Rapporto di Monitoraggio Ambientale

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1 PO FESR Regione Siciliana Rapporto di Monitoraggio Ambientale Giugno 2012 Assessorato Regionale Territorio e Ambiente Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale

2 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Sommario INTRODUZIONE...5 Il monitoraggio ambientale... 6 La struttura del Rapporto... 8 Ruolo dell Autorità ambientale POPOLAZIONE, AMBIENTE E SALUTE Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive CAMBIAMENTI CLIMATICI ATMOSFERA Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive ENERGIA Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive NATURA E BIODIVERSITÀ Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Attuazione del PO Indicatori prestazionali Aree marine protette...40 Superficie forestale...42 Incendi boshivi...43 Grado di pianificazione delle aree protette Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive PAESAGGIO E PATRIMONIO CULTURALE Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Il quadro programmatico Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

3 PO FESR Regione Siciliana 5.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive RISORSE IDRICHE Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Qualità Acque superficiali...69 Acque di Balneazione...72 Acque sotterranee Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali connessi con l attuazione nel PO ed eventuali azioni correttive SUOLO, SOTTOSUOLO E DESERTIFICAZIONE Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Aree a rischio idrogeologico...84 Desertificazione...88 Siti contaminati Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive AMBIENTE URBANO Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive MOBILITÀ E TRASPORTI Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Settore ferroviario Settore stradale Settore delle merci e della logistica Attuazione del PO Indicatori prestazionali Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive Conclusioni PO FESR Regione Siciliana 3

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5 PO FESR Regione Siciliana INTRODUZIONE La strategia del Programma Operativo FESR Sicilia prevede l applicazione trasversale del principio di sostenibilità ambientale. Nell'ambito della programmazione dei Fondi Strutturali , l'autorità Ambientale Regionale (AAR) del PO FESR Sicilia è stata individuata nel Dipartimento Territorio ed Ambiente dell'assessorato Regionale Territorio e Ambiente. L'Autorità, in collaborazione con l'agenzia Regionale per la Protezione dell' Ambiente (ARPA Sicilia) e con il Dipartimento Programmazione (Autorità di Gestione del PO FESR ) ha completato, ai sensi della Direttiva 2001l42/CE ("Direttiva VAS"), la redazione del Documento di Scoping e del Rapporto Ambientale, relativi al PO FESR Sicilia Con l'adozione del Programma da parte della Commissione Europea, l'autorità Ambientale Regionale, l'arpa Sicilia e l'autorità di Gestione hanno proceduto a redigere il Piano di Monitoraggio Ambientale (PMA). Sulla base delle indicazioni scaturite dal processo di Valutazione Ambientale Strategica che ha accompagnato la fase di redazione Programma, il complesso degli obiettivi del PO è stato elaborato tenendo in considerazione i possibili impatti ambientali connessi all attuazione degli interventi e, laddove possibile e pertinente, le opzioni a minore impatto ambientale sono state, di norma, preferite. L articolazione del PO ha previsto, pertanto, di fianco ad un significativo intervento direttamente rivolto alla risoluzione di specifiche emergenze ambientali, un intervento trasversale volto alla riduzione degli impatti connessi ad altre attività, i cui effetti negativi sulla qualità dell ambiente generalmente inteso e sulla salute della popolazione risultano comunque di rilevante portata. L azione del Programma Operativo FESR Sicilia ha, pertanto natura multidimensionale e prevede un complesso di azioni che vanno dalla minimizzazione della produzione di rifiuti, alla diffusione della raccolta differenziata, del riutilizzo, del riciclo, l uso dei materiali alternativi innocui per l ambiente, all incremento di utilizzo delle fonti rinnovabili per il raggiungimento degli obiettivi di tutela ambientale, alla tutela del territorio dai rischi naturali, alle modalità sostenibili di trasporto, e che nel complesso mirano a generare positive ricadute sulla tutela dell ambiente naturale nella sua interezza e sulla salute della popolazione. L integrazione della componente ambientale va sottoposta periodicamente a verifica mediante la redazione di un rapporto di monitoraggio redatto secondo le specifiche del Piano di monitoraggio ambientale regionale che prevede: - il monitoraggio sugli effetti ambientali significativi del Programma; PO FESR Regione Siciliana 5

6 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale - la valutazione degli effetti ambientali significativi connessi all attuazione del Programma; - la verifica del grado di conseguimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati dalla procedura di VAS; - l individuazione tempestiva di eventuali criticità onde prevenire eventuali effetti negativi imprevisti. Per quanto sopra, il presente rapporto di monitoraggio, redatto dall Autorità Ambientale Regionale in collaborazione con l Autorità di Gestione del PO e con l ARPA, intende rendere conto delle evoluzioni significative del contesto ambientale e di verificare se le interazioni stimate in fase di redazione del rapporto ambientale si siano effettivamente verificate e se gli obiettivi di sostenibilità ambientale siano stati effettivamente perseguiti. Il monitoraggio ambientale In attuazione dell art. 9, comma 1 lett. c) e dall art. 10 della Direttiva Comunitaria 2001/42/CE concernente la valutazione degli effetti di determinati programmi sull ambiente (recepita a livello nazionale dal D.lgs. 152 del 2006 e ss.mm.ii.), il presente rapporto di monitoraggio ambientale ha lo scopo di illustrare l andamento del Programma Operativo FESR della Regione Siciliana rispetto agli obiettivi di sostenibilità ambientale individuati nel Rapporto Ambientale redatto nell ambito del processo di valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il quadro normativo prevede, infatti, che i Programmi siano accompagnati da specifiche misure di monitoraggio dirette al controllo degli effetti ambientali significativi e alla verifica del raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità ambientale prefissati, al fine di verificare e aggiornare le valutazioni sviluppate nella fase ex ante, descritte nel Rapporto Ambientale, di compensare o mitigare gli eventuali effetti ambientali negativi del piano. Inoltre, ai sensi del Regolamento Generale di attuazione dei fondi strutturali (art. 17 del Reg. CE 1083/2006), il presente rapporto risponde all ulteriore finalità di verificare l efficacia dei risultati ottenuti da tutte le misure implementate finalizzate ad integrare le considerazioni ambientali in fase di attuazione. Il rapporto di monitoraggio ambientale rappresenta un aspetto sostanziale della valutazione ambientale strategica, costituendo, di fatto, la fase propositiva dalla quale trarre indicazioni per il progressivo allineamento dei contenuti del Programma agli obiettivi di sostenibilità ambientale e rappresentando, al contempo, uno strumento di comunicazione e di d informazione. Lo scopo finale, cui tendere, è l intercettazione di eventuali impatti negativi sull ambiente derivanti dall attuazione del Programma, individuandone le cause per adottare opportune misure di ri-orientamento e descriverne e quantificarne gli effetti positivi al fine di potenziarne le azioni. Per tali ragioni, il monitoraggio ambientale del PO FESR rappresenta un attività più complessa e articolata della mera raccolta e aggiornamento di dati ambientali che richiede la definizione di un piano operativo, una serie di 6 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

7 procedure nell ambito delle quali siano individuati gli attori, gli strumenti, i processi e i prodotti dell attività di monitoraggio ambientale, affinché tale attività trovi piena integrazione nelle ordinarie procedure di monitoraggio e attuazione del Programma Operativo. In merito al presente rapporto, occorre premettere che esso rappresenta un prodotto sperimentale che mette alla prova la tenuta delle batterie degli indicatori scelti in sede di Piano di monitoraggio. A tal proposito, occorre ricordare che, nel 2008, al momento della definizione del Piano di monitoraggio, si pose grande attenzione sull utilizzo di molteplici indicatori per singola linea di intervento del PO utili a fornire informazioni dettagliate sia a livello di contesto che di risultato. Sulla base di tale approccio metodologico, il Piano di monitoraggio ambientale (PMA) venne corredato di due diverse batterie di indicatori, una di contesto per gli effetti generali di sistema ed una prestazionale, con indicatori di impatto, di risultato e di realizzazione, volta a rappresentare da un punto di vista quantitativo gli esiti finali dell attuazione del Programma e a permetterne la valutazione in itinere rispetto sia ai valori di partenza (baseline) che ai valori target definiti ad inizio programmazione. La suddivisione in queste batterie di indicatori mirava a cogliere: gli esiti dipendenti esclusivamente dalle azioni dei Programmi attraverso gli indicatori di realizzazione; gli esiti rappresentanti la realizzazione delle condizioni per il raggiungimento degli obiettivi finali attraverso gli indicatori di risultato; gli esiti in termini di raggiungimento degli obiettivi finali e generali del Programma fornendo indicazioni circa gli effetti strutturali e permanenti prodotti dagli interventi realizzati attraverso gli indicatori di impatto e quelli di contesto. Tale modello venne applicato in un contesto normativo e culturale ancora privo di un chiaro indirizzo metodologico che solo a metà ciclo di attuazione ha ricevuto nuovi input a seguito del mutamento dell orientamento, per cui già in fase di revisione si è puntato su una maggiore attenzione verso gli indicatori di risultato e di realizzazione più attinenti con l articolazione del PO. Nell ambito della redazione del presente rapporto di monitoraggio, sono emerse le seguenti criticità: il ricorso alle statistiche ufficiali, largamente utilizzato nel Piano, se da un lato permette l accesso a dati ufficiali e a costo zero, dall altro paga il ritardo temporale di numerosi indicatori e una certa difficoltà nell assegnare univocamente al programma una quota di responsabilità nell avanzamento eventuale dei valori; gli indicatori di realizzazione sono in numero eccessivo e di difficile quantificazione all interno del sistema di monitoraggio Caronte, causando ritardi e incertezze sulla loro affidabilità; il PO ha subito una revisione nel corso del 2011 che rende necessario l aggiornamento del Piano di monitoraggio; PO FESR Regione Siciliana 7

8 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Queste criticità, dovranno trovare soluzione con la redazione del prossimo Rapporto di monitoraggio per l anno 2013, focalizzando l attenzione su un numero inferiore di indicatori, maggiormente attinenti all azione del PO e coerenti con la revisione avvenuta nel corso del La struttura del Rapporto Il presente rapporto di monitoraggio ambientale è redatto affrontando le diverse tematiche ambientali individuate nel PMA attraverso un analisi dell evoluzione del contesto generale ed un analisi delle performance del programma. Per ciascuno dei sotto elencati temi, in accordo al VI programma di Azione Ambientale revisionato dalla Commissione con la Nuova Strategia in materia di Sviluppo Sostenibile (SSS) 264 COM(2005)658, il Piano di Monitoraggio fissa gli obiettivi di sostenibilità da perseguire a livello regionale che intercettano le quattro macroaree di politica ambientale fissate dalla Commissione: Cambiamenti climatici, Natura e biodiversità, Ambiente e Salute, Uso sostenibile delle risorse Naturali. I principali temi ambientali presi in esame nel Rapporto di monitoraggio della regione Siciliana sono: popolazione, ambiente e salute cambiamenti climatici - atmosfera energia natura e biodiversità paesaggio e patrimonio culturale produzione e gestione dei rifiuti risorse idriche suolo, sottosuolo e desertificazione ambiente urbano mobilità e trasporti Per ognuna delle sopraelencate dei tematiche ambientali si è proceduto ad un aggiornamento dell analisi conoscitiva, intesa quale rappresentazione dell evoluzione dello stato dell ambiente e delle politiche/normative di settore. Allo stesso modo, per ognuno dei temi ambientali investigati, è stata prevista un apposita sezione dedicata agli indicatori prestazionali previsti dal Piano di monitoraggio ambientale, ridefinendo le azioni da monitorare a seguito delle revisioni al Programma. La capacità del PO di perseguire gli obiettivi di sostenibilità è valutata anche attraverso l individuazione degli indicatori di realizzazione e di risultato presenti nel sistema di monitoraggio CARONTE, raggruppando gli stessi per tipologia di interferenza/correlazione con i temi ambientali investigati, nella 8 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

9 considerazione che gli stessi debbano essere monitorati giacché correlati agli obiettivi di sostenibilità perseguiti. Nella medesima sezione, poiché, la Regione Siciliana ha recepito gli orientamenti della Commissione Europea e le indicazioni del Ministero dello Sviluppo Economico ed ha adottato alcuni dei core indicators previsti nel working document n. 7 del luglio 2009 come indicatori di programma per il PO FESR Sicilia 2007/ 2013, si è ritenuto utile considerare gli indicatori con valenza ambientale come parte integrante del rapporto di monitoraggio ambientale. Infine, per ognuno dei temi ambientali, è stato previsto un paragrafo dedicato alla valutazione degli effetti ambientali ed alle azioni correttive. In questa sede è opportuno riferire di come la Regione Siciliana si stia dotando di importanti strumenti di pianificazione settoriale e territoriale (anche se per taluni ancora l iter di approvazione è in corso), tutti gli strumenti sono stati sottoposti a procedure di Valutazione ambientale strategica. I suddetti strumenti programmatici, di seguito elencati in dettaglio, contribuiscono a migliorare lo stato delle conoscenze, oltre che ad indicare i percorsi di programmazione strategica dei settori trattati: Piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia; Piano regolatore generale degli acquedotti; Piano forestale regionale; Piano regionale di gestione della qualità dell aria ambiente; Piani regionali dei materiali da cava e dei materiali lapidei di pregio; Piano Regionale Faunistico Venatorio (in iter di approvazione). Piano stralcio di bacino per l Assetto Idrogeologico Altresì, sono stati allestiti e messi a punto, all interno del portale dell Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente (A.R.T.A.), tre sistemi informativi per la divulgazione di notizie in tempo reale sulle problematiche territoriali ed ambientali: il SI-VVI (Sistema Informativo Valutazione di Impatto Ambientale, Valutazione Ambientale Strategica e Valutazione di Incidenza), il SITR (Sistema Informativo Territoriale Regionale), il SIAB (Sistema Informativo Abusivismo Edilizio Trasmissione Elenchi Quindicinali). Altri sistemi informativi di monitoraggio dello stato dell ambiente sono costituiti dal Sistema Informativo Forestale (SIF) e dal Sistema Informativo Regionale per la Valutazione Integrata della qualità dell aria (S.I.R.V.I.A.). Ruolo dell Autorità ambientale La Regione Siciliana, seguendo le indicazioni della Commissione Europea e in sintonia con gli indirizzi del CIPE e del QSN, sulla base dell esperienza maturata nell ambito del precedente ciclo di programmazione, ha confermato anche per l attuale periodo il ruolo e le funzioni dell Ufficio dell Autorità Ambientale. L A.A.R. ha il compito istituzionale di verificare e sostenere il processo di integrazione ambientale in tutti i programmi regionali di sviluppo, che anche PO FESR Regione Siciliana 9

10 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale dal punto di vista delle procedure per l integrazione ambientale, richiedono un notevole impegno organizzativo e di risorse. Occorre ricordare che l efficace funzionalità dell ufficio, in avvio di questo ciclo di programmazione, è stata garantita grazie al contributo di programmi di Assistenza Tecnica, quali il POA del PON-ATAS Il servizio 1 VAS-VIA, nell ambito del Dipartimento Regionale Ambiente della Regione Siciliana, garantisce lo svolgimento di tutte procedure di autorizzazione ambientale: Valutazione ambientale strategica, Valutazione impatto ambientale, Valutazione di incidenza ed Autorizzazione integrata ambientale. Per il periodo, novembre 2011 giugno 2012, l Autorità Ambientale Regionale ha operato coerentemente con quanto indicato nelle Modalità di attuazione del Programma Operativo FESR Sicilia e nel Piano di monitoraggio ambientale regionale, collaborando con l Autorità di Gestione e l ARPA durante le fasi di attuazione, sorveglianza, monitoraggio e valutazione del Programma. Per garantire l efficacia dei processi di integrazione degli obiettivi di sostenibilità ambientale, ed al fine di superare le difficoltà derivanti dalla carenza di informazioni e di dati, occorre che i rami dell amministrazione regionale coinvolti nell attuazione del PO siano maggiormente coinvolti nella redazione del rapporto di monitoraggio. Inoltre, per i fini programmati è ritenuto di primaria importanza è il coinvolgimento di ARPA Sicilia, sia per il ruolo previsto in sede di redazione del rapporto di monitoraggio per l acquisizione di dati aggiornati sul contesto ambientale siciliano, che per le reti di monitoraggio gestite nell ambito delle specifiche competenze attribuite per la qualità dell aria e della acque, costituendo ciò un fondamentale supporto metodologico alle decisioni rese nei processi di valutazione.[p1][w2] 10 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

11 1 POPOLAZIONE, AMBIENTE E SALUTE 1.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Il Sesto Programma d Azione per l Ambiente 1 specifica la necessità di affrontare con un approccio integrato i problemi che colpiscono la popolazione: l inquinamento atmosferico e acustico, il traffico intenso e congestionato, la qualità dello spazio urbano, le aree degradate, le emissioni di gas serra, la proliferazione urbana, la produzione di rifiuti e di acque reflue. Nonostante la trattazione puntuale dei temi ambientali aventi effetti rilevanti sulla popolazione sia affrontata nelle singole sezioni del presente rapporto nelle quali, riferendo circa i diversi Obiettivi operativi e le azione attuative, saranno via via evidenziati gli indicatori relativi a popolazione, ambiente e salute, in tale sezione, si ritiene comunque opportuno fornire una sintetica descrizione degli aspetti più rilevanti, sia per la componente popolazione che per la componente ambiente e salute. Il tema in esame e la definizione del contesto saranno comunque oggetto di maggiore approfondimento nel prossimo rapporto di monitoraggio a seguito della pubblicazione dei dati sul Censimento della popolazione del 2011, tuttavia in questa sede verranno approfonditi alcuni aspetti chiave relativi alla consistenza e la struttura della popolazione. Tali aspetti rappresentano infatti due parametri importanti per la caratterizzazione della popolazione e dipendono da caratteristiche demografiche 2, socioeconomiche 3 e delle abitazioni 4. Inoltre, poiché i due parametri sono modificati da eventi naturali (nascite e morti) e da fenomeni sociali (immigrazioni ed emigrazioni), le modifiche apportate sono definite come dinamiche demografiche. Occorre tenere presente, infatti, che le dinamiche demografiche sono elementi di valutazione di estrema importanza qualunque sia il tema affrontato: la localizzazione di particolari impianti, la costruzione di infrastrutture ferro-stradali, ecc. Questi interventi possono modificare le dinamiche migratorie interne alla regione, mentre gli impatti in termini di emissione ambientale presentano risvolti sulla salute della popolazione (reale Popolazione residente totale, per genere e per classi di età, popolazione con cittadinanza straniera, distribuzione dello stato civile della popolazione maggiorenne, percentuale di famiglie di un componente e percentuale di famiglie con 5 o più componenti. Tasso di non conseguimento della scuola dell obbligo, tasso di disoccupazione, tasso di disoccupazione giovanile, % di occupati di basso livello, % di occupati di alto livello, % di lavoratori a tempo determinato, condizione professionale per genere, % di impiegati part-time per genere. % famiglie in affitto e in case di proprietà, % di famiglie con basso affollamento abitativo, % di famiglie con alto affollamento abitativo, % di abitazioni senza riscaldamento, ecc.. PO FESR Regione Siciliana 11

12 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale o percepita), inoltre il numero di abitanti costituisce il valore base per il calcolo di molti degli indicatori utilizzati. La densità demografica è trattata come un indicatore proxy di pressione ambientale; ossia, laddove vi è una maggiore concentrazione di abitanti vi è maggiore inquinamento atmosferico e da rumore, una maggiore produzione di rifiuti, un maggiore sfruttamento e inquinamento del suolo, e infine una maggiore cementificazione del territorio (soil sealing.); 5 in sintesi, si associa ad una crescente alterazione e/o depauperamento delle risorse naturali. Alla fine del 2010, la popolazione residente in Sicilia risulta pari a abitanti (8,3% del totale nazionale), superiore di unità a quella rilevata l anno precedente. Nel corso dell ultimo anno il numero dei morti (47.975) torna ad essere inferiore a quello dei nati (48.083) ed il saldo migratorio si mantiene positivo ed in crescita rispetto al 2009 ( iscrizioni anagrafiche nell Isola contro cancellazioni. L analisi dei dati evidenzia una lenta ma costante crescita del numero degli abitanti dell Isola, pari a 6,8 unità ogni residenti rispetto al 2006 e una forte crescita del numero di cittadini stranieri residenti nell Isola, che dai del 2006 è passato ai del 2010 (+81,4 %) con un incidenza minorile che si mantiene pressoché costante e pari al 20% circa nel periodo compreso tra il 2006 e il 2009 (ultimo dato disponibile). Per quanto attiene la salute della popolazione da quanto riportato dal Ministero della Salute, nell ultima Relazione sullo Stato Sanitario del Paese la speranza di vita alla nascita è di oltre 78 anni per l uomo e di 83,2 perle donne, ma entrambi i valori sono al di sotto della media nazionale. Tabella 1 - Speranza di vita alla nascita Regione Maschi Femmine Sicilia 78,2 83,2 Italia 78,7 84,0 Fonte: ISTAT - Istituto Nazionale di Statistica Il piano sanitario regionale illustra come il rapporto con l ambiente sia uno dei determinanti fondamentali dello stato di salute della popolazione umana. In Sicilia un particolare allarme è percepito nella popolazione residente nelle aree industriali di Augusta-Priolo, Gela e Milazzo dichiarate zone ad alto rischio ambientale di cui alla L.R. 6 febbraio 2006, n.10, e per tale motivo è stata intensificata la sorveglianza epidemiologica. Sono pertanto ormai disponibili i risultati di diversi studi geografici che descrivono il profilo di salute delle popolazioni residenti nei comuni di tali aree, e di studi analitici su particolari gruppi di popolazioni e coorti di lavoratori, ritenuti maggiormente esposti. 5 Il soil sealing, impropriamente definito impermeabilizzazione del suolo, è causato dalla copertura del suolo con materiali impermeabili o comunque dal cambiamento delle caratteristiche del suolo tanto da renderlo impermeabile in modo irreversibile o difficilmente reversibile. 12 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

13 I risultati della più recente indagine (Fonte: Stato di salute nelle aree a rischio ambientale della Sicilia ) hanno evidenziato alcune alterazioni dei profili di mortalità e ricovero nelle popolazioni che vivono in prossimità dei principali poli industriali della Sicilia. Nell area di Gela e in quella di Augusta- Priolo sono stati osservati alcuni eccessi di mortalità per malattie tumorali e non tumorali, mentre l area di Milazzo si è caratterizzata per eccessi di patologie molto deboli e più isolate. Anche se le indagini geografiche non consentono di delineare nessi causali tra ipotetiche fonti di esposizione ed effetti sanitari, gli eccessi di mortalità e morbosità descritte sono compatibili con quanto analogamente già evidenziato in altre aree a rischio ambientale o per esposizioni ambientali e professionali legate a impianti e lavorazioni industriali o inquinamento delle matrici ambientali. 1.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Il piano di monitoraggio ambientale ha previsto alcuni indicatori di prestazione, riferiti al tema della tutela della salute, trasversali a diversi Assi di intervento del Programma. La dimensione degli obiettivi (target delle azioni) non è comunque tale da poter essere individuata tramite un analisi di contesto riferita all intero ambito regionale o a livelli di ampie zone territoriali. Gli effetti delle azioni del Programma potrebbero essere rappresentativi solo, qualora venissero riferiti, alle aree limitrofe alle effettive zone di intervento. Si riportano comunque, per facilità di lettura, i principali obiettivi riportati all interno del Piano di monitoraggio ambientale espressamente riferiti al tema della popolazione e della salute, che sono, per ASSE: ASSE Tema Ambientale Obiettivo I Mobilità e trasporti Ridurre le emissioni di gas inquinanti e climalteranti II Energia e cambiamenti climatici Migliorare la qualità dell aria II Suolo e Sottosuolo Ridurre la popolazione sottoposta a rischio naturale e antropogenico II Rifiuti Ridurre la produzione dei rifiuti e la loro pericolosità II VI Risorse Idriche Ambiente Urbano Tutelare la qualità delle risorse idriche Migliorare la qualità della vita in ambiente urbano Ridurre i consumi energetici ed idrici del settore civile Ridurre la popolazione esposta ad inquinamento atmosferico, acustico e luminoso Rispetto agli indicatori prestazionali di realizzazione e risultato, di cui alla superiore tabella, si rinvia alle valutazioni formulate nelle specifiche sezioni del Rapporto di monitoraggio Ambientale. Allo stesso tempo, a parziale integrazione del Rapporto di monitoraggio ambientale, e secondo le modalità utilizzate per ciascuno dei temi ambientali oggetto di osservazione, si è ritenuto opportuno utilizzare tutti gli indicatori di realizzazione e di risultato inseriti nella banca dati CARONTE, scegliendo quelli a diretta/indiretta rilevanza con il singolo tema trattato. PO FESR Regione Siciliana 13

14 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Si riporta di seguito l estrazione degli indicatori provenienti dal sistema Caronte alla data del 15/05/2012, differenziando in diverse tabelle le estrazioni degli indicatori da QSN, da quelli di realizzazione e di risultato. La scelta è dovuta alla possibilità che gli indicatori del QSN, esprimano solo indirettamente e/o parzialmente gli effetti del Programma, in quanto possono essere legati ad una serie di azioni concomitanti che esercitano i loro effetti sul territorio. Tabella 2: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (QSN) Codice Anni Articolazi Tipo Cod. Descrizione Indicatore one BIL QSN QSN 18 Fonte: Caronte/QSN Indice di diffusione dell'informatizzazione nei 10,1 42,9 62,8 n.d n.d n.d n.d comuni[p3][w4] ICT nelle amministrazioni n.d locali n.d. 36,9 n.d 66,1 n.d n.d. [P5] Con il fine di valutare gli effetti diretti, anche ambientali, del PO si riportano nella tabella che segue gli indicatori di Caronte di realizzazione e di risultato, integrati con gli indicatori di prestazione stabiliti in sede di PMA. Le tabelle, seguenti, riportano tra gli indicatori quelli relativi all informazione pubblica. Altri indicatori sono stati scelti quali indici di valutazione dell integrazione ambientale, ed attestano l attenzione posta all ambiente in sede di attuazione. Gli indicatori considerati non sono validi al fine verificare effetti negativi sull ambiente, ma sono stati scelti in quanto descrivono azioni in grado di migliorare le condizioni di vita della popolazione. 14 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

15 Tabella 3: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (risultato) Codic Codice Unita' n Valore Valore e Articolaz Tipo Descrizione Indicatore di progett Conclu Realizzato Indic ione misura i atore so M (fisico) Ris Ris 115 Comuni con popolazione < abitanti raggiunti da banda larga (%) Popolazione aggiuntiva raggiunta da Banda Larga (Core indicator n 12) N N Ris 51 Quota della popolazione a conoscenza del PO N ,47 [w6][p7] Ris Ris 51 Numero di progetti che assicurano sostenibilità e aumentano l attrattività di città e centri minori (Sviluppo Urbano) (core indicator n. 39) Quota della popolazione a conoscenza del PO N % Ris Ris PRG Ris Ris 55 Fonte Caronte (15/05/2012[P8]) Quota di popolazione interessata alle campagne di sensibilizzazione ed informazione Grado di conoscenza del PO nella popolazione regionale Efficacia delle campagne di sensibilizzazione ed informazione N. nuove procedure e misure rivolte alla legalità e alla trasparenza attivate dagli Enti territoriali N ,05 % % N ,27 Tabella 4: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (realizzazione) Codice Tipo Codic Descrizione Indicatore Unita' n Valore Valore Articolaz e di progett Conclu Realizzato ione Indic misura i so M (fisico) atore BIL Rea Rea Rea 940 Progetti relativi all adeguamento tecnologico degli istituti scolastici Interventi di sostegno alla certificazione ambientale Interventi di EELL supporto agli N ,00? ,00 N , Rea Interventi[P9] N ,00 Fonte Caronte (15/05/2012). Sono stati evidenziati i valori che riportano stadi di avanzamento, anche per tale ragione, si forniscono i seguenti indicatori prestazionali, che esprimono (come gli indicatori da QSN) solo indirettamente effetti del Programma, in quanto legati ad una serie di azioni concomitanti, che esercitano i loro effetti sul territorio. Tra le misure delle condizioni di vita, si è scelto di riferire circa il fenomeno del digital divide, valutando gli effetti degli investimenti finalizzati a incrementare la banda larga e gli accesi ad internet. Allo stesso modo, sfruttando le considerazioni espresse sullo stile di vita, intervenendo per stimolare la domanda di accesso e l uso degli strumenti, intervenendo in tutti goli aspetti relativi all accrescimento delle competenze finali, stimolando la PO FESR Regione Siciliana 15

