La legge 262/05 e le sue implicazioni
|
|
|
- Agostina Corradi
- 9 anni fa
- Просмотров:
Транскрипт
1 La legge 262/05 e le sue implicazioni a cura di Natale Prampolini, LA ISO27001, CISA, CISM, ITIL, ISO20000, CMMI v1.2 DEV Pag. 1
2 La legge 262/05 e le sue implicazioni Il Dirigente preposto COSO, ERM e SOX Ambiente di controllo La valutazione dei rischi Attività di controllo e monitoraggio Informazione e Comunicazione Analogia con altre norme e standard 231 Continuità operativa Privacy, 196/03 ISO27001 ITIL v.3 e ISO20000 CobiT SAS 70 EUC Settori Industriali Pag. 2
3 Il Dirigente Preposto Legge 28 dicembre 2005, n. 262 in materia di disposizioni per la tutela del risparmio e la disciplina dei mercati finanziari La legge sul risparmio affronta le problematiche dei mercati finanziari e in particolare i temi della Corporate Governance In questo ambito la legge, introduce la figura del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari. Art. 154-bis. - (Dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari). Gli atti e le comunicazioni della società diffusi al mercato e relativi all informativa contabile anche infrannuale della stessa società sono accompagnati da una dichiarazione scritta del dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari, che ne attestano la corrispondenza alle risultanze documentali, ai libri e alle scritture contabili. Il Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari predispone adeguate procedure amministrative e contabili per la formazione del bilancio di esercizio e, ove previsto, del bilancio consolidato nonché di ogni altra comunicazione di carattere finanziario. Pag. 3
4 Il Dirigente Preposto il Dirigente Preposto debba predisporre adeguate procedure per la formazione del bilancio e di ogni altra comunicazione finanziaria (comma 3); l Amministratore Delegato ed il Dirigente Preposto debbano attestare, con apposita relazione allegata al bilancio d esercizio e consolidato annuale e al bilancio semestrale abbreviato (c.ma 5): a) l adeguatezza e l effettiva applicazione nel periodo delle procedure amministrative e contabili; b) la conformità dei documenti ai principi contabili IAS/IFRS emanati dallo IASB ed omologati dalla Commissione Europea; c) la corrispondenza dei documenti alle risultanze dei libri e delle scritture contabili; d) la loro idoneità a fornire una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria del Gruppo; e) che la relazione sulla gestione del bilancio d esercizio e consolidato annuale comprende un analisi attendibile dell andamento e del risultato della gestione, nonché della situazione del Gruppo, unitamente alla descrizione dei principali rischi e incertezze cui quest ultimo è esposto; f) che la relazione intermedia sulla gestione del bilancio semestrale abbreviato contiene un analisi attendibile dell incidenza degli eventi importanti che si sono verificati nei primi sei mesi dell esercizio, unitamente a una descrizione dei principali rischi e incertezze per i sei mesi restanti dell esercizio. il Dirigente Preposto debba attestare la corrispondenza alle risultanze documentali, ai libri ed alle scritture contabili degli altri atti e delle comunicazioni al mercato relativi all informativa contabile (comma 2); l Organo Amministrativo vigili affinché il Dirigente Preposto disponga di adeguati poteri e mezzi per l esercizio dei compiti a lui attribuiti, nonché sul rispetto effettivo delle procedure amministrative e contabili (comma 4). L art. 154 bis è stato ispirato alla normativa introdotta negli USA dal Sarbanes Oxley Act. Rispetto a quest ultima, la legislazione italiana non prevede peraltro l obbligo di una relazione indipendente, da parte della Società di revisione, che attesti il disegno e l efficacia operativa dei controlli. Pag. 4
5 GUIDA AIEA COBIT e il sistema di controllo interno nella Legge 262/2005. Il riferimento utilizzato dal Legislatore alle procedure amministrative e contabili, deve essere inquadrato nel più ampio concetto di sistema di controllo interni. Presupposto fondamentale per l adeguatezza delle procedure amministrative e contabili è quindi l istituzione ed il successivo mantenimento nel tempo di un adeguato sistema di controllo interno, in linea con un framework di riferimento comunemente accettato. A tale riguardo il modello elaborato dal Committee of Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO), e accolto dal Codice di autodisciplina delle società quotate, rappresenta ad oggi il riferimento maggiormente utilizzato. I principi generali in esso descritti sono certamente utili per il DP. Il modello pubblicato dal COSO nel 1992 (Internal Control-Integrated Framework) ha l obiettivo di aiutare le aziende a valutare e a migliorare i propri sistemi di controllo interno. Tale modello costituisce oggi uno standard di rilievo ed è utilizzato dal management delle società quotate negli Stati Uniti per adempiere alle disposizioni della sezione 404. Pag. 5
