Le idee complesse e l idea di sostanza
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- Ambra Mazza
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1 Lettura Locke complesse 11John e l idea di sostanza J. Locke, Saggio sull intelletto umano, a cura di V. Cicero e M.G. D Amico, Milano, Bompiani, 2006, libro II, capp. XII e XXIII, pp ; Secondo Locke, la mente umana è passiva, quando riceve le idee semplici tramite la sensazione e la riflessione, ma diventa attiva quando combina insieme idee semplici formando idee complesse. Nel primo dei passi che proponiamo, tratti dal secondo libro del Saggio sull intelletto umano, Locke mostra come la mente componga tre diversi tipi di idee complesse: le idee dei modi, le idee delle sostanze e le idee delle relazioni. Nel secondo passo egli si sofferma a mostrare come la mente sia portata a ingannarsi considerando le idee di sostanza come idee semplici: si tratta, invece, di combinazioni di idee semplici che vengono riferite insieme a qualcosa che sembra sussistere di per sé, indipendentemente dalle singole qualità realmente percepite. Quando riceve le idee di sensazione e di riflessione la mente è passiva La mente possiede il potere di agire sulle idee semplici in tre modi Il potere della mente di comporre idee semplici formando idee complesse Finora abbiamo considerato le idee durante la cui ricezione la mente è solo passiva, e si tratta di quelle idee semplici, prima menzionate, che derivano dalla sensazione e dalla riflessione; la mente di per sé sola non può formare nessuna di queste idee, né può averne alcuna che non sia compresa fra quelle prima citate. Ma come la mente è del tutto passiva durante la ricezione di tutte quelle idee semplici, così di per sé essa esercita innumerevoli atti, mediante i quali costruisce altre idee a partire da quelle semplici, che usa come materiale e fondamenta per tutto il resto. Gli atti in cui si esplicano i poteri della mente sulle sue idee semplici sono soprattutto questi tre: 1. Combinare numerose idee semplici al fine di formarne una complessa; così vengono formate tutte le idee complesse. 2. Congiungere due idee, siano esse semplici o complesse, e contrapporre l una all altra, così da poter contemplare l una e l altra in una sola volta, senza però che siano fuse insieme a formare un unica idea; in questo modo la mente consegue tutte le sue idee di relazione. 3. Separare ciascuna idea da tutte le altre che la accompagnano nella sua dimensione dell esistenza effettiva; questo atto della mente è chiamato astrazione, ed è il modo attraverso cui la mente forma tutte le sue idee generali. [ ] Nell esaminare qui le idee complesse comincerò dal primo di questi atti, e arriverò a esaminare gli altri due nel loro luogo opportuno. Poiché è stato osservato che le idee semplici esistono connesse in molteplici combinazioni, la mente ha il potere di considerare numerose idee congiunte insieme come se fossero un unica idea, e può fare ciò non solo quando esse si ritrovano unite insieme in oggetti esterni, ma anche quando è la mente stessa a congiungerle. Così io designo idee complesse quelle composte di molte idee semplici, e sono tali le idee di bellezza, gratitudine, uomo, esercito, universo, le quali, sebbene composte da molteplici idee semplici, o idee complesse formate da idee semplici, tuttavia, quando la mente lo voglia, sono considerate ciascuna di per sé come una sola unità designata da un solo nome.
2 LA FILOSOFIA INGLESE DEL SEICENTO UNITÀ 4 20 Lezione In questa facoltà di riprodurre e congiungere insieme le sue idee, la mente ha un potere considerevole che consiste nel variare e moltiplicare gli oggetti dei suoi pensieri, infinitamente oltre i limiti entro cui si circoscrive il patrimonio fornitogli dalla sensazione e dalla riflessione: ma tutto ciò si riduce poi sempre alle idee semplici che la mente ha ricevuto da quelle due fonti, e che sono i materiali fondamentali di ogni sua composizione. semplici, infatti, sono ricavate tutte dalle cose stesse, e la mente non ne può possedere in misura maggiore né possono essere di genere differente da tutto ciò che le viene suggerito dalla sensazione e dalla riflessione. Non può avere idee di qualità sensibili che siano diverse da quelle che, mediante i sensi, le derivano dall esterno, né può avere alcuna idea di differenti specie di operazioni di una sostanza pensante, se non quelle che la mente scopre in se stessa: ma una volta che la mente è entrata in possesso di queste idee semplici, i suoi compiti non sono ridotti unicamente all osservazione di quanto le viene offerto dall esterno: la mente, tramite i suoi poteri, può combinare insieme le idee in suo possesso al fine di formarne di nuove che essa non potrebbe mai ricevere dall esterno unite in tale maniera. complesse, siano esse composte o decomposte, per quanto il loro numero sia infinito e inesauribile la loro varietà, che colma e arricchisce i pensieri degli uomini, credo tuttavia possano tutte essere ricondotte a queste tre principali categorie: 1. I modi. 2. Le sostanze. 