16 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale domanda di ICT che implica cambiamenti culturali, utili a comprendere e utilizzare le potenzialità e i vantaggi dell era digitale. Relativamente alla quota di popolazione in situazione di Digital Divide, dai quali si può registrare il progressivo miglioramento della rete infrastrutturale, la Sicilia è passata dal 5,4% del 2009, al 4,4% del 2010 ed il valore al 31/12/2011 è del 3,1%. Tabella 5: Stato della copertura della larga banda6, aggiornato al 31 dicembre 2011 Regione Copetura rete Copertura solo Digital Divide fissa rete mobile (2011) Sicilia 6,5% 3,4% 3,1% Italia 10,8% 5,2% 5,6% Fonte: Piano Nazionale Banda Larga Copertura La figura che segue mostra le aree interessate da fenomeni di Digital Divide, a proposito di quanto indicato sulla densità della popolazione, si tratta principalmente di aree rurali e/o montane a bassa densità abitativa. Figura 1: COPERTURA A BANDA LARGA RETE FISSA E MOBILE (Giugno 2010) Fonte: elaborazione Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento per le comunicazioni 1.3 Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive Rispetto all analisi del contesto, non si identificano sensibili modifiche rispetto alle situazioni iniziali descritte in seno al rapporto ambientale, né figurano modifiche direttamente imputabili all attuazione del PO, per cui si rimanda alle specifiche analisi a livello di singolo tema per una valutazione di impatto sulla popolazione e la salute in generale. 6 Con larga banda si intende un accesso alla rete con velocità uguale o superiore a 2Mbps 16 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

17 Per quanto attiene il tema popolazione, considerata come beneficiario delle azioni del P.O. sono diversi gli indicatori di risultato e realizzazione in grado di rappresentare eventuali scostamenti rispetto alla qualità della vita intesa quale miglioramento delle condizioni sociali ed economiche e dell ambiente. Tra gli indicatori di risultato che devono necessariamente essere presi in considerazione emergono quelli relativi all informazione ed allo sviluppo sociale, poiché in grado di descrivere sostanziali modifiche intervenute o in itinere riguardo la percezione dell ambiente e lo stile di vita. La popolazione, come detto, è uno dei principali determinanti di pressione ambientale, il maggiore utilizzo di mezzi pubblici, l attenzione nella differenziazione dei rifiuti, i modelli di consumo e un maggiore impiego di strumenti digitali, possono contribuire alla riduzione di fattori inquinanti in modo altrettanto efficace delle previsioni infrastrutturale, agevolando il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità fissati dal programma. In questa prima stesura del rapporto di monitoraggio ambientale, a parziale modifica del piano di monitoraggio ambientale, sono stati integrati indicatori relativi al tema della qualità della vita della popolazione. Il miglioramento delle condizioni di vita, e la modifica delle abitudini può avere significativi effetti sull ambiente, un esempio, riportato dalle pubblicazioni ENEA, è relativo all incentivo al rinnovo del parco autoveicoli in chiave ecosostenibile ha portato a un abbassamento (a livello nazionale) della media delle emissioni di CO 2 del venduto, che ha raggiunto i 131,8 g/km (fonte UNRAE) nel primo trimestre del PO FESR Regione Siciliana 17

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19 2 CAMBIAMENTI CLIMATICI ATMOSFERA 2.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Rispetto alle valutazioni rese in sede di Rapporto Ambientale, per la componente atmosfera, è, in questa sede, rilevante ricordare che è intervenuta una modifica della normativa comunitaria e nazionale. Infatti, con l entrata in vigore, il 30 settembre del 2010, del Decreto Legislativo 13 agosto 2010 n. 155 in attuazione alla Direttiva 2008/50/CE, sono stati posti precisi obblighi alle regioni e alle provincie autonome per il raggiungimento, entro il 2020, degli obiettivi di miglioramento della qualità dell aria. L obiettivo di sostenibilità ambientale scelto in sede di formazione del PO- FESR è Ridurre le emissioni di gas inquinanti e climalteranti in atmosfera. La Regione si prefiggeva, in sede di rapporto ambientale, di esitare il piano energetico regionale e di dotarsi di strumenti appropriati per la stima delle emissioni prodotte ed il monitoraggio degli inquinanti, il PEARS è stato Approvato con la Deliberazione di Giunta Regionale n, 1 del 3 Febbraio 2009, quale quadro di riferimento per l azione amministrativa della Regione sino al Le politiche di contrasto all inquinamento atmosferico del PEARS prevedono, pertanto, la diffusione di tecnologie finalizzate alla riduzione degli impatti ambientali del settore energetico industriale e l attuazione di politiche mirate a limitare l emissione del settore trasporti. La qualità dell aria è determinata da diversi fattori antropici e naturali. Le principali cause di inquinamento sono imputate alle emissioni derivanti dal settore industriale, dalla produzione/sfruttamento energetico (incluse le emissioni da traffico veicolare), dal settore agricolo e zootecnico. In Sicilia, si registrano inoltre altre importanti fonti di inquinamento naturale dovute alla relativa vicinanza alle coste africane, dalle quali vengono trasportate dai venti di scirocco le polveri dei deserti, ed ai vulcani che contribuiscono all emissione di sostanze gassose inquinanti che compromettono la salute della popolazione che vive nelle immediate vicinanze delle sorgenti emissive (ossidi di zolfo e idrogeno solforato). In Sicilia, la qualità dell'aria, viene controllata tramite un sistema di centraline di rilevamento regionale composto da reti pubbliche gestite da vari Enti (ARPA Sicilia, Comune di Palermo, Comune di Catania, Provincia di Agrigento, Provincia di Caltanissetta, Provincia di Messina, Provincia di Siracusa)e da reti private, alcune stazioni sono dislocate in prossimità di impianti industriali di particolare rilevanza ambientale. Il sistema di monitoraggio degli inquinanti atmosferici, attualmente non copre tutto il territorio regionale, da questo punto di vista le province di Trapani, Ragusa ed Enna sono quelle che presentano maggiore criticità. Tutti i dati confluiscono nel Sistema Informativo Regionale per la Valutazione Integrata della qualità dell aria (S.I.R.V.I.A.) che costituisce un sistema di gestione della conoscenza ambientale sulla tematica ATMOSFERA, per favorirne la divulgazione attraverso mezzi di comunicazione facilmente PO FESR Regione Siciliana 19

20 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale accessibili. Il sistema è raggiungibile tramite il link presente sulla home-page del sito istituzionale L analisi del contesto, tramite l aggiornamento, degli indicatori non mostra sensibili modifiche rispetto alla situazione generale e locale già descritta nel 2008 in sede di rapporto ambientale. La concentrazione degli inquinante nell aria, legati al traffico veicolare, è diminuita soprattutto nelle aree urbanizzate principalmente per la riduzione del tenore di zolfo nei combustibili per uso civile ed industriale. Questo costituisce indubbiamente un miglioramento della qualità dell aria nella regione. Tabella 6- Superamento dei valori soglia nell atmosfera di inquinanti pericolosi per la salute umana in ambiente urbano (CO, NO 2, PM 10, C 6 H 6, SO 2, O 3 ) Inquinante Fonte emmissione Sintesi aggiornata Biossido di zolfo (SO2) Biossido di azoto (NO2) Monossido di carbonio (CO). Il gas si forma dalla combustione incompleta degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili Il PM10 fa riferimento al materiale particellare con diametro uguale o inferiore a 10 μm. Il benzene è un idrocarburo aromatico volatile. - naturali: eruzioni vulcaniche, -antropiche: processi di combustione industriali. Antropiche: traffico veicolare, impianti di riscaldamento civili ed industriali, centrali per la produzione di energia e processi industriali Antropiche: gas di scarico dei veicoli durante il funzionamento a basso regime, impianti di riscaldamento ed alcuni processi industriali (produzione di acciaio, di ghisa e la raffinazione del petrolio) Antropiche: impianti di riscaldamento civile, traffico veicolare. Naturali: eruzioni vulcaniche, erosione, incendi boschivi etc. Naturali: incendi ed eruzioni vulcaniche Antropiche: attività produttive, perdite che si verificano durante il ciclo produttivo della benzina, traffico veicolare non si sono verificati, durante l anno 2010, numero di superamenti superiore a 24 volte del valore limite orario di 350 µg/m 3 Nel 2010 non vi è, pertanto, alcun superamento dei limiti di legge Superamenti del limite annuale di NO2 sono stati rilevati dalle cabine da traffico urbano delle città di Catania, Palermo, Siracusa, Caltanissetta e Gela. Non sono stati registrati superamenti del limite di monossido di carbonio in alcuna delle cabine provviste dell analizzatore dell inquinante considerato Tutte le cabine di monitoraggio abilitate hanno registrato superamenti del valore limite giornaliero di 50 μg/m3 e tuttavia, solo in alcune postazioni ubicate in siti ad elevata densità di traffico autoveicolare viene oltrepassato il limite di 35 superamenti nell anno; fanno eccezione le postazioni di Augusta e Priolo - CIAPI, interessata da ricadute industriali. Analoga considerazione può farsi per le medie annuali. in ambiente urbano si riscontra superamento del valore limite annuale di concentrazione di benzene, per le cabine Di Blasi sita nel città di Palermo, e Piazza Stesicoro di Catania, particolarmente esposte a tutti gli inquinanti originati da traffico autoveicolare. Ozono Traffico veicolare e attività produttive. i superamenti del valore limite per la protezione della salute umana sono stati rilevati nelle stazioni di Cammarata, Enna, Lampedusa, Siracusa-Acquedotto e Melilli Si riportano, inoltre, i dati relativi ai diversi inquinanti, dannosi per la salute umana, per i quali si registra progressivamente negli anni un sensibile miglioramento. L analisi della componente aria viene analizzata in termini di concentrazione dei principali inquinanti atmosferici tossici per la salute monitorati, che sono: monossido di carbonio (CO), biossido di zolfo (SO 2 ), biossido di azoto (NO 2 ), ozono (O 3 ), particolato (PM 10 ), idrogeno solforato (H 2 S), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), idrocarburi non metanici. 20 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

21 Tabella 7: Emissioni complessive per inquinante (tonnellate) Inquinante SO x NO x COV CO PST Fonte: Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA[P10]) Tabella 8 (QSN34): Emissioni complessive per inquinante settore trasporti (tonnellate) Inquinante SOx Nox COV CO PST Fonte: Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) Il dato disponibile più recente è riferito al 2008 e può essere identificato quale base-line per la valutazione degli effetti del programma. I valori mostrano una sensibile diminuzione rispetto ai valori stimati per gli anni precedenti. Tra gli indicatori di contesto, il Livello di emissioni di CO2 ha lo scopo di verificare la riduzione di emissioni di gas climalteranti dovute alle attività antropiche. La CO2 è tra i principali gas responsabili delle alterazioni climatiche ed è in gran parte connessa alla combustione delle fonti energetiche fossili che la rilascia in atmosfera in quantità tali da determinare l effetto serra, responsabile del riscaldamento terrestre. Pertanto una riduzione delle emissioni climalteranti è percorribile esclusivamente ricorrendo a fonti energetiche alternative a quelle fossili. Purtroppo questo dato, non è reperibile nell Annuario 2010 dell ISPRA in quanto ad oggi mancano i dati regionali. Di seguito si riportano comunque i dati relativi alla CO 2, la tabella è correlata con l obiettivo Limitare le emissioni di gas ad effetto serra che contribuiscono al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici (CO 2, CH 3, N 2 O e CFC) e come determinante di cause che influenzano la salute della popolazione. I valori degli indicatori di contesto sono aggiornati al 2008, ultimo anno di, riferimento disponibile e possono essere utilizzati esclusivamente quale baseline di riferimento per la valutazione degli effetti del programma. PO FESR Regione Siciliana 21

22 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 9: Emissioni complessive di diossido di carbonio (CO 2 ) per settore - Sicilia Settore Energia Industria Trasporti altri settori Totale Fonte: Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) Di seguito si fa, invece, riferimento alle emissioni di anidride carbonica dovute al trasporto stradale. L ultimo valore disponibile per l indicatore è, tuttavia, relativo al Tabella 10: Emissioni di CO 2 da trasporto stradale (tonnellate per abitante) Regioni Sicilia 1,8 1,9 1,9 2,0 1,9 1,9 1,9 2,0-2,0 Italia 1,8 1,9 1,9 2,0 1,9 1,9 2,0 2,0-2,0 Fonte: APAT;Istat L'indicatore successivo considera solo il numero delle stazioni di monitoraggio della qualità dell'aria selezionate per la trasmissione dei dati a livello europeo. Tabella 11 (QSN074): Dotazione di stazioni di monitoraggio dell'aria (valori per abitanti) Sicilia 0,6 0,2... 0,8 1,5 1,2 1,2 1,3 nd nd Italia 0,5 0,6... 0,7 0,9 1,1 1,2 1,2 nd nd Fonte: Istat;ISPRA; Una analisi maggiormente approfondita sulla dotazione di stazioni di monitoraggio dell aria è riportata nella seguente tabella elaborata sulla base dell annuario 2010 dei dati ambientali dell ARPA Sicilia, e che riporta il numero di centraline presenti nella regione per le finalità di analisi e per il tipo di area nella quale sono collocate. 22 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

23 Tabella 12: Centraline di monitoraggio della qualità dell aria per finalità e tipo di area anno 2010 Finalità Tipo di area Totale Protezione ecosistemi background rurale 2 Protezione salute umana background Rurale -Near-city 2 background Suburbana 9 background Urbana 5 Industriale 4 industriale Rurale -Near-city 5 industriale Suburbana 8 industriale Urbana 4 traffico Suburbana 5 traffico Urbana 38 Totale complessivo 82 Elaborazione su dati ARPA Annuario 2010 Dalla tabella è evidente come, in Sicilia si registri una carenza di postazioni per la rilevazione della qualità dell aria di fondo urbano e suburbano (solo 2 centraline), ciò determina, dal punto di vista della conoscenza delle reali condizioni di inquinamento, una esaltazione del dato riferito a condizioni locali di picco (hot spot). Infatti, le centraline di monitoraggio traffico sono spesso allocate in prossimità di incroci urbani ad elevata intensità di traffico, con rappresentatività spaziale, al più, di qualche centinaio di metri quadrati. Suddetta situazione dimostra che in Sicilia si contempo rileva l impossibilità di individuare condizioni medie di esposizione della popolazione e di eventuali sovrapposizioni di contributi di sorgenti emissive diverse dal traffico veicolare. Tale stato di fatto deve necessariamente e urgentemente essere corretto nell ottica di realizzare una rete regionale conforme alle Direttive di legge e comparabile con gli standards imposti a livello comunitario. 2.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Il piano di monitoraggio ambientale ha previsto alcuni indicatori di prestazione riferiti al tema dei cambiamenti climatici e della qualità dell aria. Gli assi del PO potenzialmente impattanti, anche positivamente, con il tema in esame sono principalmente l asse I, l asse II e l asse VI. Gli obiettivi di sostenibilità ambientale e gli indicatori correlati sono, come nel caso della popolazione, trasversali a diversi ASSI del Programma, la dimensione degli obiettivi (target delle azioni) non è comunque tale da poter essere individuata tramite un analisi di contesto riferita all intero ambito regionale o a livelli di ampie zone territoriali, gli effetti possono essere rappresentativi solo nelle aree limitrofe alle zone di intervento. Allo stesso tempo, come per gli altri temi ambientali si riporta di seguito l estrazione degli indicatori provenienti dal sistema Caronte alla data del 15/05/2012, differenziando in diverse tabelle le estrazioni degli indicatori da QSN, da quelli di realizzazione e di risultato. La scelta è dovuta alla possibilità che gli indicatori del QSN, esprimano solo indirettamente e/o parzialmente gli effetti del Programma, in quanto PO FESR Regione Siciliana 23

24 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale possono essere legati ad una serie di azioni concomitanti che esercitano i loro effetti sul territorio. Tabella 13: Indicatori QSN con diretta interferenza con il tema Linea Realizza Co Descrizione d interv ento del PO zione/ri SULTATO /QSN dic e Ind icat ore Indicatore Qsn 34 Emissioni di 2.0 n.d n.d n.d n.d n.d CO2 da trasporto stradale Qsn 74 Monitoraggio 0,8 1,5 1,2 1,2 1,3 nd della qualità dell'aria cntraline per ab Fonte ISTAT/DPS Tabella 14: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (realizzazione/risultato) Linea d interven to del PO Realizzazio ne/risult ATO/QSN Descrizione Indicatore Unita' di n progetti misura Codi ce Indi cato re Risultato 2 Emissioni di CO2 da trasporto stradale (tonnellate per abitante) Fonte Caronte 15/05/2012 Valore Concluso Valore Realizzato (fisico) T 0-0 Allo stesso tempo, rispettando i criteri indicati nel rapporto di monitoraggio ambientale sono stati riportati nella tabella seguente gli indicatori che hanno influenza sul tema, e che intercettano l Asse 1 Reti e collegamenti per la mobilità, l Asse 2 Energia, l asse 6 Sviluppo urbano sostenibile e trasversalmente anche gli altri assi. Questi indicatori non misurano interferenze negative ma sono idonei ad illustrare la sostenibilità delle azioni previste dal programma, rispetto alla qualità dell aria, in quanto legati a mitigazioni ambientali previste in sede di rapporto ambientale. 24 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

25 Tabella 15: Indicatori - con indiretta interferenza con il tema Linea Realizzazio Codi Descrizione Unita' di n progetti d interven ne/risult ce Indicatore misura to del PO ATO/QSN Indi cato re Realizzazione 801 km di ferrovie ristrutturate (core indicator n 19) Risultato 1 Tempo di percorrenza fra due punti predefiniti degli assi ferroviari principali (minuti) Realizzazione 800 km di nuove ferrovie (core indicator n. 17) Realizzazione Tratte/Asse ferroviario principale oggetto di ammodernamento Realizzazione Tratte di strada primaria oggetto di intervento/km necessari al completamento e/o adeguamento Realizzazione 802 km di nuove strade (core indicator n. 14) Realizzazione 892 Tratte di rete stradale secondaria adeguata Risultato 7 Riduzione percentuale del tempo impiegato per recarsi al lavoro (%) Risultato 9 Stalli di sosta nei parcheggi di corrispondenza dei comuni capoluogo di provincia per autovetture circolanti (numero) Realizzazione Tratte di rete di trasporto realizzata Risultato 8 Occupati, studenti e scolari, utenti di mezzi pubblici sul totale delle persone che si sono spostate per motivi di lavoro e di studio che hanno usato mezzi di trasporto (%) INF Risultato 100 Popolazione aggiuntiva servita da trasporti urbani migliorati (core indicator n 22) Valore Concluso Valore Realizzato (fisico) KM 0-0 MIN 0-0 KM 0-0 Km 4 140,00 142,5 Km 3-3 KM 0-0 Km 48 1,00 7,4 % 0-0 N Km 15-15,67 % N 0-0 PO FESR Regione Siciliana 25

26 Linea d interven to del PO Realizzazio ne/risult ATO/QSN Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Codi ce Indi cato re Descrizione Indicatore Unita' misura di n progetti Valore Concluso Valore Realizzato (fisico) Realizzazione Posti auto N , realizzati in parcheggi di interscambio Realizzazione Progetti ITS N 0-0 attivati Risultato 13 Popolazione % 0-0 regionale che risiede in comuni serviti da gas metano (%) Realizzazione 889 rete ferroviaria Km qsn 73 Trasporto pubblico locale nelle città qsn 55 Utilizzo di mezzi pubblici di trasporto L aggiornamento degli indicatori prestazionali relativi al tema, a seguito dell attuazione delle azioni del programma, non mostra situazioni tali da aver generato impatti significativi direttamente correlati con il PO-FESR. Sensibili miglioramenti sono invece rilevabili rispetto al livello di informazione disponibile, ARPA Sicilia sta implementando sul territorio nuovi sistemi di rilevamento al fine di completare la copertura spaziale delle misure che obbligatoriamente devono essere realizzate in Sicilia, a tal proposito nel corso del 2011, con D.D.G. n.278 del 28/04/2011 il Dirigente Generale del Dipartimento regionale dell Ambiente ha firmato l Accordo di programma per l attuazione integrata e coordinata di azioni previste dalla linea di intervento del PO FESR Sicilia 2007/2013, finalizzato alla realizzazione in Sicilia delle azioni volte al completamento, adeguamento e potenziamento delle reti di monitoraggio della qualità dell aria. Si rimandano altre considerazioni ai temi correlati: Energia, Mobilità e traffico ed ambiente urbano. 2.3 Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive Dall investigazione del tema non sembrano emergere dati che inducano a proporre un ri-orientamento delle azioni del PO FESR con interferenze sull argomento. Lo stadio dell attuazione nella realizzazione delle azioni di fatto - non ha ancora potuto generare effetti diretti misurabili. Gli inquinanti atmosferici sono solo indirettamente correlabili alle azioni del PO FESR e su tali inquinanti sono state intraprese diverse misure di carattere normativo-regolamentare, tra l altro notevoli sono le risorse investite dai privati nell ambito dell utilizzo delle energie rinnovabili, anche in modo indipendente dalle azioni di programma, inoltre vengono investite risorse anche da altri programmi settoriali. Emergono i seguenti elementi: 26 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

27 - Inquinamento che incide sulla salute soprattutto in aree urbane e industriali - Presenza di impianti industriali obsoleti - Prevalenza della modalità di trasporto su gomma Si auspica che siano risolti i problemi del sistema di valutazione e gestione della qualità dell aria, al fine di rispettare sull intero territorio regionale l obiettivo del raggiungimento di standard qualitativi elevati ed omogenei e di assicurare il rispetto del quadro normativo unitario in materia di valutazione e di gestione della qualità dell aria-ambiente istituito dalla direttiva 2008/50/CE, di cui il D.Lgs. 155/2010 costituisce recepimento nell ordinamento nazionale. PO FESR Regione Siciliana 27

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29 3 ENERGIA Il settore energetico regionale è responsabile di elevate pressioni ambientali con riguardo in primo luogo alla emissione di gas serra e di inquinanti atmosferici ed ai fenomeni di contaminazione del suolo e di inquinamento dei corpi idrici. L analisi di contesto del settore energetico, rispetto al quadro conoscitivo del rapporto ambientale, evidenzia l incremento delle quote di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Al contempo, sono interessanti i dati relativi ai consumi di energia misurati in kwh/ab. il cui valore medio annuo è aumentato dai registrati nel 2000 ai Sono cresciuti anche i consumi domestici passati, nello stesso periodo, da ai 1.159, kwh/ab con un tasso di crescita regionale leggermente più elevato che nel resto del paese. 3.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Il parallelo tra la data di avvio del programma ed il presente rapporto di monitoraggio deve necessariamente analizzare il modificato quadro strategico e programmatico del settore. Per tale analisi si richiamano le direttive comunitarie in materia di energia: Direttiva 2010/30/CE del 19 maggio 2010 concernente l'indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all'energia, mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti (rifusione). Direttiva 2010/31/CE del 19 maggio 2010 sulla prestazione energetica nell'edilizia. Direttiva 2009/73/CE relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale e che abroga la direttiva 2003/55/CE. Direttiva 2009/72/CE relativa a norme comuni per il mercato interno dell'energia elettrica e che abroga la direttiva 2003/54/CE. Decisione n. 406/2009/CE concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il Direttiva 2009/31/CE relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e recante modifica della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio. Direttiva 2009/29/CE comunitaria che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di perfezionare ed estendere il sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di gas a effetto serra. PO FESR Regione Siciliana 29

30 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Direttiva comunitaria 2009/28/CE sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili, recante modifica e successiva abrogazione delle direttive 2001/77/CE e 2003/30/CE. Rettifica della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2009, sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili. Il contesto normativo comunitario deve essere valutato unitamente agli atti normativi definiti come conto energia che si sono succeduti nel periodo successivo alla data di redazione del rapporto ambientale e del Programma Operativo. Gli effetti delle politiche comunitarie in materia di energia sono riportati attraverso i trend di crescita del settore delle energie rinnovabili, ed in particolare degli indicatori che seguono che misurano il rapporto di produzione tra fonti rinnovabili e tradizionali, ed indica una maggiore/minore capacità del sistema a produrre, quindi a consumare, energia prodotta in modo sostenibile. Tabella 16: GWh di energia prodotta da fonti rinnovabili su GWh prodotti in totale Valori % per anno Sicilia 0,4 0,4 0,4 0,8 1,3 2,5 2,7 4,2 5,1 7,4 Fonte:ISTAT/DPS Tabella 17: Mw di potenza efficiente lorda delle fonti rinnovabili su Mw di potenza efficiente lorda totale (in %) Valori % per anno Sicilia 2,6 2,9 3,0 3,6 5,0 7,5 8,3 11,3 13,7 17,1 21,2 Fonte: ISTAT/DPS Tabella 18: Produzione di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili in percentuale dei consumi interni lordi di energia elettrica (al netto dell energia da fonte idroelettrica) (%) Valori % per anno Sicilia 0,5 0,4 0,5 0,9 1,4 2,6 2,7 4,2 5,0 7,3 11,0 Fonte: ISTAT/DPS Secondo il Gestore dei Servizi Energetici (GSE) in Sicilia la produzione complessiva lorda di energia elettrica dagli impianti da fonte rinnovabile, intesa come somma degli apporti da fonte idroelettrica da apporti naturali (esclusa quindi la produzione da pompaggi), energia eolica, energia fotovoltaica e da biomasse, è stata nel 2008 di 1.200,5 GWh, pari al 4,8% del totale Regionale (2,58% nel 2006). Il maggiore incremento è avvenuto nel campo dell eolico, per il quale si prevede un ulteriore crescita della capacità produttiva installata nell Isola. La potenza eolica installata in Sicilia risulta alla fine del 2008, secondo il G.S.E., pari a 794,6 MW. Si può affermare inoltre, a conferma delle precedenti considerazioni che a fine 2008 il contributo della sola fonte Eolica ha rappresentato l 87% del totale della energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili in Sicilia. Il continuo incremento della vendita da energia eolica in Sicilia, cresciuta nel 2009 di ulteriori 2 TWh, non è ancora sufficiente a modificare i limiti 30 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

31 strutturali dell isola rappresentati dalla bassa interconnessione col resto del sistema (mai superiore a 300 MW), all elevata rigidità della curva di offerta basata su pochi impianti molto costosi e alla sua elevata concentrazione 7 Figura 2: Ubicazione impianti eolici in Sicilia. Fonte: Elaborazioni Servizio 1 VAS-VIA Anche il fotovoltaico ha visto crescere notevolmente la sua quota anche se, in termini assoluti, il contributo rispetto al complessivo bilancio energetico, rimane a livelli quantitativi poco significativi. L iniziativa del Secondo Conto energia, introdotto con il DM 19 febbraio 2007, ha garantito un notevole sviluppo del settore, si sono succedute altre norme che hanno modificato radicalmente le regole del settore, con il terzo conto energia ( ) - D.M. 6 agosto 2010 e con il quarto conto energia (D.L. 28/2011). Un ulteriore punto di osservazione è fornito dall analisi della produzione per Ktep, dalle quali si vede come il settore stia aumentando la sua produzione, ancorchè i valori aggiornati al 2008 non mostrino ancora l effetto fotovoltaico. 7 GSE Relazione annuale 2010 pag 118 PO FESR Regione Siciliana 31

32 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 19: Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili in ktep ktep Produzione da fonti rinnovabili Idraulica Geotermia Eolica Solare Biomasse Rifiuti e Biogas Fonte Apat-Enea Lo sviluppo del settore delle rinnovabili è ancor più evidente se valutato attraverso la serie storica relativa alla potenza efficiente lorda di cui alla tabella che segue. La potenza efficiente di un impianto di generazione è la massima potenza elettrica possibile per una durata di funzionamento sufficientemente lunga per la produzione esclusiva di potenza attiva, supponendo tutte le parti dell'impianto interamente in efficienza e nelle condizioni ottimali. L aggiornamento dati sino al 2010, riporta una interessante l evoluzione del settore energetico siciliano rispetto al resto del paese. Tabella 20: Potenza efficiente lorda delle fonti rinnovabili (a) (b) - Mw di potenza efficiente lorda delle fonti rinnovabili su Mw di potenza efficiente lorda totale (in %) indicatore n. 81 QSN ripartizioni geografiche Sicilia 2,6 7,5 8,3 11,3 13,7 17,1 21,2 Italia 23,4 23,6 23,1 22,9 23,3 25,2 28,0 Fonte Istat/DPS Unitamente agli aspetti della produzione si riportano i consumi di fonti energetiche, non solo elettrici. L analisi dei consumi, per fonte di produzione, consente diverse considerazioni sulle dinamiche in atto, alcune legate ad aspetti puramente economici (prezzo per fonte) altri ad aspetti tecnologici e di sviluppo infrastrutturale (ad esempio il Gas naturale), altri ancora da effetti regolamentari e normativi. Interessante è la quota combustibili solidi di cui fa parte il carbone praticamente azzerata negli ultimi 20 anni, la quota olio combustibile in costante diminuzione. Gli indicatori riportati nella tabella che segue, e le tendenze in atto sono anche il risultato delle successive modifiche normative intervenute in materia di energia, che prevedono utilizzazione efficace, accorta, razionale e sostenibile dell energia ed in merito alle fonti di approvvigionamento, pur indicando l essenziale importanza di prodotti petroliferi, gas naturale e combustibili solidi, indicano nella loro riduzione la strada per la riduzione delle emissioni di biossido di carbonio. 32 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