6 CobiT COBIT Il Control Objectives for Information and related Technology (COBIT) è un modello (framework) per la gestione della Information and Communication Technology (ICT) creato nel 1992 dall'associazione americana degli auditor dei sistemi informativi (Information Systems Audit and Control Association ISACA), e dall IT Governance Institute (ITGI). Pag. 6
7 CobiT Pag. 7
8 COSO - ERM A partire dal 2001 la crescente attenzione alla Gestione dei Rischi ha portato allo sviluppo di un framework di supporto per l identificare e la gestione del rischio. Nel mese di settembre 2004 il Committee Sponsoring Organizations of the Treadway Commission (COSO) ha pubblicato l Enterprise Risk Management (ERM) Integrated Framework con l obiettivo di fornire un supporto alle aziende (September 29, 2004). Il Sistema di Controllo Interno è parte integrante dell Enterprise Risk Management Integrated Framework; l ERM contiene alcune sezioni dell Internal Control-Integrated Framework e lo incorpora integralmente come riferimento. Pag. 8
9 COBIT - SOX Per fornire quindi una risposta alla necessità di dettagliare maggiormente gli aspetti sul controllo IT rispetto allo schema proposto dal COSO, l ITGI (IT Governance Institute) ha avviato un gruppo di lavoro avente l obiettivo di emanare delle linee guida sulla tematica dei controlli IT, come parte integrante delle loro attività di valutazione della conformità alla normativa SOX (Sarbanes-Oxley Act, section luglio US legislation). Il primo risultato del gruppo di lavoro si è sostanziato nel documento IT Control Objectives for Sarbanes Oxley, (aprile 2004) Le attività sono proseguite anche successivamente, per raccogliere le esperienze che nel frattempo venivano dall applicazione sul campo, fino alla pubblicazione del documento IT Control Objectives for Sarbanes Oxley 2nd edition, (settembre 2006). Pag. 9
10 Riferimenti per il DP (1/5) Ambiente di Controllo: I sistemi Informativi Gestione integrata dei processi aziendali; certificabilità del dato prodotto dai sistemi informativi; soluzioni di monitoraggio della compliance alle normative interne ed esterne. L utilizzo di sistemi informativi ERP (Enterprise Resource Planning) abilita una gestione strutturata ed integrata (da parte di tutte le unita organizzative) degli eventi aziendali, garantendo al tempo stesso la tracciabilità di ogni singolo passo di processo: ciò rappresenta, con riferimento agli adempimenti contabili, un elemento imprescindibile per poter attuare i controlli circa la corretta applicazione di principi e procedure amministrative. Pag. 10
11 Riferimenti per il DP (1/5) Ambiente di Controllo: rappresenta l ambiente (elemento della cultura aziendale) che determina il livello di sensibilità del personale alla necessità di controllo e include i seguenti elementi: filosofia e stile gestionale del Management; integrità, valori etici e competenza del personale; modalità di delega, organizzazione e sviluppo professionale; capacità di indirizzo e guida dell alta direzione, Pag. 11
12 La valutazione dei Rischi Riferimentio per il DP (2/5) Ogni società deve dotarsi di procedure per valutare tutti i rischi potenziali che possono minare il raggiungimento degli obiettivi aziendali (attività di risk assessment); in particolare la valutazione dei rischi deve essere condotta sia a livello societario complessivo (a livello di entità) sia a livello di specifico processo. Nel primo ambito rientrano in particolare, con riferimento all informativa finanziaria, i rischi di frode, che possono peraltro coinvolgere il management aziendale (management override), ed i rischi di non corretto funzionamento dei sistemi informatici. A livello di processo i rischi connessi all informativa finanziaria (sottostima, sovrastima delle voci, non accuratezza dell informativa, etc.) vanno analizzati a livello delle singole attività elementari che compongono i processi. Pag. 12
13 Attività di Controllo Riferimenti per il DP (3/5) E necessario prevedere una serie di attività di controllo che possono essere implementate in una organizzazione, quali ad esempio: controlli specifici a livello di processo, effettuati nello svolgimento delle attività operative e che hanno, quindi, l obiettivo di prevenire, individuare o portare alla correzione di errori/irregolarità; controlli di tipo generale, che sono normalmente elementi strutturali del sistema di controllo, quali, ad esempio, la segregazione dei compiti tra loro incompatibili, i controlli generali sui sistemi informatici, ecc. Pag. 13
