PIANO SOCIALE MUNICIPALE
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- Jacopo Clemente Massaro
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1 MUNICIPIO ROMA IX PIANO SOCIALE MUNICIPALE 2011/2015
2 Premessa pag. 4 Introduzione:processo di preparazione, consultazione e concertazione del piano pag.8 1. Il contesto territoriale e profilo socio-demografico della comunità locale pag Il capitale sociale e le risorse del Municipio pag Le domande ed i bisogni del territorio pag I principi, le finalità e le strategie pag La programmazione dei servizi e degli interventi sociali pag La Programmazione multiutenza e di carattere generale pag.55 - Servizi d informazione e orientamento - le criticità, gli obiettivi e le priorità. 5.2 Servizi e interventi per il contrasto della povertà e l esclusione sociale pag.59 - la povertà e il disagio sociale - l immigrazione e l inserimento sociale - le criticità, gli obiettivi e le priorità. 5.3 Servizi per la salute e per le persone con disabilità e disagio psichiche pag.61 - i bisogni di salute - gli interventi per le persone con disabilità - gli interventi per le persone con disagio psichico - le criticità, gli obiettivi e le priorità. 5.4 Servizi e interventi per le famiglie pag.64 - I bisogni delle famiglie - gli interventi - le criticità, gli obiettivi e le priorità 5.5 Servizi e interventi per le persone in età evolutiva pag.70 - i servizi e gli interventi sociali realizzati in favore dei minori - il disagio sociale, il maltrattamento e l abuso - i provvedimenti delle AA.GG. - i minori accolti in strutture residenziali - il piano affido - i progetti in attuazione della Legge 285/97 - Le criticità, gli obiettivi e le priorità. 5.6 Servizi e interventi per le persone anziane pag.86 - anziani come risorsa - I bisogni sociali delle persone anziane - I servizi e gli interventi per le persone anziane - Le criticità, gli obiettivi e le priorità. 6. L Ufficio di Piano e le azioni di sistema pag.89 - Qualità, monitoraggio e valutazione - Riforma dell accreditamento e dell assistenza domiciliare. 2
3 7. L'integrazione dei politiche sociali con le altre politiche dello sviluppo locale pag.96 - con il sistema sanitario (PUA) - con il mondo del lavoro e della produzione - con le politiche abitative e del patrimonio - con i sistemi dell'istruzione e della formazione - con i sistemi della Sicurezza e della Giustizia. 8. La programmazione delle risorse pag Le risorse professionali (area, professione, categoria, tipologia contrattuale, fabbisogno) - La dotazione strumentale dei servizi sociali (situazione attuale, fabbisogno) - Il fabbisogno formativo per la formazione continua - Le criticità, gli obiettivi e le priorità - La spesa sociale municipale e le risorse finanziarie disponibili. Conclusione: il processo di attuazione e di revisione del Piano pag.105 Allegati: - Scheda fondi progetti Legge 328/00 anno Scheda fondi progetti Legge 285/97 - Schema riassuntivo dati utenza Servizio Sociale 3
4 PREMESSA Sulla base delle indicazioni della legge-quadro 328/2000 il processo di programmazione del sistema locale integrato di interventi e di servizi sociali è stato avviato nell'anno Tale percorso ha permesso di arrivare alla predisposizione del I Piano Regolatore Sociale, favorendo l attivazione di una serie di nuovi servizi/interventi programmati con modalità operative di integrazione, di ideazione e gestione dei servizi il più possibile condivisa. In questo contesto si è proceduti ad un confronto, su progetti e proposte da realizzare, tra Comune Dipartimento V, Regione ed Azienda Sanitaria Distretto 9 - prima e quindi con i soggetti del privato sociale al fine di raggiungere una concertazione sulla realizzazione dei servizi/interventi in un quadro organico e adeguato rispetto ai bisogni. Negli anni successivi, i progetti inseriti nei Piani municipali sono stati aggiornati tenendo conto sia delle risorse economiche trasferite con cadenza annuale dalla Regione Lazio, sia in relazione all evoluzione e/o cambiamenti delle esigenze e bisogni dei cittadini. Infatti alcuni servizi sono stati implementati, altri modificati secondo le nuove richieste che pervenivano dal territorio. Nell anno 2008 poi le diverse istituzioni, i sindacati, le associazioni, gli organismi del volontariato e della "cittadinanza attiva" che operano sul territorio sono stati, nuovamente, coinvolti nella progettualita del II Piano Regolatore sociale allo scopo di procedere alla verifica e alla valutazione della qualita e dei risultati per la ri-programmazione dei servizi e delle prestazioni. Elementi emersi dalla comune discussione all interno dei tavoli di concertazione sono stati quelli legati all accesso ai servizi, alla qualità dei servizi erogati e ai nuovi bisogni della cittadinanza. Per il tema dell accesso sono state allargate le funzioni del Segretariato Sociale con nuove figure professionali di accompagnamento e di mediazione tra i vari servizi e tra i servizi e l utenza. Nell ambito dell integrazione socio-sanitaria è stato superato il concetto di integrazione inteso solo come collaborazione nella gestione dei servizi, che possiamo dire acquisito nel nostro territorio, costituendo il Punto Unico di Accesso Distretto 9 e Municipio IX che, attraverso una diagnosi multidimensionale, ha realizzato un iniziale presa in carico dell utenza sia dalla parte sanitaria che dalla parte sociale e condivisa da entrambe le Istituzioni. Per la qualità dei servizi sono stati effettuati incontri formativi degli operatori puntando l attenzione sull approfondimento di alcuni aspetti generali legati alla qualità intesa come valore e adeguatezza all uso. In particolare sono stati identificati i criteri, i metodi e i processi necessari e la loro applicazione, stabilendo sequenze ed interazioni tra i processi per realizzare l efficacia del funzionamento e il controllo dei processi stessi. Tale approccio per processi, basato sulla comprensione dei requisiti e della loro osservanza e la messa a punto delle modalità operative di controllo e dei nuovi criteri di verifica dei progetti porta a valutare, sulla base di misurazioni oggettive, i processi in termini di valore aggiunto per il miglioramento continuo. 4
5 Rispetto alle risposte ai nuovi bisogni della cittadinanza si era focalizzata l attenzione sulla necessità di implementazione del progetto di accompagnamento al lavoro e di sostegno al progetto per l attivazione di una casa famiglia per adulti disabili per far fronte ad un bisogno costantemente segnalato dalla Consulta dell handicap. Il primo obiettivo, accompagnamento al lavoro, è stato attuato mentre il secondo, nonostante la possibilità di utilizzo di un appartamento donato dai genitori di una utente è stato solo parzialmente raggiunto. Infatti la condivisione delle azioni tra i soggetti coinvolti ha portato alla sistemazione della casa, ma la carenza di risorse finanziarie non ha permesso la sua funzionalità. La scelta di ipotizzare l apertura di nuovi servizi è stata frenata dalla consapevolezza della carenza delle risorse economiche disponibili che, essendo negli anni invariate, non permetteva una sperimentazione di nuovi progetti/interventi. L azione è proceduta nell aggiornamento dei Piani Municipali per assicurare una stabilità ai progetti in essere, connotati come servizi sociali essenziali, rientrando tra i livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni. Tale argomento risulta essere ancora aperto e avrà rilevanza ed influenza sulla predisposizione del nuovo Piano Sociale Municipale. Questo rimarca la particolare importanza che assume il crescente e diffuso impoverimento sociale ed economico in un momento di mutamento dei problemi sociali che ha visto un evoluzione dei bisogni dei cittadini anche nel nostro Municipio. Da ciò deriva, inevitabilmente, un incremento della domanda sociale e un aumento del senso di insicurezza, paura e diffidenza, per cui ai vecchi bisogni, di cui si conoscono le espressioni e le cause, se ne aggiungono altri, legati al normale vivere quotidiano che possono aprire nuove situazioni di emarginazione e di disagio più complesse. In questo quadro di riferimento si rileva la preoccupazione in merito a come rendere sostenibile il sistema dei servizi in relazione alle tendenze socio-economiche del momento ed in particolare alla paventata riduzione dei fondi sia comunali che regionali. Infatti i ridotti trasferimenti agli Enti locali provocano tagli per i servizi territoriali sociali, socio sanitari ed assistenziali, servizi che sono l asse portante delle politiche a sostegno delle famiglie. Così, ad esempio l eventuale riduzione del Fondo della non autosufficienza condizionerà le possibilità di azione nel promuovere interventi a sostegno della terza età ed in particolare delle famiglie con persone non autosufficienti. Fatta questa premessa possiamo ora precisare gli obiettivi e le azioni da intraprendere per affrontare le criticità emerse, tenendo conto che nell attivare il percorso di elaborazione del Piano, l atteggiamento sarà quello di valorizzare il positivo di detti fenomeni al fine di arrivare alla soluzione delle criticità e delle problematicità di una società ancora più complessa in una logica di apprendimento di rinnovate modalità di lettura dei fenomeni e dei contesti sociali. In linea a quanto sopra espresso, per l elaborazione del nuovo Piano Sociale, il nostro impegno sarà puntualizzato sull individuazione di parametri operativi, strumenti e correttivi per possibili azioni migliorative nelle aree di intervento emergenziali, che continuano ad essere problemi legati al soddisfacimento di bisogni primari, quali precarietà economica, la casa, il lavoro e la salute. 5
6 Disagio economico e nuove povertà - E una realtà con la quale il servizio sociale professionale si confronta nel quotidiano e alla quale deve cercare e suggerire percorsi alternativi volti alla soluzione delle problematiche sempre più complesse. Questo richiede uno sforzo maggiore delle assistenti sociali di gestione delle dinamiche relazionali per sostenere il processo di autodeterminazione e di maturazione degli utenti al fine di orientare le persone verso un migliore utilizzo delle risorse e dei servizi del territorio. In tale contesto vanno quindi considerate le nuove povertà, derivanti dalle trasformazioni della società che possono generare confusione e scarse capacità di adeguamento in una fascia sempre più ampia della popolazione; tra queste c è da prevedere l emergenza abitativa con la consapevolezza che essa è determinata da una serie di cause e con-cause sociali ed economiche che vedono nella perdita dell abitazione il punto terminale di un emarginazione sociale, talvolta, sotterranea e nascosta; Integrazione tra sanitario e sociale - Il tema dell integrazione socio-sanitaria rimane aperto, e se da un lato in questo Municipio possiamo dire di aver conseguito molti passi avanti con l attivazione del Punto Unico di Accesso (ASLRMC Distretto 9- Municipio IX), che rappresenta un traguardo fondamentale in quanto l accoglienza integrata fornisce anche risposte integrate, dall altro si rende necessario potenziare la rete socio-sanitaria tesa ad assicurare una assistenza integrata in tutti i servizi attivi sul territorio. In tale ottica la necessità dell integrazione si rileva essenziale nell ambito dell assistenza domiciliare anziani, dove le situazioni personali degli utenti presentano gravi problematiche sanitarie che portano alla non autosufficienza; Precarietà lavorativa - come già detto nel Municipio è attivo il progetto relativo all inserimento lavorativo che prevede l attivazione di interventi rivolti ad adulti in condizione di svantaggio sociale per la presenza di multiproblematicità. Nasce ora l esigenza di una sua rimodulazione progettuale, pianificando interventi finalizzati alla elaborazione di progetti innovativi rivolti anche a giovani ed adulti che si trovano in condizioni di difficoltà economica e sociale come conseguenza di una situazione di precarietà e di assenza di attività lavorativa. Si intende sviluppare questa importante risorsa municipale affinché possa divenire una efficace misura di sistema, e a fronte dell utenza di riferimento, bisognerà monitorare costantemente l efficacia degli interventi al fine di porre in essere modalità operative adeguate alla definizione di una prassi utile allo sviluppo del sistema stesso. Sarà così necessario sviluppare l attività di integrazione tra il COL e i Servizi Sociali territoriali, con l obiettivo che i servizi interessati diventino punto di riferimento territoriale e di supporto alle persone che esprimono il desiderio, l interesse ed il bisogno di essere meglio orientati verso il mondo della formazione e dell inserimento lavorativo, arrivando alla creazione di una rete stabile anche con le realtà imprenditoriali presenti nel territorio. Infatti si ritiene che il supporto alla valorizzazione delle capacità lavorative e l effettivo inserimento in attività produttive è di fondamentale rilievo per la reale modifica delle condizioni di vita del singolo e del nucleo familiare al quale egli appartiene. 6
7 Per il raggiungimento di questi obiettivi si dovranno individuare le risorse economiche e professionali adeguate affinché si possano stabilire relazioni formali con tutti gli altri servizi presenti nel Municipio e che spesso danno un valido contributo utile anche alla costruzione del nuovo piano secondo parametri operativi realizzabili. In tal senso diventa fondamentale la collaborazione e il confronto continuo tra il Comune, Asl ed organismi del privato sociale per approdare a modalità operative propositive rispetto a ciò che si va costruendo. Parallelamente si segnala l importanza del confronto con gli organi politici per rilevare e interpretare le nuove richieste emergenti, le necessità e i bisogni dei cittadini al fine di operare scelte, individuare priorità tenendo conto delle risorse disponibili, nonché delle risposte che si è riusciti a costruire negli anni sul territorio. La Responsabile del servizio sociale Rosalba Esposito 7
8 INTRODUZIONE IL PROCESSO DI PREPARAZIONE, CONSULTAZIONE E CONCERTAZIONE DEL PIANO Va rilevato che la costruzione e la preparazione del PRSM si inserisce in un contesto cittadino altamente critico e complesso, che ne ha, di fatto, definito le stesse modalità operative e strategiche di realizzazione. In questi anni, e particolarmente nel corso del 2011, infatti, si è evidenziata una assoluta impossibilità per l ente locale di fare programmazione e, tanto più, di fare sperimentazione sui servizi, come la legge 328/2000 imporrebbe. I reiterati ritardi nell approvazione dei Bilanci, che hanno significato mancanza di sicurezza rispetto all entità dei fondi a disposizione delle Politiche Sociali, non hanno consentito nessun tipo di programmazione su nuovi servizi, imponendo di far fronte soprattutto alla necessità di tamponare una situazione quotidiana sempre più complessa. Si e' agito, giocoforza, più in un'ottica di riparazione del danno e di contenimento del disagio che non in un'ottica di prevenzione. Inoltre il mancato incremento dei fondi ha generato impossibilità di sperimentare nuove progettualità in quanto, quelle presenti, rappresentano ormai una funzione strategica ed irrinunciabile all interno del sistema di welfare territoriale e pertanto non appare possibile definanziarle senza depotenziare irreparabilmente l offerta complessiva e dunque senza ledere quelli che risultano ormai diritti acquisiti per i cittadini utenti. Corretta pratica sarebbe, da parte dell Amministrazione centrale, assumere in Bilancio l onere di sostenere economicamente quei servizi che hanno rivelato negli anni caratteristiche di sistematicità all interno del piano dei servizi territoriali, lasciando la possibilità di utilizzare le risorse del Piano Regolatore per azioni più specificamente sperimentali e di avanguardia. Ma i tempi non sembrano propizi per tal genere di soluzione. Ciò posto, però, non si può non rilevare come pratiche reali di consultazione e concertazione diventino armi spuntate tanto per il Municipio quanto per gli attori chiamati ai tavoli, tanto più quando essi stessi, ASL, scuole, sindacati, cooperative o associazioni sono chiamati a vivere situazioni emergenziali e di assoluta criticità. Ciò non di meno a partire dal 2010 si e' dato vita ad un vasto confronto con tutte le realtà territoriali operanti nei settori del sociale, a partire da quello con le Consulte presenti nel Municipio, quella "Permanente sui problemi delle persone disabili e della salute mentale" e quella dei "Migranti", attive e caratterizzate da ampia partecipazione e che sempre offrono stimoli e proposte innovative all'interno del dialogo con il Municipio, ed il continuo e proficuo lavoro di integrazione socio-sanitaria attivato con la ASL RM C - Distretto 9. Inoltre, va segnalato l'impegno della Commissione Consiliare Politiche Sociali municipale che, proprio in vista della costruzione del nuovo Piano, ha avviato nel corso dell'anno una serie di audizioni di tutti gli attori presenti sul territorio (centri anziani, cooperative di servizi, consulte, associazioni) al fine di rilevare criticità e proposte. 8
9 Il IX Municipio ha da sempre condiviso e promosso lo spirito della legge 328 nella promozione della partecipazione attiva dei cittadini nella costruzione del sistema integrato dei servizi, tanto da essersi dotato di un "luogo" destinato alla partecipazione, che accoglie realtà associative che hanno attivato servizi e sportelli di ascolto, informazione, formazione ed indirizzo: la "Casa del Municipio". Nell'ottica di una idea di partecipazione continua e dell'attivazione delle risorse territoriali in un processo di responsabilizzazione e di realizzazione del principio di sussidiarietà, si e' proceduto in questi anni ad attivare una serie di tavoli che hanno avuto il merito di focalizzare l'attenzione su alcuni temi chiave intorno ai quali e' stato possibile - grazie alla costante presenza degli uffici e della parte politica - costruire strategie complessive che hanno contribuito ad indirizzare l'impianto del Piano sociale di zona e dell'offerta generale dei servizi territoriali. In particolare in questi anni si e' lavorato su due tematiche: quella delle povertà e nuove povertà e dell'emarginazione e quella della sicurezza dei cittadini declinata nell'ottica della mediazione sociale. Nel primo caso, a partire dal primo tavolo del marzo 2011, denominato "Dare visibilità agli invisibili" si e' riusciti a mettere in rete il volontariato e l'associazionismo territoriale attivo nelle aree di marginalità che risultano in aumento, ma spesso invisibili e, a volte, difficilmente intercettabili per i servizi, ad ampliarne il raggio d'azione e a costruire una rete operativa integrata. I tavoli sono proseguiti con incontri anche specifici su zone di criticità come il quadrante di Via Assisi, la stazione Tuscolana, il quartiere di Torre del Fiscale. Nel secondo caso, si e' affrontato, attraverso il Progetto " Spazio Prossimo", una serie di problematiche territoriali legate alla sicurezza dei cittadini in un'ottica di sviluppo di relazioni di vicinanza e prossimità all'interno del tessuto urbano. I tavoli, partiti sin dal febbraio 2010, sono proseguiti fino a giugno 2011 ed hanno coinvolto scuole, centri sociali anziani, associazioni, cooperative, condomini. La Presidente Fantino e l'assessore Sacchi hanno poi promosso due assemblee plenarie pubbliche a cui sono stati invitati tutti gli attori operanti nel sociale: Presidente e Membri della Commissione Consiliare Municipale Politiche Sociali, Assessori e Consiglieri municipali, ASL RM C - Distretto 9, TSMREE, CAD e DSM, sindacati, dirigenti scolastici, consigli d'istituto, cooperative di servizi, associazioni, volontariato, consulte, Forum III Settore, e, naturalmente, cittadini. La prima del 20 giugno 2011 e la seconda del 3 novembre Nel corso di quest'ultimo incontro, stante la situazione di grave crisi che sta colpendo il nostro Paese e che si ripercuote pesantemente su cittadini e servizi, si e' convenuto di voler proseguire in una concertazione ancor più stringente di tutte le parti al fine di monitorare la situazione, prevenire il disagio, riqualificare l'offerta, attivare risposte di rete in grado di lenire l'impatto sui più deboli. Infatti, a causa dei tagli cui saranno soggetti i fondi destinati al sociale, anche ciò che tale Piano ha sino ad oggi garantito potrà essere messo in discussione, a breve, per la paventata carenza di finanziamenti. L Assessore alle Politiche Sociali Alessandra Sacchi 9
10 1. IL CONTESTO TERRITORIALE E IL PROFILO SOCIO DEMOGRAFICO DELLA COMUNITA LOCALE Il Municipio Roma IX comprende i quartieri, Appio-Latino, Metronio e Tuscolano, si estende dalle Mura Aureliane fino a via del Quadraro a sud, mentre ad est ed a ovest è delimitato rispettivamente dalla via Casilina e dalla via Appia Antica. La caratteristica di cerniera tra centro storico e periferia rende il nostro territorio soggetto a grandi modificazioni. Nel corso degli anni Via Appia Nuova ha assunto un carattere commerciale e terziario che ha conosciuto un enorme sviluppo soprattutto con l apertura della linea metropolitana (n.6 fermate). Sono presenti nel territorio linee ferroviarie di notevole interesse cittadino come la stazione Casilina e la stazione Tuscolana, situata nell omonima via ( adiacenze piazza dei Re di Roma), snodo importante che permette una serie di collegamenti anche con l aeroporto di Fiumicino. Il territorio è caratterizzato da un consistente patrimonio archeologico e naturalistico, che si sviluppa, soprattutto lungo l asse viario della via Latina, risalente all epoca preistorica. Di notevole importanza, ma poco conosciuto, è il Parco delle Tombe latine, situato sull antico tracciato della via Latina, l attuale via Demetriade, che conserva ancora l aspetto originario. Da notare, per la loro importanza storica e bellezza architettonica, le cinque porte antiche che si affacciano nel territorio e che prendono il nome dalla strada sottostante: Porta San Sebastiano, Porta Latina, Porta Metronia, Porta Asinaria, Porta San Giovanni. Un discorso a parte merita il Parco della Caffarella, dove, alle preziose testimonianze archeologiche, si somma un notevole patrimonio naturalistico. Di recente l area è stata interessata ad un intervento straordinario di riqualificazione; in tal modo si è restituito ai cittadini il piacere delle passeggiate a piedi ed in bicicletta, in un itinerario scolpito tra verde e storia. Il verde pubblico totale corrisponde a mq. con un valore di 1,703 mq. per ogni cittadino. Infatti, oltre il Parco della Caffarella si annoverano sul territorio tre Ville storiche: Villa Lais, con i suoi boschetti segreti di lecci, i suggestivi rampicanti, le fresche panchine di marmo e gli edifici dal rassicurante aspetto di case di campagna; Villa Fiorelli piena di ricordi garibaldini e, da ultimo Villa Lazzaroni, con piante esotiche e rare, e un Teatro in ristrutturazione. La Villa è sede del Municipio Roma IX. 10
11 La Popolazione Il IX Municipio coincidente con il Distretto 9 della ASL RMC, ha una popolazione iscritta in Anagrafe al 31 dicembre 2009 (Ufficio statistica Comune di Roma) di abitanti, di cui di sesso femminile e di sesso maschile. POPOLAZIONE ISCRITTA IN ANAGRAFE AL 31 DICEMBRE 2009 Età Maschi Femmine Totale Totale Permane la prevalenza di una popolazione anziana; gli anziani nella fascia di età - 65 e oltre - corrispondono ad un valore di unità, di cui le donne sono , quasi il doppio degli uomini (12.258). La popolazione attiva compresa tra i 15 e i 64 anni di età risulta essere, in valore percentuale, il 62,7 %, mentre è quasi omogenea la distribuzione nelle fasce di età comprese tra 0 e 19 anni. L incidenza della classe oltre i 65 anni è del 25,60%, più di un quarto della popolazione, e questo condiziona la programmazione dei servizi che devono, inevitabilmente, tener conto dei bisogni tipici dell età anziana. 11
12 Tasso di densità abitativa nei Municipi di Roma al 31/12/2007 Municipio Tasso di densità abitativa (ab/ha) 1 88,6 2 89,8 3 90,3 4 20,4 5 36, ,8 7 64,0 8 19, , , ,7 12 9, , , , , , ,8 20 7,9 12
13 Municipi ordinati secondo il Tasso di densità abitativa (31/12/2007) La popolazione insiste su un territorio di circa 807 ettari e risulta essere la superficie più piccola dopo i Municipi XVII (560.9 HA) e VI (791.6 HA) con una densità abitativa che sfiora i 156,9 (ab/ha), la più alta in assoluto tra i 19 Municipi. Pertanto il Servizio Sociale, in attuazione della Legge 285/97 e 328/2000, deve porre l attenzione su una progettazione maggiormente rispondente ai reali fabbisogni dei cittadini e con l obiettivo di superare interventi frazionati e non risolutivi, focalizzandoli nel contesto geografico e socio-demografico municipale in un quadro complessivo del territorio e dei servizi. 13
14 Incidenza percentuale di alcune classi di età sul totale della popolazione del Comune di Roma, distinta per Municipi Municipio % da 0 a 4 sul % su tot. % 65 e + su tot. Mun. tot.mun Mun. 1 3,40% 20,60% 22,50% 2 4,00% 20,40% 25,20% 3 3,60% 20,90% 25,10% 4 4,30% 20,10% 22,90% 5 4,20% 20,60% 19,50% 6 3,90% 18,40% 24,50% 7 4,50% 18,30% 20,50% 8 5,80% 16,90% 14,60% 9 3,80% 19,90% 25,60% 10 4,60% 19,20% 21,00% 11 4,20% 20,20% 24,40% 12 5,00% 19,60% 18,00% 13 5,30% 18,20% 17,40% 15 4,60% 18,40% 21,80% 16 4,30% 19,50% 24,70% 17 3,50% 20,80% 26,90% 18 4,60% 18,80% 22,20% 19 4,70% 18,40% 21,00% 20 4,80% 19,00% 19,70% Media 4,40% 19,40% 22,00% Nel Municipio si rileva l accrescimento di un area di fragilità sociale, costituita da soggetti a limitata autonomia o a rischio di emarginazione, mentre la stratificazione sociale indica una popolazione residente di ceto medio con preminenza nei settori del commercio, dei servizi ed impiegatizio. 14
15 2. IL CAPITALE SOCIALE E LE RISORSE DEL MUNICIPIO I servizi e gli interventi propri del servizio sociale sono rivolti alla soddisfazione delle molteplici esigenze, bisogni e necessità delle persone. Il settore è caratterizzato da grandi cambiamenti perché strettamente dipendente dalle tante variabili di una società in continua evoluzione e trasformazione e quindi lo stesso deve continuamente rinnovarsi nell approccio con la cittadinanza. Questo ha una ricaduta generale sui servizi rivolti alla persona sia quelli presenti sul territorio che quelli dei servizi del Municipio offerti ai cittadini. Nello specifico essi riguardano i 4 centri di costo del servizio sociale: IAB, IAM, IIA, ISA, che interessano l assistenza agli adulti, disabili, minori ed anziani ed i servizi dell Unità Organizzativa Socio-Educativa Culturale e Sportiva. L innovazione del Welfare con nuovi servizi e nuovi interlocutori sono risorse pubbliche aggiuntive, e quindi dei cittadini, per cui abbiamo il dovere di renderli visibili alla cittadinanza nella gestione e nelle scelte operate per garantire trasparenza, efficienza ed efficacia alle decisioni assunte. Di seguito, si riporta un quadro complessivo dei servizi propri dell Unità Organizzativa Socio-Educativa Culturale e Sportiva compresi i servizi/interventi del Servizio Sociale, raggruppati per le singole funzioni, partendo dal servizio del segretariato socio-sanitario- PUA che costituisce il primo momento di accoglienza del cittadino. UNITÀ ORGANIZZATIVA SOCIO-EDUCATIVA CULTURALE E SPORTIVA (U.O.S.E.C.S.) Gli Uffici della Unità Organizzativa Socio-Educativa Culturale e Sportiva (U.O.S.E.C.S.) si occupano dei servizi relativi a : a) Servizi sociali - assistenza e sostegno nei confronti dei singoli e dei nuclei familiari residenti nel IX Municipio che si trovano in situazioni di disagio sociale ed economico; b) Scuola della prima infanzia nidi e scuole materne- refezione scolastica trasporti scolastici; c) Attività culturali e sportive nel territorio - programmazione e realizzazione delle attività e manifestazioni culturali e sportive nel Municipio. SERVIZI SOCIALI ALLA PERSONA I servizi sociali sono concepiti come servizi di: promozione, sostegno e stimolo per le persone affinché acquisiscano loro stessi gli strumenti per superare le proprie difficoltà e possano essere più autonome e capaci di affrontare le proprie difficoltà. Come servizi di: prevenzione tesi ad evitare che un singolo, un gruppo o una comunità, vengano a trovarsi in situazioni che portino all emarginazione e/o disagio sociale. L'attività del Servizio Sociale si esplica attraverso l'attuazione di competenze professionali specifiche nelle diverse aree di intervento: Segretariato Sociale, Adulti, Disabili, Minori ed Anziani. SEDE: Via Tommaso Fortifiocca n
16 SERVIZI ALLA PERSONA MIRATI ALL ACCOGLIENZA DEI CITTADINI SEGRETARIATO SOCIALE e PUNTO UNICO DI ACCESSO Sportello Anziani Sportello Minori Sportello Disabili Sportello Immigrati Sportello Adulti Sportello Famiglia Il Segretariato Sociale risponde al diritto di ogni cittadino di conoscere le varie opportunità esistenti e delle quali può avvalersi per poter affrontare situazioni personali o familiari, in un momento di difficoltà, così come il PUA, servizio strategico socio-sanitario, nei due giorni dedicati, offre la possibilità di una costruzione di rete sempre più stretta e capillare nella giusta ricerca di soluzioni alle problematiche sociali e sanitarie dei cittadini. In pratica si connota come un servizio che può aiutare i cittadini a fare delle scelte consapevoli ed accrescere la propria capacità critica rispetto all esistente, analizzando, con l aiuto di un operatore specializzato, le risorse disponibili in quel momento e le procedure per accedervi. I destinatari di questo Servizio sono i gruppi, le associazioni, gli operatori dei servizi diffusi sul territorio e la comunità in generale, con un maggiore riguardo alle fasce più deboli, e a tutte le persone con fragilità sociale e sanitaria. 16