33 Tabella 21: Consumi di energia in Ktep Consumi finali (Ktep) Combustibili solidi Carbone Prodotti della cokefazione Lignite Altri combustibili solidi Prodotti petroliferi Olio Combustibile Gasolio GPL Distillati leggeri Coke di petrolio Altri prodotti petroliferi Gas naturale Rinnovabili Biomasse Biogas Altri prodotti Energia elettrica Fonte Apat-Enea Gli indicatori delle intensità energetiche sono utili a valutare l interazione tra lo sviluppo economico misurato dal Prodotto interno lordo (Pil) e l uso dell energia. L indicatore definito intensità energetica primaria ha lo scopo di valutare la relazione esistente tra l andamento dei consumi energetici e la crescita economica, al fine di aumentare l efficienza nei consumi energetici. Una completa analisi relativa al valore regionale è riprodotta nella tabella che segue: PO FESR Regione Siciliana 33

34 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 22: Intensità energetica primaria e finale per settore (PIL e valore aggiunto concatenati, anno di riferimento 2000) Settore Intensità energetica 87,2 78,3 84,2 104,5 81,5 76,2 83,5 87,7 89,0 89,2 primaria Agricoltura, silvicoltura e 297,2 270,5 261,4 282,2 306,1 145,2 217,8 142,2 - pesca Industria 19 17,6 18,7 17,7 17,1 17, ,4 17,3 17,6 Residenziale 11,6 15,2 15,7 15,3 16,6 16,4 17, ,3 17,6 Servizi 37,1 38,3 38,5 39,7 40,6 41,9 40,2 40,3 41,3 40,2 Trasporti 97,7 106,2 103,2 104,2 107,7 108,6 87,4 95,6 86,4 91,6 Intensità energetica finale Fonte: APAT Enea 202,7 232,1 259,5 231,4 242,9 289,6 224,2 180,2 205,6 206,6 Un secondo indicatore di intensità energetica, costruito per valutare la relazione esistente tra l andamento dei consumi elettrici e la crescita economica al fine di aumentare l efficienza nei consumi elettrici, è l intensità elettrica, definita come rapporto tra domanda complessiva di energia elettrica e PIL a prezzi costanti del L'Italia, con una popolazione di circa 60 milioni di abitanti e un PIL di 1,8 bilioni di dollari ha un PIL pro-capite di circa $ (2010). La nostra Intensità Energetica annuale di 122,8 tonnellate di petrolio-equivalente ci rende il paese energeticamente più efficiente del G8. Risultiamo essere uno dei paesi più efficienti dal punto di vista energetico nel mondo industrializzato, questo è dovuto a una consolidata tradizione di alti prezzi dell'energia al consumo che hanno costretto le aziende ed i consumatori a una maggiore efficienza energetica. Tabella 23: Intensità elettrica per settore (PIL e valore aggiunto concatenati, anno di riferimento 2000) MWh/milioni euro Agricoltura, 132,2 143,1 181,5 202,3 148,4 140,5 145,9 159, silvicoltura e pesca Industria ,7 425, ,2 398, ,6 - Residenziale 120,9 108, ,6 113,4 116,6 117,1 116,4 113,7 114,5 Servizi 88, ,3 102, ,2 114, ,7 125,9 Intensità elettrica finale Fonte: APAT Enea 230,8 233,8 213,1 219,4 222,8 221, ,4 226,1 230,8 I dati di contesto disponibili consentono esclusivamente di fornire una nuova base-line in quanto sono riferiti al 2008 e non è possibile esplicitare la presenza di mutamenti allo stato attuale. Tuttavia, come per la produzione l evoluzione normativa e l incentivazione di abitazioni ad alta efficienza energetica rispondono ai dettami comunitari, laddove indicando che Gli edifici sono responsabili del 40 % del consumo globale di energia nell Unione. Il settore è in espansione, e ciò è destinato ad aumentarne il consumo energetico. 34 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

35 Pertanto, la riduzione del consumo energetico e l utilizzo di energia da fonti rinnovabili nel settore dell edilizia costituiscono misure importanti necessarie per ridurre la dipendenza energetica dell Unione e le emissioni di gas a effetto serra. 3.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali L Asse II del programma prevede con l obiettivo specifico 2.1: Promuovere la diffusione delle fonti rinnovabili e favorire la razionalizzazione della domanda di energia adeguare e monitorare gli impianti di produzione e le reti di distribuzione che viene declinato nei suoi obiettivi operativi che vengono di seguito elencati: Favorire la produzione di energia da fonti rinnovabili, attivando filiere produttive di tecnologie energetiche, agroenergetiche e biocarburanti; Sostenere l incremento dell efficienza energetica negli usi finali e la riduzione delle emissioni climalteranti; Adeguare e completare le reti di distribuzione metanifere ed attivare sistemi di monitoraggio delle reti di trasporto e di distribuzione dell energia elettrica e del gas. Gli obiettivi di sostenibilità ambientale e gli indicatori correlati sono, quasi interamente riferibili a tale Asse del programma, anche se come si è già scritto in precedenza, sono considerati trasversalmente a tutti gli Assi di azione. Nel contesto descritto, nel quale la spinta dell attuazione dei Conti energia ha prodotto, sotto il profilo della produzione modifiche sostanziali nei sistema energetico siciliano, la dimensione delle prestazioni del Programma non è significativa rispetto alla complessiva evoluzione del quadro regionale. Dalla batteria di indicatori di realizzazione e di risultato connessi al tema Energia, si rileva la seguente situazione relativa agli indicatori scelti in sede di PMA e contestualmente rilevabili dal Quadro Comunitario di Sostegno per le politiche di sviluppo: Tabella 24: Indicatori con diretta interferenza con il tema (QSN) Linea Cod. Descrizione Indicatore U. M Valori da ISTAT/DPS Intensità del consumo energetico Energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili Popolazione regionale servita da gas metano Consumi en.elettr. coperti da fonti rinnov. (incl.idroelettr) n pro gett i Valor e Concl uso M Valore Realizz ato (fisico) 0 -, % 0 -,00 2,5 2,7 4,2 5,1 % 0 -,00 89,5 90,9 % 0 -,00 2,6 2,7 4,2 5,0 7,3 11,0 PO FESR Regione Siciliana 35

36 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Di seguito invece si rappresenta in apposita tabella la batteria di indicatori di realizzazione e di risultato connessi al tema Energia, rilevabili tramite il sistema Caronte: Tabella 25: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema Linea Fonte Codic Descrizione Unita n progetti Valore Valore d interve e Indicatore ' di Concluso Realizzato nto del Indic misur M (fisico) PO atore a Realizzaz 804 Numero di progetti N 0 -,00 ione (Energie Rinnovabili) (core indicator n. 23) Realizzaz ione 899 Potenza installata degli impianti di produzione alimentati da fonti rinnovabili Risultato 102 Capacità addizionale installata per la produzione di energia da fonti rinnovabili (core indicator n. 24) Risultato 13 Popolazione regionale che risiede in comuni serviti da gas metano (%) Risultato 11 Consumi di energia elettrica coperti da fonti rinnovabili (al netto dell energia da fonte idroelettrica) (%) Realizzaz ione 805 Unita' immobiliari efficientate Realizzaz ione Programmi integrati a livello locale finalizzati alla razionalizzazione energetica Risultato 103 Popolazione regionale che risiede in comuni serviti da gas metano MW 0 -,00 MW 0 -,00 % 0 -,00 % 0 -,00 N 0 -,00 N 0 -,00 % 0 -, Risultato 12 Titoli di efficienza N 0 -,00 energetica (TEE) derivanti dalla realizzazione, in ambito regionale, di interventi rivolti all efficienza energetica negli usi finali (TEP) Risultato 46 Risparmio energetico % 16-3,00 annuo nelle strutture adeguate Nonostante l evidente assenza di movimentazioni all interno del sistema Caronte, può essere utile far rilevare che l ENEA ha pubblicato Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica (certificati bianchi) dal 1 giugno al 31 dicembre 2011 (con previsioni aggiornate di copertura degli obiettivi 2011 e 2012)- Primo Rapporto Statistico Intermedio relativo all anno d obbligo 2011, predisposto ai sensi dell articolo 8, comma 1, del decreto ministeriale Lo studio è riferibile all indicatore N. 12 (titoli di efficienza energetica TEE), anche se i risultati presentati non sono 36 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

37 direttamente riferibili al Programma, si presenta la tabella relativa agli otto titoli di efficienza energetica del 2010 rilasciati in Sicilia, per i quali oltre il 70% del risparmio è dato dalla sostituzione di lampade fluorescenti compatte. Tabella 26: Risparmi energetici certificati, per i quali è stata approvata l'emissione di Titoli di Efficienza Energetica (TEE) - Sicilia TEE totali TEE tipo I TEE tipo II TEE tipo III Metodi di valutazione Fonte Enea Standard Analtico A consuntivo Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive L aggiornamento degli indicatori prestazionali relativi al tema, a seguito dell attuazione delle azioni del programma, non mostra situazioni tali da aver generato impatti significativi negativi correlati con il PO-FESR. Il valore di realizzazione non consente di fornire valutazioni in merito agli impatti di attuazione del programma. Le valutazioni rese sono pertanto parziali e necessitano di un aggiornamento ggiornamento dello stato dell arte, anche a seguito degli esiti del comitato di sorveglianza.. Sensibili miglioramenti sono invece rilevabili rispetto al livello di informazione disponibile. L evoluzione del contesto ambientale ha dimostrato come il settore energetico abbia registrato profonde modifiche, non solo per gli aspetti correlati alla produzione di energia elettrica, ma anche nelle fonti di approvvigionamento per il mercato energetico. Il ruolo dell Autorità ambientale in materia di Energia e verifica degli impatti è di primaria importanza, infatti svolge un ruolo fondamentale nell iter di approvazione degli impianti, essendo la buona parte di essi assoggettati alle verifiche ambientali previste dalla normativa in funzione della tipologia di impianto (A.I.A., V.I.A. e V.I), in tale sede possono essere valutate le sostenibilità ambientali degli interventi. PO FESR Regione Siciliana 37

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39 4 NATURA E BIODIVERSITÀ 4.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Il tema ambientale Natura e Biodiversità comprende la totalità della vita sulla terra interessando l insieme degli organismi viventi in ecosistemi terrestri e acquatici, le associazioni vegetali e forestali, le comunità biologiche, i biotopi. Ciò costituisce una risorsa genetica di importanza rilevante per il mantenimento della vita sul pianeta. La biodiversità, intesa come diversità genetica, di specie e di ecosistemi. La Sicilia rappresenta uno dei grandi serbatoi di diversità biologica dell Italia e dell Europa, per le sue condizioni geografiche, morfologiche e pedoclimatiche, e per la sua peculiarità di Isola, in quanto ospita un ricchissimo numero di specie vegetali ed animali, di notevole interesse endemico e biogeografico. 4.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Le analisi del contesto tengono in considerazione gli indicatori scelti in sede di redazione del PMA, anche se alcuni degli indicatori non hanno una correlazione diretta con le azioni previste dal programma forniscono un quadro conoscitivo per le eventuali revisioni del PO. Il primo indicatore considerato è relativo alle Aree umide di Interesse Internazionale (RAMSAR), si tratta di un indicatore di risposta che fornisce il numero e la percentuale di superficie di territorio regionale occupata da RAMSAR, fondamentali anche per la salvaguardia degli uccelli acquatici e delle specie migratrici non citate nell allegato I della nell allegato I della Direttiva 79/409/CEE del Consiglio relativa alla Conservazione degli uccelli selvatici, conosciuta anche come direttiva uccelli. Nel 2011 sono state approvate due nuove aree RAMSAR, che hanno portato a raddoppiare la superficie delle aree riconosciute, e quindi tutelate. Tabella 27 : Aree umide di Interesse Internazionale Provincia Denominazione Area Ramsar Data Superficie Superficie Area (Ha) Ramsar/superficie regionale (%) Caltanissetta Biviere di Gela 12/04/1988 *256 0,010% Siracusa Vendicari 11/04/1989 * ,056% Trapani Saline di Trapani e Paceco 01/04/2011 ***986 0,038% Trapani Paludi costiere di «Capo Feto» (Comune di Mazara del Vallo) Laghi «Murana», «Preola» e «Gorghi Tondi», Stagno «Pantano Leone (Comune di Campobello di Mazara) 28/06/2011 **157 0,006% **249 0,010% **12 0,000% TOTALE ,121% Fonte: *ARPA Sicilia, **Decreto Ministero dell ambiente, ***Valore area di riserva da Decreto PO FESR Regione Siciliana 39

40 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Le aree naturali protette siciliane già istituite e in fase di istituzione ai diversi livelli sono rappresentate da: 4 Parchi regionali (Madonie, Nebrodi, Etna, Fiume Alcantara), 78 Riserve regionali; un nuovo Parco regionale (Monti Sicani) in fase di istituzione; 234 siti inclusi nella Rete Natura 2000, designati in base alla direttiva 92/43/CEE (Siti di importanza Comunitaria, SIC) ed alla direttiva 79/409/CEE sostituita dalla Direttiva 2009/147/CE (Zone di Protezione Speciale, ZPS) ed attualmente in fase di revisione a cura del Dipartimento regionale dell Ambiente in vista della trasformazione in Zone Speciali di Conservazione (ZSC) entro il 31/12/2012. La rete Natura 2000 tutela le ZPS ai fini della conservazione degli uccelli selvatici e i SIC per la conservazione degli habitat naturali e seminaturali e delle specie animali e vegetali selvatiche. I siti Natura 2000 in Sicilia sono complessivamente 234, di cui 205 Siti di Interesse Comunitario, 15 Zone di Protezione Speciale e 14 aree contestualmente SIC e ZPS. Nel 2011 sono stati istituiti due nuovi SIC marini per un totale di circa ha ( Fondali del Plemmirio ITA090030, ha; Fondali delle Isole Pelagie ITA040014, ha). Pertanto, alla data del maggio 2012, i siti compresi nella rete Natura 2000 in Sicilia sono in tutto 234 e coprono un area di circa ha, (di cui , pari al 17,5%, ricadono sul territorio regionale). Inoltre, al fine di rappresentare adeguatamente la Rete Natura 2000 in mare, per quanto riguarda numerazione, distribuzione ed estensione, e garantire il rispetto dei criteri fissati nell'allegato 3 della Direttiva 92/43/CEE, con DA221/GAB del il Dipartimento regionale dell Ambiente ha provveduto all ampliamento dei SIC ricadenti nelle Aree Marine Protette adeguando i perimetri ai confini di queste ultime. Tabella 28 Rete Natura 2000 avente superficie in mare Nome sito Natura 2000 Codice sito Superficie 2009 (ha) Superficie 2011 (ha) Fondali delle Isole Egadi ITA Fondali dell Isola di Ustica ITA Fondali di Isola delle Femmine - Capo ITA Gallo Fondali di Acicastello (Isola Lachea - ITA Ciclopi) Fonte: Dipartimento Regionale dell Ambiente Aree marine protette Le tabelle che seguono illustrano l evoluzione delle superfici di aree protette, l indicatore (aree amministrative) non è idoneo a misurare lo stato di conservazione dei siti fornendo esclusivamente informazioni relative al numero dei siti ed alla loro estensione territoriale. 40 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

41 Tabella 29: Aree comprese nelle zone di protezione speciale (ZPS), nei Siti di importanza comunitaria (SIC) e nella rete Natura 2000 ZPS SIC Natura 2000 ANNO n. siti Ha n. siti ha n. siti ha (*) % territorio regionale * ,5 * ,4 * ,4 Fonte: Dipartimento Regionale dell Ambiente *La superficie della Rete Natura 2000 è stata calcolata escludendo le sovrapposizioni fra i SIC e le ZPS. Tabella 30 :Superficie aree naturali protette (parchi regionali, riserve, SIC-ZPS) Superficie dei Siti di Importanza Comunitaria (SIC) sulla superficie Regionale (valore in percentuale) Sicilia 12,5 15,1 15,0 16,6 15,0 14,9 14,9 14,9 14,9 17,8 Italia 13,6 14,7 14,6 14,6 14,9 15,0 15,0 15,0 15,3 15,8 Superficie delle Zone a Protezione Speciale (ZPS) sulla superficie Regionale (valore in percentuale) Sicilia 3,7 4,9 4,9 14,2 14,2 15,1 15,1 15,1 15,1 15,1 Italia 5,6 6,6 8,2 9,9 11,1 14,5 14,5 14,5 14,5 14,5 Superficie della Rete Natura 2000 sulla superficie Regionale (valore in percentuale) Sicilia 21,2 22,0-22,0-22,1 23,5 Italia 19,1 20,5 20,6 20,6 21,0 Superficie delle Aree Terrestri protette sulla superficie Regionale (valore in percentuale) Sicilia 10, ,5 10,5 Italia 9,7 10,5 10,5 Fonte: Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) Le sei aree marine protette attualmente istituite interessano una superficie di ha. Tabella 31 : Aree marine protette (n. e superficie) Denominazione Tipologia Data Provincia Comune/i Superficie d'istituzione interessati a mare (ha) Isola di Ustica AMP 12/11/1986 Palermo Ustica Isole Ciclopi AMP 07/12/1989 Catania Aci Castello 623 Isole Egadi AMP 27/12/1991 Trapani Favignana Isole Pelagie AMP 21/10/2002 Agrigento Lampedusa e Linosa Capo Gallo -Isola delle AMP 24/07/2002 Palermo Palermo Femmine Plemmirio AMP 15/09/2004 Siracusa Siracusa TOTALE REGIONALE Fonte: Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) Direzione generale per la protezione della natura e del mare 6 Elenco Ufficiale delle Aree Protette (EUAP)- pubblicato nella gazzetta ufficiale n. 125 del 31 maggio PO FESR Regione Siciliana 41

42 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Superficie forestale La superficie forestale è uno degli indicatori di contesto prevista dal Piano di monitoraggio ambientale, anche se le azioni relative alla forestazione ed alla prevenzione dagli incendi boschivi sono oggetto di intervento del PSR, ed ha la funzione di verificare la sostenibilità dell uso delle foreste, che oltre alle funzioni produttive, tengono in considerazione quelle, insostituibili, di conservazione e di protezione degli equilibri ecologici, di appagamento della domanda di naturalità (habitat e biodiversità) e di conservazione futura dell integrità ambientale. Si producono in ogni caso le tabelle relative agli indicatori previsti, derivate dall inventario forestale regionale, raggiungibile al seguente indirizzo web: Gli esiti dell IFRS, sono stati anticipati nell Annuario ARPA 2010 per fornire una prima indicazione sull evoluzione dell estensione dei boschi siciliani negli ultimi anni. L IFRS, per l anno 2009, stima la superficie boscata regionale in 508,118,31ha (19,92% del territorio regionale) di cui ettari di BOSCHI (11%) e ha di altre terre boscate. Con il termine altre terre boscate, sono state iscritte al patrimonio forestale anche i boschi bassi e radi, le boscaglie, gli arbusteti e di altre aree di indubbio valore naturale sebbene caratterizzate da un più basso numero di specie arboree. La metà della totale superficie boscata (52%) ricade nei territori provinciali di Messina (30.6%) e di Palermo (21.6%). Tra le province, Messina presenta anche il più alto indice di boscosità (26%), seguita da Catania (13%) e Palermo (12%). Nella tabella che segue sono evidenziate le diverse categorie d uso del suolo 42 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

43 Tabella 32: Superficie forestale: stato - Estensione delle categorie di uso del suolo Provincia Superfici forestali Superfici Agricole Aree urbane Praterie, pascoli e incolti Sup. [ha] ES [%] Sup. [ha] ES [%] Sup. [ha] ES [%] Sup. [ha] ES [%] Agrigento 31,365,68 4,3 201,996,40 0,7 10,536,58 5,2 56,709,22 2,4 Caltanissetta 19,438,89 5,4 138,597,05 0,9 6,444,44 6,5 46,028,73 2,5 Catania 69,608,13 2,5 187,201,89 0,9 23,547,74 3,5 50,396,15 2,5 Enna 42,071, ,657,71 0,9 4,089,27 8,2 62,927,63 1,9 Messina 165,549,03 1,2 82,132, ,587,88 4,5 55,052,89 2,5 Palermo 105,241,90 1,9 279,366,07 0,7 25,168,50 3,2 81,256,18 1,9 Ragusa 14,545, ,106,18 0,9 9,511,76 5,1 20,722,59 3,7 Siracusa 40,401,04 3,2 118,146,79 1,1 12,861,28 4,7 35,938,11 2,8 Trapani 19,895,89 4,5 178,107,34 0,7 17,133,63 3,7 26,170,30 3,2 REGIONE 508,118,31 1,444,311,89 125,881,09 435,201,82 Continua - Superficie forestale: stato e variazioni - Estensione delle categorie di uso del suolo Provincia Zone coperte con vegetazione Zone umide AcquE Sup. [ha] ES [%] Sup. [ha] ES [%] Sup. [ha] ES [%] Agrigento 2,473, ,78 54,3 774,58 17,9 Caltanissetta 718,55 21,8 1,034,42 32,8 449,23 23,6 Catania 21,012,47 3,6 1,816,75 25,3 1,441,96 16,4 Enna 1,074,42 29,5 635,88 40,9 1,655,89 14 Messina 2,579,24 14,4-0 2,504,12 12,6 Palermo 5,537,26 8,4 519, ,072,82 11 Ragusa 742, ,18 49,9 626,11 26,8 Siracusa 1,134,36 24,7 673,32 25,4 1,820,45 15,8 Trapani 2,837,94 9,8 1,521,33 12,8 798,07 17,7 REGIONE 38,110,35 6,700,98 12,143,22 Fonte inventario Forestale Regionale Sicilia Incendi boshivi L indicatore descrive il fenomeno degli incendi boschivi e non boschivi dal 1986 al La superficie boscata comprende le seguenti tipologie di copertura vegetale del suolo: alto fusto resinose; alto fusto latifoglie; alto fusto misto; ceduo semplice e matricinato; ceduo composto; ceduo fortemente degradato; macchia mediterranea. Le restanti tipologie di copertura vegetale rientrano nella categoria non boscata. L indicatore analizza l entità dell impatto in termini di numero di incendi e superficie boscata e non boscata percorsa da incendio. In base alle rilevazioni effettuate dall ARPA e dagli organi periferici del Corpo Forestale dello Stato, nel 2010 si sono registrati nell Isola incendi boschivi, con una crescita del 52% rispetto al numero di casi registrati nel corso del La superficie interessata è stata di ettari coperti per il 35,7% da boschi e per la restante parte da altra tipologia di PO FESR Regione Siciliana 43

44 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale vegetazione ed ogni evento ha interessato mediamente una superficie di 17,5 ettari. L analisi provinciale riferita al 2010 evidenzia il primato negativo di Messina, con un numero di incendi pari a 380 e quello positivo di Ragusa (47 incendi nel corso del 2010). Il numero degli incendi boschivi costituisce il 24% del totale nazionale, mentre la superficie percorsa dal fuoco totale e boscata sono, rispettivamente, il 44% e il 37% di quelle complessive dell'intero Paese. Si registra in Sicilia anche la maggiore superficie media per incendio, pari a 17,5 ettari. La critica situazione verificatasi nel 2010 sull'isola è da ricondurre ad una serie di fattori, tra cui l'andamento climatico, caratterizzato dal perdurare di periodi siccitosi con presenza di forti venti di scirocco e temperature che hanno anche toccato picchi di 40 C, rendendo spesso difficile il contenimento del fuoco. Tabella 33 : Entità Incedi Boschivi Anno n. incendi Superficie percorsa da fuoco Boscata (ha) Non boscata (ha) Totale (ha) , , , , , , , , , , , ,95 Fonte ISTAT/DPS Relativamente agli Incendi nelle aree protette (numero e estensione d superficie percorsa dal fuoco si sta procedendo alla valutazione dei risultati disponibili tramite il Sistema informativo forestale, l indice sarà rappresento nel prossimo rapporto di monitoraggio. Tabella 34 : Incendi nelle aree protette (numero e estensione d superficie percorsa dal fuoco) Anno n. incendi Superficie percorsa da fuoco Boscata (ha) Non boscata (ha) Totale (ha) 2010 nd nd nd nd Fonte SIF Grado di pianificazione delle aree protette La normativa vigente in materia di aree protette rappresentata dalla L.R. n.14 del 09/08/88 recante modiche ed integrazioni alla L.R. n.98 del 06/05/81 individua nel Piano territoriale e nei Piani di utilizzazione e sistemazione, i principali strumenti di pianificazione rispettivamente dei Parchi e delle Riserve naturali regionali. I siti Natura 2000 sono invece regolamentati dai Piani di gestione. Il Parco regionale delle Madonie, quello dell Etna e quello dei Nebrodi sono dotati di un Piano territoriale già adottato ma tuttora in fase di approvazione da parte dell amministrazione regionale. 44 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

45 Il Parco fluviale dell Alcantara è stato istituito nel 2001 ai sensi dell art.129 della Legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 Disposizioni programmatiche e finanziarie per l anno 2001, ed è l unico in Sicilia istituito mediante un provvedimento legislativo. Sebbene sia stato redatto, già da alcuni anni, un progetto per la perimetrazione del Parco, per il quale sono state presentate delle osservazioni, l area protetta, dopo dieci anni dalla sua istituzione, non ha ancora una perimetrazione definitiva. La delimitazione attuale e provvisoria del territorio del Parco e la sua articolazione zonale, ai sensi dell Art.8 della L.R. 98/81, come sostituito dell Art.7 della L.R. 14/88, é quella di cui alla scheda Messina/1 del Piano Regionale delle Riserve Naturali di cui al D.A. n.970 del 6/5/1991. Nonostante il Piano Territoriale del Parco fluviale dell Alcantara non sia stato ancora adottato, è stato tuttavia approvato il Piano di gestione dei siti Natura 2000 ricadenti nel suo territorio. E stato recentemente istituito il Parco regionale dei Monti Sicani, mediante pubblicazione sulla GURS n.47 del , ai sensi delle leggi regionali 6 maggio 1981, n. 98 e 9 agosto 1988, n. 14 e ss.mm.ii. e dell art. 64 della legge regionale 14 maggio 2009, n.6. Il nucleo fondamentale dei Sicani è complesso ed eterogeneo, caratterizzato da un patrimonio naturalistico costituito da 4 Riserve Naturali Regionali, 13 SIC, una ZPS e da un antico patrimonio storico-architettonico. Esso ricade in 12 piccoli Comuni, tra le Province di Palermo e Agrigento. In seguito al ricorso presentato da alcune associazioni venatorie contro l istituzione del Parco, accolto dal TAR di Palermo, è stata momentaneamente sancita l illegittimità del Decreto Assessoriale istitutivo del Parco. Nel precedente periodo di programmazione del POR Sicilia 2000/2006, con la Misura 1.11 la Regione, in ossequio alle disposizioni dell art. 6 della Direttiva comunitaria 79/409/CEE e dall art. 4 del DPR di recepimento n 120/2003, ha avviato la procedura di elaborazione (a cura dei beneficiari finali) e validazione dei Piani di Gestione (PdG) dei siti della rete Natura Prerogativa dei PdG è quella di assegnare un indirizzo strategico, per il futuro gestore, che si declina in misure di conservazione individuate per superare le criticità esistenti. I Piani di gestione, in attesa che il Parlamento regionale adotti misure espresse (di cui al DDL Disposizioni in materia di conservazione e gestione dei Siti Natura 2000 in Sicilia ), si qualificano al pari dei Piani strategici quali strumenti di indirizzo nella pianificazione d area vasta e strategica, la cui internalizzazione nella pianificazione esistente, a norma costante, è rimessa ai processi di partecipazione e concertazione previsti dalla normativa comunitaria e nei percorsi di attuazione dei fondi per il ciclo 2007/2013. I PdG, in tutto 58, si riferiscono a raggruppamenti omogenei, per tipologia di habitat e per ambito geografico, di 219 aree suddivise tra SIC e ZPS che ricadono in parte dentro i perimetri di Parchi e Riserve regionali. Quasi tutti i PdG (55 su 58 totali) oggi risultano approvati mediante un decreto provvisorio con prescrizioni, i cui siti ricoprono un area di circa ha, pari al 95,5% della superficie complessiva della Rete Natura PO FESR Regione Siciliana 45

46 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale 2000; 39 di questi PdG hanno già ottenuto un approvazione definitiva mediante decreto del Dirigente Generale. La superficie dei siti dei 3 PdG tuttora in corso di approvazione, estesa per circa Ha, interessa i 3 Piani di gestione di Capo Calavà e Laguna di Oliveri, Biviere di Gela e Valle del Fiume Imera Meridionale. Gli elaborati (decreti, cartografie e relazioni scientifiche) dei PdG già approvati sono consultabili alla sezione Decreti di approvazione del seguente indirizzo internet: Figura 3: La Rete Natura 2000 in Sicilia ( Fonte: Dipartimento Regionale dell Ambiente Task Force Rete Ecologica) 46 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

