MODIFICAZIONI DEL FUSTO

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1 Le piante si adattano all ambiente in cui vivono sia morfologicamente che funzionalmente. In risposta ai cambiamenti ambientali fusto, radice e foglie si trasformano in maniera così consistente da assumere aspetti marcatamente diversi da quelli tipici. Il fusto o caule si può trasformare in: - forma - funzione - dimensione - portamento

2 Forma a palla isodiametrica (Echinocastus) a spatole ovali (Opuntia) a lamine simili a lembi fogliari, cladofilli (Asparagus, Ruscus) nastriforme (Muehlenbeckia) a bottiglia (Chorisia) di corda (Cuscuta)

3 Funzione Il fusto ha normalmente funzione di trasporto di acqua e soluti, meccanica, clorofilliana e di riserva. A volte la funzione di riserva, di acqua o di nutrienti, può essere accentuata. Funzione di riserva di nutrienti: rizomi, tuberi, bulbi, bulbo-tuberi.

4 rizomi Sono fusti sotterranei (ipogei) e carnosi in quanto ricchi di riserve (amido, zuccheri). Hanno un accrescimento plagiotropo (parallelo al terreno) a pochi cm dalla superficie del suolo. Le piante con rizomi hanno una parte aerea annuale e una parte sotterranea perenne (crescita illimitata). Sono piante erbacee perenni (geofite). Pur somigliando alle radici sono fusti veri e propri, con nodi e internodi, gemme, foglie lamellari e radici avventizie che si formano a livello dei nodi che sono ben riconoscibili e tendono ad ingrossarsi.

5 rizomi L apice presenta una gemma terminale che si rinnova ogni anno in quanto origina lo scapo fiorale. All ascella dello scapo si forma la gemma ascellare che si sviluppa solo nel periodo vegetativo successivo. Lungo il rizoma rimangono le cicatrici dei germogli epigei degli anni precedenti. Il rizoma è anche un organo di propagazione agamica (vegetativa) che si allunga nel terreno producendo nuove gemme. Spesso origina diramazioni laterali (propagazione nello spazio).

6 tuberi Sono organi sotterranei, rami che si approfondano nel terreno e in cui il midollo si ingrossa formando il parenchima amilifero (patata). Hanno crescita limitata. La tuberizzazione (ingrossamento) avviene nella parte apicale di un ramo secondario.

7 tuberi Sulla superficie del tubero ci sono le gemme caulinari (occhi) per la riproduzione vegetativa della pianta. Il tubero in sezione presenta fasci cribro-vascolari distribuiti in cerchio. All interno c è tessuto midollare. Differenze fusti sotterranei fusti aerei Riduzione del sistema meccanico (soppressione di collenchima e fibre) Maggiore sviluppo del cilindro corticale Maggiore sviluppo degli strati di sughero

8 Sono globosi e ricoperti di squame che sono in realtà foglie modificate. MODIFICAZIONI DEL FUSTO bulbi Sono paragonabili ad una pianta intera con fusto molto raccorciato con radici avventizie da una parte e la gemma dall altra. fusto radici avventizie

9 bulbi Le squame sono di due tipi: esterne, morte e secche con funzione di riserva e interne, succose e ricche di riserve (zuccheri solubili). Ogni bulbo origina piccoli bulbi figli, inizialmente attaccati al bulbo parentale. Ogni bulbo figlio può diventare pianta e originare bulbi figli.

10 bulbo-tuberi Differiscono dai bulbi perché sono interamente composti da tessuti di riserva appartenenti al fusto. Sono rivestiti da foglie papiracee. Alla base formano numerose radici avventizie.

11 Funzione di riserva d acqua L acqua è il fattore limitante principale delle piante: - Fotosintesi e respirazione - Turgore cellulare - Solvente per le sostanze condotte nella pianta - Apertura e chiusura degli stomi - Ambiente di reazioni del metabolismo

12 Funzione di riserva d acqua Piante succulente: vivono in regioni calde e secche e limitano la perdita d acqua riducendo la superficie traspirante, sopprimendo le espansioni fogliari (spine) e riducendosi al solo fusto. Il fusto si ingrossa e diventa un serbatoio d acqua, è ricco di parenchima acquifero con molte mucillagini. Diventa verde e svolge la fotosintesi. Si riduce il numero degli stomi e sono presenti grossi strati di cere e cuticola.

13 Dimensione È un carattere molto variabile. Esistono anche piante acauli, con internodi raccorciatissimi e nodi appressati (piante a rosetta).

14 Dimensione Nelle Graminaceae il fusto è sottile (culmo) con internodi allungati. La fragilità del fusto è compensata dall ingrossamento delle guaine fogliari che si inseriscono a livello dei nodi e avvolgono il culmo rafforzandolo.

15 Portamento 1. Eretto 2. Sdraiato o sormentoso 3. Volubile 4. Rampicante o scandente 5. Rami piangenti 6. Rami procombenti 7. Rami trasformati in spine

16 Portamento 1. Eretto: è abbastanza solido per reggersi da solo; 2. Sdraiato o sormentoso: è lungo e sottile e striscia sul suolo (es. fragola). Gli stoloni sono fusti lunghi striscianti che portano la piantina all estremità. Quando lo stolone non cresce più, la piantina diventa autonoma. Può produrre radici avventizie lungo il fusto e irradiarsi in più parti (propagazione vegetativa).

17 Portamento 3. Volubile: fusto sottile attorcigliato (movimento di circummulazione, piante destrorse e sinistrorse) intorno ad un sostegno per portare le foglie verso la luce (es. fagiolo, luppolo). 4. Rampicante o scandente: si attacca al sostegno mediante strutture di diversa natura morfologica (cirri, viticci, ventose).

18 Portamento Cirri: rami trasformati su cui non si sviluppano foglie. originano da una gemma ascellare Viticci: foglie trasformate o rachide della foglia trasformato o ramoscelli erbacei flessibili e sensibili alla presenza del sostegno Ventose: viticci che terminano con dischi adesivi che consentono l ancoraggio a superfici come i muri

19 Portamento 5. Rami piangenti: pendono sottili ed esili verso il suolo (es. salice). 6. Rami procombenti: prima si abbassano verso terra e poi si rialzano nella parte distale (es. fico). 7. Rami trasformati in spine: aculei, possono essere lunghi e ramificati o corti e non ramificati (es. limone)

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