17 SERVIZI INDIVIDUALI ALLA PERSONA MIRATI AD OFFRIRE UN SOSTEGNO ECONOMICO E TECNICO DIRETTO AI NUCLEI FAMILIARI E ALLE PERSONE SINGOLE SOSTEGNO ECONOMICO OSPITALITA NOTTURNA SOSTEGNO ALLOGGIATIVO RESIDENZA CONVENZIONALE BUONI MENSA E PASTI A DOMICILIO Sostegno economico per l assistenza alloggiativa - Delibera C.C. n.163/98 - Gli interventi sono rivolti a nuclei familiari, che versano in condizioni socio-economiche gravi ed accertate e che debbono affrontare problematiche dipendenti da eventi particolari quali sgomberi e sfratti. A seguito di elaborazione del progetto individuale, concordato con il richiedente, viene attivato un contributo economico per 48 mesi, in base alla disponibilità dei fondi nel bilancio del Municipio. Sostegno economico per le persone ed i nuclei familiari con fragilità sociale Delibera C.C. n.154/97- Il Servizio Sociale professionale provvede attraverso l elaborazione di un progetto individuale specifico, a rispondere al bisogno economico individuato, in accordo con i richiedenti. Buoni Mensa Pasti a domicilio Per le persone che presentano un grave disagio sociale vengono offerti interventi che rispondono a bisogni primari come i buoni mensa da utilizzare presso la Caritas. I pasti a domicilio, attraverso una convenzione con la Cooperativa Roma Solidarietà, vengono consegnati giornalmente a persone o famiglie in stato di difficoltà. Ospitalità Notturna Per i cittadini con una condizione di particolare disagio sociale e sanitario e che necessitano di sostegno primario, poiché privi di alloggio o di reddito, è possibile attivare interventi specifici alle problematiche individuali. Residenza anagrafica convenzionale Servizio rivolto alle persone senza fissa dimora, che abitualmente sono presenti nel territorio municipale. Le Assistenti Sociali, attraverso colloqui individuali, valutano la possibilità di usufruire di una residenza convenzionale in Via Modesta Valenti 9 per potere provvedere al diritto di residenza e di accesso ai servizi. 17
18 SERVIZI INDIVIDUALI ALLA PERSONA MIRATI AL MANTENIMENTO DELLE PERSONE IN FAMIGLIA ASSISTENZA DOMICILIARE ANZIANI MINORI DISABILI CENTRO SERVIZI ANZIANI Assistenza Domiciliare per Anziani Sono destinatari del Servizio tutti i cittadini anziani del IX Municipio che necessitano di un sostegno domiciliare e sul quale si basano gli specifici interventi atti a consentire agli anziani di restare nel proprio domicilio ed evitare ricoveri impropri, favorire la socializzazione ed il mantenimento/recupero delle capacità residue. La presa in carico, con la relativa definizione del pacchetto di servizio, viene effettuata dal Servizio Sociale Professionale, che svolge colloqui e visite domiciliari per la definizione del piano d intervento ai sensi della Deliberazione della Giunta Comunale n. 479 del che prevede pacchetti di servizio di intensità assistenziale alto-medio-basso secondo il grado di autosufficienza del richiedente ed alla presenza o meno di rete familiare e sociale. Assistenza Domiciliare per Disabili Il Servizio è rivolto ai soggetti disabili minori ed adulti ed è finalizzato al sostegno dell autonomia e dell integrazione sociale. Sono previste attività individuali e di gruppo. Il Distretto 9 della ASL RMC promuove la richiesta e l equipe integrata, Municipio-Asl, procede alla definizione del progetto assistenziale che può essere rimodulato nel tempo in caso di modifiche riguardanti le condizioni fisiche, sociali o familiari del soggetto. Gli interventi sono erogati in base ai pacchetti di servizio di grado di intensità assistenziale alto-medio-basso. 18
19 Assistenza Indiretta per disabili Trattasi di un intervento economico rivolto a disabili adulti e minori, in condizione di gravità, che individuano direttamente un assistente personale stabilendo un regolare contratto di lavoro con uno o anche con più assistenti domiciliari. Il Municipio corrisponde l importo mensile concordato nella predisposizione del progetto individuale di intervento. Assistenza Domiciliare per i Minori Il sostegno al minore in famiglia è previsto per le situazioni che presentano un disagio complesso. Gli interventi vengono effettuati attraverso attività di sostegno alla genitorialità e al minore nelle relazioni intrafamiliari e scolastiche per l acquisizione di un autonomia personale. Sono previste attività individuali e di gruppo. L attivazione del servizio avviene a seguito di valutazione dell Assistente Sociale Municipale o del TSMREE della ASL che ha in carico il nucleo familiare.. Centro Servizi Via Terni n.9 Il Servizio è rivolto ai cittadini anziani del Municipio e loro familiari che necessitano di una presa in carico leggera volta al sostegno per il superamento delle difficoltà legate alla quotidianità. Sono significative, soprattutto, le attività rivolte alla prevenzione in raccordo con la rete formale presente sul territorio e le varie associazione di volontariato. Gli anziani accedono in forma libera sia telefonicamente che recandosi personalmente presso il centro. Determinante per il corretto funzionamento del Servizio è il mantenimento attivo della rete delle risorse territoriali che consente di seguire gli anziani evitando di ricorrere a servizi maggiormente strutturati. 19
20 SERVIZI INDIVIDUALI ALLA PERSONA MIRATI ALL INSERIMENTO IN STRUTTURE RESIDENZIALI CASE FAMIGLIE MINORI ANZIANI RESIDENZE SANITARIE ASSISTITE COMUNITA ALLOGGIO ANZIANI MINORI ANZIANI Case Famiglie e Comunità alloggio per anziani Il servizio è rivolto ad anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti, soli e/o privi di riferimenti parentali, che non possono o non vogliono rimanere presso la propria abitazione. Il Servizio Sociale professionale valuta la situazione familiare, sociale ed economica del richiedente e concorda il percorso più adatto allo scopo di definire il contributo economico per il pagamento della struttura ed il corretto inserimento in comunità. Case Famiglie e Comunità alloggio per minori L intervento viene attivato per i minori che presentano una situazione familiare problematica e che, spesso, sono soggetti sottoposti a provvedimenti dell Autorità Giudiziaria minorile. L intervento è attuato sempre a tutela dei minori e l accoglienza residenziale avviene con l inserimento in case famiglia o comunità alloggio, a seguito della valutazione dell assistente sociale del Municipio o della ASLRMC- TSMREE- stessi. Case Famiglie per persone con disabilità Il servizio è gestito dal Dipartimento Promozione delle Politiche Sociali e della Salute, al quale viene inoltrata la richiesta di inserimento da parte del Distretto 9 della ASL RMC, competente della presa in carico dell utente. Residenze Sanitarie Assistite Il Servizio è rivolto a persone anziane non autosufficienti che sono state valutate bisognose di ricovero a carattere sanitario da parte del CAD della ASLRMC. Il cittadino si rivolge al Servizio Sociale per la valutazione socio-economica e per stabilire la quota di compartecipazione alla retta a carico dell utente. 20
21 SERVIZI DI GRUPPO MIRATI AL MANTENIMENTO DELLE PERSONE FRAGILI IN FAMIGLIA CENTRI SEMIRESIDENZALI MINORI DISABILI ANZIANI DISABILI ADULTI Centro Primo Incontro Centro Diurno Attivamen te Club di Socializzazi one Piccolo Mouse Club di socializzazione Piccolo Mouse Il Servizio è rivolto a giovani-adulti con una disabilità psico-fisica di grado mediolieve per offrire un sostegno alla promozione di momenti di socializzazione. Il Servizio è integrato con la ASLRMC U.O. Disabili Adulti. La partecipazione è promossa dai servizi attraverso un piano individuale di intervento che utilizza le attività socializzanti e ricreative per rafforzare il livello di autonomia dei diversamente abili. Centro Diurno Primo Incontro I bambini e adolescenti disabili, di grado medio-grave e grave, che necessitano di un supporto assistenziale nell arco della giornata, possono accedere al Centro previa valutazione del neuropsichiatria del TSMREE della ASLRMC. Le attività previste dal Centro sono tese al recupero delle capacità del singolo ed alla sua socializzazione. Il progetto individuale tiene conto delle possibilità del minore e delle esigenze della famiglia al fine di offrire ai genitori momenti di sollievo. Centro Diurno Anziani Fragili e Centro Alzheimer Gli anziani fragili, parzialmente autosufficienti ed i malati di Alzheimer di grado medio-lieve possono usufruire del Centro per essere sostenuti nel recupero e/o per il mantenimento delle capacità residue. Il Centro è integrato con la ASLRMC; gli anziani svolgono attività di socializzazione attraverso laboratori teatrali, di musica e canto, di attività artistico-manuale e di ginnastica dolce. E previsto il trasporto per e dal Centro. L ammissione è subordinata alla valutazione da parte dall Unità Valutativa Multidimensionale che elabora il progetto individuale che riguarda il paziente, gli interventi di cui necessita e la frequenza. Il Centro è organizzato in modo di assicurare nel corso della settimana, giornate dedicate alla frequenza di anziani con patologie quali demenze ed Alzheimer e giornate dedicate alla frequenza di anziani fragili. La capienza del centro è di 25 utenti giornalieri. 21
22 SERVIZI ALLA COMUNITÀ MIRATI A SODDISFARE BISOGNI DI SOCIALIZZAZIONE CENTRI DIURNI SOCIALI ANZIANI MINORI Via Iberia Centro Diurno Officina Tempo Libero Centro di aggregazione adolescenti Villa Lazzaroni Villa Lais Villa Fiorelli Via La Spezia Centri Sociali Anziani Nel Municipio esistono cinque Centri Sociali Anziani. Il servizio è rivolto agli anziani del territorio che vi accedono liberamente per svolgere attività ricreative, culturali e per passare qualche ora della giornata in compagnia. I centri si organizzano autonomamente e sono diretti da un Comitato di Gestione costituito dagli anziani eletti a svolgere questo compito. L iscrizione è gratuita e dà diritto alla partecipazione a gite, spettacoli teatrali, corsi di computer ecc. Soggiorni estivi Le persone anziane autosufficienti che rimangono sole nel periodo estivo possono partecipare ai soggiorni organizzati presso località marine o montane per riposo e socializzazione. Il Servizio prevede una compartecipazione economica da parte dell utente in base al reddito percepito. 22
23 Centro diurno per i bambini e adolescenti Le attività di gruppo dei minori dai 3 ai 10 anni sono finalizzate a favorire la loro crescita ed il percorso di acquisizione dell autonomia. Le attività sono organizzate in laboratori e nel periodo estivo in attività esterne al centro. La partecipazione è stabilita da un progetto individuale condiviso tra Assistente Sociale Municipale o del TSRMEE e genitori del minore. Centro diurno di aggregazione per adolescenti E rivolto ai giovani dagli 11 ai 18 anni. Le attività sono volte per favorire l aggregazione ed il protagonismo giovanile. Le attività di gruppo di teatro, musica, informatica, ecc sono organizzate dai giovani e prevedono anche la possibilità di gite e week-end o partecipazione ad eventi cittadini. L accesso è libero e la proposta di partecipazione viene effettuata dagli educatori del centro attraverso adeguata pubblicizzazione. Centri ricreativi estivi e nelle vacanze brevi per bambini e adolescenti I minori dai 3 ai 14 anni possono usufruire del servizio nei periodi di chiusura della scuola per momenti di svago e di socializzazione. Le attività previste sono di tipo ludico-ricreativo e sportive e si svolgono presso cinque plessi scolastici. Per la partecipazione i genitori dei ragazzi possono rivolgersi direttamente ai responsabili dei centri. Il Servizio Sociale e il Servizio della ASLRMC segnalano gli utenti per i quali è previsto un progetto assistenziale affinché la partecipazione ai centri sia in sintonia con quanto svolto dai servizi. SERVIZIO SOCIALE PROFESSIONALE Interventi di sostegno e reinserimento sociale Gli interventi tecnici sono rivolti ai nuclei familiari e a persone singole finalizzati al reinserimento sociale. Gli interventi attuati sono i progetti finalizzati al superamento delle difficoltà legate al lavoro: progetto borse lavoro e inserimento in corsi di formazione professionale con piani individualizzati. Questa attività richiede la costruzione di una rete territoriale con le strutture del volontariato, del privato sociale, delle Parrocchie e delle Associazioni e con le Istituzioni pubbliche. Interventi rivolto ai nuclei familiari sottoposti a provvedimenti delle Autorità Giudiziarie - Interventi rivolti ai bambini e adolescenti a rischio Un equipe integrata Municipio IX- Distretto IX (Gruppo Integrato di Lavoro: GIL) svolge interventi professionali su richiesta delle A.A.G.G., rivolti ai bambini e adolescenti i cui nuclei familiari presentano problematiche psico- sociali che possono incidere sulla crescita evolutiva e sull acquisizione dell autonomia. - Affidamento Familiare Il Servizio viene attivato su mandato della magistratura o su richiesta degli interessati, per quei minori il cui nucleo familiare si trova in temporanea difficoltà. - Adozioni Gli psicologi del Municipio, integrati con il personale del Distretto 9 della ASL RMC, effettuano, su richiesta della Magistratura minorile, indagini adottive delle coppie 23
24 richiedenti l adozione di minori italiani e stranieri. Curano, inoltre, gli inserimenti nelle famiglie dei minori adottati durante il primo anno. Indagini su mandato delle A.A.G.G riguardanti anziani ed adulti Il Servizio attiva le necessarie indagini su specifica richiesta degli Uffici Giudiziari per situazioni di particolare fragilità, per l avvio del procedimento di amministrazione di sostegno, tutele, curatele a favore di anziani ed adulti. Lo schema riassuntivo dei dati degli utenti secondo le aree del servizio distinti per i singoli interventi è in allegato SCUOLA Il Settore Educativo ha funzioni di Programmazione e Coordinamento dei servizi educativi e scolastici e relativa attività amministrativa e gestione delle entrate di competenza. LE RISORSE EDUCATIVE TERRITORIALI NIDI COMUNALI "Arcobaleno" Via Lusitania, "Aquilone" Circ.Ne Appia, Giramondo" P.Zza S. Domenico Savio, "Girotondo" Via Ughelli, "Il Germoglio" Via Gela, "L'accademia Della Briciola" Via L. In Teverina, "La Chiocciola" Via Farsalo, "Le Marionette" Via Licia, Pollicao" Via Giulianello, "Scarabocchio" Via Taranto, SEZIONE PONTE Via Gela, NIDI CONVENZIONATI Barnepark Via Faleria, 21 24
25 Giangioco Via S.A.Gianelli Luba Via Fortifiocca, 11/A Luba Via Del Velodromo, Ministero Econ. e Finanza Via Casilina, NIDI PRIVATI Banca D italia Via Tuscolana C.O.I. Via Alfredo Baccarini, Il Cucciolo Via Di Vigna Fabbri, Il Girasole Via Macedonia Suore S. Dorotea Via Matera, SPAZIO BE.BI Coccodillo Via Della Molara S.N.C Noi Ci Divertiamo Via Latina Lucy May Via C. Cipolla 58/ Primi Incontri Via Di Vigna Fabbri 19 Dopo La Cicogna Via M Tabbarrini SCUOLE COMUNALI DELL INFANZIA Cagliero L.Go Volumnia, G. Carducci V. La Spezia, A. Diaz V. Acireale, G. Garibaldi V. Mondovì, A. Manzoni V. Populonia,
26 Ada Negri V. Latina, Gianni Rodari V. Norcia, S. Quasimodo V. Latina, T. Mommsen Via Bartoloni G. Verdi V.Gela, G. Verdi V. Bobbio, Villa Lazzaroni V. Appia Nuova, Giardinieri Via P.S.Sebastiano SCUOLE ELEMENTARI A. Manzoni V. Populonia, Ada Negri V. Latina, A. Diaz V. Acireale, Cagliero L.Go Volumnia, G. Carducci V. La Spezia, G. Garibaldi V. Mondovì, G. Verdi V. Gela, Gianni Rodari V. Norcia, Giuseppe Verdi V. Bobbio, S. Quasimodo V. Latina, Villa Lazzaroni V. Appia Nuova, SCUOLE MEDIE Albio Tibullo Via Amulio, Duca D'aosta Via Orvieto, Enrico Mestica Via Ceneda, F. Petrarca Via Camilla,
27 Giovanni Pascoli Via Illiria, Grazia Deledda Via Fortifiocca, Lewis Carroll Via Latina, Teodoro Mommsen Via T. Mommsen SCUOLE MEDIE SUPERIORI Augusto Liceo Classico Via Gela Russel Liceo Scientifico Via Tuscolana Russel Liceo Classico Sp. Via Tuscolana G.De Chirico Liceo Artistico Largo Pannonia M. Di Savoia Liceo Magistrale Via Cerveteri ISTITUTI PROFESSIONALI Armando Diaz Via Acireale, Carlo Levi Via Rocca Di Papa, Carlo Levi Via Assisi, Duca D'aosta Via Taranto, I. P. Per Il Turismo Via Tuscolana, G. C. Vallauri Via Grottaferrata, UFFICIO CULTURA - Attività culturali e sportive nel territorio L'Ufficio Cultura si occupa della programmazione e realizzazione delle attività e manifestazioni culturali nel Municipio Roma IX, curando i rapporti con le Associazioni e informando sulle iniziative, private che pubbliche che avvengono nel territorio. Organizza corsi a premi per le scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio e visite guidate di carattere archeologico, storico, botanico nel quartiere L'Ufficio Sport si occupa della programmazione, dell'organizzazione e del coordinamento delle attività e delle manifestazioni sportive del Municipio Roma IX, organizzando e realizzando saggi, di fine anno, dei centri sportivi del Municipio: Pattinaggio, Ginnastica 27
28 Artistica, Danza Classica e Moderna, Tennis Tavolo, Mini Olimpiadi, Semifinale Finali di Tornei di Basket e Pallavolo. Organizza corsi di aggiornamento per tecnici sportivi in collaborazione con le federazioni del CONI e altre realtà sportive interessate. CENTRI CULTURALI DEL TERRITORIO: - n. 3 Teatri, di cui N.1 all interno di Villa Lazzaroni, di Competenza del Municipio (In Ristrutturazione); - N. 2 Cinema, per un totale di 8 Sale BIBLIOTECA COMUNALE Via la Spezia n.21 CENTRI SPORTIVI MUNICIPALI attivi presso le scuole Gimnyca, 94 Scuola Mommsen Via Latina, Polisportiva Sc. El. Ada Negri Via Latina, 303 Ada Negri Società Sportiva S.M. S. Tibullo Via Amulio 4 Appio Roma Ass. Ne Sportiva Quasimodo Via Latina N.554 Ballidea Polisportiva S.M.S. Momsen L.Go T.Venturi 5 Mommsen Polisportiva Sc. Elem. Diaz Via Acireale N.2 Allende Ass. Ne Sportiva S.M.S. Petrarca Via M. Scevola N.126 Millennium Polisportiva S.M. Mommsen L.Go T. Venturi N.5 Mommsen Ass. Ne Sportiva S.M.S.Mestica Via Ceneda 26 Maxisport Ass.Ne Sportiva S.M.S. Petrarca Via M. Scevola N.126 Nomen Basket Polisportiva Sc. Elem. Manzoni Via Vetulonia N.17 Oriens Roma Ass.Ne Sportiva S.M.S.G.Pascoli Via Illiria N.1 Roma Centro Polisportiva Ulisse Sc.Elem. Ada Negri Via Latina N
29 Ass.Ne Sportiva Sc.Elem.Cagliero L.Go Volumnia N.11 Vis Roma Polisportiva Sc. Elem. Rodari Via Norcia N.19 Villa Fiorelli S.S. Sportiva Sc. El. Quasimodo Via Latina N.554 Basket Tuscolano Ass.Ne Andos Sc. El. Diaz Via Acireale N LE RISORSE NEL TERRITORIO Centri Anziani Nome Sede Recapiti Area Centro anziani Renato Annini (villa Lais) Centro anziani San Giovanni Centro anziani Via Iberia Centro anziani Villa Fiorelli Centro anziani Villa Lazzaroni Piazza Cagliero, Roma Via La Spezia, Roma Via Iberia, Roma P.za di Villa Fiorelli, snc Roma Via Appia nuova, 552/a Roma Tel Tel Tel Tel Tel Anziani Anziani Anziani Anziani Anziani Servizi Comunali Nome Sede Recapiti Area Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze Istituzione di Roma Capitale Centro territoriale permanente (CTP) Circolo didattico Cagliero C.F.P. (Centro di Formazione Professionale) Luigi Petroselli C.O.L. (Centro Orientamento Lavoro) Luigi Petroselli Via Savona, Roma Largo Volumnia, 11, Roma Via Gela, Roma Via Tuscolana, 208/a Roma Tel Fax Tel./Fax Tel Tel Tel Tel./Fax Adulti Generico Adulti Adulti 29
30 Centro accoglienza Santa Giacinta a Ponte Casilino Caritas Diocesana di Roma Mensa diurna Caritas Cittadella della carità Santa Giacinta Centro di accoglienza notturna Madre Teresa di Calcutta Servizi per l inclusione sociale dei migranti e rifugiati Programma integra Via Casilina vecchia, Roma Via Casilina Vecchia, Roma Via Assisi, Roma Via Assisi, Roma Tel Tel Tel Tel Tel Fax Tel / Fax Adulti Generico Immigrati Immigrati Case Famiglia e Comunità alloggio Nome Sede Recapiti Area Casa alloggio Comunità di Sant Egidio ACAP Casa di riposo Madonna delle Salve Congregazione Piccole Suore della Divina Provvidenza Casa famiglia Elvira e Dino Vaselli (delle Suore Calasanziane) Largo Magna Grecia, Roma Via Alba, Roma Via A. Coppi, Roma Casa famiglia Main Via Appia nuova, Roma Casa famiglia Circ.zione Appia146 Padre Annibale Maria di Francia Roma Casa famiglia San Giovanni Bosco Via Appia nuova, delle figlie di Maria Ausiliatrice Roma Gruppo appartamento Circ.zione Appia146 Casa Nazarena Roma Gruppo appartamento La mia Via Nuoro, 1 famiglia Roma Gruppo appartamento (femminile) Via dei Rogazionisti, Padre Annibale Roma Gruppo appartamento (maschile) Circ.zione Appia146 Padre Annibale Roma Gruppo appartamento San Giovanni Via Appia Nuova171 Bosco delle Figlie di Maria Ausiliatrice Roma Gruppo appartamento San Giuseppe Gruppo appartamento Sant Antonio Via dei Rogazionisti, 2/ Roma Via dei Rogazionisti, 2/ Roma Tel Tel Fax Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Tel Anziani Anziani Minori Minori Minori Minori Minori Minori Minori Minori Minori Minori Minori 30
31 Associazioni Cooperative Nome Sede Recapiti Area Associazione Il Melograno Via Saturnia, 4/a Roma Centro Indivenire Via Castel Colonna, Centro Integrato per la crescita e il 34 benessere psico corporeo Roma Corsi di formazione professionale Via Tuscolana, 388 Centro Manuela Mezzelani Roma Cooperativa sociale ar.l. Hamici ONLUS Cooperativa sociale medica socio sanitaria Asclepio a r.l. Via Cesare Pavese, Roma Via Saluzzo, Roma Associazione Il mondo che vorrei Via G. Villani, Roma Associazione volontari Il Cavallo Via G. Mantellini, 8 Bianco Roma Associazione Donne per la sicurezza onlus Associazione PSIC AR psicologi dell emergenza Alfredo Rampi Associazione di Promozione e Difesa dei Diritti Erythros Corsi di italiano per stranieri Associazione CE.P.AT. "La Casa di Tutti i Colori" Corsi gratuiti di italiano per stranieri Associazione Koinè La casa dei popoli Via Dacia, Roma Via Altino, Roma Via Tortona, Roma Piazza Epiro, Roma Via Appia, Roma Associazione Tininiska Italia Onlus Via Domodossola, Roma Associazione di volontariato Arché Via Oderzo, 34 ONLUS Roma Associazione di volontariato Via San Remo, 1 Occhi per comunicare Roma Associazione no profit Il Bosco Via T. Fortifiocca, 11/a Roma Centro diurno integrazione sociale e Via Collazia, 2/f culturale per minori Roma Arciconfraternita del Santissimo Sacramento e di San Trifone Ludoteca L orto delle favole Via T. Mommsen, 9/ Roma Tel Fax Tel Tel Fax Tel Fax Tel./Fax Tel Fax Tel Tel Tel Fax Tel Tel Fax Tel / 220 Fax Tel Tel Tel Fax Tel Fax Tel Fax Tel Fax Tel Fax Tel Adulti Adulti Adulti Anziani Anziani Disabili Disabili Generico Generico Immigrati Immigrati Immigrati Minori Minori Minori Minori Minori Minori 31
32 Patatrac Società Cooperativa Via di Vigna Fabbri, Tel./Fax Minori Sociale a R. L. ONLUS Roma 334 Spazio d incontro per i neo genitori Via Saturnia, 4/a Tel Minori Quando nasce un bambino Associazione Il Melograno Roma Fax Ass. Moiselle Le Blanc Via Costamagna 42 Tel minori Cooperativa la Meta Via Botero 16 Tel fax anziani minori L Albero di Minerva Via Costamagna 42 Tel minori Associazione La Ciliegia Via F. Maurolico n.9 Tel minori Ass. Mirtilli e Fragoline via Voghera 62 Tel minori Coperativa ABC Via Mozart 43 Tel Fax Associazione il Clownotto Via Proba Petronia 37 tel minori minori Associazione Pirimpumpara Largo Michele Unia Tel minori n. 4 Associazione Artes Via Ceneda n. 16 Tel minori Associazione Archi d Arte Via Cassano al Jonio n.27 Tel minori Accademia Musicale Clivis Via G. Botero 18 Tel minori Associazione Epochè Via M. Schipa n. 4 Tel famiglie Associazione prevenzione ed Intervento Roma 81 Cooperativa Obiettivo Uomo Via A. Luzio n.60 Via G.A. Badoero n.67 Tel minori disabili adulti Tel minori adulti disabili 32
33 Parrocchie Nome Sede Recapiti Area Centro di ascolto Parrocchia Natività di Nostro Signore Gesù Cristo Centro di ascolto Parrocchia Ognissanti Centro di ascolto Parrocchia San Gaspare del Bufalo Centro di ascolto Parrocchia San Giovanni Battista De Rossi Centro di ascolto Parrocchia San Giuda Taddeo ai Cessati Spiriti Centro di ascolto Parrocchia San Martino I Papa Centro di ascolto Parrocchia Sant Antonio Centro di ascolto Parrocchia Santa Caterina da Siena Centro di ascolto Parrocchia Santa Maria Ausiliatrice Centro di ascolto Parrocchia Santi Antonio e Annibale Maria Centro di ascolto Parrocchia S.ti Fabiano e Venanzio Centro di ascolto Parrocchia Santissimo Corpo e Sangue di Cristo Centro di ascolto Parrocchia Santissimo Nome di Maria Centro di ascolto Parrocchia Santo Stefano Protomartire Via Urbisaglia, Roma Via Appia Nuova, Roma Via Borgo Velino, Roma Via C. Baronio, Roma Via A. Crivellucci, Roma Via Veio, Roma Circ.azione Appia, Roma Via Latina, Roma Piazza S. Maria Ausiliatrice, Roma Piazza Asti, Roma Via Terni, Roma Via Narni, Roma Via Centuripe18/ Roma Via di Torre del Fiscale, Roma Tel Tel-Fax /440 Tel Fax Tel./Fax Tel Fax Tel Fax Tel./Fax Tel Fax Tel./Fax Tel Fax Tel Tel Fax Tel Fax Tel Fax Tel./Fax Tel./Fax Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico Generico 33
34 Centri di Assistenza Fiscale convenzionati con il Municipio Roma IX Nome Sede Recapiti Area CAF Cisl Via delle Cave, Roma CAF Confsal Via Niso, 21/ Roma CAF Cgil Via Foligno, Roma CAF Cgil Via Sgurgola, Roma CAF Uil Via Appia nuova, Roma CAF Uil Sportello ILID (Informa Lavoro Informa Diritti) CGIL Roma Sud Sportello immigrati CDLT Roma Sud (Camera Del Lavoro Territoriale) - CGIL SPI (Sindacato Pensionati Italiani) CGIL Via Collegentilesco, Roma Via del Velodromo, Roma Via del Velodromo, Roma Via del Velodromo, Roma Tel Fax Generico Tel Generico Tel Tel Tel Fax Tel Tel Tel Tel Fax Tel Tel Generico Generico Generico Generico Immigrati Immigrati Anziani 34
35 RISORSE/SERVIZI SANITARI DELLA ASL RMC - DISTRETTO IX Il Distretto Sanitario è una articolazione territoriale dell Azienda Sanitaria Locale che coincide con il territorio del Municipio Roma IX; assicura alla popolazione residente l accesso ai servizi e alle prestazioni sanitarie, garantendo la fruizione dei livelli essenziali di assistenza. In questo contesto si realizza, in particolare, il raccordo tra prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e quelle socio-sanitarie a rilevanza sanitaria,. I servizi ad elevata integrazione socio-sanitaria sono i Centri diurni per anziani e per disabili, il progetto di Dimissioni protette, il Centro Famiglia, l assistenza domiciliare per minori e disabili e l unità operativa per età evolutiva - TSMRE Servizi Sanitari ASL RMC Distretto 9 Nome Sede Recapiti Area Consultorio familiare Via C. Denina, Roma Consultorio familiare Via Iberia, Roma Consultorio familiare Via Monza, Roma TSMREE - Tutela della Salute Via Monza, 2 Mentale e Riabilitazione in Età Roma Evolutiva Tutela Salute Riabilitazione Disabili Via Monza, 2 Adulti Roma SERT - Prevenzione e cura delle Tossicodipendenze P.za S. Giovanni in Laterano, Roma C.S.M. Centro di Salute Mentale Via Monza, Roma Medicina preventiva età evolutiva Via Nocera Umbra, (dai 5 ai 18 anni) Roma C.A.D. - Centro Assistenza Circ.zione Appia, 23 Domiciliare sanitaria Roma Ufficio Invalidi civili Via Monza, Roma Ufficio protesi Via Monza, Roma Ufficio certificazioni legali Via Monza, Roma U.O.S.D. (Unità Operative Semplici Via Acqua Donzella, Dipartimentali) Poliambulatorio Roma U.O.S.D. (Unità Operative Semplici Via Apulia, 5-7 Dipartimentali) Poliambulatorio Roma U.O.S.D. (Unità Operative Semplici Via Nocera Umbra, Dipartimentali) Poliambulatorio Roma Tel Fax Tel Fax Tel Fax Tel Fax Generico Generico Generico Minori e Disabili Tel Disabili Fax Tel Adulti Tel Fax Tel /511 Generico Fax Tel Minori Fax Tel Generico Fax Tel Disabili Fax Tel Disabili Fax Tel Generico Tel Fax Tel Fax Tel Fax Generico Generico Generico 35
36 U.O.C. Servizio Farmaceutico Via Casilina, 395 Territoriale Roma Unità mobile odontoiatrica Via T. Fortifiocca, Roma Trasporto dializzati Via Monza, Roma Tel Generico Fax Tel Generico Tel Fax Generico Consultori Familiari Erogano servizi diretti a promuovere e tutelare la salute della donna e del bambino, maternità e paternità consapevole, vaccinazioni dell infanzia, procreazione cosciente e responsabile, preparazione al parto ed al puerperio, tutela della salute psico-fisica dei bambini e degli adolescenti, educazione alla sessualità ed alla affettività, screening tumori utero, adempimenti legge 194/78. Unità di Tutela Salute Mentale e Riabilitazione Età Evolutiva (TSMREE) Effettua attività di diagnostica, sostegno e trattamento per minori in età evolutiva. Le aree di intervento sono: minori sottoposti a provvedimenti di attività giudiziaria, Legge 104/92, psicoterapie individuali, familiari, di gruppo, fisioterapia e logoterapia, visite per trattamenti in convenzione. Unità Tutela Salute del Disabile Supervisiona progetti di riabilitazione ( ex art.26), coordina soggiorni estivi per disabili, segnalazioni per l assistenza domiciliare a disabili ( SAISH), centri ricreativi e sportivi, Comunità Alloggio e Residenze Protette, Centri di Formazione Professionale, Centri Diurni Unità SERT Si occupa di prevenzione, cura e riabilitazione degli stati di tossicodipendenza, alcoolismo e patologie correlate. Centro Salute Mentale (CSM) Afferente al Dipartimento Salute Mentale effettua prevenzione, cura e riabilitazione a livello ambulatoriale, domiciliare, territoriale delle persone con disturbi psichici. Struttura del Dipartimento Salute Mentale della ASL RMC è il Centro Diurno Villa Lais finalizzato all inserimento sociale di persone con problemi psichici. Unità di Medicina Preventiva per l Età Evolutiva ( MPEE ) Effettua interventi di educazione sanitaria nelle scuole materne, elementari, medie, superiori e nei nidi. Sorveglia la diffusione delle malattie infettive. Effettua vaccinazioni obbligatorie e raccomandate, screening per tubercolosi, microcitemia, difetti della vista, scoliosi, carie e malocclusioni. Effettua la vigilanza igienico-sanitaria dei locali e delle 36
