IL CURRICOLO VERTICALE
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- Carlotta Vacca
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1 IL CURRICOLO VERTICALE Con la pubblicazione delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012) la verticalità del curricolo è un impegno che ciascuna scuola si assume per costruire percorsi di apprendimento progressivi e coerenti, che sappiano ottimizzare i tempi della didattica e stimolare la motivazione degli alunni, tenendo sempre presenti l'approccio interculturale, la dimensione dell'inclusione, la costruzione della cittadinanza. Alcuni punti di attenzione, quali la didattica per competenze, l'ambiente di apprendimento, la valutazione formativa, risultano elementi capaci di qualificare una nuova proposta didattica, vista nel suo concreto svolgersi in classe, ponendo costante attenzione ai soggetti dell'apprendimento. Lo sforzo formativo è quello di abbandonare il riferimento immediato ma riduttivo all immagine dell aula e alla lezione frontale: un efficace ambiente di apprendimento deve caratterizzarsi per la flessibilità dei ruoli, propria dell'apprendimento cooperativo, per la rete di interazioni all'interno della scuola e con il territorio e promuovere lo sviluppo di competenze cognitive, sociali, affettivo-relazionali e metacognitive. E' per tradurre in pratica operativa tali principi pedagogici, che i docenti dell'istituto lavorano insieme, per dipartimenti disciplinari e/o trasversali, per costruire un percorso di apprendimento coerente e continuo, pur nella "discontinuità" propria di ogni ordine di scuola, dall'infanzia alla scuola secondaria di I grado. COME NASCE IL NOSTRO CURRICOLO I Dipartimenti Disciplinari Gli insegnanti dell Istituto si riuniscono ormai da diversi anni in dipartimenti per: concordare la progettazione didattica e le unità di competenza; analizzare le questioni relative alla disciplina/discipline trasversali; individuare i criteri di scelta dei libri di testo; concordare prove di verifica e criteri di valutazione condivisa. Nel corso dell a.s , in seguito alla nascita dell'istituto Comprensivo, sono stati istituiti gruppi di dipartimento formati da docenti di scuola primaria e secondaria per la definizione delle competenze disciplinari in entrata ed in uscita e l'elaborazione di compiti (prove) per la rilevazione/valutazione delle suddette competenze. La scuola dell'infanzia ha privilegiato, invece, un lavoro orizzontale, per elaborare un progetto educativo unico, che rendesse più agevole il confronto e il raccordo con i gradi scolastici successivi e che si è concretizzato nella definizione ed elaborazione di: - il progetto di accoglienza; - il progetto educativo-didattico; - il fascicolo personale dell'alunno; - la documentazione sistematica per gli alunni con certificazione L.104/92 Dall'anno scolastico , in seguito alla pubblicazione delle Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012, sono stati costituiti dipartimenti disciplinari verticali, che comprendono i tre gradi scolastici, con l'intento di elaborare un curricolo verticale, finalizzato ad armonizzare i campi di esperienza dell'infanzia ed i percorsi pre-disciplinari e disciplinari della primaria/secondaria di I grado, partendo dai nuclei epistemologici degli ambiti disciplinari in una logica di continuità 1
2 metodologica e formativa. Gli ambiti disciplinari, individuati dal collegio dei docenti per l anno scolastico 2013/14, ma che hanno proseguito il lavoro con la stessa organizzazione anche successivamente, sono stati: italiano matematica storia geografia scienze lingue comunitarie musica arte educazione fisica tecnologia religione cattolica. La scuola dell infanzia si è inserita nei dipartimenti in modo disciplinare, ma lavorando per campi d esperienza, quindi in modo trasversale, è stata da stimolo per costruire percorsi di formazione e di ricerca attenti sia alle dimensioni specifiche dell educazione del bambino (i campi), sia agli aspetti trasversali comuni a tutto il curricolo del primo ciclo. L obiettivo è offrire, ricercare e condividere strumenti per rilanciare la ricerca didattica, per dare impulso al ruolo attivo della scuola come luogo di studio e di innovazione, anche per mezzo del recupero di pratiche