ORGANIZZAZIONE DELLA SEDE STRADALE
|
|
|
- Patrizia Colella
- 9 anni fa
- Visualizzazioni
Transcript
1 ORGANIZZAZIONE DELLA SEDE STRADALE
2 Ponti, Viadotti, Sovrappassi Sulle opere di scavalcamento devono essere mantenute invariate le dimensioni degli elementi componenti la piattaforma stradale. Per strade extraurbane (A,B,C,F) e per autostrade urbane (A), devono essere collocati dispositivi di ritenuta di altezza almeno pari ad 1 metro. Gli elementi strutturali ai quali fissare i dispositivi di ritenuta devono essere dimensionati per una forza orizzontale F 4500 Kg applicata a 0.60m dal piano viario.
3 Ciglio sagomato Politecnico di Bari Strade urbane di tipo D : sul lato destro di ciascuna carreggiata e oltre la banchina deve essere introdotto un marciapiede (larghezza 1.50 m), delimitato verso la banchina da un ciglio sagomato e protetto da dispositivo di ritenuta invalicabile.
4 Per le seguenti tipologie di strade: strade di tipo E ed F in ambito urbano; strade di servizio delle autostrade urbane e delle strade di scorrimento; il marciapiede deve essere delimitato verso la banchina da un ciglio non sormontabile sagomato di altezza 15 cm e con parapetto al limite esterno.
5 Sottopasso Quando la strada passa al di sotto di un ponte o di un altra opera di attraversamento, la sua sezione è identica a quella corrente del tronco in cui ricade l attraversamento. Altezza libera: : distanza misurata da qualsiasi punto della carreggiata sino all intradosso della trave del manufatto. La normativa fissa per l altezza libera un limite inferiore di 5 m.
6 Il limite inferiore dell altezza libera è legato alla sagoma limite (ovvero il rettangolo ideale all interno del quale deve essere contenuta la sezione trasversale di qualunque veicolo omologato alla circolazione) che ha dimensioni: larghezza max 2.50 m; m altezza max 4.00 m; 2.50 m Perché 5 metri 4.00 m 4 metri (sagoma limite) metri (margine per veicoli fuori sagoma) metri (ulteriore margine di sicurezza) = 5 metri Nel caso di sottopassaggi pedonali l altezza libera non deve essere inferiore a 2.50 metri.
7 Nel caso di strade a carreggiate separate con margine interno compatibile con i dispositivi di ritenuta è possibile predisporre un sostegno centrale. Se la strada è di tipo D, E e F in ambito urbano, occorre prevedere un marciapiede in analogia con le tipologie riportate nelle figure precedenti. Qualora l opera l in sottopasso abbia una lunghezza superiore a 20 metri,, la piattaforma e gli elementi marginali devono essere previsti in analogia al caso delle gallerie.
8 Gallerie Per GALLERIA NATURALE si intende un passaggio sotterraneo orizzontale costruito senza rimuovere il terreno o la roccia sovrastante. La nuova Normativa si propone di ottimizzare le condizioni di sicurezza della circolazione stradale nelle gallerie ed il pronto intervento nel caso di sinistri, prevedendo come misure minime delle corsie e delle banchine laterali quelle relative alla sezione trasversale corrente. Qualora particolari verifiche di visibilità non siano soddisfatte è necessario provvedere all incremento dei suddetti valori minimi.
9 Gallerie su strade a carreggiate separate e indipendenti Per strade di tipo A,B e D devono prevedersi gallerie a doppio foro. Per il tipo A le dimensioni rispetto all esterno delle carreggiate, delle banchine in sinistra, nonché delle corsie di emergenza o banchine in destra, devono rimanere invariate. Profilo RIDIRETTIVO Favorisce l assorbimento dell energia di deformazione in caso d urto
10 Anche per le strade di tipo B le dimensioni rispetto all esterno delle carreggiate, delle banchine in sinistra, nonché delle corsie di emergenza o banchine in destra, devono rimanere invariate. Gli elementi di margine si modificano come dalla figura.
11 Per le strade di tipo D deve essere previsto, su ciascuna delle due carreggiate ed affiancato alla banchina in destra, un marciapiede di larghezza adeguata, ma non minore di 1,50 m, m protetto da dispositivo di ritenuta invalicabile.
12 Gallerie su strade a carreggiata unica bidirezionale Gallerie su strade a carreggiata unica bidirezionale Per le strade di tipo C ed F (extraurbane secondarie e locali in ambito extraurbano) l organizzazione della piattaforma è riportata in figura
13 Per strade di tipo : E ed F (urbane di quartiere e locali in ambito urbano) strade di servizio delle tipologie A e D (autostrade urbane e urbane di scorrimento) devono essere previsti, affiancati alle banchine che conservano la dimensione della piattaforma all aperto, aperto, marciapiedi rialzati di larghezza adeguata, ma non minore di 1.50,, delimitati verso le banchine da un ciglio sagomato di altezza max 15 cm.