14 Riferimenti per il DP (4/5) Informazione e Comunicazione rappresenta il principio in base al quale le informazioni pertinenti devono essere individuate e diffuse nei modi e nei tempi appropriati per consentire alle persone di assolvere le proprie responsabilità. Il Management deve comunicare in modo chiaro a tutto il personale l importanza che assumono le singole attività aziendali sul sistema di controllo interno. Si tratta di una componente trasversale alle altre componenti del controllo interno. Pag. 14
15 Monitoraggio Riferimenti per il DP (5/5) consiste nel monitoraggio del Sistema di Controllo Interno, al fine di valutare nel tempo la qualità della sua performance attraverso attività di supervisione continua e/o valutazioni periodiche. Pag. 15
16 Analogie con altre norme e standard Legge 231/01 Il Decreto Legislativo 8 giugno 2001, n. 231, recante Disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni anche prive di personalità giuridica, a norma dell art. 11 della legge 29 settembre 2000, n. 300 ha introdotto per la prima volta nel nostro ordinamento la responsabilità in sede penale degli enti, che si aggiunge a quella della persona fisica che ha realizzato materialmente il fatto illecito. Riferimento: Linee guida per la costruzione dei modelli di organizzazione, gestione e controllo ex d. lgs. n. 231/2001 della Confindustria, aggiornato al Marzo 2008 Pag. 16
17 Legge 231/01: Analogie con altre norme e standard 1. Identificazione dei rischi 2. Progettazione del sistema di controllo a. Codice etico b. Sistema organizzativo c. Procedure d. Controlli e. Formazione e comunicazione L organismo di Vigilanza Pag. 17
18 Analogia con altre norme e standard 18 D. lgs. 196/03 Codice in materia di protezione dei dati personali, comunemente detto Privacy Disciplinare tecnico, allegato B, 29 Misure minime Classificazione dei dati: Comuni Sensibili Giudiziari Analisi dei rischi 2011 Verona 2 Natale Prampolini Pag. 18
19 Analogia con altre norme e standard 19 ITIL v.3 (e v.2) La best practice ITIL v3 è relativa all esercizio dei Sistemi Informativi. Può essere utilizzata principalmente per gestire e monitorare i processi relativi a: - gestione dei cambiamenti (change management); - test e rilascio degli aggiornamenti; - supporto agli utenti; - esercizio dei sistemi; - gestione dei problemi e degli incidenti Verona 2 Natale Prampolini Pag. 19
20 ISO/IEC 20000: Processi di gestione dei servizi informativi Verona 2 Natale Prampolini Pag. 20
21 End User Computing 21 Grande attenzione ai sistemi di Informatica Individuale Le caratteristiche peculiari di tali strumenti di calcolo sono: - coincidenza tra lo sviluppatore e l utilizzatore finale; - maggiore suscettibilità agli errori; - possibilità di effettuare trattamento di dati in modo non formalizzato; - controllo logico degli accessi poco strutturato o assente; - bassa ripercorribilità degli sviluppi evolutivi o manutentivi effettuati; - scarso livello di documentazione Verona 2 Natale Prampolini Pag. 21
22 Analogia con altre norme e standard 22 SAS 70: uno standard di audit A) Report type I che include una descrizione del sistema dei controlli dell azienda e l opinione dell auditor indipendente riguardo: - la copertura degli obiettivi di controllo dichiarati da parte del modello dei controlli aziendali. B) B) Report type II che include il Report type I e il test dell efficacia dei controlli in un arco temporale (da un minimo di 6 mesi all intero periodo di bilancio) per fornire una ragionevole, ma non assoluta assicurazione, che gli obiettivi di controllo siano stati raggiunti. ISO19011 è lo standard per condurre visite ispettive ISO 2011 Verona 2 Natale Prampolini Pag. 22
23 Approccio per Settori industriali FINANZA: conservativo 24x7 Business Critical, quasi Mission Critical TELCO: tecnologico 24x7 Mission Critical GOVERNO: paziente 24x7 ideale per i cittadini, 20x6 sufficiente GRANDI IMPRESE: pianificazione B2B Business Critical, 23x7? MEDIA, T&T, Utilities: il Mercato decide 24x7 Business Critical, Mission Critical PMI: prudenti 23x7 va bene SOHO: è presto... No One Size Fits All No Silver Bullet Roma Natale Prampolini Pag. 23
Vigilanza sull Informativa finanziaria
Vigilanza sull Informativa finanziaria a cura di Piera Braja per il Comitato Pari Opportunità dell ODCEC di Torino Comitato Pari Opportunità Gruppo di Lavoro L. 120/2011 Quadro normativo di riferimento
Compliance in Banks 2010 La sfida di integrazione dei controlli interni
Compliance 2010 La sfida di integrazione dei controlli interni Compliance in Banks 2010 La sfida di integrazione dei controlli interni Claudio Cola Roma, 12 Novembre 2010 www.assoaicom.org LA FUNZIONE
L evoluzione del modello dei controlli interni sull Information Tecnology
L evoluzione del modello dei controlli interni sull Information Tecnology L esperienza Eurizon Financial Group Bruno Ferrari Indice 1. Esigenze normative 2. Modello emergente ed evoluzione del ruolo 3.