didattiche già validate e promuovere discussioni impostate e coordinate organicamente attraverso il confronto e l approfondimento con esperti. Durante il primo anno di lavoro, ogni gruppo di dipartimento ha proceduto, relativamente alla disciplina assegnata, ad una lettura approfondita delle Indicazioni Nazionali, per passare, poi, a mettere in relazione le competenze di cittadinanza, i traguardi di competenza disciplinari e gli obiettivi di apprendimento e, infine, a individuare i nuclei epistemologici o saperi essenziali, a partire dalla scuola dell infanzia, passando per la scuola primaria, fino alla scuola secondaria di primo grado, rispettando il principio di adeguatezza relativo al livello di sviluppo cognitivo e di continuità verticale. Nell anno scolastico , il lavoro dei dipartimenti si è focalizzato sulla metodologia. Ad un incontro preliminare di confronto tra i docenti, durante il quale si è discusso di didattica individuando i punti forza e/o di debolezza delle varie strategie metodologiche, sono seguiti, per alcune discipline (italiano, matematica, arte, tecnologia, musica, scienze Progetto LSS ), incontri con formatori esperti di epistemologia e didattica, finalizzati all individuazione di attività e percorsi significativi da inserire nel curricolo verticale. CONDIVISIONE DELLA TERMINOLOGIA I concetti di competenza, obiettivo d apprendimento, nucleo epistemologico LE COMPETENZE Ogni scuola è tenuta a garantire al cittadino un livello essenziale di competenze e a creare un ambiente che favorisca il successo formativo. La parola competenza evoca un metodo di lavoro, l'idea di processi da attivare, la partecipazione emotiva, la sfida dell'impresa conoscitiva. La competenza può essere definita come apprendimento di qualità, non di soli contenuti (conoscenze dichiarative), ma anche di abilità (conoscenze procedurali) linguaggi (conoscenze immaginative), mettendo in gioco, motivazioni, emozioni, socialità. (Piero Boscolo) 2
3 La competenza è l agire personale di ciascuno, basato sulle conoscenze e abilità acquisite, adeguato in un determinato contesto, in modo soddisfacente e socialmente riconosciuto, a rispondere a un bisogno, a risolvere un problema, a eseguire un compito, a realizzare un progetto. Non è mai un agire semplice, atomizzato, astratto ma è sempre un agire complesso che coinvolge tutta la persona e che connette in maniera unitaria e inseparabile i saperi (conoscenze) e i saper fare (abilità), i saper essere, i comportamenti individuali e le relazioni, gli atteggiamenti emotivi, le scelte valoriali, le motivazioni e i fini. Per questo, nasce da una continua interazione tra persona, ambiente e società, e tra significati personali e sociali, impliciti ed espliciti. La valutazione delle competenze avviene attraverso un lungo processo di osservazione e certificazione che si basa sui seguenti assunti: La competenza non si possiede, ma si esercita. La competenza in quanto azione umana è intangibile. La competenza si esercita in contesti di volta in volta originali. La competenza si desume dal possesso di conoscenze ed abilità. La competenza deve essere valutata mentre si agisce. L osservazione è il metodo attraverso cui valutare la competenza. L osservazione è indirizzata verso criteri descrittori della competenza individuati a priori. Da anni questo Istituto lavora sul concetto di competenza, ma le competenze presenti nel nostro curricolo hanno tre precisi riferimenti: 1. LE OTTO COMPETENZE CHIAVE DI LISBONA (Raccomandazione 2006/962/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 18 dicembre 2006, relativa a competenze chiave per l'apprendimento permanente): comunicazione nella madrelingua; comunicazione nelle lingue straniere; competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia; competenza digitale; imparare ad imparare; competenze sociali e civiche; spirito di iniziativa e imprenditorialità; consapevolezza ed espressione. 2. COMPETENZE DI CITTADINANZA (Decreto n.139 del 22 Agosto 2007 Regolamento recante norme in materia di adempimento dell obbligo di istruzione ) IMPARARE AD IMPARARE: organizzare il proprio apprendimento, individuando, scegliendo ed utilizzando varie fonti e varie modalità di informazione e di formazione (formale, non formale ed informale), anche in funzione dei tempi disponibili, delle proprie strategie e del proprio metodo di studio e di lavoro. PROGETTARE: elaborare e realizzare progetti riguardanti lo sviluppo delle proprie attività di studio e di lavoro, utilizzando le conoscenze apprese per stabilire obiettivi significativi e realistici e le relative priorità, valutando i vincoli e le possibilità esistenti, definendo strategie di azione e verificando i risultati raggiunti COMUNICARE: 3