37 mense, le cerficazioni sanitarie per la riammissione scolastica e per la frequenza dei minori nei centri vacanze. Centro Assistenza Domiciliare ( CAD ) Eroga prestazioni sanitarie a domicilio di medicina specialistica, prelievi ematici, prestazioni infermieristiche e di riabilitazione, collabora con i medici di famiglia per la predisposizione del programma domiciliare di assistenza programmata, effettua valutazioni per inserimento in Residenze Sanitarie Assistenziali e Lungodegenza. Unità di Medicina Legale e Protesica Effettua prestazioni per riconoscimento invalidità civile, legge 104, autorizzazioni per erogazione ausili protesici. Poliambulatori Effettuano prestazioni specialistiche, analisi ematochimiche, prestazioni di diagnostica radiologica ed ecografica, visite per stranieri, distribuzione prodotti dietetici, farmaceutici, diagnostici per particolari patologie, scelta e revoca del medico, assistenza all estero, rimborsi prestazioni, esenzioni tickets. 37
38 3. LE DOMANDE E I BISOGNI DELLA POPOLAZIONE La Legge 328/2000 indica Il Welfare d accesso come un livello essenziale del sistema integrato di interventi e Servizi Sociali (art. 2 comma 4) in quanto strettamente connesso all esercizio dei diritti di cittadinanza e quindi alla possibilità concreta di accesso universale alla prestazioni socio-sanitarie disponibili sul territorio. In relazione al dettato della Legge, nell ambito dei progetti finanziati con i fondi nazionali delle Politiche Sociali è stato istituito nel Municipio il Segretariato Sociale, che è stato tra i primi ad essere attivato nella nostra città e tra i primi a definire e standardizzare una specifica metodologia di intervento. Il servizio, negli anni, ha assunto un ruolo fondamentale nella realtà territoriale, connotandosi come Osservatorio Privilegiato della fragilità e del disagio sociale, che garantisce unitarietà di accesso, capacità di ascolto, funzione di orientamento, funzione di filtro, funzioni di osservatorio e monitoraggio dei bisogni e delle risorse, funzione di trasparenza e fiducia nei rapporti tra cittadino e servizi, soprattutto nella gestione dei tempi di attesa nell accesso ai Servizi. Questo ha permesso di avere un ottica allargata sui bisogni della cittadinanza, ottica che è risultata di notevole supporto alla programmazione dei servizi alla persona. Infatti il Segretariato Sociale costituisce, oggi, il primo nodo di ingresso al sistema territoriale dei servizi, come parte integrante del sistema di welfare locale, dove si pratica un accoglienza globale del cittadino. È una struttura che connette la domanda ai servizi, i bisogni del singolo alle risorse formali e informali del suo territorio di appartenenza. Si tratta quindi di un servizio di primo livello impostato sulle attività di accoglienza, informazione, orientamento e accompagnamento, rivolto alla totalità dei cittadini per una generalità di problematiche, con un attenzione soprattutto verso persone che vivono condizioni di particolare fragilità sociale, cui si accompagna spesso anche una difficoltà nel rappresentare il proprio bisogno e la sua chiara formulazione. Descrizioni e analisi dei dati rilevati dal Segretariato Sociale /PUA nell anno Il Servizio di Segretariato Sociale/Punto Unico di Accesso (PUA) è organizzato con il Front office, con funzioni di prima accoglienza, informazione ed invio al colloquio di approfondimento con assistenti sociali e infermieri nelle giornate di PUA. La rilevazione dei dati viene fatta dal 1 gennaio 2010 per il Segretariato e dal 19 maggio 2010 per il servizio PUA. Per facilitare la comprensione dei dati si inizia l analisi delle schede del Front office e si prosegue con l approfondimento dei colloqui e relative tabelle. Il trend dei cittadini che si rivolgono al servizio per avere la prima informazione è sempre più elevato, nell anno 2010 sono stati i contatti registrati, che sommati alle due giornate di Pua raggiungono il totale di contatti. Il primo dato che si evidenzia è relativo all accesso diretto, si conferma Ia modalità dei cittadini che privilegiano l accoglienza diretta e il contatto con l operatore il 96,7%, mentre solo il 3,3% segue la modalità del contatto telefonico (Fig. 1). 38
39 Figura 1 - Tipologia di contatto (% sulla base dei accessi) Il front office dà la possibilità a tutti gli utenti già seguiti dal Servizio sociale Prof.le 54,2%, di facilitare l incontro con gli assistenti sociali di riferimento e l accesso al servizio amministrativo sociale, dimostrando che questa organizzazione ha semplificato il lavoro di tutto il servizio sociale. Per utenti già seguiti intendiamo nella misura del 27,2%, utenti di Servizio sociale professionale, nel 18,5% utenti del servizio sociale amministrativo, l 8,2% utenti già conosciuti dal Segretariato sociale, mentre lo 0,3% sono già utenti di provenienza dei servizi Asl. Si ritiene che la bassa percentuale di utenti Asl si possa spiegare in quanto il servizio PUA non è stato ancora promosso e pubblicizzato sul territorio (Fig.2). Figura 2 - Tipologia di utente (% sulla base dei accessi) Si conferma il dato di genere: il 59,6% sono donne che accedono al servizio, dato in linea con quanto osservato dal Segretariato negli ultimi 5 anni e dalle politiche sociali che confermano che sono le donne a farsi carico delle problematiche familiari. Tale dato nella nostra esperienza è fortemente riferito all utenza italiana, in quanto per gli stranieri sono gli uomini ad assumere tale ruolo (Fig. 3 3 bis). 39
40 Figura 3 - Genere dell'utenza (% sulla base dei accessi) Figura 3 bis Cittadinanza (% sulla base dei accessi) La classe di età degli utenti che si rivolge maggiormente al servizio è compresa tra i 30 e i 50 anni e corrisponde al 35,2%. Questa fascia di età è in aumento e rappresenta quegli utenti che non trovano soluzioni atte al superamento delle difficoltà della vita (perdita del lavoro, ricerca dell alloggio etc.). La fascia di età compresa tra i 18 e i 29 anni è costituita dal 4,4%, i giovani si dimostrano sfiduciati rispetto alla ricerca di soluzioni e preferiscono la rete familiare e amicale, alla rete di sostegno dello Stato. Rimane sempre alta la percentuale degli anziani che si rivolgono ai servizi sociali. Infatti se esaminiamo gli anziani in termini di area di utenza troviamo cittadini dai 60 anni in su nella percentuale del 39,5%; seguono gli adulti con una percentuale del 31%, i minori del 18,3%, l area handicap nella misura dell 11,2% (Fig. 4 Fig. 5). Figura 4 - Classe di età degli utenti (% sulla base dei accessi) 40
41 Figura 5 - Area di utenza (% sulla base dei accessi) Tra i servizi richiesti dall utenza il 79,9% sono quelli di accesso alle prestazioni dei servizi interni al municipio: ufficio sociale amministrativo per rinnovo mensa, ritiro posta, soggiorni etc; il servizio sociale professionale con la gestione dell agenda appuntamenti, tessere per i centri ricreativi estivi (etc.) e i colloqui di approfondimento con gli assistenti sociali e/o integrati con operatori Asl nelle giornate di PUA. A seguire le richieste di informazioni per i servizi esterni al Municipio, l 11,8% sono orientate verso i servizi territoriali: ex V Dipartimento, scuole, COL, C.S.I, Uff. politiche abitative, CAF e servizi territoriali ASL. A sostegno dell orientamento i cittadini trovano anche adeguata modulistica 8,3 %, in quanto è nelle finalità del servizio favorire ed agevolare i percorsi di accesso ai servizi territoriali. Quanto sopra è tanto più vero per alcune richieste, ad esempio lo spazio sosta personalizzato (Del. Comunale n. 47/2009) (Fig. 6 Tav. 1). Figura 6 - Servizi richiesti (% sulla base delle richieste) 41
42 Servizi richiesti Valore % a) SERVIZI INTERNI ,9 Servizio Sociale Professionale ,7 Servizio Amministrativo Sociale ,4 Segretariato Sociale ,7 Uffici del Municipio (URP, protocollo, ecc.) ,1 b) SERVIZI ESTERNI ,8 Servizi territoriali ,9 Uffici ASL (es. URP) ,1 CAF / INPS ,4 Altro ,4 c) MODULISTICA ,3 Tavola 1 - Dettaglio Servizio richieste Descrizione ed analisi delle schede dei colloqui di approfondimento del Segretariato sociale/pua Dalla rilevazione dei dati del servizio di Segretariato sociale/pua, nel periodo gennaio 2010 dicembre 2010 si evince che si sono svolti colloqui di approfondimento. Considerando che la rilevazione dei dati Pua è iniziata a maggio 2010 e che l accoglienza Pua è attiva due mattine su quattro giorni di apertura al pubblico, i colloqui del Segretariato sociale sono stati mentre quelli Pua sono stati 196. E significativo, anche se non numericamente rilevante, che i colloqui di cui sopra interessino nuovi utenti in una percentuale dell 81,5 (che confrontato con i dati dello scorso anno sono in lieve calo), mentre aumentano gli utenti già conosciuti che ritornano al Segretariato (18,5%) (Fig. 1 Fig. 2). 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 84,0% Accesso diretto 16,0% Telefonico Figura 1 Tipo di contatto (% sulla base dei colloqui) 42
43 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 81,5% Nuovo utente 18,5% Già utente del Servizio di Segretariato Sociale Figura 2 Tipologia di utente (% sulla base dei colloqui) La lettura di tali dati ci suscita una domanda cui sembra importante ed interessante ipotizzare una o più risposte. In primo luogo si può pensare che gli utenti ritornano ai servizi perché le risorse verso cui vengono orientati non sono state adeguate al superamento del disagio presentato, in altre parole possiamo pensare che i cittadini si ripresentano al Segretariato - Pua perché le risposte in termini di risorse e servizi non sono state sufficienti in merito alla domanda. Ulteriori spiegazioni del ritorno al servizio possono essere costituite da un grado di disagio sempre più elevato o con caratteristiche di multi problematicità, o ancora si può pensare che l articolazione attuale organizzativa è tale che il cittadino, oltre a essere facilitato nel rapporto cittadino-aree, trova spazio dedicato all'ascolto, soddisfa quindi il suo bisogno di mantenere punti di riferimento e sostegno. Le chiavi di lettura supposte sono in ogni caso integrabili, non si escludono a vicenda. Si può riflettere sul fatto che oggettivamente, questo come altri servizi che sviluppano azioni di accoglienza e sostegno importanti al cittadino, possano fare da argine alla rabbia sociale, non ti do soluzioni ma ti ascolto. Come già considerato per l analisi dei dati di Front Office, il dato di genere è storicamente al femminile 61,2%; si può fare riferimento a una notevole letteratura sul fenomeno di genere e sulle politiche per le pari opportunità (Fig. 3). 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 61,2% Femmina 38,8% Maschio Figura 3 Genere dell utenza (% sulla base dei colloqui) 43
44 I cittadini che si presentano al servizio sono in prevalenza italiani il 73.7% e il 26.3 % sono stranieri. Inoltre si riconferma il dato dello scorso anno relativo alla provenienza degli utenti stranieri, riguardante prevalentemente i paesi dell America Latina e a seguire poi i paesi asiatici. I cittadini stranieri regolari residenti nel IX Municipio sono (Fonte: Roma Capitale / Dipartimento risorse tecnologiche servizi delegati statistica / / Popolazione / Stranieri ). Una chiave di lettura generica è data dal legame che il cittadino straniero mantiene con i connazionali. La rete delle comunità immigrate è spesso ben consolidata e capace di informare sui diritti di cittadinanza, per questo il cittadino straniero arriva al servizio sapendo già cosa può chiedere (Fig. 4 Fig. 5). 80,0% 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 73,7% Italiano 26,3% Straniero Figura 4 Cittadinanza (% sulla base dei colloqui) Europa Centro Unione Europea Orientale 17,3% 5,8% Asia 28,9% America Centro Meridionale 34,1% Africa 13,9% Figura 5 Paesi di provenienza dei 315 utenti stranieri La figura che rileva lo stato civile dei cittadini che si presentano al servizio ci fa riflettere sul perché, se si sommano le percentuali degli appartenenti ai mono - nuclei familiari (vedovi, separati, divorziati single), essi rappresentano la maggioranza, rivelando una maggiore difficoltà nell affrontare da soli le complessità della vita: aspetti psicologici legati 44
45 alla solitudine ed aspetti prettamente economici legati alla condizione di monoreddito (Fig. 6). Tornando al dettaglio delle caratteristiche dell utenza del servizio sotto il profilo dell occupazione circa la metà del campione, il 48,8% è pensionato, il 24,6% è disoccupato e solo il 21,6% è occupato (Fig. 7). Di tendenza inversa rispetto agli anni precedenti è la situazione abitativa degli utenti: vivono in affitto il 38,4%, in case di proprietà il 35,4% e il 19% dichiara di vivere in una condizione di precarietà abitando presso amici e parenti. Il dato è ancora più rilevante se si confronta l età degli utenti che si presenta al servizio, più del 46 % sono ultra-settantenni e considerando che il Municipio ha un alta densità abitativa di persone anziane, è facile pensare che siano loro i proprietari di queste abitazioni (Fig. 8). 35,0% 30,0% 25,0% 20,0% 15,0% 10,0% 5,0% 0,0% 31,2% 25,6% 25,3% 10,1% 6,4% 1,5% Coniugato/a Celibe/Nubile Vedovo/a Separato/a Divorziato/a Convivente Figura 6 Stato civile degli utenti (% sulla base dei colloqui) 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 48,8% 24,6% 21,6% 3,5% 1,5% Pensionato Disoccupato Occupato Casalinga Studente Figura 7 Condizione occupazionale (% sulla base dei colloqui) 45
46 Affitto Proprietà Presso amici o parenti Senza fissa dimora Presso datore di lavoro Centro di accoglienza / R.S.A. Occupazione Sfratto Roulotte Casa di riposo 2,7% 1,4% 1,1% 1,0% 0,6% 0,5% 0,2% 18,7% 38,4% 35,4% 0% 10% 20% 30% 40% 50% Figura 8 Situazione abitativa (% sulla base dei colloqui) Le richieste di intervento costituiscono il cuore del lavoro che svolge l assistente sociale nell accoglienza al cittadino. Come già illustrato altrove, il cittadino che necessita di ulteriore approfondimento circa le problematiche presentate o in qualche modo percepite dagli operatori nella fase dell accoglienza di primo livello (front), accede alla fase di secondo livello nella quale l assistente sociale (o gli operatori nelle giornate Pua), attraverso un colloquio di approfondimento, decodifica la richiesta e avvia il processo di aiuto per l utente (Fig. 9). 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% 64,2% 10,5% Assistenza Socio - Sanitario 6,9% 6,9% 6,3% 5,1% Residenzialità Altro Lavoro e formazione Tempo libero e Educazione Figura 9 Tipologia di richiesta degli interventi (% sulla base delle richieste) Un altro modo di classificare le richieste d intervento, consiste nel suddividerle sulla base delle tradizionali aree di utenza sociale (adulti, anziani, minori, disabili), l area anziani rappresenta l area di utenti predominante con la percentuale del 45,3%, a seguire l area adulti, l'area minori e l area handicap. Quest ultimo dato è in linea con gli anni precedenti perché gli accessi alle prestazioni per i disabili sono perlopiù strutturati attraverso i presidi asl, pertanto il passaggio attraverso il Servizio sociale professionale è subordinato alle valutazioni specialistiche della Asl. La costituzione del Pua e in futuro dell' Unità Valutativa Multidimensionale potrebbe andare a modificare tali percorsi (Fig. 10). 46
47 50% 45% 40% 35% 30% 25% 20% 15% 10% 5% 0% 45,3% 26,1% 23,6% 5,0% Anziani (oltre 60 anni) Adulti Minori Handicap Figura 10 Area di utenza (% sulla base dei colloqui) Le richieste sono state decodificate in macro aree. La macroarea Assistenza prevale con il 64,2%; per quanto riguarda altre richieste c è una eguale distribuzione che comprende i bisogni Socio - Sanitari con il 10,5%, la Residenzialità con il 7%, il Lavoro 6,3% e nella voce Altro il 7%, in quest ultima macroarea sono contenute le richieste relative all'assistenza legale, informazioni generali, affidamento/adozioni, orientamento immigrati irregolari, etc. Restando all interno della macroarea Assistenza, le richieste rilevate riflettono una difficoltà economica intrinseca, che grava sui cittadini appartenenti non solo alle classi sociali più deboli, ma anche ai cosiddetti ceti medi che subiscono, come analizzato da autorevoli osservatori sociali, un progressivo processo di pauperizzazione e quindi sempre maggiori difficoltà nell affrontare le spese del vivere quotidiano. Infatti il flusso di utenti che si trova in difficoltà, è rilevabile nella percentuale del 15,79% che richiede agevolazioni a sostegno del reddito (bonus sociali, card Provincia/Regione, esenzioni e riduzioni varie e servizi di pubblica utilità). Seconda percentuale che segue un andamento costante negli anni, è la richiesta di Assistenza Domiciliare agli anziani, circa il 14%. A seguire, circa il 10%, è la richiesta di contributo economico con Delibera C.C. n 154/97, poi Servizi a sostegno delle famiglie per il 7,54% che comprende i progetti del Centro Famiglie Villa Lais, Centri di aggregazione adolescenti, Centro Servizi di Viaterni9 e volontariato. Ulteriori richieste sono contenute nelle voci Nido/Materna, via Modesta Valenti, Buoni pasto ed ospitalità notturna, Emergenza Abitativa e Delibera C. C. n 163/98. Ogni voce di macro-area meriterebbe di sviluppare riflessioni ed analisi, difficilmente trattabili nel presente lavoro, ma non ci si può esimere dal riflettere che, l attenzione delle politiche sociali non produce di fatto misure adeguate al soddisfacimento delle necessità familiari e dei singoli. In forte collegamento con la tipologia dei bisogni racchiusi nella macro-area Assistenza ci sono le domande contenute nelle altre macroaree; infatti ad una breve analisi dell area Residenzialità, circa 100 contatti, troviamo bisogni di base come quelli alloggiativi (casa popolare e sfratti), che in parte sono contenuti anche nella richiesta di Casa di Riposo (molti anziani ancora autosufficienti privi di reti familiari e con situazioni di impossibilità a sostenere i costi dell affitto). Stessa considerazione per la macro-area Lavoro/Formazione, in quanto è evidente il legame fra i diversi bisogni; inoltre il dato rilevante che si conferma con la richiesta del lavoro, ci fa riflettere sul perché l adulto disoccupato arriva al servizio, pur sapendo che non è il luogo deputato a soddisfare tale richiesta quindi, si ipotizza che i servizi e le risorse che si occupano di lavoro non siano più in grado di rispondere a tale richiesta. 47
48 Altra macroarea rilevata è quella sociosanitaria, con 148 contatti, all interno della quale la tavola esprime in percentuali differenziate le richieste dei cittadini verso il Centro Diurno Alzheimer e Integrato, Servizi per Disabili (assistenza domiciliare, trasporti e diurno), Servizi Sanitari (presidi sanitari e amministrativi Asl, Poliambulatori, Consultori, altro). Consideriamo che tradizionalmente il cittadino si rivolge per bisogni sanitari a istituzioni sanitarie territoriali piuttosto che a quelle sociali. I dati esprimono un leggero aumento rispetto allo scorso anno circa le richieste sanitarie rivolte al municipio in quanto favorite dall accoglienza integrata costituita dal Pua. (Tav.2). servizio - intervento valore % servizio - intervento valore % a) ASSISTENZA a) Agevolazioni a , 15, 22 sostegno a) Assistenza del reddito domiciliare , 79 a) Contributo 154/ ,8 73 f) Servizi di sostegno alle 106 7,5 2 famiglie f) Nido / Materna 93 6,6 4 a) Via Modesta Valenti 47 3,3 1 a) Buoni pasto e ospitalità 20 1,44 notturna a) Emergenza abitativa 19 1, /98 a) Assegni di maternità 16 1,1 5 a) Buono casa 16 1,1 4 a) Pronto intervento 15 1,0 4 a) Assistenza leggera 11 0,7 a) Assegni familiari 4 0,2 8 a) Badanti 3 0,2 8 b) SOCIO - SANITARIO , 1 b) Centro diurno 42 2,9 53 Alzheimer b) Servizi e per Integrato disabili 41 2,9 b) Servizi sanitari 41 2,9 2 b) Assistenza domiciliare 20 1,4 2 sanitaria b) Dimissioni protette 2 0,1 2 4 b) Teleassistenza Farmacap c) RESIDENZIALITÀ ,14 6,90 c) Casa popolare 40 2,84 c) R.S.A. 30 2,13 c) Casa di riposo 25 1,78 c) Accoglienza 2 0,14 residenziale e) LAVORO minori E 89 6,33 FORMAZIONE e) Lavoro / Formazione 86 6,12 e) Organismi del 3 0,21 volontariato f) TEMPO LIBERO E ,1 EDUCAZIONE f) Soggiorni anziani 56 3,98 2 f) Centro ricreativo estivo 11 0,78 minori f) Centro anziani 3 0,21 f) Centro diurno minori 2 0,14 g) ALTRO 97 6,90 g) Assistenza legale 43 3,06 g) Informazioni generali 35 2,49 g) Orientamento immigrati 13 0,92 g) Affidamento e adozioni 6 0,43 Totale Tavola 2 - Richieste rilevate (% sulla base delle richieste) 100, 00 Per altre voci rimandiamo alla figura 11 che estrapola fuori dalla categorizzazione e in ordine decrescente la tipologia delle richieste rilevate. La richiesta più evidente legata ad agevolazioni a sostegno del reddito risulta essere il bisogno economico che è trasversale a tutte le Aree. Per concludere, l ultima tabella illustra le risposte fornite dal Segretariato Pua, in percentuale sulla base dei colloqui: l assetto del secondo livello di accoglienza, svolto dagli assistenti sociali del Segretariato e solo nelle due mattinate Pua, in modo integrato con operatori Asl (assistenti sociali e/o infermieri), ha reso possibile fornire una risposta immediata nella misura del 58,3%, risposta con invio al Servizio Sociale Professionale del 23,5%, e risposta con invii verso altri servizi del 18,2%. La risposta immediata è data agli utenti le cui richieste esprimono bisogni semplici che con l accoglienza, l ascolto e la consulenza ricevono risposte adeguate e non necessitano della presa in carico del Servizio Sociale. Parliamo invece di invio al Servizio Sociale Professionale quando emergono bisogni complessi tali da richiedere la presa in carico del 48
49 servizio. La risposta con invii verso altri servizi del territorio è legata a servizi specifici di altra natura (Col, Ufficio Politiche abitative, Enti, altro) (Fig. 12). Agevolazioni a sostegno del reddito Assistenza domiciliare Contributo 154/97 Servizio di sostegno alle famiglie Nido / Materna Lavoro / Formazione Soggiorni anziani Via Modesta Valenti Assistenza legale Centro diurno Alzheimer e integrato Servizi sanitari Servizi per disabili Casa popolare Informazioni generali R.S.A. Casa di riposo Buoni pasto e ospitalità notturna Assistenza domiciliare sanitaria Emergenza abitativa 163/98 Buono casa Assegni di maternità Pronto intervento Orientamento immigrati Centro ricreativo estivo minori Assistenza leggera Affidamento e adozioni Assegni familiari Organismi del volontariato Centro anziani Badanti Teleassistenza Farmacap Dimissioni protette Centro diurno minori Accoglienza residenziale minori 3,98% 3,34% 3,06% 2,99% 2,92% 2,92% 2,84% 2,49% 2,13% 1,78% 1,42% 1,42% 1,35% 1,14% 1,14% 1,07% 0,92% 0,78% 0,78% 0,43% 0,28% 0,21% 0,21% 0,21% 0,14% 0,14% 0,14% 0,14% 7,54% 6,61% 6,12% 9,82% 13,73% 15,79% 0% 2% 4% 6% 8% 10% 12% 14% 16% 18% Figura 11 Richieste rilevate (% sulla base delle richieste) 49
50 70,0% 60,0% 50,0% 40,0% 30,0% 20,0% 10,0% 0,0% 58,3% Risposta immediata 23,5% Invio al Servizio Sociale Professionale 18,2% Invio ad altri Servizi Figura 12 Risposta fornita (% sulla base dei colloqui) L attività di reporting come ogni anno sollecita una seria riflessione, sia come Segretariato che come PUA. Questo anno di sperimentazione di un modello integrato dell Accoglienza, di investimenti in termini di risorse umane e pensiero, è stato sicuramente un percorso professionale positivo, che ci sostiene nel voler proseguire nella crescita di un servizio che, a partire da un modello precedentemente strutturato, raccoglie la sfida che l integrazione sociosanitaria richiede, e ne sollecita ulteriori definizioni, con riferimento costante ai principi di servizio sociale. Un ulteriore motivazione è il voler essere un osservatorio anche sui bisogni sanitari della popolazione e come questi si stiano modificando, per suscitare una riflessione per le Politiche Sociali. 50
51 4. I PRINCIPI LE FINALITA E LE STRATEGIE A cura di Assessore alle politiche sociali Alessandra Sacchi Il varo del primo Piano Regolatore Sociale cittadino, nel 2008, ha rappresentato, per la città di Roma, l impegno a ridisegnare il welfare urbano nelle sue articolazioni locali decentrate ed interdipendenti giungendo alla creazione di un sistema basato su un modello federalista solidale su scala urbana capace di garantire la globalità della dimensione cittadina (il Sistema integrato dei servizi e degli interventi sociali della città di Roma) e le specificità del fabbisogno locale (i welfare dei singoli Municipi). Grande importanza ha rivestito in questi anni la capacità dei Municipi di programmare e gestire autonomamente i propri servizi, rispondendo alla reale lettura dei bisogni territoriali, costruendo proprie reti sociali e risposte proporzionate alla domanda (pur nell ambito di finanziamenti non sufficienti a soddisfare una sofferenza sociale ogni giorno più elevata); il tutto all interno di un quadro cittadino definito di welfare. Ciò ha consentito al IX Municipio, in un percorso di confronto ed integrazione continua con tutti gli enti ed i soggetti attori nell ambito delle politiche sociali territoriali, di costruire e strutturare un disegno compiuto del sistema dei servizi locali, offrendo una gamma di soluzioni ed opportunità in grado di intervenire sulla molteplicità del disagio, ma anche di accogliere, orientare, supportare e prendersi carico della persona nelle diverse fasi della propria esistenza, sia che intervengano o no forme di criticità. È questa infatti la principale finalità che ci si è attribuiti: costruire un sistema di servizi territoriali in grado di porsi al fianco dell individuo in tutti i momenti della propria esistenza, non solo in quelli del disagio e della fragilità, bensì nell intento e con la capacità di prevenire forme di sofferenza sociale; in tal modo garantendo il rispetto dei diritti fondamentali dei cittadini, sanciti prima di tutto dalla nostra carta costituzionale. Naturalmente, si è ben lontani dal poter affermare di aderire in toto a tali principi, ed anzi le conseguenze della crisi economico-finanziaria che sta flagellando l occidente industrializzato provocano pesantissime ricadute sulla tenuta sociale anche della nostra città e del nostro Municipio, generando fenomeni di nuove criticità che meriterebbero una lettura, una analisi ed una soluzione assai più efficace. La risposta a tali forme di depauperamento, crescita della fragilità e della precarietà, aumento delle problematiche legate all avanzare dell età e all aggravarsi degli stati di disabilità, non può risolversi in pura gestione dell emergenza, ma meriterebbe uno sforzo assai deciso verso la possibilità di anticipare e prevenire l insorgere patologico del disagio attraverso progettualità adeguate. Viceversa, una lettura miope della situazione sociale, ha evidentemente guidato le scelte di politica economica nazionale che non hanno esitato ad accanirsi con tagli lineari sui fondi statali di carattere sociale; si prevede una riduzione dei finanziamenti nella proporzione di un -86,1% tra il 2008 e il 2011, che avrà come inevitabile conseguenza la cancellazione o il ridimensionamento di una moltitudine di iniziative e servizi, molti dei quali gestiti da enti territoriali, già colpiti duramente dalla manovra di finanza pubblica. 51
52 Tale prospettiva sfavorevole mette a repentaglio l intero sistema di welfare cittadino e municipale, di fatto vanificando l efficacia della costruzione e della pianificazione operata coi piani di zona. In luogo, infatti, di uno sforzo dell Amministrazione centrale nel voler riconoscere l efficacia, l adeguatezza e l utilità dei servizi attivati già a partire dalla precedente pianificazione e, dunque, di assumerli come ordinari, lasciando che il nuovo piano possa sperimentare forme di servizio innovative e più aderenti ai nuovi bisogni, ci si troverà a non disporre più della copertura finanziaria adeguata al mantenimento di servizi e strutture che sono ormai parte integrante del sistema di welfare territoriale. Le ricadute sugli individui e sulle famiglie saranno estremamente negative poiché a fronte di un aggravarsi della propria condizione di disagio, ed in luogo di un auspicato aumento degli standard qualitativi e quantitativi dei servizi, si troveranno a dover fronteggiare, piuttosto, un depauperamento dell offerta. Il primo punto rispetto ai nostri obiettivi, perciò, non può non essere quello di voler mantenere funzionanti tutti i servizi attivati e già presenti nell ambito del primo Piano Sociale Municipale avendone accertato e verificato le caratteristiche di assoluta efficacia, utilità, necessità. Il Municipio, poi, non intende perdere il proprio ruolo centrale di lettore autorevole dei bisogni territoriali, di costruttore di reti sociali, di cardine delle integrazioni, di ente erogatore, ma anche programmatore, di fulcro della proposta, animato da spirito sperimentale ed innovativo all interno di un percorso di continua ricerca di soluzioni e risposte appropriate. In primo luogo vorremmo raccogliere la sfida che il cambiamento continuo e repentino della società ci pone di fronte, approfondendo le capacità di lettura e decodifica dei nuovi bisogni. I dati raccolti dal nostro Segretariato Sociale evidenziano, infatti, come siano in continua crescita i cittadini che si rivolgono all ente di prossimità per sottoporre problematiche rispetto alle quali si rischia di restare spiazzati e di non essere in grado di offrire il necessario supporto. Si tratta di situazioni di inedite emarginazioni e fragilità (dovute per es. alla perdita della casa o del lavoro) in individui e contesti sociali che fino a questo momento non hanno mai vissuto condizioni di disagio e, di conseguenza, mai sentito il bisogno di un aiuto esterno, del supporto dei servizi pubblici. Di fronte a tali istanze è in primo luogo necessario offrire al personale municipale gli strumenti idonei alla decrittazione, comprensione e interpretazione reale del bisogno oltre che mezzi efficaci, poi, per rispondervi o meglio ancora - per prevenire situazioni complesse. Risulta inoltre sempre forte la volontà di modernizzare, implementare e migliorare le proprie pratiche di accoglienza, di presa in carico e di erogazione dei servizi, non accontentandosi dei percorsi testati, ma con l intento di sperimentare innovazioni in grado di ampliare il valore qualitativo del servizio offerto al cittadino. In questo senso molte soddisfazioni ci sta dando il lavoro compiuto nella organizzazione, costituzione e nell andamento del PUA. Molto puntiamo, dunque, insieme alla ASL RM C - 9 Distretto, rispetto ad un adeguato sviluppo di tale servizio che possa andare nel senso di un sempre maggior ampliamento 52
