LE DIAGNOSI INFERMIERISTICHE
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- Dino Fontana
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1 LE DIAGNOSI INDICAZIONI ALL UTILIZZO NELLA PRATICA ASSISTENZIALE DI ROSITA MORCELLINI E FLAVIA FORTUNATI La crescente informatizzazione dei dati delle persone assistite richiede una standardizzazione del linguaggio per la descrizione dei problemi. Le diagnosi infermieristiche rispondono a questa esigenza e aiutano a chiarire lo scopo della pratica infermieristica attraverso la descrizione di condizioni che gli infermieri possono trattare autonomamente. Le diagnosi infermieristiche mettono in evidenza il ragionamento diagnostico e il processo decisionale, fornendo una terminologia consistente e universale all interno del mondo infermieristico nei diversi contesti lavorativi (ospedali, cliniche, ambulatori e libera professione). Tutto questo ha ripercussioni positive e documentate sulle pratica, sulla formazione e sulla ricerca infermieristica. Aiuta inoltre la comunicazione fra professioni sanitarie diverse e con gli utenti stessi; migliorando le performance, contribuisce a contenere i costi dell'assistenza sanitaria. Fornisce un importante indice di qualità richiesto dalle più prestigiose agenzie di accreditamento delle organizzazioni sanitarie. Dimostrare l unicità e la specificità dell assistenza infermieristica passa anche attraverso l utilizzo di un linguaggio proprio, codificato, che nel tempo, assumendo regole e principi ben precisi, si identifica in una tassonomia. Formulare diagnosi infermieristiche precise richiede conoscenze e pratica; il processo della formulazione di diagnosi infermieristiche presenta una certa difficoltà in quanto richiede agli infermieri di tentare di diagnosticare delle risposte umane. Dato che gli esseri umani sono unici, complessi e in continuo cambiamento, i tentativi di classificare tali risposte risultano laboriosi. Gli infermieri sono consapevoli che l autonomia raggiunta deve tradursi in qualità delle prestazioni auto ed eterovalutate e in qualità percepita dall utenza. Da qui l esigenza che gli stessi producano documentazione di ciò che fanno e ancora prima del quadro concettuale all interno del quale collocano la riflessione e la decisione che procedono l azione. PREMESSA
2 professioneinfermiereumbria4/ professioneinfermiereumbria4/06 CHE COSA SONO LE DIAGNOSI LA STORIA IL PRESENTE E IL FUTURO Per diagnosi infermieristica, la NANDA (North American Nursing Diagnosis Association) intende un giudizio clinico sulle risposte date dall'individuo, dalla famiglia o dalla società ai problemi di salute e ai processi vitali, reali o potenziali. La diagnosi infermieristica fornisce le basi per effettuare una scelta degli interventi assistenziali infermieristici che porteranno al conseguimento degli obiettivi dei quali è responsabile l'infermiere. Le diagnosi infermieristiche costituiscono, dunque, la base su cui selezionare gli interventi per raggiungere gli obiettivi di assistenza stabiliti. La prima a parlare di diagnosi infermieristica fu Virginia Fry in un articolo apparso nel 1953 su una rivista specializzata. Il concetto tardò ad affermarsi soprattutto perchè si riteneva che la diagnosi fosse attività peculiare della professione medica. Nel 1973 l Associazione Americana degli Infermieri ANA (American Nurses Association) approvò l adozione delle diagnosi infermieristiche. Quello stesso anno, infermieri clinici, educatori, ricercatori e teorici di ogni area della pratica si coalizzarono per dare una definizione alle condizioni normalmente osservate nella pratica assistenziale. Da allora, la NANDA si costituì come istituzione ufficiale per la promozione, la revisione e come punto di raccolta ed elaborazione delle diagnosi infermieristiche utilizzate dagli infermieri nella pratica assistenziale. I membri della NANDA si riuniscono ogni due anni. L