14 In tutti i casi analizzati deve essere sempre garantita in qualsiasi punto della piattaforma un altezza libera non inferiore a 4.80 m che aumenta a 5.00 m in presenza di controsoffitto o intradosso piano ovvero di apparecchiature sospese (ventilazione). Altezza libera Altezza libera risulta somma: 4.00,, altezza della sagoma limite; 0.50,, franco per consentire il transito di dimensioni fuori sagoma; 0.30,, margine di sicurezza.
15 Nelle gallerie di lunghezza maggiore di 1000 m vanno inserite piazzole per sosta di emergenza con dimensioni (45.00 m) x (3.00 m) per ogni senso di marcia distanziate in media di 600 m e sfalsate per le strade ad unica carreggiata con doppio senso di marcia.
16 CORSIE SUPPLEMENTARI PER VEICOLI LENTI Nel caso: di livellette di forte pendenza e notevole lunghezza; di flusso veicolare con notevole percentuale di veicoli pesanti; Diminuzione delle velocità dei veicoli industriali Peggioramento della qualità della circolazione di tutti i veicoli Si rende necessario allargare la sezione trasversale,introducendo,una do,una corsia supplementare nel verso della salita destinata ai veicoli lenti.
17 CRITERI PER L INSERIMENTO L DI UNA CORSIA RISERVATA AI VEICOLI LENTI L introduzione della corsia per veicoli lenti deve essere giustificata in base ad uno studio che tenga conto di due fattori: il rallentamento subito dai veicoli pesanti il decadimento della qualità della circolazione e delle condizioni di sicurezza in rapporto alla percentuale di veicoli pesanti ed al volume di traffico previsto.
18 Rallentamento subito dai veicoli pesanti Il rallentamento è da considerarsi intollerabile se la velocità dei veicoli pesanti si riduce a meno del 50% di quella delle autovetture sulle stesse rampe. La valutazione della velocità delle autovetture si effettua secondo criteri relativi ai DIAGRAMMI DI VELOCITA. Nel caso di livellette con pendenze 6% la Normativa impone che le suddette velocità assumano i valori desunti dalla seguente tabella: PENDENZA i ( % ) ±6 ±7 ±8 ±9 ±10 VELOCITA VP ( Km/h ) Le velocità sulle rampe dei veicoli pesanti vengono desunte dai DIAGRAMMI DI PRESTAZIONE riportati nel manuale H.C.M.
19 Variazione della velocità in funzione della pendenza e della lunghezza della livelletta per autocarro pesante ( 11 CV/t )
20 Politecnico di Bari SPECIFICHE TECNICHE E GEOMETRICHE La corsia supplementare deve avere larghezza pari a 3.50 m. Deve essere fiancheggiata da: una banchina pavimentata di larghezza minima pari a 1.25 m. m Non può in alcun caso sostituire la corsia di emergenza, qualora prevista dal tipo di strada considerata elementi marginali e di arredo previsti per l organizzazione della sede stradale.
21 Decadimento della qualità della circolazione e delle condizioni di sicurezza Per determinare il decadimento della qualità della circolazione e delle condizioni di sicurezza si fa riferimento ad opportuni coefficienti correttivi (manuale H.C.M.), con i quali è possibile trasformare il flusso di veicoli industriali in portata di autovetture equivalenti. Assumendo come dato di progetto la portata equivalente è possibile associare ad essa la corrispondente qualità della circolazione (livello di servizio).
22 Lo sviluppo della corsia supplementare si articola in tre parti: 1. il tronco di manovra per il cambiamento di corsia, di lunghezza non inferiore a 40 m, tale da consentire ai veicoli lenti l uscita dalla corsia di marcia normale; 1. la corsia supplementare propriamente detta, la cui lunghezza, determinata in relazione alle esigenze anzidette, va prolungata per consentire al veicoli pesanti di raggiungere, già prima del raccordo di rientro, non meno del 60% della velocità delle autovetture sulla stessa rampa;
23 Nel caso il tronco intermedio dovesse risultare di lunghezza inferiore, dovrà essere realizzata un unica corsia supplementare continua. Politecnico di Bari 1. il tronco di raccordo per il rientro dei veicoli lenti nella corsia di marcia normale, di lunghezza non inferiore a 80 m. Fra le corsie supplementari disposte nello stesso senso di marcia dovrà aversi un distanziamento non inferiore a 600 m.
24 Lo spartitraffico deve essere mantenuto a verde obbligatoriamente per margine di larghezza 4.00 m e interrotto, in linea di massima, ogni due chilometri da una zona pavimentata. Politecnico di Bari ELEMENTI MARGINALI E DI ARREDO DELLA SEDE STRADALE MARGINE INTERNO Si ricorda che il margine interno è la parte della piattaforma stradale che separa corsie (o carreggiate) percorse in senso opposto. Se separate per meno di 12 metri, all interno del margine si collocano dispositivi di ritenuta invalicabili Le banchine in sinistra devono essere pavimentate ed avere la stessa pendenza della carreggiata.
