|
|
|
- Fabio Di Marco
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1
2 MALATTIE processi fisiologici anormali che impediscono alle piante di esprimere al meglio il loro potenziale genetico. Cause abiotiche (origine edafico-ambientale) Cause biotiche (origine infettiva) nella patologia delle piante arboree, si considerano principalmente quelle causate dai funghi (seguite da oomiceti, batteri e dai virus )
3 Malattia Pianta ospite Ambiente Patogeno
4 Danni da avversità abiotiche Cause ambientali
5 PRECIPITAZIONE MEDIA ANNUA (in mm) inferiore a 500 da 501 a 750 da 751 a 1000 da 1001 a 1500 da 1501 a 2000 da 2001 a 2500 superiore a 2500
6 Acqua - temperatura - illuminazione (Giovanni Fattori, Scogli)
7 Andamento climatico regioni mediterranee Italia centrale T mm 100 Litorale tirrenico Mese 0 0 Umidità e temperatura condizionano lo sviluppo di processi infettivi, influenzando le attività sia dei patogeni che delle piante ospite.
8 Danni da avversità abiotiche 1.- variazioni e squilibri idrici 2.- variazioni e squilibri termici 3. Deficit nutrizionali 4. Deficit di illuminazione 5. inquinamento
9 Ambiente mediterraneo e l acqua Novembre 2000 Giugno 2000
10 Danni da cause ambientali (climatiche e nutrizionali) I sintomi osservati: Specie colpite - riguardano ospiti diverse fra loro distribuiti - sono più o meno uniformemente sulle piante. - L'intensità del danno: diminuisce allontanandosi dalla sorgente (p. es. esposizione al vento, inquinanti, ristagni di umidità, depressioni fredde). - Effetto sui Microrganismi: talvolta, a distanza di tempo, le piante colpite sono invase da varie specie di microrganismi (funghi saprofiti) e funghi che colonizzano i tessuti sofferenti
11 Danni da avversità abiotiche: - Sintomi più o meno simili riguardano vari ospiti diversi fra loro
12 Monte Morello, 2007
13 Danni da avversità abiotiche: - Sintomi più o meno simili riguardano vari ospiti diversi fra loro - Nel caso di inquinanti (il danno diminuisce allontanandosi dalla sorgente (AEROSOL marino)
14 Effetto dell aerosol marino e detergenti ionici si un soprassuolo di Pinus pinea (Litorale Tirrenico)
15 Stress abiotici
16 STRESS IDRICI Piante Idrofite Mesofite Xerofite Alofite, Glicofite ACQUA nel terreno Potenziale idrico: si misura in Bar 0,981 Atm. 0-1 bar potenziale idrico buono -15 bar inizia la sofferenza, appassimento -20 bar stress idrici gravi
17 INSUFFICIENZE IDRICHE Effetti fisiologici: - Riduzione traspirazione e fotosintesi - Induzione chiusura degli stomi - Inibizione della crescita - Riduzione Metabolismo dei carboidrati - Riduzione Metabolismo dell'azoto - Aumento acido abscissico ABA -Cavitazione embolismi
18 Sintomi visibili - Appassimento - Avvizzimento - Necrosi fogliari - Filloptosi - (Maggior sviluppo apparato radicale) Appassimento perdita reversibile del turgore cellulare di un vegetale dovuta alla mancanza d acqua AVVIZZIMENTO perdita di turgore irreversibile perdita di turgore irreversibile
19 Stress idrici conifere perdita degli aghi vecchi Necrosi e Filloptosi precoce Arrossamento primaverile degli aghi di 2 anni di Pinus pinea con riduzione dell accrescimento. Parco dell Uccellina, 1993
20 Defogliazione per carenza idrica LATIFOGLIE
21 Defogliazione per carenza idrica CONIFERE
22 Necrosi e Filloptosi precoce Roverella: siccità estiva
23 Lauroceraso: siccità estiva
24 Faggio Roverella Necrosi e Filloptosi precoce Agosto Disseccamenti della chioma di Faggio in seguito a prolungata siccità estiva ed alte temperature. Sasso di Castro, Passo della Futa (FI)
25 Stress idrici latifoglie appassimento organi verdi Appassimento fogliare
26 Cavitazione embolie
27 Cavitazione embolie Siccità Differenti reazioni di Olivo Roverella - Douglasia
28 Cavitazione embolie Siccità estiva 2003 Danni accentuati sulle piante di margine
29 Cavitazione embolie Siccità estiva 2003 Danni associati a parassiti secondari opportunisti (marciumi radicali da Armillaria )
30 Carenze idriche nei fondovalle Piante con apparato radicale poco esteso
31 Stress idrici - morfologia e profondità del terreno 1
32 Disseccamenti per carenza di acqua in una pendice con terreno poco profondo 2
33
34 Effetti dello Stress idrico a livello xilematico Anello anormale da Carenza idrica Larix leptolepis
35 Effetti dello Stress idrico a livello xilematico Xilema normale Sezione danneggiata, xilema distorto e schiacciato
36 STRESS IDRICI Resistenza al deficit idrico -Regolazione apertura degli stomi (ampiezza e durata) - Mantenimento del turgore per accumulo di soluti. Attenuazione del deficit idrico (vivaio) - Riduzione della ventilazione - Somministrazione sostanze antitraspiranti. Acclimatazione allo Stress idrico (vivaio- piante ornamentali) - bassi livelli di acqua - forti intensità luminose - bassi livelli di azoto - forti livelli di Fosforo
37 ALTERAZIONI DA ECCESSI IDRICI AEREAZIONE DEL SUOLO (aria nel suolo 20% O 2 c.a. ) C O 2 < 1%le piante soffrono maggiormente per riduzione di O 2 che per aumento di CO 2 Nei suoli poveri di O 2 con accumulo di CO 2 Negli organi sommersi aumenta -la perdita di aminoacidi dalle radici viene ridotto - l'accrescimento delle radici- lo sviluppo delle micorrize- la capacità di assorbire minerali - si accumula CO 2 ed ETILENE - la respirazione è anaerobia (con produzione di Etanolo) - si ha ipertrofia dei tessuti - si ha produzione di radici superficiali - produzione di lenticelle (LENTICELLOSI) - morte del capillizio radicale - attacchi da parte di parassiti di debolezza opportunisti (Armillaria, Rosellinia) e insetti.