L iter legislativo 1. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO CORSO DI REVISIONE CONTABILE L. 262/2005
CORSO DI REVISIONE CONTABILE L. 262/2005 ALESSIO SILVESTRI Università di Pisa 1. IL QUADRO NORMATIVO DI RIFERIMENTO 2 2 L iter legislativo la legge 262 del 28 dicembre 2005 (riforma sul risparmio) ha introdotto
Approccio alla gestione del rischio
Patrocinio Il futuro dei sistemi di gestione, la nuova ISO 9001 per una qualità sostenibile Approccio pratico alla gestione del rischio Castel San Pietro Terme, 20 ottobre 2016 1 Agenda 1 ISO 9001:2015
Aspetti evolutivi dei sistemi di controllo: l'esperienza di BancoPosta e Poste Italiane
Aspetti evolutivi dei sistemi di controllo: l'esperienza di BancoPosta e Poste Italiane Milano 17 giugno 2008 Roberto Russo Responsabile Revisione Interna BancoPosta Versione:1.0. Premessa 2 L evoluzione
L evoluzione della Compliance in AXA Assicurazioni
L evoluzione della Compliance in AXA Assicurazioni Milano, 23 settembre 2009 1 S.Ciceri Compliance Officer L evoluzione della Compliance in AXA Assicurazioni Agenda 1. Il Gruppo AXA 3 2. La funzione di
A12 91 QUADERNI DI DIRITTO ED ECONOMIA DELLE COMUNICAZIONI E DEI MEDIA
QUADERNI DI DIRITTO ED ECONOMIA DELLE COMUNICAZIONI E DEI MEDIA per la Facoltà di Giurisprudenza dell Università LUMSA Libera Università Maria SS. Assunta 5 A12 91 Federico Maurizio d Andrea LA SOCIETÀ
Risultati attività piano di rientro BHW Bausparkasse AG. Consulente: Daniele De Felice
Risultati attività piano di rientro 2015 BHW Bausparkasse AG Consulente: Daniele De Felice Data: 16/06/2015 Introduzione Il presente documento descrive le attività svolte durante la terza fase del piano
Studio Guggino e Newtonpartner S.r.l. un team di professionisti al servizio della Vostra Azienda
Studio Guggino e Newtonpartner S.r.l. un team di professionisti al servizio della Vostra Azienda Per arrivare dove gli altri non arrivano dobbiamo fare cose che gli altri non fanno www.sas70.it MISSION
Risk Governance: disegno e funzionamento
Risk Governance: disegno e funzionamento Enzo Rocca Vice Direttore Generale Credito Valtellinese ABI Basilea 3, 27-28 Giugno 2013 Partecipazione attiva al processo decisionale Le banche che hanno meglio
LA GOVERNANCE NELLE SOCIETA QUOTATE
LA GOVERNANCE NELLE SOCIETA QUOTATE Federica Nolli Presidente del Collegio Sindacale di Fiera Milano Spa; Partner di FP& Partners Consulenti di Direzione 2 Agenda Che cos è la Governance Governance come
Il D.Lgs. 231/2001 e l esperienza di Confindustria Bergamo. Stefano Lania Servizio Fiscale e Societario 13 Novembre 2013
Il D.Lgs. 231/2001 e l esperienza di Confindustria Bergamo Stefano Lania Servizio Fiscale e Societario 13 Novembre 2013 1 L approccio di Confindustria Confindustria ha avuto modo di fornire in diverse
Ing. Natale Prampolini
A Consultant Survival Guide, dalla Corporate alla PMI: come fare valutazioni, assessment, auditing, certificazioni, progetti e raccontarlo. Ing. Natale Prampolini LA ISO27001, CISA, CISM Business & Technology
FORMAZIONE AIEA. Milano, Novembre w w w. a i e a - f o r m a z i o n e. i t
FORMAZIONE AIEA Catalogo corsi 2017 Milano, Novembre 2016 w w w. a i e a - f o r m a z i o n e. i t Agenda STRUTTURA DELL OFFERTA FORMATIVA.. 3 OFFERTA CORSI: Corsi Area Certificazioni ISACA... 4 Corsi
Responsabilità della Direzione INDICE SCOPO CAMPO DI APPLICAZIONE RIFERIMENTI NORMATIVI FIGURE E RESPONSABILITÀ...
