ANALISI DEL TESTO POETICO

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1 ANALISI DEL TESTO POETICO 1. Linguaggio poetico e linguaggio comune Avvicinandoci allo studio del testo poetico dobbiamo sottolineare come il principale obiettivo del linguaggio comune sia di trasmettere in modo chiaro, inequivocabile, un particolare messaggio, ad esempio : Antonio chiudi la finestra!, il senso del testo è chiaro, chi l ha codificato si è preoccupato, innanzitutto, di elaborare un testo di facile comprensione per raggiungere l obiettivo fissato. Nel linguaggio comune il testo diventa uno strumento inteso a soddisfare una particolare esigenza, una volta raggiunto lo scopo diventa inutile, possiamo tranquillamente abbandonarlo. Un discorso completamente diverso bisogna fare per il testo poetico, in questo caso il testo non è mai uno strumento finalizzato ad ottenere obiettivi esterni al testo stesso. Il poeta-emittente non si preoccupa di elaborare un testo che sia, innanzitutto, di facile comprensione; il testo non deve essere soprattutto chiaro, la sua funzione non è strumentale; esso ha valore in sé, trova in sé stesso il fine, come d altronde tutta la produzione che appartiene al mondo dell arte. Per aiutarci a comprendere meglio la distinzione tra linguaggio poetico e linguaggio comune leggiamo questa bella pagina tratta da S. Guglielmino, T. S. Silvestrini Guida alla lettura, Milano 1988, ed. Principato: Il materiale usato dal poeta è lo stesso del linguaggio comune, cioè lo stesso materiale che ci serve ogni giorno e in ogni circostanza per le necessità di comunicazione e di rapporto della vita quotidiana. Consideriamo di nuovo il verso: Dolce e chiara è la notte e senza vento... Se noi volessimo esprimere lo stesso contenuto per riferire a qualcuno una nostra esperienza o percezione potremmo dire abbastanza indifferentemente: E una notte serena e senza vento..., La notte è serena e non tira vento..., E una notte calma e luminosa e via cambiando e mutando i termini o il loro ordine e la loro combinazione: il nostro destinatario riceverebbe sia in un modo che nell altro l informazione che vogliamo dargli riguardo alla realtà di quella notte e alla nostra percezione della sua bellezza. Questi mutamenti, nel linguaggio comune non intaccano sostanzialmente il senso di quanto si vuole comunicare. Nel linguaggio poetico invece ogni mutamento di termine, ogni cambiamento nell ordine delle parole, ogni accostamento, separazione, combinazione, ha un importanza rilevante perché non è essenziale tanto ciò che si intende comunicare quanto il modo particolare con cui lo si esprime. Questo modo non è necessariamente il più preciso e definito, talora neanche il più chiaro; e non rispetta neppure l ordine e gli accostamenti più comuni: è invece il più ricco di valori musicali e fantastici. La parola, nel linguaggio poetico, non viene ricercata per la sua capacità di comunicare ordinatamente informazioni e conoscenze, quanto per le sue possibilità di sprigionare suoni che si leghino ritmicamente agli altri suoni del testo. Allo stesso modo non si chiede alla parola di definire con precisione un oggetto distinguendolo da altri, ma piuttosto di rappresentarlo evocando tutte le possibili immagini che il significato comporta o che richiama per associazione, o che può suscitare in rapporto ad altri significati presenti nel testo poetico. Perciò la polisemia di una parola (cioè il suo essere portatrice contemporaneamente di più significati) e l ambiguità che ne consegue non solo non vengono evitate nel linguaggio poetico, ma sono consapevolmente sfruttate per moltiplicare i rapporti con li altri elementi nel testo poetico. E come un gioco complesso e prezioso di echi e di riflessi, in cui ogni suono e ogni immagine non valgono più per se stessi, ma per tutte le possibilità che suggeriscono. Si costituisce quindi, nel linguaggio poetico, una rete fitta di rapporti così intrecciati tra di loro che non si può togliere un singolo elemento senza mettere in pericolo l equilibrio del risultato finale. (op. cit. pagg ) Anche grazie a quanto abbiamo appena visto cerchiamo di individuare quali sono gli elementi che caratterizzano, e quindi differenziano, un testo poetico da altri tipi di testi. Per comodità osserviamo forma e contenuto in modo distinto, anche se proprio nel testo poetico questi due elementi sono strettamente legati. Forma Gli elementi formali che caratterizzano un testo poetico sono: l essere scritto in versi 1

2 l attenzione per le rime, le assonanze e le consonanze la scelta dei termini secondo criteri fonici sintassi che spesso non segue le regole canoniche cura particolare per il lessico Contenuto Per quanto attiene al contenuto possiamo dire che non vi sono particolari argomenti che in qualche modo caratterizzano il testo poetico. E invece importante sottolineare come in esso il contenuto è strettamente legato alla forma, significato e significante sono tra loro uniti in un unione inscindibile. Ogni poesia è l espressione unica di un particolare poeta, cercare d esprimere i medesimi contenuti modificando la forma è impossibile, otterremo qualcosa di completamente diverso. La complessità del testo poetico Nell avvicinarci ad un qualsiasi testo poetico dobbiamo ricordare che in esso nulla, o poco, è spontaneo, ogni elemento viene scelto non solo per il significato che porta con sé ma anche: per le relazioni che crea con le altre parti del testo perché è in grado di suggerire immagini sa evocare ricordi per la capacità di creare effetti musicali perché è in grado di creare associazioni d idee 2. Studiare un testo poetico Proprio per queste peculiari caratteristiche studiare un testo poetico è un operazione piuttosto complessa, possiamo immaginarla come un percorso suddiviso in diverse fasi o livelli di lettura. La prima parte del percorso è legata all analisi del testo, mentre la seconda si focalizza sull interpretazione dello stesso. Analisi del testo Data la natura pragmatica del presente testo proponiamo, in modo schematico, un possibile percorso per l analisi del testo poetico, ogni lettore, con l esperienza, sarà in grado di crearsi un proprio percorso. Nello schema si noti la distinzione tra lo studio dell autore e del tempo in cui visse (PARTE I: analisi extratestuale), e l analisi del testo vero e proprio (PARTE II: analisi testuale). FASE Prima Seconda PERCORSO PER L ANALISI DEL TESTO POETICO PARTE I: Analisi extratestuale (o contestualizzazione) DESCRIZIONE OBIETTIVI NOTE SINTETICA Inquadramento storico e socio-culturale Studio della biografia dell autore Raccogliere quante più informazioni possibili, relative al momento storico e socio-culturale nel quale l autore è vissuto Conoscere la vita dell autore. Conoscere le coordinate storiche e socioculturali nelle quali un determinato autore è vissuto è di notevole aiuto per la comprensione dei testi poetici che questi ha prodotto (ad esempio, risulta difficile comprendere compiutamente la poesia Il cinque maggio di A. Manzoni, se non si conoscono la vita e le imprese di Napoleone). Vita e opere di un autore non possono essere considerate come due entità distinte, sarebbe un gravissimo errore, la vita si riflette nelle opere e queste ci consentono di comprendere la sua vita, in una unità inscindibile. La presenza costante di alcuni temi nella poetica di alcuni autori si comprende appieno solo conoscendo la loro vita (pensiamo ad esempio a Pascoli e al tema frequente del nido familiare come fonte di felicità, un tale tema si collega alle tragedie familiari che l autore ha vissuto quando era ancora 2

3 Terza L autore e il suo tempo Comprendere i rapporti tra l autore e i contemporanei ragazzo). I poeti, ma tutti gli artisti in genere, rappresentano figure del tutto particolari all interno di un gruppo sociale, è importante comprendere quale considerazione avesse il poeta da parte dei contemporanei. Troveremo posizioni che sono lontanissime tra loro, così Manzoni ebbe una notevolissima considerazione, mentre Dino Campana venne, per tutta la vita, considerato disturbato mentalmente. Studiare il rapporto tra autore e contemporanei è importante anche perché bisogna ricordare che erano i contemporanei i reali destinatari del testo. Non bisogna poi dimenticare che il testo potrebbe essere stato scritto per una particolare occasione. Quarta Analisi della produzione complessiva e collocazione del testo da studiare Collocare correttamente, all interno della produzione complessiva dell autore, il particolare testo poetico da studiare E importante avere una visione d insieme delle opere prodotte dall autore per comprendere il testo da analizzare. Se visto come parte di un insieme, e se collocato correttamente, diventa più facile comprendere il senso del testo. Quinta Studio della poetica Conoscere gli elementi essenziali che ci consentono di comprendere la poetica dell autore Possiamo considerare la poesia studiata come un frammento della produzione del poeta, ebbene per comprendere quel frammento è necessario conoscere le linee guida del pensiero dell autore, i temi più frequenti, l uso del lessico, ecc. PERCORSO PER L ANALISI DEL TESTO POETICO PARTE II: Analisi testuale OBIETTIVI FASE DESCRIZIONE SINTETICA NOTE Prima Prima lettura Conoscere il testo In questa prima fase si legga il testo, lettura espressiva, cercando di evidenziare le pause e gli accenti per coglierne il ritmo. Seconda Prima comprensione Comprendere il significato del testo traducendolo in prosa (fare la parafrasi) Nella seconda fase dobbiamo fare la parafrasi del testo. Parafrasi deriva dal greco paràphrasis e significa frase posta vicino. Nel fare la parafrasi dobbiamo ricordare che questa ha una propria indipendenza dal testo di riferimento, ci consente di individuare i contenuti del testo, ma da questo se ne distingue sia per la struttura, sia per il lessico. Dobbiamo inoltre ricordare che stiamo riscrivendo in prosa i contenuti del testo poetico, se in quest ultimo le regole sintattiche spesso sono trascurate, non altrettanto deve avvenire per il testo in prosa. Per fare la parafrasi consigliamo di: chiarire il significato di ogni singola parola o delle espressioni non immediatamente comprensibili, parole 3