47 Tabella 35 :Grado di pianificazione delle aree protette Tipologia (nome) area protetta Strumento di Pianificazione Stato di attuazione Parco delle Madonie Piano Territoriale Adottato dall Ente Parco dei Nebrodi Piano Territoriale Adottato dall Ente Parco dell Etna Piano Territoriale Adottato dall Ente Parco Fluviale dell Alcantara Piano Territoriale Non adottato dall Ente Parco dei Monti Sicani Piano Territoriale - RNO Fiume Fiumefreddo Piano di sistemazione Adottato e approvato RNI Grotta di Carburangeli Piano di sistemazione Adottato e approvato RNO Monte Pellegrino Piano di sistemazione Adottato e approvato RNI Grotta di Entella Piano di sistemazione Adottato e approvato RNO Bosco di Alcamo Piano di utilizzazione Adottato e approvato RNI Lago Sfondato Piano di sistemazione Adottato e approvato Altre Riserve Naturali (n.72) Piano di sistemazione Non predisposti dall Ente Piano di utilizzazione Siti Natura 2000 (SIC e ZPS) Piani di gestione 55 su 58 PdG approvati Fonte: Dipartimento Regionale dell Ambiente Task Force Rete Ecologica 4.3 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Si riportano le estrazioni degli indicatori di CARONTE aventi diretta connessione con il tema della natura e della biodiversità. Tabella 36: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema Codice Articolazion e Codice Indicator e Descrizione Indicatore U.M. n progetti Realizzazione Interventi di valorizzazione delle biodiversità Valore Concluso M N 12 2,00 2, Risultato 25 Visitatori dei nodi di N 0 -,00 osservazione della biodiversità (numero) Realizzazione Interventi N 0 -,00 Valore Realizzat o (fisico) Il Programma Operativo Regionale FESR 2007/2013, nell ambito dell Asse III prevede di Rafforzare la rete ecologica siciliana, favorendo la messa a sistema e la promozione delle aree ad alta naturalità e conservando la biodiversità in un ottica di sviluppo economico e sociale sostenibile e duraturo (Obiettivo specifico 3.2). L obiettivo del PO FESR 2007/2013 ( Rafforzare la valenza e l'identità naturalistica dei territori ) è suddiviso in tre Linee di Intervento per le quali la Delibera di Giunta regionale del 6/03/2009 ha individuato il Dipartimento regionale dell Ambiente come Centro di Responsabilità (CdR). A supporto del suddetto obiettivo, mediante la linea di intervento dovrà essere realizzato un nodo pubblico di osservazione della biodiversità in Sicilia, per la tutela e la fruizione delle risorse naturali, nelle aree ad alta naturalità. In tal senso, il sistema delle aree protette e la rete dei siti Natura 2000 (SIC e ZPS) costituiscono il punto di partenza per l osservazione e quindi il monitoraggio della biodiversità, in attuazione dei PdG Natura 2000 e PO FESR Regione Siciliana 47

48 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale nel rispetto delle norme di salvaguardia individuate nella pianificazione vigente (Parchi e Riserve). Lo scopo generale del nodo pubblico di osservazione della biodiversità è quello di predisporre, attraverso la promozione di studi e monitoraggi insieme ai partner istituzionali (Enti gestori di Parchi e Riserve, ARPA Sicilia, Province regionali, ecc.), una raccolta delle conoscenze inerenti gli elementi naturali del territorio (habitat e specie) finalizzata alla costituzione di una base organizzata di informazioni (Database Topografico) da utilizzare come strumento operativo per le amministrazioni pubbliche nella pianificazione del territorio e nella conservazione della natura. L Assessorato Regionale del Territorio e dell Ambiente, nelle due componenti Territoriale (nodo S.I.T.R. - Dipartimento Regionale dell Urbanistica) ed Ambientale (nodo S.I.R.A. - Dipartimento Regionale dell Ambiente), ha già realizzato la prima ossatura della cosiddetta infrastruttura dei dati territoriali regionali. A tal fine l Area 2 Interdipartimentale Nodo del Sistema Informativo Territoriale Regionale (Dipartimento Regionale dell Urbanistica) ha attivato un geoportale all indirizzo Questo è fornito di un visualizzatore geografico e il catalogo dei metadati disponibili è costituito da elementi tematici a varia scala (2.000, , e ), di varia tipologia (immagini, raster, vettoriali) e con diversi sistemi geografici di riferimento (WGS 84, Gauss-Boaga). All infrastruttura del S.I.T.R. si intende fare riferimento per lo sviluppo del nodo pubblico di osservazione della biodiversità in Sicilia il cui progetto è in avanzato corso di elaborazione a cura del Dipartimento Regionale dell Ambiente. 4.4 Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive Rispetto allo stato di avanzamento della pianificazione, non si rilevano nuove criticità ambientali rispetto a quelle segnalate nei diversi piani di gestione dei siti Rete Natura Il completamento dei piani di gestione, di per sé, costituisce un importante risultato in termini di conoscenza e di tutela, in quanto strumento utilizzato nella predisposizione delle pianificazioni di settore e territoriali, oltreché utile strumento di valutazione delle pianificazioni. A seguito dell aggiornamento della Banca dati della Rete Natura 2000 (30 Maggio 2012), verranno definite le misure di conservazione sito-specifiche e sarà avviato l iter di istituzione della Zone Speciali di Conservazione la cui designazione è prevista entro il 31/12/2012. Nel 2011 l autorità ambientale regionale ha sottoposto a valutazione ambientale strategica ed a valutazione di incidenza il Piano faunistico Venatorio Le attività di formazione del piano e di valutazione, a seguito di modifiche legislative, hanno richiesto una seconda consultazione che è in fase di conclusione in data Il piano faunistico venatorio 48 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

49 rappresenta un ulteriore strumento conoscitivo e regolamentare per la tutela dell ambiente. Altro strumento di pianificazione, sottoposto a Valutazione ambientale strategica nel corso del 2010 è stato il Piano Forestale Regionale, altresì sono stati valutati, in termini di incidenza, i potenziali effetti ambientali del Piano Regionale antincendi boschivi. Gli indicatori di PMA scelti per la descrizione del contesto illustrano sensibili variazioni. I compiti istituzionali dell autorità ambientale prevedono, attraverso lo svolgimento delle procedure di Valutazione di incidenza sui piani settoriali e territoriali, di potere verificare la garanzia delle tutele ambientali nelle aree protette. La crescente applicazione della valutazione ambientale strategica ai piani regolatori sta fornendo un valido strumento di tutela sin dalle fasi di pianificazione territoriale. PO FESR Regione Siciliana 49

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51 5 PAESAGGIO E PATRIMONIO CULTURALE 5.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali La Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta a Firenze nel 2000, è diventata ormai un punto di riferimento essenziale; all art. 1 il paesaggio è definito come una determinata parte di territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni, allargando i confini concettuali del paesaggio stesso, spesso altrimenti considerato per citare qualche esempio solo come l insieme dei caratteri naturali di un luogo, o solo nella sua dimensione estetica, e sotto tali ottiche valutato. Tale concetto sembra bene integrarsi con le questioni della sostenibilità territoriale, nella quale viene preso in considerazione il ruolo degli attori locali, più ancora che con la sostenibilità strettamente ambientale. D altro canto la soggettività di visione degli aspetti percepibile del territorio, si porta dietro una multidimensionalità delle definizioni relative al paesaggio, che può essere quello rurale, urbano, costiero, forestale, naturale, antropizzato (storicizzato). Tra i metodi di valutazione si utilizzano nelle valutazioni del paesaggio i dati sull uso del suolo, sulla copertura vegetale sono impiegati per controllare e verificare l efficacia delle politiche ambientali e l integrazione delle istanze ambientali nelle politiche settoriali (agricoltura, industria, turismo, ecc.). Secondo l ISPRA, uno dei temi principali è la trasformazione da un uso naturale (quali foreste e aree umide) ad un uso semi-naturale (quali coltivi) o cosa peggiore artificiale (quali edilizia, industria, infrastrutture). Tali transizioni, oltre a determinare la perdita, nella maggior parte dei casi permanente e irreversibile, di suolo fertile, causano ulteriori impatti negativi, quali frammentazione del territorio, riduzione della biodiversità, alterazioni del ciclo idrogeologico e modificazioni microclimatiche. Per tali ragioni uno dei principali obiettivi di tutela è la riduzione di uso del suolo, intesa quale minimizzazione della trasformazione territoriale e della frammentazione degli habitat. Dall introduzione è di evidenza la complessità del tema paesaggio, per l astrazione della sua definizione e per le interferenze con le altre tematiche trattate, in particolare in ambiente urbano, in natura e biodiversità, così come in acque e suolo. Il paesaggio, come recettore di eventuali impatti derivanti da azioni del PO-FESR , secondo le informazioni reperibili, può essere minacciato da fattori antropici, da individuare principalmente nelle pressioni derivanti dai settori economici, in termini di nuova infra-strutturazione, ma anche da eventuali situazioni di eccessiva presenza di popolazione, così come da fenomeni di spopolamento, ma anche da pressioni di carattere naturale quali frane, erosione suolo, eventi sismici o alluvionali. In sede di redazione del Piano di Monitoraggio ambientale non sono stati previsti indicatori di contesto per il monitoraggio del tema. PO FESR Regione Siciliana 51

52 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Dalla sintesi non prettamente tecnica sul paesaggio si evince come, per le finalità proprie del presente documento, al pari di altre tematiche, in relazione alla tipologia di azioni e degli interventi finanziati attraverso il programma il paesaggio diviene ambito di valutazione all interno dei settori: - quale parte integrante del contesto valutato all interno delle tematiche: Natura e biodiversità, Ambiente Urbano, Suolo; - quale elemento da tutelare come considerato nei temi ambientali: Energia, Trasporti, Risorse idriche. Si rimandano, come per la popolazione, alcune delle valutazioni prettamente ambientali ai temi sopra identificati, precisando al contempo come le maggiori criticità rilevate in sede di rapporto ambientale siano ad oggi da confermare, si presenta, una breve descrizione del contesto. Il territorio della Regione Siciliana ha presentato un accentuato dinamismo nelle trasformazioni territoriali, dovute sia all attività antropica che all evoluzione naturale dei territori stessi, si confermano processi di inurbamento nelle aree a maggiore densità demografica facendo registrare una riduzione della naturalità dei luoghi ed una modifica del valore paesistico dei territori, congiuntamente alla diminuzione della biodiversità ed alla nascita e concentrazione, in ristretti territori, di nuovi ambiti antropizzati. É il territorio costiero quello che ha accolto maggiormente la crescita delle città e l aumento delle pressione antropica sui paesaggi rurali periurbani e su quelli costieri terrestri e sommersi. Al contempo, sono in atto fenomeni di spopolamento delle aree rurali e di abbandono delle attività agricole, fenomeni che possono trasformare il paesaggio rurale, lasciandolo ad una evoluzione non controllata che a lungo temine potrebbe evolversi verso una rinaturazione spontanea. Il patrimonio di testimonianze monumentali, archeologiche e storicoartistiche in Sicilia, in virtù delle sue vicissitudini storiche e della sua posizione centrale nel bacino del Mediterraneo, è di rilevante consistenza. La Sicilia rappresenta, infatti, il 10% dell offerta di beni culturali attualmente fruibili sull intero territorio nazionale; la percentuale sale al 30% se si limita la stima alle sole aree archeologiche. Inoltre, 5 dei totali 35 siti italiani iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale ricadono nella Regione per una percentuale pari all 11,42%. Sul territorio regionale è localizzato il 27,9% dei musei del Mezzogiorno (6,2% dei musei italiani) che conservano il 24,6% del materiale raccolto dai musei meridionali. Nella realtà siciliana, per ragioni storiche e strutturali, la valorizzazione del patrimonio dal punto di vista economico è stata strettamente connessa allo sviluppo del settore turistico (e anche dell occupazione), spesso fortemente stagionalizzato, e purtroppo le politiche perseguite hanno generalmente mostrato una scarsa integrazione, sia funzionale che territoriale, tra le politiche di sviluppo turistico, economico e quelle della tutela del patrimonio ambientale e culturale. Il quadro programmatico Nella Regione Siciliana lo strumento principale di analisi del contesto e di tutela è costituito dai Piani paesaggistici, anche se nella legislazione siciliana tali piani, sono privi di quelle previsioni in ordine alla materia urbanistica, 52 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

53 infrastrutturale, socio-economica, che rappresentano i contenuti propri della pianificazione territoriale-urbanistica, pertanto tali piani rappresentano piani di conoscenza e di tutela del patrimonio culturale, ponendo al contempo vincoli in ordine alla realizzazione di opere nelle zone riconosciute di interesse. I piani prendono le mosse, dalle Linee Guida del Piano Territoriale Paesistico Regionale (P.T.P.R.), redatte anteriormente alla entrata i vigore sia del D.lgs 490/99 che del D.lgs 42/04, che hanno ridefinito la materia della pianificazione paesaggistica a livello nazionale, e che ponevano fra le premesse strategie rivolte alle politiche regionali in senso generale e volte alla stabilizzazione ecologica del contesto ambientale, alla difesa del suolo e della bio-diversità, alla valorizzazione dell'identità e della peculiarità del paesaggio, al miglioramento della fruibilità sociale del patrimonio ambientale. Altri obiettivi di tutela sono: il consolidamento e la riqualificazione del patrimonio naturalistico, la protezione e valorizzazione degli ecosistemi, il consolidamento del patrimonio e delle attività agroforestali, il controllo dei processi di abbandono, la gestione attenta delle risorse idriche ed inoltre: la conservazione e il restauro del patrimonio storico, archeologico, artistico, culturale e testimoniale; il recupero dei percorsi storici, la promozione di forme appropriate di fruizione; la riorganizzazione urbanistica e territoriale, ai fini della valorizzazione paesaggistico ambientale. 5.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Il tema del paesaggio, da un punto di vista delle azioni è principalmente correlato all asse 3 del programma, nel quale sono stati previsti i seguenti obiettivi: - Valorizzare i beni e le attività culturali per aumentare l attrattività dei territori, per rafforzare la coesione sociale e migliorare la qualità della vita dei residenti. - Rafforzare la rete ecologica siciliana, favorendo la messa a sistemare la promozione delle aree ad alta naturalità e conservando la bio-diversità in un ottica di sviluppo economico e sociale sostenibile e duraturo. - Rafforzare la competitività del sistema turistico siciliano attraverso l ampliamento, la riqualificazione e la diversificazione dell offerta turistica ed il potenziamento di investimenti produttivi delle filiere turistiche. Gli indicatori di realizzazione e risultato, come per altre azioni del programma, devono essere necessariamente riportati ad un livello territoriale più ristretto. Si riportano gli indicatori del QSN, che sono correlabili anche se indirettamente - con l ambito di valutazione del paesaggio e dei beni culturali, poiché ancorati agli aspetti della fruizione e della valorizzazione dei beni culturali. PO FESR Regione Siciliana 53

54 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 37: Indicatori QSN con diretta interferenza con il tema Codice Articolazion e C.I Codice Indicator e Descrizione Indicatore qsn 46 (ind 024) qsn 45 (ind. 018) BEC qsn 47 (Ind 023) qsn 50 (ind 105) Grado di 151,4 159,3 130,2 139,0 128,6 promozione dell'offerta culturale N visitatori di 91,5 84,8 80,0 66,9 59,5 istituti statali di antichità e arte ((valori in migliaia) Indice di 178,0 178,1 174,3 148,4 136,6... domanda culturale nei circuiti museali Attrazione 2,7 2,9 2,9 2,8 2,7 2,7 turistica (Giornate di presenza (italiani e stranieri) nel complesso degli esercizi ricettivi per abitante) Mentre per un aggiornamento del contesto generale rispetto ai temi investigati, un apporto al quadro conoscitivo del paesaggistico e dei beni culturali è fornito tramite il sistema del Ministero dei beni culturali denominato carta del rischio che fornisce attraverso un sistema webgis, la localizzazione puntuale dei beni culturali ed anche le principali pressioni di tipo ambientale ed antropico cui i beni e le aree in cui si collocano sono sottoposte. Una sintetica disamina è stato operata con le elaborazioni di cui alle figure seguenti, nella prima figura sono evidenziate le zone a rischio di spopolamento, tali zone coincidono con le zone rurali e montane. La diminuzione della presenza umana potrebbe costituire un fattore vdi rischio per il mantenimento dei beni culturali e dello stato di conservazione del paesaggio. 54 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

55 Figura 4: Carta del Rischio Arre a rischio di spopolamento Fonte ICR Ministero dei Beni culturali Intorno al tema turismo, oggetto di trattazione degli indicatori di realizzazione e di risultato, il Mibac ha individuato, nella figura seguente, le zone nelle quali in rischio è provocato dalla pressione turistica, in termini di pressione demografica, ma anche di infrastrutturazione territoriale. Figura 5: Carta del Rischio Aree ad elevata pressione turistica Fonte ICR Ministero dei Beni culturali La carta del rischio antropico mostra in rosso le zone a maggiore concentrazione di popolazione, ma contiene le medesime aree ad elevata pressione turistica oltre alle zone industriali. PO FESR Regione Siciliana 55

56 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Figura 6: Carta del Rischio Aree a rischio antropico Fonte ICR Ministero dei Beni culturali Tabella 38: Ind Presenze turistiche per abitante negli 8 mesi non estivi (Giornate di presenza (italiani e stranieri) nel complesso degli esercizi ricettivi nei mesi non estivi per abitante Regioni/Ripartizioni (b) Sicilia 1,17 1,09 1,14 1,12 1,10 1,09 1,06 Italia 2,4 2,4 2,5 2,5 2,4 2,4 Fonte Istat/DPS Per le stesse ragioni considerate in altre tematiche ambientali si ritiene utile fornire gli indicatori di realizzazione del PO con possibili interferenze co il tema. Gli indicatori, come più volte riferito nell ambito del presente rapporto, non sono finalizzati all individuazione di impatti ambientali ma piuttosto alla verifica della sostenibilità di programma, cui tutte le azioni tendono. 56 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

57 Tabella 39: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (Realizzazione/risultato) Codice TIPO Codice Descrizione Indicatore Unit n Articolazio Indicat a' di prog ne ore mis etti ura Realizzaz ione Interventi (di restauro e di rifunzionalizzazione) Risultato 23 Flussi turistici dedicati alla produzione artistica e dell architettura contemporanea (variazione %) Risultato 24 Visitatori nei circuiti di valorizzazione del patrimonio culturale locale (numero) Risultato 21 BB.CC. inseriti in circuiti culturali (%) Valore Realizz ato (fisico) Valor e Concl uso M N ,00 N ,00 % ,00 N , Risultato 22 Posti di lavoro creati nell'ambito della filiera dei beni culturali (numero) Realizzaz ione Attivita' imprenditoriali avviate, anche in rete, nel sttore dei BB.CC BE Realizzaz Applicazioni C ione tecnologiche per la conservazione e gestione dei BB.CC. e dei centri di restauro, gestione e manutenzione dei BB.CC Realizzaz Azioni di sostegno ione alla produzione artistica o di architettura contemporanea Fonte Caronte 15/05/ ,00 N ,00 N ,00 N , Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive In relazione al contesto analizzato tramite gli indicatori del PMA non sono rilevabili modifiche rilevabili relativamente all intero territorio regionale. Anche per il tema del paesaggio e del patrimonio culturale appare necessario circoscrivere le valutazioni alle più ristrette zone di intervento, tramite un maggiore coinvolgimento nella redazione del rapporto di monitoraggio ambientale dei soggetti responsabili dell attuazione. PO FESR Regione Siciliana 57

58 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Il sistema di tutele del paesaggio e del patrimonio culturale assicurato dalle sovrintendenze ai beni culturali, unitamente al contesto normativo vigente pongono una grande attenzione al tema ambientale, e riescono ad assicurare gli obiettivi di sostenibilità del programma finalizzati alla tutela. 58 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

59 6 PRODUZIONE E GESTIONE DEI RIFIUTI Il quadro normativo che disciplina la gestione integrata dei rifiuti, nel corso dell ultimo decennio, ha subito, sia a livello nazionale che regionale, sostanziali modifiche, specialmente in ordine alle problematiche afferenti al trattamento e/o smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Rispetto alla data di redazione del P.O. e del R.A., la Regione Siciliana ha disciplinato con la L.R. 9 dell 8 aprile 2010 la gestione integrata dei rifiuti e la messa in sicurezza, la bonifica, il ripristino ambientale dei siti inquinati, nel rispetto della salvaguardia e tutela della salute pubblica, dei valori naturali, ambientali e paesaggistici, in maniera coordinata con le disposizioni del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e successive modifiche ed integrazioni, in attuazione delle direttive comunitarie in materia di rifiuti. Inoltre, con la L.R. 12 del 12 maggio 2010 Disposizioni programmatiche e correttive per l anno 2010, ha dato ulteriori disposizioni in materia, anche in ordine alla redazione del nuovo Piano regionale dei rifiuti, suddividendo il territorio regionale in 10 Ambiti Territoriali Ottimali, 9 dei quali coincidono con i confini ammnistrativi provinciali, il decimo l ATO 10 è l ambito delle Isole minori Il Presidente della regione Siciliana è stato nominato Commissario delegato, con O.P.C.M. n del 9 luglio 2010 Immediati interventi per fronteggiare la situazione di emergenza determinatasi nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nella Regione Siciliana, per il superamento della situazione di emergenza nel settore della gestione dei rifiuti. L OPCM, che fa espresso riferimento ai contenuti del PO-FESR , contiene disposizioni in materia di rifiuti, tra le quali: - art.1: la predisposizione dell adeguamento entro 60 gg. dalla data di pubblicazione della stessa, del vigente Piano Regionale dei Rifiuti in Sicilia - art. 2: gli adeguamenti al Piano regionale di gestione dei rifiuti, anche per incrementare i livelli della raccolta differenziata ed individuare soluzioni compatibili con le esigenze ambientali per i rifiuti trattati accumulati nei siti di stoccaggio provvisorio o provvede a incrementare, in ciascun ambito provinciale, d intesa con il Presidente della provincia, la raccolta differenziata almeno di carta, plastica, vetro e metalli, al fine di conseguire, entro il 31 dicembre 2011, l obiettivo del 35 percento di raccolta differenziata, di cui almeno il 50% di raccolta destinata al riciclo o realizzare, in ciascun ambito provinciale piazzole per lo stoccaggio delle frazioni raccolte separatamente, impianti per la selezione del multi materiale raccolto separatamente, impianti per il trattamento dei rifiuti organici selezionati da rifiuti urbani o raccolti separatamente, al fine di conseguire un elevato livello di protezione ambientale; PO FESR Regione Siciliana 59

60 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale o adeguare ovvero realizzare, in ciascun ambito provinciale, avvalendosi dei prefetti delle province, le discariche necessarie per fronteggiare l emergenza, nelle more dell incremento della raccolta differenziata e della realizzazione e messa in esercizio degli impianti di recupero nonché per assicurare lo smaltimento dei sovvalli; - ex art. 4: il commissario delegato è autorizzato o ad individuare e disporre la realizzazione degli interventi di immediato effetto,.a disporre l immediato avvio delle procedure di realizzazione degli impianti già cantierabili e di acquisto delle attrezzature, compresi quelli successivamente proposti da privati a loro carico, individuati come coerenti e funzionali alla corretta gestione integrata dei rifiuti; o a disporre la progettazione, la realizzazione e la gestione, con il sistema della finanza di progetto, degli impianti di termovalorizzazione individuati nel piano regionale di gestione dei rifiuti come adeguato ai sensi dell art. 2, favorendo l applicazione delle migliori tecnologie disponibili a salvaguardia della salute della popolazione e dell ambiente; - ex art. 8: Il Commissario delegato trasmette ogni sei mesi al Dipartimento della protezione civile e al Ministero dell ambiente, della tutela del territorio e del mare una relazione sullo stato di attuazione degli interventi. Rispetto al ruolo dell AAR, la suddetta OPCM n. 3887/10 prevede un ampio regime derogatorio alle procedure di carattere ambientale, poiché per l attuazione di quanto sopra il Commissario è autorizzato a derogare alle diposizioni in materia di Valutazione ambientale strategica (artt. da 11 a 16 del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii), di Valutazione di impatto ambientale (artt. 20, 23,24, 25, e 26), di rifiuti (art. 191, 199, 208, 210 del D.lgs. 152/2006 e s.m.i) e di bonifiche (artt. da 241 a 251 del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.), e prevede al contempo che l approvazione dei progetti, da parte del Commissario, sostituisca ad ogni effetto i visti, i pareri, le autorizzazioni e le concessioni di competenza statale e regionale e costituisca ove occorra variante allo strumento urbanistico, nonché ai piani e programmi di settore. Inoltre, per i progetti di interventi e di opere di messa in sicurezza e di bonifica per cui è prevista dalla normativa vigente la procedura di valutazione di impatto ambientale, ovvero per progetti relativi ad opere incidenti su beni sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, con l approvazione del progetto si intende ricompreso anche il giudizio di compatibilità ambientale ai sensi dell'articolo 252 comma 7 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152/2006. Allo stesso modo, all art. 9 comma 2, per garantire il rispetto delle Direttive comunitarie, prescrive che qualora siano esercitate le deroghe in materia di VIA, previa notifica alla Commissione europea ai sensi dell'articolo. 6, comma 11, del decreto legislativo 16 gennaio 2008, n. 4 del ricorso alla procedura di cui all'art. 2, comma 3, della Direttiva 85/337/CEE, modificata dalle direttive 97/11/CEE e 2003/35/CEE, sottopone i progetti 60 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

61 degli interventi di cui all articolo 1 ad una procedura accelerata di valutazione di impatto ambientale di competenza regionale e che tale procedura deve necessariamente essere attivata avvalendosi dei competenti uffici regionali. 6.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali L analisi del contesto fa riferimento sia al Piano di Azione Obiettivo di Servizio III che alla Relazione Finale della Commissione di Revisione dell attuale Piano Regionale dei Rifiuti. Secondo gli ultimi dati disponibili, la produzione complessiva annua dei rifiuti in Sicilia (circa abitanti) si attesta intorno alle 2.6 milioni di t/a, mentre la produzione procapite media (circa 516 kg/ab/anno) risulta leggermente inferiore rispetto al valore medio nazionale (circa 532 kg/ab/anno). Nelle grandi città i valori risultano più elevati toccando punte che raggiungono i 600 kg/ab.anno nella città di Catania e i 570 kg/ab.anno nella città di Palermo. Di seguito si riportano gli ultimi dati disponibili disaggregati a livello di territorio provinciale. Tabella 40: Produzione di rifiuti urbani, totale (T/anno) Provincia Agrigento n.d. Caltanissetta n.d. Catania n.d. Enna n.d. Messina n.d. Palermo n.d. Ragusa n.d. Siracusa n.d. Trapani n.d. Sicilia Fonte ARPASicilia Dall analisi dei dati relativi alla produzione complessiva di rifiuti per il periodo considerato emerge un andamento fluttuante con un picco di produzione registrato nel 2006, seguito da una progressiva decrescita della produzione complessiva. Ancorchè tale trend possa essere osservato con favore, corre l obbligo di sottolineare come lo stesso possa essere riconducibile all evoluzione del contesto socioeconomico ed alla disponibilità delle famiglie (PIL e consumi delle famiglie), laddove il calo della produzione di rifiuti potrebbe dipendere dalla diminuzione dei livelli del PIL e dei consumi delle famiglie più che da una diversa attenzione alla produzione dei rifiuti. Tabella 41: Produzione di rifiuti urbani procapite (kg x abitante) Regione Popolazione Sicilia n.d. Italia n.d Fonte ARPASicilia PO FESR Regione Siciliana 61

62 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Un ulteriore aspetto rilevante nell ambito della gestione dei rifiuti riguarda la Quantità di R.U. pro capite conferito in discarica (obiettivo di servizio S.07), per il quale il piano di gestione dei rifiuti indicava come target possibili da conseguire entro il 2009 i 412 Kg/ab./anno, e da conseguire al 2013 i 230 Kg/ab./anno. Sulla base delle informazioni disponibili, in relazione a questo indicatore, si registra un trend decrescente nella quantità di rifiuti procapite conferimenti in discarica, tuttavia non risulta raggiunto il target intermedio fissato dal Piano. Tabella 42: Quantità di rifiuti urbani smaltiti in discarica per abitante Sicilia Popolazione KG x abitante ,2 507,4 496,5 467,9 456,4 n.d. Fonte Istat -DPS Un risultato decisamente positivo si registra invece per quel che concerne il numero delle discariche il cui numero si èpracicamente dimezzato rispetto al Tabella 43: Numero di discariche Provincia Agrigento Caltanissetta Catania Enna Messina Palermo Ragusa Siracusa Trapani Sicilia Fonte ARPASicilia Se da un lato la riduzione del numero di discariche, rappresenta un risultato positivo in quanto consente la concentrazione in un numero di siti ridotto, per altro verso, in attesa di un miglioramento dei sistemi di raccolta e gestione dei rifiuti, vista la localizzazione degli impianti, la stessa comporta alcune criticità dovute alle esigenze di notevole movimentazione dei rifiuti. A tal proposito un analisi sulle distanze rivela che 77 Comuni distano più di 100 Km dal sito di conferimento, e di questi 6 superano i 200 km. 62 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