PROCEDURA GESTIONALE Pro231_02 Pagina 1 di 6 INDICE INDICE... 1 1 SCOPO... 2 2 CAMPO DI APPLICAZIONE... 2 3 RIFERIMENTI NORMATIVI... 2 4 FIGURE E RESPONSABILITÀ... 2 5 DEFINIZIONI... 2 6 MODALITÀ OPERATIVE...
Third Party Assurance Reporting
www.pwc.com Third Party Assurance Reporting AIEA Riccardo Crescini Agenda 1. Panoramica sugli ambiti di Third Party Assurance ( TPA ) 2. Principali standard SSAE16 & ISAE 3402 ISAE 3000 3. Trust Services
2.1 L associazione professionale 19. 2.2 Gli Standard professionali dell internal auditing 23. 2.3 Le competenze professionali 29
Prefazione di Vittorio Mincato XIII Introduzione 1 Ringraziamenti 5 Parte prima LA PROFESSIONE DI INTERNAL AUDITING 1 La definizione di internal auditing 9 2I riferimenti della professione 19 2.1 L associazione
"Organizzazione del lavoro, Responsabilità amministrativa degli enti ed efficacia esimente ai sensi dell'art. 30 dlgs 81/08: l'importanza
Unindustria Bologna, 11 Febbraio 2015 "Organizzazione del lavoro, Responsabilità amministrativa degli enti ed efficacia esimente ai sensi dell'art. 30 dlgs 81/08: l'importanza dell'integrazione tra sistema
INTERNAL AUDIT. Giorgio Ventura CETIF, 22 giugno 2004
INTERNAL AUDIT Giorgio Ventura CETIF, 22 giugno 2004 La presentazione è stata realizzata da ENI ed è riservata esclusivamente ai soci CeTIF. La riproduzione e la diffusione anche parziale della stessa
Avv. Clara Cairoli - COTRAL S.p.A. - Roma
Il Sistema integrato dei controlli Avv. Clara Cairoli - COTRAL S.p.A. - Roma O tempora o mores - Novità in materia di responsabilità amministrativa delle persone giuridiche Roma, 6 giugno 2013 I PRINCIPI
Stato e Prospettive del Quadro dei Controlli Interni dell Azienda. Armando BOFFI Partner PRICEWATERHOUSECOOPERS
Stato e Prospettive del Quadro dei Controlli Interni dell Azienda Armando BOFFI Partner PRICEWATERHOUSECOOPERS Perché l attenzione sui controlli interni? 2 Corporate Governance e controllo interno negli
LINEE GUIDA PER IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E RISCHI BREMBO
LINEE GUIDA PER IL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO E RISCHI BREMBO Elaborato dal Comitato di Controllo Interno e Rischi G. Cavallini Presidente Comitato Controllo e Rischi Firma: Approvato dal Consiglio di
Processo di gestione del rischio d informazione finanziaria
Processo di gestione del rischio d informazione finanziaria Deltas S.p.A. La comunicazione finanziaria Sondrio, 9 marzo 2010 Agenda Vincoli di conformità alla L. 262/20005 Soluzioni operative Nuove sfide
GESTORE DEL SISTEMA QUALITA AZIENDALE
GESTORE DEL SISTEMA QUALITA AZIENDALE DESCRIZIONE SINTETICA GESTORE DEL SISTEMA QUALITA AZIENDALE Il gestore del è in grado di sviluppare ed implementare un funzionale all attuazione degli obiettivi strategici
L ORGANISMO DI VIGILANZA EX D. LGS. 231/2001
L ORGANISMO DI VIGILANZA EX D. LGS. 231/2001 A cura di Sonia Mazzucco Dottore Commercialista, Revisore Legale e Componente del CdA della Fondazione Centro Studi UNGDCEC Il D. Lgs. 231/2001, recante la
Introduzione. 1. Il processo di revisione contabile
Introduzione I. Le finalità el oggettodellarevisione... 3 II. I livelli di svolgimento della revisione.................... 4 III. I soggetti coinvolti: revisione interna e revisione indipendente esterna...........................................