4 nuove, insolite, ecc; ricostruire la situazione complessiva dei fatti o delle emozioni rappresentate nel testo; ricercare un espressione semplice e chiara, di un linguaggio comune, per ogni punto della poesia; ricercare il messaggio profondo del testo; individuare una chiave interpretativa che riveli il senso delle immagini poetiche Terza Individuazione dei nuclei tematici Individuare i nuclei tematici presenti nel testo La parafrasi ci consente di individuare quelli che possiamo definire nuclei tematici della poesia. Solo se saremmo in grado di individuare correttamente i nuclei tematici potremmo comprendere il significato complessivo del testo. Quarta Studio dell aspetto metrico e strutturale Individuare e definire gli elementi metrici e strutturali presenti In questa fase dobbiamo individuare: 1. il tipo di componimento (sonetto, ballata, schema libero, ecc.) 2. la natura dei versi presenti 3. la posizione dell accento ritmico, le pause, le cesure e gli enjambement Quinta Studio delle figure retoriche Individuare le eventuali figure retoriche presenti, cercando di comprendere quale significato l autore intendeva attribuire alle diverse figure In quest ultima fase cercheremo nel testo quelle che vengono definite figure retoriche, ossia quelle forme stilistiche usate dall autore per ottenere particolari effetti. Il nome retoriche deriva dal fatto che tali figure furono studiate e codificate dalla Retorica antica (ricordo che presso i Greci e i Latini la Retorica era una materia di studio, coincidente con l arte del parlare e scrivere con efficacia persuasiva) Le figure retoriche che possiamo trovare nei testi poetici sono: 1. figure di suono (rima, assonanza, consonanza, allitterazione, onomatopea) 2. figure sintattiche (anafora, ellissi, enumerazione, climax, anastrofe, iperbato, chiasmo) 3. figure di significato (similitudine, metafora, analogia, sinestesia, metonimia, sineddoche, ossimoro, iperbole, litote) Dall analisi all interpretazione Dopo l analisi del testo possiamo passare alla sua interpretazione. Il testo analizzato viene ora osservato secondo quattro diverse chiavi di lettura: in relazione alla produzione poetica dell autore in relazione alla produzione poetica del tempo in relazione alla produzione poetica in generale in relazione al mio rapporto con quel particolare testo Rispetto all analisi è necessario sottolineare come il momento dell interpretazione sia più complesso, per interpretare è necessario avere una visione d insieme che solo uno studioso è in grado d avere. Quando scrivo interpretare intendo perciò conoscere le interpretazioni date dai critici letterari. 4

5 FASE Prima DESCRIZIONE SINTETICA Il testo nella produzione dell autore INTERPRETAZIONE DEL TESTO OBIETTIVI Interpretare il testo nell ottica della produzione complessiva dell autore NOTE Con l aiuto dei critici letterari cerchiamo di comprendere quale posto particolare abbia avuto il testo nella produzione complessiva dell autore. Seconda Il testo nella produzione del suo tempo Interpretare il testo nell ottica della produzione poetica del suo tempo Sempre con l aiuto delle opinioni dei critici (ribadisco che è sempre meglio consultarne più d uno) cerchiamo di conoscere: la fortuna dell opera tra i contemporanei come si colloca l opera nella produzione dei contemporanei Terza Il testo nella produzione poetica in generale Interpretare il testo nell ottica della produzione poetica in generale Non ci resta ora che individuare la rilevanza che all opera viene attribuita nella produzione poetica in generale. Quarta Il mio rapporto con quel particolare testo (commento) Cogliere le emozioni, gli stati d animo, le riflessioni che il testo mi ha suscitato In quest ultima fase riflettiamo in merito alle emozioni, ai sentimenti, ai pensieri che la lettura del testo ha suscitato in noi. Quest ultimo momento mette in luce la nostra sensibilità poetica e la nostra capacità d ascolto. 3. Studiare un testo poetico (applicazione) ANALISI EXTRATESTUALE (o contestualizzazione) Ricordo che con analisi extratestuale intendo: inquadramento storico e socio-culturale studio della biografia l autore e il suo tempo analisi della produzione complessiva e collocazione del testo da studiare studio della poetica Nelle antologie scolastiche i testi poetici sono sempre accompagnati da informazioni che consentono l analisi extratestuale, certo lo spazio che viene dedicato a questo aspetto dell analisi del testo varia notevolmente a seconda della tipologia d utente a cui l antologia è destinata, e delle finalità per le quali la stessa è stata scritta. ANALISI TESTUALE Come abbiamo visto l analisi testuale può essere suddivisa nei seguenti momenti: a. prima lettura b. prima comprensione c. ricerca dei nuclei tematici d. studio dell aspetto metrico strutturale e. studio delle figure retoriche a. Prima lettura In questa prima fase leggiamo con lettura espressiva il testo, cercando, mediante l intonazione della voce, di mettere in rilievo il ritmo della poesia. b. Prima comprensione 5

6 Non è sempre facile comprendere il significato profondo di una poesia. Il paziente lavoro di lettura e di decodificazione di un testo poetico può, come prima tappa, materializzarsi nella parafrasi ( paraphrasis = dire con altre parole) che prevede alcune importanti operazioni: il chiarimento del significato di ogni singola parola o delle espressioni non immediatamente comprensibili, parole nuove, insolite, ecc la ricerca di un espressione semplice e chiara, di un linguaggio comune per ogni punto della poesia; la ricerca del messaggio profondo; l individuazione di una chiave interpretativa che riveli il senso delle immagini poetiche Come esempio vediamo la parafrasi di tre terzine 1 tratte al Canto primo della Divina commedia (versi 19-27): Allor fu la paura un poco queta che nel lago del cor m era durata la notte ch i passai con tanta pièta. E come quel che con lena affannata uscito fuori dal pelago a la riva si volge a l acqua perigliosa e guata, così l animo mio, ch ancor fuggiva, si volse a retro a rimirar lo passo che non lasciò già mai persona viva. Parafrasi (di Natalino Spegno) Allora si calmò, almeno in parte, la paura che mi aveva ingombrato il cuore durante la notte che avevo trascorso con tanta angoscia. E come fa chi è appena giunto alla riva dopo uno scampato naufragio, che si volge col respiro ancora affannato a fissare la distesa d acqua che gli ha fatto correre un così grave rischio; così l animo mio, che ancora rifuggiva dal pericolo della selva, si volse indietro a guardare nuovamente quel passaggio che non ha mai lasciato sopravvivere nessuno. c. Ricerca dei nuclei tematici La parafrasi ci aiuta nella ricerca di quelli che abbiamo definito i nuclei tematici del testo. Per comprendere cosa sono i nuclei tematici immaginiamo di dover rispondere alla domanda: quali temi o argomenti sono affrontati, toccati, suggeriti dall autore del testo? Osserviamo la poesia di Salvatore Quasimodo Alle fronde dei salici del 1945 pubblicata nella raccolta Con il piede straniero sopra il cuore del E come potevamo noi cantare con il piede straniero sopra il cuore, tra i morti abbandonanti nelle piazze sull erba dura di ghiaccio, al lamento d agnello dei fanciulli, all urlo nero della madre che andava incontro al figlio crocifisso sul palo del telegrafo? Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese: oscillavano lievi al triste vento. Il tema centrale di questa poesia è che davanti alla violenza e alla crudeltà, di fronte a quella che possiamo definire la disumanizzazione dell uomo, ai poeti non rimane che il silenzio. All interno di questo tema centrale vi sono dei sotto temi o nuclei tematici, tra questi sottolineiamo: il tema della solidarietà tra gli esseri umani (si noti il noi del primo verso e il piede straniero sopra il cuore del secondo verso, qui il cuore è unico in una forma di compartecipazione alla sofferenza) il tema dei bambini principali vittime della violenza (al lamento d agnello dei fanciulli) il tema del dolore straziante provocato dalla perdita di un figlio (l urlo nero della madre) il tema del silenzio che si impone ai poeti nelle situazioni di violenza e di crudeltà, quasi una forma di rispetto per quanti soffrono (Alle fronde dei salici, per voto, anche le nostre cetre erano appese) 1 Strofe formate da tre versi. 6

7 oltre a questi anche altri temi possono emergere da una lettura attenta. d. Studio dell aspetto metrico-strutturale Per esperienza questo è il tipo d analisi meno gradito agli studenti. Analizzare l aspetto metrico strutturale di un testo significa: 1. definire il tipo di componimento, osservando il tipo di strofe e la loro organizzazione 2. trovare la lunghezza (quindi il tipo) del verso 3. evidenziare la distribuzione degli accenti ritmici, delle pause e delle eventuali cesure ed enjambements 1. Definire il tipo di componimento Ogni componimento poetico è costituito da una o più strofe, ma come possiamo definire la strofa e quante sono le tipologie di strofe che possono dar luogo ai testi poetici. La strofa Con strofa intendiamo l insieme di versi che danno luogo ad un periodo ritmico (spesso anche logico concettuale) ben definito. E piuttosto facile rilevare il numero di strofe che compongono un componimento poetico dato che ogni strofa è separata dalla successiva da una riga bianca. Le strofe vengono nominate in base al numero di versi che le costituiscono, avremo così: il distico ( strofa di due versi); la terzina (strofa di tre versi); la quartina (strofa di quattro versi) la sestina (strofa di sei versi) l ottava (strofa di otto versi) Nella letteratura italiana, le strofe più frequenti sono la terzina ( la Divina Commedia è in terzine ), la quartina (usata in particolare nel sonetto ), e l ottava. Nella poesia moderna, a partire dalla fine dell Ottocento, si trovano comunemente strofe a schema libero, ossia che non seguono modelli ritmici definiti. I diversi componimenti poetici I principali tipi di componimenti della tradizione poetica italiana sono: ballata canzone sonetto ode Ballata La ballata, o canzone a ballo, è un componimento molto antico, di origine popolare, caratterizzato inizialmente dal fatto di essere accompagnato dal canto e dalla danza. La ballata è formata da una introduzione, detta ripresa o ritornello, costituita da un numero di versi variabile da uno a quattro. Dopo la ripresa vengono le stanze, composte ciascuna da due piedi ( rispettivamente detti prima mutazione e seconda mutazione ) e da una volta: l ultimo verso della volta, che ha sempre lo stesso numero di versi della ripresa, rima con l ultimo verso della ripresa. La ballata è un metro classico diffuso soprattutto in epoca medioevale, rinascimentale e barocca. Dal Settecento in avanti il suo utilizzo è andato esaurendosi. Canzone Di origine provenzale, la canzone raggiunge con Petrarca la sua struttura classica. La canzone è considerata il componimento più solenne e illustre della tradizione lirica italiana. E costituita da una serie di strofe o stanze, miste di endecasillabi (versi formati da undici sillabe) e settenari (versi formati da sette sillabe). Ogni stanza è composta da due parti, la fronte, formata a sua volta da due piedi, e la sirma ( o coda ), che può essere unica o divisa in due parti uguali. La sirma è legata alla fronte da un verso che può restare o isolato o rimare con l ultimo verso della fronte che si chiama chiave ( o concatenazione ). Di solito la canzone è chiusa da una stanza più breve delle altre detta congedo o commiato. Sonetto Il sonetto è un componimento di antica tradizione. E costituito da 14 endecasillabi, distribuiti in due quartine e due terzine. I versi sono endecasillabi e le rime possono essere di vario tipo 7