63 Tabella 44: Numero di discariche e localizzazione Comuni Volume Volume Natura N. Prov Comune Proprietà serviti Autorizzato Residuo Ricevuto societaria (n ) (m3) (m3) 1 AG Siculiana Pubblica Privata t/g 2 AG Sciacca Pubblica Pubblica t/g 3 CL Gela Pubblica Pubblica t/g Motta S. Privata Privata CT Anastasia mc I 64 semestre CT Catania Privata Privata t/g 6 EN Enna Pubblica Mista t/g 7 ME Mazzarà S. Andrea Gestore Mista PA Palermo Pubblica Pubblica t/g 9 PA 10 PA Partitico Pubblica Pubblica Castellana Sicula Pubblica Pubblica /600 t/g t/g 11 RG Ragusa Pubblica Pubblica t/g 12 SR Augusta Privata Privata t/g 13 TP Campobello di Mazzara Pubblica Pubblica t/g 14 TP Trapani Pubblica Pubblica Dipartimento ARRA REVISIONE DEL PIANO DI GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI LINEE GUIDA E STRATEGIE DI INTERVENTO 14 ottobre 2010 In relazione alla capacità di stoccaggio residua delle discariche, la stessa era al 2010 pari a circa di circa metri cubi; dal catasto rifiuti si rilevano, inoltre, le seguenti discariche in corso di realizzazione, o in previsione: Tabella 45: Numero di discariche previste localizzazione e volumi autorizzati Comune Località Volume (m3) Situazione Lavori autorizz. Siculiana (Ag) Materano In corso Sciacca (Ag) Salinella In corso Serradifalco (Cl) Martino In corso Motta S. Anastasia(Ct) Tiritì In corso Catania Gr.S.Giorgio Completati Assoro (En) Dittaino Da avviare Messina Pace Da avviare Sant'Agata (Me) Rocca Carb Da avviare Palermo Bellolampo Da avviare Alcamo (Tp) Vallone Mon Da avviare Totale Volume autorizzato (m 3) Fonte: ARPA Sicilia Sezione Regionale del Catasto Rifiuti della Sicilia Complessivamente, pertanto, dati dimostrano come vi sia capacità di abbancamento in discarica superiore a m3, che, considerata una densità di abbancamento di 0,8t/m3, ed i valori attuali di produzione annua consente una disponibilità di abbancamento a livello regionale utile a soddisfare il fabbisogno per circa 4 anni. Tale previsione, tuttavia, non tiene conto dell entrata a pieno regime dei sistemi di Trattamento Meccanico Biologico (TMB) e della crescente quota di PO FESR Regione Siciliana 63

64 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale raccolta differenziata che, quando entreranno a pineo regime, dovrebbero garantire una minore affluenza di rifiuti in discarica e di conseguenza una maggiore margine temporale di utilizzo delle volumetrie realizzate e previste. L esistenza, ad oggi, di un importante capacità di abbancamento disponibile nelle discariche (buona parte delle quali corredata da impianti di TMB), fornisce il necessario margine di sicurezza per poter mettere a punto una vera gestione integrata dei rifiuti. Le rigidità del sistema, piuttosto, sono da ricercare nella distribuzione territoriale degli impianti e delle diverse densità demografiche. A tal proposito si osserva che il Servizio 1 VAS-VIA dell Assessorato Ambiente ha in corso diverse istruttorie di AIA e di VIA relative ad adeguamenti di discariche ed autorizzazioni di altri impianti di trattamento dei rifiuti. Un tema particolarmente rilevante nel quadro complessivo del sistema di gestione dei rifiuti riguarda l efficacia della Raccolta Differenziata (RD). Attualmente la modalità prevalente è la raccolta per contenitori stradali, che generalmente a fronte di costi contenuti garantiscono tuttavia una minore resa rispetto da altre modalità di raccolta della frazione differenziata. La RD viene articolata essenzialmente sulla raccolta di carta, plastica, vetro e metalli ed, in pochissime città, ricorrendo alla raccolta separata dell umido, già differenziata nell abitazione degli utenti. La serie storica, di dati relativi alla quota dei rifiuti urbani raccolti in modo differenziato è positiva e dimostra soprattutto in diversi piccoli centri, che la quota di RD sul totale dei rifiuti è in incremento, tuttavia preme osservare che il raggiungimento delle soglie, previste dalla normativa in materia, non può essere conseguito senza un potenziamento della raccolta separata dell umido, che da solo costituisce più di un terzo dei rifiuti urbani prodotti. A dispetto dell evidente trend di crescita della quantità di rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, l indicatore S.08 del QSN Percentuale di R.U. da raccogliere con modalità differenziate sul totale dei R.U. prodotti che prevedeva un target possibile da conseguire entro il 2009 pari al 14,1 % indica un evidente ritardo. Tabella 46: Quantità di rifiuti urbani raccolti in modo differenziato t Quota % 1,9 5,7 6,6 6,1 6,7 7,3 Fonte Istat DPS Infine, l ulteriore indicatore del Piano di Monitoraggio Ambientale, da prendere in considerazione nel delineare lo stato del contesto riguarda il recupero dei rifiuti da imballaggio giacché con il nuovo quadro normativo diviene ancor più importante il mercato delle Materie Prime Seconde. L adozione della richiamata direttiva quadro (Direttiva 98/2008) fissa, infatti, entro il 2020 gli obiettivi nel riciclo del 50% dei rifiuti urbani e nel recupero del 70% dei rifiuti da costruzione e demolizione. Tale obiettivo è volto al raggiungimento del 50% di recupero (certificato) non necessariamente legato a specifiche quote di raccolta differenziata. 64 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

65 Raggiungere quote in peso di RD elevate non significa necessariamente che tutto il materiale raccolto (con costi ingenti) venga poi effettivamente reimmesso nel mercato delle Materie Prime Seconde (MPS) o che ne venga recuperato il suo potere energetico residuo. I dati della seguente tabella mostrano un mercato stabile delle materie prime seconde, seppure in presenza di un crescente numero di impianti di recupero di materie prime. A tal proposito al 2010 la potenzialità totale delle piattaforme CONAI in Sicilia era di oltre tonnellate per anno. Tabella 47: Recupero di rifiuti di imballaggio (totale) Tipologia Acciaio Alluminio Carta Legno Plastica Vetro Totale (t/a) Fonte: ARPA Sicilia Sezione Regionale del Catasto Rifiuti della Sicilia Un obiettivo raggiunto è quello previsto tramite l Indicatore S.09: Quantità di frazione umida proveniente dalla R.D. trattata in impianti di compostaggio, per il quale il target da conseguire entro il 2009 era stato fissato al 6,0 %, e quello da conseguire al 2013 è fissato pari al 20%. Tabella 48: Quantità di frazione umida trattata in impianti di compostaggio per la produzione di compost di qualità (Percentuale di frazione umida trattata in impianti di compostaggio sulla frazione di umido nel rifiuto urbano totale) ripartizioni geografiche (b) 2009 Sicilia 0,0 1,3 1,5 7,9 6,4 7,7 Italia 18,3 20,5 21,6 25,2 30,7 35,2 Fonte Istat DPS 6.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Il PO persegue i seguenti obiettivi operativi, che sono al contempo obiettivi di sostenibilità ambientale del programma: 1. Ridurre la produzione dei rifiuti e la loro pericolosità. 2. Aumentare la raccolta differenziata ed il riciclaggio. Gli obiettivi sono correttamente valutabili attraverso gli indicatori scelti in sede di monitoraggio ambientale, ed altresì inquadrabili attraverso i dati di contesto sopra descritti. Sul tema della gestione dei rifiuti è rilevabile un ritardo nella pubblicazione dei dati, infatti, il dato più aggiornato disponibile è relativo all anno Sino a tale data il trend di sviluppo è positivo, ma non ancora utile a valutare le azioni del programma, di fatto si tratta di un aggiornamento del dato riferito alla fase iniziale dell attuazione del programma stesso. PO FESR Regione Siciliana 65

66 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 49: Indicatori QSN con diretta interferenza con il tema Codice CodicI Tipologia Indicatore (b) 2009 Articolazi one ndicat ore DAR 25 Rifiuti solidi urbani raccolti (x abitante) DAR 28 Quantità frazione umida trattata per prod.compost di qualità Raccolta differenziata dei rifiuti urbani Fonte ISTAT/DPS 0,0 1,3 1,5 7,9 6,4 7,7 5,7 6,6 6,1 6,7 7,3 Dal sistema Caronte sono rilevabili i seguenti valori, dai quali si evince come ad eccezione delle azioni pilota (908) e dei progetti per impianti di stoccaggio (907) non vi siano stati avanzamenti idonei a modificare il contesto regionale, mentre gli interventi potrebbero aver portato effetti a livello locale, laddove le azioni si sono concentrate. Tabella 50: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (Realizzazione e risultato) Misura Tipo Codice Indicatore Descrizione Indicatore Unita' di misura n prog etti Valore Conclus o Valore Realizzato (fisico) Realizzazione Impianti di stoccaggio/trattamento frazione umida e secca Risultato 18 Rifiuti urbani smaltiti in discarica per abitante (kg) Risultato 110 Numero di progetti relativi ai rifiuti N KG N Risultato 19 Rifiuti solidi urbani avviati a compostaggio sul totale dei rifiuti prodotti (%) Realizzazione Centri comunali di raccolta Ha 78 % ,57 2,27 547,00,00, Realizzazione Azioni pilota sperimentali attivate N , Realizzazione Imprese incentivate Fonte: Caronte 15/05/2012 N , Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive Il core indicator n. 27 che misura il numero di progetti relativi ai rifiuti riporta un valore pari a 24 progetti sui 115 previsti, indicando anche per il tema in questione che il programma si trova in uno stadio di attuazione iniziale. Tra i risultati positivi, anche se con effetti di tipo locale, il progetto pilota Palermo differenzia, realizzato in un area del Comune di Palermo, che 66 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

67 coinvolge circa abitanti, attraverso un sistema di raccolta porta a porta dei rifiuti differenziati. Altri risultati, con importanti effetti locali, e rilevanti anche a scala regionale sono le realizzazioni di Centri comunali di raccolta. Ad oggi ne sono stati realizzati 2 nei comuni di Siculiana e di Troina sui n. 20 interventi previsti, che dovrebbero consentire di servire a conclusione del PO-FESR circa 1,5 milioni di abitanti equivalenti. Altro passo in avanti è la realizzazione di 3 interventi di Impianti di stoccaggio/trattamento frazione umida e secca di sui 5 previsti. Rispetto alle previsioni del PO, deve segnalarsi la criticità rappresentata dal Dipartimento Acque e Rifiuti in merito all Obiettivo Operativo 2.4.3: Costituire e potenziare le filiere produttive del riciclaggio dei rifiuti a livello di sistemi locali di impresa e distretti produttivi, favorendo l adozione di registrazioni EMAS e di certificazioni ambientali di prodotto e a scala territoriale, che contrasta con la citata la Legge 6 Agosto 2009 n. 9 Norme in materia di aiuti alle imprese, sui regimi di aiuti, laddove non prevede la possibilità di aiuti alle imprese operanti nel settore del riciclaggio dei rifiuti. Occorre verificare gli obiettivi e le azioni del programma con riferimento alla disposizioni dell attuale quadro normativo, che in particolare prevedono che: - entro il 12 dicembre 2013, il Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) è tenuto ad adottare un Programma Nazionale di prevenzione dei rifiuti e ad elaborare indicazioni affinché tale programma sia integrato nei piani di gestione dei rifiuti (ex D.lgs. 152 e ss.mm.ii.). Il MATTM dovrà definire un catalogo esemplificativo di prodotti e rifiuti di prodotti che possono essere sottoposti, rispettivamente, a riutilizzo o a preparazione per il riutilizzo (ex D.lgs. 152 e ss.mm.ii.). - Entro il 2015, le autorità competenti dovranno realizzare la raccolta differenziata almeno per la carta, metalli, plastica, vetro e, ove possibile, per il legno oltre ad adottare le misure necessarie per conseguire i seguenti obiettivi: a) entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio di rifiuti (come minimo carta, metalli, plastica e vetro provenienti dai nuclei domestici e possibilmente di altra origine, nella misura in cui tali flussi di rifiuti sono simili a quelli domestici) sarà aumentata complessivamente almeno al 50% in termini di peso; b) entro il 2020, la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio e altri tipi di recupero di materiale (incluse operazioni di colmatazione che utilizzano i rifiuti in sostituzione di altri materiali), sarà aumentata almeno al 70% in termini di peso. - Entro il 30 novembre di ogni anno, il CONAI trasmette all'osservatorio Nazionale sui Rifiuti un piano specifico di prevenzione e gestione relativo all'anno solare successivo, da inserire nel Programma Generale di prevenzione e gestione (ex D.Lgs. 152 e ss. mm. ii.). - Ogni 3 anni, gli Stati membri riferiscono alla Commissione in merito ai risultati relativi al conseguimento degli obiettivi prefissi in materia di PO FESR Regione Siciliana 67

68 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale rifiuti. Qualora gli obiettivi non siano conseguiti, tale relazione deve includere i motivi del mancato conseguimento e le azioni che lo Stato membro intenda adottare per porvi rimedio. - Attraverso la Direttiva Rifiuti 2008/98/CE, art. 11, la Commissione europea si impegna a creare un sistema per lo scambio di informazioni sulle migliori pratiche in materia di prevenzione dei rifiuti ed elabora orientamenti per assistere gli Stati membri nella preparazione dei programmi. - Con la COM (2009) n. 400, la Commissione Europea ha proposto agli Stati membri un obiettivo facoltativo del 50% di appalti pubblici verdi (Green Public Procurement) da raggiungere entro il 2010 ed ha definito criteri GPP per dieci gruppi di prodotti e servizi prioritari (come i trasporti, l alimentazione, la costruzione e le attrezzature da ufficio), che gli Stati membri sono stati invitati ad approvare. - L Italia ha adottato, con D.M. n. 21/2011, i criteri ambientali minimi da inserire nei bandi di gara della Pubblica amministrazione per l acquisto dei seguenti prodotti: tessili, arredi per ufficio, illuminazione, pubblica, apparecchiature informatiche. - Miglioramento della diffusione della informazione ambientale alla popolazione. 68 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

69 7 RISORSE IDRICHE L acqua è una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo di un paese giacché essa soddisfa i bisogni primari e le necessità connesse allo svolgimento delle attività antropiche ma, allo stesso tempo, subisce la pressione delle suddette attività quale nella forma di emissioni di differente tipo. Lo sfruttamento idrico (civile, agricolo ed industriale) può infatti essere tale, per modalità ed entità di prelievo, da determinare l impossibilità di ricarica degli acquiferi, la riduzione del livello di qualità delle stesse acque o la modifica dell ambiente idrico fluviale. I prelievi a fini produttivi, inoltre, costituiscono un problema, quando limitano la disponibilità dell acqua potabile per gli usi civili, soprattutto quando tale risorsa tende a diventare scarsa per effetto dell inquinamento e del venire meno del bilanciamento del ciclo idrico. L utilizzo dei corpi idrici, ed in particolare dei corsi d acqua superficiali, come ricettori degli scarichi dei reflui industriali e civili, spesso non sufficientemente depurati o commisurati alle capacità di assorbimento del carico inquinante, è, d altra parte, all origine della perdita di qualità delle acque e delle limitazioni all uso delle stesse, anche a fini balneabili, nonché della compromissione dell ecosistema, con riduzione della possibilità di vita dei pesci. La Direttiva 2000/60/CE, che identifica la risorsa acqua come un patrimonio che va protetto, difeso e non va trattato come un prodotto commerciale al pari degli altri, si propone di istituire un quadro per la protezione delle acque superficiali interne, delle acque di transizione, delle acque costiere e sotterranee. 7.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Qualità delle Acque superficiali Prima di entrare nel merito dell evoluzione degli indicatori identificati per rappresentare l evoluzione del contesto di riferimento, occorre premettere che il corpo normativo tecnico di riferimento ha subito sostanziali modifiche rispetto a quello esistente al momento della valutazione ambientale del programma e che tali innovazioni si riflettono necessariamente sul sistema di indicatori all epoca individuato. L Allegato 1 alla parte terza del Decreto Legislativo 152/06, definisce significativi quei corpi idrici di particolare importanza, o per il peso che essi assumono a scala territoriale (p.e. per estensione del bacino imbrifero o dello specchio lacustre), o per la particolare valenza ambientale che essi hanno (p.e. i corpi idrici ricadenti in Parchi o Riserve), o infine per il particolare contributo inquinante che essi hanno nei confronti di altri corpi idrici che si vuole salvaguardare (è il caso di corpi idrici minori, particolarmente inquinati). Con Il piano di gestione del distretto idrografico della Sicilia redatto ed adottato nel 2010 dalla Regione Siciliana in attuazione del decreto PO FESR Regione Siciliana 69

70 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale legislativo 152/2006 la regione ha avviato il processo di allineamento del sistema di classificazione e monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee. Per quanto riguarda le acque superficiali il sistema dei corpi idrici da classificare è il seguente: - corpi idrici fluviali - laghi e invasi - corpi idrici marino costieri - corpi idrici di transizione. Il nuovo sistema di corpi idrici va classificato e monitorato secondo le metodologie di valutazione stabilite dal Decreto del Ministero dell Ambiente 260/2010 (peraltro ancora in fase di assestamento) che hanno dato attuazione alle previsioni della Direttiva 2000/60 in ordine alla valutazione basata sullo stato ecologico. L introduzione dei parametri di tipo biologico nel monitoraggio delle acque interne e marino-costiere è stata una innovazione culturale molto importante, in quanto integra le conoscenze delle caratteristiche chimico - fisiche e microbiologiche di un corpo idrico; infatti la nuova visione ecosistemica dei fiumi, laghi e coste, normata per legge, è uno dei passaggi più significativi del D.Lgs. 152/99 ma ancor di più la fissazione degli obiettivi di qualità, da attuarsi attraverso piani di tutela che consentono di migliorare e proteggere tutti i corpi idrici. L analisi integrata e gli obiettivi di qualità si ritrovano nella Direttiva Quadro Acque (2000/60/CE) che istituisce il punto cardine per la politica comunitaria in materia di acque e che è stata recepita in Italia con il D.Lgs. 152/2006. Altra importante novità introdotta nella Direttiva Quadro è la valutazione dello stato dei corpi idrici, non in valore assoluto, ma riferito al massimo punteggio raggiungibile da ciascuna tipologia. Il valore da considerare è quindi dato dal Rapporto di Qualità Ecologica (EQR), calcolato dividendo il valore osservato di un determinato parametro per il valore di riferimento dello stesso registrato per il Macrotipo specifico. Come previsto dall articolo 8 della Direttiva, il monitoraggio delle acque superficiali e sotterranee è finalizzato alla valutazione dello stato ecologico dei corpi idrici. A tal fine è necessario determinare le condizioni idromorfologiche, fisico-chimiche e biologiche, i cui risultati concorrono alla definizione dello stato ecologico in ELEVATO, BUONO e SUFFICIENTE. Gli elementi biologici vengono intesi come composizione e abbondanza dei macroinvertebrati, della flora acquatica e della fauna ittica. Nella definizione dello stato dei corsi d acqua, si considera anche lo stato chimico, che prevede l'analisi delle sostanze prioritarie riportate nella Tabella 1/A del DM 260/2010 (che integra il suddetto D.Lgs. 152/2006), che concorre con gli elementi sotto riportati, alla definizione dello stato ecologico. Elementi di Qualità Biologica (EQB): macrofite, macrobenthos, diatomee, fauna ittica. Elementi fisico-chimici a sostegno (valutati attraverso l indice LIMeco, Livello di Inquinamento da Macrodescrittori). 70 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

71 Elementi chimici indicati nelle Tabella 1/A e 1/B del DM 260/2010 (sostanze appartenenti all elenco delle priorità ed altri inquinanti specifici a sostegno non appartenenti all elenco di priorità). Elementi idromorfologici (in aggiunta ai precedenti per la conferma dello stato ecologico elevato Per la caratterizzazione dei corpi idrici superficiali la Direttiva prevede che gli Stati Membri individuino, per ciascuna categoria di acque superficiali (fiumi, laghi, acque di transizione o acque costiere), diversi tipi ; per ciascun tipo devono essere quindi fissate le condizioni di riferimento che rappresentano i valori degli elementi di qualità che rispecchiano quelli di norma associati a tale tipo inalterato (stato elevato). Per garantire che le classi di qualità ecologiche corrispondano alle stesse alterazioni degli ecosistemi acquatici in tutti i metodi di valutazione degli Stati Membri dell Unione Europea, sono stati effettuati degli esercizi di intercalibrazione. Tutto ciò ha avuto come scopo principale di comparare e confrontare i dati di monitoraggio di tutti gli Stati Membri, per la definizione dei valori dei limiti delle classi di qualità che determinano lo stato ecologico. I risultati ottenuti hanno portato all adozione in Italia degli indici di valutazione ufficiali, che sono stati inclusi nel DM 260/2010. Nell attesa della identificazione e validazione dei siti di riferimento per ciascuna tipologia di corpo idrico, sono stati inseriti nel suddetto DM 260/2010, valori teorici di riferimento. Questi derivano dall elaborazione dei dati disponibili in Italia per ciascun elemento di qualità biologica, e necessitano tuttora di correzioni ed aggiustamenti. Per alcune aree geografiche, infatti, come quella mediterranea, la scarsa disponibilità di dati storici sulle comunità non ha permesso di arrivare a risultati ottimali. Le future campagne di monitoraggio sistematiche forniranno una banca dati che permetterà la definizione dei valori definitivi. In Sicilia, il monitoraggio dei corpi idrici attraverso gli elementi di qualità biologica, è stato avviato, in via sperimentale, sia sui corsi d acqua che sugli invasi. I dati presentati provengono dalla applicazione dei metodi su candidati siti di riferimento dei corsi d acqua. Questa procedura consente da una parte di identificare i singoli corpi idrici superficiali (passando dai tipi ai singoli elementi discreti e significativi di acque superficiali ) e dall altra di permettere la loro classificazione in classi di qualità. Alle innovazioni tecniche sopra delineate, deve segnalarsi quale criticità, la necessità di realizzare nel brevissimo periodo gli interventi di adeguamento e potenziamento delle reti di monitoraggio, prevedendo le risorse umane necessarie e finanziarie utili al funzionamento del monitoraggio della qualità delle acque. Nelle more e compatibilmente con le risorse disponibili è stato avviato un primo monitoraggio della sola qualità chimica dei fiumi basato sulla valutazione dell indicatore LIMECO che supporta il giudizio di qualità basato su indicatori biologici. L attività ha riguardato, nel periodo che va dal 2008 al corpi idrici fluviali. In base ai risultati conseguiti 46 corpi idrici fluviali sono stati PO FESR Regione Siciliana 71

72 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale classificati come qualità elevata mentre 18 risultano some qualità sufficiente 7 scarso e 4 cattivo. Analoga attività stata svolta per le acque marino costiere valutando la sola qualità chimica basata sull indice TRIX su 52 stazioni. Per le acque marino costiere solo una stazione è risultata in qualità mediocre mentre 49 sono in classe elevata e una in classe buona. Le considerazioni sopra esposte rendono evidente come al momento non sia possibile una valutazione e comparazione con i valori e target stabiliti per gli indicatori di contesto e prestazionali (riportati in tabella) al momento della valutazione ambientale del programma. Acque di Balneazione Una delle informazioni fondamentali per l utilizzo delle acque marine, fornita dal monitoraggio, è quella relativa alla balneabilità. Le acque di balneazione sono sottoposte a controlli secondo quanto stabilito dal DPR 470/82, che attua in Italia la direttiva 76/160/CEE (in vigore fino al 2014) che considera acque di balneazione le acque marine, le acque dolci correnti o di lago, nelle quali la balneazione è espressamente autorizzata ovvero non vietata. Sono considerate idonee alla balneazione le acque i cui parametri, analizzati con la frequenza individuata dallo stesso decreto, risultano conformi ai valori di riferimento almeno nel 90% dei casi. Sono considerate non balneabili anche tutte quelle zone dove non sono stati effettuati i controlli in numero conforme alla normativa ovvero non sono state per nulla controllate. Si tratta, in gran parte, di litorali delle isole minori o di tratti di costa difficilmente raggiungibili. Le zone precluse alla balneazione vengono individuate mediante l indicatore di balneabilità, che esprime la qualità delle acque marino costiere indirettamente, attraverso l idoneità di esse alla balneazione. Si basa essenzialmente sulla presenza o meno di fonti di inquinamento, in particolare costituiti da scarichi urbani, e sull efficienza della depurazione degli stessi. Sebbene sia costruito fondamentalmente sulla qualità microbiologica delle acque e diretto alla tutela della salute dei bagnanti, fornisce indicazioni utili anche dal punto di vista ambientale visto che una sua diminuzione rappresenta un segnale chiaro di scadimento della risorsa idrica. L Assessorato regionale della Sanità, ogni anno, per la stagione balneare in corso, rende pubblici i tratti di mare non idonei alla balneazione con opportuno decreto. In particolare, con Decreto dell Assessorato alla Salute del 3 marzo 2011, inerente la Stagione balneare per l anno 2011 (GURS n. 13 del 25/3/2011) all art.3 ha disposto che, ai sensi dell art.2 del decreto interministeriale 30 marzo 2010, in attuazione dell art. 4 del decreto legislativo n. 116/08 per la stagione balneare 2011, sono individuati e classificati non adibiti alla balneazione i tratti di mare e di costa indicati negli allegati, da 1 a 9 relativi ad ogni provincia che costituiscono parte integrante al presente decreto. Negli allegati sono riportati i tratti di mare e di costa non balneabili per inquinamento, i tratti di mare e di costa non balneabili per altri motivi, i tratti di mare e di costa non campionate per 72 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

73 motivi geomorfologici, i tratti di mare e di costa non adibiti alla balneazione - vincolati a parco od oasi naturali. Lo stesso decreto all art.4 specifica che tutti i tratti di mare e di costa già vietati alla balneazione per inquinamento, ai sensi degli ex artt. n. 7 ed 8 del DPR n. 470/82 e successive modifiche ed integrazioni, con il presente decreto possono essere soppresse e rideterminate, solo a seguito di comunicazione, da parte dei sindaci dei comuni interessati, della messa in atto delle misure di risanamento e/o consolidamento dell area interessata e l effettuazione dei campioni di acqua di mare, così come previsto dall art.2 del decreto interministeriale 30 marzo Si riportano di seguito la percentuale di costa non balneabile per inquinamento sul totale di costa Tabella 51: % di coste non balneabili per inquinamento su km di costa totali Provincia Agrigento Caltanissetta Catania 0,7 2, Messina 0,7 2, Palermo 2,6 1,2 1,1 1,1 1,1 Ragusa Siracusa 3,4 0,1 0,4 0,4 0,4 Trapani 0, SICILIA 1,1 0,6 0,7 0,7 0,7 Fonte Ministero della Salute Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione Dal rapporto sulle acque di balneazione si riporta altresì il dettaglio, relativamente al solo anno 2010, nel quale sono evidenziate la costa non campionata e quella insufficientemente campionata e le misure della costa inquinata. Tabella 52: Balneabilità delle coste marine italiane per regione e provincia (2010) Provincia Costa Km Costa non Costa Costa Costa Costa Costa controlla insuffi controllat inquinata balneabil balneabil bile Km a Km Km e Km e% TRAPANI 332, , ,4 100% PALERMO 185,6 83, ,3 2,1 100,2 98% MESSINA 379,7 53, ,4 5,5 317,9 97% AGRIGENTO 195, , ,4 100% CALTANISSETTA 32,7 5,4 0 27,3 2, % CATANIA 62,8 19,4 0 43,4 0 43,4 100% RAGUSA 94,3 10, % SIRACUSA ,4 5,1 98,6 0,9 92,6 94% SICILIA 1483,9 542,1 8,1 941,8 10,9 922,9 98% Fonte Ministero della Salute Rapporto sulla qualità delle acque di balneazione Le tabelle di cui sopra differiscono sensibilmente rispetto ai valori di riferimento sui quali sono state basate le verifiche dei target (target pari al 3,5%), che riferiscono l ambito di valutazione all indicatore prelevato dal QSN e di fonte ISTAT/DPS di cui alla seguente tabella. PO FESR Regione Siciliana 73

74 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 53: Km di coste non balneabili per inquinamento su km di costa totali ripartizioni geografiche Sicilia 4,5 4,8 5,3 4,7 4,8 5,1 Italia 5,5 5,7 6,4 6,0 5,9 6,2 Fonte ISTAT/DPS Dal confronto tra le tabelle si può rilevare una sostanziale differenza, i valori ISTAT/DPS, a discapito della nomenclatura utilizzata riportano anche i valori delle coste non balneabili per ragioni diverse dall inquinamento. Acque sotterranee Ai sensi della Direttiva 2000/60/CE per acque sotterranee si intendono tutte le acque che si trovano sotto la superficie del suolo nella zona di saturazione e a contatto diretto con il suolo o il sottosuolo. Col termine corpo idrico sotterraneo si intende una struttura idrogeologica, costituita da uno o più acquiferi, talora con comportamento autonomo, o in comunicazione idraulica con altre idrostrutture contigue, con cui possono realizzare scambi idrici. La protezione e tutela delle acque sotterranee è disciplinata a livello comunitario oltre che dalla Direttiva 2000/60 anche dalla successiva Direttiva 2006/18/CE specificatamente diretta alla protezione e risanamento delle acque sotterranee. A livello nazionale questo ha comportato un necessario adeguamento del decreto legislativo 152/2006 operato dal decreto legislativo 30/2009 e ripreso dal DM 260/2010. Anche in questo caso sono stati apportati sostanziali modifiche sia per quanto riguarda l individuazione dei corpi idrici sotterranei che per quanto riguarda i metodi di valutazione della qualità E stato a tal proposito introdotto il concetto di stato quantitativo ed è stato rivisto quello di stato di qualità chimica rispetto a alle definizioni del il decreto legislativo 152/99. Pertanto anche nel caso delle acque sotterranee si devono ribadire le considerazioni già effettuate per le acque superficiali in ordine alla possibilità di confronto con i precedenti risultati e in ordine alle criticità relative alla necessità di adeguamento e potenziamento delle reti e di garantire ad ARPA SICILIA le risorse umane strumentali e finanziarie necessarie per lo svolgimento delle attività. Nelle more dell attuazione degli interventi di adeguamento si riportano gli esiti dell analisi dei dati relativi al monitoraggio del parametro Nitrati per i quali lo standard di qualità è stato fissato dalla normativa pari a 50 mg/l. Il monitoraggio effettuato nel periodo ha riguardato 424 stazioni che interessano i principali corpi idrici sotterranei individuati nel piano di tutela delle acque nelle more della nuova individuazione da operare secondale indicazioni fornite dal decreto legislativo 30/2009. Con riferimento ai valori medi del periodo si è rilevato che il 14,6 % delle stazioni presenta concentrazioni superiori a 50 mg/l mentre con riferimento ai valori massimi del periodo tale percentuale sale al 19,58 %. Nelle figure seguenti sono 74 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