53 della rete di servizi, territoriali e non, che possano essere di supporto alle necessità, anche complesse, dell utente. C è poi, ancora, l interesse ad intraprendere, insieme alla Asl, alle scuole, alle cooperative di servizi, all associazionismo, alla Consulta, agli utenti e alle famiglie, e col supporto di altri enti, quali per esempio la Provincia di Roma, un percorso sperimentale per l efficientamento, la riqualificazione e la reale integrazione dei servizi alla persona che metta al centro il progetto individuale per le persone disabili al fine di realizzare (come recita la legge 328) la piena integrazione delle persone disabili nell ambito della vita familiare e sociale, nonché nei percorsi dell istruzione scolastica o professionale e del lavoro; lavoro che potrebbe consentire l avvio di progetti innovativi e di avanguardia. Nell'ambito della disabilità non va dimenticato che resta necessità primaria per il territorio la presenza di una casa famiglia. Ci auguriamo perciò che possa arrivare a felice esito l apertura della casa "La Palma" cui manca solo il finanziamento e, rispetto al quale il Municipio si e' sempre mostrato disponibile a fare la propria parte con un accordo di programma con Asl e Dipartimento politiche sociali e della salute. Inoltre speriamo possa prendere avvio il progetto "Casa dei Week end" in grado di facilitare ai futuri utenti l'ingresso nella casa famiglia ed il raggiungimento dell'autonomia. Tra i nuovi bisogni non possiamo dimenticare quelli dei nuovi italiani. La popolazione straniera cresce per numero ed importanza nel nostro territorio, rivelando di trovarsi al centro di tutte le politiche: della famiglia, della salute, della scuola e della formazione, del lavoro, della casa, dei tempi,della mobilità, delle pari opportunità. Per far sì che l ingresso di culture varie e diverse possa essere valorizzato come positivo stimolo di conoscenza e crescita culturale e sociale collettiva, piuttosto che vissuto come innesto forzato che non produce frutti, occorre sviluppare una progettualità specifica. Occorre non limitarsi al pur utile aspetto dell accoglienza e dell orientamento ai servizi, ma far crescere un ambiente culturale pronto, disponibile, curioso ed aperto alla conoscenza, al cambiamento, all evoluzione dei costumi e del contesto sociale. In questo senso si sta lavorando anche attraverso la collaborazione preziosa della Consulta municipale con un gruppo di lavoro appositamente costituito all interno dell UOSECS al fine di elaborare progetti e proposte utili alla costruzione di reali processi di integrazione, interazione ed educazione alla cittadinanza, quest ultima, in particolare, in riferimento ai giovani delle cosiddette seconde generazioni. Crediamo che i giovani, nuovi cittadini per definizione, troppo spesso anello debole di una catena sociale che rischia di spezzare sul nascere le loro speranze e il loro potenziale, meritino maggiore attenzione ed impegno nell ambito della programmazione delle Politiche giovanili territoriali. Esperienze già avviate in altri contesti ci dimostrano che si può puntare sulle giovani generazioni, sul loro entusiasmo, la loro creatività, la loro voglia di mettersi in gioco affinché diventino il motore di azioni innovative capaci di innescare nuove relazioni sociali, esprimere potenzialità e far emergere talenti attraverso il coinvolgimento diretto dei ragazzi nella programmazione e realizzazione delle attività e dei servizi. Anche rispetto alle tematiche legate alla presenza di un campo Roma sul territorio, quello di Arco di Travertino, pensiamo che esse possano offrire spunti assai positivi in termini di politiche dell'integrazione e della costruzione di percorsi di cittadinanza consapevole ed attiva. 53
54 Si tratta di un insediamento di dimensioni ridotte appartenente ad un unica famiglia, un nucleo di circa 40 persone da più di trenta anni presenti in quella parte di territorio, ben integrato sia col territorio che con la comunità locale anche grazie all attivazione di una serie di progetti, avviati con la collaborazione dei genitori, mirati a favorire l integrazione degli alunni presenti nelle scuole del territorio e ad incrementare le frequenze ed il rendimento scolastico e ad un proficuo rapporto con i servizi municipali. Considerato che il IX Municipio insiste su un territorio prevalentemente caratterizzato da zone urbanisticamente definite città consolidata, oltre che densamente popolato, che non presenta altre aree utilizzabili; crediamo che la stessa area in cui insiste il campo, in una situazione di continuità che non creerebbe ulteriori disagi né agli ospiti del campo né ai cittadini del territorio, potrebbe essere utilmente impiegata, per esempio, per un progetto di riqualificazione anche attraverso forme di autocostruzione di case ecologiche ed ecocompatibili che veda le stesse famiglie rom protagoniste in prima persona della progettazione e realizzazione dell opera. Il IX Municipio e' pronto ad offrire il proprio fattivo impegno per la realizzazione di progettualità di tale natura, che vedano quali principi ispiratori politiche volte all accoglienza, all inclusione ed alla garanzia dei diritti di cittadinanza. La costruzione della rete dei rapporti, del lavoro comune, del farsi carico, ciascuno per la propria parte e nel proprio ambito, delle situazioni di difficoltà rende possibile il superamento degli stati di emergenza, insicurezza e fragilità, e permette di prevenirli o di alleggerirne l impatto sulla comunità e sull individuo. Tale fattore ci è stato dimostrato in questi anni dalla realizzazione di reti sociali costruite attraverso la mediazione nei diversi ambiti e dagli esiti positivi di tale lavoro, anche in riferimento alla possibilità di sviluppare la capacità propositiva di ciascuno nell intento di progettare insieme una città pensata, programmata e costruita intorno al rispetto dei diritti della persona. 54
55 5. LA PROGRAMMAZIONE DEI SERVIZI E DEGLI INTERVENTI SOCIALI 5.1 Servizi multiutenza e di carattere generale - Servizi d informazione e orientamento - le criticità, gli obiettivi e le priorità. Il IX Municipio, a seguito di avviso pubblico, ha attivato il servizio di informazione, consulenza, accoglienza, orientamento e accompagnamento rivolto ai cittadini residenti nel territorio del Municipio, con particolare riferimento alle fasce più deboli della popolazione, in linea con il rinnovato assetto normativo del settore previsto dalla legge 328/2000, dal Piano Nazionale Sociale e dalle linee Guida Regionali. L Accoglienza, l informazione e l orientamento dei cittadini è il primo livello per arrivare ad una presa in carico costruita e ragionata nei servizi più prossimi del territorio. Dopo cinque anni di esperienza in questo municipio, si può parlare di un sistema di segretariato sociale cittadino, che si integra con altre realtà territoriali, con le quali si è instaurato un rapporto di cooperazione sociale, in cui il Segretariato Sociale municipale ha un ruolo di coordinamento delle risorse, mantenendo una propria autonomia dal territorio e dal Servizio Sociale professionale. In questo modo l architettura delle reti sociali si arricchisce di un nuovo elemento che è dato da una visione collettiva di Polis in cui ogni agenzia, sia formale che informale, gioca un ruolo cruciale in una logica di patto locale per un welfare delle responsabilità, promuovendo infrastrutture di cittadinanza come fattore primario di generazione e accumulo di capitale sociale locale dentro un lavoro di comunità. Il Servizio di Segretariato Sociale si inserisce nella rete dei servizi già esistenti costituendo un luogo di accoglienza per i cittadini che hanno necessità di avere contatti, di essere ascoltati, di avere una risposta ai loro bisogni, dove l informazione integrata, capillare anche attraverso l attivazione di un sistema informativo, costituisce priorità di intervento. Il Segretariato Sociale, è un servizio strategico per i servizi sociali in quanto porta di accesso alle prestazioni, equidistante dall Amministrazione e dai cittadini ed ha il dovere di mantenere quella giusta distanza che permetta di essere neutrale nell ascolto e pertinente nella risposta, tanto da diventare quell osservatorio privilegiato, che consenta una maggiore razionalità nella pianificazione-programmazione del welfare locale (art. 19 L. 328/00). Il Servizio in questi cinque anni si è aperto ad ogni forma di innovazione e sperimentazione dall inizio della sua attività, partendo dal presupposto che, come Servizio strategico - sperimentale si doveva porre nella linea della massima ricettività teoricoorganizzativa ed essere sempre disponibile all approfondimento e alla ricerca di nuovi metodi e strumenti per migliorare la propria attività. Tale Servizio, infatti, si muove nella logica di progettare uno spazio di informazione in grado di costituire una "porta di accesso unitaria al sistema delle prestazioni con la caratteristica di valutare la tipologia della domanda di informazione e ricodifica professionale delle richieste, avanzate dai cittadini-utenti, al fine di attivare i servizi e le risorse necessarie. In pratica il servizio aiuta la persona a trovare la risposta alle proprie domande analizzando, con l aiuto dell operatore, le risorse disponibili, le procedure per il relativo accesso e i requisiti richiesti. La prospettiva attuale, per il sistema dell accoglienza, si configura come una macrofunzione più complessa che è quella del servizio PUA, Punto Unico di Accesso 55
56 Integrato Municipio/Distretto, in cui le competenze sociali e sanitarie, si racchiudono non solo in un unica sede, ma piuttosto in un unica modalità operativa, che permetta ai cittadini di avere l attivazione diretta delle risposte a fronte di bisogni semplici, o avviare un percorso guidato a fronte di bisogni complessi. In questo senso il PUA diventa il luogo in cui si pratica l integrazione socio-sanitaria nelle tre dimensioni fondamentali del lavoro sociale: la dimensione istituzionale, professionale e gestionale. In virtù di tale visione, il servizio di accoglienza, nel gennaio 2009, è stato coinvolto nella programmazione del progetto PUA presso il Segretariato Sociale, già attivo da alcuni anni sul territorio del Municipio Roma IX, al fine di realizzare l integrazione socio-sanitaria nel primo contatto con i cittadini. Il Segretariato Sociale come il PUA utilizza prioritariamente procedimenti di tipo valutativo, semplici o complessi, a secondo della domanda che il cittadino pone al servizio, accogliendo i cittadini in un accezione ancora più ampia, sociale e sanitaria evitando, almeno nella parte dell accoglienza, di fare quella vivisezione dei problemi che porta allo spezzettamento degli interventi e al loro scarso coordinamento. All interno di questi procedimenti più o meno elaborati, lo strumento che viene utilizzato è il colloquio professionale. Questo nuovo servizio ci permette così di avere una rete socio-sanitaria operativa, che consente al cittadino di essere ascoltato nei suoi bisogni come persona. La fisionomia dell equipe e del servizio in questi ultimi due anni è stata modificata, in quanto è stata inserita la figura del mediatore culturale, che, in questi due anni di lavoro, ha dato la priorità alla conoscenza della rete dei servizi del territorio, in particolare ai servizi del Distretto 9 ASL/RMC, attraverso interviste ai responsabili dei servizi territoriali. Contestualmente il Segretariato Sociale è stato implementato di una unità amministrativa proprio per potenziare il PUA nella parte legata al reperimento delle informazioni, all archiviazione dei dati e delle risorse. Si è anche affrontata la difficoltà legata all organizzazione strutturale dello sportello dedicato al PUA e al Segretariato Sociale al fine di offrire un servizio che garantisse spazi idonei agli operatori e rispetto della privacy dei cittadini. Successivamente si è intervenuti sulla strumentazione informatica, che, data la quantità di informazioni da dover dare ai cittadini come PUA, relative al sociale, al sanitario e al socio-sanitario, doveva avere una adeguata rispondenza alle numerose richieste di informazioni chiare e corrette da parte dei cittadini. Attualmente persiste la difficoltà degli operatori ASL (infermieri, assistenti sociali e amministrativi) legato all alto grado di turnazione fra loro. Infatti è fondamentale poter creare un gruppo di lavoro coeso, organizzando i turni con due presenze consecutive degli stessi operatori. Tema, questo, di cui si sta ancora discutendo per le difficoltà del Distretto 9 al reperimento di personale stabile. Infine si ritiene utile ribadire il massimo interesse del Servizio a favorire la relazione di aiuto e alla sua funzione, nell ambito della valutazione dei bisogni e/o dei diritti di accesso alle prestazioni. Questa funzione di assessment, cioè di accertamento, è una funzione tipica degli assistenti sociali che lavorano nei servizi di accoglienza e che corrisponde non soltanto all interesse del singolo cittadino, quanto piuttosto all interesse dell ente e della collettività, per allocare i fondi in maniera equa, evitando di destinare le già scarse risorse a chi non ne ha veramente bisogno. Quindi vengono fatte due valutazioni ben distinte che possono anche non coincidere, una legata indirettamente alle risorse disponibili, e quindi alla funzione di filtro che attiene a criteri standards che prevedono l accesso alle prestazioni o ai servizi, l altra legata ad una funzione dettata da specifiche competenze professionali che mirano, per l interesse degli utenti, ad evitare interventi assistenzialistici e non dettati da criteri di autodeterminazione ed autonomia 56
57 delle persone. In questo quadro del welfare dell accesso, l assistente sociale è chiamata ad avere un proprio ruolo definito in un senso più ampio e meno dipendente dalle attribuzioni assegnate dall Amministrazione in cui si trova. È in questo contesto che si può definire il servizio sociale complessivamente come una pratica professionale antidiscriminatoria mediante un approccio centrato sui diritti umani e la giustizia sociale (cfr. Definizione di servizio sociale dell International Federation of Social Workers, Montreal 2000). La stesura del Report annuale ha come obiettivo quello di socializzare il lavoro fondamentale di questo Servizio, non solo da un punto di vista organizzativo ma soprattutto da un punto di vista teorico, cioè quello che rappresenta per i cittadini, nella salvaguardia e nel riconoscimento dei diritti di cittadinanza. La complessità delle richieste che vengono fatte ai professionisti dell accoglienza costringono a giri rocamboleschi che spesso si trovano a fare durante il colloquio, mediante una comprensione creativa della realtà data (Op. cit. 2006) e l attività annuale di reporting finale sollecita il servizio, sia come segretariato che come ufficio di piano a una seria riflessione a livello organizzativo e statistico. Diciamo che è per tutti noi un occasione di analisi ed approfondimento, per poter capire quanto e come la popolazione di riferimento si sta modificando, come e quanto le politiche sociali possono incidere su questo cambiamento in senso positivo. Una ulteriore riflessione è relativa ai limiti o i rischi che i servizi di accoglienza in genere possono avere all interno di un sistema allargato che prevede più punti di accesso, poiché essi sono vincolati ad un rapporto diretto e operativo con e tra i servizi del territorio, in quanto solo tale modalità permette al cittadino di esporre il proprio bisogno, di essere ascoltati e orientati in un percorso assistenziale ragionato. Infatti, negli ultimi 10 anni, sono cresciuti i punti di prima accoglienza a cui i cittadini si possono rivolgere per avere informazioni ed essere orientati nel mare magnum dei percorsi e delle procedure assistenziali. In realtà i nostri cittadini sono sempre più informati sulle prestazioni a cui teoricamente avrebbero diritto, il gap che sempre più spesso si crea è che manca la fase successiva della presa in carico e attivazione dell intervento. Si sta creando concretamente un imbuto, in cui l orecchio, ossia i servizi di accoglienza,- è sempre più grande ed efficiente, mentre la punta, che rappresenta i servizi attivabili, è sempre più stretta e più selettiva. La lettura sembrerebbe paradossale, ma nei fatti i servizi di accoglienza stanno lavorando per formare i cittadini alla cittadinanza e ai diritti che ad essa attengono, per poi negare questi stessi diritti in virtù di una legislazione sociale mancante, che subordina i diritti sociali e i servizi alla persona, alla disponibilità di bilancio economico e amministrativo. Si parla, infatti, di assistenza sociale e di diritti esigibili negati (in Difesa sociale, n. 3, 2003, p. 101). Lo Stato (Cost. artt.2 e 38) ha il dovere di garantire l effettivo riconoscimento del diritto all assistenza sociale a tutti i cittadini in grave situazione di difficoltà così come precisata nella Costituzione. A distanza di 10 anni, la legge 328/00, innovativa ed essenziale per il sistema dei servizi sociali integrati, non è stata sostenuta da ulteriori norme applicative che garantissero i diritti soggettivi che la legge 328/2000 ha introdotto come livelli essenziali di assistenza. Nella fase storica attuale, in cui si va delineando per il sistema italiano di welfare universalistico ma selettivo, cosiddetto stato leggero, la domanda che si pone alle politiche sociali è come poter ancora garantire ai cittadini almeno la qualità pubblica dei servizi sociali essenziali. 57
58 Il compito è arduo e tutte le parti sociali sono chiamate ad essere attori: le istituzioni, il terzo settore, l associazionismo culturale e sociale e le organizzazioni sindacali, ciascuno con il proprio ruolo, insomma è necessario che le tematiche dei servizi alla persona e dell economia sociale vengano collegate alle dinamiche di sviluppo territoriale, considerate dalle Amministrazioni come potenziamento delle infrastrutture sociali e dello sviluppo del territorio. A tal fine il municipio ha attivato il progetto, gestito dalla Cooperativa sociale Eureka 1 Onlus e finanziato con fondi della Regione Lazio. SPAZIO PROSSIMO Obiettivo Il progetto si pone l obiettivo della costruzione di un sistema municipale integrato sulle politiche per la sicurezza, prevedendo attività relative a: - gli anziani e la città - le donne - la sicurezza per le persone straniere - la sicurezza e la prossimità. Descrizione del progetto Apertura di uno sportello polivalente finalizzato all ascolto, all informazione e alla mediazione dei conflitti interpersonali, familiari, condominiali, culturali. Lo sportello si integra, senza sostituirsi, con la rete dei servizi territoriali preposti e già esistenti, implementandone le funzioni e prevedendo ove richiesto il supporto per la realizzazione di altre porte sociali. Nel primo anno sono state realizzate le seguenti attività: Consulenza legale gratuita per garantire un giusto accesso ai diritti alle fasce sociali più deboli, i pensionati, i giovani, le donne, i lavoratori precari ed irregolari, gli stranieri per promuovere praticamente l integrazione e l inclusione. Sostegno alla popolazione straniera attraverso servizi ed informazione su: regolarizzazione, accoglienza, permesso di soggiorno, ricongiungimento familiare, compilazione modulistica per vari uffici pubblici, iscrizione alle scuole, consulenza legale, mediazione, fruizione dei servizi socio-assistenziali consulenze giuridiche, culturali e di tutela dei diritti, percorsi di sostegno per le famiglie immigrate con figli minori, in collaborazione con i servizi sociali territoriali Tutela del Diritto al lavoro specialmente di chi lavora privo di regolare contratto o in una condizione di precariato e gli stranieri, il cui permesso di soggiorno è vincolato al contratto di lavoro. Lo sportello, in collaborazione con i sindacati e con associazioni di tutela legale, promuoverà tutte le iniziative necessarie per il contrasto al lavoro nero, al mobbing ed ad ogni forma di discriminazione ed abuso. Spazio Donne. Laboratori itineranti promossi nelle scuole e nel territorio con tecniche di animazione e progettazione partecipata per lo sviluppo del potenziale femminile e la realizzazione di programmi a misura delle donne. Lavoro con gli anziani avviato in collaborazione con i Centri sociali anziani del territorio per strutturare una relazione di prossimità ed un percorso di conoscenza dei bisogni e delle istanze della popolazione anziana, cercando di riattivare buone prassi di sussidiarietà e di reciproco aiuto. Laboratori di progettazione partecipata con Scuole per approfondire, dal punto di vista dei più piccoli, le condizioni di fruibilità sicura del territorio municipale, inteso come intreccio di spazio fisico e delle relazioni sociali che nei luoghi frequentati si sviluppano. A seguito di verifica e monitoraggio dei risultati ottenuti le attività sono state rimodulate come descritto al capitolo 7 paragrafo 5. 58
59 5.2 Servizi e interventi per il contrasto della povertà e dell esclusione sociale - la povertà e il disagio sociale - l immigrazione e l inserimento sociale - le criticità, gli obiettivi e le priorità. La povertà è un fenomeno molto complesso e strettamente legato ai cambiamenti storici, culturali e sociali delle società contemporanee. L analisi delle caratteristiche che si associano a questo fenomeno hanno evidenziato che la povertà è in costante evoluzione. Da una povertà assoluta ed estrema, intesa come totale incapacità da parte del soggetto di soddisfare i bisogni primari, si è aggiunta una povertà più economica e strettamente collegata alla disoccupazione, alla precarietà lavorativa e all espulsione dal lavoro delle persone ultra quarantenni. Queste condizioni sopra descritte sono poi causa di una deriva verso un altro tipo di povertà che viene identificata come povertà relazionale. Le persone che si trovano a vivere un evento traumatico come la perdita del lavoro, tendono spesso a chiudere ogni rapporto con l esterno e a vivere in una situazione di totale isolamento. Si può quindi affermare che allo stato attuale con il termine povertà si fa sempre più riferimento non più e solo ad una condizione economica oggettivamente misurabile, ma anche ad un senso di insicurezza, di instabilità, fragilità di relazioni, precarietà lavorativa, malattia ed inadeguatezza. Proprio per questo insieme di caratteristiche, la povertà porta il soggetto colpito verso l esclusione sociale e all emarginazione. Oggi questa realtà colpisce una fascia di popolazione sempre più ampia che fa molta fatica a tenere i legami con una società dominata dalla competitività e dalla produttività. Le assistenti sociali del servizio sociale municipale verificano tutti i giorni il costante aumento delle persone che si trovano in condizioni di precarietà e di disagio. A fronte di richieste sempre più complesse non si riesce a modulare le risposte alle esigenze degli utenti. Ciò a causa della scarsità delle risorse economiche e a strumenti di intervento che si adattano poco alle problematiche emergenti. Rispetto al tema dell immigrazione per favorire sempre di più l accoglienza, è stata inserita nell ambito del Segretariato Sociale la figura del mediatore culturale, proprio per cercare di comprendere meglio le culture di provenienza. Inoltre il lavoro che viene svolto con la Consulta Immigrati ha portato gli operatori a prevedere prima, e costituire poi, un gruppo di lavoro trasversale nella UO SECS per una progettazione integrata su temi che rispecchino le culture degli stranieri nella realtà del territorio. In particolare si è ipotizzato, con l apporto dell Università La Sapienza di Roma, un approfondimento su : - il bilinguismo negli asili nido - la formazione degli operatori nel territorio che nella pratica quotidiana sono a contatto con gli immigrati - lavori di gruppo con stranieri di seconda generazione. Per quanto attiene gli interventi/servizi che riguardano gli immigrati, non si è ritenuto adeguato dividere gli interventi per categorie e quindi tutti i cittadini che si rivolgono al servizio vengono sostenuti indistintamente e/a prescindere dall appartenenza geografica e con le risorse che si hanno a disposizione. Il servizio sociale interviene nelle situazioni di emergenza con l erogazione dei buoni pasto, ospitalità notturna, l iscrizione anagrafica presso la residenza virtuale di Via Modesta Valenti e il sostegno economico per il superamento dell emergenza abitativa, 59
60 Delibera 163/98, interventi economici per l attivazione di progetti individualizzali, Delibera 154/97 e sostegno all inserimento attraverso l erogazione di borse/lavoro. Per fare fronte alle necessità legate al lavoro nell anno 2009 è stato attivato: PROGETTO: BORSE LAVORO Obiettivo La possibilità di poter offrire ad adulti segnati da condizioni di fragilità, un progetto che preveda un inserimento lavorativo si considera uno strumento fondamentale. Il supporto alle capacità lavorative e l effettivo inserimento nelle realtà produttive assume una sostanziale importanza per una reale modifica delle condizioni di vita del singolo e del suo nucleo familiare e si inserisce come azione di contrasto alla povertà. Descrizione del progetto Il progetto prevede l attivazione di 16 borse/lavoro, della durata di quattro mesi per la Formazione/Inserimento/Reinserimento da attuarsi presso aziende disponibili a favore di adulti con particolari problematiche a carattere sociale e sanitario ed una eventuale assunzione in forma stabile. Nello scorso anno 3 utenti sono stati assunti regolarmente dalle aziende presso le quali hanno svolto il tirocinio formativo; nell anno in corso sono attive 16 borse/lavoro. Considerato che l inserimento lavorativo si connota anche come forma di contrasto alla microcriminalità, in quanto fornendo un lavoro si cerca di tenere lontano persone a rischio di deriva verso pratiche illegali, e considerato l elevato numero di persone che si presentano al servizio sociale per la richiesta di un lavoro, si vuole sottolineare che 16 borse/lavoro sono numericamente inadeguate. In merito a ciò, nella pratica quotidiana, il servizio si impegna nella costituzione di una rete territoriale con l obiettivo di sensibilizzare e coinvolgere le varie realtà produttive presenti sul territorio ai percorsi di inserimento lavorativo delle persone in difficoltà. CAMPO NOMADI Arco di Travertino I primi rapporti del servizio sociale con il campo nomadi risalgono agli anni novanta con l obiettivo di rimuovere le difficoltà trasformandole in opportunità per vivere meglio, compreso il rispetto dell ambiente in cui vivono e di favorire l integrazione sociale e sanitaria. Questo ha permesso che la relazione con i componenti del campo è andata man mano consolidandosi nel tempo. Si è iniziato a lavorare su vari livelli per cercare di dare risposte alle complesse necessità che si andavano ad evidenziare. Si è intervenuti, in primo luogo, su obiettivi legati alle esigenze primarie dei residenti: quali il miglioramento delle condizioni strutturali del campo che permettessero una più sana e corretta convivenza, anche in considerazione della presenza di bambini. Quindi si sono realizzate azioni mirate alla costruzione di una rete di servizi a livello municipale per intervenire in maniera efficace sulle problematiche specifiche presenti al campo. Il processo di integrazione è stato rinforzato dal rapporto costante con l insegnante della scuola elementare Cagliero che i bambini frequentavano, attraverso l attivazione di percorsi educativi e di accompagnamento per la fruizione dei servizi e per il necessario sostegno e supporto al processo di integrazione. Essenziale è stato il sostegno alla genitorialità al fine di rafforzare la tutela dei figli, contrastando le malattie e modificando i comportamenti attraverso la percezione dei rischi. Tali percorsi che hanno richiesto un investimento costante da parte del servizio hanno facilitato la creazione di un rapporto di fiducia che è continuato nel tempo, divenendo così il servizio sociale un punto stabile di riferimento soprattutto per tutte le problematiche legate alla crescita dei propri figli. 60