25 CIGLI E ARGINELLI ARGINELLI : Elementi di raccordo sopraelevati (5 10 cm) rispetto alla banchina realizzati in terra con inerbimento superficiale. La sua larghezza deve risultare 75 cm per strade di tipo A,B,C,D; per strade di tipo E ed F 50 cm. CIGLI : Elementi di raccordo a raso rispetto alla banchina realizzati in terra con inerbimento superficiale. Sono entrambi destinati ad accogliere eventuali dispositivi di ritenuta o elementi di arredo (sostegni della segnaletica e dell eventuale illuminazione).
26
27
28
29 CUNETTE Si definisce cunetta un canale per la raccolta delle acque della piattaforma e delle scarpate, posto ai margini della banchina, nei tratti in scavo. Nelle sezioni in trincea la fascia di raccordo (ciglio) fra banchina e cunetta va opportunamente trattata in modo da assicurarne l impermeabilità ed evitarne l erosione. La sezione delle cunette deve essere dimensionata in base ad un calcolo idraulico. SEZIONE A TRAPEZIO ISOSCELE Richiede la presenza di una barriera di sicurezza, al fine di creare una separazione fisica con la banchina ed evitare quindi che i veicoli vi finiscano dentro.
30 SEZIONE A TRAPEZIO SCALENO Presenta le stesse caratteristiche della sezione a trapezio isoscele,si differenzia solo per la maggiore capacità di smaltimento delle acque meteoriche. SEZIONE A PROFILO VARIABILE La sua particolare configurazione consente al veicolo di recuperare la giusta traiettoria in caso di svio. SEZIONE ALLA FRANCESE Presenta le stesse caratteristiche della sezione precedente.
31 FOSSI DI GUARDIA Opere di protezione di una scarpata di trincea che permette la sistemazione idraulica della zona a monte. Tali opere sono necessarie per intercettare le acque meteoriche prima che esse possano raggiungere zone instabili. FOSSO DI GUARDIA
32 ELEMENTO DENOMINAZIONE Politecnico di Bari s m ic ib cr d cs Striscia di delimitazione Bordo carreggiata Pendenza trasversale carreggiata in rettifilo in curva Pendenza trasversale banchina Ciglio o arginello in rilevato Raccordo Ciglio in scavo STRADA Costruzioni di strade, DIMENSIONE ferrovie e aeroporti A-B C-D-E F Tutte Tutte Tutte A-B-C-D E-F Ove previsto Ove previsto 0.25 m 0.15 m 0.12 m 0.30 m 2.5% 2.5% = ic 0.75 m (*) 0.50 m 1.00 m Come cr ia Pendenza trasversale cr e cs Tutte 4 % lc Larghezza cunetta Tutte 0.80 m pc b Profondità cunetta Banchina Tutte Cfr. Diapositiva Cfr. Diapositiva (*) dipende dallo spazio richiesto per il funzionamento del dispositivo di ritenuta
33 MARCIAPIEDI Per tutte le strade urbane di classe D, E ed F, la larghezza dei marciapiedi va determinata in base ai flussi pedonali previsti. Per strade con: VPROGETTO ritenuta. 70 Km/h: il marciapiede va protetto da dispositivi di VPROGETTO 70 Km/h: la protezione può essere sostituita da un ciglio sagomato che potrà essere o meno dotato di idonee protezioni per la salvaguardia dei pedoni e per il sormonto dei veicoli.
34 PIAZZOLE DI SOSTA Parte della strada, di lunghezza limitata, adiacente esternamente alla banchina, destinata alla sosta dei veicoli. [ C.d.S. ] Per strade di tipo B, C ed F extraurbane, dette piazzole devono avere dimensioni non inferiori a quelle indicate in figura, distanziate ad intervalli di circa 1000 m lungo ciascuno dei due sensi di marcia. E consigliabile che tali piazzole siano previste anche per strade di tipo A con lunghezza non inferiore a 65 m.
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione generale del moto
Elementi marginali della sezione stradale
Elementi marginali della sezione stradale 2.4. Piste specializzate 2.4.1. Piste ciclabili Nei casi in cui si debbano prevedere piste ciclabili, esse devono essere sempre ubicate oltre la banchina e separate
STRADE FERROVIE AEROPORTI DEFINIZIONI
STRADE FERROVIE AEROPORTI DEFINIZIONI Elementi costitutivi dello spazio stradale Elementi costitutivi dello spazio stradale BANCHINA: parte della strada, libera da qualsiasi ostacolo (segnaletica verticale,
SEZIONI TRASVERSALI PROGETTO PRELIMINARE. Caratteristiche geometriche della strada (larghezza corsie, banchine, margini, ecc.)