3. Le relazioni. Innanzitutto chiamo modi quelle idee complesse che, per quanto composte, non contengono in sé la supposizione di esistere per se stesse, bensì sono considerate dipendenze o affezioni delle sostanze; sono tali le idee designate dalle parole triangolo, gratitudine, omicidio ecc. E se per questo genere di designazione uso la parola modo, con un accezione alquanto diversa rispetto al suo impiego ordinario, chiedo perdono, poiché è inevitabile che in discorsi che s allontanano da nozioni comunemente accettate si foggino parole nuove oppure si forzino vecchie parole verso nuovi significati, e forse, fra le due, quest ultima eventualità è più tollerabile. Di questi modi esistono due diverse specie, e ciascuna merita di essere considerata separatamente. Innanzitutto esistono modi che sono solamente variazioni, o differenti combinazioni, della stessa idea semplice, senza che a essa ne sia mischiata qualche altra: come fosse l idea di una dozzina o di una ventina, che non sono altro che le idee di una certa quantità di unità distinte combinate insieme: designo questi come modi semplici, poiché sono delimitati entro i confini di una sola idea semplice. In secondo luogo vi sono altri modi composti da idee semplici di generi molteplici, uniti insieme a formare un idea complessa: è il caso, per esempio, della bellezza che si compone di una determinata combinazione di colore e figura che produce piacere nell osservatore; oppure come nel caso del furto che, essendo un occulto mutamento della proprietà di un oggetto, senza che il proprietario ne sia consenziente, comprende, com è evidente, una combinazione di idee molteplici di specie diversa. Designo questi come modi misti. La mente può variare infinitamente le sue idee complesse, che sono però sempre composte da idee semplici Esistono tre classi di idee complesse di modo come idee delle «affezioni» delle sostanze di modi semplici di modi misti
3 Lezione 20 LA FILOSOFIA INGLESE DEL SEICENTO di sostanza di relazione In secondo luogo, le idee di sostanza sono quelle combinazioni di idee semplici utilizzate per rappresentare cose particolari e distinte, di per sé sussistenti; fra queste l idea presunta o confusa di sostanza, quale che sia, è sempre la prima e la principale. Se all idea di sostanza si unisse l idea semplice di un certo colore pallido e biancastro, cui competano anche in una certa misura peso, durezza, duttilità e fusibilità, in questo modo avremmo costituito l idea del piombo; e una combinazione delle idee di una certa specie di figura con le facoltà di movimento, pensiero e ragionamento, connesse all idea di sostanza, costituiscono l idea consueta di uomo. Ora, esistono anche due generi di idee relativi alle sostanze: un genere di sostanze singole, in quanto esistono separatamente, come un uomo o una pecora; e un genere costituito da numerose sostanze singole combinate insieme, come un esercito di uomini o un gregge di pecore; e tali idee collettive di numerose sostanze combinate insieme a questo modo, rappresentano ciascuna di per sé una idea singola, come quella di uomo o di unità. In terzo luogo, l ultimo genere di idee complesse è quello designato con la parola relazione, che consiste nell esaminare e confrontare un idea con un altra. Tratteremo di questi numerosi generi di idee seguendo il loro ordine. [ ] complesse delle sostanze Si usa un solo nome per parlare di più idee semplici che vanno costantemente insieme Così ci si abitua a usare un solo nome per più idee, supponendo che esse siano una sola sostanza L idea di sostanza si riferisce a qualcosa che consideriamo il sostegno delle qualità che producono in noi le idee semplici Poiché la mente, come ho dichiarato, è provvista di un gran numero di idee semplici in essa convogliate dai sensi, così come essi le reperiscono nelle cose esteriori, o mediante la riflessione sulle operazioni della mente stessa, essa osserva che un certo numero di queste idee semplici si presentano sempre insieme. Poiché le parole sono confacenti alla comune comprensione e si fa uso di esse per un rapido scambio, e poiché si presume che quelle idee appartengano a una sola cosa, raccolte così in un solo soggetto, esse sono designate con un solo nome. In seguito, però, per disattenzione, siamo inclini a parlare e a considerare come un idea semplice quella che è invece una combinazione complessa di molte idee insieme, e ciò accade perché, come ho detto, non immaginando in che modo queste idee semplici possano sussistere per se stesse, noi ci adattiamo a supporre l esistenza di un certo sostrato 1 dove esse sussistono effettivamente e di cui sono il risultato, e perciò lo chiamiamo sostanza. Se qualcuno volesse interrogare se stesso a proposito della sua nozione di sostanza pura in generale, scoprirebbe di non possedere alcuna idea, ma solo una supposizione di un qualche sconosciuto sostegno di certe qualità capaci di produrre in noi idee semplici: qualità che comunemente vengono chiamate accidenti 2. Se si domandasse a uno quale sia il soggetto cui ineriscono colore e peso, egli non avrebbe niente da dire se non che riguardano parti solide ed estese; e se gli venisse chiesto a cosa siano inerenti quella solidità e quella estensione, in tal caso non si troverebbe in una posizione migliore dell indiano menzionato prima [libro II, cap. xiii, 19], al quale, poiché affermava che il mondo era sostenuto da un 1. «Sostrato» è il termine introdotto nella tradizione aristotelico-scolastica per parlare del soggetto o sostanza reale cui si riferiscono gli accidenti. 2. Locke si riferisce alla teoria aristotelico-scolastica degli accidenti, che corrispondono a quelli che Locke chiama affezioni (se riferite alla mente) o qualità (se riferite ai corpi esterni che producono le affezioni).
