp 0 logaritmo naturale del peso vivo alla nascita T età dello svezzamento

61 < 1% vitelli in cattivo stato di nutrizione, che non riusciranno a recuperare peso nel I anno di vita attraverso l accrescimento compensativo. Per ottenere un accrescimento relativo > 1% con lo svezzamento precoce, l incremento medio giornaliero non deve essere inferiore a 900 g. Ricordiamo che l incremento ponderale durante lo svezzamento è influenzato dal peso dell apparato digerente. Es. in un vitello di 65 kg di PV, in fase di svezzamento il complesso rumine-reticolo pesa 2,5 kg (ossia il 3,8% del PV). Mentre in un vitello di 110 kg, alimentato a latte, i due prestomaci pesano 1,3Kg (ossia 1,2% di pv).

62 Il consumo di un'adeguata quantità di mangime rappresenta un valido criterio per stabilire quando il vitello è pronto per essere svezzato. In linea teorica ciò dovrebbe avvenire quando il vitello è in grado di assumere una quantità di energia e proteine dall'alimento solido superiori a quelle fornite da 4-5 litri di latte, ovvero quando il consumo di un mangime al 18 % di PG è pari a circa 0,8 1 kg/d.

63 L'epoca dello svezzamento -Varia generalmente fra i 50 e i 60 giorni. - Per lo svezzamento a 40 giorni, si somministreranno quantità inferiori di latte (max 4 litri) e si avrà cura di lasciare a disposizione fin dai primi giorni dopo la nascita, un mangime starter ad elevata digeribilità e appetibilità (es. mangime estruso). - Al fine di ridurre lo stress dello svezzamento è utile ridurre la somministrazione del latte una settimana prima ad un solo pasto di 2 litri di latte al giorno

64 Vantaggi dello svezzamento precoce Risparmio di manodopera: si riduce il tempo dedicato alla preparazione e somministrazione degli alimenti. Riduzione dei costi alimentari: nel caso dello svezzamento naturale il vitello consuma 10 q di latte e a 3 mesi di età pesa 150 Kg. Lo stesso incremento può essere ottenuto adottando una tecnica di svezzamento precoce.

65 Svezzatore automatico per vitelli Impianto di preparazione e somministrazione automatica dei latte ricostituito, programmato per fornire agli animali il dosaggio ideale in ragione dello stadio di sviluppo. Analogo agli auto-alimentatori per gli animali adulti: una marca elettronica di riconoscimento (transponder) identifica nella memoria della macchina le caratteristiche anagrafiche e morfologiche dell animale, e lo alimenta secondo uno schema predisposto dall allevatore registrato sulla centralina di governo.

66 Svezzatore automatico per vitelli

67 Svezzatore automatico per vitelli

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