elenco attuale è composto da 167 diagnosi, ma sarà senza dubbio ampliato mano mano che gli infermieri esploreranno ampiezza e profondità della pratica infermieristica. Con l espandersi dell elenco delle diagnosi, la NANDA ha sviluppato un sistema di classificazione, o tassonomia per organizzare le denominazioni diagnostiche. La tassonomia attuale (Tassonomia II) rappresenta il prodotto finale di questo lungo percorso. Quello proposto dalla NANDA non è l'unico sistema di classificazione standardizzato introdotto nella pratica infermieristica. Ricordiamo, brevemente, l'icnp, classificazione proposta dall'international Nursing Council e la NDEC (Nursing Diagnosis Extension and Classification). Tuttavia, sono sempre più numerosi le ricerche accreditate, in campo infermieristico, che si appoggiano sulle diagnosi infermieristiche nordamericane. Nell inserto di seguito proponiamo un elenco recente di tale classificazione. In questo momento esistono tentativi a livello internazionale per uniformare il linguaggio dell assistenza infermieristica utilizzando non soltanto le diagnosi della NANDA, ma anche una classificazione degli interventi infermieristici - Nursing Interventions Classification (NIC) e dei risultati - Nursing Outcomes Classification (NOC). Mentre da un decennio le diagnosi infermieristiche NANDA fanno parte dei programmi di studio universitari per gli studenti infermieri e trovano applicazione anche in diverse realtà cliniche, le tassonomie NOC e NIC sono state proposte in lingua italiana solo di recente. Riunire i tre sistemi di classificazione NANDA, NOC e NIC in un unica tassonomia è l obiettivo che attualmente si propongono l Associazione NANDA e l Università dello Iowa. Il programma così unificato ha già un nome: NNN (3N). Inoltre La NANDA sta lavorando con l ANA e altre organizzazioni per includere la tassonomia in altri sistemi di classificazione, per esempio nella World Health Organization International Classification of Disease (ICD). Gli articoli relativi alle diagnosi NANDA sono al momento indicizzati nel Cumulative Index of Nursing and Allied Health e presso la National Library of Medicine Medical Metathesaurus for a Unified Medical Language. A livello internazionale sono state mosse alcune critiche, specialmente a diagnosi che descrivono fenomeni di dubbia attribuzione alla competenza esclusiva della professione infermieristica: si pensi, per fare qualche esempio, a Riduzione della gittata cardiaca e a Inefficace perfusione tissutale. A questo proposito, un importante contributo alla definizione dei diversi tipi di fenomeni che interessano gli infermieri è fornito dal modello bifocale di assistenza infermieristica di L.J. Carpenito, secondo il quale gli infermieri hanno la responsabilità e dispongono delle competenze necessarie per occuparsi non solo di diagnosi infermieristiche, ma anche di problemi collaborativi, cioè di condizioni degli assistiti che sono direttamente correlate a problemi medici e che vanno trattate in stretta collaborazione con la professione medica. Questo inserto riguarda solo le diagnosi infermieristiche della NANDA International ma, se il lettore volesse approfondire la conoscenza sul modello bifocale si consiglia la lettura del il libro di L.J. Carpenito: Assistenza Infermieristica e documentazione, riportato in bibliografia. Per concludere, i tempi in cui viviamo chiedono alla professione infermieristica e alle altre professioni sanitarie di conciliare meglio possibile l impegno e l efficacia nei confronti del singolo assistito con le esigenze di efficienza complessiva del sistema. Avere la massima chiarezza sul proprio campo di responsabilità e utilizzare un linguaggio che esprime bene i fenomeni di cui ci si interessa in virtù di competenze specifiche può contribuire al raggiungimento di tale obiettivo e aumentare il grado di considerazione sociale per questa professione.