61 5.3 Servizi per la salute e per le persone con disabilità e disagio psichico - i bisogni di salute - gli interventi per le persone con disabilità - gli interventi per le persone con disagio psichico - le criticità, gli obiettivi e le priorità Gli interventi per le persone con disabilità Il Municipio Roma 9, pur insistendo su una superficie piccola, ha una densità abitativa che sfiora i 156,9 (ab/ha), la più alta in assoluto tra i 19 Municipi di Roma Capitale. In tale scenario la presenza di anziani è la più alta, ma anche la percentuale di persone con disabilità è rilevante. In risposta ai complessi bisogni socio assistenziali delle persone disabili il municipio fornisce vari servizi, tra i quali prevale il servizio di assistenza domiciliare SAISH (Autonomia e Integrazione Sociale della persona con Handicap), attuato in integrazione con la ASL RMC- servizio disabili adulti e TSMREE per i minori. Tale servizio è molto richiesto per cui, se inizialmente si riusciva a rispondere sufficientemente alle richieste, negli ultimi anni non si riesce a sostenere la spinta delle maggiori richieste e di conseguenza anche i tempi per ricevere l assistenza sono aumentati. In particolare nell ultimo anno, come rapida conseguenza dei tagli subiti dai fondi destinati ai vari servizi a carattere socio-sanitario, c è stato un aumento di richieste che si è riversato sul servizio SAISH. E, infatti, cresciuta la richiesta di aumento assistenziale nelle prestazioni soprattutto per le situazioni gravi e questo ha spinto molte famiglie a richiedere una assistenza di tipo indiretto per poter gestire, secondo il loro modo di vedere, il budget disponibile in modo più congruo alle proprie necessità. Nell ambito dell assistenza domiciliare per ogni utente viene elaborato un piano individuale di intervento, volto allo sviluppo e al mantenimento dell autosufficienza e dell autonomia, garantendone il corretto svolgimento e il monitoraggio nel tempo. Nell anno 2010/2011 sono stati seguiti con interventi individuali un totale di 143 disabili tra adulti e minori, mentre 39 sono in assistenza indiretta, sempre tra minori ed adulti. Gli utenti ad oggi in lista di attesa sono 25 per la diretta e 13 per l indiretta. La disponibilità dei fondi non permette nuovi inserimenti mantenendo così la lista di attesa quasi invariata rispetto agli anni passati. Ad integrazione dell assistenza domiciliare individuale, sono attive, ormai da anni, esperienze di gruppo volti a stimolare le capacità di comunicazione e cercare di sostenere le capacità residue compromesse dalla patologia. Gli utenti che frequentano le attività di socializzazione sono in totale 29. Il servizio sociale municipale partecipa attivamente alla selezione dell utenza, all organizzazione dell attività e alla verifica e coordinamento delle stesse. Sono attivi, inoltre, i servizi che rappresentano un valido sostegno alle famiglie nella gestione dei figli: il Club di socializzazione Piccolo Mouse per persone adulte e il Centro Diurno Primo Incontro per minori. Quest ultimo, unica struttura del municipio destinata all utenza minorile, riesce a sostenere situazioni che necessitano di un alta intensità assistenziale. Infatti il servizio Disabili minori, di concerto con la ASL RMC TSMREE, si trova sempre più spesso a programmare interventi in urgenza utilizzando aumenti di ore di intervento tesi a sostenere l emergenza in maniera più rilevante che in passato per far fronte alle difficoltà delle famiglie costrette a gestire, sempre più in maggiore solitudine, le problematiche dei figli che crescono e alle difficoltà legate ai problemi di salute. Per questo motivo nell ambito degli interventi vanno programmati servizi che intervengano a sostegno della famiglia nei momenti critici e in particolare per quelle famiglie che presentano condizioni economiche precarie, spesso monoreddito e con la presenza di una disabilità estremamente grave, sostenute dalla sola madre o addirittura da nonni in età 61
62 avanzata. In questi casi, un evento, seppure circoscritto nel tempo, rischia di causare una istituzionalizzazione del disabile come unica risposta possibile. Dalla lunga esperienza di lavoro a contatto con la disabilità, sul territorio emerge la necessità di rispondere alla pressante richiesta delle famiglie di avere una struttura residenziale nel IX Municipio che garantisca alla persona disabile di rimanere nel suo contesto socio-ambientale. A tal fine il servizio sociale, integrato con il Distretto 9, ha collaborato nella progettazione di una casa-famiglia presso un appartamento di proprietà di una famiglia con una ragazza disabile. L appartamento è stato ristrutturato ed ha ottenuto l autorizzazione al funzionamento da parte del Dipartimento delle Politiche Sociali: A tutt oggi non si è ancora riusciti ad attivarla per problematiche legate a carenze di bilancio. La Casa Famiglia è rivolta a giovani adulti con disabilità medio lieve, residenti nel IX Municipio, e risponde, oltre ad un bisogno espresso, anche alla necessità di avere sul territorio una propria struttura, facilitando il processo di integrazione tra il Servizio Sociale del Municipio, area disabilità, e la ASL RMC Distretto 9, U.O. TSR- Disabili Adulti. Gli obiettivi del progetto sono volti a: a) promuovere l inclusione sociale dei soggetti disabili appartenenti al IX Municipio attraverso la realizzazione di una struttura abitativa idonea a favorire un senso di stabilità e autonomia; b) promuovere il passaggio dalla famiglia di origine ad un gruppo di pari, come processo naturale di crescita; c) offrire un alternativa valida all istituzionalizzazione come spazio sufficientemente idoneo a garantire l assistenza e le funzioni di base, la continuità di assistenza riabilitativa e attività di socializzazione e di inserimento sociale. Al fine di ampliare l offerta delle risorse alle famiglie con figli disabili è stato programmato il progetto Casa-weekend, che a causa della difficoltà di reperimento di una struttura non è stato avviato. LA CASA DEL WEEK-END Obiettivo L obiettivo operativo è quello di sperimentare concretamente cosa vuol dire vivere senza i genitori in un contesto di quotidianità confrontandosi in abilità legate alla vita quotidiana quali: cucinare, pulire la casa, acquisti di materiale, uso dei trasporti e del denaro e l utilizzo di strutture e risorse del territorio. Tutto ciò al fine di consolidare o promuovere le capacità personali per rafforzare la consapevolezza che, pur avendo un handicap, si diventa grandi e si possono vivere esperienze da adulti al di fuori della famiglia. Descrizione del progetto La casa del Week-end rappresenta un luogo dove persone con disabilità trascorrono, in piccoli gruppi di 4/5 partecipanti, dei fine settimana nel corso dell anno. In particolare permette a giovani ed adulti con disabilità di prepararsi all uscita dalla famiglia di origine in modo graduale, imparando ad interagire con il gruppo ed acquisendo abilità minime per vivere fuori casa. I destinatari sono persone con disabilità varie di età compresa tra i 18 anni e i 50 anni, residenti nel Municipio. La metodologia vede un primo momento di conoscenza attraverso incontri con la persona disabile, i suoi familiari e l operatore responsabile del progetto. Verrà compilata una scheda di ingresso dove saranno raccolte tutte le notizie utili per la buona riuscita dell intervento. La richiesta viene effettuata dai familiari e/o dall utente stesso e viene accolta in base ad un criterio di valutazione che tiene conto dell età, di particolari problemi fisici e psichici e delle esperienze precedentemente realizzate. Dopo ogni fine settimana viene stilata una scheda di osservazione per ogni partecipante in modo da verificare la funzionalità del gruppo e il grado di partecipazione di ognuno. 62
63 L equipe di lavoro sarà composto: - Da 1 psicologo che ha il ruolo di supervisore dell intera attività progettuale e dell equipe operativa. Definisce, inoltre, la programmazione delle specifiche competenze d autonomia acquisita dai ragazzi e ne indica le ricadute psicologiche; - da 1 assistente sociale coordinatore delle attività con mansioni di organizzazione dei gruppi e della gestione delle programmazioni metodologiche dei veek-end, garantendo un informazione corretta con i nuclei familiari di riferimento. Garantisce la presa in carico e la valutazione globale iniziale dei ragazzi; - da due educatori professionali responsabili delle attività e delle applicazioni rispetto alle previsioni progettuali dei week-end. Seguono i ragazzi in tutte le fasi del quotidiano e ne sollecitano l acquisizione e la gestione nel rispetto dell intero gruppo dei pari. Elaborano, alla fine dei lavori, una relazione descrittiva propedeutica all elaborazione di un Piano d Autonomia Personale. Verranno, inoltre, coinvolti volontari, debitamente formati al sostegno dei ragazzi disabili. Il lavoro verrà svolto in stretto raccordo con i servizi sociali del Municipio e della ASL RMC Distretto 9 soprattutto per la formazione dei gruppi e per le relazioni interpersonali già in essere. Periodiche saranno le riunioni di verifica dell andamento del progetto tra tutti gli operatorio coinvolti. Gli interventi per le persone con disagio psichico vengono attuati dalle ASL. Ogni ASL ha, al suo interno, una struttura dipartimentale - Dipartimento di Salute Mentale - articolato in Unità Operative Territoriali come il CSM, SPDC, centri Diurni, comunità terapeutiche e residenze socio/sanitarie che intervengono a vari livelli di competenza. Gli interventi a carattere sociale e sanitario vengono svolti in integrazione con i servizi sociali municipali. Nell ottica dell integrazione, una assistente sociale municipale dell area adulti è componente della commissione unica delle provvidenze economiche del DSM. La commissione si riunisce una volta al mese e stabilisce l erogazione di contributi economici a favore di disabili psichici. Per gli utenti seguiti sia dal servizio sociale municipale che dal servizio sociale del DSM, viene concordato un progetto comune di intervento. Negli ultimi tempi si sta sempre più concordando l utilizzo delle provvidenze economiche sotto forma di tirocini formativi da attuarsi presso soggetti privati e pubblici per dare la possibilità di far sperimentare a persone affette da disturbi psichici un tipo di esperienza che da soli difficilmente riuscirebbero a fare. La lunga esperienza del lavoro in comune, ha evidenziato la necessità di individuare un modello di assistenza personalizzata del disabile psichico, in grado di poter assicurare prestazioni maggiormente adeguate a rispondere ai bisogni dell utente e soprattutto per limitare l insorgere di situazioni di emergenza. L incrementarsi di uno stato di precarietà sempre più diffuso, ha portato all aumento di situazioni di barbonismo domestico dove, gli aspetti psicologici legati alla solitudine, si legano sempre più a difficoltà economiche. Sulla base di ciò risulta di fondamentale importanza la realizzazione di un progetto di assistenza domiciliare per utenti seguiti da entrambi i servizi, sottolineando che tale area di intervento è attualmente carente se non del tutto assente. Il servizio sociale del Municipio e del centro di salute mentale inoltre stanno lavorando per cercare di arrivare alla stesura di un protocollo d intesa per sviluppare modalità lavorative comuni che non siano solo legate a rapporti consolidati, ma a delle vere e proprie prassi lavorative. 63
64 5.4 Servizi ed interventi sociali per le famiglie - i bisogni delle famiglie - gli interventi - le criticità, gli obiettivi e le priorità I bisogni delle famiglie Negli ultimi decenni grandi cambiamenti sono intervenuti nel tessuto sociale e demografico, l allungamento della durata della vita e l invecchiamento della popolazione, la caduta della natalità, la migrazione e l avvio di una società multietnica,, le difficoltà legate al mondo del lavoro dovute in parte alla crisi economica, l evoluzione ed il cambiamento del ruolo delle donne, il rinvio nel tempo dello svincolo dei figli dalla famiglia, e la loro protratta permanenza nel nucleo di origine. All interno di queste trasformazioni anche la famiglia, in particolare negli ultimi decenni, ha subito una serie di cambiamenti. Dopo la famiglia patriarcale è venuto meno anche il modello di famiglia coniugale e nucleare, modello su cui era costruita la società. Non si fa, più riferimento ad una rappresentazione di famiglia, ma coesistono tante e diverse situazioni familiari. La famiglia quindi non è più idealizzata, ma corrispondente alla realtà nelle sue molteplici sfaccettature; in una società in continua evoluzione coesistono diversi modelli di famiglie,nucleare, monoparentale, affidataria, adottiva, ricomposta, legale, di fatto, immigrata, multietnica ecc. In questo quadro essere genitori diventa un esperienza complessa e caratterizzata da numerose difficoltà, una capacità che si impara sul campo. Sempre più difficile e complesso è il compito di genitori che assomma in sé le difficoltà dovute all adeguarsi ai cambiamenti della società e le difficoltà dovute all alternarsi dei diversi cicli vitali della famiglia e dei figli. La famiglia diventa una portatrice di bisogni e contemporaneamente una risorsa; svolge spesso la funzione di servizio sociale supportando e rispondendo alle varie problematiche che vengono man mano a delinearsi. Le relazioni interpersonali diventano sempre più complesse, la vita di relazione sempre più difficile, aumenta l isolamento e la solitudine, aumentano le difficoltà nel generare figli e nell allevarli ed educarli, i legami coniugali e di coppia diventano sempre più instabili. Sempre più difficile diventa conciliare il lavoro con la famiglia ed i figli, a causa anche di orari di lavoro molto impegnativi, i figli permangono nel nucleo familiare fino ad un età adulta, l aspettativa di vita si allunga e la famiglia, in modo particolare le donne, si fa carico dell accudimento delle persone anziane. I bisogni delle famiglie divengono talmente complessi e concatenati fra di loro che la risposta diventa una risposta di cui si deve fare carico la società intera, offrendo lavoro e soluzioni alloggiative alle nuove generazioni,offrendo servizi educativi- scolastici e ricreativi per i bambini, servizi di supporto e di accudimento per gli anziani, servizi di supporto alla genitorialità, luoghi di socialità ed aggregazione. Contemporaneamente le famiglie vengono incoraggiate ad agire da protagoniste, sia nella loro storia familiare, sia verso le istituzioni, come stimolo per la programmazione e l attuazione di interventi mirati, passando così da una visione della famiglia come destinataria di interventi a quella della famiglia risorsa per sé e per gli altri. Già La Legge 328/2000 parlava di mutuo aiuto, di associazionismo delle famiglie per contrastare la solitudine, per creare legami sociali, per rendere le famiglie protagoniste della vita sociale. Le difficoltà e le trasformazioni delle famiglie vengono viste come momenti di cambiamento e crescita, in una prospettiva di normalità, non più in un ottica patologizzante. Le rapide e profonde trasformazioni fin qui descritte, che hanno visto nel nostro paese il proliferare di più modelli familiari hanno fatto sì che si sia sviluppati interventi diversificati, che si arricchiscono e trasformano adeguandosi ai cambiamenti, interventi messi in atto 64
65 dai servizi territoriali e dagli operatori, che vanno costruendo sempre nuove metodologie d intervento Gli interventi Le politiche sociali rivolte alle famiglie si sono, quindi, concretizzati nel promuovere nuovi servizi per gli interventi a sostegno delle famiglie, che vanno dall ampliare e variegare le offerte educative per i bambini, dai più piccoli ai più grandi, al rimodulare gli interventi di assistenza domiciliare, alla nascita ed al diffondersi di ludoteche e di servizi per il tempo libero e per il periodo estivo, alla nascita ed al diffondersi di spazi e strutture che abbiano al loro interno le più svariate offerte ed opportunità per le famiglie: i Centri per le Famiglie, Già la Legge 285/97 proponeva un approccio basato sulla prevenzione, promuovendo interventi finalizzati allo sviluppo di servizi di ascolto, consulenza e sostegno per i problemi quotidiani. Si poneva, così, le basi per la nascita dei Centri Famiglie. ritenendo che gli interventi rivolti alle famiglie per sostenere i genitori nella loro funzione educativa fossero essenziali per migliorare la vita dei minori. La Legge 328/2000, successivamente, accoglieva una serie di istanze già presenti nel tessuto sociale e si faceva promotrice di un ulteriore cambiamento ed innovazione, accelerando il sorgere dei Centri. Questi nuovi servizi danno grande importanza all offerta di opportunità di socializzazione, all offerta di opportunità di aggregazione e di confronto per le famiglie e per tutti coloro che accompagnano i bambini nel loro percorso di crescita con interventi di prevenzione primaria, ai quali si affiancano interventi di prevenzione secondaria ed anche terziaria, attraverso una variegata offerta di servizi specialistici. - Interventi di prevenzione primaria: i genitori sono adeguatiti, hanno risorse sufficienti che possono ampliare e potenziare facilmente attraverso l informazione, attraverso uno spazio di riflessione, confronto e sperimentazione. Gli interventii hanno come finalità il miglioramento della qualità della vita, attraverso l offerta di momenti aggregativi e di conoscenza, l offerta di momenti ludico-educativi, culturali e ricreativi, momenti di confronto ed approfondimento sulle grandi e piccole difficoltà che i genitori incontrano giornalmente nel difficile compito di accudire e crescere i propri figli. - Interventi di prevenzione secondaria: volti ad intervenire precocemente sulle problematiche già in atto, che potrebbero evolvere in modo negativo. Si rivolgono a quei genitori che affrontano con grande fatica e stress i compiti quotidiani sia nella relazione di coppia che nell accudimento della prole, non riuscendo a rispondere pienamente a quanto richiesto dal ruolo ricoperto. Fra questi interventi si annoverano la Consulenza Familiare Psicologica come sostegno al singolo genitore o alla coppia genitoriale nel compito di allevare ed educare i figli e/o come momento di riflessione per la coppia coniugale in crisi, la Mediazione Familiare per far prendere consapevolezza ai genitori separati o in via di separazione come solo loro con la condivisione della genitorialità possano rispondere alle esigenze evolutive ed affettive dei figli - Interventi di prevenzione terziaria: interventi rivolti a quelle situazioni in cui sono già evidenti problemi di qualche entità; hanno la finalità di ridurre il danno e di evitare la cronicizzazione. Fra questi interventi si annoverano i Servizi per il Diritto di Visita e di Relazione ( i cosiddetti Spazio Neutro, Spazio d Incontro, Incontri Protetti) in situazioni in cui i figli non riescono ad incontrare più uno dei due genitori, o per situazioni di grossa conflittualità genitoriali o perché la Magistratura per vari motivi decreta che gli incontri si svolgano in situazioni protette ed alla presenza di operatori psico-sociali. 65
66 I principi ispiratori dei Centri Famiglie I Centri per le Famiglie, che si declinano dal nord al sud dell Italia nel modo più articolato e rispondente alle esigenze locali, pur nelle loro varie sfaccettature e differenze, si ispirano ai principi che hanno trovato una enunciazione nella Legge 328/2000 e che si possono riassumere in tre grandi filoni: la famiglia protagonista e risorsa, la promozione del benessere, la costruzione di reti. La famiglia protagonista e risorsa Si riconosce alla famiglia un ruolo centrale come soggetto protagonista del suo cambiamento; i percorsi e le soluzioni sono scelti sulla base delle esigenze e degli obiettivi di ognuna di loro, da ognuna di loro. Si ritiene prioritaria la promozione delle risorse delle famiglie, il sostegno dei genitori nel loro compito, attraverso l accrescimento delle competenze e delle abilità genitoriali ed attraverso un interazione genitori-figli sempre più ricca. Ai genitori che si rivolgono ai Centri viene offerta l opportunità di trovare in altre famiglie e negli operatori occasioni per potersi costruire una risposta, per costruire occasioni di incontro e reti di solidarietà, momenti di condivisione e riflessione; le famiglie diventano risorse per loro stesse e per le altre famiglie. Contemporaneamente i genitori hanno la possibilità di partecipare attivamente alla programmazione dei Centri, apportando il loro contributo, le loro idee e necessità e le loro critiche costruttive. La promozione del benessere I Centri perseguono il benessere offrendo opportunità tese alla promozione, occasioni per un miglioramento della vita di tutti i giorni, offrendo un luogo a tutte le famiglie, nelle sempre più diverse espressioni, superando il concetto di servizi rivolte alle famiglie in difficoltà e disagiate. Vengono offerte occasioni e luoghi dove superare l isolamento, costruendo occasioni di incontro, di svago, occasioni culturali, di dialogo, di scambio e di confronto di esperienze, ricostituendo contesti di vita ricchi di beni relazionali, in un ottica di welfare comunitario. La costruzione di reti Grande attenzione viene posta dai Centri alla costruzione di reti ed alla socializzazione, per il superamento dell isolamento in cui spesso molte famiglie vivono. La qualità della vita delle famiglie dipende anche dalla qualità delle relazioni che le famiglie intessono fra loro. I Centri si configurano come luoghi ove le persone si conoscono, instaurano relazioni che vanno al di là del Centro, e che invadono la vita di tutti i giorni. Il Centro Famiglie Villa Lais Il Centro Famiglie Villa Lais del Municipio Roma IX viene aperto, al pubblico, come servizio sperimentale, nell ottobre 2001, dopo mesi di un attento lavoro di programmazione integrata e partecipata.. Si configura sin dal suo inizio come un luogo dove affluiscono più interventi e servizi a carattere pedagogico, educativo, culturale, ricreativo, sociale e psicologico., un punto di riferimento per le famiglie del territorio. Le peculiarità del Centro sono: - gestione diretta da parte dell Ente Pubblico Comune di Roma Municipio Roma IX;, con l assegnazione di personale sia a tempo pieno sia a quota oraria; - bacino territoriale di utenza intermunicipale, corrispondente alla ASL RMC; - integrazione fra sociale e sanitario, Municipio Roma IX e ASL RMC; - copresenza al suo interno di diverse azioni ed interventi a più livelli, sociale culturale - ricreativo educativo psicologico pedagogico di formazione degli operatori; 66
67 - costruzione di una rete con le agenzie educative, con le associazioni ed il terzo settore; - coinvolgimento in prima persona dei genitori sin dai primi momenti, dalla ideazione del progetto, loro coinvolgimento anche nella riprogettazione delle attività, coinvolgimento dei genitori nel mettere a disposizione degli altri le proprie precipue competenze; - collegamento operativo con altri servizi similari, anche a livello nazionale; - supervisione tecnico-scientifica dell Università di Roma La Sapienza; - orari di apertura del servizio confacenti alle esigenze delle famiglie, flessibili nella fascia pomeridiana, serale e festiva. Il Centro Famiglie Villa Lais offre una serie di vantaggi ai cittadini, accompagnando le famiglie nel loro percorso evolutivo, sostenendole nei momenti di difficoltà e prevenendone i disagi; è aperto in orari fruibili ai genitori, raggruppa al suo interno ed offre più servizi e variegate opportunità. Dà la possibilità ai genitori di passare da un servizio all altro, dai servizi rivolti a tutti a quelli specialistici, con naturalezza, senza paura di essere etichettati. Offre, inoltre, ai genitori, che richiedono servizi specialistici, l opportunità di usufruire con i loro figli anche di momenti ludici, ricreativi, educativi e culturali. Ancora oggi dopo 10 anni di attività il Centro Famiglie Villa Lais continua ad essere l unico Centro, su tutto il teritorio romano, a gestione diretta e l unico Centro che offre una tale copmplessità di servizi e di opportunità alle famiglie, racchiudendo al suo interno iniziative rivolte a tutte le famiglie e servizi specialistici rivolti alle famiglie ed alle coppie che stanno attraversando particolari momenti di criticità Al suo interno il Centro offre: Centro Famiglie Villa Lais Accoglienza Altri Servizi Sostegno alla genitorialità Le domande dei genitori Genitori in dialogo Giochiamo insieme Consulenza familiare psicologica alla coppia alla famiglia al genitore/genitori Spazio d incontro Genitori-figli Mediazione Familiare Consulenza Legale Centro di Documentazione- Mediateca Libri-rivistevideocassette Cinema in Famiglia Eventi musicali - Feste Sostegno indiretto alla genitorialità -Progetti Scuola-Famiglia -Attivazione di una rete territoriale con le agenzie educative, con le associazioni ed il terzo settore 67
68 Servizio di accoglienza, d informazione e di segretariato: dà informazioni sulle attività del Centro, fa da filtro alla prima domanda del cittadino e fornisce, indicazioni sui servizi che riguardano ragazzi e famiglie. Sostegno alla genitorialità Tale intervento comprende: - Le domande dei genitori : cicli di incontri e conversazioni tenuti da esperti su tematiche di interesse per genitori e famiglie, come supporto nel lavoro di cura e crescita dei propri figli, programmati nelle scuole del territorio in orario pomeridiano; - Genitori in dialogo : piccoli gruppi di genitori per il confronto di esperienze con la presenza di un operatore del Centro quali: Le mamme si incontrano rivolto a mamme che condividono l esperienza di crescere da sole i propri figli; Gruppo genitori separati ; I Papà si incontrano ; Le mamme e l allattamento al seno ; Mamme si diventa ciclo di incontri rivolto a neomamme. I gruppi si incontrano sia in orario antimeridiano che pomeridiano. - Laboratori ludico-educativi per genitori e figli; la finalità è la riscoperta dello spazio e del tempo per giocare insieme, delle funzioni educativo-pedagogiche del gioco, la costruzione di una rete fra genitori. - Laboratori di Musica per bambini e genitori-: Le lezioni concerto,rivolte ai bambini da 0 a 36 mesi si ispirano alla Music Learning Theory di Edwin E. Gordon, secondo cui il bambino sviluppa la sua attitudine musicale nei primi anni di vita attraverso un esposizione alla musica che rispetti le sue grandi capacità di ascolto e assorbimento. Tutto ciò viene facilitato e transita attraverso la presenza dei genitori. - Le Feste di Villa Lais-: feste all aperto nei giardini, in occasione dell inizio e della fine dell anno scolastico e del Natale. Progetti Scuola-Famiglia: percorsi formativi, scaturiti da una programmazione partecipata tra Centro Famiglie ed Asili Nido, rivolti alle educatrici dei nidi comunali e di quelli in convenzione Centro di Documentazione Mediateca: Servizio di piccola biblioteca e videoteca specializzate su tematiche inerenti alla famiglia. Nel periodo estivo organizza, la rassegna di Cinema in famiglia : proiezioni di film all aperto su tematiche inerenti alla crescita dell individuo e alle dinamiche familiari Nel periodo invernale organizza,la domenica pomeriggio a cadenza mensile, concerti di musica da camera e di musica classica. Il Centro offre al suo interno Servizi Specialistici a sostegno di particolari momenti di crisi che possono incontrare le famiglie nel loro cammino: Mediazione Familiare: è un percorso rivolto alle coppie separate, in via di separazione o divorzio, per promuovere e sostenere la genitorialità e per trovare accordi soddisfacenti per loro stesse e per i figli Consulenza Legale: offre, consulenza legale nel campo del diritto di famiglia Spazio d Incontro genitori-figli: servizio per il diritto di visita e di relazione tra figli e genitori non affidatari (su richiesta dell Autorità Giudiziarie o dei Servizi) Consulenza familiare psicologica: uno spazio di consulenza e sostegno al genitore, ai genitori ed alla coppia nelle diverse fasi della vita familiare e nei momenti di crisi Il Centro in questi anni ha sempre dato grande importanza al lavoro di rete, ed alla partecipazione dei genitori alla vita del Centro. Grazie proprio al lavoro di rete è divenuto il punto di riferimento e di confronto dei Servizi di Mediazione Familiare e dei Servizi per il Diritto di Visita e di Relazione presenti sul territorio comunale. 68
69 Ha, infatti, sostenuto la formazione di una rete fra i Servizi di Mediazione Familiare presenti sul territorio sia comunale che provinciale attraverso riunioni periodiche del Tavolo di Lavoro dei Centri di Mediazione Familiare pubblici o convenzionatil. La costruzione della rete ha comportato il confronto di esperienze, delle metodologie di intervento, lo scambio di saperi professionali e la diffusione di buone prassi all interno della Amministrazione Comunale e degli altri Enti coinvolti Aziende USL, Privato Sociale, Provincia di Roma, Magistratura Minorile ed Ordinaria, Università di Roma La Sapienza, Società Italiana Mediazione Familiare. Sono state prodotte le Linee Guida sulla Mediazione Familiare con la Magistratura presentate il 24 marzo 2009 nel corso di una giornata seminariale e le Linee Guida sulla Mediazione Familiare-Consulenti Tecnici d Ufficio, presentate in una Giornata di Lavoro organizzata presso il Tribunale Ordinario di Roma il 28 maggio 2010: Questo lavoro ha permesso la condivisione di assunti teorici, di strategie di intervento e modalità di lavoro anche con altre figure professionali che con ruoli e modalità diverse intervengono nel percorso separativo. gistrati. Si è poi intrapreso il lavoro per la stesura di linee guida condivise con Mediatori- Avvocati, costituendo un gruppo di lavoro con rappresentanti del Tavolo di Lavoro dei Centri e rappresentanti degli Ordini degli Avvocati di Roma, Latina e Frosinone e di alcune associazioni significative di avvocati... Il Centro dal gennaio 2009 ha dato avvio al Tavolo di Lavoro dei Servizi Pubblici e Convenzionati per il Diritto di Visita e di Relazione per un confronto sulle metodologie di intervento, l organizzazione, la filosofia del servizio e le difficoltà di rapporto con la Magistratura per arrivare alla stesura di Linee Guida che sono ormai in via di ultimazione. Esempi del lavoro di rete sono i due Tavoli di Lavoro, ma anche la rete costruita con le scuole, in particolar modo le scuole dell infanzia e gli asili nido. Grande è stato l impegno nel coinvolgere gli insegnanti, in quanto non solo sono il tramite fra il Centro ed i genitori, ma oltre ad educare i bambini possono coinvolgere i genitori, offrire loro un punto di riferimento ed un sostegno e trasmettere una serie di competenze necessarie alla crescita ed all educazione dei figli. Si è così colta un occasione concreta per realizzare una fattiva integrazione tra servizi educativi e sociali, realizzando i Progetti Scuola Famiglia, percorsi formativi, che scaturiscono da una programmazione partecipata Centro Famiglie Asili nido comunali, con l obiettivo di favorire la partecipazione delle famiglie all interno degli asilo-nidi e di promuovere negli insegnanti l'interesse attorno al coinvolgimento delle famiglie. Lavoro di rete è senz altro anche quello costruito negli anni con le scuole elementari del quartiere.realizzando delle iniziative all interno di alcuni plessi scolastici, in stretta collaborazione con i Direttori Didattici ed avendo come target sia i genitori che gli insegnanti. Per quanto attiene la partecipazione dei genitori alla vita del Centro sin dalla progettazione gli operatori hanno cercato di coinvolgere i genitori, inizialmente con la distribuzione di un questionario ad un campione significativo di scuole, dall asilo-nido alla scuola superiore, per capire cosa i genitori si aspettassero dal nuovo servizio per le famiglie che stava nascendo; basandosi sui risultati del questionario si sono iniziate a programmare le attività del Centro Sempre intenso è stato comunque il dialogo fra gli operatori del Centro, presenti a tutte le attività programmate, e le famiglie, accogliendo le esigenze e le richieste. Sono state svolte riunioni con i genitori, sia approfittando dei momenti in cui veniva offerta, o all inizio o alla fine delle attività, una piccola merenda, sia fissando in maniera formale degli incontri con i genitori e spiegando la necessità di avere non solo un riscontro da parte loro, ma anche idee e suggerimenti. 69