8 Ode Derivata dalla canzone, ne ha semplificato lo schema, orientandosi verso la scelta di strofe più brevi, con un numero variabile di versi. L ode più conosciuta è senz altro Il cinque maggio di Alessandro Manzoni. 2. Trovare la lunghezza del verso Un verso è costituito dall insieme di parole che stanno su una stessa riga. Esso rappresenta l elemento caratterizzante i testi poetici, l elemento che ci consente, anche a colpo d occhio, la loro distinzione da tutti gli altri tipi di testi. I versi possono essere di lunghezza variabile, e in base alla lunghezza vengono nominati, abbiamo, così, versi: bisillabi o binari (formati da due sillabe) trisillabi o ternari (formati da tre sillabe) quadrisillabi o quaternari (formati da quattro sillabe) quinari (formati da cinque sillabe) senari (formati da sei sillabe) settenari (formati da sette sillabe) ottonari (formati da otto sillabe) novenari (formati da nove sillabe) decasillabi (formati da dieci sillabe) endecasillabi (formati da undici sillabe) dodecasillabo o doppio senario (formati da dodici sillabe) Trovare la lunghezza del verso è operazione in apparenza piuttosto semplice (basta contare le sillabe che lo compongono), tuttavia per individuare correttamente il numero di sillabe che compongono un verso è necessario tener presente alcune regole, vediamole. Versi piani, tronchi, sdruccioli e bisdruccioli 1. Se il verso è piano (ossia se l accento tonico cade sulla penultima sillaba della parola conclusiva) il conteggio delle sillabe è regolare 2. Se il verso è tronco (ossia se l accento tonico cade sull ultima sillaba della parola conclusiva) bisogna considerare una sillaba in più rispetto a quelle effettivamente computate (l ultima viene considerata doppia). 2. Se il verso è sdrucciolo o bisdrucciolo (ossia se l accento tonico cade sulla terz ultima o quart ultima sillaba della parola conclusiva) bisogna considerare una sola sillaba dopo quella accentata In presenza di particolari figure metriche (sinalèfe, dialèfe, sinèresi, dièresi) Le regole della sinalèfe e della dialèfe si applicano nell incontro di parole, mentre quelle della sinèresi e della dièresi interessano un unica parola. 1. La vocale finale atona di una parola si fonde con la vocale iniziale della parola che segue, formando un unica sillaba, si parla in questo caso di sinaléfe: di/ gen/te-in/ gen/te,/ me/ ve/drai/ se/du/to (Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni) si noti come la e di gente si fonde con la in, formando un unica sillaba. 2. Il contrario della sinalèfe è la dialèfe, in questo caso non avviene la fusione delle vocali di parole diverse che si incontrano; generalmente la fusione non avviene perché una delle due e tonica: che/ la/ di/rit/ta/ via/ e/ra/ smar/ri/ta (Dante Alighieri) si noti come via e e di era rimangono separate. 3. La regola della sinèresi si applica quando due vocali che normalmente formano uno iato (ossia si distinguono nella pronuncia) vengono unite in un unica sillaba: Ed/ er/ra/ l ar/mo/nia/ per/ que/sta/ val/le (Giacomo Leopardi, Il passere solitario) lo iato presente nella sillaba nia non viene considerato, le due vocali si mantengono unite a formare un unica sillaba. Generalmente, nei testi poetici, si ha sinèresi con parole come mio, tuo, tua, ecc. 8

9 4. La dièresi è il contrario della sinèresi, consiste nel considerare come uno iato due vocali che normalmente formano dittongo: E/ pre/go an/ch io/ nel/ tuo/ por/to/ qui/e/te (Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni) La dieresi nella parole quiete rende la parola trisillabica e quindi il verso endecasillabo. Graficamente una diéresi viene indicata ponendo due puntini sopra la vocale più debole. 3. Individuare l accento ritmico, le eventuali cesure ed enjambements Nello studio di una poesia spesso trascuriamo, ingiustamente, l analisi del ritmo e della musicalità che emergono dal testo; eppure dobbiamo pensare che il poeta considera il ritmo e la musicalità del testo come elementi fondamentali per la scelta dei termini da usare. Non bisogna dimenticare che la poesia è strettamente imparentata con il canto (la poesia antica veniva cantata con accompagnamento musicale). Ancora oggi il testo di alcune canzoni può essere considerato, a tutti gli effetti, un testo poetico. La musicalità e il ritmo di un testo si creano mediante l uso di accenti ritmici e di pause. Accenti ritmici Nei testi poetici accanto agli accenti tonici, caratteristici di ogni parola, esiste l accento ritmico o ictus (ictus in latino significa percussione, e richiama il battere del tempo durante l esecuzione di un brano musicale) esso può essere definito come: il punto o i punti del verso, chiamati sedi, dove la voce insiste in modo particolare, con più forza. Nella poesia tradizionale le sedi dell accento ritmico sono fissate dalla metrica in base alla lunghezza del verso, abbiamo così: Tipo di verso Accenti ritmici cadono sulle sillabe bisillabo o binario prima trisillabo o ternario Seconda quadrisillabo o quaternario prima e terza quinario prima o seconda e quarta senario seconda e quinta settenario una della prime quattro e sesta ottonario terza o quarta e settima novenario generalmente seconda, quinta e ottava decasillabo terza, sesta e nona endecasillabo obbligatorio sulla decima sillaba, gli altri sono mobili oltre l endecasillabo i versi si considerano, per gli accenti ritmici come versi doppi, così un dodecasillabo viene considerato un doppio senario. Pause, cesure ed enjambement La cadenza ritmica della poesia è data, oltre che dagli accenti ritmici, anche dalle pause. Una pausa è, generalmente, presente alla fine del verso; possiamo però delle pause anche all interno di un verso, in questi casi si parla di cesura: Ei fu. (pausa di cesura) Siccome immobile (Manzoni) Nel breve verso di Manzoni proposto la funzione della cesura è di evidenziare alcune parole. Solitamente le cesure sono presenti nei versi lunghi, in concomitanza dei segni di punteggiatura, dividono il verso in due parti dette emistichi (emistichio deriva dal greco e significa mezzo verso). Nell endecasillabo (forse il verso più usato nella letteratura italiana) la cesura si ha dopo la settima sillaba (in alcuni casi dopo la quinta). Abbiamo visto come le pause siano generalmente presenti alla fine del verso, capita però, a volte, che il senso logico del verso si completi in quello successivo (ad esempio quando abbiamo un nome in un verso e il suo aggettivo nel verso successsivo), in questi casi la pausa di fine verso tende a svanire modificando il ritmo, questo fenomeno prende il nome di enjambement (o inarcatura): Il tramonto discendeva con sordi brontolii. Ognuno si godeva i cari ricordi, cari ma perché ricordi. (G. Pascoli) si noti l enjambement presente tra il primo e il secondo verso, e quello tra il secondo e il terzo. 9

10 e. Studio delle figure retoriche Le più diffuse figure retoriche che possiamo trovare nei testi poetici si possono così classificare: 1. figure di suono (rima, assonanza, consonanza, allitterazione, onomatopea) 2. figure sintattiche (anafora, ellissi, enumerazione, climax, anastrofe, iperbato, chiasmo) 3. figure di significato (similitudine, metafora, analogia, sinestesia, metonimia, sineddoche, ossimoro, iperbole, litote) 1. Figure di suono (rima, assonanza, consonanza, allitterazione, onomatopea) Rima Assieme all accento ritmico e alle pause, la musicalità di un testo poetico si ottiene, innanzitutto, mediante le rime. La rima è da considerarsi tra le più diffuse figure di suono. Due parole si dicono in rima quando hanno un identità di suoni a partire dalla vocale su cui cade l accento tonico. Le parole che producono la rima si trovano, perlopiù, alla fine del verso. Attenzione perché si abbia una vera e propria rima vi deve essere l identità di suoni a partire dalla vocale sui cade l accento tonico della parola, così saltare e ballare fanno rima, mentre temere e prendere non sono in rima, in prendere, infatti, l accento tonico cade sulla prima e. All interno di un testo poetico la rima svolge delle funzioni importante perché: contribuisce in maniera sostanziale a scandire il ritmo del testo stabilisce rapporti fonici tra parole diverse pone in relazione due termini che fanno riferimento a concetti che possono essere simili, diversi, opposti, potendo così trasformare una relazione di suono in una relazione di significato (ad esempio spande-grande per somiglianza, sera-capinera per diversità, sera-primavera per opposizione) Le rime si distinguono in base al loro disporsi nell ambito di una sequenza di versi. Per aiutarsi nel definire la sequenza, i versi contenenti rime uguali vengono indicati con una stessa lettera dell alfabeto, avremo così una sequenza di lettere che indicano il rapporto in rima tra i differenti versi. Vediamo le sequenze di rime più diffuse nella letteratura italiana: Rima baciata: si ha quando due versi consecutivi rimano tra loro secondo lo schema AA BB CC O cavallina, cavallina storna che portavi colui che non ritorna A A Rima alternata: unisce due versi alternativamente secondo lo schema AB AB Forse perché della fatal quiete A tu sei l imago, a me sì cara vieni B o sera! E quando ti corteggian liete A le nubi estive e i zefiri sereni B (G. Pascoli, La cavalla storna) Rima incrociata: unisce il primo verso al quarto, il secondo al terzo secondo lo schema AB BA Voi ch ascoltate in rime sparse il suono A di quei sospiri ond io nudriva l core B in sul mio primo giovenile errore B quand era in parte altr uom da quel ch i sono A (U. Foscolo, Alla sera) (F. Petrarca, Canzoniere) Rima incatenata o terza rima (detta anche rima dantesca, perché usata da Dante nella Divina Commedia): lega assieme strofe di tre versi (terzine) in una specie di catena, il primo verso legato con il terzo, il secondo con il primo e il terzo della strofa successiva, introducendo in ogni nuova strofa un nuovo verso nel mezzo secondo lo schema ABA BCB CDC, ecc. Nel mezzo del cammin di nostra vita A mi ritrovai per una selva oscura, B che la diritta via era smarrita. A 10