3 professioneinfermiereumbria4/ professioneinfermiereumbria4/06 COME USARE QUESTE SCHEDE DOVE COLLOCARE LE DIAGNOSI NEL PROCESSO DI ASSISTENZA Nell inserto viene riportata la classificazione sviluppata da NANDA International e denominata Tassonomia II, con la sua struttura multiassiale e i suoi tre livelli: domini, classi e diagnosi infermieristiche. La collocazione delle diagnosi nelle rispettive classi e domini contribuisce a far comprendere la loro natura e i loro rapporti reciproci. Gli assi aiutano a formulare la diagnosi tenendo conto di molte variabili: il concetto diagnostico ed eventuali descrittori, il tempo (un fenomeno può essere per esempio acuto o cronico), l unità di assistenza (persona, famiglia, gruppo, comunità), l età e lo stato di salute dell utente, la topologia (parti/regioni del corpo interessate da un certo fenomeno). L asse del concetto diagnostico consente, tra l altro, di rilevare l ampiezza dei fenomeni di salute costituenti il campo di interesse infermieristico, che include l adattamento come la comunicazione verbale, il dolore e la mobilità come l immagine corporea, l autostima come la cura di sé nelle attività quotidiane e così via. ACCERTAMENTO O RACCOLTA DATI DEFINIZIONE DELLE DIAGNOSI STABILIRE OBIETTIVI DI RISULTATO PIANIFICAZIONE DELLE ATTIVITÀ TASSONOMIA II DOMINI, CLASSI, DIAGNOSI DOMINIO 1 - PROMOZIONE DELLA SALUTE Consapevolezza di star bene e di avere una funzionalità normale e strategie utilizzate per mantenere il controllo di tali benessere e funzionalità e per migliorarli. Consapevolezza della salute Riconoscimento della funzionalità e del benessere normale. Gestione della salute Identificazione, controllo, svolgimento e integrazione delle attività volte a mantenere la salute e il benessere Efficace gestione dei regime terapeutico Inefficace gestione dei regime terapeutico Inefficace gestione dei regime terapeutico (famiglia) Inefficace gestione del regime terapeutico (comunità) Comportamenti volti a migliorare la salute Inefficace mantenimento della salute Compromessa gestione della casa Disponibilità a migliorare la gestione dei regime terapeutico Disponibilità a migliorare la nutrizione DOMINIO 2 - NUTRIZIONE Attività dell'assumere assimilare e utilizzare i nutrienti allo scopo di mantenere e riparare i tessuti e di produrre energia. Questo inserto, che è pensato per essere staccato e utilizzato in formato tascabile, può accompagnare tutti gli infermieri: VALUTAZIONE DEI RISULTATI nell utilizzo quotidiano del processo di assistenza infermieristica in tutte le sue fasi, come indicato dal Profilo professionale dell Infermiere (D.M. 739/94); nella redazione e nell applicazione sistematica a ogni persona assistita di un piano di assistenza personalizzato, così come previsto dalla Legge 251/2000 art. 1; nell adozione di uno strumento operativo dell assistenza quale la documentazione infermieristica, costruita secondo un modello teorico assistenziale, al fine di documentare tutte le decisioni e le prestazioni infermieristiche. Ingestione Introdurre cibo o nutrienti nell organismo Inefficace modello di alimentazione del bambino Compromissione della deglutizione Nutrizione squilibrata: inferiore al fabbisogno Nutrizione squilibrata: superiore al fabbisogno Rischio di nutrizione squilibrata: superiore al fabbisogno Digestione Le attività fisiche e chimiche che trasformano generi alimentari in sostanze idonee a essere assorbite e assimilate. Assorbimento L'atto di far passare i nutrienti attraverso i tessuti dell organismo. Metabolismo I processi chimici e fisici che si svolgono negli organismi viventi e nelle cellule per lo sviluppo e l utilizzo del protoplasma, la produzione di scorie e di energie, con il rilascio di energia per tutti i processi vitali.
