ROTAZIONI OTTICHE DICOMPOSTI CHIRALI
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- Giuliana Pagano
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1 Corso di Chimica Organica: 6 a esperienza di laboratorio : ROTAZIONI OTTICHE DICOMPOSTI CHIRALI Anno accademico 2011/2012
2 PRINCIPI GENERALI Un atomo di carbonio legato a 4 gruppi diversi è un centro stereogeno o stereocentro. Una molecola chirale non presenta né un piano, né un centro di simmetria e non è sovrapponibile alla propria immagine speculare.
3 Due stereoisomeri le cui immagini speculari non sono fra loro sovrapponibili sono enantiomeri. Due enantiomeri differiscono solamente nelle proprietà direzionali(o chirali), come ad esempio la capacità di ruotare il piano della luce polarizzata questi composti vengono perciò detti otticamente attivi. Sono diastereoisomeri, due stereoisomeri che non sono enantiomeri. I diastereoisomeri hanno proprietà chimico fisiche diverse. Uno stereocentro può avere configurazione R o S. H COOH * OH OH * COOH H acido (2R,3R) tartarico
4 ATTIVITÀ OTTICA: IL POLARIMETRO Il polarimetro è uno strumento in grado di misurare il potere ottico rotatorio di una soluzione ed è utilizzato per il riconoscimento di enantiomeri nei composti chirali. APPLICAZIONI: consente di misurare la concentrazione e la purezza di sostanze organiche come oli, sostanze zuccherine, sostanze alimentari etc.
5 Laluce,prodottada una sorgentecostituitada una lampadaaivaporidisodio,inbasealla teoria ondulatoria si propagherà su diversi piani lungo la direzione di propagazione. La radiazione luminosa così generata viene fatta passare attraverso un polarizzatore, materiale che lascia passare un unico piano di polarizzazione. Un secondo polarizzatore, detto analizzatore, viene allineato in modo tale che sia perpendicolare al primo filtro polarizzatore la luce giungerà quindi all osservatore che vedrà il campo buio.
6 La sorgente di luce proietta su una lente condensatrice passa attraverso un filtro colorato e poi sul filtro polarizzatore. A questo punto il fascio di luce polarizzata passa attraverso il piano a mezza onda che scompone la luce in 3 campi il fascio illuminante inciderà poi sul campione e attraverserà il filtro analizzatore. OP direzione del piano di vibrazione del campo bipartito OX direzione di vibrazione del filtro analizzatore OP direzione del piano di vibrazione del campo tripartito AA direzione di vibrazione del filtro polarizzatore Ruotare il goniometro di un angolo αper tornare alla condizione Iniziale dove il campo è completamente illuminato.
7 Quando una sostanza chirale viene posta fra i due polarizzatori si osserverà una rotazione del piano della luce incidente e si osserverà perciò un variazione nella luce all uscita dell analizzatore. Le tre diverse situazioni sono qui sotto mostrate: Posizione 0 o sostanza achirale campo illuminato Girare verso sx il goniometro Girare verso dx il goniometro L angolo di rotazione dell analizzatore è la rotazione osservata (α) del campione. Se il campione provoca una rotazione della luce polarizzata verso destra il campione viene detto destrorotatorio, altrimenti è detto levorotatorio. L entità di rotazione del piano della luce polarizzata dipende dal numero di molecole con le quali essa interagisce, quindi dalla concentrazione del campione e dalla lunghezza del cammino ottico: Dove C è la concentrazione in g/ml, l è la lunghezza del cammino ottico in dm e α è la rotazione osservata.
8 [α] λ t è invece la rotazione specifica, ovvero un valore standardizzato per confrontare l attività ottica di diverse sostanze otticamente attive L apice t ed il pedice λindicano che la rotazione ottica è legata alla temperatura e alla lunghezza d onda. Per misurare la rotazione osservata si utilizza poi un goniometro ruotare il filtro analizzatore fino ad ottenere un campo visivo uniforme (situazione iniziale).
9 PROTOCOLLO 1 Avvinare la cella con acqua o etanolo a seconda della molecola da analizzare. Preparare: Una soluzione di acido (2R,3R) tartarico pesare 1.5 g e scioglierli in 15mL di acqua che saranno usati per riempire la cella per la misura al polarimetro (Gruppi pari). Riempire la cella polarimetrica con la soluzione appena preparata. Oppure: Una soluzione di (1R, 2S, 3R) mentolo pesare 1.5 g e scioglierli in 15mL di etanolo che saranno usati per riempire la cella per la misura al polarimetro (Gruppi dispari). Riempire la cella polarimetrica con la soluzione appena preparata. Calcolare la concentrazione della soluzione così preparata sapendo che e [α] C = +12 xml x(g xdm) -1 acido (2R, 3R)tartarico [α] C = -50 xml x(g xdm) -1 acido (1R,2S, 5R)mentolo l = 1dm
10 Idrolisi acida del saccarosio PROTOCOLLO 2 Preparare 15mL di una soluzione di saccarosio al 5%. Aggiungere 1.5mL di soluzione di acido al 10% (che troverete sul banco) e ponete la provetta in acqua bollente per 30minuti. Riempire la cella polarimetrica con la soluzione ottenuta dopo raffreddamento. HCl + Saccarosio Glucosio Fruttosio Nel frattempo effettuate una lettura di una soluzione di saccarosio al 5% (già pronta) in una cella polarimetrica (di l=2 dm). Di ogni soluzione determinare la rotazione osservata e nella relazione evidenziare le differenze. N.B.: attenzione a non rompere le celle per la misura perché sono contate!! Testare la tenuta delle celle per la misura aggiungendovi acqua attenzione poi a coprire la cella con il vetrino senza fare bolle!!
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