11 Ahi quanto a dir qual era è cosa dura esta selva selvaggia ed aspra e forte che nel pensier rinnova la paura! Rima interna Quando almeno una delle parole che formano la rima si trova all interno del verso all ora si parla di rima interna. Rima al mezzo (o rimalmezzo) Questo particolare tipo di rima si ottiene quando la rima interna cade al termine di un emistichio (metà del verso), ossia quando coincide con la cesura. Versi sciolti Quando i versi non sono legati tra loro da alcun schema di rima, allora si parla di versi sciolti; questi sono entrati in uso nella poesia dell Ottocento (anche i componimenti di Leopardi sono in versi sciolti) e si sono affermati nel Novecento. Assonanza e consonanza Attenzione a non confondere l assonanza e la consonanza con la rima, nella rima vi è una perfetta identità dei suoni dopo l accento tonico, mentre nell assonanza vi è l identità delle sole vocali, e nella consonanza l identità delle sole consonanti. nostri-volti (assonanza) partisti-rimasta (consonanza) Allitterazione Il termine allitterazione deriva dal latino ad litterare = allineare lettere. Questa figura di suono si ottiene ripetendo uno stesso fonema (o uno simile) in una o più parole successive: E nella notte nera come il nulla (da G. Pascoli, Il tuono) Già tutta l aria imbruna, torna azzurro il sereno, e tornan l ombre (da G. Leopardi, Sabato del Villaggio) Onomatopea Detta anche armonia imitativa, l onomatopea consiste nell usare delle espressioni verbali che richiamano particolari suoni naturali. L espressione verbale che viene usata può essere foneticamente imitativa (il gre gre della rane), oppure contenere dei fonemi che suggeriscono acusticamente l azione o l oggetto (il fruscio delle foglie, il miagolare del gatto, ecc.). Paronomasia Viene detta anche bisticcio, consiste nell accostare due parole di suono simile ma di significato completamente diverso: sedendo e mirando (G.Leopardi, L Infinito ) 2. Figure sintattiche (anafora, anastrofe, chiasmo, climax, ellissi, enumerazione, iperbato) Anafora Il termine anafora deriva dal greco anaphéro = ripeto. Consiste nella ripetizione di una o più parole all inizio di due versi o di due periodi; è tipica delle preghiere, delle invocazioni, delle filastrocche. Per me si va nella città dolente, per me si va nell eterno dolore, per me si va tra la perduta gente. (Dante, Inferno, Canto III vv.1-3) Anastrofe Questo temine deriva dal greco anàstrophe = inversione. Questa figura prevede un sovvertimento, rispetto alla struttura sintattica abituale, dell ordine degli elementi di una frase. La bocca sollevò dal fiero pasto quel peccator (Dante, Inferno) 11 B C B

12 invece di: Quel peccator sollevò la bocca dal fiero pasto Chiasmo Dal greco khiasmòs = collocazione in forma di croce, secondo la lettera greca X. Si tratta di un particolare tipo di inversione che prevede la disposizione incrociata di due espressioni, il cui ordine delle parole è invertito nella seconda rispetto la prima, così da formare una X. Le donne i cavalieri l arme.. gli amori (Ludovico Ariosto, Orlando furioso) Si noti come Le donne richiami l espressione gli amori e i cavalieri l espressione l arme, a formare una X. Climax Collegata alla figura della Enumerazione, per climax si intende una progressiva successione di termini in un ordine che può essere crescente per cui si parla di climax ascendente (progressivo intensificarsi del concetto) o decrescente (progressivo attenuarsi del concetto) e si parla di climax discendente (o anticlimax). Climax ascendente Antonio quando corre è rapido, veloce, un razzo, un fulmine. Climax discendente Questo alunno è intelligente, ha buona memoria, fa quello che può. Ellissi Deriva dal greco élleipsis = mancanza. L ellissi prevede l eliminazione di uno più elementi sintattici all interno della frase al fine di ottenere una maggiore efficacia comunicativa; l ellissi è usata anche nei testi non poetici (si pensi alle frasi nominali, o prive di verbo, come ad esempio Oggi pensionati in piazza ) Gèmmea [è] l aria, il sole [è] così chiaro, che tu ricerchi gli albicocchi in fiore. (da G. Pascoli, Novembre) Enumerazione Consiste nella rapida rassegna di eventi, oggetti, qualità coordinati per asindeto (ossia senza le congiunzioni e, o, ma, ecc., in alcuni casi sostituite da segni di punteggiatura) o per polisindeto (con le consuete congiunzioni). Enumerazione per asindeto. S aprirà quella strada, le pietre canteranno, il cuore batterà sussultando, come l acqua nelle fontane. (Cesare Pavese, Passerò per Piazza di Spagna) Enumerazione per polisindeto. Benedetto sia l giorno e l mese, e l anno, e la stagione, e l tempo, e l ora, e l punto, (Petrarca, dal Canzoniere) Iperbato Indica l alterazione dell ordine consueto delle parole e l inserimento di uno o più termini tra parole che sintatticamente andrebbero unite. invece di: mandano al ciel mille incensi di fiori. mille di fior al ciel mandano incensi (Foscolo, Sepolcri) 3. Figure di significato (analogia, litote, iperbole, metafora, similitudine, metonimia, ossimoro, sineddoche, sinestesia) Analogia L analogia non è una figura retorica vera e propria, ma una tecnica, tipica del Decadentismo, che consiste nell accostare realtà logicamente lontanissime, scoprendo, mediante l intuizione, relazioni e corrispondenze particolari. 12

13 Ma nel mio cuore nessuna croce manca E il mio cuore il paese più straziato. si noti l analogia tra il cuore sofferente e il paese distrutto dalla guerra. 13 (da Ungaretti, San Martino del Carso) Litote Questa figura si ha quando si afferma un concetto mediante la negazione del suo contrario. Don Abbondio non era nato con un cuor di leone (Manzoni, I promessi sposi) Non cuor di leone indica la mancanza di coraggio, una forma attenuata per dire che Don Abbondio era un vile. Iperbole L iperbole è una esagerazione nella rappresentazione della realtà, tramite l uso di termini o espressioni che amplificano, o riducono, oltre misura la realtà stessa. Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino (Montale, Xenia I) Un milione di scale rappresenta un iperbole della realtà. Metafora Questo termine deriva dal greco metaphérein = trasferire. Indica la sostituzione di una parola con un altra, con la quale abbia una qualche relazione di significato (aspetto in comune). La metafora è molto usata dai poeti perché, sovrapponendo due concetti, anche molto diversi tra loro, crea immagini nuove ed originali. Per esempio nell espressione capelli d oro la parola oro viene usata perché il suo colore giallo richiama il biondo dei capelli. Antonio è [coraggioso] un leone e Sandro è [pauroso] un coniglio Nella frase proposta abbiamo due metafore, nella prima usiamo il termine leone per indicare il coraggio di Antonio (l elemento in comune tra Antonio e il leone è il coraggio), nella seconda usiamo il termine coniglio per indicare che Sandro è pauroso (l elemento in comune tra Sandro e il coniglio è la paura). La metafora è una delle figure più usate, diffusa anche nel linguaggio comune: sei un somaro, ai piedi dell albero, ecc. Similitudine Consiste nell evidenziare un rapporto di somiglianza tra due esseri, due azioni, due avvenimenti, ecc. La similitudine si caratterizza, rispetto alla metafora, per la presenza di nessi logici di collegamento (come, quale, quanto, ecc.). E caddi come corpo morto cade (Dante, Inferno) Metafore similitudine sono figure molto simili, per ricordarsi la differenza bisogna ricordare come nella similitudine vi sempre un nesso logico di collegamento tra gli elementi interessati, tale nesso manca nella metafora, tanto che alcuni studiosi vedono nella metafora una similitudine abbreviata. Giovanni corre veloce come una lepre (similitudine) Giovanni quando corre è una lepre (metafora) Metonimia Il termine deriva dal greco metà = cambiamento e ònyma = nome. Tale figura prevede la sostituzione di un termine con un altro. Lo scambio di termini è possibile perché i due elementi sono tra loro legati da un rapporto logico. Si parla di metonimia quando tra gli elementi scambiati vi è un rapporto: 1. causa ed effetto o viceversa: Talor lasciando le sudate carte (da Leopardi, A Silvia); 2. materia e oggetto: sguainare il ferro (Monti); 3. contenente e contenuto: bevve un bicchiere (Manzoni); 4. l astratto e il concreto e viceversa: a chi piace la spada [vita militare]; 5. l autore con l opera: leggere Dante; 6. il simbolo e la cosa simboleggiata: educò un lauro... e t appendea corone (Foscolo) 7. la cosa posseduta e il possessore: i colletti bianchi, le camicie rosse; 8. il mezzo e la persona: lingua mortal non dice... (Leopardi)

14 Ossimoro Consiste nell accostamento di termini o espressioni di senso opposto, antitetico. Un tale accostamento, proprio per la sua originalità crea un effetto particolarmente intenso. L uso di ossimori è frequente nella poesia di Pascoli: tacito tumulto, estate fredda, ecc. Sineddoche Simile alla metonimia, questa figura prevede la sostituzione di un termine con un altro, col quale vi sia una relazione di tipo estensionale (quantitativa). Si parla di sineddoche quando tra gli elementi scambiati vi è un rapporto di: 1. parte per il tutto e viceversa: E se da lungi i miei tetti saluto (Foscolo), ho dipinto casa; 2. il singolare per il plurale e viceversa: l uomo è egoista, gli Augusti sono rari nella storia; 3. il genere per la specie e viceversa: i mortali per gli uomini, il pane non ci manca; Sinestesia Consiste nell associare due termini (ad esempio un sostantivo e un aggettivo) che appartengono a sfere sensoriali diverse: pigolio di stelle (Pascoli), urlo nero (Quasimodo), fresche le mie parole nella sera (D Annunzio). INTERPRETAZIONE DEL TESTO Il momento dell interpretazione si concretizza in queste quattro fasi analitiche: 1. il testo nella produzione dell autore 2. il testo nella produzione del suo tempo 3. il testo nella produzione poetica in generale 4. il mio rapporto con quel particolare testo (o commento) per le prime tre fasi è preferibile, come abbiamo fatto per l analisi extratestuale, rivolgersi ai critici letterari, magari più d uno, per poter comprendere quale rilevanza abbia il testo nella produzione dell autore, nella produzione del tempo e nella produzione poetica in generale. Discorso totalmente diverso bisogna invece fare per quanto attiene al mio rapporto con il testo letto. Il mio rapporto con quel particolare testo (o commento) Questo punto viene spesso, a torto, trascurato nello studio di un testo poetico, è il momento del mio coinvolgimento razionale ed emotivo. Adesso, dopo aver acquisito le necessarie informazioni extratestuali, dopo aver fatto una puntuale analisi testuale e dopo aver letto l opinione dei critici, qual è l idea che io mi sono fatto del testo, quali pensieri, quali emozioni e sentimenti la sua lettura ha provocato in me. Si tratta del commento al testo, questo può essere apprezzato ma anche criticato, attenzione però ogni nostro giudizio dovrà essere giustificato da valide argomentazioni, che possono nascere solo da una approfondita conoscenza dell opera e dl suo significato profondo. In questo caso non vi sono molti consigli che possono essere dati, ognuno cerchi di affinare la propria capacità d ascolto di quella tipologia testuale del tutto particolare chiamata testo poetico. 14