75 evidenziate la distribuzione territoriale dei punti di monitoraggio e i relativi valori di Nitrati (come NO 3 - ). Occorre evidenziare che sulla situazione ambientale rilevata interagiscono diversi fattori sinergici relativi alla gestione antropica che richiedono una valutazione integrata non solo delle politiche perseguite dal POFESR ma anche e soprattutto di quelle del PSR. Figura 7: Distribuzione territoriale dei punti di monitoraggio e i relativi valori di Nitrati (come NO 3 - Fonte: Elaborazioni ARPASICILIA 7.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Rispetto al contesto descritto tramite gli indicatori previsti dal piano di monitoraggio ambientale, si segnala come gli indicatori di prestazione del QSN indicano sensibili miglioramenti su alcune delle tematiche trattate, rispetto alla data di avvio del programma, in particolare per la regolarità della distribuzione della risorsa idrica e per la disponibilità di risorse idropotabili. Come per altre tematiche, rispetto alla data di redazione del piano di monitoraggio ambientale, alcuni indicatori non sono stati oggetto di aggiornamento, per le segnalate difficoltà a reperire i dati.. PO FESR Regione Siciliana 75

76 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 54: Indicatori QSN e prestazionali con diretta interferenza con il tema Codice Articolazione Codice Indicatore Descrizione Indicatore Famiglie che denunciano irregolarità nell'erogazione dell'acqua DAR 09 Utilizzo delle risorse idriche per il consumo umano (Acqua erogata sul totale dell'acqua immessa nelle reti di distribuzione comunale) /08 Disponibilità di risorse idropotabili DAR 32 Popolazione servita da impianti di depurazione acque reflue 10 Quota di popolazione equivalente servita da depurazione 11 Popolazione regionale servita da impianti di depurazione completa delle acque reflue 253 Quota di popolazione equivalente urbana servita da depurazione (target 70%) % Km coste non balneabili (inquinate) su km coste totali 31,9 33,7 30,5 27,9 27,9 28,2 64, ,9 32, ,2 43, ,3 18, , , ,9 4,8 5,3 4,7 4,8 5,1 4,8 Gli indicatori di realizzazione e di risultato, aventi effetti sul tema, sono illustrati nella tabella che segue. 76 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

77 Tabella 55: Indicatori CARONTE con diretta interferenza con il tema (Realizzazione/risultato) Codice Codic Descrizione Indicatore Unita' di n Articolazio ne e Indic misura pro get Realizzazi one Realizzazi one atore 901 Lunghezza rete di distribuzione realizzata 902 Lunghezza rete fognaria e depurativa Risultato 14 Popolazione dei comuni con il servizio di rete fognaria con depurazione completa dei reflui convogliati (%) Risultato 15 SECA (Stato ecologico dei corsi di acqua) (%) DAR Realizzazi one Realizzazi one Valore Conclus ti o M Km 0 -,00 Valore Realizzat o (fisico) Km 47 33, ,80 % 0 -,00 % 0 -, Depuratori nuovi e/o adeguati N 0 -, Incremento capacità di potabilizzazione Risultato 104 Quota di popolazione equivalente servita da depurazione Realizzazi one L/S 0 -,00 % 0 -, Impianti di accumulo ripristinati N 0 -, Risultato 105 (core indicator n 26) (target ) N Realizzazi one Realizzazi one 807 Lunghezza reti sovrambito realizzate/adeguate 903 Lunghezza reti interaziendali realizzate/adeguate KM 0 -,00 Km 28 36,50 255, Risultato 106 Riduzione addizionale delle perdite % 0 -,00 Come per altri temi, i valori di realizzazione e di risultato non sono tali da aver potuto generare effetti visibili sul contesto. Per quanto riguarda i grandi progetti, inoltre fermo restando le verifiche ambientali riferite alla singola opera ed i relativi monitoraggi di progetto (cui si rimanda), sino alla data di entrata in funzione delle infrastrutture non potranno essere valutati gli effetti sulle variabili indagate, in particolare per la depurazione e per la disponibilità della risorsa. 7.3 Valutazione degli effetti ambientali connessi con l attuazione nel PO ed eventuali azioni correttive L analisi tramite i core indicator illustra come per le altre tematiche il ritardo nell attuazione delle misure, anche se iniziali risultati positivi si riscontrano tramite il core indicator n 26 - Popolazione aggiuntiva servita da impianti di depurazione delle acque reflue, che fa registrare un valore di abitanti rispetto al previsti La valutazione degli effetti deve tenere conto delle mutate condizioni operative dettate dall entrata in vigore di norme e regolamentazioni che richiedono adeguamenti alle misurazioni della qualità delle acque. In Sicilia, il PO FESR Regione Siciliana 77

78 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale monitoraggio dei corpi idrici attraverso gli elementi di qualità biologica, è stato avviato, in via sperimentale, sia sui corsi d acqua che sugli invasi. Per l applicazione delle azioni di monitoraggio dei corpi idrici occorrono urgenti interventi di adeguamento e di potenziamento delle reti di monitoraggio, prevedendo le risorse umane necessarie e finanziarie utili al funzionamento del sistema di monitoraggio della qualità delle acque. 78 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

79 8 SUOLO, SOTTOSUOLO E DESERTIFICAZIONE Il territorio siciliano si caratterizza per una elevata vulnerabilità al rischio idrogeologico, sismico, vulcanico, costiero e di desertificazione. Le cause di tale vulnerabilità hanno principalmente origine naturale ma sono state aggravate dalle trasformazioni del territorio di origine antropica, non sempre razionali e sostenibili, soprattutto lungo la fascia costiera. 8.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Il rischio idrogeologico (o geologico-idraulico) è, tra i rischi naturali, il più ricorrente e diffuso su gran parte del territorio regionale ed è di estrema gravità per il suo potenziale impatto socio-economico, legato all azione devastante che è in grado di svolgere sulle aree più vulnerabili ed antropizzate. Esso è determinato dalla concomitante presenza di diversi fattori, tra cui l assetto morfologico-strutturale, il regime pluviometrico e le condizioni climatiche, l urbanizzazione irregolare, attività di modifica del paesaggio e dei sistemi idrografici. Le aree a rischio idrogeologico nel territorio regionale sono distinguibili in aree a rischio di frana ed aree a rischio idraulico (piene). Poiché i fenomeni di dissesto sono spesso dei fenomeni ciclici che tendono a ripetersi con le stesse modalità anche dopo lunghi periodi di quiescenza, l analisi degli eventi del passato (frane e piene) riveste un ruolo fondamentale ai fini dell individuazione delle aree a rischio idrogeologico (adempimento del Decreto-legge 180/98), e per la prevenzione degli effetti calamitosi sul territorio. Il Piano Stralcio per l Assetto Idrogeologico, di seguito denominato Piano Stralcio o Piano o P.A.I., redatto ai sensi dell art. 17, comma 6 ter, della L. 183/89, dell art. 1, comma 1, del D.L. 180/98, convertito con modificazioni dalla L. 267/98, e dell art. 1 bis del D.L. 279/2000, convertito con modificazioni dalla L. 365/2000, ha valore di Piano Territoriale di Settore ed è lo strumento conoscitivo, normativo e tecnico-operativo mediante il quale sono pianificate e programmate le azioni, gli interventi e le norme d uso riguardanti la difesa dal rischio idrogeologico del territorio siciliano. La Sicilia, estesa complessivamente kmq e con uno sviluppo delle coste per una lunghezza di circa 1650 km, è stata suddivisa in 102 bacini idrografici e aree territoriali intermedie (51 nel versante Settentrionale - 33 nel versante Meridionale 18 nel versante Orientale), a cui si aggiungono i 5 territori omogenei delle isole minori, per un totale di 107 bacini idrografici e aree territoriali intermedie ed in 21 Unità fisiografiche costiere. L analisi condotta sulla base dei dati relativi all aggiornamento al 31/12/2008, è relativa a 107 bacini idrografici dell intero territorio regionale mette in evidenza come il più alto numero di fenomeni di dissesto si trovi nel bacino del Fiume Simeto, dove sono stati censiti 5264 dissesti geomorfologici. Seguono il bacino del Fiume Imera Meridionale con 3308 dissesti ed il bacino del Fiume Platani con 2707 dissesti. I più alti indici di PO FESR Regione Siciliana 79

80 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale franosità sono stati misurati nei bacini dell area tra Fosso delle Canne e Fiume San Leone (38,45%) e del fiume Rosmarino (24,56%), dove sono stati rilevati rispettivamente 564 e 672 dissesti; seguono i bacini del torrente Timeto, del Fiume San Leonardo (PA), del Torrente Muto e delle isole Eolie con indici di franosità superiori al 15%. Nella tabella si riportano gli eventi registrati, le superfici interessate dai fenomeni di frana e gli indici di franosità. 80 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

81 Tabella 56: Numero di dissesti e superfici soggette a dissesto per i 107 bacini idrografici del territorio regionale n. Bacino idrografico n. superficie superfici indice di dissesti dei dissesti e bacino franosità (Kmq) (Kmq) 1 Area tra Capo Peloro e T.te Saponara 188 2,02 85,26 2,37 2 T.te Saponara 82 2,95 31,30 9,42 3 Area tra T.te Saponara e F.ra Niceto 121 4,15 34,78 11,93 4 F.ra Niceto ,26 81,73 12,56 5 T.te Muto (Gualtieri) 411 6,93 40,20 17,23 6 T.te Corriolo (Floripotema), Area tra Torrente 193 5,57 65,38 8,53 Corriolo e T.Muto e area tra T.Corriolo e T.Mela 7 T.te Mela 231 8,57 64,97 13,20 8 T.te Longano, Area tra T.te Longano e T.Mela e area 175 1,04 63,21 1,65 tra T.Longano e T.Termini 9 T.te Termini (Rodi) ed Area tra T.Termini e T ,32 114,15 5,54 Mazzarrà 10 T.te Mazzarrò ,49 119,23 12,99 11 T.te Elicona, Area tra T.te Elicona e T. Mazzarrà e 248 9,25 120,24 7,70 Area tra T.Elicona e T.Timeto 12 T.te Timeto ,01 95,89 22,95 13 Area tra T.te Timeto e F.ra di Naso 485 9,66 115,33 8,38 14 F.ra di Naso ,91 88,84 12,28 15 Area tra F.ra di Naso e F. di Zappulla 76 1,49 28,26 5,29 16 F. di Zappulla ed Area tra F. di Zappulla e ,54 182,64 12,34 F.Rosmarino 17 F. Rosmarino ,84 101,13 24,56 18 T.te Inganno e Area tra F. Rosmarino e T.Inganno 134 9,30 81,19 11,45 19 T.te Furiano e Area tra T.te Inganno e T.Furiano 85 12,01 154,82 7,76 20 Area tra T.te Furiano e T.te Caronia 38 6,30 49,83 12,64 21 T.te Caronia 50 8,91 82,47 10,81 22 Area tra T.te Caronia e T.te di S.Stefano 45 1,65 34,60 4,78 23 T.te di S. Stefano ed Area tra T.te di S.Stefano e 141 8,52 99,27 8,59 T.di Tusa 24 T.te di Tusa ,78 161,65 7,29 25 Area tra T.te di Tusa e F. Pollina 70 1,75 25,52 6,85 26 F. Pollina ,01 389,70 6,42 27 Area tra F. Pollina e F. Lascari 76 2,51 76,73 3,27 28 T.te Piletto (F. Lascari) e Area tra F.Lascari e 46 2,61 60,54 4,31 T.Roccella 29 T.te Roccella e Area tra T.te Roccella e F.Imera 82 5,37 58,17 9,23 settentrionale 30 F. Imera settentrionale ,43 342,00 12,99 31 F. Torto ed Area tra F. Imera sett. E F Torto ,19 437,09 5,99 32 Area tra F. Torto e F. San Leonardo 87 0,90 32,12 2,80 33 F. San Leonardo ,36 506,26 19,03 34 Area tra F. San Leonardo e F. S. Michele 65 1,95 72,71 2,69 35 F. Milicia ,97 126,73 14,97 36 Area tra F. Milicia e F. Eleuterio 52 1,08 42,07 2,56 37 F. Eleuterio 80 6,12 202,78 3,02 38 Area tra F. Eleuterio e F. Oreto 18 0,77 32,63 2,37 39 F. Oreto 262 8,03 127,52 6,30 PO FESR Regione Siciliana 81

82 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale n. Bacino idrografico n. dissesti superficie dei dissesti (Kmq) superfici e bacino (Kmq) 40 Area tra F. Oreto e Punta Raisi 276 6,37 198,90 3,20 41 Area tra Punta Raisi e F. Nocella 35 1,22 44,37 2,75 42 F. Nocella ed Area tra F. Nocella e F.Jato 196 4,28 148,06 2,89 43 F. Jato 115 6,08 195,58 3,11 44 Area tra F. Jato e F. San Bartolomeo 38 1,80 94,49 1,91 45 F. San Bartolomeo 308 9,28 418,78 2,22 46 Area tra F. S. Bartolomeo e Punta di Solanto 235 9,34 106,40 8,78 47 Area tra Punta di Solanto e T.te Forgia 56 2,00 80,17 2,50 48 T.te Forgia ed Area tra T.te Forgiae F Lenzi 73 1,25 99,52 1,25 49 F. Lenzi 17 3,70 105,61 3,51 50 Area tra F. Lenzi e F. Birgi 4 0,05 88,36 0,06 51 F. Birgi 89 5,43 336,33 1,62 52 Area tra F. Birgi e F. Mazzarò 5 0,33 241,26 0,14 53 F. Mazzarò ed Area tra F. Mazzarò e e F Arena 13 0,41 130,03 0,32 54 F. Arena 85 2,03 316,45 0,64 55 Area tra F. Arena e F. Modione 17 0,32 121,55 0,26 56 F. Modione ed Area tra F. Modione e e F Belice 24 0,59 128,93 0,45 indice di franosità 57 F. Belice ,90 950,79 13,03 58 Area tra F. Belice e F. Carboj 30 3,43 98,12 3,50 59 F. Carboj 83 11,58 204,73 5,66 60 Area tra F. Carboj e F. Verdura 159 6,84 157,93 4,33 61 F. Verdura ed Area tra F. Verdura e e F Magazzolo ,48 451,51 3,65 62 F. Magazzolo 353 9,70 231,46 4,19 63 F. Platani , ,36 7,69 64 Area tra F. Platani e Fosso delle Canne 109 1,57 34,38 4,56 65 Fosso delle Canne 292 5,90 106,91 5,52 66 Area tra Fosso delle Canne e F. S.Leone 98 24,31 63,23 38,45 67 F. S. Leone ed Area tra F. S. Leone e F Naro ,28 217,46 7,95 68 F. Naro ,39 262,67 3,96 69 Area tra F. Naro e F. Palma 140 3,36 30,02 11,20 70 F. Palma 152 7,10 122,58 5,79 71 Area tra F. Palma e F. Imera meridionale 64 2,22 66,49 3,33 72 F. Imera meridionale , ,83 6,10 73 Area tra F. Imera merid. e T.te Riz 64 0,88 51,91 1,69 74 T.te Rizzuto 112 2,37 106,96 2,21 75 T.te Comunelli 199 3,17 107,81 2,94 76 Area tra T.te Comunelli e F. Gela 97 4,10 88,74 4,62 77 F. Gela ed Area tra F. Gela e F. Acate ,53 595,92 4,45 78 F. Acate 79 8,06 739,93 1,09 79 Area tra F. Acate e F. Ippari 3 0,11 126,86 0,09 80 F. Ippari 38 7,16 241,81 2,96 81 Area tra F. Ippari e F. Irminio 1 0,01 215,70 0,01 82 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

83 n. Bacino idrografico n. dissesti superficie dei dissesti (Kmq) superfici e bacino (Kmq) 82 F. Irminio 90 9,07 269,82 3,36 83 Area tra F. Irminio e T.te di Modica 44 5,10 141,16 3,61 84 Area tra T.te di Modica e Capo Passero 55 0,62 362,25 0,17 85 Area tra Capo Passero e F. Tellaro 4 0,01 100,37 0,01 86 F. Tellaro 21 0,30 370,40 0,08 87 Area tra F. Tellaro e F. di Noto (Asinaro) e F.di Noto 36 0,87 125,92 0,69 88 Area tra F. Noto e F. Cassibile 16 0,45 63,02 0,71 89 F. Cassibile 10 0,38 95,29 0,40 90 Area tra F. Cassibile e F. Anapo 6 0,03 104,34 0,03 91 F. Anapo 30 0,52 450,80 0,12 92 Area tra F. Anapo e F. S. Leonardo 45 0,79 357,74 0,22 93 F. S. Leonardo (Lentini) e Area tra Lentini e F Simeto 30 0,79 506,09 0,16 94 F. Simeto , ,04 3,23 95 Area tra F. Simeto e F. Alcantara 281 5,50 718,28 0,77 96 F. Alcantara ,96 549,95 5,63 97 Area tra F. Alcantara e Fiumara Agrò 223 5,41 71,42 7,58 98 F.ra d'agrò ed Area tra F.ra d'agrò e T.Savoca 279 3,92 85,35 4,59 99 T.te Savoca 68 1,56 44,57 3,50 indice di franosità 100 T.te Pagliara ed Area tra T.te Pagliara e T 134 2,39 42,21 5,66 Fiumedinisi 101 T.te Fiumedinisi 138 3,34 49,99 6, Area tra T.te Fiumedinisi e Capo Peloro 274 3,66 174,51 2, Eolie ,78 114,83 17, Ustica 31 0,17 8,12 2, Egadi 71 2,90 38,00 7, Pantelleria 29 0,36 84,53 0, Pelagie 40 0,11 25,15 0,44 TOTALE , ,02 5,10 Fonte: Elaborazione dati forniti dal Servizio 3: Assetto del territorio e difesa del suolo, Dipartimento Regionale dell Ambiente, Assessorato Territorio e Ambiente - Regione Siciliana Il contesto è in continua evoluzione, le Amministrazioni locali e tutti gli Enti pubblici interessati, possono richiedere modifiche alla perimetrazione delle aree a rischio sulla base di più approfondite conoscenze supportate da studi accurati e documentati. In questo modo si garantisce al Piano il carattere di strumento di pianificazione aperto e flessibile e in continuo aggiornamento, come si deduce dalla tabella sottostante, in cui si riportano i decreti di aggiornamento del PAI intervenuti nel corso del PO FESR Regione Siciliana 83

84 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 47: Decreti di aggiornamento del PAI intervenuti nel corso del 2011 Bacino Denominazione DPR GURS 033 F. San Leonardo n. 102 del 21/03/2011 n. 23 del 27/05/ Area tra T.te Mazzarà e T.te n. 114 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/11 Timeto e T.te Elicona 094 F. Simeto n. 115 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/ Area tra Punta di Solanto e T.te n. 116 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/11 Forgia 048 T.teForgia ed area tra T.te Forgia e F. Lenzi 034 Area tra F. San Leonardo e F. S. n. 117 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/11 Michele e F. S. Michele 035 F. Milicia 036 Area tra F. Milicia e F. Eleuterio 102 Area tra T.te Fiumedinisi e Capo n. 118 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/11 Peloro 054 F. Arena n. 119 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/ F. Eleuterio n. 120 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/ Area tra F. Eleuterio e F. Oreto 049 F. Lenzi n. 121 del 21/03/2011 n. 22 del 20/05/ F. Platani n. 172 del 16/05/2011 n. 31 del 22/ F. Simeto n. 173 del 17/05/2011 n. 32 del 29/07/ Area tra F. Timeto e F.ra di Naso n. 283 del 18/07/2011 n. 37 del 02/09/ F.ra di Naso 015 Area tra F.ra di Naso e F. di Zappulla 016 F. di Zappulla ed area tra F. di Zappulla e T.te Rosmarino 004 F.ra Niceto n. 284 del 18/07/2011 n. 37 del 02/09/ Area tra F. Simeto e F. n. 285 del 18/07/2011 n. 37 del 02/09/11 Alcantara 068 F. Naro n. 286 del 18/07/2011 n. 37 del 02/09/11 15 Capo San Vito - Capo Rama Prot. n del 14/10/2011 Fonte Arta Sicilia Rispetto alle situazioni descritte in sede di revisione del PO-FESR, relative agli eventi alluvionali di Messina che hanno interessato le frazioni di Giampilieri Superiore, Altolia e Briga Superiore e nel comune di Scaletta Zanclea, si fa rilevare che nel corso del 2011 è stato registrato un altro evento catastrofico che ha interessato i comuni del messinese in data 22 novembre 2011 (e che ha colpito più specificatamente i comuni di Barcellona Pozzo di Gotto, Merì e Saponara) Aree a rischio idrogeologico Con l elaborazione dei P.A.I. sono state individuate le aree a differente livello di rischio idrogeologico (sia geomorfologico che idraulico) dei bacini idrografici della Sicilia, pianificando in esse gli interventi volti alla difesa del suolo ed alla mitigazione del rischio, al fine di garantire un adeguato livello di sicurezza del territorio e della popolazione, in relazione ai fenomeni franosi ed a quelli idraulici. L individuazione e la perimetrazione delle aree a rischio, nell ambito della redazione del P.A.I., è stata effettuata secondo le metodologie di valutazione del rischio, sia geomorfologico che idraulico, messe a punto dall Amministrazione Regionale nel rispetto dei criteri e delle disposizioni contenute nel D.P.C.M. 29/09/98 ( Atto di indirizzo e 84 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

85 coordinamento per l individuazione dei criteri relativi agli adempimenti di cui all art. 1, commi 1 e 2, del decreto legge 11 giugno 1998, n. 180 ). L applicazione di tali metodologie ha portato, per i 107 bacini idrografici del territorio regionale, alla redazione delle carte del rischio geomorfologico ed idraulico, secondo la classificazione a 4 livelli di rischio crescente (R1= moderato; R2 = medio; R3 = elevato; R4 = molto elevato) prevista nel D.P.C.M. di cui sopra, ed all informatizzazione e georeferenziazione, su base CTR 1:10.000, dei dati sulle singole aree a rischio perimetrate. L indicatore fa riferimento alle sole aree classificate come R3 e R4 (rischio elevato e molto elevato), in quanto tali aree sono quelle sulle quali si concentra l attività dell Amministrazione Regionale di programmazione degli interventi per la mitigazione del rischio idrogeologico. L aggiornamento al 31/12/2008 dell indicatore riguarda soltanto i dati sulle aree a rischio geomorfologici presenti nel totale dei 107 bacini del territorio regionale, per i quali sono stati elaborati i relativi Piani Stralcio. Dai dati elaboratiemrge che il 4,6% del territorio regionale è a rischio idrogeologico di frana elevato mentre il 3,7% è a rischio idrogeologico di frana molto elevato. PO FESR Regione Siciliana 85

86 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Figura 8: Aree a rischio idrogeologico elevato e molto elevato 86 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

87 Figura 9: Aree a rischio idrogeologico elevato e molto elevato PO FESR Regione Siciliana 87

88 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Figura 10: Aree a rischio idrogeologico elevato e molto elevato Desertificazione Il fenomeno della desertificazione, definito come il degrado delle terre nelle aree aride, semi-aride e sub-umide secche, attribuite a varie cause, tra le quali variazioni climatiche ed attività umane, rappresenta una delle maggiori forme di degrado del suolo in cui si verifica la riduzione o la perdita della produttività biologica ed economica della terra dovuta sia a cause naturali che antropiche (fenomeni di urbanizzazione e di abbandono del territorio, pratiche agricole non idonee, l uso irrazionale delle risorse idriche ed il sovrapascolo, ecc.). In presenza di determinate configurazioni di fattori fisici e geolitologici (aridità, siccità, orografia, morfologia, erodibilità, presenza di suoli marginali argillosi poco evoluti e poveri di sostanza organica, elevate temperature estive, arature profonde ed effettuate a rittochino) i suoli sono maggiormente esposti ad ingenti pericoli di erosione idrica accelerata, che nel giro di pochi anni porta al totale degrado che si identifica con i processi di desertificazione. Il rischio di desertificazione è rilevante anche nelle aree a forte rischio di abbandono, tra le quali rientrano paesaggi seminaturali equiparabili alle aree a forte valenza ambientale. Si tratta di diverse migliaia di ettari, che svolgono un ruolo rilevante nel mantenimento del suolo, dell ambiente e del paesaggio. Altro fattore di rilevante importanza, che contribuisce, tra l altro, anche al processo di desertificazione è rappresentato dalla salinizzazione dei suoli. Tale fenomeno interessa sia le aree interne che le zone costiere della Sicilia, soprattutto le province di Siracusa e Ragusa, a causa dell eccessivo emungimento degli acquiferi costieri con conseguente intrusione del cuneo di acqua marina nei corpi acquiferi continentali. 88 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

89 La pressione antropica nel processo di desertificazione assume un ruolo importante e può essere analizzata anche in termini di urbanizzazione e di densità di popolazione, che è direttamente proporzionale con le attività socio-economiche del territorio. Ciò deriva dal fatto che qualunque intervento edificatorio, così come qualsiasi intervento infrastrutturale, comporta il decorticamento e l impermeabilizzazione del territorio urbanizzato (REGIONE SICILIANA, 2008). Considerato che la Sicilia è una delle regioni del Mediterraneo maggiormente soggetta al rischio di desertificazione, la Regione Siciliana ha adottato, con D.D.G. del Dipartimento Territorio ed Ambiente n. 908 del 24/07/2003, la Carta della Vulnerabilità al rischio di desertificazione in Sicilia, scala 1: Essa deriva dallo studio di tre differenti indici (indice di aridità, indice di siccità ed indice di perdita del suolo, secondo quanto riportato nella Metodologia per la redazione di una carta in scala 1: delle aree vulnerabili al rischio di desertificazione in Sicilia, pubblicata dalla REGIONE SICILIANA (2002) nell ambito del progetto Interreg IIC MEDOCC - Rete Lab. Successivamente modificata, secondo la nuova Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia in scala 1: redatta dal Dipartimento Territorio ed Ambiente (REGIONE SICILIANA, 2008). In considerazione della complessità del processo di desertificazione ed in ragione del carattere multidisciplinare della lotta a tale fenomeno, l Assessorato Territorio ed Ambiente ha istituito, con D.A. n. 52/2011, un Tavolo Tecnico Permanente, di cui gestisce il coordinamento, costituito dai rappresentanti di diversi Dipartimenti Regionali: Territorio ed Ambiente, ARPA, Interventi Infrastrutturali per l Agricoltura, Acque e Rifiuti e Comando Corpo Forestale. Dall attività di tale Tavolo, che comprende l individuazione delle azioni necessarie alla previsione e mitigazione del rischio desertificazione, è scaturita la Carta delle Sensibilità alla Desertificazione, a scala 1: , approvata con D.A. 53/GAB/2011, che a differenza delle cartografie precedentemente realizzate, utilizza un numero maggiore di indicatori tra i quali alcuni sono considerati per la prima volta (indici di qualità della gestione del territorio), altri risultano sostituiti (es. piovosità con la stagionalità delle precipitazioni, ecc.). Per la tipologia dei numerosi, dettagliati ed aggiornati dati utilizzati per la scala di elaborazione e per il tipo di informazione che fornisce, la carta possiede le caratteristiche per essere utilizzata soprattutto ai fini della definizione delle politiche di indirizzo nella pianificazione regionale di uso del territorio. Figura 11: Carta della vulnerabilità alla desertificazione della Sicilia (2011) PO FESR Regione Siciliana 89