38 Sofferenza radicale Per eccesso di acqua
39 Lenticellosi Ontano Necrosi radicale e Lenticellosi ( Aumento del parenchima aerifero) nei suoli asfittici
40 ALTERAZIONI DA ECCESSI IDRICI eccesso di acqua disturba gli scambi gassosi (aumento di CO2 carenza di O2) -favorisce l'accumulo di sostanze tossiche nelle piante - suolo diventa asfittico -CAUSE DEI DANNI Morfologia del territorio -Natura del suolo - Opere che ostacolano il drenaggio, (strade, muri, ecc.) Sintomi di sofferenza: - non specifici- clorosi- - aumento della fruttificazione (frutti più piccoli)
41 STRESS IDRICI RISTAGNO CRONICO - sopportato da alcune piante con apparato radicale superficiale e abbondante tessuto aerifero - specie capaci di ricavare O 2 da -NO 3 per mezzo di enzimi Salicacee, Querce, Olmi, Ontani. OSCILLAZIONI DI ACQUA NEL SUOLO - oscillazioni stagionali (estate, inverno) Provocano: - sviluppo di apparati radicali piatti, troncati - disseccamento delle cime - caduta a causa del vento - sviluppo di parassiti opportunistici - di debolezza - (Armillaria, Diplodia )
42 Effetti dell eccesso idrico Piante con apparato radicale appiattito
43 Danni agli apparati radicali Radici degenerate per: - asfissia da asfalto - Cattivo drenaggio suolo compatto - acqua micro capillare - scarsa aerazione
44 Stress termici
45 STRESS termici - abbassamenti di temperatura Effetti Raffreddamento: - Congelamento dell acqua nei tessuti - Formazione di ghiaccio intercellulare (lesioni alla parete cellulare ) Disidratazione delle cellule - Schiacciamento - Asfissia dei tessuti (espulsione di O 2 )
46 Suscettibilità al gelo: Tessuti ricchi di acqua Organi: - Foglie aghi, rametti erbacei fiori, meristemi - capillizio radicale
47 Periodo massima suscettibilità: inizio e termine della stagione vegetativa Primavera e autunno T mm Mese 0 0
48 Effetti della stazione L aria fredda tende a ristagnare nelle depressioni causando danni alla rinnovazione
49
50 Effetti della assolazione L esposizione a sud espone le piante e forti escursioni termiche
51 Gelate tardive, Toscana, Marzo 2002
52 Freddi invernali Gelate invernali Aghi adulti : bronzatura, filloptosi Fusto - legno: spaccature - cipollatura Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Freddi autunnali Gelate precoci Foglie : bronzatura, filloptosi Meristema cambiale cerchia da gelo
53 Freddi invernali Gelate invernali Danni meccanici per Galaverna su Faggio - Acquerino, Pistoia
54 Freddi invernali Gelate invernali Formazione di manicotti di ghiaccio su chiome bagnate Galaverna su Faggio. Acquerino, Ottobre 1980
55 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Freddi autunnali Gelate precoci Foglie : bronzatura, filloptosi Meristema cambiale cerchia da gelo Freddi invernali Gelate invernali Aghi adulti : bronzatura, filloptosi Fusto - legno: spaccature - cipollatura
56 Freddi invernali Gelate invernali Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Danno da gelata invernale su Douglasia; arrossamento e disseccamento dei rametti di un anno. Strada della Collina (PT), inverno 1993
57 Freddi invernali Gelate invernali Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Danni da gelo invernale (1985) su Pinus pinea. Arrossamento della parte distale degli aghi di un anno. Pineta di San Vitale e Classe (RA)
58 Freddi invernali Gelate invernali Bronzatura della chioma del cipresso
59 Freddi invernali Gelate invernali
60 Freddi invernali Gelate invernali Necrosi del cambio
61 Freddi invernali Gelate invernali Aghi adulti : bronzatura, filloptosi Fusto - legno: spaccature - cipollatura
62 Freddi invernali Gelate invernali Aghi adulti : bronzatura, filloptosi Fusto - legno: spaccature - cipollatura
63
64 Freddi invernali Gelate invernali
65 Freddi invernali Gelate invernali
66 Freddi invernali Gelate invernali spaccature del fusto
67 Freddi invernali Gelate invernali spaccature del fusto
68 Freddi invernali Gelate invernali spaccature del fusto
69 Freddi invernali Gelate invernali spaccature del fusto
70 Freddi invernali Gelate invernali Danni da gelo invernale su Quercus ilex. Porzione di tronco in sez. trasversale. Scollamento della corteccia e cicatrizzazione. Il cercine cicatriziale (c), si sviluppa a partire dai raggi parenchimatici del legno (r). Siena, Gennaio 1995
71 Freddi invernali Gelate invernali Congelamento del terreno scalzamento delle piantine in vivaio
72 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo
73 Anello da gelo primaverile
74 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo
75 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo
76 Freddi autunnali Gelate precoci Foglie : bronzatura, filloptosi Meristema cambiale cerchia da gelo
77 Freddi invernali Gelate invernali Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Danno da gelate invernali su Douglasia; arrossamento e disseccamento per disidratazione dei rametti di un anno. Inverno Strada della Collina (PT)