15 SAGGIO BREVE Il saggio breve è una sorta di miniatura molto maneggevole di testo informativo/argomentativo nella sua forma più essenziale: ne comprende le sezioni fondamentali, ne simula l organizzazione e ne rispecchia la logica costruttiva. In quanto forma minimale ma completa di testo espositivo, il saggio breve può divenire un ottimo modello per la realizzazione attraverso espansione e rielaborazione di documenti molto più complessi (relazioni, rapporti, studi, tesi). La lezione in breve Il saggio breve in cinque capoversi è un testo informativo/argomentativo a struttura rigida che può essere impiegato quale modello per testi più complessi, anche molto lunghi. Nella sua forma tipica, è costituito da 5 segmenti (capoversi) unitari dal punto di vista linguistico, contenutistico e paratestuale collegati tra loro da frasi-transizione e raccolti in tre sezioni: Introduzione, corpo del testo e conclusione. Mentre l introduzione e la conclusione sono costituite da un capoverso ciascuna, il corpo del testo ne raccoglie tre. L introduzione ha il compito fondamentale di presentare l argomento oggetto di trattazione, di chiarire quale sia il fine comunicativo dello scrivente e di anticipare la struttura del testo; i tre capoversi del corpo hanno lo scopo di sviluppare l argomento in maniera conforme a quanto anticipato nell introduzione e la conclusione risponde al fine di riepilogare le considerazioni svolte nel corpo del testo. Il saggio breve in cinque capoversi: concetti di base Si può descrivere il Saggio breve in cinque capoversi come un testo a struttura rigida che risponde a fini informativi o argomentativi; nella sua versione informativa, il saggio breve ha lo scopo di offrire informazioni adeguate su un tema specifico; nella sua versione argomentativa, esso sostiene, attraverso catene di enunciati, la validità di un affermazione. Detto in altre parole, il saggio breve argomentativo è congegnato per sostenere la giustezza di un idea (più oltre faremo riferimento all enunciato in cui questa idea viene formulata esplicitamente con il nome di tesi). 2 Come suggerisce il suo nome e come vedremo in dettaglio nelle pagine seguenti il saggio breve si articola in cinque segmenti ( capoversi ) ciascuno formato da più proposizioni in catena e distinto dagli altri con un a-capo. 3 I segmenti si susseguono in un ordine rigido e, nel loro insieme, compongono le tre partizioni fondamentali del saggio: l introduzione, il corpo del testo e la conclusione. Ognuno dei capoversi in cui si articola il saggio breve ha una configurazione ben definita, che verrà descritta in dettaglio nei prossimi paragrafi; qui occorre solo segnalare che i tre capoversi del corpo centrale condividono la medesima organizzazione e si contrappongono, in questo, all introduzione e alla conclusione, che presentano un impianto differente. Un ultima nota: nel testo a supporto della tesi o ai fini della completezza di informazione possono essere incluse informazioni di tipo diversissimo: ciò che conta è che esse possiedano un 2 L enunciato è una combinazione di parole (ma può essere costituito anche da una sola parola) che rappresentano un unità all interno di un interazione comunicativa. In molti casi coincide con ciò che la grammatica chiama frase, ma ciò non accade sempre: un enunciato, infatti, può essere più breve di una frase, mancare di più elementi e non essere corretto da un punto di vista grammaticale. Nell ambito di un dialogo immaginario, per esempio, un Subito! fornito in risposta ad una domanda come Allora quando parti? costituirebbe un enunciato, ma non una frase. 3 Come si è suggerito nella presentazione dell unità, si può tranquillamente espandere la struttura del saggio breve, facendo sì che esso sia composto di paragrafi invece che di capoversi; e si può addirittura trasformarlo in un saggio molto esteso, tanto da fare diventare i paragrafi dei capitoli. Questa è un evoluzione desiderabile e necessaria e il saggio breve si propone esplicitamente come modello adattabile a varie situazioni comunicative; in questa unità, tuttavia, presenteremo il saggio nella sua forma più semplice, che non contiene più di 500 parole. Si ricordi che il paragrafo rappresenta ciascuna delle unità in cui si articolano i capitoli, e che i capoversi sono le unità che costituiscono i paragrafi. Di solito i paragrafi sono titolati, mentre i capoversi non lo sono e si distinguono gli uni dagli altri per la presenza di un a-capo o di un rientro di prima riga. 15

16 grado di formalità, di affidabilità e di completezza adeguati alla natura dell argomento e dell uditorio. Indicazioni più dettagliate verranno fornite, a questo riguardo, nelle unità dedicate al processo della scrittura; sia sufficiente, in questa sede, dire che nel saggio breve possono essere usate, a seconda delle necessità, narrazioni aneddotiche, esempi tratti da esperienze reali proprie o altrui, dati (numerici e non) acquisiti attraverso inchieste dirette o raccolti da fonti secondarie, citazioni da testi autorevoli ed altro ancora. La funzione del saggio breve Come si è ripetuto più volte, il saggio breve può avere funzione informativa o argomentativa; nel primo caso, il suo fine è quello di fornire informazioni e di offrire spiegazioni, spesso definendo concetti o descrivendo accuratamente stati di cose. Nel secondo, invece, il suo fine è quello di convincere il lettore della bontà di una determinata opinione, eventualmente spingendolo ad intraprendere comportamenti specifici. La differenza dei fini comunicativi si riflette sia sugli argomenti passibili di trattazione che sul modo in cui essi devono venire affrontati: mentre, infatti, si può informare su tutto, non si può argomentare che sul discutibile. Ciò significa che l oggetto di un saggio argomentativo non può che essere uno attorno al quale si possa sviluppare un dibattito. Sarebbe molto difficile, ad esempio, costruire un saggio argomentativo parlando di droghe e sostenendo che hanno effetti nocivi sulla salute umana: questa è una constatazione difficilmente confutabile, per la quale si faticherebbe a trovare un antagonista disputante; e senza un quid demonstrandum ed qualcuno cui dimostrarlo non esiste neppure un testo argomentativo. Inoltre, l enunciato le droghe hanno effetti nocivi sulla salute umana non solo si limita a constatare un semplice fatto, ma non mette neppure in chiaro quale sia l opinione dello scrivente in merito ad esso; anche questo è un requisito fondamentale del saggio argomentativo: difficilmente infatti si potrà convalidare un opinione se non la si dichiara. Insomma: il presupposto per un saggio argomentativo è che (a) riguardi un tema su cui sia possibile disputare e (b) spieghi chiaramente quale sia la posizione sostenuta nella potenziale controversia. 4 Un testo informativo, invece, deve rispettare un numero inferiore di requisiti: è sufficiente che verta su un argomento interessante e che presenti informazioni complete ed aggiornate, utili per il proprio uditorio. Da questo punto di vista, il saggio informativo è più semplice di quello argomentativo, che richiede un supplemento di riflessione ed una più accurata organizzazione delle idee. La struttura del saggio breve Abbiamo già chiarito, nei paragrafi precedenti, che il saggio breve in cinque capoversi si articola in tre sezioni principali: l introduzione, il corpo del testo e la conclusione. Mentre introduzione e conclusione sono costituiti da un capoverso ciascuna, il corpo del testo ne comprende tre. Schematicamente, dunque, la struttura del saggio breve è la seguente: Introduzione (1 solo capoverso) Corpo del testo (3 capoversi) Conclusione (1 capoverso). Come è ovvio, ciascuna delle sezioni che costituiscono il saggio breve risponde ad uno scopo diverso e presenta varie specificità sia dal punto di vista della struttura che da quello del contenuto: vedremo quali nei paragrafi che seguono. 4 Avrebbe tutte le carte in regola per riuscire un buon testo argomentativo in cui si sostenga che come quelle pesanti, anche le droghe leggere hanno effetti nocivi rilevanti sull organismo umano e conducono alla dipendenza: per questo il loro consumo non dovrebbe essere ammesso. Il suo argomento si presterebbe al dibattito e la posizione sostenuta dall autore del testo vi è esplicitamente dichiarata. 16

17 L introduzione L introduzione risponde a più scopi, tra i quali quelli fondamentali sono: a quello di introdurre il lettore nel testo, provocandone l attenzione; b quello di indicargli l argomento di cui si tratta; c quello di chiarire, nel caso di un testo argomentativo, quale sia l opinione che vi viene sostenuta; d quello di fornire una sorta di essenzialissimo sunto del testo (chiamato spesso blueprint) 5 ; e quello di introdurre i paragrafi successivi, in modo da stimolare la prosecuzione della lettura. Schematicamente, dunque, il capoverso introduttivo dovrebbe articolarsi nelle sezioni che seguono: a introduzione al testo, tesa ad interessare il lettore; b presentazione dell argomento; c presentazione del fine comunicativo; d esposizione della tesi; e presentazione schematica della struttura del testo; f aggancio ai paragrafi successivi. Vi sarà modo di tornare sull argomento nella prima delle unità dedicate al processo della scrittura; ai fini della comprensione di quanto scriverà nei prossimi paragrafi, però, è necessario introdurre anche se in forma non perfettamente rifinita i concetti-chiave di (a) argomento, (b) tesi, (c) fine comunicativo e (d) presentazione schematica della struttura del testo. L argomento L argomento è, nella sua accezione più larga, l oggetto del discorso 6 che si conduce nel saggio; argomento di un saggio informativo o argomentativo, ad esempio, potrebbe essere quello degli effetti nocivi delle droghe sulla salute umana. La tesi La tesi, in un testo argomentativo, è un enunciato in cui l autore esprime un opinione precisa riguardo all argomento che ha deciso di trattare. Nel saggio come nella maggior parte dei testi argomentativi tecnici, scientifici e professionali essa deve essere sempre formalizzata esplicitamente messa nero su bianco in un enunciato; in altre scritture soprattutto in quelle non molto formali (giornalistiche ad esempio) o che abbiano qualche intento persuasivo (come quelle politiche) essa viene talvolta sottaciuta o dissimulata. Un esempio valido di tesi argomentativa potrebbe essere il seguente: Gli strumenti finanziari ed economici messi in opera dal Governo per il contenimento del deficit pubblico non sono adeguati a fronteggiare l emergenza attuale. In esso, infatti, non solo è del tutto chiaro quale sia l argomento del discorso (vi si tratta degli strumenti finanziari ed economici messi in opera dal Governo per il contenimento del deficit pubblico), ma anche l opinione sostenuta, in merito ad esso, dallo scrivente (secondo cui, appunto, essi sono inadeguati a fronteggiare una congiuntura economica negativa). Il fine comunicativo 5 Il termine significa cianografia ; la cianografia è un procedimento di stampa usato per la riproduzione su carta azzurro scuro di disegni, soprattutto tecnici, in scala; il termine blueprint, dunque indica, nel contesto cui stiamo facendo riferimento, lo schema proporzionalmente ridotto del testo nel suo complesso. 6 Il termine discorso indica, nel contesto in cui lo stiamo usando, l esposizione di una serie organica di pensieri per mezzo concatenati tra loro; esso designa, quindi, non solo il contenuto di tale esposizione, ma anche il modo particolare in cui l autore ha deciso di presentarlo. In qualche modo il termine potrebbe essere considerato sinonimo di testo. 17