4 professioneinfermiereumbria4/ professioneinfermiereumbria4/06 CLASSE 5 Idratazione L'assunzione e l'assorbimento di liquidi ed elettroliti. DOMINIO 3 - ELIMINAZIONE Secrezione ed escrezione di scorie dall'organismo. Sistema urinario Il processo di secrezione ed escrezione delle urine. Sistema gastrointestinale Escrezione ed espulsione di scorie dall intestino. Sistema tegumentario Processo di secrezione ed escrezione attraverso la cute. Sistema Polmonare Rimozione di prodotti secondari dei processi metabolici, di secrezioni e di materiale estraneo dai polmoni o dai bronchi Insufficiente volume di liquidi Rischio di insufficiente volume di liquidi Eccessivo volume di liquidi Rischio di squilibrio nel volume di liquidi Disponibilità a migliorare il bilancio idrico Compromessa eliminazione urinaria Ritenzione urinaria Incontinenza urinaria totale Incontinenza urinaria funzionale Incontinenza urinaria da sforzo Incontinenza urinaria da urgenza Incontinenza urinaria riflessa Rischio di Incontinenza urinaria da urgenza Disponibilità a migliorare l'eliminazione urinaria Incontinenza fecale Diarrea Stipsi Rischio di stipsi Stipsi percepita Compromissione degli scambi gassosi Attività/Esercizio fisico Muovere parti del corpo (mobilità), fare un lavoro o compiere azioni spesso (ma non sempre) contro resistenza. Bilancio energetico Dinamico stato di armonia tra apporto e consumo di risorse. Risposte cardiovascolari/polmonari Meccanismi cardiopolmonari che sostengono l'attività/riposo Rischio di sindrome da immobilizzazione Compromissione della mobilità Compromissione della mobilità nel letto Compromissione della mobilità con sedia a rotelle Compromessa capacità di trasferimento Compromissione della deambulazione Insufficienza di attività diversive Deficit nella cura di sé: vestirsi/curare il proprio aspetto Deficit nella cura di sé: bagno/igiene personale Deficit nella cura di sé: alimentazione Deficit nella cura di sé: uso del gabinetto Ritardata guarigione chirurgica Disturbo del campo di energia Affaticamento Riduzione della gittata cardiaca Compromissione della ventilazione spontanea Modello di respirazione inefficace Intolleranza all'attività Rischio di intolleranza all'attività Risposa disfunzionale allo svezzamento dal ventilatore Inefficace perfusione tessutale (specificare il tipo: renale, cerebrale, cardiopolmonare, gastrointestinale, periferica) DOMINIO 5 - PERCEZIONE/COGNIZIONE Il sistema umano di elaborazione delle informazioni che comprende l'attenzione, l'orientamento, la sensazione, la percezione, la cognizione e la comunicazione. Attenzione Disponibilità mentale a notare o osservare Eminegligenza DOMINIO 4 - ATTIVITÀ/RIPOSO Produzione, conservazione, consumo e equilibrio delle risorse energetiche. Sonno/riposo Dormita, quiete, agio o inattività Disturbo dei modello di sonno Deprivazione di sonno Disponibilità a migliorare il sonno Orientamento Consapevolezza del tempo, dello spazio e delle persone. Sensazione/percezione Ricevere informazione attraverso i sensi del tatto, del gusto, dell'olfatto, dell'udito e della cinestesia e comprendere i relativi dati per nominare, asociare c/o riconoscere modelli Sindrome da compromessa interpretazione dell'ambiente Vagare Disturbo della percezione sensoriale (specificare: visiva, uditiva, cinestesica, gustativa, tattile, olfattiva)