SEZIONI TRASVERSALI PROGETTO PRELIMINARE Caratteristiche geometriche della strada (larghezza corsie, banchine, margini, ecc.) 1 Elementi costitutivi dello spazio stradale 2 Banchine BANCHINA: parte della
Le definizioni del codice della strada (d.lgs 285/92) CODICE
Le definizioni del codice della strada (d.lgs 285/92) CODICE Classificazione strade Le strade sono classificate, riguardo alle loro caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali, nei seguenti tipi:
IL MANUFATTO STRADALE
1 IL MANUFATTO STRADALE Le strade, al contrario delle piste, non si sviluppano necessariamente a livello del terreno, ma possono essere al di sopra o al di sotto del piano di campagna. Ciò comporta la
PIANO DI MANUTENZIONE
COMUNE DI POMARANCE Provincia di Pisa PIANO DI MANUTENZIONE (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207) OGGETTO: Riqualificazione della viabilità comunale Interventi di manutenzione straordinaria sulla
COMUNE DI SPOLETO CLASSIFICAZIONE ACUSTICA
Dr. COMUNE DI SPOLETO CLASSIFICAZIONE ACUSTICA ALLEGATO C TERMINOLOGIE DI ELEMENTI STRADALI E DELIMITAZIONI DELLE FUNZIONI TERRITORIALI. DEFINIZIONE DEI TERMINI ATTINENTI ALLE STRADE E FUNZIONI TERRITORIALI
Autostrada: Strada extraurbana principale Strada extraurbana secondaria Strada urbana di scorrimento Strada urbana di quartiere Strada locale
STRADE Il nuovo Codice della Strada (art. 2, Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285) classifica la viabilità in funzione delle caratteristiche costruttive, tecniche e funzionali delle strade. Le strade
! $ " " # $$ $ $ $ $ $ $ $ & $ & $ &
!"#! " " # %% % ! " " '(')!**'+'+,! +)! -.!% / / 0 1 % % 2, % #!#! "!//%#!, / / % 3 " 4 4 % * 4 %, 4 % 4 %!###!""## #"!"!!"! %""!" 5 ' " 4 % 6 '7 % # 2 2 235 % % 2 % %"" 8 9 % % 7 4 6' :,7: 866#55 6863#.8
Progetto e Verifica dell Impalcato da Ponte. Normativa di Riferimento. Sezioni stradali cat. B. Sezioni stradali cat. A.
Progetto e Verifica dell Impalcato da Ponte Alessandro Rasulo Normativa di Riferimento DECRETO MINISTERO LL.PP. 04/05/1990 NORMA TECNICA DELLE COSTRUZIONI EUROCODICE 1 Introduzione Analisi dei Carichi
APPENDICE D - Classificazione delle strade in base al traffico veicolare
APPENDICE D - Classificazione delle strade in base al traffico veicolare La classificazione delle strade deve avvenire in sintonia con quanto riportato nei: Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 -
COMUNE DI FLERO (BS)
COMUNE DI FLERO (BS) ABACO SOLUZIONI PROGETTUALI PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO Abaco soluzioni progettuali MODERAZIONE DEL TRAFFICO X= Intervento fattibile Intersezione stradale con pista ciclabile
Scheda A2_ Elemento separatore
Scheda A2_ Elemento separatore Scheda A2_Itinerari principali in sede propria Elemento separatore in relazione alla classificazione della strada alla quale l itinerario viene posto in affiancamento Caratteristiche
Progettazione Stradale. DM 05.11.2001 n.6792. 2011 ing ANDREA COCETTA
Progettazione Stradale DM 05.11.2001 n.6792 2011 ing ANDREA COCETTA IL D.M. 5.11.2001 n.6792: Art. 1 Sono approvate le NORME FUNZIONALI E GEOMETRICHE PER LA COSTRUZIONE DELLE STRADE di cui al comma 1 dell
LINEE DI TRASPORTO PUBBLICO
INDICE Linee di trasporto pubblico 5 Descrizione delle fermate di trasporto pubblico 7 Verifica delle caratteristiche delle fermate 8 Documentazione fotografica 9 3 di 19 4 di 19 LINEE DI TRASPORTO PUBBLICO
Classificazione delle strade La classificazione delle strade deve avvenire in sintonia con quanto riportato in:
ALLEGATO 02 Classificazione delle strade La classificazione delle strade deve avvenire in sintonia con quanto riportato in: Decreto Legislativo 30 aprile 1992, n. 285 - Nuovo codice della strada. Pubblicato
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione generale del moto
Schemi per strade tipo C ed F extraurbane (extraurbane secondarie e locali extraurbane)
Schemi per strade tipo C ed F extraurbane (extraurbane secondarie e locali extraurbane) TAVOLA Lavori a fianco della banchina per lavori di durata 2 gg ḍelineatori flessibili Zona di lavori
LA PROGETTAZIONE DI STRADE E DI INTERSEZIONI IN AMBITO URBANO Il D.M. 05/11/2001, il D.M. 19/04/2006.
Seminario di aggiornamento LA PROGETTAZIONE DI STRADE E DI INTERSEZIONI IN AMBITO URBANO Il D.M. 05/11/2001, il D.M. 19/04/2006. QUADERNO N 1 PROGETTAZIONE DI STRADE IN AMBITO URBANO Relatore: Dr. Ing.