18 Il fine comunicativo è l obiettivo cui tende la scrittura: in un testo argomentativo esso consiste, come abbiamo chiarito, nel tentativo di convincere il proprio uditorio della validità della tesi che l autore vi sostiene. La concorrenza di più fini, naturalmente, è sempre possibile: così, l autore di un testo argomentativo, oltre a convincere della bontà di una determinata tesi, potrebbe anche voler indurre il proprio uditorio a certi comportamenti (per esempio: a votare sì o no ad un referendum sulle centrali nucleari; a votare o non votare i rappresentanti della maggioranza alla successiva tornata elettorale e così via). Non è detto che tutti i fini comunicativi cui risponde un testo debbano essere espliciti: in qualche caso, infatti, il celarne alcuni può essere funzionale proprio al loro raggiungimento. Si pensi, ad esempio, a testi persuasivi come quelli pubblicitari: difficilmente il loro autore vi dichiara a tutte lettere di volere convincere il suo uditorio ad acquistare un determinato bene (magari voluttuario, costoso, pericoloso o addirittura nocivo); anzi: nella maggior parte dei casi la vera abilità del pubblicitario consiste proprio nel dissimulare le proprie intenzioni reali, in modo da non mettere in allerta il destinatario del proprio messaggio suscitando in lui reazioni di rigetto. Quando però farlo ha un senso come nella maggior parte dei testi argomentativi e informativi e, in ogni caso, nel saggio breve, la dichiarazione dei fini ha la forma di uno o più enunciati in sequenza e assomiglia alla seguente, che possiamo immaginare collocata in apertura di un ipotetico pezzo dedicato a questioni economiche: questo articolo vuole convincere i propri lettori del fatto che la politica economico-finanziaria del Governo è assolutamente inadeguata a fronteggiare l attuale situazione di emergenza. La presentazione schematica della struttura del testo La presentazione schematica della struttura del testo (blueprint) è un semplice elenco, in formato discorsivo; in un testo argomentativo si tratta di un breve inventario delle prove (tecnicamente: argomenti 7 ) impiegate a sostegno della tesi che vi si sostiene; in uno informativo si tratta di catalogo strutturato delle informazioni fornite. Il blueprint ha la funzione di anticipare al lettore informazioni sullo sviluppo del testo e per questo gli può essere molto utile: sapere come verranno presentate le informazioni ne rende infatti più facile e piena la comprensione e permette di decidere sin dal principio in modo ragionato se un testo è utile o no. Dal momento che ha, in sostanza, la funzione di un sommario, il blueprint deve rispecchiare pienamente il testo: l ordine in cui vi sono presentati gli argomenti deve coincidere, quindi, con quello in cui essi vengono introdotti nel testo. In un saggio breve, dal momento che il corpo del testo prevede tre soli capoversi, la presentazione schematica del testo potrà fare riferimento a tre soli argomenti/informazioni fondamentali. Nell ipotetico testo di argomento economico cui abbiamo più volte fatto riferimento, un blueprint accettabile potrebbe avere questa forma: Gli interventi finanziari previsti dal Governo non possono che deprimere, in ultima analisi, l economia industriale, già in affanno: in primo luogo aumentano l indebitamento delle famiglie e provocano una contrazione del mercato interno; in secondo luogo non incidono sui fattori strutturali che hanno creato la congiuntura e, in terzo, inibiscono la crescita della piccola e media impresa, un settore tradizionalmente trainante nell economia italiana. Si noti come, in esso, si faccia esplicito riferimento alle tre ragioni fondamentali per cui l autore ritiene fallimentare la politica economica del Governo: esse nella stessa sequenza in cui sono elencate nel blueprint verranno riprese nei tre capoversi che costituiscono il corpo del testo, e ne costituiranno, ciascuna, il nucleo argomentativo. Non esiste un ordine preferenziale nella presentazione degli argomenti: alcuni autori consigliano di includere gli argomenti decisivi nel primo capoverso; altri ritengono che si debba procedere invece 7 Un testo argomentativo non solo si svolge intorno ad un argomento ( oggetto di discorso ), ma impiega anche serie di argomenti ( prove ) per convalidare una tesi. 18

19 dal più debole al più forte, secondo un crescendo di sapore retorico. La scelta non marcata 8 è la seconda: se, infatti, si presenta nel primo enunciato, il proprio argomento forte, gli altri non avranno più grande utilità: la valutazione va compiuta, in ogni caso, di volta in volta, tenendo conto, come si vedrà meglio nelle unità seguenti, dell uditorio e dell argomento, al fine di massimizzare l efficacia comunicativa del proprio discorso. Il corpo del testo Il corpo del testo si articola, come si è già scritto, in tre capoversi; in un testo informativo, ciascuno di essi presenta un set di informazioni collegate alla questione che si è scelto di trattare; in un testo argomentativo propone uno degli argomenti scelti a sostegno della propria tesi. Ogni capoverso ha la medesima struttura: include, di norma, (a) una frase-chiave (topic-sentence) che ne costituisce il nucleo informativo-argomentativo e che ne rappresenta, da sola, il messaggio fondamentale; (b) comprende più frasi in cui si forniscono informazioni/sub-argomenti a supporto della frase-chiave 9 ; (c) una frase di transizione che guida il lettore al capoverso successivo (nel terzo capoverso la frase di transizione conduce alla conclusione). Le frasi di transizione possono anche mancare ed essere sostituite da elementi di collegamento collocati all inizio del capoverso successivo (si veda, per un esempio di questa organizzazione, il saggio breve analizzato a partire da pagina 22). La conclusione In un testo informativo, la conclusione include solitamente (a) una ripresa dell enunciato con il quale, nell introduzione, si presentava l oggetto del discorso; (b) una ripresa dei tre set di informazioni fornite nel corpo del testo e (c) un segmento conclusivo, che indichi che la discussione è giunta al termine e si ricolleghi, se necessario, al capoverso introduttivo, in particolare a quella sua sezione iniziale in cui, con quale artificio retorico o qualche frase ad effetto si è cercato di interessare il lettore al testo che aveva sotto gli occhi. In un testo argomentativo, invece, la conclusione include: a) una riformulazione della tesi; (b) la ripresa dei tre argomenti fondamentali; (c) il segmento conclusivo. La struttura del saggio breve, in uno schema Volendo riassumere, si può dire che il saggio breve ha la struttura presentata nel box seguente. I. Introduzione 1. Introduzione al testo 2. Presentazione della questione/esposizione della tesi 3. Presentazione schematica della struttura del testo (blueprint) 4. Frase di transizione (opzionale) II. Corpo del testo a) Primo capoverso 1. Frase-chiave (topic sentence) 2. prima informazione/primo elemento di supporto 3. seconda informazione/secondo elemento di supporto 4. terza informazione/terzo elemento di supporto 8 Dato un insieme di possibili opzioni, quella non marcata viene scelta per prima, in mancanza di elementi che ne facciano preferire altre. In termini informatici, si potrebbe dire che la scelta non marcata è quella di default per la maggior parte degli utenti. 9In genere, per semplice amore della geometria testuale, ci si limita a tre per ciascun capoverso. 19

20 5. Frase di transizione (opzionale) b) secondo capoverso 1. Frase-chiave (topic sentence) 2. prima informazione/primo elemento di supporto 3. seconda informazione/secondo elemento di supporto 4. terza informazione/terzo elemento di supporto 5. Frase di transizione (opzionale) c) terzo capoverso 1. Frase-chiave (topic sentence) 2. prima informazione/primo elemento di supporto 3. seconda informazione/secondo elemento di supporto 4. terza informazione/terzo elemento di supporto 5. Frase di transizione (opzionale) III. Conclusione 1. Riferimento alla questione di partenza/riformulazione della tesi 2. Riassunto delle informazioni fornite/degli argomenti presentati 3. Chiusura, che si collega alla frase di apertura dell Introduzione. La struttura del capoverso Il capoverso costituisce l unità informativo-testuale di base nel saggio breve: la sua riconoscibilità in quanto elemento testuale autonomo è garantita sia da elementi semantico-informativi, sia da elementi testuali e paratestuali. Ciò significa, detto altrimenti, che il capoverso può essere identificato come elemento unitario del testo tanto perché presenta pur essendo parte di un insieme più grande un contenuto relativamente compiuto, quanto perché mostra espliciti segnali formali di apertura e di chiusura. Per la precisione, un capoverso si presenta come compiuto dal punto di vista contenutistico in quanto risponde a tre requisiti fondamentali: a quello di essere comprensibile in isolamento, ovvero di avere un senso ricostruibile anche a prescindere dai capoversi che lo precedono e lo seguono; b quello di articolarsi intorno ad un tema principale, riconoscibile e isolabile; c quello di poter essere riassunto e parafrasato. Un capoverso, invece, si qualifica come unitario dal punto di vista formale quando mostra uno o più segnali (in genere interpuntori e paratestuali) che ne segnalano i confini: nei testi scritti, per esempio, a indicare la presenza di un confine di capoverso sono di solito un punto fermo ed un a- capo. Spesso tali elementi segnaletici minimali sono rafforzati da altri, come righe di bianco o rientri della prima riga di testo (si veda il box seguente). Questo capoverso costituisce un unità informativa perché il suo contenuto è compiuto ed unitario; può essere compreso in isolamento, si articola intorno ad un tema principale che può essere identificato, può venire riassunto e parafrasato. Il capoverso si qualifica in quanto unità testuale anche perché presenta espliciti segnali di apertura e di chiusura: a delimitarne i confini sono la riga bianca che lo precede ed il punto (con a-capo) che lo segue. 20