5 professioneinfermiereumbria4/ professioneinfermiereumbria4/06 CLASSE 5 Cognizione Uso della memoria, dell'apprendimento, del pensiero, del problem-solving, dell'astrazione, del giudizio, dell'introspezione, delle capacità intellettive, del calcolo e del linguaggio. Comunicazione Inviare e ricevere informazioni verbali e non verbali Insufficiente conoscenza (specificare) Disponibilità a migliorare la conoscenza Confusione mentale acuta Confusione mentale cronica Compromissione della memoria Disturbo dei processi di pensiero Compromissione della comunicazione verbale Disponibilità a migliorare la comunicazione Relazioni familiari Associazioni di persone che hanno legami biologici o dovuti a scelte. Prestazioni di ruolo Qualità del funzionamento in modelli di comportamento socialmente attesi Interruzione dei processi familiari Disponibilità a migliorare i processi familiari Processi familiari disfunzionali: alcolismo Rischio di compromesso attaccamento genitore-bambino Allattamento al seno efficace Allattamento al seno inefficace Allattamento al seno interrotto Inefficaci prestazioni di ruolo Conflitto in rapporto al ruolo genitoriale Compromissione delle interazioni sociali DOMINIO 6 - AUTOPERCEZIONE Consapevolezza di sè. Concetto di Sé Le percezioni riguardanti il sé totale. Autostima Valutazione del proprio valore, capacità, significatività e successi. Immagine corporea Immagine mentale del propri corpo Disturbo dell'identità personale Senso di impotenza Rischio di senso di impotenza Mancanza di speranza Rischio di solitudine Disponibilità a migliorare il concetto di sé Autostima cronicamente scarsa Scarsa autostima situazionale Rischio di scarsa autostima situazionale Disturbo dell'immagine corporea DOMINIO 7 - RUOLI E RELAZIONI Connessioni o associazioni positive e negative tra persone o gruppi, e mezzi con cui si dimostrano tali connessioni. Ruoli del caregiver Modelli di comportamento socialmente attesi da persone che fanno assistenza e non sono professionisti sanitari Tensione nel ruolo di caregiver Rischio di tensione nel ruolo di caregiver Compromissione dei ruolo genitoriale Rischio di compromissione dei ruolo genitoriale Disponibilità a migliorare il ruolo genitoriale DOMINIO 8 SESSUALITÀ Identità sessuale, funzionalità sessuale, riproduzione. Identità sessuale Stato consistente nell'essere una specifica persona riguardo alla sessualità e/o genere. Funzionalità sessuale Capacità o abilità di partecipare ad attività sessuali Disfunzione sessuale Inefficace modello di sessualità Riproduzione Qualsiasi processo mediante il quale si generano nuove persone. DOMINIO 9 - COPING/TOLLERANZA ALLO STRESS Confrontarsi con processi o eventi della vita. Risposte post-traumatiche Reazioni che hanno luogo dopo un trauma risico o psichico. Risposte di coping Processo di gestione degli stress ambientali Sindrome da stress da trasloco Rischio di sindrome da stress da trasloco Sindrome da trauma da stupro 0144 Sindrome da trauma da stupro: reazione silenziosa Sindrome da trauma da stupro: reazione composta Sindrome post-traumatica Rischio di sindrome post-traumatica Paura Ansia Ansia di morte Afflizione cronica Negazione inefficace Lutto anticipato (segue)
6 professioneinfermiereumbria4/ professioneinfermiereumbria4/06 Stress neurocomportamentale Risposte comportamentali che riflettono la funzionalità del cervello e dei nervi Lutto disfunzionale Compromissione dell adattamento Coping inefficace Coping inadeguato della famiglia Coping compromesso della famiglia Coping difensivo Coping inefficace della comunità Disponibilità a migliorare il coping Disponibilità a migliorare il coping della famiglia Disponibilità a migliorare il coping della comunità Disriflessia Rischio di disriflessia Comportamento disorganizzato del bambino Rischio di comportamento disorganizzato del bambino Disponibilità a migliorare il comportamento organizzato del bambino DOMINIO 10 PRINCIPI DI VITA Principi che stanno alla base della condotta, del pensiero e dei