78 Freddi invernali Gelate invernali Aghi adulti : bronzatura, filloptosi Fusto - legno: spaccature - cipollatura Disseccamento della chioma di Abete rosso dovuto a scarso innevamento e terreno gelato. Le parti protette dalla neve sono rimaste ancora verdi. Paneveggio, Giugno 1992
79 Freddi invernali Gelate invernali Aridità invernale : da eccesso di evapotraspirazione per basse temperature, poca acqua nel terreno, temperature miti
80 Effetti di una gelata primaverile sui giovani getti di Abies alba con allessamento e disseccamento di getti Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo
81 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo
82 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Danni da gelo tardivo su ippocastano
83 Freddi primaverili Gelate tardive Foglie getti: allessatura necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Effetto di una gelata primaverile su ailanto, allessamento delle giovani foglie
84 Cedro (PG) Sofferenza delle piante imputabile al clima freddo, patogeni fungini radicali (Armillaria) e della chioma (Sphaeropsis)
85 Cedro Perugia Lesioni sulla corteccia colonizzate da funghi, cerchie da gelo
86 Freddi primaverili Gelate tardive Aghi giovani, Foglie getti: allessatura foglie: necrosi apicali, lacerazioni Meristema cambiale cerchia da gelo Freddi autunnali Gelate precoci Foglie : bronzatura, filloptosi Meristema cambiale cerchia da gelo Freddi invernali Gelate invernali Aghi adulti : bronzatura, filloptosi Fusto - legno: spaccature - cipollatura
87 Colpo di calore Surriscaldamento del terreno in vivaio Necrosi del colletto dei semenzali
88 Acclimatazione allo Stress da basse temperature - bassi livelli di acqua - bassi livelli di azoto
89 Fulmine
90 Danni da fulmine. Shock elettrico esplosione per evaporizzazione della linfa
91 Danni da fulmine si irradiano alle piante vicine per contatti radicali e della chioma Un corpo colpito da un fulmine viene riscaldato e la tensione elettrica puo incendiarlo
92 se un albero ha la corteccia bagnata e liscia, il fulmine si propagherà lungo la corteccia, se invece la corteccia è asciutta o molto rugosa il fulmine si propagherà all'interno dell'albero, dove farà evaporare violentemente l'acqua e la linfa facendolo esplodere.
93 Fulmine anello anormale da shock elettrico
94 Danni da fulmine su abete rosso, Trentino e su pino domestico, S. Rossore,
95 Stress da illuminazione Carenza Luce Riduzione di crescita Eziolamento (ingiallimento organi verdi) Allungamento internodi (rametti filati) Defogliazione Eccesso Danni simili a quelli da carenza idrica Eccesso di calore IN CITTA (lampioni) prolungamento del periodo vegetativo
96 Stress da illuminazione Aduggiamento - competizione Eziolamento (eccesso di luce improvvisa)
97 L'inquinamento luminoso ed i vegetali IN CITTA (lampioni) prolungamento del periodo vegetativo In uno studio condotto da studiosi dell Università di Padova si rileva che le chiome degli alberi cittadini si sviluppano vistosamente in modo anomalo verso i lampioni. Gli studi condotti presso il dipartimento di biologia dell Università di Padova su due piante di Magnolia Grandiflora L. presenti all orto botanico della città stessa, hanno evidenziato una diminuzione dell efficienza fotosintetica delle foglie direttamente illuminate da una lampada ai vapori di mercurio. La zona esposta all illuminazione artificiale è significativamente inferiore rispetto alle zone che si trovano in condizione di buio. La conclusione logica dello studio è che la presenza di una sorgente luminosa in prossimità della pianta causa uno stress alle foglie che sono direttamente esposte alla luce, alterandone il normale processo fotosintetico. Non è azzardato pensare che le sorgenti luminose, possano essere responsabili di un microclima nelle foglie che sono a più diretto contatto con esse (aumento della temperatura, dell umidità relativa ed estensione della luce diurna) tale da favorire il prolungamento del periodo vegetativo oltre il suo normale termine.
98 Stress nutrizionali Carenze Effetti della carenza di ferro - clorosi ferrica -
99 Nutrienti Carenze Effetti della concimazione ferrica mal distribuita -
100
Corso. Patologia forestale" Marzo Luglio, 2016
Corso Patologia forestale" Marzo Luglio, 2016 Scopo del corso: La comprensione dei problemi sanitari delle piante forestali Prevenzione dei danni Individuazione di strategie di monitoraggio [Suggerimenti
assorbimento degli elementi necessari per il METABOLISMO
NUTRIZIONE : assorbimento degli elementi necessari per il METABOLISMO Crescita Produzione di energia I nutrienti essenziali per le piante sono di natura inorganica Arnon e Stout (1939) hanno indicato 3
Appunti sulle piante. - Per la struttura primaria: xml=microscopica.fusto.
Appunti sulle piante Prerequisiti - Per la struttura primaria: http://www.atlantebotanica.unito.it/page.asp? xml=microscopica.fusto.primariafusto - Per la struttura secondaria: http://www.atlantebotanica.unito.it/page.asp?