21 L unitarietà di un capoverso (e, quindi, poi, del testo che ne è composto) non sorge spontaneamente: è il risultato di uno sforzo cosciente del suo autore che ne verifica costantemente l organicità, applicando anche, talora, specifiche tecniche compositive. Una di quelle più sfruttate nel caso di testi informativi ed argomentativi, ad esempio, è quella della costruzione a piramide rovesciata (o top-down) con frase-chiave (o frase-guida o topic sentence). Ne scriveremo più diffusamente nelle unità che seguono; per il momento sia sufficiente dire che essa prevede che si includa in ciascun capoverso, preferibilmente all inizio, una frase che ne racchiude il messaggio fondamentale e che la si accompagni con altre che ne sono complemento ed espansione. Ciò garantisce, tra gli altri vantaggi, quelli dell evidenza, della trasparenza e della memorabilità dei contenuti e offre al lettore frettoloso la possibilità di comprendere il testo anche solo scorrendolo. Si veda, per un esempio di capoverso redatto in modalità top-down con frase chiave, il Box 3. La costruzione a piramide rovesciata con frase-chiave è informativamente funzionale: lo mostra questo capoverso il quale, dal momento che il suo contenuto è in qualche modo anticipato nella frase di apertura, risulta chiaro e memorabile. Il lettore che volesse avere maggiori informazioni sull argomento, naturalmente, potrebbe continuare a scorrere il testo, leggendo anche le frasi che seguono questa inclusa per scoprire nuovi particolari. Anche quello che tuttavia non volesse farlo, per fretta o disinteresse nei confronti della trattazione, potrebbe dire di essersi fatto un idea sufficientemente adeguata del suo significato leggendo solo le prime tre righe di testo. Nel caso di un saggio argomentativo, la frase-guida dell introduzione è costituita dalla tesi; la fraseguida della conclusione è rappresentata dalla sua riformulazione; le frasi-guida di ciascuno dei capoversi del corpo del testo provengono invece dallo sviluppo e dalla ripresa delle idee che a sostegno della propria tesi si sono presentate sommariamente nel blueprint. Nel caso di un saggio informativo, invece, la frase-guida dell introduzione è costituita dell enunciato che presenta l argomento trattato nel testo; la frase-guida della conclusione è rappresentata dalla sua riscrittura; le frasi-guida di ciascuno dei capoversi del corpo del testo sono invece l approfondimento delle informazioni che si sono anticipate nel blueprint Ad accompagnare la frase-guida, come si è già scritto nel paragrafo intitolato La struttura del capoverso, sono, nelle sezioni che compongono il testo, enunciati diversi per funzione e struttura. In particolare: a nell introduzione, accompagnano la frase-guida e hanno funzione di supporto (1) l introduzione al testo, (2) la presentazione schematica della struttura del testo (blueprint) e (3) la frase di transizione; b nel corpo del testo, in un saggio argomentativo, hanno questo ruolo (1) ciascuno degli argomenti usati per convalidare la frase-guida (in genere in numero di tre per ciascun capoverso) e (2) le frasi di transizione. In un testo informativo, invece, a complementare la frase-guida sono altrettanti enunciati in cui si forniscono informazioni via via più ricche e dettagliate: c nella conclusione, accompagnano la frase-guida (1) il riassunto degli argomenti principali presentati e (2) il segmento conclusivo, che si collega alla frase di apertura dell introduzione. Presentiamo, nel paragrafo che segue, un esempio di saggio breve argomentativo, accompagnandolo con un breve commento. Di ciascun capoverso evidenziamo tipograficamente i componenti (le frasi-chiave, quelle di complemento informativo) nei loro ruoli specifici. 21

22 Un esempio di saggio breve Il difficile di essere un genitore moderno Introduzione Frase introduzione Tesi Blueprint di Riproposizioni di sit-com americane degli anni Cinquanta e dei primi anni Sessanta mettono in scena i problemi che i genitori di un tempo dovevano affrontare con i loro bambini ed i loro ragazzi. Allora i Cleaver rimproveravano Beaver, loro figlio, perché non si lavava le mani prima di mettersi a tavola; Gli Anderson sgridavano Bud, già dodicenne, perché non faceva i compiti; i Nelson non lasciavano uscire Ricky perché dimenticava sempre la sua camera in disordine. Ma oggi i tempi sono completamente cambiati. Essere un genitore oggi è molto più difficile di quanto non fosse una generazione fa. Oggi madri e padri devono proteggere i loro figli da un numero sempre crescente di elementi di distrazione, da materiale ad alto contenuto erotico e da situazioni potenzialmente molto pericolose. Primo capoverso di supporto Frase-guida Primo argomento di sostegno Secondo argomento di sostegno Terzo argomento di sostegno I genitori d oggigiorno devono cercare, prima di tutto, di controllare le fonti di distrazione che possono allontanare i ragazzi dallo studio. A casa ogni studente ha uno stereo e magari una televisione in camera. Non molti ragazzini sanno resistere alla voglia di ascoltare un Cd o di guardare un clip su Mtv soprattutto quando si tratta di fare i compiti. Fuori di casa le tentazioni sono ancora più forti: i ragazzi non si fermano più a chiacchierare all angolo sotto casa, a tiro di voce da mamma e papà che li richiamano perché facciano i compiti. Si ritrovano, invece, nei grandi centri commerciali, nei vari music-store o nei fast food pieni di luci. Persino a scuola non mancano distrazioni: oggi tutti i ragazzi hanno un cellulare, con i quali possono inviare in qualsiasi momento messaggi ai loro amici o riceverne; possono persino iscriversi a mailing-lists, che li bombardano di SMS e li rendono, costantemente disattenti. I genitori ed i compiti a casa hanno ovviamente grosse difficoltà a competere con queste stimolanti 22

23 alternative. Secondo capoverso di supporto Collegamento con il capoverso precedente Frase-guida Primo argomento di sostegno Secondo argomento di sostegno Terzo argomento di sostegno Terzo capoverso Oltre a dover affrontare queste fonti di distrazione, i genitori devono proteggere i loro figli da un vero e proprio diluvio di materiale erotico. Oggi i ragazzi possono trovare giornali pornografici e libri a contenuto erotico nello stesso negozio all angolo in cui un tempo si vendevano solo fumetti e lecca-lecca. I giovani non vedono i nudi sfuocati di una generazione fa, ma l esplicitezza grossolana di Playboy o Penthouse, quando va bene. E c è di più: i film che essi guardano sono spesso incentrati su situazioni intensamente sensuali. È difficile inculcare nei ragazzi i valori tradizionali quando i film mostrano insegnanti che seducono i loro alunni e dei teenager che considerano il sesso come un attività del tutto paragonabile alla partita di calcio. Un problema ancora più grave è costituito dal contenuto pesantemente erotico dei programmi televisivi. Premendo un semplice tasto i nostri figli possono vedere star delle telenovelas che si rotolano nel letto o, sempre più spesso, guardare programmi via cavo dove la nudità è di casa. di supporto Frase-guida Collegamento con il capoverso precedente Primo argomento di sostegno Secondo argomento di sostegno Terzo argomento di sostegno Il problema più difficile da affrontare per i genitori del giorno d oggi, in ogni caso, è l incremento delle situazioni pericolose, addirittura potenzialmente mortali a cui sono esposti i giovani. Quando i figli sono ancora piccoli, i genitori temono che possano essere vittime di violenza. Tutti i telegiornali parlano di omicidi che fanno le loro vittime tra le bambine, di pedofili che seppelliscono bambini in cantina, o di un organizzazione criminale votata alla produzione di pornografia che molesta i bambini dell asilo. Quando poi i figli crescono, i genitori cominciano a preoccuparsi della droga. La pressione esercitata dai coetanei perché provino ad usarla è spesso più forte degli avvertimenti del padre o della madre e può essere fatale. Infine, anche se i ragazzi riescono ad evitare i rischi associati all uso di droga, devono comunque riuscire a resistere all allettamento del bere. Per quanto l alcool abbia sempre costituito un attrattiva per i teenager, alcune ricerche indicano che oggi essi tendono a bere molto più di un tempo. Come sanno molti genitori, le conseguenze di questa passione possono essere mortali, soprattutto quando l abuso di alcoolici si lega alla guida. 23

24 Conclusione Riformulazione della tesi Collegamento con l introduzione Nel giro di una generazione, il mondo è cambiato radicalmente. Ci si chiede se le madri ed i padri di un tempo sarebbero stati in grado di affrontare i problemi di oggi. Gli Anderson sarebbero riusciti a tenere Bud lontano da Mtv? E i Nelson avrebbero potuto proteggere Ricky dalla stampa pornografica? I Cleaver sarebbero stati in grado di allontanare Beaver da droga ed alcool? I genitori devono essere consci di queste fonti di distrazione e di questi potenziali problemi e allo stesso tempo devono porsi nella condizione di garantire ai ragazzi la libertà che occorre loro per farli diventare adulti responsabili. E non è facile. Commento L introduzione si apre cercando di attrarre l interesse del lettore con il riferimento a show televisivi d annata, che dipingono una realtà acutamente contrastante con quella attuale; ciò consente all autore di introdurre la propria tesi secondo cui Essere un genitore oggi è molto più difficile di quanto non fosse una generazione fa. Quello di introdurre il proprio testo con materiale che contrasta con quello che segue è un artificio molto usato, soprattutto nei testi giornalistici, ma consigliabile anche in altre occasioni. Si deve notare, all interno dell introduzione, la presenza del blueprint, che ha la funzione di presentare al lettore il contenuto dei capoversi di supporto. Si noti che, per quanto utile, il blueprint deve essere riservato ai casi in cui sia realmente necessario, e cioè soprattutto ai testi argomentativi piuttosto lunghi e complessi. La sua presenza in altri casi (come in questo, in cui però esso viene introdotto su richiesta del docente) rischia di fare apparire il testo un po meccanico. L autore sostiene la sua tesi attraverso argomenti relativamente informali, presentando, cioè, serie di esempi e rimarcando il contrasto tra i bei tempi andati e il giorno d oggi. Gli esempi su cui si incentra il corpo della trattazione vengono disposti a formare un climax ascendente (ordine enfatico), segnalando prima le cose meno gravi, poi quelle più preoccupanti. All interno di ciascun capoverso, il materiale è ordinato secondo logiche variabili: nel primo spazialmente (si citano prima le fonti di distrazione domestiche e poi quelle che i ragazzi incontrano fuori casa), nel secondo enfaticamente (si fa riferimento prima ai giornali pornografici e poi ai programmi televisivi, il cui accesso è meno controllabile ed il cui effetto è perciò più insidioso), nel terzo cronologicamente (si va dai rischi corsi dai bambini a quelli cui sono esposti i ragazzi). Ogni capoverso di supporto si apre con un periodo guida e l unità del testo è segnalata dall abbondante (a volte persino eccessiva) presenza di legamenti (elementi del testo quali, ad esempio invece, inoltre ), di sinonimi e parole semanticamente collegate tra loro (erotico sensuale sesso nudità; fonti di distrazione stimolanti alternative), di proposizioni con funzione riassuntiva (Oltre a dover affrontare queste fonti di distrazione ). Il testo appare molto strutturato; persino troppo. In effetti l eccessiva fissità del modello costruttivo (in tutti i capoversi un periodo guida posto all inizio; a chiudere l introduzione un blueprint che riprende troppo evidentemente il tema dei tre capoversi che seguono; un certo scrupolo eccessivo di rendere evidenti i trapassi logici tra una parte del testo e l altra) mettono a nudo l artificio architettonico. Nel caso del testo che abbiamo presentato, ciò è richiesto dall esercitatore, ed ha una sua giustificazione didattica. In altri documenti come quelli professionali l autore può mostrarsi 24