4 LA FILOSOFIA INGLESE DEL SEICENTO UNITÀ 4 20 Lezione grande elefante, fu domandato su cosa poggiasse l elefante, al che la sua risposta fu: su una grande tartaruga, ma poiché si insisteva per sapere che cosa sostenesse quella tartaruga dalla schiena così ampia, rispose che non lo sapeva. In questo caso, come in tutti gli altri in cui usiamo parole senza avere idee corrispondenti chiare e distinte, noi parliamo come i bambini che, interrogati su cosa sia una certa cosa che non conoscono, danno prontamente questa soddisfacente risposta: che si tratta di qualcosa, e ciò, in verità, quando viene usata dai bambini come dagli adulti, non significa nulla più se non che essi ignorano di che si tratti e che della cosa che fingono di conoscere e di cui pretendono di parlare non hanno la benché minima idea distinta, rispetto alla quale sono perfettamente ignoranti e nella totale oscurità. Dunque, la nostra idea a cui diamo il nome generale di sostanza, non essendo altro che il presunto ma ignoto supporto di quelle qualità che scopriamo esistenti e che immaginiamo non possano sussistere, sine re substante, senza qualcosa che le supporti, quel sostegno lo chiamiamo substantia, che, conformemente al valore effettivo della parola inglese substance, significa «star sotto, sostenere». Essendoci così formata un idea oscura e relativa della sostanza in generale, giungiamo ad avere le idee relative a generi particolari di sostanze, raccogliendo tali combinazioni di idee semplici, così come dall esperienza e dall osservazione esercitate dai sensi degli uomini le scopriamo esistere insieme, e di conseguenza supponiamo che discendano dalla particolare costituzione interna, o dall essenza sconosciuta di quella sostanza. Perveniamo così alle idee di uomo, cavallo, oro, acqua ecc., e mi appello all esperienza di ognuno per sapere se abbia una qualche altra idea chiara della loro sostanza che vada oltre il percepire la coesistenza di certe idee semplici. Sono le qualità ordinarie osservabili nel ferro o nel diamante, combinate insieme, a formare l effettiva idea complessa di quelle sostanze che un fabbro o un gioielliere solitamente conoscono meglio di un filosofo, il quale, di qualunque genere siano le forme sostanziali di cui può parlare, non ha nessun altra idea di quelle sostanze che non sia foggiata tramite una raccolta delle idee semplici insite in esse. Dobbiamo tuttavia osservare che alle nostre idee complesse di sostanza, oltre a tutte le idee semplici di cui sono composte, si trova sempre associata l idea confusa di qualcosa a cui esse appartengono e in cui sussistono, e perciò, quando parliamo di un qualunque genere di sostanza, noi diciamo che è una cosa che ha certe o altre qualità, così come un corpo è una cosa che possiede un estensione, una conformazione ed è capace di movimento; uno spirito è una cosa capace di pensare, e altrettanto la durezza, la friabilità e il potere di attrarre il ferro diciamo che sono qualità che si trovano nella calamita. Queste e altre simili maniere di parlare suggeriscono sempre che la sostanza sia qualcosa oltre l estensione, la conformazione, il pensiero, la solidità, il movimento o altre idee osservabili, sebbene non sappiamo cosa sia. Usiamo la parola sostanza per riferirci a qualcosa di cui supponiamo l esistenza senza farne diretta esperienza Una volta formata l idea oscura di sostanza, si crede che le qualità percepite assieme ne esprimano l essenza L idea di sostanza nasce dalla collezione di idee semplici che vengono riferite a un unica idea, ma non esiste alcuna «forma sostanziale» Tuttavia, siamo ugualmente portati a supporre che la sostanza sia qualcosa di diverso dalle singole qualità
5 Lezione 20 La filosofia inglese del Seicento GUIDA ALLA LETTURA 1) Che cosa sono le idee complesse? E quante classi di idee complesse si possono formare nella mente? Rispondi presentando qualche esempio. 2) Che differenza esiste tra le idee di «modi semplici» e le idee di «modi misti»? Rispondi provando a fare degli esempi diversi da quelli che trovi nel testo. 3) Che differenza esiste tra idee «singole» e idee «collettive» di sostanza? GUIDA ALLA COMPRENSIONE 1) Spiega in quanti modi, secondo Locke, la mente può esercitare un potere sulle idee semplici. 2) Spiega in che modo, secondo Locke, la mente agisce per formare le idee complesse. 3) Spiega in che modo, secondo Locke, si forma l «idea oscura» di «sostanza in generale» e che uso ne facciamo abitualmente, con il linguaggio.
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