Qual è il meccanismo che consente l ascesa dell acqua dal suolo all atmosfera attraverso la pianta? Teoria della tensione-coesione
Qual è il meccanismo che consente l ascesa dell acqua dal suolo all atmosfera attraverso la pianta? Teoria della tensione-coesione L acqua all interno della pianta può essere considerata come un sistema
Associazione Frutteto di Vezzolano Giornata delle «Foglie cascanti» Cenni di Fisiologia dello sviluppo
Associazione Frutteto di Vezzolano Giornata delle «Foglie cascanti» 3-12-2016 Cenni di Fisiologia dello sviluppo Come le piante crescono e si sviluppano e come questi processi possono essere influenzati
MALATTIE DELLA CHIOMA LATIFOGLIE
MALATTIE DELLA CHIOMA LATIFOGLIE Deperimento malattie complesse Agenti abiotici Agenti biotici Seccumi dei getti Malattie fogliari Malattie vascolari Carie alburno Carie interna cancri tumori Marciumi
Fisiologia e malattie del legno
Département fédéral de l'économie, de la formation et de la recherche DEFR Agroscope Fisiologia e malattie del legno Vivian Zufferey Katia Gindro 21 novembre 2014 www.agroscope.ch I une bonne alimentation,
LE MALATTIE RICORRENTI NELLE ALBERATE ORNAMENTALI
PADOVA 16 FEBBRAIO 2007 LE MALATTIE RICORRENTI NELLE ALBERATE ORNAMENTALI Naldo ANSELMI Università della Tuscia, Viterbo [email protected] I GRANDI CAMBIAMENTI del SECOLO PASSATO nelle ALBERATURE ORNAMENTALI
Il legno legno scorza cilindro centrale corteccia epidermide libro legno cambio
Il legno Comunemente si indica come legno la parte del fusto degli alberi che si trova sotto la cosiddetta scorza (comunemente detta corteccia). Nel 1 anno di vita del fusto si distingue una zona a funzione
Impatti dei cambiamenti climatici a livello locale LIGURIA
CRES - Climaresilienti II INCONTRO: Misure di adattamento ai cambiamenti climatici Impatti dei cambiamenti climatici a livello locale LIGURIA Cosa è già cambiato Un riscaldamento globale medio di 0,74
MARCIUMI RADICALI. Fenomeni patologici di tipo distruttivo a carico degli apparati radicali. AMBIENTI - Suolo Forestale, vivaistico, agrario
Per malattie radicali si intendono quei processi patologici determinati da patogeni che agiscono a livello degli organi ipogei della pianta. Le alterazioni indotte su tali organi comportano un azione indiretta
Come migliorare la struttura di un terreno?
Come migliorare la struttura di un terreno? Un buon apporto di sostanza organica permette di migliorare le caratteristiche del nostro terreno. Gli ammendanti più comuni sono: il letame, la torba e il compost.
Quando si deve concimare il vigneto? Come si deve concimare?
Quando si deve concimare il vigneto? Come si deve concimare? Quando si deve concimare il vigneto? Quando la naturale fertilità del suolo non è adeguata a sostenere il potenziale vegeto produttivo desiderato.
IPP. Problematiche fitosanitarie del castagno: criteri per interventi di difesa T. TURCHETTI
IPP Problematiche fitosanitarie del castagno: criteri per interventi di difesa T. TURCHETTI Istituto Per la Protezione delle Piante, CNR Firenze, Area della Ricerca di Firenze Via Madonna del Piano 10
La nutrizione minerale. Ovvero gli ioni inorganici necessari alla pianta e loro modalità di assorbimento e assimilazione
La nutrizione minerale Ovvero gli ioni inorganici necessari alla pianta e loro modalità di assorbimento e assimilazione Necessita nutritive della pianta Non tutti gli elementi minerali presenti nella biosfera
I PARASSITI E LE MALATTIE
I PARASSITI E LE MALATTIE Quando una pianta è sana e vigorosa, fin dal momento del suo acquisto, in genere non dovrebbero esserci problemi di parassiti e malattie, se non quelli trasmessi da piante vicine.
REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale Le Batteriosi dell Actinidia
REGIONE LAZIO Direzione Regionale Agricoltura Area Servizi Tecnici e Scientifici, Servizio Fitosanitario Regionale Le Batteriosi dell Actinidia Il cancro batterico dell actinidia è stato segnalato per
Lorenzo Tosi - Agrea Centro Studi Gianni Tacconi - CRA-GPG
Villafranca - 7 febbraio 2014 La Batteriosi e la moria del kiwi Lorenzo Tosi - Agrea Centro Studi Gianni Tacconi - CRA-GPG primi sintomi agosto 2012 esplosione estate 2013 nuovi sintomi giugno 2013 2 Actinidieti
TRASPORTO DELL ACQUA NELLA PIANTA
TRASPORTO DELL ACQUA NELLA PIANTA meccanismi e forze motrici per il trasporto dell acqua gradiente di concentrazione del vapor d acqua nella traspirazione gradiente di pressione nel trasporto a lunga distanza
L albero nell ambiente urbano
Consiglio di Quartiere 4 Assessorato all Ambiente Assessorato alla Partecipazione democratica e ai rapporti con i Quartieri In collaborazione con ARSIA L albero nell ambiente urbano Firenze 31 Maggio 1
ESEMPI SCELTA ERRONEA DELLA STRATEGIA DI IRRIGAZIONE
ESEMPI SCELTA ERRONEA DELLA STRATEGIA DI IRRIGAZIONE Lavanda: danni da gelo favoriti da substrati con elevata ritenzione idrica Timo: danni da gelo favoriti da substrati con elevata ritenzione idrica Agatea:
AVVERSITÀ DELLA VITE
Michele Borgo con la collaborazione di Giancarlo Moretti AVVERSITÀ DELLA VITE PARTE SECONDA ATLANTE MALATTIE SU VITIGNI SOMMARIO Prefazione 1 Varietà ad uva da vino analizzate A. Vitigni ad uva da vino
Il controllo della crescita e dello sviluppo di una pianta è di tipo genetico e dipende dagli ormoni vegetali.
Una pianta può rispondere ad uno stimolo esterno (es luce, gravità, temperatura-vernalizzazione) con una crescita direzionale che va sotto il nome di TROPISMO. Il controllo della crescita e dello sviluppo
TRASPORTO DI SOSTANZE NELLE PIANTE
TRASPORTO DI SOSTANZE NELLE PIANTE L acqua viaggia dal terreno all atmosfera e circola all interno della pianta trasportando con sé importanti soluti L'epidermide inferiore è ricca di aperture dette STOMI
FATTORI ECOLOGICI. Uno stesso fattore può essere nello stesso tempo risorsa e condizione.