25 meno didascalico: una solida strutturazione deve essere presente anche in quelli, naturalmente, ed il loro dettato deve essere altrettanto chiaro, ma non tutto deve essere scolasticamente esplicito: una testo troppo predicibile finisce il divenire poco stimolante e a perdere forza di impatto. Nel caso in esame a rendere meno forte l impressione di elementarità schematica sarebbe stato sufficiente posticipare il periodo guida in uno dei capoversi, o magari omettere del tutto il blueprint o, ancora, limare qualche congiunzione sostituendola con dei segni interpuntivi 25

26 ARTICOLO DI GIORNALE Presentazione L articolo di giornale ha come scopo principale quello di informare il grande pubblico, attraverso una grande varietà di tematiche, di funzioni e scopi comunicativi, di linguaggi e di stili. Basta sfogliare le pagine di un quotidiano per rendersi conto della diversità sia della struttura degli articoli, sia del punto di vista del giornalista, sia dello scopo dell informazione. E poi bisogna distinguere tra articoli di cronaca, articoli di fondo, interviste, inchieste, notizie, commenti, ecc. Infine, il tipo di informazione che gli articoli forniscono varia all infinito, perché può spaziare dall ambito politico a quello sociale ed economico, dall ambito culturale a quello scientifico, ecc Caratteristiche dell articolo richiesto in ambito scolastico: a) Argomento La prova scolastica, prevede la trattazione di argomenti di ampia rilevanza sociale e culturale, inoltre deve tenere ben presenti i dati forniti dal ministero. b) Tipo di articolo Tali circostanze fanno sì che l articolo che viene richiesto agli esami non corrisponda a qualsiasi tipo di scrittura giornalistica, ma di una in particolare, più o meno corrispondente all articolo di fondo, ovvero all articolo di opinione, o di riflessione. c) Destinatario Il carattere di prova scolastica delimita anche il cerchio del destinatario. A meno che l individuazione del destinatario non rientri nelle consegne della stessa prova, i candidati possono generalmente supporre un virtuale destinatario medio-colto, non completamente al corrente della problematica chiamata in causa, un destinatario dunque che occorre prima informare e poi semmai comunicargli, attraverso un commento, il punto di vista sostenuto. Ne consegue la necessità di una scrittura completa nelle informazioni, e razionale nelle argomentazioni. d) Collocazione La circostanza della prova scolastica può farci presupporre con una certa esattezza la collocazione dell articolo, cioè la sua posizione all interno di una possibile testata giornalistica, posizione che come è risaputo, ha delle conseguenze sul contenuto e sulle caratteristiche dell articolo. Gli argomenti di carattere sociale e/o culturale o scientifici previsti dall esame di stato, nonché le particolari finalità valutative della prova (conoscenze, competenze, capacità) possono infatti farci individuare una posizione che oscilla tra l editoriale (articolo di apertura di un giornale, con funzione di riflessione su un argomento di particolare rilievo nell attualità), l articolo di commento, l articolo di terza pagina (è la pagina culturale e letteraria), in ogni caso posizioni riservate a eventi di larga incidenza storica e contemporanea. Poiché l argomento può non essere collegato direttamente e immediatamente con l attualità, e poiché la trattazione in forma di articolo giornalistico si giustifica solo sulla base di una sua attualità, è necessario trovare in tali casi un riferimento (immaginario o abbastanza realistico) a circostanze vicine nel tempo (una ricorrenza, una scoperta, una mostra, un congresso e simili) che rendano verosimile la trattazione giornalistica di quell argomento per rivolgersi a un pubblico di lettori contemporanei. Scopo dell articolo e differenze col saggio breve Come tutti ben sappiamo gli articoli giornalistici hanno lo scopo di informare, per raggiungere tale obiettivo devono necessariamente contenere informazioni e argomentazioni. 26

27 Ciò lo distingue dal saggio breve: Nel saggio breve le informazioni sono date nella stretta misura utile a condurre l argomentazione. Nell articolo, invece, le informazioni hanno un valore in quanto tali, e perciò devono essere date in misura più completa e in forma meno parziale. Nel saggio breve la dimostrazione delle tesi deve essere condotta in maniera evidente e stringente. Nell articolo, invece, non è strettamente necessario esporre con evidenza una tesi e condurre una rigorosa argomentazione logica a favore. Chi scrive, infatti, si può solo limitare a esporre il proprio orientamento, o può portare addirittura il discorso su strade diverse dalla dimostrazione di una personale tesi, quali per esempio un commento sulla portata e sull incidenza di un certo fenomeno o evento, una registrazione di opinioni altrui o delle opinioni prevalenti, una apertura alle possibili alternative interpretative, o ancora una apertura alle possibili soluzioni di una problematica. Come si collocano in un articolo le informazioni, le tesi e la opinioni Nell articolo di giornale è necessario separare sempre con sufficiente nettezza le informazioni dalle eventuali argomentazioni a favore di una o più tesi. Questo perché lo scopo dell articolo è quello di informare, e perciò è bene che la parte informativa assuma una propria rilevanza, sia per qualità, obiettività e per completezza, e non tenda ad essere limitata ad accenni funzionali alle successive argomentazioni. La parte informativa in un articolo deve essere, dunque, la più importante. Essa può assumere di volta in volta, e secondo gli argomenti, un andamento: Narrativo (cronaca degli eventi relativi all argomento) e in tal caso può essere ordinatamente svolta secondo una successione cronologica o causa-effettuale di sequenze. Analitico- descrittivo (ragguaglio sui particolari di circostanze, soggetti od oggetti relativi all argomento: è il caso, per esempio di un testo letterario). Espositivo (esposizione di nozioni e concetti obiettivi relativi all argomento in causa: è il caso, per esempio del ragguaglio sulle teorie politiche che caratterizzano una determinata circostanza storica). Specie se la parte informativa assume un andamento cronachistico, è utile riferirsi, in particolare nelle informazioni di apertura dell articolo, alle oramai celebre regola delle cinque W in voga nel giornalismo anglosassone secondo la quale un buon articolo deve rispondere alle seguenti cinque domande: WHO? = Chi? (di ci si parla?) WHERE? = Dove? (dove è avvenuto il fatto?) WHEN? = Quando? (in quale tempo è avvenuto il fatto?) WHAT? = Che cosa? (di quale evento si parla?) WHY? = Perché? (quali sono le cause e gli scopi dell evento?) La presentazione nella parte iniziale dell articolo di informazioni precise e complete permette di catturare l attenzione del lettore e di fargli cogliere gli elementi di maggiore rilievo. Nella parte informativa il linguaggio deve essere semplice, chiaro, conciso, incisivo, facilmente comprensibile e contenere: a) Ove possibile, frasi nominali (per es. evasione-beffa dal centro accoglienza ; A centinaia di metri di profondità frammenti dell Antartide tropicale ). b) Uso della paratassi, cioè frasi brevi, lineari, prive di subordinate, che utilizzano preferibilmente il modo indicativo ( poche ore prima della manifestazione contro il crimine e i clandestini, la beffa: ieri notte quattro persone sono scappate dal Centro di espulsione di via Corelli, alla periferia di Milano ). c) Uso di termini concreti e comprensibili a un largo pubblico e spiegazione di eventuali termini stranieri o di difficile comprensione. 27

28 Per quanto riguarda la parte argomentativa, valgono tutte le indicazioni date per il saggio breve comprese quelle relative alla coesione e all uso dei connettivi, tenendo presente però che nell articolo è necessario essere incisivi ed essenziali, quindi le argomentazioni o i commenti devono essere più brevi di quelle presenti nel saggio. Dove possibile è opportuno anche inserire domande o esclamazioni, perché aiutano a mantenere viva l attenzione del lettore e a coinvolgerlo emotivamente. Per rafforzare la presentazione di un concetto, in alcuni casi, si può usare la tecnica della ripetizione. Il titolo Il titolo di un articolo è molto importante perché ha la funzione sia di attirare l attenzione dei lettori, sia di dare loro una chiave di lettura dell articolo stesso. Al titolo potrebbe rivelarsi opportuno aggiungere un sottotitolo, contenente ulteriori informazioni riguardanti l argomento trattato, o un sommario, contenente una sintesi del contenuto fondamentale dell articolo. Eventualmente è possibile aggiungere anche un occhiello, cioè una breve informazione su un concetto chiave dell articolo. L occhiello va posizionato sopra il titolo. Nell articolo relativo alla prova d esame è opportuno escludere il catenaccio, cioè l ulteriore informazione posizionata dopo il sottotitolo. Esempio: Un corteo pacifico, con slogan pieni di rabbia Spazziamo via i clandestini Centomila i partecipanti secondo gli organizzatori, trentamila per la polizia Il titolo e il sottotitolo riportati richiamano l attenzione sul dibattuto problema del soggiorno in Italia degli immigrati extracomunitari e orientano già il lettore verso un punto di vista che non è soltanto quello della pura informazione. Struttura dell articolo La struttura base di un articolo può essere così riassunta: a) Introduzione Contenente l attacco, detto comunemente lead (in inglese = guida), che ha la funzione di apertura e mira a catturare l attenzione del lettore. Nell attacco, di lunghezza variabile, è già contenuta in sintesi tutta la notizia. L esposizione nel lead è molto rapida e sintetica. b) Parte centrale (suddivisa in due momenti): 1 ) Contenente la presentazione della notizia, che viene completata con tutte le informazioni necessarie, che si ricavano dalla regola delle cinque W. Il linguaggio usato deve essere agile, preciso e accattivante, per riuscire così a catturare l attenzione del lettore. 2 ) Contenente il blocco, cioè la parte dove la notizia viene commentata, vengono esposte le eventuali tesi e argomentazioni, vengono riportati, eventualmente anche, pareri di esperi. Il linguaggio usato deve essere chiaro, e soprattutto convincente. c) Conclusione Contenente una breve chiusa cioè una considerazione che concluda l argomento. Il linguaggio usato deve essere essenziale e asciutto perché contiene il succo del discorso. 28

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