4 comprendere messaggi di genere diverso (quotidiano, letterario, tecnico, scientifico) e di complessità diversa, trasmessi utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali) rappresentare eventi, fenomeni, principi, concetti, norme, procedure, atteggiamenti, stati d animo, emozioni, ecc. utilizzando linguaggi diversi (verbale, matematico, scientifico, simbolico, ecc.) e diverse conoscenze disciplinari, mediante diversi supporti (cartacei, informatici e multimediali). COLLABORARE E PARTECIPARE: interagire in gruppo, comprendendo i diversi punti di vista, valorizzando le proprie e le altrui capacità, gestendo la conflittualità, contribuendo all apprendimento comune ed alla realizzazione delle attività collettive, nel riconoscimento dei diritti fondamentali degli altri. AGIRE IN MODO AUTONOMO E RESPONSABILE: sapersi inserire in modo attivo e consapevole nella vita sociale e far valere al suo interno i propri diritti e bisogni riconoscendo al contempo quelli altrui, le opportunità comuni, i limiti, le regole, le responsabilità. RISOLVERE PROBLEMI: affrontare situazioni problematiche costruendo e verificando ipotesi, individuando le fonti e le risorse adeguate, raccogliendo e valutando i dati, proponendo soluzioni utilizzando, secondo il tipo di problema, contenuti e metodi delle diverse discipline. INDIVIDUARE COLLEGAMENTI E RELAZIONI: individuare e rappresentare, elaborando argomentazioni coerenti, collegamenti e relazioni tra fenomeni, eventi e concetti diversi, anche appartenenti a diversi ambiti disciplinari, e lontani nello spazio e nel tempo, cogliendone la natura sistemica, individuando analogie e differenze, coerenze ed incoerenze, cause ed effetti e la loro natura probabilistica. ACQUISIRE ED INTERPRETARE L INFORMAZIONE: acquisire ed interpretare criticamente l informazione ricevuta nei diversi ambiti ed attraverso diversi strumenti comunicativi, valutandone l attendibilità e l utilità, distinguendo fatti e opinioni. 3. INDICAZIONI NAZIONALI PER IL CURRICOLO DELLA SCUOLA DELL INFANZIA E DEL PRIMO CICLO D ISTRUZIONE (settembre 2012) Traguardi di competenza, alla fine della scuola dell infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado: hanno carattere prescrittivo e pertanto sono stati assunti in modo completo nel curricolo. GLI OBIETTIVI D APPRENDIMENTO Gli obiettivi d apprendimento indicano le conoscenze e le abilità di cui si persegue l apprendimento. In modo particolare: le conoscenze rappresentano il sapere che costituisce il patrimonio di una cultura; sono il risultato dell assimilazione di informazioni, nozioni, dati, principi, regole di comportamento, teorie, concetti codificati e conservati perché ritenuti degni di essere trasmessi alle nuove generazioni; le abilità rappresentano il saper fare, che una cultura reputa importante trasmettere alle nuove generazioni, per realizzare opere o conseguire scopi; è abile colui che non solo produce qualcosa o risolve problemi, ma colui che conosce le ragioni di questo fare, sa perché, operando in un certo modo e rispettando determinate procedure, si ottengano determinati risultati. 4
5 Nelle Indicazioni Nazionali, gli obiettivi d apprendimento hanno carattere esemplificativo e pertanto sono stati accolti, modificati, integrati all interno di ciascun dipartimento, in modo da rispondere alle richieste e/o esigenze dell utenza del nostro istituto. I NUCLEI EPISTEMOLOGICI I nuclei epistemologici o nuclei fondanti di una disciplina sono i concetti fondamentali che ricorrono in vari luoghi della disciplina e hanno perciò valore strutturante e generativo di conoscenze, sono le domande di senso che stanno dentro la disciplina, ne costituiscono la sintassi e ne definiscono il valore formativo. 5
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