FATTORI ECOLOGICI La presenza e il successo di un determinato organismo (specie, popolazione o individuo) in un dato ambiente è determinato dalla presenza di un complesso di fattori (parametri): FATTORE
INDUTTORE DI RESISTENZA ILSAC-ON
ILSAC-ON VITE INDUTTORE DI RESISTENZA ILSAC-ON per un uva di qualità 4 ILSAC-ON per un uva di qualità Il vino buono chiede grandi uve. Per ottenere grandi uve i vigneti devono potersi esprimere al massimo,
PIU RESA E QUALITA PER I TUOI NOCCIOLI SOLUZIONI IRRIGUE NETAFIM PER LA COLTURA DEL NOCCIOLO
PIU RESA E QUALITA PER I TUOI NOCCIOLI SOLUZIONI IRRIGUE NETAFIM PER LA COLTURA DEL NOCCIOLO EFFETTI NEGATIVI DELLO STRESS IDRICO La pianta del nocciolo, benche in grado di resistere alla carenza d acqua,
Briofite: muschi ed epatiche
Briofite Le briofite rappresentano l'anello di congiunzione fra piante acquatiche e terrestri, la loro vita si svolge in parte in ambiente acquatico e in parte in ambiente terrestre. Sono piante molto
Convegno. Arboricoltura da Legno con latifoglie di pregio. Realizzazioni, ricerca, prospettive in Piemonte e in Italia Torino, Ottobre 2007
Convegno Arboricoltura da Legno con latifoglie di pregio Realizzazioni, ricerca, prospettive in Piemonte e in Italia Torino, 15-16 Ottobre 2007 Le avversità Naldo Anselmi -Università Della Tuscia, Viterbo
Tessuti adulti. 1.Tessuti tegumentali o di rivestimento 2.Tessuti parenchimatici 3.Tessuti meccanici 4.Tessuti conduttori 5.
Tessuti adulti Derivano da tessuti meristematici attraverso: - crescita per divisione - crescita per distensione - differenziamento 1.Tessuti tegumentali o di rivestimento 2.Tessuti parenchimatici 3.Tessuti
LE PARTI DELLA PIANTA
LE PARTI DELLA PIANTA Esistono vari tipi di vegetali, ma quasi tutti sono formati da tre parti fondamentali: FOGLIE Le radici FUSTO Il fusto Le foglie RADICI Le radici hanno tre compiti principali: 1.
La radice è un organo molto importante per la pianta. Serve alla pianta per restare attaccata alla terra e per assorbire, cioè prendere, dal terreno,
BOTANICA LA RADICE La radice è un organo molto importante per la pianta. Serve alla pianta per restare attaccata alla terra e per assorbire, cioè prendere, dal terreno, le sostanze (acqua e sali minerali)
DK SENSEI NUOVA GENETICA CON ECCEZIONALI POTENZIALITÀ PRODUTTIVE IBRIDO SEMI DWARF PIANTA BASSA E BILANCIATA PRODUZIONI STABILI ED ELEVATE
Un MONDO di COLZA DK SENSEI PRODUZIONI STABILI ED ELEVATE IBRIDO SEMI DWARF PIANTA BASSA E BILANCIATA Investimento Investimento consigliato 30-40 p/m 2 alla raccolta NUOVA GENETICA CON ECCEZIONALI POTENZIALITÀ
PROGRAMMA DEL CORSO di Fisiologia e Principi di Biotecnologie vegetali. Prof. Renato D Ovidio tel:
PROGRAMMA DEL CORSO di Fisiologia e Principi di Biotecnologie vegetali Prof. Renato D Ovidio tel: 0761 357323 email: [email protected] Scopo del corso Come funziona una pianta Come le biotecnologie possono
Esercitazione - Struttura anatomica della FOGLIA
Esercitazione - Struttura anatomica della FOGLIA La foglia ha una struttura organizzata in una porzione tegumentale, una fondamentale e una di conduzione. Essa è un organo laterale del fusto di origine
Tetto verde su un edifico della Regione Marche : dati di comportamento energetico in un anno di monitoraggio
II Convegno Nazionale Il verde pensile nel clima Mediterraneo Genova, 6 Marzo 2009 Salone Energethica Fiera di Genova Tetto verde su un edifico della Regione Marche : dati di comportamento energetico in
Linee guida per il contenimento della malattia. Loredana Antoniacci Servizio Fitosanitario Regionale
Linee guida per il contenimento della malattia Loredana Antoniacci Servizio Fitosanitario Regionale Faenza 22 marzo 2013 Il contenimento delle malattie batteriche Si realizza secondo due direzioni Attuando
(funghi, muffe e batteri) alle radici ed al colletto della pianta. Al contrario, la carenza d acqua, porta la pianta a stress da appassimento ed a
L ACQUA L elemento acqua è costituente degli esseri viventi, sia animali che vegetali, superando in alcuni casi anche il 90% della composizione. L acqua per le piante è un elemento indispensabile in quanto
INGEGNERIA NATURALISTICA E MANUTENZIONE DEL TERRITORIO. Corso di aggiornamento professionale. Proprietà materiali (Fondamenti di tecnologia del legno)
INGEGNERIA NATURALISTICA E MANUTENZIONE DEL TERRITORIO Proprietà materiali (Fondamenti di tecnologia del legno) Marco Togni Firenze, 2011 Il legno 1 Materia prima Stabilimento di produzione: Parti dell
Tessuti vascolari per il trasporto delle soluzioni circolanti all'interno dell'organismo. Xilema
Tecnologia del legno Gli elementi xilematici di conduzione Tessuti vascolari per il trasporto delle soluzioni circolanti all'interno dell'organismo Floematico Il floema o libro è adibito alla conduzione
Mancozeb controlla le principali patologie dell olivo
Mancozeb 1 Mancozeb controlla le principali patologie dell olivo OCCHIO DI PAVONE o CICLOCONIO (Spilocaea oleagina) Presente in tutto l areale di coltivazione è la patologia più importante dell olivo.