La compliance integrata per la governance d impresa
Convegno Confindustria - Le moderne esigenze di compliance delle PMI La compliance integrata per la governance d impresa Direttore Master Auditing e controllo interno- Università di Pisa Membro del comitato
Legge sulla Tutela del Risparmio e Corporate Governance
Legge sulla Tutela del Risparmio e Corporate Governance 8 Legge sulla Tutela del Risparmio e Corporate Governance OBIETTIVI DELLA SESSIONE Legge 262/05: esigenze introdotte, responsabilità e punti d attenzione
COMPLIANCE PENALE Adozione ed Aggiornamento del Modello 231 Approccio Operativo
COMPLIANCE PENALE Adozione ed Aggiornamento del Modello 231 Approccio Operativo Avv. Luigi Pecorario Pagina2 La Compliance nel settore del diritto Penale, intesa come conformità alle disposizioni normative,
RIVIERA DELLE PALME S.C.R.L.
RIVIERA DELLE PALME S.C.R.L. Sede in San Benedetto del Tronto Viale delle Tamerici 5 Capitale Sociale versato Euro 120.000,00 Iscritto alla C.C.I.A.A. di ASCOLI PICENO Codice Fiscale e N. iscrizione Registro
Università di Macerata Facoltà di Economia
Materiale didattico per il corso di Internal Auditing Anno accademico 2010-2011 Università di Macerata Facoltà di Economia Obiettivo della lezione ERM - Enterprise Risk Manangement Per eventuali comunicazioni:
ATTIVITA DI CONFORMITA Relazione di Consuntivo Anno 2012
ATTIVITA DI CONFORMITA Relazione di Consuntivo Anno 2012 Indice I. Premessa... 3 II. Obiettivi... 3 III. Perimetro normativo di riferimento... 3 IV. Attività svolta... 4 4.1 Consulenza... 4 4.2 Controlli...
I REQUISITI INNOVATIVI DELLA ISO Alessandra Peverini Perugia 23 ottobre 2015
I REQUISITI INNOVATIVI DELLA ISO 9001 Alessandra Peverini Perugia 23 ottobre 2015 Le principali novità 1. Le relazioni fra l Organizzazione ed il contesto interno ed esterno 2. Le aspettative delle parti
Kit Documentale Qualità UNI EN ISO 9001:2015. Templates modificabili di Manuale, Procedure e Modulistica. Nuova versione 3.
Premessa Il sistema di gestione per la qualità conforme alla norma internazionale UNI EN ISO 9001:2015 dovrebbe essere implementato nell ordine di seguito indicato, che riporta le clausole della norma
3 Le verifiche nel corso dell esercizio di Giovanna Ricci e Giorgio Gentili
di Giovanna Ricci e Giorgio Gentili 3.1 Premessa L art. 37 del d.lgs. n. 39/2010 ha abrogato l art. 2409-ter c.c. relativo alle funzioni di controllo contabile, ora nuovamente denominato revisione legale,
Procedure relative al sistema di controllo interno sull informativa finanziaria
ALLEGATO RICHIESTE INSERITE NELLA SCHEDA DI CONTROLLO CON RIFERIMENTO AL CONTROLLO INTERNO SULL INFORMATIVA FINANZIARIA Premessa. Le risposte alle domande della presente sezione Controllo interno sull
Controlli ex L. 262/05: sinergie tra le funzioni di Dirigente Preposto e Audit - Il caso CREDEM
Controlli ex L. 262/05: sinergie tra le funzioni di Dirigente Preposto e Audit - Il caso CREDEM Milano : Maggio 2012 Matteo Bruschi Servizio AUDIT, Ufficio Audit Information Technology Insieme per un futuro
DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI SOCIETARI E RUOLO DEL REVISORE
Documento di ricerca n. 131-ter TEMATICHE DI INDIPENDENZA RELATIVE AI SERVIZI DIVERSI DALLA REVISIONE: SERVIZI RELATIVI AL SISTEMA DI CONTROLLO INTERNO DIRIGENTE PREPOSTO ALLA REDAZIONE DEI DOCUMENTI CONTABILI
Il Sistema di Controllo Interno
GRUPPO TELECOM ITALIA Il Sistema di Controllo Interno Definizione, attori e competenze Federico Maurizio d Andrea Indice Il sistema di controllo interno quale elemento della corporate governance I livelli
Diana Capone ABI - 30 ottobre 2008