COMUNE DI LATERZA. Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.) del Comune di Laterza
COMUNE DI LATERZA Provincia di Taranto Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (P.U.M.S.) del Comune di Laterza Regolamento Viario Bozza Gennaio 2015 INDICE TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI...4 ART. 1
INFRASTRUTTURE STRADALI
Prof. Arch. Paolo Fusero Corso di Fondamenti di Urbanistica Facoltà di Architettura di Pescara INFRASTRUTTURE STRADALI Classificazione delle strade "Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile
Tipo ET3a Strada extraurbana locale di pianura
Schede dei tipi di percorso Percorso ET3a Foglio 1 di 11 DEFINIZIONE DEL TIPO DESCRIZIONE SINTETICA Ambito: Sistema funzionale: Extraurbano Sistema insediativo diffuso (comunale, locale) Percorso su strada
Segnale di divieto: VIA LIBERA -Indica la fine di tutte le prescrizioni precedentemente imposte. -Indica la fine dei divieti precedentemente imposti
DIVIETO DI TRANSITO -vieta la circolazione nei due sensi -vieta il transito a tutti i veicoli -vieta la circolazione anche ai ciclomotori -é posto su entrambi gli accessi della strada -può avere validità
Schemi per strade tipoa,bed (autostrade, extraurbane principali e urbane di scorrimento)
Schemi per strade tipoa,bed (autostrade, extraurbane principali e urbane di scorrimento) TAVOLA 36 Deviazione in zona di svincolo con prerestringimento su carreggiata a tre corsie 108 m Stesso sistema
VADEMECUM SUI PASSI CARRAI
1 a MUNICIPALITA CHIAIA - SAN FERDINANDO - POSILLIPO Mod. CH_10.01/G Servizio Gestione del Territorio e Regolamentazione Attività Economiche VADEMECUM SUI PASSI CARRAI Cos'è un passo carrabile Per passo
Introduzione al progetto dell asse stradale
Introduzione al progetto dell asse stradale Normativa, Classificazione funzionale, Intervallo velocità, tracciolino e poligonale d asse dott. ing. Francesca Maltinti - Corso di "Costruzione di Strade,
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione generale del moto
Progetto per la riqualificazione e /o messa in sicurezza dei percorsi ciclopedonali casa-scuola sviluppati attraverso metodologie educative e
Progetto per la riqualificazione e /o messa in sicurezza dei percorsi ciclopedonali casa-scuola sviluppati attraverso metodologie educative e partecipative SOLUZIONI PROGETTUALI PER LA SICUREZZA IN AMBITO
MODIFICHE AL TRACCIATO DELLA S.S.
INDICE PREMESSA 1 1. MODIFICHE AL TRACCIATO DELLA S.S. 125 2 1.1 Dimensionamento e verifica dei tubolari... 2 2. PROLUNGAMENTO DELLA PISTA AEROPORTUALE 4 2.1 Schemi di calcolo, dimensionamenti e verifiche...
Svincolo Unione dei Comuni RELAZIONE TECNICA
COMUNE DI POPPI AZIONI REGIONALI PER LA SICUREZZA STRADALE S.R.70 DELLA CONSUMA Sindaco del Comune di Poppi Carlo Toni Responsabile del procedimento Geom. Fiorini Roberto Progettista: Arch. Massimiliano
Chiarimenti normativi ministeriali in materia stradale
Chiarimenti normativi ministeriali in materia stradale Premessa Questo documento, redatto in forma personale, raccoglie alcune richieste di parere e alcune richieste di chiarimento normativo con relative
V - F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F V F
L'attraversamento pedonale è una parte della carreggiata destinata al transito dei pedoni che attraversano L'attraversamento pedonale è una parte della carreggiata, in cui i veicoli devono dare la precedenza
Oggetto : Relazione Tecnico Descrittiva per la realizzazione di una pista ciclopedonale in località Faella
Oggetto : Relazione Tecnico Descrittiva per la realizzazione di una pista ciclopedonale in località Faella Aspetti Generali Della Zona D intervento La località di Faella è ubicata nella zona bassa del
COMUNE DI RIVALTA DI TORINO Provincia di Torino COMPLETAMENTO LAVORI NELLA FRAZIONE PASTA PROGETTO ESECUTIVO PE/A.1 RELAZIONE GENERALE
COMUNE DI RIVALTA DI TORINO Provincia di Torino PROGETTO ESECUTIVO PE/A.1 Ottobre 2014 1 PREMESSA Il Comune di Rivalta di Torino, con determina del Dirigente del Settore Opere Pubbliche n 310 del 27/06/2014,
PROGRAMMA DI MANUTENZIONE
AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI POTENZA PIANO DI MANUTENZIONE PROGRAMMA DI MANUTENZIONE SOTTOPROGRAMMA DEI CONTROLLI OGGETTO: Realizzazione dell intervento relativo al Collegamento NOCE RIVELLO COLLA MARATEA,
Tipo ET1a Strada extraurbana di transito
Schede dei tipi di percorso Percorso ET1a Foglio 1 di 11 DEFINIZIONE DEL TIPO DESCRIZIONE SINTETICA Ambito: Sistema funzionale: Extraurbano Territoriale (Provinciale / Regionale) Percorso su strada extraurbana
