Riabilitazione dopo sindrome coronarica acuta
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- Vittore Monaco
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1 Riabilitazione dopo sindrome coronarica acuta
2 INTRODUZIONE Le malattie cardiovascolari sono la causa principale di morte e disabilità in tutti i paesi del mondo occidentale,inclusa l Italial Le malattie cardiovascolari hanno un elevata incidenza nelle fasce di età produttive dal punto di vista lavorativo, come quella tra anni In soggetti sedentari il rischio di malattia coronarica è 1,9 volte maggiore rispetto ai soggetti fisicamente allenati e i costi sanitari drasticamente maggiori L attività fisica riduce significativamente il rischio di eventi cardiovascolari sia nei soggetti senza precedenti di cardiopatia sia in pazienti con cardiopatia ischemica
3 LA RIABILITAZIONE CARDIOLOGICA La riabilitazione cardiologica rappresenta un mezzo terapeutico valido al fine dimigliorare la capacità funzionale e di ridurre le riospedalizzazioni dopo infarto miocardico. La riabilitazione cardiologica rappresenta un complesso di attività diagnostiche e terapeutiche interattive gestite da un gruppo di lavoro multidisciplinare con obiettivi a breve lungo termine
4 Obbiettivi a breve termine Raggiungimento della stabilità clinica Miglioramento della capacità funzionale Reinserimento sociale e lavorativo.
5 Obiettivi a medio-lungo termine Controllo dei fattori di rischio cardiovascolari da cui dipende la progressione della malattia aterosclerotica coronarica Mantenimento di un adeguato livello di capacità funzionale Riduzione della morbilità e mortalità cardiovascolare
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7 Migliorameno della capacità funzionale Il risultato di adattamenti centrali e periferici indotti dal training fisico, Una componente importante, ma non unica, del programma riabilitativo ottenuto tramite sedute strutturate di fisioterapia cardiologica secondo precisi criteri di intensità,, frequenza e durata.
8 PRESCRIZIONE DI ATTIVITA FISICA Esercizi condotti al 50-80% del consumo d ossigeno d al picco raggiunto al test cardiopolmonare iniziale 50-70% della frequenza cardiaca al picco raggiunta al test da sforzo iniziale. Con frequenza di sessioni in palestra non inferiore a 3/settimana Di durata variabile da 1 mese a 3 mesi in base alla frequenza delle sedute ed alla risposta del paziente e delle sue necessità
9 MODALITA DI SVOLGIMENTO DELLE SEDUTE DI TRAINING In presenza di un fisioterapista e di un cardiologo Introdotte da una fase di calistenici di minuti (esercizi a corpo libero, al fine di rafforzare il tono muscolare, migliorare la ventilazione, preparare il paziente al lavoro aerobico Seguite da circa 40 minuti di lavoro aerobico su cicloergometro o su altro attrezzo (tappeto ruotante, stepper,, vogatore), con controllo della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa sistemica tramite telemetria
10 Raggiungimento dell end end-point Incremento della capacità aerobica di 3,5 METs o più,, oppure un incremento della capacità lavorativa >15% nei soggetti con normale frazione d eiezioned >10% nei pazienti con disfunzione ventricolare sinistra o scompenso cardiaco cronico.
11 Risultati a lungo termine In donne ed uomini con un precedente infarto miocardico, rivascolarizzazione o angina ha evidenziato, la riabilitazione cardiologica basata sul solo esercizio fisico riduce la mortalità per tutte le cause la mortalità cardiaca L endpoint combinato di morte, reinfarto non fatale e rivascolarizzazione
12 L esercizio fisico, combinato con la terapia farmacologica, rappresenta un mezzo terapeutico di fondamentale importanza consentendo di ottenere importanti adattamenti biologici che si traducono in miglioramenti clinici e prognostici L esercizio fisico rappresenta il mezzo terapeutico di punta della riabilitazione cardiologica.
13 MECCANISMI D AZIONED L esercizio fisico è in grado di migliorare la risposta endotelio-dipendente dipendente dei vasi arteriosi coronarici Induce l espressione l di fattori di crescita endoteliale (VEGF, FGF) che stimolano la formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi) o l apertura l di circoli collaterali Aumenta la sensibilità all insulina, riduce il colesterolo plasmatico ed i trigliceridi e riduce la pressione arteriosa sistemica
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15 Aspetti psicologici e qualità della vita La qualità della vita è la risultante di numerosi aspetti funzionali, psicologici, sociali, lavorativi e affettivi. L infarto miocardico causa una ridotta capacità lavorativa, quale conseguenza dell allettamento, della scarsa attività fisica, e dell effetto effetto della terapia farmacologica Problemi psicologici che derivano dall insorgenza di ansia-depressione Problemi di relazioni sociali, sessuali e lavorative.
16 Depressione ed infarto miocardico Esiste una forte e consistente evidenza di associazione fra depressione, carenza di supporto sociale, e comparsa/outcome outcome di malattia coronarica La prevalenza di depressione nei pazienti dopo infarto miocardico è del 15-45%. La depressione aumenta di tre o quattro volte il rischio di mortalità cardiaca ed è altamente predittiva di una ridotta aderenza ai trattamenti raccomandati dopo 3 e 12 mesi.
17 Una meta-analisi analisi su 37 trial comprendenti 8988 pazienti ha dimostrato che i programmi di cardiologia riabilitativa che includono interventi psicologici e/o educativi determinano una riduzione del 34% della mortalità cardiaca e del 29% di infarti miocardici ricorrenti nel periodo di follow-up di anni
18 CONCLUSIONI 1. La cardiologia riabilitativa è il modello standard per il trattamento globale del paziente cardiopatico in fase post-acuta o cronica e costituisce il modello più efficace per la realizzazione di una prevenzione secondaria strutturata e a lungo termine. Nel 2003) si stima che in Italia siano stati dimessi circa pazienti post-infarto l anno l dopo un infarto miocardico di cui solo il 25% circa viene avviato alla riabilitazioen cardiologica
19 CONCLUSIONI 2. Il progresso delle conoscenze scientifiche nel settore della cardiologia riabilitativa ha incoraggiato i cardiologi clinici ad estendere le indicazioni della riabilitazione a quelle patologie cardiache in cui, nel recente passato, l esercizio l era considerato rischioso La dimostrazione che la disfunzione ventricolare sinistra non è correlata al picco di VO2 e non rappresenta una limitazione al training fisico ha stimolato la definizione di trial clinici finalizzati a dimostrare la sicurezza e l efficacia l del training fisico nella cardiopatia ischemica e nella insufficienza cardiaca cronica.
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