70 La novità su cui si è lavorato nel corso dell anno 2010 è stato quello di coinvolgere i genitori in modo attivo, divenendo loro stessi risorsa per gli altri genitori, facendo sì che le competenze di alcuni genitori potessero essere a disposizione di altri genitori. Così è nato il gruppo Le mamme e l allattamento al seno, nato su richiesta delle stesse mamme per saperne di più, per confrontarsi con le altre mamme su come affrontare e superare i dubbi e le difficoltà personali associate all allattamento, per conoscere gli aspetti che possono interferire con la fisiologia dell allattamento rendendolo difficoltoso. Gli incontri sono stati tenuti da una mamma, assidua frequentatrice del Centro, che ha frequentato un corso di formazione promosso dall Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche del Comune di Roma nell ambito del progetto Latte di mamma mia, affiancata da un operatrice/psicologa del Centro Famiglie. Proseguendo in questa filosofia è nato il gruppo Mamme si diventa. Il gruppo a cui hanno partecipato neomamme per confrontarsi sull esperienza di diventare madre, sui cambiamenti che avvengono dopo la nascita di un figlio, sui temi pediatrici e sulla neogentorialità, vivendo con altre mamme una esperienza di scambio e condivisione, è stato tenuto da una mamma che insieme alla figlia frequenta il Centro e nella sua vita svolge la professione di pediatra, e che ha voluto mettere a disposizione delle altre mamme la sua esperienza professionale Il Centro Famiglie Villa Lais ha vinto nel 2001 il 1 Premio Eccellenza Amministrativa, bandito dal Dipartimento I del Comune di Roma; nel 2007 è risultato meritevole dl Menzione Speciale Premio Amico della Famiglia 2007 Sezione Enti Locali - Bando Nazionale indetto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri; nel 2010 è risultato meritevole di Menzione nel Concorso Premiamo i Risultati indetto dal Ministro per la Pubblica Amministrazione ed Innovazione. Obiettivi e criticità L obiettivo è quindi quello: - di rivolgersi a tutte le famiglie, promuovendo una politica di prevenzione attraverso interventi che hanno come finalità il miglioramento della qualità della vita, attraverso l offerta di momenti aggregativi e di conoscenza, l offerta di momenti ludico-educativi, culturali e ricreativi, momenti di confronto ed approfondimento sulle grandi e piccole difficoltà che i genitori incontrano giornalmente nel difficile compito di accudire e crescere i propri figli; - di mettere in atto l interventi precoci sulle problematiche già in atto, che potrebbero evolvere in modo negativo; - di mettere in atto interventi rivolti a quelle situazioni in cui sono già evidenti problemi di qualche entità che hanno la finalità di ridurre il danno e di evitare la cronicizzazione. Le criticità sono rappresentate dalle difficoltà di integrazione fra sociale e sanitario e dalle sempre minori risorse sia finanziarie che di personale. 5.5 Servizi ed interventi per le persone in età evolutiva - i servizi e gli interventi sociali a favore dei minori - il disagio sociale, il maltrattamento e l abuso - i provvedimenti delle AA.GG. - i minori accolti in strutture residenziali - il piano affido - i progetti in attuazione della Legge 285/97 70
71 - le criticità, gli obiettivi e le priorità Il servizio Sociale Area Minori si occupa dei nuclei con minori che affrontano crisi evolutive nell ambito delle relazioni familiari, sociali ed economiche: Nuclei familiari in attesa di un figlio Nuclei familiari con minori Nuclei familiari con minori sottoposti a provvedimenti delle Autorità Giudiziarie. (I minori possono essere oggetto di provvedimenti che a vario titolo vengono emessi da diverse Autorità Giudiziarie quali: Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario, Procura della Repubblica, Giudice Tutelare, ecc) Servizi ed Interventi: Sostegno al reddito Sono finalizzati al sostegno del nucleo familiare, al fine di promuovere l autonomia del nucleo, attraverso la predisposizione di un progetto globale che preveda aiuti programmati, sia di natura sociale quali le borse lavoro per facilitare l inserimento lavorativo, che economica, utilizzando le del. C.C. n. 154/97, interventi di sostegno al nucleo familiare e alla persona singola, del. 672/05, contributo per il pagamento utenza gas, energia elettrica, e la L.R. 32/01 interventi a sostegno della famiglia, inoltre, per i nuclei in particolari difficoltà, sono previsti esoneri dal pagamento della retta per il nido e, su richiesta degli interessati, sono stati predisposti attestati di debolezza sociale, finalizzati al contributo economico per l affitto. In collaborazione con l Ufficio sport del Municipio è possibile inserire a titolo gratuito i bambini assistiti in attività sportive pomeridiane organizzate presso le scuole di territorio. Progetti di sostegno alle responsabilità genitoriali Ogni anno vengono presi in carico molti nuclei familiari per i quali l inserimento dei figli nei nidi, nelle scuole dell infanzia o al tempo prolungato nelle scuole elementari, rappresenta una risorsa fondamentale per favorire il benessere psicofisico del bambino e prevenire o contenere situazioni di crisi del sistema familiare. Per questo, sia contestualmente al periodo di apertura dei bandi per l iscrizione nelle scuole o nei nidi, sia durante l anno vengono effettuate segnalazioni e monitoraggio. Alcuni nuclei necessitano di un intervento specialistico mirato al potenziamento delle capacità genitoriali e allo sviluppo delle risorse autonome dei figli. In questi casi viene proposta l attivazione del Servizio per l Inserimento ed il Sostegno del Minore in Famiglia (S.I.S.MI.F.) E stato costituito un coordinamento tecnico al quale partecipano oltre alla Responsabile Municipale del Servizio, un Assistente Sociale del TSMREE della ASL RM/C, IX Distretto e la Coordinatrice della Cooperativa che attua gli interventi in convenzione. Il SISMIF si svolge sia attraverso interventi individuali, sia attraverso attività di socializzazione svolte in gruppo con l obiettivo di far vivere ai ragazzi esperienze nuove e stimolanti. Durante l anno vengono anche realizzati weekends e soggiorni durante i quali, soprattutto i più piccoli sperimentano l autonomia dalle famiglie d origine, e i più grandi scoprono nuovi interessi e possono ampliare amicizie. Soprattutto per il soggiorno che si svolge alla fine dell anno scolastico, durante l estate, infatti si scelgono villaggi e strutture dove sia faciliatata la socializzazione con tutti gli altri ospiti, in modo da consentire ai ragazzi la più ampia apertura verso l esterno del gruppo. Prima e dopo la realizzazione di queste esperienze vengono organizzati incontri dei servizi con il gruppo dei genitori per condividere l esperienza dei figli. 71
72 Gli educatori presentano relazioni trimestrali sulla conduzione dei progetti educativi individuali ed il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questo servizio di supporto alla genitorialità rappresenta una importante risorsa anche per quei nuclei sottoposti a provvedimenti dell autorità giudiziaria, individuati per una inadeguatezza parziale delle capacità genitoriali Interventi su mandato delle Autorità Giudiziarie In considerazione della problematicità delle situazioni di minori per i quali è richiesto l intervento della Magistratura, negli anni si è ritenuto necessario attivare modalità integrate di lavoro tra i diversi servizi territoriali impegnati nella prevenzione e nella cura del disagio minorile. E stata prevista la costituzione di Gruppi Integrati di Lavoro (GIL) e del Coordinamento Tecnico Integrato (CTI). Il CTI del IX Municipio è composto da due Ass. Soc. del Municipio e da un Ass. Soc. ed una Psicologa dell OUCTSMREE della ASL RMC, IX Distretto. Le autorità giudiziarie, Procura presso il Tribunale per i Minorenni, Tribunale per i Minorenni, Tribunale Ordinario e Ufficio del Giudice Tutelare, chiedono ai Servizi Sociali territoriali in particolare di svolgere indagine socio-ambientali, con eventuali approfondimenti in ambito psicologico, e di attuare i provvedimenti emessi in seguito alle istruttorie. I mandati possono comportare limitazioni della potestà genitoriali e conseguentemente incarichi di vigilanza, affidamento. In situazioni di particolare rischio per i bambini e ragazzi possono essere richiesti interventi di allontanamento dal nucleo familiare, con conseguente inserimento in altro nucleo familiare ( affidamento intra o etero familiare giudiziario) o in struttura residenziale ( casa famiglia o gruppo appartamento ). Tutti gli incarichi prevedono l attuazione di un complesso progetto di sostegno e di attivazione delle potenziali risorse per un recupero, se possibile, delle capacità genitoriali. Attività di vigilanza delle strutture residenziali La Deliberazione n. 10 del 1999 ha decentrato alle Circoscrizioni, attuali Municipi, le competenze in materia di autorizzazione all apertura ed al funzionamento di strutture che prestano servizi socio-assistenziali, nonché il ruolo di vigilanza delle strutture già autorizzate al funzionamento. La normativa di riferimento ( L. 184/83 modificata dalla L. 149/01, L.R. 38/96, L. 328/00, L.R. 41/03, Del. G.R. 1304/04 e 1305/04, Reg.R. 2/05 ) evidenzia i requisiti richiesti alle strutture ed il Servizio Sociale del Municipio ha definito le modalità di adempimento delle competenze decentrate. Attività di aggiornamento professionale L impegno di formazione e aggiornamento permanente prevede giornate di studio, convegni e seminari ai quali si ritiene indispensabile partecipare, vista la continua trasformazione degli assetti familiari, della ricerca e della sperimentazione delle metodologie da applicare agli interventi in favore dei minori e delle famiglie e dei fenomeni che riguardano più in generale tutta l area dell infanzia della adolescenza e della genitorialità. Importante ed indispensabile è anche la lettura di articoli o testi sulle materie di particolare interesse sia strettamente legati alla professione sia all ambito giuridico e psicologico. Spesso le assistenti sociali effettuano tali letture in orario extralavorativo. Criticità, obiettivi e priorità Al fine di ottimizzare le spesso esigue risorse territoriali e nell ottica di una programmazione partecipata, ormai da anni le assistenti sociali hanno visto ampliare le proprie competenze che, fermo restando l impegno relativo alla presa in carico delle singole situazioni familiari, riguardano ormai ruoli di responsabilità di progetti o di attività 72
73 specifiche, di referenti del servizio in tavoli di lavoro, in equipe integrate, ecc sia a livello territoriale che di ASL o anche cittadino. Oltre alla complessità, anche stimolante, di dover ampliare le proprie conoscenze rispetto ad alcuni ambiti specifici, è particolarmente gravoso conciliare entrambi i ruoli e diventa sempre più difficile rispondere alle numerose richieste volte ad individuare un referente per ulteriori attività. 73
74 Municipio IX Scheda dati del Piano municipale per il sostegno finanziario alle famiglie affidatarie (periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2011) 74
75 Municipio IX 1) Relazione sintetica sullo stato dell affido a) Minori in affido n. 16 b) Servizi sociali e operatori che operano nell affido: 4 assistenti sociali del Municipio, di cui una referente, 4 assistenti sociali della ASL RM/C. IX Distretto, le assistenti sociali operano nell affido solo nell ambito degli eventuali incarichi delle autorità giudiziarie, solo la referente svolge anche un attività di coordinamento c) Famiglie di origine : N. 14 d) Famiglie affidatarie: n. 14 2) Progetti in corso nessun progetto in corso 3) Dati statistici ( alla data del 31/12/10) 4) Preventivo delle risorse da impegnare per gli assegni di assistenza di base 5) Preventivo delle risorse da impegnare per i sussidi integrativi 6) Criticità esistenti per l affido a) numero totale dei minori dati in affidamento comprensivo dei minori in strutture (totale di b + c) n. : 32 b) numero totale dei minori dati in affidamento alle famiglie affidatarie n. 16 c) numero totale dei minori in affidamento alle strutture: 16 in casa famiglia n.: 9 in gruppi appartamento n. : ,00 ( come da delibera 378 del 2/12/2009 ) 5000,00 Tutti gli affidamenti sono giudiziari, la maggior parte intrafamiliari ed hanno una durata superiore ai due anni 7) Note 75
76 Municipio IX Piano municipale dei Progetti per l Affidamento Familiare 76
77 tabella riassuntiva dei progetti n. Nome del progetto 1 Promozione del tema dell affido e individuazione delle effettive disponibilità allo svolgimento di un per- corso Breve descrizione - Promozione: divulgazione materiale e informazione di base - Incontri con l obiettivo di affrontare la tematica dell affido con le persone che hanno aderito a partecipare all incontro, per informarle, motivarle e verificare la loro effettiva disponibilità ad intraprendere il percorso formativo. Importo Euro 1000,00 2 Preparazione e svolgimento del per-corso formativo -Preparazione, unitamente al Centro Comunale per l affido, l adozione e il sostegno a distanza e ai Servizi municipali, del percorso formativo - Per-corso formativo -Conclusione: individuazione, unitamente al Centro Comunale e ai Servizi Sociali Municipali, delle persone e famiglie che hanno concluso il corso, inseribili nell elenco delle risorse comunali volta all affido di minori - Colloqui di restituzione Euro 1200,00 3 Maturazione e sostegno Attivazione di un gruppo di sostegno per le famiglie affidatarie e gli aspiranti affidatari durante il percorso dell affido e la fase di maturazione co-condotto da una psicologa e un assistente sociale. Euro 1400,00 Seguono n. 3 schede di progetto 77
78 Tipologia progettuale (vedi tabella) A B C D E Scheda del progetto n. 1 1) Nome del progetto Promozione del tema dell affido e individuazione delle effettive disponibilità allo svolgimento di un per- corso 2) Descrizione del progetto 3) Analisi del contesto territoriale e dei bisogni da soddisfare con il progetto 4) Finalità, obiettivi e risultati attesi 5) Organizzazione del progetto 6) Descrizione delle attività progettuali nelle fasi realizzative Attività di sensibilizzazione alla cultura dell accoglienza attraverso distribuzione di materiale informativo, incontri di informazione di base e di approfondimento delle tematiche dell affidamento familiare Negli ultimi anni, nel territorio del municipio Roma IX, sono state molto poche le famiglie che hanno espresso la propria disponibilità verso questa esperienza. I dati relativi all anno 2010, così come degli anni precedenti, evidenziano inoltre la realtà di affidamenti solo giudiziari e, per lo più, nell ambito familiare. La presenza di numerose donne straniere, sole con i propri figli, rende importante anche una sollecitazione verso gli affidamenti part time. La finalità dell intervento - fondato sulla diffusione di una cultura della solidarietà e dell accoglienza è incentivare una forma di solidarietà tra le famiglie, valorizzando la famiglia come risorsa della società. Si intende dare continuità alle attività di promozione e formazione che hanno visto impegnati professionisti del Centro Comunale, del Privato Sociale in convenzione con il Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute e dei Servizi Sociali dei Municipi del quadrante RM/C o pianificazione del lavoro di equipe o mappatura delle tipologie dei bisogni del territorio per procedere ad un attività di sensibilizzazione mirata; o condivisione del materiale divulgativo o distribuzione materiale divulgativo o incontri di informazione Un anno 7) Tempi di realizzazione 8) Criteri e modalità di valutazione e relativi indicatori ed obiettivi target 9) Costi a) spese per il personale b) spese per materiali c) spese per servizi d) spese di gestione del progetto totale preventivato 1.000,00 Il progetto dovrà consentire l individuazione di famiglie disponibili ad approfondire le tematiche dell accoglienza e dell affidamento familiare 78
79 Scheda del progetto n. 2 Tipologia progettuale (vedi tabella) A B C D E 1) Nome del progetto 2) Descrizione del progetto 3) Analisi del contesto territoriale e dei bisogni da soddisfare con il progetto 4) Finalità, obiettivi e risultati attesi 5) Organizzazione del progetto 6) Descrizione delle attività progettuali nelle fasi realizzative Per-corso formativo Preparazione e svolgimento del per-corso formativo sulle tematiche dell affidamento familiare Negli ultimi anni, nel territorio del municipio Roma IX, sono state molto poche le famiglie che hanno espresso la propria disponibilità verso questa esperienza. I dati relativi all anno 2010, così come degli anni precedenti, evidenziano inoltre la realtà di affidamenti solo giudiziari e, per lo più, nell ambito familiare. La presenza di numerose donne straniere, sole con i propri figli, rende importante anche una sollecitazione verso gli affidamenti part time Consentire ai partecipanti al per-corso la sperimentazione e la riproduzione in prima persona delle tematiche e delle situazioni più comuni all affidamento familiare per verificare la reale possibilità e disponibilità verso un esperienza di accoglienza. Si intende dare continuità alle attività di promozione e formazione che hanno visto impegnati professionisti del Centro Comunale, del Privato Sociale in convenzione con il Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute e dei Servizi Sociali dei Municipi del quadrante RM/C valutare e verificare l ultimo corso svolto per ottimizzarne l efficacia formativa ; pianificare, progettare e organizzare il corso formazione; monitorare, dopo ogni incontro formativo, l andamento del percorso; confrontarsi sui contenuti dell affidamento familiare per l individuazione di una sempre migliore strategia di sensibilizzazione, formazione e sostegno alle risorse restituzione condivisa con le famiglie e l equipe degli operatori. Un anno 7) Tempi di realizzazione 8) Criteri e modalità di valutazione e relativi indicatori ed obiettivi target 9) Costi e) spese per il personale f) spese per materiali g) spese per servizi h) spese di gestione del progetto totale preventivato 1.200,00 Gli incontri di formazione consentiranno l individuazione di famiglie che potranno essere inserite nell elenco delle risorse comunali volte all affido di minori 79
80 Tipologia progettuale (vedi tabella) A B C D E Scheda del progetto n. 3 1) Nome del progetto 2) Descrizione del progetto Maturazione e sostegno Attivazione di un gruppo di auto - aiuto 3) Analisi del contesto territoriale e dei bisogni da soddisfare con il progetto 4) Finalità, obiettivi e risultati attesi 5) Organizzazione del progetto 6) Descrizione delle attività progettuali nelle fasi realizzative Negli ultimi anni, nel territorio del municipio Roma IX, sono state molto poche le famiglie che hanno espresso la propria disponibilità verso questa esperienza. I dati relativi all anno 2010, così come degli anni precedenti, evidenziano inoltre la realtà di affidamenti solo giudiziari e, per lo più, nell ambito familiare. La presenza di numerose donne straniere, sole con i propri figli, rende importante anche una sollecitazione verso gli affidamenti part time. Affrontare e condividere le problematiche che incontrano le famiglie affidatarie con particolare riferimento alle attuali situazioni di affidamento caratterizzate da problematiche specifiche Si intende dare continuità alle attività di promozione e formazione che hanno visto impegnati professionisti del Centro Comunale, del Privato Sociale in convenzione con il Dipartimento Promozione dei Servizi Sociali e della Salute e dei Servizi Sociali dei Municipi del quadrante RM/C Il gruppo avrà cadenza mensile e si terrà presso i locali dell associazione sita nel Municipio IX. Potranno essere inseriti nel gruppo sia nuclei affidatari (single o coppie) che già hanno un minore in affido che coloro che si accingono a cominciare il percorso e necessitano di un percorso di approfondimento Un anno 7) Tempi di realizzazione 8) Criteri e modalità di valutazione e relativi indicatori ed obiettivi target 9) Costi i) spese per il personale j) spese per materiali k) spese per servizi l) spese di gestione del progetto totale preventivato 1.400,00 Una partecipazione costante agli incontri consentirà un miglior sostegno alle famiglie affidatarie e l acquisizione di maggiore consapevolezza da parte degli aspiranti ad esperienza d affido 80
81 I PROGETTI IN ATTUAZIONE DELLA LEGGE 285/97 La legge 285/97 Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l infanzia e l adolescenza nasce, come recitato dall Art.1, per favorire la promozione dei diritti, la qualità della vita, lo sviluppo, la realizzazione individuale e la socializzazione dell infanzia e dell adolescenza, privilegiando l ambiente ad esse più confacente ovvero la famiglia naturale, adottiva o affidataria, in attuazione dei principi della Convenzione sui diritti del fanciullo. La legge vuole favorire la realizzazione di servizi di sostegno alla relazione genitori-figli e di misure alternative al ricovero dei minori, la sperimentazione di servizi socio-educativi per la prima infanzia, la realizzazione di servizi ricreativi ed educativi per il tempo libero, la realizzazione di progetti per l esercizio dei diritti civili fondamentali, il miglioramento della fruizione dell ambiente da parte dei minori ed adolescenti, la valorizzazione delle caratteristiche di genere, culturali ed etniche, la sperimentazione di servizi di sostegno, anche economico, alle famiglie,al fine di migliorare la qualità del gruppo-famiglia. E stato così possibile, in tutti questi anni, la sperimentazione e la realizzazione di numerosi progetti a livello locale, sia comunale che municipale. Anche il nostro Municipio ha visto il sorgere ed il consolidarsi di una serie di progetti nati da una lettura e analisi attenta dei bisogni, dal confronto con le realtà sociali operanti nel nostro territorio, grazie anche alla professionalità ed esperienza degli operatori sociali. Negli anni i progetti, sottoposti ad un costante monitoraggio, sono, stati rivisti e trasformati, secondo le valutazioni fatte in itinere, per poter rispondere sempre meglio alle esigenze ed ai nuovi bisogni emergenti. L idea che ha sotteso la programmazione degli interventi finanziati con la legge 285 nel nostro Municipio è stata quella di fornire il nostro municipio di più poli, ove potessero trovare risposta le esigenze delle famiglie con figli minori, dei bambini stessi e degli adolescenti/giovani adulti. Poli che coinvolgessero dal punto di vista educativo, ludicoricreativo, culturale e di aggregazione sociale, che offrissero occasioni per una migliore qualità della vita e che,contemporaneamente, realizzassero un efficace azione di prevenzione delle situazioni di crisi fornendo un sostegno alle famiglie, ai minori ed ai giovani. PROGETTI ANNO 2011 Centro Diurno 3 11 anni Officina del Tempo Libero Il Centro ha come obiettivo quello di offrire un luogo di socializzazione in grado di fornire ai bambini stimoli sia ludici che cognitivi, occasioni relazionali, ed ai genitori percorsi formativi ed un supporto educativo Nel 2009 il progetto del Centro ha visto una rielaborazione, con l introduzione della compresenza di bambini e genitori orientando la filosofia del servizio da un lato ad offrire ai bambini opportunità di crescita e stimoli cognitivi, sviluppo dell autonomia, socializzazione fra pari e le figure adulte di riferimento e dall altra a raccogliere i bisogni diffusi di socialità e di informazione propri dell essere genitori. Il Progetto, prevede dunque il coinvolgimento attivo dei genitori/adulti di riferimento: si vuole mettere a disposizione di adulti e bambini uno spazio-tempo nuovo rispetto allo spazio-tempo domestico offrendo la possibilità di vivere un tempo di attenzione al bambino ed alla relazione con lui che sempre più spesso manca nel quotidiano familiare, offrendo un sostegno alla funzione genitoriale. 81
82 Offrire un sostegno alla funzione genitoriale si connota nell offrire uno spazio e un tempo dove i genitori possano incontrarsi, giocare, formarsi e far nascere nuove relazioni. Sostenere i genitori significa dare spazio alle incertezze che possono presentarsi durante la crescita dei figli. Attraverso l ascolto, la condivisione e il confronto si può dar voce ai bisogni ed alle aspettative di ciascun componente della famiglia, e cercare possibili risposte ai momenti di cambiamento. Le attività si concretizzano nell organizzazione di laboratori-gioco di diverse tipologie che vedono coinvolti anche i genitori/adulti di riferimento, attività di animazione, espressive, altre occasioni di incontro, uscite, gite fuori porta. I Laboratori Genitori-Figli sono volti a fornire momenti di scambio e di gioco tra genitori e figli per rafforzare e potenziare le loro abilità relazionali e comunicative La finalità è permettere ai genitori di sperimentarsi nella relazione con i propri figli riconoscendo eventuali punti di forza e di debolezza del proprio modo di essere e fare i genitori e acquisendo competenze educative anche attraverso la relazione operatore-bambino. Nei Laboratori Bambino-Bambino, i bambini possono frequentare dei laboratori divisi per fasce di età (3-5; 6-7; 8-11) e sperimentarsi nel gruppo dei pari e nella definizione del sé attraverso la possibilità di differenziazione dall adulto. Si è inoltre cercato di offrire varie opportunità di incontro e condivisione a genitori e bambini attraverso la realizzazione di feste, uscite in tema con lo specifico percorso laboratoriale e visite a luoghi cittadini e/o municipali di interesse ludico-culturale e/o partecipazione a manifestazione ed a eventi cittadini dedicati all infanzia, nonché gite fuori porta. Nel periodo estivo, alla chiusura delle scuole, la programmazione prevede un apertura del Centro tutte le mattine dalle 8,30 alle 14,30,, con pranzo al sacco a carico dell utenza e con attività programmate propriamente estive e realizzate nella maggior parte dei casi nel Parco della Caffarella, aperto ai bambini del Municipio IX dai 3 agli 11anni. Impegno finanziario Fondi Legge ,00 Referenti interni Katia Vitri, assistente sociale Referenti esterni Cooperativa Meta, Nadia Bortone, assistente sociale coordinatore SEDE: Roma Via della Molara s.n.c. Centro di Aggregazione Meta il Centro Il Centro di Aggregazione Giovanile Meta il Centro, attivo dal 1998 rappresenta un luogo dove i minori possono trascorrere, all interno di una cornice educativa, il loro tempo libero. E uno spazio di accoglienza e socializzazione innanzitutto, ma anche di supporto e ascolto al ragazzo che cresce e affronta un età delicata. Si offrono una serie di opportunità di incontro all interno di un contesto organizzato che propone vincoli (regole, orari, etc.) ma anche risorse che possono essere liberamente usate dagli adolescenti E rivolto a preadolescenti, adolescenti e giovani, e si connota come un luogo dove offrire opportunità per la socializzazione, l educazione e la creatività. Ha l obiettivo di promuovere rapporti rassicuranti tra gli stessi e l ambiente sociale, favorire la capacità di interazione sociale e stimolare le possibilità espressive individuali e di gruppo per lo sviluppo del loro patrimonio creativo ed il rafforzamento dell autostima dell identità personale e dell autonomia personale. La caratteristica fondamentale è quella di promuovere attività di vario genere, attraverso le quali i giovani possono esprimere la propria creatività e socializzare. 82