REQUISITI TECNICI E TIPOLOGICI DELLE STRADE URBANE, DEI PERCORSI PEDONALI E PISTE CICLABILI
REQUISITI TECNICI E TIPOLOGICI DELLE STRADE URBANE, DEI PERCORSI PEDONALI E PISTE CICLABILI Art. 1 - Requisiti tipologici delle strade urbane 1. Nella progettazione delle nuove strade, come nell adeguamento
Prof. Arch. Paolo Fusero Corso di Fondamenti di Urbanistica Facoltà di Architettura di Pescara INFRASTRUTTURE STRADALI
Prof. Arch. Paolo Fusero Corso di Fondamenti di Urbanistica Facoltà di Architettura di Pescara INFRASTRUTTURE STRADALI Classificazione delle strade "Nuovo codice della strada", decreto legisl. 30 aprile
Comando Polizia Municipale Ufficio Informazioni Istituzionali
Comando Polizia Municipale Ufficio Informazioni Istituzionali Art. 190. Comportamento dei pedoni. I pedoni, per attraversare la carreggiata, devono servirsi degli attraversamenti pedonali, dei sottopassaggi
Highways (strade extraurbane)
Strade extraurbane La classiicazione HCM Highways (strade extraurbane) A più corsie (multilane) A 2 corsie (Two lane) Freeways (autostrade) Caratteristiche Multilane highway Il sorpasso non invade le corsie
Questionario n. 1 (non estratto) con le relative risposte esatte
Questionario n. 1 (non estratto) con le relative risposte esatte per: Strada Vicinale o Poderale o di Bonifica? 1 strada esterna ai centri abitati strada interna ad un centro abitato strada privata fuori
INTEGRAZIONE VOLONTARIA N. 1 Immissione alla SP BS 11
ECONORD AMBIENTE SRL Progettazione impianti di recupero e smaltimento rifiuti Consulenza ambientale Sviluppo pratiche autorizzative, V.I.A., Verifiche di V.I.A. etc Pratiche Albo Gestori Ambientali Perizie
SEZIONE TRASVERSALE Elementi della sezione trasversale
SEZIONE TRASVERSALE Elementi della sezione trasversale Art. 28. (art.18 Cod. Str.) Fasce di rispetto per l'edificazione nei centri abitati. Edificazioni Con strumenti urbanistici a) 30 m per le strade
! ""#$%&%'%(%$)%**+',-.*/+'0,/ 1*/*0*'.0+""
Comune di Dolo Provincia di Venezia! ""#$%&%'%(%$)%**+',-.*/+'0,/ 1*/*0*'.0+"" Committenti: 2 2 ##. 11 L intervento oggetto della presente relazione, è ubicato in comune di Dolo, località Sambruson Via
Documento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute sul lavoro
Acquedotto Langhe e Alpi Cuneesi S.p.A. Sede in Cuneo Via Massimo d Azeglio, 8 - tel. 0171697550 - fax 0171603693 [email protected] www.acquambiente.it SOCIETA DELLA PROVINCIA DI CUNEO - Capitale
LE SISTEMAZIONI SUPERFICIALI
LE SISTEMAZIONI SUPERFICIALI L opera è stata suddivisa in quattro lotti funzionali con progetti esecutivi approvati dalla Giunta Comunale nel mese di febbraio 2014. Nel mese di novembre 2014, dopo la conversione
LA PROGETTAZIONE DI STRADE E DI INTERSEZIONI Il D.M. 05/11/2001, il D.M. 19/04/2006.
UNIVERSITA DEGLI STUDI DI UDINE ORDINE DEGLI INGEGNERI DI UDINE LA PROGETTAZIONE DI STRADE E DI INTERSEZIONI Il D.M. 05/11/2001, il D.M. 19/04/2006. QUADERNO N 1 PROGETTAZIONE DI STRADE Relatori: Dr. Ing.
PoliziaMunicipale.it SEMAFORO VEICOLARE
SEMAFORO VEICOLARE LUCE ROSSA: Bisogna arrestarsi prima della striscia di arresto senza impegnare il crocevia. E vietato ripartire quando appare il giallo per la strada che si incrocia senza aver atteso
CLASSIFICAZIONE DEI VEICOLI
CLASSIFICAZIONE DEI VEICOLI. Veicoli privi di motore Veicoli a braccia Veicoli a trazione animale Velocipedi (biciclette). Ciclomotori e quadricicli Ciclomotori a ruote Ciclomotori a ruote Quadricicli
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione generale del moto
2. Relazione tecnica Riferimenti normativi per la progettazione stradale Classificazione stradale e piattaforma
2. Relazione tecnica Riferimenti normativi per la progettazione stradale I riferimenti normativi per la progettazione stradale sono i seguenti: D.M. 5.11.2001 n.5 Norme funzionali e geometriche per la
APG AREA PROGETTO GENOVA SCHEDA DESCRITTIVA PROGETTO
APG AREA PROGETTO GENOVA SCHEDA DESCRITTIVA PROGETTO INDICE 1 NODO STRADALE ED AUTOSTRADALE DI GENOVA Adeguamento del Nodo di San Benigno... 3 1.1 Descrizione progetto... 3 1.2 Opere d arte... 9 1 NODO
MANUALE DI MANUTENZIONE
Comune di Andora Provincia di Savona PIANO DI MANUTENZIONE MANUALE DI MANUTENZIONE (Articolo 38 del D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207) OGGETTO: Sistemazioni Asfaltiche - Sistemazioni asfaltiche I lotto COMMITTENTE:
PROGETTO ESECUTIVO DELLA ROTATORIA ALL'INTERSEZIONE DI VIA SANZIO CON VIA BONISTALLO. Ing. Roberta Scardigli. Settembre Ing.