90 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Fonte: Assessorato Territorio e Ambiente - Tabella 57: Aree sensibili alla desertificazione (ESA) Classe di sensibilità Percentuale di territorio regionale (%) Non affetto 1,6 Potenziale 5,8 Fragile 35,8 Critico 56,7 Fonte: Assessorato Territorio e Ambiente Come si evince dalla rappresentazione cartografica l applicazione della metodologia medalus al territorio siciliano ha evidenziato una diffusa sensibilità al degrado del territorio. Le aree crtiche rappresentano infatti il 56,7 percento del territorio. Le arre critiche possono essere suddivise secondo la classificazione stabilita dalla metodologia medalus in quelle meno critiche aree C1 (17,7% del territorio regionale) aree critiche classe C2 (35,2%) e aree più critiche classe C3 (4,4%). Si deve evidenziare che già in precedenza era stato utilizzato il metodo Medalus per la valutazione delle aree sensibili alla desertificazione e i risultati erano già stati utilizzati per dare una prima valutazione regionale del fenomeno. 90 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

91 La Cartografia attualmente utilizzata si differenzia, con le precedenti, per l utilizzo di un set più ampio di indicatori ritenuto più rappresentativo delle condizioni del territorio regionale e della dinamicità del fenomeno. Inoltre il database è stato integrato da numerosi e più dettagliati e aggiornati dati soprattutto per le componenti suolo e vegetazione. Pertanto non sarebbe possibile effettuare un confronto con i risultati delle precedenti cartografie. E però possibile esplicitare due considerazioni: da un lato il fatto che la desertificazione è un fenomeno a lenta evoluzione su cui hanno una influenza forte le condizioni climatiche e le caratteristiche podologiche e geologiche del suolo; dall altro si deve considerare che sul fenomeno interagiscono diversi fattori sinergici dovuti alla gestione antropica che richiedono una valutazione integrata non solo delle politiche perseguite dal POFESR ma anche e soprattutto di quelle del PSR. Tratti costieri in erosione I dati utilizzati per il popolamento dell indicatore provengono dal Servizio IV Assetto del Territorio e Difesa del Suolo dell Assessorato Regionale Territorio e Ambiente e sono relativi all aggiornamento al 31/12/2008 nell ambito dello studio finalizzato alla redazione del Piano Stralcio di Bacino per l Assetto Idrogeologico Difesa delle Coste, In particolare le coste siciliane sono state suddivise in 21 unità fisiografiche, ossia 21 tratti di litorale entro cui i movimenti dei sedimenti risultano confinati e gli scambi con le unità adiacenti sono nulli o quasi nulli, al fine di utilizzare tale unità territoriale come scala di riferimento per analizzare in modo adeguato gli effetti della dinamica evolutiva costiera. I dati utilizzati per il popolamento dell indicatore sono quelli relativi a 14 unità fisiografiche costiere per le quali è stato completato lo studio suddetto ed il relativo P.A.I. - Difesa della Coste è stato approvato e pubblicato in Gazzetta al 31/12/2008. In tabella 50 sono riportati la lunghezza dei tratti di spiaggia in erosione, dei tratti di costa alta soggetta a crolli e dei tratti di costa stabili. PO FESR Regione Siciliana 91

92 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 58: lunghezza dei tratti di spiaggia in erosione, dei tratti di costa alta soggetta a crolli e dei tratti di costa stabili per le unita fisiografiche Unità fisiografica costiera Lunghezza Lunghezza lunghezza lunghezza dell'unità della tratti di tratti di spiaggia in costa alta costa ersione soggetta a stabili crolli U.F.1. Capo Milazzo - Capo Peloro U.F.2. Capo Peloro - Capo Scaletta U.F.3. Capo Scaletta - Capo Schisò U.F.4. Capo Schisò - Porto di Catania U.F.5. Porto di Catania - Punta Castelluccio U.F.6. Punta Castelluccio - Isola delle Correnti U.F.14. Capo Feto - Capo San Vito U.F.15. Capo San Vito - Capo Rama U.F Capo Rama - Capo Mongerbino U.F.18. Capo Mongerbino - Porto di Cefalù U.F.19. Cefalù - Capo d'orlando U.F. 20. Capo d'orlando - Capo Calavà U.F.21. Capo Calavà - Capo Milazzo Totale Fonte: Elaborazioni ARPA SICILIA Siti contaminati La Regione Siciliana, con Decreto dell ARTA n 19/GAB del 12 febbraio 2007, si è dotata, come previsto dalla legge, dell Anagrafe dei siti contaminati. Si tratta di un elenco di siti in cui sia stata già accertata la contaminazione e/o avviata la procedura di bonifica. L ultimo aggiornamento disponibile è relativo all annuario dei dati ambientali 2010, dai quali si rileva la seguente situazione, nella quale accanto alla sigla della provincia sono indicati, in numero, i siti contaminati presenti. 92 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

93 Figura 12: Ripartizione dei siti contaminati su scala provinciale - Anno 2010 Fonte: Strutture Territoriali Arpa Sicilia. Elaborazione ARPA Sicilia (2010) Figura 13: Ripartizione dei siti contaminati per iter e stato di avanzamento StATO DELL ARTE Numero di siti Notifica ai sensi dell art. 242, 243, Indagini preliminari 57 Piano di caratterizzazione 151 Analisi di rischio 21 Progetto operativo di bonifica o messa in sicurezza operativa 41 permanente Procedure semplificate 32 Iter concluso 52 Fonte: Strutture Territoriali Arpa Sicilia. Elaborazione ARPA Sicilia (2010) I siti contaminati includono nel loro numero i Siti di Interesse Nazionale (SIN) sono individuati, ai sensi dell art. 252 del D.L.vo 152/2006, in relazione alle caratteristiche del sito inquinato (estensione e densità di popolazione dell area interessata, quantità e pericolosità degli inquinanti presenti, rischi sanitari ed ecologici). La tipologia degli interventi prevede la bonifica e il ripristino ambientale di aree industriali, di discariche ed aree urbane e suburbane inquinate da amianto, di aree marine antistanti, di zone umide e di corpi idrici superficiali. PO FESR Regione Siciliana 93

94 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Figura 14:Siti contaminati - Aree ad elevato rischio di crisi ambientale Gela Priolo Milazzo Biancavilla In Sicilia vi sono quattro Siti di Importanza Nazionale (SIN), di cui tre (Gela, Priolo e Milazzo) sono comprese nelle aree ad elevato rischio di crisi ambientale: Gela, istituita con Legge 426/1998 e perimetrata con D.M. del 10 Gennaio 2000, è data da un importante polo industriale (raffineria, stabilimento petrolchimico, aree di estrazione di greggio e reti di trasporto, centri di stoccaggio, discariche di rifiuti industriali) ed un area marina antistante compresa tra la foce del fiume Gattano e quella del torrente Acate-Dirillo; Priolo, istituita con Legge 426/1998 e perimetrata con D.M. del 10 Gennaio 2000, è data da un polo industriale costituito da grandi insediamenti produttivi (raffinerie, stabilimenti petrolchimici, centrali di produzione di energia elettrica e cementifici, con 94 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

95 numerose discariche di rifiuti anche pericolosi ed uno stabilimento dove si producevano manufatti in cemento-amianto) ed un area marina antistante comprensiva delle aree portuali di Augusta e Siracusa; Biancavilla, istituita con Decreto 468/2001 e perimetrata con decreto ministeriale del 18/07/02, è data da una area di cava di Monte Calvario (località attualmente inclusa nel tessuto urbano di Biancavilla, dalla quale si estraeva del pietrisco lavico contaminato da una fibra asbestiforme) e dall area urbana di Biancavilla (dove molti edifici sono stati costruiti utilizzando malte ed intonaci prodotti attraverso la macinazione della roccia proveniente dalla cava citata); Milazzo, istituita con Legge n. 266 del 23 Dicembre 2005 e perimetrata con Decreto 308/06, è caratterizzata da un area industriale con arenile ed area marina antistante. Tabella 59: Siti di interesse Nazionale per decreto istitutivo e superficie SITO Prov Decreto istitutivo Ha Terra Ha Mare Gela (CL) L.426/ Priolo (SR) L.426/ Biancavilla (CT) DM468/ Milazzo (ME) L.266/ Totale Fonte: Elaborazione su dati ISPRA/MATTM/ARPA (2010) Nel settore delle bonifiche dei Siti di Interesse Nazionale, l Arpa Sicilia svolge funzioni di controllo e monitoraggio; ciò comporta in generale le seguenti attività, sulla base del Protocollo per l esecuzione degli interventi di caratterizzazione, approvato nel marzo 2002 dalla Segreteria Tecnica del Servizio Rifiuti e Bonifiche del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. Tabella 60: Stato di avanzamento delle attività negli interventi di bonifica SITO Prov Piani di Indagini di Progetti caratterizzazione approvati caratterizzazione definitivi approvat Bonifiche completate Gela (CL) Priolo (SR) Biancavilla (CT) Milazzo (ME) Fonte: Elaborazione su dati ISPRA/MATTM/ARPA (2010) La tabella mostra che, dopo anni dall emanazione della prima norma, il numero di aree bonificate è ancora esiguo. Infatti l avanzamento delle attività ha riguardato essenzialmente l'approvazione di piani di caratterizzazione, le misure di messa in sicurezza o le indagini di caratterizzazione. PO FESR Regione Siciliana 95

96 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale 8.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Gli indicatori prestazionali (di realizzazione e di Risultato) immessi nel sistema Caronte dimostrano che alcuni delle azioni del programma sono in stato di avanzamento. Restano valide le considerazioni resa per gli altri ambiti di valutazione relative alla territorializzazione della spesa. 96 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

97 Tabella 61: Indicatori prestazionali con diretta interferenza con il tema Codice Articolazi one P RC Realizzazion e Risultato Realizzazion e Cod Descrizione Indicatore Unita' di misur a 893 Superficie coperta da nuove infrastrutture logistiche 107 Numero di persone beneficiarie di misure di prevenzione delle alluvioni (core indicator n. 32) 904 superficie oggetto di Risultato 16 Superficie a rischio di desertificazione (ha) n Valore pro Concluso gett M i N 0 -,00 N 0 -,00 Ha 60 1,00 1,00 Ha 0 -,00 Valore Realizzat o (fisico) interventi di recuperorinaturalizzazione sitialvei Realizzazion 810 Numero di progetti N 0 -,00 e (Prevenzione dei Rischi) (core indicator n. 31) Realizzazion 905 Interventi per la N 14 4,00 3,00 e protezione delle coste Risultato 17 Quota della % 0 -,00 popolazione che beneficia di misure di prevenzione/mitigazi one dei rischi (%) Realizzazion Superficie N 0 -,00 e oggetto di interventi di recuperorinaturalizzazione sitialvei(ha) Risultato 20 Estensione dei siti di Ha ,57 interesse 7,79 nazionale/regionali da bonificare (ha) Risultato 109 Area bonificata (core KM2 0 -,00 indicator n. 29) Realizzazion 811 Interventi per la N 0 -,00 e caratterizzazione dei siti inquinati Realizzazion e Superficie bonificata e/o messa in sicurezza Ha , , Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive L analisi tramite i core indicator illustra come per le altre tematiche il ritardo nell attuazione delle misure, anche se iniziali risultati positivi si riscontrano: PO FESR Regione Siciliana 97

98 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Core indicator 29 Area bonificata (in km2) 46 su 215 previsti Core indicator 31 Prevenzione dei Rischi (numero progetti) ; 56 su 97 previsti Rispetto alla situazione descritta si può segnalare come con DDG n. 82 del 23/03/2012 sia stato approvato il Piano di monitoraggio della sub-linea di intervento C(B), che prevede un articolato sistema di misurazione degli eventi legati al rischio. Per una verifica degli effetti ambientali occorre che il sistema di monitoraggio e di trasmissione dei dati preveda la localizzazione degli interventi e della spesa. Il Dipartimento Regionale dell Ambiente, individuato nell ambito dell Asse 2 quale soggetto responsabile per l attuazione della mitigazione del Rischio Desertificazione attraverso la linea di intervento ( Interventi di prevenzione dei fenomeni di desertificazione anche in un ottica di complementarietà e sinergia con analoghe iniziative nell ambito della politica regionale e nazionale del POFESR 2007/2013), ha pubblicato sulla G.U.R.S. del 27/08/10 un primo avviso pubblico di invito a manifestazione di interesse per la costituzione di un parco progetti regionale, volto alla mitigazione del rischio di desertificazione. Ad oggi il Dipartimento Regionale dell Ambiente ha pubblicato sulla GURS un secondo avviso, con ulteriori 7 milioni di euro, con le stesse finalità del precedente, aperto a quei comuni che presentano almeno il 50% del territorio comunale in classe di elevata sensibilità al degrado. 98 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

99 9 AMBIENTE URBANO 9.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Come per altri temi ambientali, in sede di redazione del Piano di monitoraggio ambientale non sono stati previsti appositi indicatori di contesto (allegato 1 PMA), tuttavia, si riporta un sintetico aggiornamento del quadro regionale, con particolare riferimento alla pianificazione territoriale di tipo comunale. Gli aspetti dell ambiente urbano sono correlati alla densità della popolazione, che rappresenta uno dei principali indici di urbanizzazione del territorio, in tale lettura, tra le province siciliane quella di Catania risulta essere la più densamente abitata, mentre la meno abitata è la provincia di Enna, per quanto riguarda la densità (abitanti per km 2 ) la popolazione si concentra nelle aree metropolitane (Palermo, Catania, Messina) e nelle città capoluogo. Nella tabella seguente è riportato il dato relativo alla densità di popolazione nelle province siciliane. Tabella 42: Densità di popolazione Province Agrigento 150 Caltanissetta 128 Catania 305 Enna 68 Messina 202 Palermo 249 Ragusa 194 Siracusa 191 Trapani 177 Densità Fonte: elaborazione da dati Istat Con riferimento a tale tema, non si rilevano, in ambito regionale sostanziali modifiche rispetto al passato, se non la continua tendenza al consumo di suolo ed alla frammentazione del territorio rurale, legata alle diverse norme nazionali e regionali che consentono di derogare agli strumenti di pianificazione. Città come Palermo e Catania sono state interessate da un processo di sub-urbanizzazione che si è negli anni intensificato, determinando lo spostamento della popolazione dai centri maggiori dell isola (ad eccezione di Messina) verso i centri urbani circostanti. A scala regionale riprendendo la definizione di aree funzionali FUAs del modello ESPON possiamo dire che le aree urbane di Palermo e Catania, che sono state identificate come FUAs nazionali, si pongono in una situazione di superiorità demografica, ma con una sostanziale differenza di modalità, in quanto Palermo è caratterizzata da un area urbana concentrata, mentre Catania è caratterizzata da una articolazione funzionale più complessa data dal comune centrale cui si sommano i comuni di cintura. PO FESR Regione Siciliana 99

100 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Risultano avere caratteristiche di nodi FUAs regionali anche alcuni comuni dell isola quali: Alcamo, Partinico, Termini Imerese, Castelvetrano nel quadrante occidentale; Sciacca nel quadrante centrale; Enna, Gela, Caltagirone, Vittoria, Modica, Lentini nel quadrante centro-meridionale e sudorientale; Milazzo e Barcellona P. di G. nel quadrante nord-orientale. Se si estende l analisi anche alla categoria comune centrale + corona possiamo inserire tra le FUAs le conurbazioni di Trapani - Erice, il bipolo di Marsala - Mazara del Vallo, l area di Agrigento - Porto Empedocle, la conurbazione di Caltanissetta - S. Cataldo, i bipoli di Vittoria - Comiso,Modica - Scicli e Noto - Avola, l area costiera ragusana, l area siracusana e l area di Milazzo. Dalla carta della copertura del suolo riportata, in forma semplificata, nella figura della pagina che segue (Figura 33), risultano evidenziate in rosso le aree urbanizzate, ed è possibile identificare le aree a forte influenza urbana, che corrispondono alle aree individuate come FUAs (Figura 34). L area metropolitana di Catania ha l aspetto di una massa indistinta in cui non si evidenziano più i confini amministrativi dei singoli comuni. Tale conurbazione si estende verso nord nella fascia costiera comprendendo i sistemi urbani di Acireale e Giarre, le aree di Taormina, fino all area urbana di Messina. Figura 15 : Livelli di urbanità e livelli di concentrazione demografica Fonte: Dipartimento Regionale Urbanistica - Servizio 9 Pianificazione Territoriale Regionale Sul versante tirrenico sono evidenziati l agglomerato della piana di Milazzo che si estende verso l interno e verso la costa con una polverizzazione di 100 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

101 piccoli centri urbani, e il continuum costiero tra Campofelice di Roccella e Cefalù. Ad occidente l area di Palermo risulta essere più concentrata, così come l area urbanizzata della piana di Carini, la conurbazione Trapani - Erice, l insediamento sparso di Marsala che si collega con l area urbana di Mazara del Vallo. Nell area meridionale spiccano il centro urbano di Sciacca, che appare isolato, e la continuità dell agglomerato Agrigento Porto Empedocle che si collega e ai centri abitati interni di Canicattì, Caltanissetta e Enna. Le aree interne si caratterizzano per il vasto territorio agricolo e per la concentrazione dei grandi sistemi ambientali dei Sicani, Madonie, Nebrodi, Peloritani, Etna, valle del Platani ed Erei, qui i centri abitati risultano essere sparsi e di piccole dimensioni ed interessati da fenomeni di abbandono. La carta successiva fornisce una chiara indicazione, attraverso il raggruppamento delle aree urbane secondo classi di popolazione e la perimetrazione delle aree metropolitane, dei ranghi urbani e del grado di urbanizzazione del territorio siciliano. Per realizzare il tematismo sono state individuate le seguenti nove classi di raggruppamento per numero di abitanti: Minore di da a a da a a da a da a da a maggiore di Figura 16: Urbanizzazione Ranghi urbani Fonte: Dipartimento Regionale Urbanistica Servizio 9 Pianificazione Territoriale Regionale PO FESR Regione Siciliana 101

102 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale La Legge n.1150 del 1942 attribuisce ai Comuni poteri in materia di pianificazione territoriale ed in particolare la redazione del Piano Regolatore Generale (PRG) per i comuni compresi in elenchi approvati con decreto del Ministero dei Lavori Pubblici. Successivamente secondo la Legge Regionale n. 71/78 del 1978, ad oggi l unica legge regionale organica in materia di pianificazione, sebbene più volte modificata e aggiornata, tutti i comuni della regione sono obbligati alla redazione del PRG. La successiva legge n.15 del 1991, ha ribadito tale obbligo anche per i comuni dotati di strumenti urbanistici i cui vincoli sono divenuti inefficaci per decorrenza dei termini. Figura 17: Stato della pianificazione in Sicilia (dicembre 2010) Fonte: Dipartimento Regionale Urbanistica Servizio 9 Pianificazione Territoriale Regionale 102 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

103 Nella carta precedente (Figura 17) è rappresentato lo stato della pianificazione urbanistica comunale della Regione Siciliana aggiornato a dicembre L autorità ambientale regionale svolge, quale Autorità competente per la VAS, un ruolo fondamentale per la formazione dei piani regolatori e delle loro varianti. In tale sede, si esplicano le principali funzioni di verifica della sostenibilità ambientale delle scelte pianificatorie. 9.2 Attuazione del PO Indicatori prestazionali Il tema dell ambiente urbano è più intensamente riferibile all Asse 6, gli indicatori prestazionali previsti per l Asse intersecano altri aspetti ambientali, quali la salute della popolazione, l energia, il consumo di suolo, la qualità dell aria ed il paesaggio. Alcuni degli indicatori scelti in sede di piano di monitoraggio ambientale risultano difficilmente reperibili ed aggiornabili nel tempo, e comunque sono poco rappresentativi se riferiti all intero contesto territoriale di riferimento. Si renderebbe necessario procedere ad un maggiore livello di dettaglio territoriale degli indicatori prestazionali. A tal proposito, sono in iter di valutazione ambientale strategica due diversi Piani di mobilità sostenibile delle isole Minori che contribuiranno a migliorare lo stato ambientale dei luoghi in cui verranno attuati, ma che per tipologia e dimensione saranno difficilmente rilevabili scala regionale. Allo stesso tempo, il piano di monitoraggio del P.O. FESR prevede nel sistema Caronte indicatori atti a misurare, seppure in modo indiretto o quali variabili proxy, gli effetti sul tema dell ambiente urbano e della popolazione (che in tale contesto vive), alcuni di questi indicatori sono relativi agli ASSI 1, 2 e 4. Dalla batteria di indicatori di realizzazione e di risultato connessi al tema ambiente urbano, si rileva la seguente situazione relativa agli indicatori scelti in sede di PMA e contestualmente rilevabili dal Quadro Comunitario di Sostegno per le politiche di sviluppo: Tabella 62: Ind. 129 Utilizzo di mezzi pubblici di trasporto: Occupati, studenti e scolari, utenti di mezzi pubblici sul totale delle persone che si sono spostate per motivi di lavoro e di studio e hanno usato mezzi di trasporto (%) ripartizioni geografiche Sicilia 16,7 13,0 17,5 15,8 15,4 16,6 13,7 Italia 19,7 19,0 18,7 19,5 19,2 19,1 19,4 Fonte ISTAT/DPS Il valore del primo indicatore mostra una situazione parzialmente legata alle abitudini della popolazione ed alla sua struttura sociodemografica, oltre che alla distribuzione sul territorio degli istituti scolastici e delle Università. Tabella 63: Ind. 138 Trasporto pubblico locale nelle città - Linee urbane di trasporto pubblico locale nei comuni capoluogo di provincia per 100 Kmq di superficie comunale ripartizioni geografiche Sicilia 69,5 72,2 72,5 70,9 75,7 71,9 71,9 Italia 115,2 118,4 119,1 119,8 121,8 124,2 125,3 Fonte ISTAT/DPS PO FESR Regione Siciliana 103

104 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 64: Ind. 139 Dotazione di parcheggi di corrispondenza - Numero di stalli di sosta nei parcheggi di corrispondenza dei comuni capoluogo di provincia per autovetture circolanti ripartizioni geografiche Sicilia 3,8 3,4 5,1 6,5 6,5 6,5 6,4 Italia 10,8 14,2 15,4 15,9 16,0 16,5 16,6 Fonte ISTAT/DPS Gli aspetti relativi all infrastrutturazione delle reti di trasporto pubblico è verrà trattato nell apposito capitolo, gli effetti sui valori monitorati potranno essere eventualmente riscontrabili solo all entrata in esercizio delle infrastrutture. Possono interferire sul tema le politiche di gestione urbana, quali le introduzioni di zone a traffico limitato. Per quanto attiene alla qualità della vita, investigata solo parzialmente con l indicatore di cui alla seguente tabella, si rimarca come il dato siciliano sia allineato con quello nazionale, si possono ritenere utili le precisazioni fatte in merito alle zone rurali e non densamente urbanizzate, per le quali la localizzazione di strutture commerciali può essere ritenuta non vantaggiosa. Tabella 65: Ind. 127 Difficoltà delle famiglie nel raggiungere i supermercati - Famiglie che dichiarano molta o abbastanza difficoltà nel raggiungere i supermercati (%) ripartizioni geografiche Sicilia 29,8 36,4 29,4 32,8 31,4 35,3 31,6 29,4 Italia 31,4 32,9 30,9 31,6 31,5 30,3 28,6 29,2 Fonte ISTAT/DPS Allo stesso modo, deve indicarsi l ampliamento o la nuova infrastrutturazione (inclusi i centri commerciali) generano i problemi legati alla artificializzazione del territorio, la modifica del paesaggio in generale, la perdita di biodiversità, consumo di terra fertile e limitazioni all agricoltura, ecc. È per questi motivi che la creazione di nuove aree deve essere attentamente valutata, anche in relazione alla presenza di ambienti naturali o civilizzati, secondo la definizione precedentemente fornita, i rischi sono legati allo sfondamento del paesaggio ed alla attrazione delle nuove aree, gli impatti ambientali hanno esiti prevedibili: allargamento dei collegamenti viari, nuovi insediamenti commerciali ed abitativi, cementificazione. Anche in questo tipo di settore, la dimensione del fenomeno analizzato può essere affiancata all evoluzione del settore normativo ed alle politiche di riferimento. A tal proposito una deliberazione della Giunta Regionale n. 36 del'8/02/2010 avente ad oggetto: "incentivazione insediamento piccole e medie imprese industriali ed artigianali nel territorio regionale Atto d'indirizzo", con la quale "il Governo Regionale intende riaffermare il proprio indirizzo politico-amministrativo nel settore economico e commerciale, nel senso di favorire, nell'ambito del proprio territorio, l'insediamento delle piccole e medie imprese artigianali, commerciali, agricole e industriali, per incentivare i livelli occupazionali nell'isola, in quanto dette imprese costituiscono il tessuto economico su cui tradizionalmente si fonda l'economia della Regione, essendo ivi distribuite in maniera capillare, e di conseguenza... bloccare gli insediamenti della grande distribuzione che 104 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

105 comportano un irreparabile effetto distruttivo sulle micro strutture aziendali in termini occupazionali, che sull'ambiente". Un altro ambito considerato dal Piano di monitoraggio ambientale è quantità di verde pubblico nelle città, l indicatore è relativo esclusivamente ai comuni capoluogo di Provincia. Tabella 66: Ind. 252 Verde pubblico nelle città - Metri quadri di verde urbano (gestito da comuni, province, regioni e stato) nei comuni capoluogo di provincia per abitante ripartizioni geografiche Sicilia 81,2 87,5 88,4 89,0 89,4 90,1 90,5 Italia 105,3 108,1 108,1 108,1 108,4 106,1 106,1 Fonte ISTAT/DPS L indicatore che segue è già stato utilizzato quale misuratore nell ambito del tema qualità dell aria, e viene riportato per conformità con le previsioni del Piano di monitoraggio ambientale. Tabella 67: Ind. 265 Monitoraggio della qualità dell'aria - Dotazione di stazioni di monitoraggio dell'aria (valori per abitanti) ripartizioni geografiche Sicilia 0,8 1,5 1,2 1,2 1,3 Italia 0,7 0,9 1,1 1,2 1,2 Fonte ISTAT/DPS Secondo lo schema scelto in questa prima redazione del rapporto ambientale, si confermano la sostenibilità delle azioni del programma, volte a garantire il rispetto degli obiettivi ambientali prefissati. Così come illustrato, il Programma finalizza, a favore delle politiche di sviluppo urbano sostenibile, attraverso l Avviso Asse VI, risorse provenienti da tutti gli Assi, con una più significativa concentrazione sull Asse III. PO FESR Regione Siciliana 105

106 Codi ce Indi cato re Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 68: Indicatori prestazionali con diretta interferenza con il tema Codice Descrizione Indicatore Unita n Valore Articola ' di progetti Concluso M zione Realiz zazion e Risulta to Risulta to Risulta to Risulta to Risulta to Risulta to Centri comunali di raccolta 14 Popolazione dei comuni con il servizio di rete fognaria con depurazione completa dei reflui convogliati (%) 46 Risparmio energetico annuo nelle strutture adeguate 126 Numero di progetti volti a promuovere le imprese, l imprenditorialità e le nuove tecnologie (Sviluppo Urbano) (core indicator n. 40) 43 Incremento percentuale dell orario extrascolastico di apertura delle scuole (%) 50 Popolazione servita dalle nuove strutture realizzate nelle aree recuperate e utilmente messe in uso (numero di abitanti) 119 Numero di progetti che assicurano sostenibilità e aumentano l attrattività di città e centri minori (Sviluppo Urbano) (core indicator n. 39) misur a Ha ,79 11,57 Km ,51 Valore Realizzato (fisico) N ,02 N ,00 % ,00 N ,00 N ,00 Si confermano le difficoltà, a partire dai dati del sistema CARONTE, a legare le indicazioni della realizzazione del programma con gli eventuali effetti ambientali prodotti. 9.3 Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive La redazione sperimentale di questo primo rapporto di monitoraggio ambientale sta evidenziando, anche per il tema considerato il limite degli indicatori di contesto rispetto alla dimensione operativa del programma. L ambito di valutazione subisce diverse pressioni in grado di innestare effetti ambientali, si consideri che l ampliamento dell urbanizzato è di per sè un determinante di pressioni ambientali. In assenza di una migliore focalizzazione degli interventi in ambito locale, gli effetti del programma non possono essere valutati come unico strumento di intervento sul territorio, e devono essere necessariamente rapportati al numero di interventi ed indirettamente alla spesa. 106 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

107 10 MOBILITÀ E TRASPORTI 10.1 Contesto programmatico - Indicatori di contesto regionali Il tema ambientale in oggetto viene ampiamente trattato dal programma operativo che vi dedica un intero Asse Prioritario definito Reti e collegamenti per la mobilità il cui obiettivo fondamentale è l accelerazione della realizzazione di un sistema di trasporto efficiente, integrato, flessibile, sicuro e sostenibile per assicurare servizi logistici e di trasporto funzionali allo sviluppo della regione. Il programma si prefiggeva, nella sua fase iniziale, di attuare un sistema di azioni che permettessero di colmare le profonde carenze infrastrutturali contestualmente al miglioramento della capacità di gestione del sistema regionale trasporti. Era prevista anche la possibilità di favorire l intermodalità e l ottimale trasporto delle merci e delle persone con la finalità di ridurre anche la mobilità con il mezzo proprio nelle aree urbane e nei collegamenti regionali potenziando i sistemi di trasporto pubblico di massa al fine anche di ridurre i consumi energetici e le emissioni inquinanti e climalteranti in atmosfera. A tal fine ci si prefiggeva ovviamente la valorizzazione del trasporto ferroviario e l integrazione di diversi sistemi e servizi, l impiego di tecnologie avanzate e della comunicazione telematica funzionale allo sviluppo di nuove soluzioni per il trasporto delle persone e delle merci. Gli indicatori di contesto atti a informare sulle evoluzione delle caratteristiche ambientali connesse al Tema Mobilità e Trasporti sono quelli già trattati nel Paragrafo Cambiamenti Climatici ed Atmosfera, strettamente connessi alla qualità dell aria. Tra questi particolare rilevanza assume l indicatore Livello di emissioni di CO2 atto a stimare l evoluzione delle emissioni di gas serra dovute alle attività antropiche; rispetto a tale importante indicatore si registra un deficit informativo dovuto all assenza nell Annuario 2010 dell ISPRA del dato regionalizzato. Ulteriore indicatore ambientale di contesto che interessa in maniera trasversale i due temi in analisi è il n di superamento dei valori soglia nell atmosfera di inquinanti pericolosi per la salute umana (CO, NO2, PM10, C6H6, SO2, O3). Di questo si riportano di seguito i dati della rilevazione effettuata in Sicilia PO FESR Regione Siciliana 107