comportamenti riguardanti gli atti, i costumi o le istituzioni viste come vere o aventi un valore intrinseco. Valori Identificazioni e classificazione delle modalità preferite di condotta o di condizioni finali. Convinzioni Opinioni, aspettative o giudizi riguardanti gli atti, i costumi o le istituzioni viste come vere o aventi un valore intrinseco. Congruenza tra valori, convinzioni e azioni La corrispondenza o l equilibrio che si è raggiunto tra i valori, le convinzioni e le azioni Disponibilità a migliorare il benessere spirituale Sofferenza spirituale Rischio di sofferenza spirituale Conflitto decisionale (specificare) Non adesione (specificare) DOMINIO 11 - SICUREZZA/PROTEZIONE Libertà da pericoli, lesioni fisiche o danni al sistema immunitario, difesa dalle perdite e protezione della sicurezza. Infezioni Risposte dell'ospite a seguito di un invasione di patogeni. Lesioni fisiche Danni o ferite al corpo. Violenza Esercitare forza o potere in eccesso provocando lesioni o abusi. Rischi ambientali Fonti di pericolo nell'ambiente circostante. Processi di difesa I processi mediante i quali il sé si protegge dal non sé. Termoregolazione Il processo fisiologico di regolazione del calore e dell'energia all'interno dell'organismo allo scopo di proteggerlo Rischio di infezione Compromissione della mucosa orale Rischio di lesione Rischio di lesione da posizionamento perioperatorio Rischio di cadute Rischio di trauma Compromissione dell'integritá cutanea Rischio di compromissione dell'integrità cutanea Compromissione dell'integrità tessutale Compromissione della dentizione Rischio di soffocamento Rischio di aspirazione Inefficace liberazione delle vie aeree Rischio di disfunzione neurovascolare periferica Protezione inefficace Rischio di sindrorne da morte improvvisa del neonato Rischio di automutilazione Automutilazione Rischio di violenza rivolta ad altri Rischio di violenza rivolta a se stessi Rischio di suicidio Rischio di avvelenamento Reazioni allergiche al lattice Rischio di reazione allergica al lattice Rischio di squilibrio della temperatura corporea Termoregolazione inefficace Ipotermia Ipertermia CLASSE 5 CLASSE 6
7 professioneinfermiereumbria4/06 12 DOMINIO 12 - BENESSERE Sensazione di star bene sul piano fisico, mentale o sociale. Benessere fisico Sensazione di star bene a proprio agio Dolore acuto Dolore cronico Nausea Comfort ambientale Sensazione di star bene nel/con il proprio ambiente. Benessere sociale Sensazione di star bene nelle proprie situazioni sociali Isolamento sociale DOMINIO 13 - CRESCITA/SVILUPPO Aumento appropriato all'età delle dimensioni fisiche e dei sistemi organici e/o raggiungimento di pietre miliari dello sviluppo. Crescita Sviluppo Raggiungimento, mancato raggiungimento o perdita di pietre miliari dello sviluppo Rischio di crescita sproporzionata Deficit di sviluppo della persona adulta Ritardo nella crescita e nello sviluppo Rischio di ritardo nello sviluppo Da NANDA International: BIBLIOGRAFIA M. NONIS, M. BRAGA, E. GUZZANTI, La cartella clinica e qualità dell assistenza, Pensiero Scientifico Editore L.J. CARPENITO, Assistenza Infermieristica e documentazione, Casa Editrice Ambrosiana, JOINT COMMISSION INTERNATIONAL ACCREDITATION, Guida per gli Ospedale, lista degli indicatori L. J. CARPENITO, Manuale tascabile delle Diagnosi infermieristiche, Casa Editrice Ambrosiana, M. CASATI, La documentazione infermieristica, McGraw-Hill, J.M. WILKINSON, Diagnosi infermieristiche con NOC e NIC, Casa Editrice Ambrosiana, C. CALAMANDREI, Diagnosi infermieristiche. Definizioni e classificazione Nanda International, Editore CEA 2006.
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