Gli organi di governo e l armonizzazione dei flussi informativi in tema di controlli e rischi Diana Capone ABI - 30 ottobre 2008 Ratio della regolamentazione dei flussi informativi Le organizzazioni aziendali
La costruzione del Repository dei processi a supporto dello sviluppo organizzativo
La costruzione del Repository dei processi a supporto dello sviluppo organizzativo Banca Popolare di Milano Milano, 18 maggio 2004 Agenda La costruzione del Repository Gli obiettivi Perchè un Modello aziendale
Modello di organizzazione, gestione e controllo Parte speciale
Modello di organizzazione, gestione e controllo Parte speciale Delineazione delle attività preventive con riferimento ai reati - presupposto previsti applicabili dalla parte generale del Modello Approvazione
La Compliance e la Governance: un framework per la gestione integrata
La Compliance e la Governance: un framework per la gestione integrata M. Nicoletta De Bonis - Direttore Sviluppo Prodotti, Opentech Società di Servizi Certificata in Qualità per Tecnologia dell Informazione
Principi di revisione nazionali SA 250B e SA 720B
Roma, 4 marzo 2015 L adozione dei principi professionali in materia di revisione ISA Italia: quale ruolo nella regolamentazione del mercato dei servizi di revisione? Prof. Raffaele D Alessio (Presidente
Il Decreto Legislativo 231/2001 Modelli di organizzazione e di gestione
Il Decreto Legislativo 231/2001 Modelli di organizzazione e di gestione D. Lgs. 231/2001: modelli di organizzazione e di gestione Un modello di organizzazione e di gestione è: un complesso di regole, strumenti
SISTEMI DI GESTIONE INTEGRATI 231, Sicurezza, Ambiente e Qualità
Convegno di studio e approfondimento SISTEMI DI GESTIONE INTEGRATI 231, Sicurezza, Ambiente e Qualità Relatore: Giovanni Alibrandi ACQUI TERME, giovedì 27 novembre 2014 dalle ore 9:00 alle ore 13:00 L
INTERNAL AUDIT E SISTEMI DI CONTROLLO. A cura di Werther Montanari Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Verona
INTERNAL AUDIT E SISTEMI DI CONTROLLO A cura di Werther Montanari Dottore Commercialista e Revisore Contabile in Verona Negli ultimi anni, nel nostro paese il sistema di corporate governance è stato oggetto
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PER GLI ANNI 2014-2016 (P.T.T.I.)
PROGRAMMA TRIENNALE PER LA TRASPARENZA E L INTEGRITA PER GLI ANNI 2014-2016 (P.T.T.I.) DELLA SOCIETA ACSEL S.p.A. Predisposto dal Responsabile per la Trasparenza Adottato dal Consiglio di Amministrazione
Flussi Informativi da e verso l OdVl
Flussi Informativi da e verso l OdVl A cura di: Angelo Piazzolla Circolo della Stampa Milano, 20 maggio 2009 Organismo di Vigilanza Fondazione Monte dei Paschi di Siena Gruppo di Lavoro LUCIA FANTINI ROBERTO
Alta Formazione per il Collegio Sindacale. L impresa bancaria: i doveri e le responsabilità degli Organi di Vertice. Alta Formazione e Master
Alta Formazione e Master Edizione 5/2016 L impresa bancaria: i doveri e le responsabilità degli Organi di Vertice Alta Formazione per il Collegio Sindacale La Circolare 285 della Banca d Italia ha valorizzato
IL REFERENTE INTERNO PER LA FUNZIONE INTERNAL AUDITING - LINK AUDITOR
2017 IL REFERENTE INTERNO PER LA FUNZIONE INTERNAL AUDITING - LINK AUDITOR SP Consulting Srl www.spconsulting.name Chi siamo SP CONSULTING e IUS CONSULTING SP Consulting e IUS Consulting offrono consulenza
Coordinamento organizzativo nazionale dei Manager didattici per la qualità
Coordinamento organizzativo nazionale dei Manager didattici per la qualità Dr. Rosso Claudio Presidente AICQ Nazionale «La Certificazione delle Competenze dei Manager Didattici per la Qualità» Indice 01.
Rispetto dei requisiti di legge per le Dichiarazioni di Conformità e i Protocolli di Ispezione dei modelli di certificazione.