108 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 69: Superamento dei valori soglia nell atmosfera di inquinanti pericolosi per la salute umana in ambiente urbano (CO, NO2, PM10, C6H6, SO2, O3) Inquinante Fonte emissione Sintesi aggiornata Biossido zolfo (SO2) Biossido azoto (NO2) di di Monossido di carbonio (CO). Il gas si forma dalla combustione incompleta processi degli idrocarburi presenti in carburanti e combustibili Il PM10 fa riferimento al materiale particellare con diametro uguale o inferiore a 10 µm. - naturali: eruzioni vulcaniche, -antropiche: processi di combustione industriali. Antropiche: traffico veicolare, impianti di riscaldamento civili ed industriali, centrali per la produzione di energia e processi industriali Antropiche: gas di scarico dei veicoli durante il funzionamento a basso regime, impianti di riscaldamento ed alcuni industriali (produzione di acciaio, di ghisa e la raffinazione del petrolio) Antropiche: impianti di riscaldamento civile, traffico veicolare. Naturali: eruzioni vulcaniche, erosione, incendi boschivi etc. non si sono verificati, durante l anno 2010, numero di superamenti superiore a 24 volte del valore limite orario di 350 µg/m 3 Nel 2010 non vi è, pertanto, alcun superamento dei limiti di legge Superamenti del limite annuale di NO2 sono stati rilevati dalle cabine da traffico urbano delle città di Catania, Palermo, Siracusa, Caltanissetta e Gela. Non sono stati registrati superamenti del limite di monossido di carbonio in alcuna delle cabine provviste dell analizzatore dell inquinante considerato Tutte le cabine di monitoraggio abilitate hanno registrato superamenti del valore limite giornaliero di 50 µg/m3 e tuttavia, solo in alcune postazioni ubicate in siti ad elevata densità di traffico autoveicolare viene oltrepassato il limite di 35 superamenti nell anno; fanno eccezione le postazioni di Augusta e Priolo - CIAPI, interessata da ricadute industriali. Analoga considerazione può farsi per le medie annuali. Il benzene è un idrocarburo aromatico volatile. Ozono Naturali: incendi ed eruzioni vulcaniche Antropiche: attività produttive, perdite che si verificano durante il ciclo produttivo della benzina, traffico veicolare Traffico veicolare e attività produttive. in ambiente urbano si riscontra superamento del valore limite annuale di concentrazione di benzene, per le cabine Di Blasi sita nel città di Palermo, e Piazza Stesicoro di Catania, particolarmente esposte a tutti gli inquinanti originati da traffico autoveicolare. i superamenti del valore limite per la protezione della salute umana sono stati rilevati nelle stazioni di Cammarata, Enna, Lampedusa, Siracusa-Acquedotto e Melilli Come si evince chiaramente dalla tabella per il biossido di zolfo e il monossido di carbonio non sono stati rilevati, nel 2010, superamenti in numero tale da poter destare preoccupazione per la salute umana. Sono stati rilevati superamenti del limite annuale di diossido di azoto (NO2) esclusivamente dalle cabine da traffico urbano delle città metropolitane di Catania, Palermo, e nelle città di Siracusa, Caltanissetta e Gela. Anche per l ozono (O3), il benzene (C6H6) ed il particolato (PM10) sono evidenziati superamenti dei limiti, ma per lo più si tratta di rilevazioni effettuate in zone ad alta densità di traffico veicolare e che per questo non sono espressione di valori di emissioni di inquinanti riguardanti il territorio regionale. Per questa ragione occorre ribadire che è bene potenziare la rete di controllo anche utilizzando i mezzi mobili ARPA, in modo da ottenere un dato territorialmente più omogeneo e maggiormente rappresentativo dello scenario regionale. 108 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

109 In quest ambito per perseguire l obiettivo ambientale Ridurre la popolazione esposta ad inquinamento atmosferico il programma operativo ed, in particolare l Asse I, prevede, la realizzazione di Grandi Progetti che intervengono nel settore ferroviario, stradale e della logistica Settore ferroviario Occorre, innanzitutto, distinguere gli interventi nel settore della mobilità urbana da quelli relativi all infrastruttura ferroviaria extraurbana. In ambito urbano i Grandi Progetti da realizzare, interessano le due città metropolitane di Palermo e Catania e precisamente la chiusura dell anello ferroviario di Palermo, la costruzione di tre linee tranviarie nella città di Palermo, la tratta A del Passante ferroviario di Palermo (Nodo di Palermo) e la la costruzione delle linea metropolitane della Ferrovia Circumetnea nella città di Catania. Queste opere più di altre saranno di fondamentale importanza perché la riduzione di traffico veicolare urbano conseguente alla loro messa in esercizio, contribuirà in maniera significativa alla riduzione in ambito urbano delle emissioni inquinanti dannose per la salute umana. Il GP sistema Tram nella città di Palermo, in fase di realizzazione, si suddivide in tre linee: linea Roccella (linea 1) che favorisce l interscambio anche con le le linee ferroviarie regionali e di lunga percorrenza; linea Leonardo da Vinci (linea 2) il cui bacino di influenza è di abitanti; linea CEP Calatafimi (linea 3) che collega le zone periferiche con il centro della città di Palermo; Lo stato di realizzazione delle linee è molto avanzato e si prevede che l opera sarà funzionale entro i termini comunitari. La popolazione direttamente beneficiaria è costituita dai abitanti del comune di Palermo e più in generale di abitanti dei 27 comuni appartenenti all Area metropolitana di Palermo. Il Sistema Tram favorisce l uso di modi di trasporto alternativi alla mobilità privata, nonché la mobilità pedonale per l accesso ai nodi del trasporto collettivo. Dal punto di vista dell esercizio utilizza veicoli a trazione elettrica. Contribuirà quindi alla riduzione delle emissioni inquinanti di gas nocivi per la salute umana. Il G.P. denominato Chiusura dell anello ferroviario di Palermo si integra con il progetto Nodo di Palermo, in corso d opera e prevede il prolungamento della tratta esistente, a semplice binario elettrificato, attualmente in esercizio con servizio di tipo metropolitano tra le stazioni di Notarbartolo e Giachery in cui ricadono le fermate Imperatore Federico e Fiera. Il nuovo tratto di linea realizza, in pratica, il completamento dell anello metropolitano, consentendo, anche il collegamento con la stazione Notarbartolo di interconnessione con la linea Palermo - Trapani, nell ambito del centro urbano di Palermo il cui passante metropolitano è oggetto di raddoppio mediante altro appalto.la quota parte di intervento del Passante ferroviario di Palermo (Nodo di Palermo) - tratta A Palermo C.le Notarbartolo - fa parte di una più ampia serie di interventi volti al PO FESR Regione Siciliana 109

110 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale miglioramento delle problematiche in tema di trasporto ferroviario che va da Termini Imerese, attraversa il nucleo urbano e si estende fino al versante ovest di Palermo in direzione dell infrastruttura aeroportuale di Punta Raisi Falcone Borsellino. La realizzazione degli interventi di potenziamento del Nodo di Palermo concorre alla costruzione di un infrastruttura ferroviaria moderna, in grado di favorire l'integrazione modale ferro-gomma e migliorare l'offerta merci in termini qualitativi (riduzione delle percorrenze, codifica per trasporto combinato, ecc.) e quantitativi (più tracce disponibili), nonché di soddisfare la richiesta di mobilità attuale e futura, sia dell area urbana che di tutto il comprensorio del capoluogo. Inoltre, il progetto si colloca nell ambito del più ampio intervento di potenziamento del Corridoio I Berlino - Palermo, uno degli assi prioritari inclusi nella lista dei TEN (Trans European Network) varata dall Unione Europea. La sua realizzazione costituisce un fattore di avvicinamento e coesione fra le regioni meridionali dell Italia e quelle dell Europa settentrionale e centro-orientale, nello spirito della politica europea di coesione economica e sociale. Tale intervento contribuirà a rendere il traffico veicolare urbano più agevole e quindi meno impattante sia sulla componente atmosferica che su quella acustica. Il progetto di prolungamento dell attuale tratta di linea ferroviaria metropolitana della Ferrovia Circumetnea in esercizio all'interno del centro urbano di Catania prevede la realizzazione di quattro tratte funzionali di linea ferroviaria in galleria con caratteristiche di metropolitana, aventi una lunghezza complessiva di 9.0 km che si aggiungeranno ai 3.8 km di linea esistenti (di cui 1.8 km in galleria a doppio binario e 2 km in superficie a singolo binario). Le prime due tratte (Galatea-Giovanni XXIII e Giovanni XXIII-Stesicoro a cavallo con la precedente programmazione comunitaria), entrambe in fase di realizzazione, hanno la funzione di aumentare l estensione dell'attuale linea nel centro urbano di Catania; le restanti due (Borgo-Nesima e Nesima-Misterbianco Centro), di cui la prima in corso di realizzazione ed a cavallo con la precedente programmazione comunitaria, hanno lo scopo di collegare il centro della città di Catania con i quartieri periferici di nord-ovest della città e con il centro urbano del comune confinante di Misterbianco e della sua zona industriale e commerciale. Anche a Catania la realizzazione della metropolitana consentirà di collegare il centro storico e commerciale con la zona terminal degli autobus di collegamento extraurbano e con la fascia costiera, ottenendo in ambito urbano notevoli miglioramenti delle condizioni di salubrità e di vivibilità. I principali beneficiari sono tutti gli abitanti del bacino di traffico interessato dall intervento. In particolare, si avranno dei benefici diretti per tutti gli abitanti interessati dalla mobilità attratta da Catania nell area metropolitana. Si avranno dei benefici indiretti per tutti gli abitanti dell area metropolitana in termini di riduzione degli impatti sull ambiente (inquinamento atmosferico ed acustico, riduzione della congestione, riduzione degli incidenti stradali, riduzione dell emissione di gas serra. In particolare, il bacino di traffico interessato dall intervento previsto è pari a residenti. Tali obiettivi, 110 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

111 nella scala d'ambito dell'intervento, rappresentano un indiscusso miglioramento dell'ambiente e della qualità della vita e sono in linea con i più recenti orientamenti in tema di politica dei trasporti e di sviluppo sostenibile. Ulteriori beneficiari saranno le imprese che esercitano attività economiche che beneficeranno di una migliorata accessibilità sia dei potenziali clienti, sia del personale che vi lavora. Anche in ambito extra urbano sono in fase di realizzazione interventi per la velocizzazione dei trasporti ferroviari che, uniti agli interventi previsti nel settore stradale e nella logistica, contribuiscono al miglioramento dei flussi tra i grandi Poli regionali mitigando gli impatti ambientali attualmente legati al trasporto su gomma. In tale contesto si inserisce il Grande Progetto della Velocizzazione della linea ferroviaria Palermo Agrigento che completa l intervento esistente nella precedente programmazione (intervento a cavallo ). Questo intervento, una volta concluso, metterà in condizioni i numerosi pendolari provenienti dalla provincia di Agrigento di usufruire di un servizio di trasporti più efficiente e moderno di quello oggi fruibile. Il progetto di Velocizzazione della linea Palermo - Agrigento prevede una serie di rettifiche di tracciato nel tratto compreso tra la stazione di Fiumetorto, al km , e la stazione di Agrigento Centrale, al km , nonché la realizzazione di tre Nodi Intermodali, 4 Nuovi ACEI, sopp. Passaggi a Livello, adeguamento opere d arte, ecc.. Il progetto di velocizzazione della linea Palermo - Agrigento agevola la mobilità di un corridoio molto importante per l economia siciliana. Si segnala al riguardo che Agrigento costituisce il Capoluogo di Provincia che in Italia si trova a maggior distanza da un aeroporto civile e che quindi, nonostante l enorme potenzialità turistica, viene penalizzato da un isolamento che accentua ancor più la posizione di frontiera rispetto al resto dell Unione Europea. La realizzazione del progetto comporta uno sviluppo evidente nel trasporto rapido di massa nell area attraversata, con la conseguente riduzione della congestione, dell inquinamento acustico e ambientale nei centri urbani e con uno sviluppo, non indifferente, nella fruizione del patrimonio culturale e ambientale della zona. L esercizio dell infrastruttura graverà con minori oneri per gli utenti modificando favorevolmente i costi del trasporto relativi all itinerario. Settore stradale Nel settore degli interventi stradali, con la rimodulazione del programma, approvata con decisione del 6 dicembre 2011 è stato aggiunto all elenco indicativo dei Grandi Progetti, il Grande Progetto riguardante l itinerario della SS 640 Agrigento Caltanissetta che sarà ultimato entro la fine dell attuale programmazione e consentirà il miglioramento dei flussi di interconnessione tra i principali Poli regionali ed intermodali. Lo scopo del progetto è di intercettare i flussi provenienti dalla Sicilia sud-occidentale e permettere un facile collegamento con i Poli di Catania, Messina e Palermo tramite le principali arterie della infrastruttura viaria regionale (A18 A19 A20). Si tratta di un intervento di rilevante importanza in quanto prevede il raddoppio del tracciato a carreggiate separate già esistente in un percorso PO FESR Regione Siciliana 111

112 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale veloce ed a quattro corsie che potrà consentire per le sue peculiarità collegamenti più sicuri e più rapidi. Tutti gli aspetti progettuali sono stati sviluppati secondo il criterio del progetto integrato tenendo sempre conto delle necessità di integrare l infrastruttura di progetto con l ambiente circostante. Nel rispetto di tale obiettivo in particolare sono state effettuate le più importanti scelte progettuali, quali: inserimento e dimensionamento delle opere d arte (in modo da: non restringere la luce utile del letto fluviale, non occupare con rilevati ed opere d arte l area golenale e non impedire i deflussi in occasione degli eventi di massima portata; scelta delle tipologie di opere d arte secondarie (muri, tombini, ponticelli) privilegiando soluzioni di ingegneria naturalistica; mantenere la continuità della rete idrografica principale e secondaria. Nella considerazione che comunque un opera infrastrutturale, per quanto siano state ottimizzate le scelte progettuali, produce impatti, sono stati previsti interventi di mitigazione ambientale, aventi l obiettivo principale di rendere compatibile l opera con la trama del paesaggio naturale e seminaturale. La realizzazione dell infrastruttura interessa aree di pregio ambientale, agricole e aree fortemente antropizzate povere di vegetazione, flora e fauna. Il tracciato ripercorre l attuale percorso della SS 640 tranne in alcune zone in variante. Durante le fasi di progettazione si è tenuto debito conto del rischio di frammentazione degli habitat naturali, specie nei tratti in variante, prevedendo opportune misure di mitigazione ove possibile ed adeguate misure di compensazione. Le misure di mitigazione proposte prevedono un miglioramento globale dell intorno della strada, come opere di rinverdimento, sottopassi per piccoli animali, sistemazioni a verde degli svincoli e delle aree residuali; generando un miglioramento del patrimonio vegetale a livello locale, con una situazione post operam vicina ad in taluni casi anche migliore rispetto alla situazione ante operam. La scelta di inserire ostacoli al passaggio della fauna nei tratti in trincea ed in rilevato diminuisce il rischio di incidenti che associati agli interventi di miglioramento delle condizioni dell habitat, contribuiscono ad ottenere una situazione post operam migliore rispetto alla situazione ante operam. Gli interventi di mitigazione adottati riguardano le seguenti componenti: atmosfera e clima; rumore e vibrazioni; suolo e sottosuolo; acque superficiali e sotterrane; vegetazione, flora, fauna ed ecosistemi; paesaggio e sistema insediativo. A titolo esemplificativo sono previste: barriere acustiche, fasce vegetative, muri in terra armata per ridurre gli ingombri; rivegetazione delle aree di cantiere; trattamento delle acque di prima pioggia lungo il corpo stradale; ricostituzione di corridoi e habitat per la fauna autoctona esistenti. La realizzazione dell opera sarà assistita da un sistema di monitoraggio ambientale per tutte le componenti di interesse, in grado di fornire 112 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

113 indicazioni sui trend evolutivi e consentire la misura dello stato complessivo dell ambiente e del verificarsi di eventuali impatti non previsti nella fase progettuale e di SIA. Il Grande Progetto dell Autostrada Siracusa Gela lotti 6, 7 e 8 facilita i collegamenti con Siracusa ed i suoi poli industriali e che prevede, tra l altro, il completamento dello svincolo di Rosolini, la realizzazione dello svincolo di Ispica-Pozzallo e lo svincolo di Modica. Tale progetto si colloca in una direzione volta a migliorare e razionalizzare il sistema dei trasporti, riducendo la congestione da traffico e aumentando la sicurezza dei passeggeri e delle merci. Tali obiettivi, nella scala d ambito dell intervento, rappresentano un indiscusso miglioramento dell ambiente e della qualità della vita e sono in linea con i più recenti orientamenti in tema di politica dei trasporti e di sviluppo sostenibile. Settore delle merci e della logistica Nell ottica del rafforzamento dell ossatura infrastrutturale regionale si inserisce anche il progetto dell Interporto di Termini Imerese che mira alla trasformazione di Termini e delle aree industriali ad essa connesse nel grosso centro intermodale di connessione della Sicilia settentrionale. Il progetto fa riferimento alla costruzione di una nuova infrastruttura e, al contempo, all ampliamento e ammodernamento/recupero di una struttura esistente (area ex Chimed) fatiscente. L infrastruttura interportuale sarà collocata nel territorio del Comune di Termini Imerese (PA), all interno del perimetro dell Area di Sviluppo Industriale (A.S.I.) di Termini Imerese (PA) e in prossimità della Stazione ferroviaria di Fiumetorto e della diramazione della linea ferroviaria PA-CT, che assicura il collegamento non solo sulla direttrice per Catania, ma anche su quella verso Agrigento. Inoltre, l infrastruttura di progetto è connessa al porto di Termini Imerese, garantendo un elevato livello di integrazione e di coordinamento delle infrastrutture di trasporto esistenti e quelle di progetto, finalizzata ad un ottimale trasporto delle merci con tutte le modalità disponibili: Strada, Ferrovia, Mare, Combinato Strada- Mare, Combinato Strada-Ferrovia. La capacità dell Interporto di Termini Imerese di incidere sulla qualità dell ambiente attraverso modalità di trasporto alternative alla strada risulta dalla presenza di strutture e servizi integrati e finalizzati allo scambio di merci tra le diverse modalità di trasporto (la mancanza di tali strutture limita a razionalizzazione del trasporto delle merci ed influenza il processo decisionale che coinvolge gli operatori del trasporto verso la modalità stradale). L utilizzazione di diverse modalità di trasporto integrate (nave, treno) consente di aumentare i livelli di sicurezza della circolazione e la qualità dell'ambiente con adeguata considerazione ai problemi legati al trasporto delle merci pericolose. La capacità di contribuire alla razionalizzazione del sistema produttivodistributivo del territorio di riferimento risulta dalla possibilità di riorganizzazione del settore del trasporto merci, sia su gomma che su rotaia, che consenta una efficiente mobilità delle merci, ottenendo nel contempo una ripartizione modale più favorevole alla ferrovia e la riduzione dei problemi connessi con il trasporto stradale; l obiettivo è quello di minimizzare PO FESR Regione Siciliana 113

114 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale i costi dovuti alle operazioni (facilitazione delle operazioni di presa e consegna, stoccaggio, interscambio) Attuazione del PO Indicatori prestazionali Di seguito la batteria di indicatori di realizzazione e risultato connessi al tema dei trasporti e rilevati tramite il sistema di monitoraggio: Tabella 70: Indicatori QSN con diretta interferenza con il tema Linea Tipo Codic e Ind. Descrizione Indicatore n pro g Bas e line Unità di misur a Valore Concluso Valore Realizzat o (fisico) Target IN qsn 56 Tonn. merci F ingresso/uscita in navigaz.cabot.su tot.modalit qsn 57 Tonn.merci ingresso/uscita per ferrovia su totale modalità 0 0,00 35, ,00 1,20 4 Gli indicatori di realizzazione mostrano gli stadi di avanzamento del programma relativi agli obiettivi dell Asse Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

115 Tabella 71: Indicatori prestazionali di realizzazione con diretta interferenza con il tema Linea Tipo Codic e Ind. Descrizione Indicatore Unità di misur a n pro g Bas e line Valore Concluso Valore Realizzat o (fisico) Target Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e Realiz zazion e 801 km di ferrovie ristrutturate (core indicator n 19) 800 km di nuove ferrovie (core indicator n. 17) Tratte/Asse ferroviario principale oggetto di ammodernamento Tratte di strada primaria oggetto di intervento/km necessari al completamento e/o adeguamento 802 km di nuove strade (core indicator n. 14) 892 Tratte di rete stradale secondaria adeguata 803 km di strade ristrutturate (core indicator n 16) Interventi di potenziamento Interventi di potenziamento Tratte di rete di trasporto realizzata Posti auto realizzati in parcheggi di interscambio KM 0 0,00 10, KM 0 0,00 7,00 30 Km 4 140,00 142,50 20 Km 3 0,00 3,00 50 KM 0 0,00 13,00 46 Km 48 1,00 7, KM 0 0,00 0, N 17 1,00 6,00 9 N 16 1, ,47 Km 15 0,00 15,67 20 N , PO FESR Regione Siciliana 115

116 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Tabella 72: Indicatori prestazionali di risultato con diretta interferenza con il tema Linea Tipo Codic e Ind. Descrizione Indicatore Unità di misur a n pro g Bas e line Valore Concluso Valore Realizzat o (fisico) Target Risult ato Risult ato Risult ato Risult ato Risult ato Risult ato IN F Risult ato Risult ato 3 Tasso di mortalità stradale nelle strade oggetto di intervento (rapporto tra il numero dei morti ed il numero degli incidenti, moltiplicato 100) 2 Emissioni di CO2 da trasporto stradale (tonnellate per abitante) 6 Passeggeri per anno negli scali aeroportuali regionali (numero) 9 Stalli di sosta nei parcheggi di corrispondenza dei comuni capoluogo di provincia per autovetture circolanti (numero) 8 Occupati, studenti e scolari, utenti di mezzi pubblici sul totale delle persone che si sono spostate per motivi di lavoro e di studio che hanno usato mezzi di trasporto (%) 10 Imprese del settore trasporto merci che utilizzano sistemi ITS (numero) 100 Popolazione aggiuntiva servita da trasporti urbani migliorati (core indicator n 22) 5 Tonnellate di merci in ingresso/uscita in navigazione di cabotaggio sul totale delle modalità (%) % 0 2,7 0,00 1,96 2,00 T 0 2,04 0,00 2 (2005) N 17 9,6 milio ni 1,8 0, milioni N 11 3, ,00 5 % 13 17,5 (200 5) 0,00 56,00 30 N 0 0,00 0,00 increm ento N 0 0,00 0, % 19 36,1 0,00 35,30 (2010) 45 Il quadro interpretativo della batteria di indicatori, come già enunciato, non è ancora di facile interpretazione per via delle valorizzazioni ancora poco affidabili del sistema di monitoraggio, spesso molto in ritardo sull effettivo stato di fatto o per via di una compilazione poco attenta. Tuttavia, in alcuni casi, è ipotizzabile interpretare alcune variazioni degli indicatori come correlabili ad azioni di Programma. Ad esempio, l indicatore riferito alle emissioni di CO2 da trasporto stradale, espresso in ton./abitante ha registrato una diminuzione. Alla stessa maniera il tasso di mortalità per incidenti stradali (al 2010) ha superato anche il valore target (2%) attestandosi a livello dell 1,96%. Lo stesso si può affermare che la % degli Occupati, studenti e scolari, utenti di mezzi pubblici sul totale delle persone che si sono spostate per motivi di lavoro e di studio che hanno 116 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

117 usato mezzi di trasporto ha raggiunto il valore 56 a fronte di un target del 30%. I seguenti indicatori prestazionali, definiti di impatto vengono riportati a scopo illustrativo-documentale perché non esprimono gli effetti del Programma, ma sono dovuti ad una serie di azioni concomitanti, anche indipendenti dal FESR, che esercitano i loro effetti sul territorio. Tabella 73: Emissioni complessive per inquinante (tonnellate) Inquinante SO x NO x COV CO PST Fonte: Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) I dati sulle emissioni complessive per inquinante sono aggiornati al 2008 e forniscono un informazione poco utile, sebbene per tutte le componenti emissive sia evidente una tendenza alla diminuzione. Tabella 74: VENDITE DI CARBURANTE Sicilia(migliaia di Tonn) Tipo carburtante Benzina 895, , ,10 958,40 898,50 858,30 805,78 Gasolio 1.190, , , , , , ,30 GPL 86,68 65,75 61,13 48,50 39,13 40,31 47,19 Fonte: Elaborazioni ACI su dati Ministero dello Sviluppo Economico-Staffetta Quotidiana L evoluzione delle vendite dei carburanti tradizionali in Sicilia mostra una tendenza alla diminuzione dell utilizzo della benzina a favore di un quasi costante aumento dell uso del gasolio e di una recente ripresa dei consumi di GPL. Probabilmente le evoluzioni dei consumi dei carburanti sono dovute all aumento dei prezzi al consumo della benzina e del gasolio Valutazione degli effetti ambientali ed azioni correttive L aggiornamento degli indicatori prestazionali relativi al tema, a seguito dell attuazione delle azioni previste nella programmazione, non mostra situazioni tali da aver generato impatti significativi negativi correlati con il PO FESR. Miglioramenti sono invece rilevabili rispetto al livello d informazione disponibile. L evoluzione del contesto ambientale ha dimostrato come il settore dei trasporti si stia modificando, non solo per gli aspetti correlati alla componente ambientale, che trae beneficio dal progressivo miglioramento delle infrastrutture ferroviarie sia in ambiente urbano sia extraurbano, ma anche in termini qualitativi, con ottimizzazione dei grandi flussi, anche di natura industriale, e la connessione alle grandi arterie di comunicazione di vario genere tramite il rafforzamento dei poli intermodali. PO FESR Regione Siciliana 117

118 Dipartimento Regionale Ambiente Autorità Ambientale Regionale Conclusioni Il rapporto di monitoraggio ambientale (RMA) ha investigato, tramite gli indicatori scelti in sede di redazione del "piano di monitoraggio ambientale", le tematiche previste e gli assi d intervento cui le stesse sono direttamente o indirettamente correlate. La stesura del RMA è stata caratterizzata dall indisponibilità di dati aggiornati e dall assenza di un maggiore livello di dettaglio territoriale delle informazioni disponibili, considerata la complessità degli argomenti dettata principalmente: - dal numero di variabili connesse alla valutazione della componente ambientale; - dal numero di strumenti programmatici e finanziari (inclusi gli investimenti privati) con potenziali effetti ambientali; - dalle dinamiche evolutive di alcuni fenomeni ambientali (desertificazione, erosione costiera, ecc.) i cui effetti possono essere verificati solo nel lungo-lunghissimo periodo; - dalle carenze strutturali delle reti di monitoraggio relativa al rilevamento della qualità dell aria e della qualità dei corpi idrici superficiali e sotterranei - dalla presenza nel Sistema CARONTE di indicatori che presentano unità di misura e valori non sempre congruenti. L analisi del contesto è coincisa con le periodiche attività svolte dalla Regione Sicilia utili a fornire il quadro della situazione ambientale e socioeconomica della Regione. In particolare sono stati utilizzati, quali basi per la redazione del presente documento, la Relazione sullo stato dell ambiente redatta dallo Scrivente Servizio 1 VAS-VIA del Dipartimento regionale ambiente nel corso del 2011 e dall Annuario dei dati ambientali 2010 prodotto dall ARPASicilia. Il rapporto di monitoraggio ambientale, nonostante i limiti evidenziati, è comunque funzionale a garantire l informazione pubblica sugli aspetti del monitoraggio ambientale. Allo stesso tempo ha consentito di verificare, ancorché con un attuazione del programma ridotta rispetto alle previsioni, il rispetto delle normative comunitarie, nazionali e regionali in materia di ambiente, e di riscontrare la validità nel tempo degli obiettivi di sostenibilità prefissati in sede di programmazione delle azioni. Confermando che le attività previste dal programma operativo sono state fortemente orientate alla promozione ed al perseguimento dei principi dello sviluppo sostenibile. 118 Rapporto di Monitoraggio ambientale giugno 2012

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