Il contributo del mondo scientifico per l aggiornamento professionale
Il contributo del mondo scientifico per l aggiornamento professionale Francesco Tei Dipartimento Scienze Agrarie Alimentari e Ambientali, Università di Perugia Avversità biotiche abiotiche funghi insetti
PATOLOGIA CELLULARE LESIONI LETALI
PATOLOGIA CELLULARE LESIONI LETALI Chandrasoma Taylor: Concise Pathology DANNO CELLULARE REVERSIBILE E IRREVERSIBILE Risposta cellulare da stress La denaturazione proteica induce la sintesi di
Convegno: IL VIGNETO IN UN CLIMA CHE CAMBIA: LE PRATICHE DEL BIOLOGICO PER AFFRONTARE L INCERTEZZA CLIMATICA
Convegno: IL VIGNETO IN UN CLIMA CHE CAMBIA: LE PRATICHE DEL BIOLOGICO PER AFFRONTARE L INCERTEZZA CLIMATICA Dott. Agr. Giovanni Bigot Azienda AMASTUOLA Venerdì 17 giugno ore 9,30 11,30 AREA CONVEGNI,
Negli alberi il processo di CARIE consiste nella degradazione del legno per l attività enzimatica di alcuni microrganismi.
Negli alberi il processo di CARIE consiste nella degradazione del legno per l attività enzimatica di alcuni microrganismi. I funghi sono gli agenti che causano la carie. Altri agenti, insetti, animali
Eziologia: Studia le cause specifiche, iniziali o successive, che determinano un alterazione dei meccanismi omeostatici.
La Patologia Generale è la scienza che studia il Perché (eziologia) e il Come (patogenesi) viene alterato lo stato di salute che rappresenta la condizione di normalità dell organismo. Eziologia: Studia
ANATOMIA VEGETALE. Morfologia microscopica
ANATOMIA VEGETALE Morfologia microscopica ANATOMIA DEL FUSTO ZONA EMBRIONALE ZONA DI DISTENSIONE E DIFFERENZIAMENTO ZONA DI STRUTTURA PRIMARIA E presente tutte le piante. E la struttura definitiva in tutte
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE TEMPERATE CALDE MEDITERRANEE A SICCITA ESTIVA
I CLIMI IN ITALIA: LE AREE TEMPERATE CALDE MEDITERRANEE A SICCITA ESTIVA Introduzione Continuiamo la trattazione sui climi italiani affrontando l analisi del clima mediterraneo identificato, nella convenzione
23 luglio. 9 luglio. 27 settembre. 27 agosto. 6 agosto
9 luglio 23 luglio 6 agosto 27 agosto 27 settembre il tasso di sviluppo e la qualità delle gemme a fiore decresce con : stress idrico alte temperature carenze nutrizionali defogliazione danni da freddo
Tessuti tegumentali. -Tessuti tegumentali primari. -Tessuti tegumentali secondari. epidermide. esoderma. rizoderma. endoderma. periderma o sughero
Tessuti tegumentali Ricoprono sia la superficie esterna sia alcuni organi interni del corpo della pianta Possono avere origine primaria o secondaria -Tessuti tegumentali primari epidermide esoderma rizoderma
Il cancro batterico dell actinidia in Veneto
Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari Il cancro batterico dell actinidia in Veneto Giovanni Zanini Tiziano Visigalli Fiorenzo Girardi Sommacampagna 26 gennaio 2012 Unità Periferica per i Servizi
Servizio Agrometeorologico Regionale. Analisi climatica della Regione Toscana. Anno 2005
A.R.S.I.A. Agenzia Regionale Sviluppo e Innovazione nel Settore Agricolo-Forestale Servizio Agrometeorologico Regionale Analisi climatica della Regione Toscana Anno Maggio 6 Analisi climatica del territorio
Le piantine forestali
Le piantine forestali di Scienze e Tecnologie Ambientali Forestali Dott. Barbara Mariotti Le piantine forestali 1. Selvaggioni 2. Talee 3. Postime di vivaio Il postime di vivaio può essere commercializzato:
Fotosintesi Traspirazione Respirazione Sintesi ormonale Accumulo temporaneo nutrienti
Le foglie sono coinvolte (direttamente o indirettamente) in tutti i processi fisiologici: Fotosintesi Traspirazione Respirazione Sintesi ormonale Accumulo temporaneo nutrienti Hanno, inoltre, anche capacità
Malattie e alterazioni non parassitarie
Malattie e alterazioni non parassitarie Tutte le anomalie, es. il marciume apicale del pomodoro, tutte le alterazioni es. i colpi di sole; tutte le disfunzioni es. l eziolamento; tutti i distrurbi delle
I grandi biomi terrestri
I grandi biomi terrestri BIOMA: complesso di ecosistemi di un area geografica caratterizzato dalla vegetazione dominate. Si distinguono per alcune caratteristiche delle piante quali struttura (le forme
Influenza del cambiamento climatico sulla biodiversità e sugli ecosistemi delle aree Protette
Perché si parla di cambiamenti climatici? Queste sono alcune delle variazioni finora riscontrate (i fatti): Negli ultimi 150 anni la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di circa 0.74
Le malattie delle piante. Classificazione e riconoscimento
Le malattie delle piante Classificazione e riconoscimento MALATTIA: è una deviazione, uno sconvolgimento, delle normali funzioni vitali (di ricambio o di sviluppo) dell organismo; può essere causata da
Zona di carenza. Zona di sufficienza. Zona di tossicità. Disponibilità di nutrienti nel suolo. Stato nutrizionale della pianta
Curva della crescita in funzione dell apporto di nutrienti: 3 regioni definite Zona di carenza Zona di sufficienza Zona di tossicità Un rifornimento ottimale di nutrienti richiede informazioni sulla Disponibilità
IL FUOCO NEGLI ECOSISTEMI FORESTALI LABORATORIO DI ECOLOGIA FORESTALE
IL FUOCO NEGLI ECOSISTEMI FORESTALI Il combustibile Combustibile di terra: a contatto dell orizzonte minerale, parzialmente decomposto. Varia a seconda della specie e del clima, soprattutto per quanto
Caratterizzazione molecolare del batterio ed interventi di prevenzione e difesa. Responsabile scientifico: Dott. Marco Scortichini
Caratterizzazione molecolare del batterio ed interventi di prevenzione e difesa Responsabile scientifico: Dott. Marco Scortichini 1) Analisi proteomica durante la migrazione sistemica di PSA nel ramo di
I flussi di calore sensibile e la temperatura dell aria
I flussi di calore sensibile e la temperatura dell aria L aria in prossimità delle piante assorbe in misura ridotta la radiazione solare. Le variazioni nella temperatura dell aria sono determinate perciò
Cenni di anatomia del legno. Cenni di anatomia del legno. Dr. Alessandro Trevisani Sezione Tecnologia del legno.