PROGETTO ESECUTIVO DELLA ROTATORIA ALL'INTERSEZIONE DI VIA SANZIO CON VIA BONISTALLO Settembre 2008 Ing. Roberta Scardigli Ing. Roberta Scardigli Ing. Paolo Gini INDICE 1. INTRODUZIONE 1 2. RELAZIONE ILLUSTRATIVA
TABELLA DEI PUNTEGGI PREVISTI DALL ART. 126-BIS
TABELLA DEI PUNTEGGI PREVISTI DALL ART. 6-BIS Art. c. 8 Velocità non commisurata alle situazione ambientali Art. c. 8 c. 9 c. 9 bis Art. c. c. c., rif. al c. Superamento dei limiti di velocità di oltre
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie
Insegnamento di Fondamenti di Infrastrutture viarie Territorio ed infrastrutture di trasporto La meccanica della locomozione: questioni generali Il fenomeno dell aderenza e l equazione generale del moto
REQUISITI TECNICI E TIPOLOGICI DELLE STRADE URBANE, DEI PERCORSI PEDONALI E PISTE CICLABILI
REQUISITI TECNICI E TIPOLOGICI DELLE STRADE URBANE, DEI PERCORSI PEDONALI E PISTE CICLABILI Art. 1 - Requisiti tipologici delle strade urbane 1. Nella progettazione delle nuove strade, come nell adeguamento
TITOLO I...4 CONTENUTI GENERALI...4
Sommario TITOLO I...4 CONTENUTI GENERALI...4 ART. 1 FINALITA E CAMPO DI APPLICAZIONE...4 ART. 2 CONTENUTI...4 ART. 3 PROCEDURE DI AGGIORNAMENTO...5 TITOLO II...6 DEFINIZIONI STRADALI E DI TRAFFICO...6
Ordinanza sulla segnaletica stradale (OSStr)
Ordinanza sulla segnaletica stradale (OSStr) Modifica del 28 settembre 2001 Il Consiglio federale svizzero ordina: I L ordinanza del 5 settembre 1979 1 sulla segnaletica stradale è modificata come segue:
RACCORDO AUTOSTRADALE TRA IL CASELLO DI OSPITALETTO (A4), IL NUOVO CASELLO DI PONCARALE (A21) E L'AEROPORTO DI MONTICHIARI PROGETTO ESECUTIVO
COMMESSA PIANO FINANZIARIO: A2 RACCORDO AUTOSTRADALE TRA IL CASELLO DI OSPITALETTO (A4), IL NUOVO CASELLO DI PONCARALE (A21) E L'AEROPORTO DI MONTICHIARI PROGETTO ESECUTIVO Questo documento non potrà essere
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Prot. n.6792 VISTO l art.13 comma 1 del Decreto Legislativo 30.4.92, n.285 (Nuovo Codice della strada) e successive modificazioni che prevede l emanazione
INTERSEZIONI STRADALI E SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE VIARIE
DIPARTIMENTO DI INGEGNERIA CIVILE E ARCHITETTURA (DICAR) Corso di laurea magistrale in Ingegneria civile delle acque e dei trasporti Anno accademico 2016/2017-2 anno - Curriculum Ingegneria dei trasporti
Cenni di teoria del deflusso
Corso di Laurea Ingegneria Civile e Ambientale - AA 1213 Corso di: Fondamenti di Trasporti Lezione: Cenni di teoria del deflusso Giuseppe Inturri Università di Catania Dipartimento di Ingegneria Civile
Moduli di formazione per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori. MODULO A Norme di comportamento
Moduli di formazione per il conseguimento del certificato di idoneità alla guida dei ciclomotori MODULO A Norme di comportamento U. D. 1) norme sulla precedenza - Norma generale sulla precedenza; regole
LEGGE 09/01/1989 N. 13 D.M. 14/06/1989 N. 236 RELAZIONE TECNICA. (Superamento delle barriere architettoniche)
LEGGE 09/01/1989 N. 13 D.M. 14/06/1989 N. 236 RELAZIONE TECNICA (Superamento delle barriere architettoniche) Il progetto del P.U.A. 7.4 Pozzale è stato sviluppato secondo criteri tesi ad ottenere il più
Le schede dei 5 tunnel italiani testati. Italia, nei pressi di Lecco SS 36 Milano Passo dello Spluga
Le schede dei 5 tunnel italiani testati Monte Barro Valutazione: Buono Posizione: Italia, nei pressi di Lecco SS 36 Milano Passo dello Spluga Anno di apertura: 1999 Lunghezza: 3.300m Altitudine portali:
Linea tranviaria 4. Divisione Infrastrutture e Mobilità
Linea tranviaria 4 Attraverso la città con linea 4 Mirafiori sud e Falchera si avvicinano al centro. E questo il tema dominante dell evoluzione della linea tranviaria 4, che con i lavori di prolungamento