83 Le attività realizzate sono sia laboratori che interventi semi-strutturati che hanno funzione di stimolo verso i giovani e riguardano musica, teatro,arte, tornei sportivi, eventi, organizzazione e partecipazione a feste, concerti, spettacoli teatrali, scambi con altri centri, uscite in città e fuori città. L attività del Centro prevede inoltre dei moduli formativi all interno delle scuole del territorio, in quanto appare sempre più evidente il bisogno di realizzare dei percorsi incentrati sulla prevenzione dei fenomeni di intolleranza e bullismo e sull educazione alla legalità. L intervento è effettuato in stretta collaborazione con gli insegnanti, anche con l obiettivo di fornire loro degli strumenti utili alla lettura ed al riconoscimento di fenomeni in atto. Le diverse attività sono realizzate sia all interno del Centro, sia nelle scuole. Quelle all interno del Centro prevedono, in particolare, laboratori strutturati (musicali, multimediali, di teatro ecc.) e attività libere. Il Centro è aperto dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria pomeridiana; la frequenza è libera e gratuita. Tutti gli interventi attivati mirano a favorire lo sviluppo della crescita personale dei ragazzi in rapporto al contesto sociale, a favorire la partecipazione e la promozione di iniziative di aggregazione culturale, sociale ricreativa e sportiva. Il progetto si propone infatti di promuovere una relazione attiva e reciproca tra i giovani. Al tempo stesso vuole favorire l interazione sociale per prevenire il disagio e l emarginazione. La cooperativa Meta utilizza educatori e vari operatori con differenti competenze tecniche (musicali, multimediali, teatrali ecc.) per la realizzazione delle diverse attività previste dal progetto. Il coordinamento è effettuato da un assistente sociale dell area minori. Impegno finanziario Fondi Legge ,00 Referenti interni Paola Lantieri, assistente sociale Referenti esterni Cooperativa Meta, Roberta Zaru, educatrice, Tel: SEDE: Roma Via Luzio 61 IL Tempo della non scuola Il progetto è nato per soddisfare e rispondere alle esigenze ed alle numerose richieste dei genitori che lavorano e si inserisce nell ambito delle iniziative del Municipio a favore dei minori che frequentano le scuole del territorio per coprire il periodo delle vacanze scolastiche. Prevede la creazione di poli distribuiti sull intero territorio del Municipio durante il periodo estivo e le vacanze di Natale e Pasqua e di una ludoteca presso almeno una scuola per l intero anno scolastico, aperto tutti i pomeriggi feriali dalle 16,30 alle 19,30. E rivolto ai minori di età dai 3 ai 12 anni, dai 3 ai 14 per i minori con disabilità: per i minori per i quali sussiste un piano di intervento richiesto dai servizi sociali territoriali è previsto l inserimento con retta gravante sui fondi 285/97. La ludoteca verrà avviata i primissimi mesi dell anno 2012 presso la scuola Giovanni Cagliero, affidata a tre delle Associazioni già iscritte, presso il Municipio Roma IX, all Albo di accreditamento riservato agli Organismi del privato sociale che operano nel settore dell animazione giovanile: Il Bosco - La Ciliegia - Patatrac - Le finalità e le caratteristiche cui si ispira il progetto si basano su di una istanza di radicale modificazione del rapporto scuola-tempo libero, offrendo ai bambini concrete occasioni per vivere il tempo non scolastico come momento di forte integrazione e socializzazione in 83
84 un ambiente organizzato con programmi ludico-sportivi-ricreativi, affidati a soggetti particolarmente esperti in questi settori. Per cui ci si propone di: - incentivare i percorsi di socializzazione dei minori attraverso attività ludicoricreative; - facilitare, attraverso il gioco, i processi di sviluppo e di maturazione dei minori; - offrire ai bambini ed ai ragazzi attività ludiche e ricreative a valenza educativa e diversificate secondo l età. - rispondere alle esigenze dei genitori che lavorano, offrendo un servizio flessibile ed aperto per tutto il periodo delle vacanze estive per le vacanze brevi, ed una ludoteca per l intero anno scolastico, aperta tutti i pomeriggi feriali dalle 16,30 alle 19,30 Il Municipio Roma IX ha istituito, un proprio Albo di accreditamento riservato agli Organismi del privato sociale che operano nel settore dell animazione giovanile con lo scopo di realizzare Centri Ricreativi, in attuazione del progetto Il Tempo della non scuola. Impegno finanziario Fondi Legge ,09 A partire dall anno 2012, venendo anche attivata, nell ambito del progetto Il Tempo della non scuola, la ludoteca presso la scuola Giovanni Cagliero, aperta dal lunedì al venerdì dalle ore 16,30 alle 19,30, è necessaria l assegnazione, oltre la prevista cifra, di ulteriori fondi. Referenti interni Irma Lamelza, assistente sociale Referenti esterni Ass. Il Bosco - Via T. Fortifiocca 11/A - Ass. La Ciliegia - Via F. Maurolico, 9 - Ass. Patatrac - Via Vigna Fabbri, 11/19 - Ass. Moiselle Le Blanc - Via G. Costamagna, 42 - Ass. L Orto delle Favole - Via Teodoro Mommsen, 9/11 - Ass. Mirtilli e fragoline Via Voghera 62 - Coop. Meta Via G. Botero 16 - Coop. ABC Via Mozart 43 - Ass. Albero di Minerva Via G. Costamagna 42 SEDE: Roma scuole dell infanzia del municipio, sedi delle associazioni Per quanto attiene Il Centro Adolescenti, avviato nel nostro territorio diversi anni fa in virtù della Legge 626, si è inizialmente rivolto ai ragazzi ed adolescenti che già presentavano delle problematiche o di socializzazione o problematiche legate a situazioni familiari particolarmente delicate. Negli anni, venendosi a modificare il sistema del welfare con l emanazione della Legge 285/97 e successivamente della legge 328/00, leggi che ponevano un maggior accento sulla prevenzione e sulla programmazione di interventi e servizi rivolti a tutti i cittadini, si è avviata una riprogrammazione del Centro con l intenzione di aprirlo al territorio, di renderlo una servizio più agile e meno strutturato in rete con le altre realtà territoriale, con le scuole e le realtà culturali, ricreative, sportive sociali ed umanitarie a livello non solo cittadino, ma anche nazionale ed internazionale. 84
85 In realtà nel Centro sono continuate a convivere i due aspetti, la risposta ed il sostegno a situazioni borderline, e l offerta di un punto di ritrovo o meglio di offerta di attività semistrutturate e di laboratori ai giovani del quartiere, partendo dalle esigenze rilevate dalle assistenti sociali del Municipio Roma IX che seguono i progetti finanziati con la Legge 285 e lavorano nel settore minori. Questo ha portato sicuramente una situazione confusa sul tipo di interventi ed attività da offrire agli adolescenti.. Il Centro Adolescenti ha comunque soprattutto negli ultimi tempi risposto alle esigenze dei più piccoli che si trovano all inizio del percorso di svincolo e autonomia dai genitori e cercano un luogo proprio, dove poter conoscere coetanei, giocare, esprimersi, partecipare ad attività strutturate, il tutto in modo libero dalle indicazioni della famiglia. Il Centro ha assunto il significato di un luogo protetto tra il dentro ed il fuori, dove la presenza degli educatori ha rappresentato una guida e uno stimolo soprattutto per i più piccoli e una rassicurazione per le famiglie soprattutto quelle più impegnate o impossibilitate per diversi motivi a seguire quotidianamente i figli durante il pomeriggio. Si ritiene ora necessario avviare una riprogrammazione dell intervento, per renderlo più rispondente alle esigenze dei giovani, più agile, duttile e che possa nel tempo essere modellato e rimodellato secondo i bisogni emergenti dei giovani, con una forte partecipazione dei giovani stessi alla programmazione ed all avvio del servizio, partendo proprio dalle potenzialità dei giovani, riconoscendo loro la serietà nell assumersi degli impegni e la capacità di essere promotori ed ideatori di attività. Si ritiene pertanto che nel corso di validità del presente Piano Regolatore Sociale Municipale questo servizio sarà trasformato e riprogrammato con la partecipazione attiva dei ragazzi e dei giovani, dando vita ad un Piano Municipale per l Adolescenza. La scelta verso cui il Municipio si muove è infatti quello di avviare, nell ambito dei progetti legge 285, due grossi filoni di intervento : - il Piano Municipale per l Adolescenza - il Piano Municipale per l Infanzia. Verranno costituiti due gruppi di lavoro interdisciplinari e trasversali fra i diversi servizi culturali, scolastici e sociali per poter avere un ampia visione partendo da diverse prospettive e riuscire a cogliere nella programmazione i vari aspetti rispondenti alle esigenze dalle mille sfaccettature dei giovani e dei bambini. Per quel che riguarda il Piano Municipale per l Infanzia si può già da ora immaginare che comprenda al suo interno il Centro Ludico per i bambini dai 3 agli 11 anni, del resto già attivo sul nostro territorio con la finalità di offrire un sostegno alla genitorialità, creando attraverso il gioco esperienze educative condivise, di promuovere nei bambini esperienze di socializzazione con il gruppo dei pari, di creare dei contesti in grado di valorizzare le capacità e potenzialità individuali, di offrire ai bambini attività ludiche e ricreative a valenza educativa, diversificate secondo l età e condivise con i genitori/adulti di riferimento il Tempo della Non scuola, progetto trasversale che vede coinvolti più uffici del Municipio, l Ufficio Scuola, l Ufficio Cultura ed il Servizio Sociale, già attivo sul nostro territorio, che prevede l attivazione di centri ludico educativi per bambini dai 3 al 14 anni durante il periodo delle vacanze pasquali, natalizie ed estive sia presso gli istituti scolastici sia presso le sedi di alcune associazioni. Progetto di attenzione ed apertura del quartiere all infanzia. 85
86 Per quanto attiene il Tempo della Non scuola nel periodo di validità del Piano si ritiene di procedere ad un suo ampliamento prevedendo la costituzione di più poli nel municipio, attivi durante tutto l anno nell orario pomeridiano presso gli istituti scolastici o altre sedi istituzionali, poli che costituiscano una rete sui linguaggi dei bambini e punti di approfondimento e riflessione sui metodi educativi. Il Progetto di attenzione ed apertura del quartiere all infanzia può prevedere, fra l altro, la Pubblicazione di un Periodico a cura del Municipio che illustri le esperienze attuate nei servizi rivolti all infanzia, alle famiglie ed ai genitori, l istituzione del riconoscimento del negozio Amico dei Bambini con l individuazione di esercizi commerciali particolarmente attenti e sensibili alle esigenze dei bambini e disponibili quindi a costituire sul territorio una rete di protezione, attenzione e promozione dell infanzia. Si ritiene inoltre necessario programmare come azioni di sistema una serie di attività a supporto delle figure impegnate a vario titolo nei progetti, quali supervisione, viaggi di scambio con realtà che abbiano avviato servizi similari, partecipazione a convegni per l aggiornamento ed il confronto delle esperienze. 5.6 Servizi ed interventi per le persone anziane - anziani come risorsa - bisogni sociali delle persone anziane - servizi ed interventi per le persone anziane - le criticità, gli obiettivi e le priorità Un elevato numero di cittadini anziani che risiedono nel IX Municipio e che si rivolgono al Segretariato Sociale per accedere al Servizio Sociale, presentano problematiche molto diverse a seconda della fascia di età e dello stato sociale ed economico ma identificano nei servizi pubblici un rilevante punto di riferimento in uno stato sociale in continuo cambiamento. Tutto ciò condiziona sia l impegno economico del Municipio visto il numero della popolazione anziana, che lo sforzo di progettare e mantenere servizi in un territorio così densamente popolato, come i dati anagrafici dimostrano. E per questo motivo che il Servizio Sociale negli anni ha cercato di ribaltare l idea di persona anziana portatrice di problemi e diversamente ha attivato numerose iniziative e sostenuto progetti con il territorio per potenziare e valorizzare gruppi spontanei e patrimonio umano di cui il Municipio è ricco. Si citano come esempio i progetti attivati con i Centri Anziani, volti alla socializzazione attraverso numerose iniziative culturali e ricreative comprese gite e soggiorni, quelli svolti dal Centro Servizi Via Terni9 per il sostegno a gruppi di aggregazione spontanea di anziani che condividono interessi culturali di lettura e musica e quello svolto con l Università di Roma La Sapienza e l Università di Oxford per una ricerca riguardante l ascolto della musica e le tecniche di rilassamento. Si evidenzia inoltre il risultato positivo ottenuto da un gruppo di anziane che ha aderito al progetto di sicurezza urbana e che nel territorio municipale ha ipotizzato nel quartiere limitrofo a Piazza Epiro un percorso protetto per gli anziani che si recano al mercato rionale o al centro anziani e per i bambini che attraversano la piazza e le vie limitrofe del quartiere per andare a scuola. Numerosi sono anche gli anziani che si dedicano alla sorveglianza dei bambini davanti alle scuole di zona e quelli che nei parchi del nostro territorio si attivano a sostegno delle mamme che hanno più di un bambino da sorvegliare nel momento del gioco. 86
87 E importante anche nominare i gruppi di volontariato spontaneo o parrocchiale che costituiscono un valore aggiunto nel territorio municipale dato l elevato numero di Parrocchie e centri di Ascolto che svolgono un lavoro di prossimità sicuramente utile per un welfare territoriale poichè anziani ancora attivi e motivati sostengono con molte iniziative altri anziani o famiglie in difficoltà. Quanto finora nominato permette agli anziani del territorio un azione volta alla prevenzione ed al mantenimento di capacità personali e di gruppo ed al Servizio Sociale un risparmio di risorse economiche ed una razionalizzazione degli interventi propri dell Ente. I dati contenuti nel report elaborato dal Segretariato sociale evidenziano come il IX Municipio sia uno dei territori di Roma dove la concentrazione degli abitanti anziani ultraottantenni e dei non autosufficienti è elevata. Le esigenze di sostegno quotidiano a questo tipo di fragilità sociali, impongono una riflessione riguardo ai servizi richiesti ed a quelli che realmente è possibile erogare. Il particolare momento storico-economico e le difficoltà delle famiglie con malati cronici o non autosufficienti, spingono i cittadini a richiedere al Servizio Sociale previdenze e sostegni pratici o economici che spesso non possono essere sostenuti. Dai dati illustrati nel capitolo 3, si evince chiaramente come le richieste più frequenti sono: Sostegno alla domiciliarità per i non autosufficienti Problematiche relative agli alloggi ed agli sfratti Sostegni economici dato l elevato numero di anziane vedove e titolari di pensioni sociali La non autosufficienza e la difficoltà di accedere alle strutture tutelari sanitarie (RSA) o di riabilitazioni nonché il costo elevatissimo di tali strutture rappresentano per le famiglie un grave problema in termini organizzativi ed economici. Spesso la presenza di personale privato ( badanti-colf ecc) non risolve la situazione poiché l elevato livello assistenziale cui necessitano gli anziani fragili, mette a dura prova ogni tipo di organizzazione familiare. L assistenza domiciliare è il servizio maggiormente richiesto per gli anziani e negli anni, a causa del permanere della lista di attesa, più volte sono state effettuate delle rimodulazioni nell erogazione dei pacchetti di servizio in base al numero degli assistiti ed alla disponibilità dei fondi assegnati e in relazione all aumento delle richieste da parte di utenti con grado alto di intensità assistenziale. Per rispondere a tale esigenza nel mese di maggio 2004 è stato attivato un centro Servizi rivolto agli anziani parzialemente aurtosufficenti che permettesse la presa in carico nell assistenza le persone anziane con CENTRO SERVIZI Il progetto è stato attivato con una durata di due anni. L obiettivo era quello di offrire, attraverso una assistenza leggera, piccoli interventi cumulabili a più anziani e interventi a termine e/o a chiamata, volti alla ricerca di soluzioni ai piccoli problemi della vita quotidiana. In tal modo si è data una risposta ai bisogni generici degli anziani, liberando posti all assistenza domiciliare per le persone anziane fragili, in condizioni di solitudine e/o senza riferimenti parentali, che erano in lista di attesa. L anno di sperimentazione ha permesso di rilevare la validità del progetto innovativo, arrivando a dare risposte ad un numero elevato di anziani (circa 500) per le varie tipologie di intervento. 87
88 Il servizio è stato affidato alla cooperativa Meta, a seguito di regolare bando, che utilizza come personale un coordinatore, un assistente sociale e 4 operatori di sportello. Stretto è il rapporto di questi operatori con le assistenti sociali, di cui una con funzione di responsabile, del municipio che lavorano nell area anziani. Altro elemento critico che assume ormai un carattere di emergenza è rappresentato da un esponenziale aumento degli sfratti per morosità e finita locazione. Nel territorio si sta attuando un sostanziale cambiamento socio-economico attraverso una lenta ma progressiva espulsione delle famiglie a basso reddito e degli anziani soli, a causa degli aumenti sproporzionati di affitti allo scadere dei contratti. Le proposte di affitto superano abbondantemente le cifre medie di pensioni e gli anziani sono costretti a trovare alloggi periferici e precari oppure di andare in casa di riposo pur non avendo alcuna necessità di vivere in una collettività. Le grandi società immobiliari proprietarie di stabili anche storici, stanno procedendo a questo ricambio indiscriminatamente. Questo di fatto rappresenta uno sradicamento delle persone da un tessuto sociale ed un impoverimento sostanziale per chi deve riorganizzare la propria vita forzatamente altrove. Il livello di reddito, che spesso è appena sufficiente alla sussistenza, rappresenta il più grave dei bisogni maggiormente evidenziato dalle persone anziane. Il numero dei contributi erogati evidenzia il livello di povertà soprattutto delle donne che difficilmente hanno svolto un attività lavorativa extra familiare in giovane età e che percepiscono pensioni di reversibilità dei coniugi o pensioni sociali. La richiesta economica è motivata dall aumento della spesa sanitaria, diagnostica e curativa non prevista dal servizio sanitario. La scelta che si pone l anziano alla soglia della povertà è se provvedere alle cure mediche o pagare l affitto e le utenze. A causa di quanto sopra si assiste ad un progressivo peggioramento delle condizioni fisiche generali e numerosi sono i casi di barbonismo domestico, di isolamento e di deterioramento psichico. Tutto ciò si ripercuote negativamente sulla spesa generale che riguarda gli anziani, che trascurando la prevenzione o il mantenimento, debbono poi sottoporsi a ricoveri o cure intensive, sicuramente più costose in termini di costo per la collettività. Il Servizio Sociale ha cercato di mantenere alto il livello delle prestazioni erogate agli anziani, così come alto è stato il livello di investimento professionale degli operatori impegnati. Nel tempo sono stati potenziati i servizi mantenendo la spesa storica e rimodulando ogni singolo servizio ed ogni singolo progetto assistenziale. Attualmente però, la limitazione dei fondi e la necessità di assicurare i livelli essenziali, sta rendendo complessa la messa a punto dei Servizi anche in considerazione dell aumento delle domande. I Servizi erogati, ampliamente illustrati nel capitolo riguardante le risorse del Municipio saranno mantenuti in base alle effettive disponibilità di bilancio poiché sono diventati servizi essenziali ma risulta molto complesso ipotizzare ampliamenti di ciò che in essere o la sperimentazione di nuovi servizi. In questo scenario si stanno evidenziando gravi problematiche anche organizzative interne ai servizi sociali per gli anziani poiché la precarietà progettuale di oggi, apre scenari di grave criticità futura in considerazione del numero dei cittadini anziani di questa città. L aumento della prospettiva di vita, la crescente povertà e la non autosufficienza con le difficoltà ad essa legate, rendono necessario un intervento concreto per poter governare un sistema in cui non siano le future generazioni a doversi assumere in totale il peso dei familiari anziani. 88
89 6. L UFFICIO DI PIANO E LE AZIONI DI SISTEMA 6.1 Qualità, monitoraggio e valutazione 6.2 Riforma dell accreditamento L Ufficio di Piano ha utilizzato strumenti operativi, come l informazione, comunicazione e qualità utili per la realizzazione del processo di elaborazione del piano stesso. Per quanto riguarda l informazione e la comunicazione sociale, al fine di accorciare la profonda distanza che ancora esiste tra i servizi ed i cittadini, soprattutto per quelli che si trovano in stato di grave disagio e/o di emarginazione, privilegia il rapporto diretto tra le persone attraverso il servizio di segretariato sociale, PUA, uffici di relazione con il pubblico e le più tradizionali forme di comunicazione, avvisi presso i luoghi sociali, sito istituzionale del Comune di Roma e del IX Municipio. Nello specifico del sistema di monitoraggio e valutazione la riflessione iniziale si lega strettamente all auspicio che la valutazione diventi argomento preminente nelle politiche di governo dei Municipi con l individuazione di proposte organizzative tali da dare il massimo risalto a questa funzione forte dell amministrazione pubblica. Pertanto il confronto dovrà essere costante e coinvolgere gli organi centrali di coordinamento e le strutture territoriali per la predisposizione di un piano comune sull argomento. Questo Municipio, negli anni trascorsi, ha avviato un processo di valutazione, trattando gli aspetti teorici del sistema che sono stati trasportati nei tre servizi domiciliari, disabili, minori e anziani e nei due servizi semiresidenziali - centri diurni poichè ciascuno dei tre servizi ha proprie specificità e nel servizio di Segretariato Sociale. Da tale esperienza si è quindi rilevata, come nella fase iniziale, la valenza dell individuazione dell indicatore, che può variare a seconda del servizio a cui ci riferiamo, risulta essenziale per l impostazione del processo di monitoraggio e valutazione. In tal senso sono stati delineati alcuni indicatori, condivisi sia dai soggetti istituzionali che dagli organismi privati, coinvolti nel nuovo processo di cambiamento. Tuttavia il tema della valutazione connessa alla individuazione di indicatori, standard di qualità e rapporto costi/benefici dovrà coinvolgere, oltre che la competenza tecnica, anche la competenza politica al fine di attuare le linee di indirizzo date dall Amministrazione Centrale in tale ambito. Per far questo è necessario avviare, nel più breve tempo possibile, un confronto periodico e costante che ponga questo tema al centro della discussione proprio in considerazione della sua intrinseca complessità e innovatività e soprattutto in vista dell applicazione del nuovo sistema dell accreditamento per l assistenza domiciliare volta agli anziani e disabili, che richiederà un monitoraggio costante e puntuale per valutarne l efficacia. L obiettivo di partenza dovrà essere quello di creare le premesse per un costante confronto tra i servizi pubblici e le parti sociali coinvolte nella gestione dell assistenza domiciliare, per analizzare metodi, procedure e risultati dei servizi alla persona: SAISH, SAISA e SISMIF in funzione proprio dell integrazione tra le parti necessaria al fine di perseguire obiettivi di tutela e benessere dei cittadini. Una metodologia più pratica messa in atto da questo Municipio è quella di andare a misurare i risultati di anni di lavoro quotidiano secondo una pratica scientifica che avvalori o no le impressioni e le percezioni che ogni operatore si è andato a costruire nel lavoro 89
90 quotidiano. Questo al fine di acquisire una certa familiarità con nuovi metodi di rilevazione sul campo, fortemente impegnativi, e consentire così una riflessione sull importanza di avere chiari gli indicatori di valutazione nel momento in cui si vanno a programmare e progettare servizi. In una prima fase il Servizio Sociale si pone delle domande generali: Come viene usato il servizio? Da chi viene utilizzato? Qual è il suo costo? Che cosa si può modificare per renderlo più rispondente ai bisogni? La fase operativa coinvolge i diversi soggetti interessati nei servizi alla persona referenti tecnici del Comune e della ASL, i coordinatori e dirigenti del privato sociale e i rappresentanti degli utenti - per cercare di individuare gli elementi di conoscenza dei servizi. In questa fase saranno evidenziate le procedure organizzative relative ai servizi e si procederà all analisi di ciascun servizio evidenziando parametri comparabili fra loro, come il costo medio di un servizio, la fascia di intensità assistenziale di ciascun utente o le caratteristiche generali dell utenza in carico. Ciò permette di capire come ad esempio vengono utilizzati i servizi, chi ha solo l assistenza domiciliare, chi utilizza anche un altro servizio tipo centro diurno -, chi partecipa ad attività di gruppo o ad attività esterne. In tale complessità occorre, quindi, aumentare la capacità di leggere cosa accade e cosa si sta facendo e imparare a valutare i servizi per capire se ciò che si fa è fatto bene o potrebbe essere fatto meglio e in modo più vantaggioso e rispondente alle esigenze della comunità e degli utenti. In tal modo il Servizio Sociale pone un attenzione particolare a ciò che succede piuttosto che a ciò che si fa nel territorio municipale al fine di evitare che i servizi già in essere siano cristallizzati dalla consuetudine, dal bilancio e da tutto ciò che è percepito come bisogno sociale. Tutto ciò con l obiettivo di migliorare la qualità degli interventi erogati dal Servizio attivando un sistema di qualità sociale e cioè un insieme di regole e procedure, atte ad assicurare che gli interventi erogati siano orientati alla qualità in termini di adeguatezza ai bisogni, efficacia dei metodi e degli interventi, uso ottimale delle risorse, utilizzo delle risorse del territorio, valutazione dei risultati. Tali elementi, previsti dalla Legge quadro di Riforma dei Servizi Sociali 328/2000 concorrono a fare della qualità sociale un concetto aperto, dinamico che non può prescindere dalla flessibilità come elemento di innovazione e dalla possibilità di sperimentare servizi e procedure nell ottica dell adattamento dei servizi ai bisogni, in evoluzione dei cittadini. Pertanto, la valutazione è posta al centro degli interventi di sistema e, in attesa di un quadro generale strutturato che coinvolga tutti i municipi, il Servizio Sociale utilizza modalità di valutazione differenziate, di volta in volta ritenute più utili quali: strumenti di analisi qualitativa e quantitativa, focus group, prevedendo la partecipazione attiva degli utenti, dei cittadini e degli operatori coinvolti. 90
91 Sono stati attivati anche percorsi di rilevazione per individuare indicatori di criticità e di eventi sentinella, a seguito dei quali approfondire la valutazione del servizio o dell intervento in questione. I report e gli esiti costituiscono la materia su cui si articola la progettazione e l aggiornamento dei progetti. Nell ambito di questo sistema, oltre alla valutazione dei servizi, dei processi e dei risultati assume valenza anche la Carta dei servizi, che illustra i percorsi e le opportunità disponibili di ogni singola attività municipale, e la pubblicazione di opuscoli in cui sono descritti i vari servizi e le modalità di accesso prodotti dal Servizio Sociale. Parallelamente si sottolinea l importanza di un sostegno alla professionalità nel lavoro sociale che non può prescindere da un investimento straordinario che comprenda l adeguamento di risorse logistiche, di quelle umane impegnate, di un equilibrato riparto dei carichi di lavoro nonché di una incentivazione economica adeguata in base alle competenze tecniche ed organizzative e di un processo di formazione professionale degli operatori tecnici e amministrativi del Servizio Sociale. A questo proposito, gli operatori del Servizio Sociale attuano una costante autoformazione, tesa alla valorizzazione del lavoro di gruppo nel pieno rispetto delle varie professionalità e per tale motivo si rileva la necessità di porre una particolare attenzione al tema della supervisione dei servizi, dei processi e degli esiti. Infine si vuole sottolineare che, poiché il funzionamento dell intero Piano è condizionato dalla capacità di adattamento ad uno scenario in trasformazione, il disegno organizzativo deve poter governare questa importantissima fase di riorganizzazione/adeguamento del sistema complessivo degli interventi sociali. Il compito di provvedere a tutto ciò è proprio dell Ufficio di Piano che, nel tempo, ha lavorato, anche se con notevole difficoltà per le numerose competenze istituzionali a cui rispondere, con interesse per la tenuta e la funzionalità di questo Ufficio a cui afferiscono i referenti di ogni area che rappresentano le caratteristiche di ogni singolo settore e che operativamente e direttamente svolgono in itinere le funzioni di programmazione, monitoraggio e valutazione. Il monitoraggio che il Servizio Sociale attua per ogni servizio/progetto, prevede le seguenti azioni: colloqui con gli utenti con ciclicità mensile, compilazione delle schede di gradimento dei servizi con cadenza trimestrale, incontri/riunioni con equipe degli operatori e coordinatori degli enti accreditati, delle associazioni e della ASL con cadenza mensile e colloqui con familiari degli utenti o con i loro care giver ogni due/tre mesi. Gli assistenti sociali municipali referenti dei progetti, a seguito del costante monitoraggio ed in funzione dell elaborazione dei report, danno corso alla conferma o all eventuale correzione delle singole azioni dei progetti. Tutto ciò al fine della verifica mensile/bimestrale dell efficacia delle prestazioni erogate e della programmazione maggiormente aderente al bisogno rilevato ed al rapporto costobeneficio. Tali funzioni, proprie dell Ufficio di Piano, dovranno essere sostenute e rafforzate nel tempo, proprio per dare una visibilità e una connotazione precisa all Ufficio di Piano che necessita di un luogo, mezzi e strumenti appositamente dedicati per poter operare efficacemente e svolgere in pieno le funzioni di programmazione, monitoraggio e valutazione. 91