Cenni di anatomia del legno Cenni di anatomia del legno Dr. Alessandro Trevisani Sezione Tecnologia del legno 2 Cenni di anatomia del legno Il legno Si chiama legno l insieme dei tessuti dello xylema che
Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari. Il cancro batterico dell actinidia Pseudomonas syringae pv. actinidiae
Unità Periferica per i Servizi Fitosanitari Il cancro batterico dell actinidia Pseudomonas syringae pv. actinidiae Superfici e produzioni regionali di actinidia Provincie Superficie ettari Produzioni quintali
Gli Incendi Boschivi. Relatore: Realizzato e curato dal. Il Rischio Incendi Boschivi in Lombardia. Centro Operativo AIB per la Lombardia Curno (BG)
Gli Incendi Boschivi Il Rischio Incendi Boschivi in Lombardia Relatore: Realizzato e curato dal Centro Operativo AIB per la Lombardia Curno (BG) 24035 Via G. Galilei, 2 Tel. 035.611009 Fax 035.617722 E-mail
alberi in prossimità dei lampioni stradali
1800 alberi in prossimità dei lampioni stradali perdita foglie sviluppo alterato 1901 l etilene è il gas responsabile degli effetti RISPOSTA TRIPLA riduzione allungamento fusto aumento crescita laterale
Il metodo consente di variare la composizione dei sali minerali delle soluzioni nutritive preparate per l allevamento idroponico delle piante
LA CONCIMAZIONE MINERALE DEL BONSAI I MICRONUTRIENTI ESSENZIALI Prof. Augusto Marchesini: libero docente di chimica agraria presso l Università degli Studi di Milano RIASSUNTO La nutrizione minerale del
DELL EUROPA E DELL ASIA, ORMAI MONDO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI EUROPEI ABBIAMO : POLONIA, REGNO UNITO E SPAGNA IN ITALIA (0,5-0,6%DELLA PRODUZIONE
LA COLTIVAZIONE DEL LAMPONE IL LAMPONE E UNA PIANTA ORIGINARIA DELL EUROPA E DELL ASIA, ORMAI CONOSCIUTA E DIFFUSA IN TUTTO IL MONDO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI EUROPEI ABBIAMO : POLONIA, REGNO UNITO E SPAGNA
IL TRASPORTO DELL ACQUA NELLA PIANTA
IL TRASPORTO DELL ACQUA NELLA PIANTA Dal suolo,nella pianta fino all atmosfera, l acqua fluisce attraverso mezzi diversi e spinta da forze motrici diverse gradiente di concentrazione del vapor d acqua
16 11 Virus e viroidi 45%
Le avversità del pomodoro sono circa 200 16 11 Virus e viroidi 45% 45 Funghi 28% 28 Abiotiche 16% Batteri e fitoplasmi 11% Assieme a nematodi e fitofagi, le malattie del pomodoro portano a perdite produttive
Questa presentazione verterà sugli NOx e in particolare: -cosa sono gli NOx -effetti sulla salute e alla vegetazione -dove si trovano -le concause
Questa presentazione verterà sugli NOx e in particolare: -cosa sono gli NOx -effetti sulla salute e alla vegetazione -dove si trovano -le concause degli NOx I principali NOx presenti nell'atmosfera sono
ANTINCENDIO BOSCHIVO CORSO DI FORMAZIONE DI SECONDO LIVELLO CARATTERISTICHE DEGLI INCENDI BOSCHIVI
ANTINCENDIO BOSCHIVO CORSO DI FORMAZIONE DI SECONDO LIVELLO CARATTERISTICHE DEGLI INCENDI BOSCHIVI COMBUSTIONE TRIANGOLO DEL FUOCO GAS (CO, CO2,VAPORE) LUCE CALORE PARTICELLE SOLIDE CENERE FUMO FUMO CHIARO
Tessuti parenchimatici
Tessuti parenchimatici Tessuti primari che derivano dal meristema fondamentale Costituiscono la massa principale del corpo della pianta Si trovano al di sotto dei tessuti tegumentali esterni e circondano
Tessuti gruppi di cellule strutturalmente e/o funzionalmente distinte.