Art. 141 Comma 8 velocità non commisurata alle situazioni ambientali 2
- Norma violata Punti Art. 141 Comma 8 velocità non commisurata alle situazioni ambientali Comma 9,1 periodo 4 Divieto di gareggiare in velocità con veicoli senza motore Comma 9, periodo Divieto di gareggiare
5. CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLE STRADE. 5.1 Criteri Generali
5. CLASSIFICAZIONE FUNZIONALE DELLE STRADE 5.1 Criteri Generali Secondo quanto previsto dall articolo 2 del Codice della Strada e dalle Direttive per la redazione, adozione ed attuazione dei Piani Urbani
riqualificazioni delle strade esistenti prive di efficienti spazi funzionali, di regole di comportamento e efficace controllo
riqualificazioni delle strade esistenti prive di efficienti spazi funzionali, di regole di comportamento e efficace controllo m&ss informazioni 16 aprile 2014 La ristrutturazione delle vecchie strade costruite
Esercizi (Testi) Roberto Roberti Tel.: 040/
Università degli Studi di Trieste Facoltà di Ingegneria Corso di: Strade Ferrovie ed Aeroporti Esercizi (Testi) Roberto Roberti Tel.: 040/558.3588 E-mail: [email protected] Anno accademico 2011/2012
Allegato n 1 NORME TECNICHE. Revisione 0.0 ROMA, 12 MARZO 2013 PER LA CARATTERIZZAZIONE FUNZIONALE E GEOMETRICA DELLE AREE DI SERVIZIO
CONDIREZIONE GENERALE TECNICA DIREZIONE CENTRALE ESERCIZIO E COORDINAMENTO DEL TERRITORIO VICE DIREZIONE ESERCIZIO - UNITÀ GESTIONE RETE SEZIONE TECNICA CONCESSIONI C:\USERS\A01286K\DOCUMENTS\DOCUMENTI
Comune di Montebelluna. Piano Generale del Traffico Urbano Aggiornamento. Regolamento viario
Comune di Montebelluna Piano Generale del Traffico Urbano Regolamento viario Committente Comune di Montebelluna Gruppo di lavoro dott. ing. Francesco Seneci Versione documento Giugno 2014 Rev 00 Via Morgagni,
RELAZIONE TECNICO DESCRITTIVA
RELAZIONE TECNICO DESCRITTIVA PREMESSA Il sottoscritto Architetto Giovanni IVALDI, con studio professionale in Via Nizza 7-15011 Acqui Terme (Al), iscritto all Albo degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti,
1 Premessa. 2 Opere in progetto
1 Premessa Il Comune di Alessandria, al fine di procedere alla riqualificazione dello spazio pubblico del Borgo Cittadella, ha affidato al sottoscritto ing. Vincenzo Rosa, iscritto all Ordine degli Ingegneri
Città di Rovigo REGOLAMENTO VIARIO. Agosto ing. Andrea Debernardi via Roma, OSNAGO (LC) p.iva ord. ingegneri Lecco (n 571)
Città di Rovigo 1.1.1.1.1.1.1.1 PIANO GENERALE DEL TRAFFICO URBANO REGOLAMENTO VIARIO VERSIONE DATA 1.0. Agosto 2013 Versione 1.0. Data 16/08/2013 Autore A. Debernardi TIMBRO ing. Andrea Debernardi SEDE
INDICE. Adeguamento SR435 Lucchese nel Comune di Pescia (PT) Dicembre 2005
INDICE 1. RELAZIONE TECNICA...1 1.1. RIFERIMENTI NORMATIVI PER LA PROGETTAZIONE STRADALE...1 1.2. CLASSIFICAZIONE STRADALE E PIATTAFORMA DELLA VARIANTE ALLA SP12 DELLE CARTIERE...1 1.3. DIAGRAMMA DELLE
Sicurezza della circolazione nelle gallerie stradali con particolare riferimento ai veicoli che trasportano materiali pericolosi.
MINISTERO DEI LAVORI PUBBLICI CIRCOLARE 6 dicembre 1999, n.7938 Sicurezza della circolazione nelle gallerie stradali con particolare riferimento ai veicoli che trasportano materiali pericolosi. Agli enti
RELAZIONE TECNICA RELATIVA ALL ABBATTIMENTO DELLE BARRIERE ARCHITETTONICHE
PROGETTO DI ATTREZZATURA AD USO PUBBLICO ADIBITA A PALESTRA, SPAZI COMUNI E VERDE ATTREZZATO CON PARCHEGGIO INTERRATO NON PERTINENZIALE PER N. 60 BOX AUTO ai sensi degli artt. 56 e 17 delle N.T.A della
Arredo Stradale. Perché è importante? 10,1% degli incidenti stradali avvengono contro ostacoli fissi o elementi di arredo stradale
Arredo Stradale Definiamo come Arredo Stradale tutti gli elementi con i quali entriamo in contatto percorrendo una strada pur non essendo propriamente segnali stradali. Arredo Stradale Perché è importante?