Rispetto dei requisiti di legge per le Dichiarazioni di Conformità e i Protocolli di Ispezione dei modelli di certificazione Italo Vailati Desenzano 26 giugno 2013 1 Sommario Requisiti di legge Dichiarazioni
Andaf Riproduzione riservata
Terrorismo internazionale Etica Globalizzazione Operazioni straordinarie Mercati Tecnologie Relazioni internazionali Evoluzione normativa Business & strategie Finanziari Contabili Strategici Operativi
PIANIFICAZIONE STRATEGICA REDAZIONE, VERIFICA, APPROVAZIONE STATO DELLE REVISIONI
REDAZIONE, VERIFICA, APPROVAZIONE REDAZIONE VERIFICA APPROVAZIONE RGQ RGQ DG STATO DELLE REVISIONI REV. N. REVISIONATI DESCRIZIONE REVISIONE DATA 0 - Prima Emissione 31.01.2006 1 Eliminazione ALL. N. 3
CENTRALITA E FUNZIONE DI CONTROLLO DELL ODV NEI GRUPPI SOCIETARI: LA POSIZIONE DI LOTTOMATICA
CENTRALITA E FUNZIONE DI CONTROLLO DELL ODV NEI GRUPPI SOCIETARI: LA POSIZIONE DI LOTTOMATICA Avv. Maurizio Rubini Compliance Officer Lottomatica Group S.p.A. Slide 61 Il D. Lgs. 231 e i gruppi di società
STRUMENTI TECNICI A SUPPORTO DELLA REVISIONE
ALLEGATO IV - BOZZA - STRUMENTI TECNICI A SUPPORTO DELLA REVISIONE STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE E GESTIONE DELLA REVISIONE A supporto dell attività di revisione, Deloitte utilizza un software specifico
Percorso professionalizzante Internal audit in banca
www.abiformazione.it Percorso professionalizzante Internal audit in banca Internal audit / Corsi Professionalizzanti Gli specialisti della Funzione Internal Audit operanti presso le banche e gli intermediari
IL REVISORE DEGLI ENTI LOCALI E IL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI. Torino, 23 aprile 2013 IL BILANCIO CONSOLIDATO DEGLI ENTI LOCALI.
IL REVISORE DEGLI ENTI LOCALI E IL SISTEMA DEI CONTROLLI INTERNI Torino, 23 aprile 2013 IL BILANCIO CONSOLIDATO DEGLI ENTI LOCALI Maurizio TONINI 1 NORMATIVA DI RIFERIMENTO L. 5 maggio 2009, n. 42 D. Lgs.
Unione dei Comuni Marghine
Unione dei Comuni Marghine DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE n. 14 del 07.06.2016 OGGETTO: Approvazione dello schema di bilancio di previsione finanziario 2016-2018 e dell aggiornamento del
ASSIREVI. I principi di revisione ISA Italia: la nuova relazione di revisione
I principi di revisione ISA Italia: la nuova relazione di revisione Roma, 4 marzo 2015 Relatore Luisa Polignano, Responsabile Gruppo di Ricerca Principi di Revisione Assirevi Agenda Ø Principi di revisione
L orientamento della cultura aziendale verso gli obiettivi di compliance.
L orientamento della cultura aziendale verso gli obiettivi di compliance. La leva della formazione per promuovere una cultura improntata ai principi di onestà, correttezza e rispetto delle norme Carlo
Modello Organizzativo D.Lgs 231/01. di Poste Italiane
Modello Organizzativo D.Lgs 231/01 di Poste Italiane Roma 14 dicembre 2005 Dott.ssa Dittmeier 1 Il Modello Organizzativo D.Lgs. 231 quale sistema di controllo interno Il Modello di Organizzazione Gestione
Politica Aziendale Modello Organizzativo 231
PROCEDURA GESTIONALE PAMO 231 Pagina 1 di 6 INDICE 1 SCOPO... 2 2 CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 3 RIFERIMENTI NORMATIVI... 3 4 FIGURE E RESPONSABILITÀ... 3 5 DEFINIZIONI... 3 6 CARATTERISTICHE DELLA POLITCA
GIORNATA DELLA TRASPARENZA 2014
GIORNATA DELLA TRASPARENZA 2014 D.Lgs 33/2013, art.10 comma 6 Arezzo, 18 dicembre 2014 La Giornata della Trasparenza nel quadro normativo La realizzazione della Giornata della Trasparenza è un adempimento
I contenuti e i vantaggi della certificazione ISO 50001 in relazione agli obblighi del Dlgs 102/2014
Per una migliore qualità della vita I contenuti e i vantaggi della certificazione ISO 50001 in relazione agli obblighi del Dlgs 102/2014 Alessandro Ficarazzo Certiquality 12 febbraio 2015 QUALITY ENVIRONMENT
Sistemi informativi in ambito sanitario e protezione dei dati personali
Sistemi informativi in ambito sanitario e protezione dei dati personali Il provvedimento del Garante del 4 giugno 2015, n. 331, Linee guida sul dossier sanitario elettronico Seminario di formazione 4 dicembre
SELEZIONI DEL PERSONALE CHIUSE
Addetto di Segreteria E' una figura professionale specializzata nelle attività di segreteria. 10012011 31012011 5 1.200 Addetto Senior Comunicazione Istituzionale E' una figura professionale che opera
AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO
AMMINISTRAZIONE, FINANZA E CONTROLLO Con riferimento all Ordine di Servizio n. 23 del 07.07.2015, in relazione al progetto di progressiva centralizzazione dei servizi amministrativi e delle attività di