Tessuti Tessuti gruppi di cellule strutturalmente e/o funzionalmente distinte. Tessuti embrionali o meristemi Tessuti adulti (o definitivi) Meristemi primari Tessuti definitivi primari Meristemi secondari
Il letargo per le tartarughe di clima mediterraneo
Il letargo per le tartarughe di clima mediterraneo Luca Bacciarini - 15 ottobre 2010 Letargo Dal greco, significa : stato di torpore simile a sonno profondo. In senso stretto solo per i mammiferi: ghiro,
Gestione del verde arboreo
Appunti d i Gestione del verde arboreo ornamentale 1. Corretta manutenzione delle alberature: principi generali e criteri di potatura 2. Responsabilità legale nella gestione 3. Introduzione alla VTA: perché
FISIOLOGIA VEGETALE. I movimenti dell acqua e dei soluti
FISIOLOGIA VEGETALE I movimenti dell acqua e dei soluti MOVIMENTI DELL ACQUA E DEI SOLUTI L acqua si muove seguente delle differenze di potenziali di energia Il potenziale di energia è l energia che viene
PIANTE ARBOREE: ORGANOGRAFIA DELLA PARTE EPIGEA
PIANTE ARBOREE: ORGANOGRAFIA DELLA PARTE EPIGEA La parte epigea (al disopra della superficie del terreno) è collegata alla parte ipogea della pianta attraverso il COLLETTO È composta da organi legnosi
CORSO DI FRUTTICOLTURA
COMUNE DI CAMPONOGARA ASSESSORATO ALLE POLITICHE AMBIENTALI DENIS COMPAGNO CORSO DI FRUTTICOLTURA 2006 ARGOMENTI ANATOMIA E FISIOLOGIA DELLE PIANTE ARBOREE TECNICHE DI PROPAGAZIONE POMACEE (MELO, PERO)
Phillyrea angustifolia L. Arbutus unedo L. Pistacia lentiscus L. Ruscus aculeatus L.
Le specie mediterranee presentano diversi ritmi fenologici Specie sclerofille sempreverdi (es. Arbutus unedo L., Phillyrea spp., Pistacia lentiscus L., Ruscus aculeatus L.) che limitano la loro attività
Organi epigei. Organi ipogei Apparato radicale
L ALBERO Pianta perenne di consistenza legnosa, il cui fusto principale si sviluppa esternamente al terreno in senso verticale sino ad una certa altezza dal suolo Organi epigei Organi ipogei Apparato radicale
Trasporto dei fotosintetati ai tessuti in crescita e di riserva.
Trasporto dei fotosintetati ai tessuti in crescita e di riserva. Via di traslocazione I fotosintetati sono traslocati attraverso il floema Epidermide Corteccia Midollo Xilema Floema Cambio vascolare Floema
STUDIO SUGLI ECCESSI E LE CARENZE DI MICRO E MACROELEMENTI SU FRAGOLA (MANIFESTAZIONI FENOTIPICHE)
STUDIO SUGLI ECCESSI E LE CARENZE DI MICRO E MACROELEMENTI SU FRAGOLA (MANIFESTAZIONI FENOTIPICHE) Dott. Raffaello TITA Ufficio Tecnico Apofruit Policoro, 21 Settembre 2012 Apofruit Italia Cooperativa
TIPI DI METABOLISMO NEI VEGETALI
TIPI DI METABOLISMO NEI VEGETALI Il metabolismo è l'insieme delle reazioni biochimiche, in genere catalizzate dagli enzimi, che consentono l vita di un organismo ANABOLISMO Sintesi di sostanze complesse
CENSIMENTO DEGLI ALBERI MONUMENTALI Legge 14 gennaio 2013, n.10
CENSIMENTO DEGLI ALBERI MONUMENTALI Legge 14 gennaio 2013, n.10 SCHEDA DI IDENTIFICAZIONE ALBERO O FORMAZIONE VEGETALE MONUMENTALE N. scheda: 03_E085_VS_20 Data rilievo: 28/04/2015 Albero singolo Filare
IL CLIMA MEDITERRANEO MEDITERRANEA
IL CLIMA MEDITERRANEO E LA MACCHIA MEDITERRANEA Il clima mediterraneo, secondo la classificazione climatica è il meno esteso dei climi temperati. È caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva
IL TRASPORTO DELL ACQUA
Il trasporto xilematico Il trasporto floematico IL TRASPORTO DELL ACQUA cap. 32 2 I movimenti dell acqua dal suolo alla radice al fusto alla foglia al fusto all atmosfera alla radice da dentro e fuori
Lo sviluppo delle piante
Lo sviluppo delle piante IN COSA CONSISTE LO SVILUPPO DI UNA PIANTA? OGNI PIANTA HA IL SUO SVILUPPO LE FASI PRINCIPALI DELLO SVILUPPO ORIGINE DEI TESSUTI NELLE PIANTE LO SVILUPPO DELLE PIANTE PASSA ATTRAVERSO
Effetto dei cambiamenti climatici su produzione e malattie del frumento
Effetto dei cambiamenti climatici su produzione e malattie del frumento Marcello Donatelli Centro di ricerca per le colture industriali Con la collaborazione di Luisa Manici e Simone Bregaglio Sommario
La biosfera e gli ecosistemi
La biosfera e gli ecosistemi La biosfera: l insieme di tutti gli ecosistemi L ecologia studia le interazioni tra gli organismi viventi e il loro ambiente a vari livelli: ECOSISTEMA COMUNITA POPOLAZIONE
TESSUTI MERISTEMATICI. Meristema apicale della radice di Allium cepa
TESSUTI MERISTEMATICI Meristema apicale della radice di Allium cepa CARATTERISTICHE DELLE CELLULE MERISTEMATICHE Cellule in attiva divisione cellulare Cellule piccole, isodiametriche Cellule con nucleo
TETTO VENTILATO 4ATL
TETTO VENTILATO Cinzia Callegari Matteo Sandonà 4ATL 1 -Che cos è un tetto Un tetto è una copertura di un edificio, costituita da una o più superfici inclinate dette falde che poggiano su un muro perimetrale
Lavori di metà marzo. Muggia, 16 marzo 2015
Lavori di metà marzo Muggia, 16 marzo 2015 Partiamo a metà strada. 4 grandi temi: 1) Preparazione del terreno 2) La concimazione 3) Realizzazione impianti vigneto e frutteto 4) Potatura delle piante da