92 Sistema di Accreditamento Dall anno 2005, a seguito dell approvazione del Sistema di Accreditamento approvato con deliberazione C.C. n. 90 del , i municipi hanno operato nei servizi domiciliari alla persona applicando il relativo Regolamento che prevedeva l iscrizione al Registro Unico Cittadino di Accreditamento (RUC) degli organismi e ai Registri Municipali di Accreditamento degli organismi che operavano nell ambito territoriale di riferimento. L affidamento dei servizi si fondava sulla definizione dei piani individuali di intervento, nel rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LIVEAS) e i Comuni, in prima linea, sono stati chiamati, dalla legge n. 328/2000, a promuovere azioni per favorire la trasparenza, l analisi e la valutazione dei servizi, con particolare rilievo agli indicatori di gradimento e di soddisfazione da parte dell utenza Gli obiettivi dettati dalla legge 328/2000 nella realizzazione degli interventi e servizi sociali in forma unitaria ed integrata erano: - assicurare livelli essenziali di assistenza su tutto il territorio cittadino; - superare la logica dell erogazione di prestazioni per realizzare progetti di aiuto personalizzati, nel rispetto delle differenze, delle volontà e degli stili di vita, sulla base di un ventaglio differenziato di opportunità; - porre il cittadino ed il nucleo familiare al centro del sistema di servizi; - garantire a ogni cittadino utente l esercizio di scelta e di tutela sociale; - promuovere la progettazione e la programmazione municipale; - assicurare un sistema di valutazione partecipata ed imparziale; - garantire un sistema di valutazione delle prestazioni degli enti erogatori; - promuovere la co-progettazione dei piani sociali con tutti i soggetti coinvolti nel sistema dei servizi alla persona. L adozione delle procedure di affidamento con le modalità e le forme previste dall accreditamento ha permesso di favorire l attivazione di servizi alla persona improntati al concetto di globalità dell azione sociale, garantendo agli utenti il diritto di scelta degli enti gestori e la partecipazione ai progetti di intervento individuale. RIFORMA DEL SISTEMA DI ACCREDITAMENTO E DELL ASSISTENZA DOMICILIARE In merito, nell anno 2011, è stato avviato dal Dipartimento Promozione Politiche Sociali e della Salute, un processo di sperimentazione di una nuova modalità di erogazione dell assistenza domiciliare per persone con disabilità ed anziani al fine di attuare un Nuovo Sistema di Accreditamento per l assistenza domiciliare anziani e disabili. Il documento sul nuovo Sistema è stato inviato ai municipi allo scopo di consentire ai servizi sociali una conoscenza precisa delle modalità, procedure, impegni finanziari e ipotesi operative al fine di avviare una programmazione puntuale e coerente alle ipotesi progettuali. In data 3 maggio 2011 il Dipartimento Promozione Politiche Sociali e della Salute ha indetto una riunione con i municipi per un confronto sul tema. In ambito della riunione stessa, al fine di fornire un costruttivo contributo alla Riforma del Sistema di accreditamento per l assistenza domiciliare anziani e disabili, sono stati presentati e successivamente trasmessi, i contributi elaborati dai municipi come utile apporto per la definizione della Riforma. 92
93 A tale scopo si ritiene utile accludere le integrazioni, considerazioni e suggerimenti di questo municipio trasmessi al Dipartimento come contributo e reale condivisione tra municipi e dipartimento all elaborazione finale del documento: 1. Il servizio di Assistenza domiciliare (anziani, disabili e bambini) è uno strumento del servizio sociale tecnico che si inserisce nella gamma di possibili interventi che possono essere attivati per ciascun cittadino. Nella pianificazione cittadina, è uno dei molteplici interventi che si realizzano per le diverse fasce di popolazione e che trovano sintesi e coerenza nel Piano Regolatore Sociale. Quindi, la revisione dell accreditamento e dell assistenza domiciliare non può essere avulsa dall intero, organico e complesso sistema dei servizi sociali. 2. L elenco dei pilastri dell attuale sistema, riportato nel documento, deve essere integrato con: - Il progetto individuale (analisi del bisogno individuale e conseguente pianificazione del complesso degli interventi che possano avviare i processi di cambiamento della condizione dell utente) - Il programma territoriale, attraverso il quale i servizi sociali impostano, secondo un principio di equità tra cittadini, l insieme degli interventi, dei progetti e dei servizi 3. Il nuovo sistema deve dare continuità, rispetto all attuale, a: - Centralità del servizio sociale tecnico in quanto responsabile dell analisi del bisogno e del conseguente piano individuale per la persona, della pianificazione dell insieme degli interventi sul territorio, della supervisione degli interventi erogati dagli organismi; - Centralità della relazione, come elemento qualificante e portante del lavoro di servizio sociale, non solo tra operatore del terzo settore e utente, ma prioritariamente tra professionista dell ente locale e cittadino. 4. Nella proposta non si fa riferimento alcuno alla verifica dell efficacia del nuovo sistema: non è sufficiente citare la qualità rispetto al trattamento degli operatori e la qualificazione professionale degli stessi, senza che si pianifichi la misurazione oggettiva del raggiungimento degli obiettivi rispetto ai cittadini, considerati sia come singoli, sia come gruppi accomunati dall espressione di un bisogno similare. 5. Nel documento è indicato come elemento di equità tra le persone, l uniformità del costo della prestazione. Non è né l uniformità del costo, né l omogeneità delle tipologie delle prestazioni, ma ciò che garantisce un sistema equo è la possibilità che ciascuno trovi risposte efficaci per le proprie fragilità, viste nel più ampio contesto dei vissuti emotivi e della condizione sociale; in sintesi, che ciascuno trovi nei servizi sociali accoglienza per la propria storia, unica e irripetibile. 6. Criticità dei gruppi per gli anziani Mentre le esperienze e le sperimentazioni dei servizi e progetti rivolti alle persone diversamente abili hanno dimostrato che la scelta metodologica dei gruppi è una scelta efficace, la trasposizione sic et simpliciter di tale metodo per gli anziani, fa sorgere dubbi di funzionalità ed efficacia. 93
94 7. Cabina di Regia - Il governo del sistema sembra esaurirsi nel coordinamento tra C.d.R. e UOSECS rispetto agli aspetti quantitativi: spese, liste di attesa, ecc. Varrebbe la pena dare centralità ad un programma organico, impostato ante, di verifiche, monitoraggi rispetto agli scostamenti tra qualità prevista (gli obiettivi del progetto individuale) e qualità erogata (i processi di cambiamento promossi nella condizione di fragilità degli utenti). 8. Condivisione sistematica, costante e continua tra gli operatori delle strategie metodologiche adottate, man mano che si introduce il nuovo sistema: circolarità delle buone pratiche, analisi critica delle difficoltà, ecc. 9. Dovrebbe essere previsto un soggetto altro dall amministrazione (dipartimento e municipi), dagli organismi e dagli utenti dei servizi che valutano l impatto qualiquantitativo dell intero sistema (come fu all inizio della legge 285) 10. E necessario prevedere risorse economiche specifiche per attuare la riforma: organizzazione di seminari, incontri di condivisione, straordinari per il personale, strumentazioni informatiche, ecc. 11. Nell impianto generale del nuovo sistema, dovrebbe essere previsto un insieme di interventi ad hoc per le acuzie: momenti critici di aggravamento temporaneo per cause familiari o individuali degli utenti e dimissioni protette 12. Nel documento è necessario correggere tutti gli esempi di p. 8: nella realtà avviene l esatto opposto di ciò che è descritto (es. per non rischiare di dare di meno, si dà di più) 13. E necessario rivedere le tabelle che riportano dati economici e popolazione raggiunta: alcuni schemi riportano errori che hanno generato descrizioni di disparità tra i diversi territori che non corrispondono alla realtà. Rispetto all impianto generale del nuovo sistema di accreditamento gli Uffici stanno cercando di prevedere alcune simulazioni nel SAISA e SAISH, al fine di verificare la ricaduta sugli utenti nella trasposizione del vecchio con il nuovo sistema di assistenza domiciliare. 94
95 ENTI ACCREDITATI NEL REGISTRO MUNICIPALE PER AREE DI INTERVENTO Minori Disabili Anziani Adulti con fragilità N. ORGANISMI Stranieri e nomadi 1 Arciconfraternita X X X X S.S. Sacramento di S. Trifone 2 Ass. Alberto Sordi X 3 Ass. Anafi X X 4 Ass. Bambini nel Tempo X 5 Ass. Il Bosco X 6 Ass. MO.DA.VI. X 7 Società Coop. Sociale Prev. e Intervento Roma X X X 81 8 Coop. Aspic X 9 Coop. Auxilium X X X 10 Coop. Delta X X 11 Coop. Diversamente X 12 Coop. Folias X 13 Coop. Ibis X 14 Coop. Lo Scudo X X 15 Coop. M. Kolbe X X X 16 Coop. Meta X X X 17 Coop. Obiettivo 2000 X X X 18 Coop. Obiettivo Uomo X X X 19 Coop. Patatrac X Marginalità Sociale Fragilità sanitarie 20 Impegno per la X X X Promozione 21 I.s.s.a.s. X X X 22 Quality Life Association X 95
96 7. L INTEGRAZIONE DELLE POLITICHE SOCIALI CON LE ALTRE POLITICHE DELLO SVILUPPO LOCALE 7.1 Con il sistema sanitario (PUA) 7.2 con il mondo del lavoro e della produzione 7.3 con le politiche abitative e del patrimonio 7.4 con il sistema dell istruzione e della formazione 7.5. con i sistemi della sicurezza e della giustizia 7.1 Integrazione con il sistema sanitario (PUA) Il tema dell integrazione socio-sanitaria rimane aperto, e se da un lato in questo Municipio possiamo dire di aver conseguito significativi risultati e di aver realizzato dei progetti realmente integrati, dall altro la sfida rimane sul tavolo, considerando il nuovo assetto organizzativo dell Azienda sanitaria. L integrazione con i servizi del Distretto 9 ha permesso una progettazione comune e condivisa in molti settori ed ha trovato massima corrispondenza nell individuazione del sostegno alle famiglie, agli anziani, ai disabili e minori quale risposta ai nuovi bisogni, oltre all integrazione operativa tra il personale sanitario e municipale. Infatti, in occasione dell elaborazione del Piano Regolatore Municipale, c è stato un confronto costante tra i responsabili dei vari progetti al fine di condividere le linee relative ai servizi ad alta integrazione socio-sanitaria: Il Punto Unico di Accesso (ASL RM C Distretto IX e Municipio IX ) costituito nel maggio del 2010 ha rappresentato un traguardo fondamentale e irrinunciabile, che ha permesso di poter fornire alla cittadinanza una progettualità che realizzi, attraverso l analisi del bisogno sociale, sanitario e socio-sanitario (pre - diagnosi multidimensionale), un potenziale invio (iniziale presa in carico dell utenza) ai servizi sociali e sanitari. Infatti l accoglienza, l informazione e l orientamento dei cittadini è il primo livello per arrivare ad una presa in carico costruita e ragionata nei servizi più prossimi del territorio. La prospettiva per il sistema dell accoglienza si configura dunque come una macrofunzione più complessa che è quella del servizio PUA, Punto Unico di Accesso Integrato Municipio/Distretto, in cui le competenze sociali e sanitarie, si racchiudono non solo in un unica sede, ma piuttosto in un unica modalità operativa, che permetta ai cittadini di avere l attivazione diretta delle risposte a fronte di bisogni semplici, o avviare un percorso guidato a fronte di bisogni complessi. In questo senso il PUA diventa il luogo in cui si pratica l integrazione socio-sanitaria nelle tre dimensioni fondamentali del lavoro sociale: la dimensione istituzionale, professionale e gestionale. Il PUA come il Segretariato Sociale utilizza prioritariamente procedimenti di tipo valutativo, semplici o complessi, a secondo della domanda che il cittadino pone al servizio. All interno quindi di questi procedimenti più o meno elaborati, lo strumento che viene utilizzato è il colloquio professionale. La fisionomia dell equipe e del servizio in questi ultimi due anni è stata modificata, in quanto è stata inserita la figura della mediatrice culturale ed è stata cambiata l organizzazione del servizio, creando un desk di prima accoglienza, in cui viene data la cosiddetta prima informazione. In questi due anni di lavoro la mediatrice ha dato la priorità alla conoscenza della rete dei servizi del territorio, in particolare ai servizi del Distretto 9 ASL/RMC, è stato infatti affidato alla mediatrice il compito di intervistare i responsabili dei servizi sanitari presenti sul territorio. 96
97 Infine si rappresenta una riflessione su alcune criticità che il PUA ha dovuto affrontare in questo anno e mezzo di attività: un elevato turn over degli operatori (7 operatori), l indisponibilità di fare riunioni fuori dal turno PUA e non avere colleghi del distretto dedicati al servizio, che ha lasciato al Segretariato il compito di sopperire a tutte le carenze del servizio integrato, facendosi carico interamente del lavoro di back office. La mancanza di cultura dell integrazione socio-sanitaria e la carenza di risorse trasversale ai servizi pone agli operatori, che fanno il turno PUA, un forte aggravio di lavoro. Il Centro Famiglie realizzato nel villino Comunale di Villa Lais, ha nel tempo, consolidato la forte specializzazione nell ambito del sostegno alla famiglia ed alla genitorialità. Per la forma di gestione pubblica, la sua forte integrazione tra Municipi VI,IX,XI,XII la ASL RMC, l Università La Sapienza e la presenza di interventi specialistici come la mediazione familiare, lo spazio neutro, il sostegno alla genitorialità e la mediateca, si è aggiudicato vari premi partecipando a concorsi comunali e nazionali. Esistono tuttavia delle problematiche relative alla riduzione del personale, diminuito a causa dei pensionamenti e che non è stato sostituito. L effetto di ciò ha portato un aumento notevole del lavoro tecnico ed amministrativo per gli operatori poiché il Centro si configura nel territorio come uno dei servizi essenziali. Nell ambito delle attività integrate Municipio/Distretto IX e dirette alla terza età, vanno segnalati: il Centro Diurno Integrato di Via Demetriade per anziani a rischio di perdita dell autosufficienza ed affetti da Morbo di Alzheimer ed il progetto Dimissioni Protette rivolto ad anziani in dimissione dalle strutture ospedaliere che al ritorno, presso il proprio domicilio, necessitano di supporto sia sociale che sanitario, nel periodo di convalescenza. Entrambi i Servizi sono altamente integrati poiché un equipe valutativa composta da personale sociale del Municipio e sanitario della ASL, lavora in stretto collegamento sia per la organizzazione più generale dei Servizi succitati, che valutando ogni singolo caso che viene preso in carico. Sarebbe auspicabile il mantenimento dell alto livello di prestazioni erogate, visti i risultati, ma si nutrono forti perplessità per la futura gestione dei servizi vista la paventata riduzione dei fondi in bilancio per i prossimi anni. Poiché l integrazione è strettamente legata alla possibilità di usufruire di mezzi e personale dedicato ad un certo servizio, si ritiene a rischio quanto erogato finora per gli anziani del municipio poiché sarà necessariamente indispensabile una rilettura ed una riorganizzazione in termini di costi e di utenti seguiti. Nell area della disabilità sono stati attivati, due centri diurni: uno a favore di adulti con un grado medio di disabilità Club di socializzazione Piccolo Mouse e il secondo a favore di minori disabili gravi e medio-gravi Primo Incontro. Data la gravità delle situazioni seguite, poiché i centri sono volti al sostegno, acquisizione, mantenimento e rinforzo delle disabilità psico-motorie, cognitivo-comportamentali ed affettivo-relazionali degli utenti, risulta essenziale l integrazione sia istituzionale che operativa. Il livello di gradimento di tali centri è alto poiché percepito dagli utenti come servizio socio-sanitaro completo che pone la massima attenzione alla centralità della persona e del suo rapporto con gli altri. Il tutto mediato dalla professionalità degli operatori e dalla possibilità di gestire i singoli interventi in modo multidimensionale. In riferimento al lavoro integrato GIL Autorità Giudiziaria, svolto dagli operatori del settore minori del Municipio e della ASL, è necessario evidenziare criticità che, al momento, compromettono l alto livello di professionalità ed integrazione raggiunta. In particolare ci si riferisce alle nuove Direttive dell Azienda ASL, operate circa due anni fa, 97
98 che sono cambiate ridefinendo il mandato istituzionale degli operatori che hanno ristretto, in maniera sostanziale, i confini di intervento ed i compiti. Questo ha creato non pochi problemi all intera equipe integrata sia per la definizione delle competenze che per l elevato numero di bambini, ragazzi ed adolescenti seguiti da ogni assistente sociale e da ogni psicologo. 7.2 Integrazione con il mondo del lavoro e della produzione Nel Municipio è attivo un progetto volto alla formazione e all inserimento lavorativo rivolto ad adulti in condizione di svantaggio sociale e sanitario con la presenza di multiproblematicità. Infatti la lunga esperienza di lavoro, ha evidenziato la necessità di predisporre un progetto specifico che possa rispondere alle molte richieste di lavoro da parte di persone che si rivolgono ai servizi sociali territoriali, e che si trovano in condizioni di difficoltà economica e sociale come conseguenza di una situazione di precarietà, di assenza di attività lavorativa o perdita del lavoro. Nell ambito di un progetto globale di aiuto, si ritiene che il supporto alla valorizzazione delle capacità lavorative e l effettivo inserimento in attività produttive sia di fondamentale rilievo per la reale modifica delle condizioni di vita del singolo e del nucleo familiare al quale egli appartiene. Per tale motivo i destinatari del progetto sono le persone a rischio di esclusione sociale, in quanto poco competitive nel nostro tipo di società, che sono prive di capacità professionali specialistiche, con abilità ridotte e che sono seguite dai servizi sociali di riferimento. Le persone a rischio di esclusione sociale alle quali vogliamo riferirci, sono persone segnate da povertà, devianza, dipendenze, patologie psichiche che hanno difficoltà ad entrare, senza sostegno, nel mondo del lavoro. Gli interventi previsti offrono un servizio mirato si all orientamento e alla formazione professionale, ma è volto essenzialmente all inserimento lavorativo. Il percorso viene supervisionato dal Servizio Sociale in stretta collaborazione con una cooperativa che segue le situazioni attraverso la figura di tutor personale. La sperimentazione ha evidenziato la necessità di allargare la rete agli Enti Istituzionale del mondo del lavoro e quindi, in particolare, si vuole sviluppare l attività di integrazione tra il COL e i Servizi Sociali territoriali, con l obiettivo che i servizi interessati diventino punto di riferimento territoriale e di supporto alle persone che esprimono il desiderio, l interesse ed il bisogno di essere meglio orientati verso il mondo della formazione e dell inserimento lavorativo, arrivando alla creazione di una rete stabile con le realtà imprenditoriali presenti nel territorio. 7.3 Integrazione con le politiche abitative e del patrimonio Il servizio sociale municipale attua interventi individuali per il superamento delle difficoltà legate a problematiche di sfratto esecutivo, prevedendo un sostegno economico della durata di 4 anni ai cittadini che presentano un regolare contratto di affitto. Per le problematiche più generali legate alle difficoltà abitative, all interno della Casa del Municipio è presente lo Sportello casa del Municipio IX per l emergenza abitativa e locazione irregolare che ha lo scopo di fornire, oltre alla specifica consulenza riguardo le 98
99 tematiche legate agli affitti ed agli sfratti, un sostegno concreto ai cittadini attraverso un percorso condiviso con esperti, per la soluzione di problematiche abitative. Lo Sportello si pone quindi come punto di riferimento territoriale per il cittadino che ha bisogno di informazioni e come intermediazione con i proprietari di alloggi per le stipule di nuovi contratti di affitto. E importante segnalare come lo Sportello lavori in modo integrato con gli organi istituzionali: forze dell ordine e Ufficio Politiche Abitative. Il Servizio Sociale segue numerose situazioni inviate dagli operatori dello Sportello e le segnalazioni e gli invii dei cittadini, con una problematica relativa all alloggio, hanno raggiunto un buon livello di collaborazione. Sempre nell ambito delle problematiche abitative è presente presso la Casa del Municipio anche uno Sportello del Condominio, dove pervengono molte segnalazioni che giungono agli esperti, i quali forniscono indicazioni relative a problematiche condominiali. Il livello cui si pone lo sportello è di consulenza riguardo le normative e di facilitatore nelle comunicazioni tra condomini e con gli amministratori. 7.4 Integrazione con i Sistemi dell istruzione e della Formazione Al fine di favorire l integrazione con i sistemi dell istruzione e della formazione, il servizio sociale del municipio è stato coinvolto nel progetto EDA D.D. n. 643 del 17 marzo 2010 avente ad oggetto, Individuazione personale di supporto per un percorso formativo volto alla integrazione degli sportelli socio educativi e segretariato sociale con lo sportello del Comitato locale 4 nell ambito del progetto sulla Educazione degli adulti EDA. Gli operatori hanno partecipato ad incontri conoscitivi e formativi per la creazione di un collegamento stabile con lo sportello dei servizi socio educativi, e con il Segretariato sociale, già attivi nel IX Municipio al fine favorire la realizzazione del progetto relativo alla Educazione degli adulti e in particolare all implementazione dello sportello, che garantisce di avere una immediata relazione con l utenza. La partecipazione agli incontri ha visto presenti gli operatori afferenti ai tre sportelli allo scopo di raggiungere una condivisione sugli aspetti teorici sottesi al progetto stesso per l applicazione delle modalità operative nell ambito dell integrazione tra i tre sportelli, ognuno per la sua competenza. Il progetto, finalizzato alla costituzione di una rete e alla progettazione e realizzazione di attività e servizi integrati per l Educazione degli Adulti nei Municipi, ha risposto al bisogno di costituire una rete che nasce dalla convinzione condivisa che per perseguire una più completa realizzazione del diritto alla formazione lungo tutto l arco della vita e in tutti gli aspetti della vita sia indispensabile attivare stretti rapporti di coordinamento e cooperazione tra i diversi sistemi che agiscono territorialmente nel settore della formazione degli adulti - quelli dell istruzione, della formazione professionale, dell educazione permanente, della formazione formale e informale. Il progetto intende essere uno strumento indiretto per favorire il pieno esercizio della cittadinanza attiva e della partecipazione democratica attraverso l inserimento o reinserimento nei sistemi della formazione dei cittadini, soprattutto di quelli appartenenti alle fasce deboli giovani che hanno abbandonato la scuola, adulti privi di diploma o qualifica professionale, immigrati in stato di disagio sociale, adulti in stato di svantaggio o a rischio di esclusione sociale. In particolare la costituzione della Rete persegue gli obiettivi di: - Recepire e attuare il Protocollo di Intesa per la Promozione dei Comitati Locali nei Municipi I e IX del 19 dicembre
100 - Adottare e attuare le Linee Guida per l attivazione di un Servizio Territoriale Integrato di Accoglienza e Orientamento - Progettare e costruire in maniera condivisa un archivio documentale dinamico, che preveda l elaborazione di modulistica e procedure comuni, realizzato con l ausilio di tecnologie e supporti informatici e telematici, condividendo risorse umane, professionali e materiali, per l organizzazione e l attivazione del servizio - Organizzare e realizzare attività comuni di formazione, condivisione di esperienze e di pratiche e di aggiornamento - Progettare e realizzare iniziative ed interventi per la diffusione e il potenziamento dell offerta formativa rivolta agli adulti, soprattutto ai cittadini più deboli o in stato di disagio sociale, in modo da favorire pari opportunità di accesso alla formazione e più forti capacità di esercizio del diritto di cittadinanza. - Condividere risorse umane, professionali e strumentali, per la progettazione e l avvio di ulteriori servizi, iniziative, progetti, anche finanziati dal FSE, in ambito EDA, in aggiunta a quello di accoglienza e orientamento, da adottare e mettere parimenti a sistema nell ambito della rete. 7.5 Integrazione con i sistemi della sicurezza e della giustizia Presso la Casa del Municipio è presente lo sportello denominato La Porta del Diritto attivato, già da alcuni anni, dal Dipartimento della Comunicazione del Comune. E un servizio di orientamento legale e gratuito. Le informazioni e consulenze sono fornite dagli avvocati della Camera di conciliazione di Roma. Il cittadino può usufruire di consulenza legale, previo appuntamento, per ciò che riguarda i propri diritti di cittadinanza. Inoltre, nell ambito della Sicurezza dei Diritti della cittadinanza, nel Municipio, è stato realizzato un progetto, denominato Spazio Prossimo, finanziato con risorse economiche della Regione Lazio a seguito della partecipazione al relativo bando di gara sulla sicurezza. Il progetto affidato alla Cooperativa Sociale Eureka I, si è svolto per due anni. Le attività svolte, in stretta collaborazione con gli operatori del Servizio Sociale, hanno permesso di raggiungere i seguenti obiettivi: Coordinare le risorse esistenti sul territorio nella gestione delle fonti di disagio e di insicurezza a livello territoriale Potenziare la rete delle realtà istituzionali e sociali che possono concorrere a determinare migliori condizioni di legalità e sicurezza Prevenire fenomeni di esclusione sociale, di degrado urbano, di condotte illegali ai danni di categorie sociali più sensibili attraverso il loro coinvolgimento nelle attività progettuali Realizzare azioni di educazione alla legalità rivolte agli studenti ed alla popolazione giovane del territorio. Gli strumenti operativi del progetto sono stati: 1. Sportello per la sicurezza dei diritti- volto all ascolto, all orientamento, alla consulenza sui temi dei diritti, della cura dello spazio urbano, delle problematiche conflittuali della convivenza dell inclusione sociale e della cittadinanza attiva. 2. Sportello di consulenza legale- di informazione e orientamento per i cittadini stranieri. 100
101 3. Unità di strada per la facilitazione di rapporti di buon vicinato, mediazione dei conflitti,organizzazione di iniziative per la collaborazione con i cittadini ad affrontare e definire le criticità territoriali. 4. Lavoro di rete- riguarda la funzione di attivazione e sostegno della rete sociale del territorio riguardo aspetti critici specifici. 5. A scuola della non violenza- attività educative e laboratori nelle scuole riguardanti il contrasto dei comportamenti giovanili violenti attraverso la raccolta del punto di vista dei giovani sul tema della violenza e degli spazi territoriali del quartiere giudicati sicuri/ insicuri. Il progetto, finanziato con fondi della Regione Lazio, pur avendo ottenuto risultati significativi nell ambito del lavoro di rete territoriale, si è interrotto a giugno 2010 a causa del mancato finanziamento da parte della Regione. 101
102 8. LA PROGRAMMAZIONE DELLE RISORSE 8.1 Le risorse professionali (area, professione, categoria, tipologia contrattuale, fabbisogno) 8.2 La dotazione strumentale dei servizi sociali (situazione attuale e fabbisogno) 8.3 Il fabbisogno formativo per la formazione continua 8.4 Le criticità, gli obiettivi e le priorità 8.5 La spesa sociale municipale e le risorse finanziarie disponibili I servizi sociali comunali rappresentano un nodo vitale del sistema integrato dei servizi sociali, chiamato ad un attività complessa, di cui il rapporto diretto con gli utenti, dal primo contatto alla valutazione delle problematiche alla presa in carico e relativa definizione dei percorsi di assistenza, costituisce una componente, sicuramente molto importante, ma che si colloca al fianco di altre che non possono essere sottovalutate. Dal varo della ormai decennale legge 328/2000 di riordino del sistema dei servizi sociali, per molti aspetti anticipata nel Lazio dalla omologa legge regionale, i servizi sociali comunali sono chiamati a svolgere una pluralità di funzioni, che vanno dal contributo alle attività programmatorie alla gestione delle procedure di esternalizzazione di servizi e interventi, al rapporto con altri organi dello Stato per l espletamento di funzioni attribuite dalla normativa, al rapporto con le Aziende sanitarie locali (Asl) a quello con i Tribunali dei minori, ad altre funzioni ancora, tutte legate al fatto che ormai il sistema integrato dei servizi sociali è una realtà estremamente articolata, a partire dalla moltiplicazione dei provider che erogano servizi. Dai servizi sociali comunali tradizionali, quindi, si è passati a nodi strategici di una rete fitta, intricata, composta da soggetti dalle modalità operative e dalle mission diversificate, nonché a funzioni normativamente esplicitate che richiedono una gamma di competenze molto ampia. Il Servizio Sociale del Municipio IX è così strutturato: - 2 assistenti sociali direttivi con funzioni di P.O., rispettivamente assegnate al Servizio Sociale e al Centro famiglie Villa Lais. Servizio sociale: Area dell Accoglienza: - 1 assistente sociale, di ruolo a tempo indeterminato. Area Minori: - 4 assistenti sociali di ruolo, a tempo indeterminato, di cui un part-time verticale - 1 amministrativo; Area Anziani: - 4 assistenti sociali di ruolo a tempo indeterminato, di cui un part-time verticale e orizzontale e due part-time verticali - 4 amministrativi, di cui una usufruisce della legge 104/92 e una usufruisce della legge 104/92 e del part-time; Area Adulti: - 2 assistenti sociali di ruolo, a tempo indeterminato - 1 amministrativo, part-time orizzontale; 102
103 Area Disabili: - 2 assistenti sociali di ruolo, a tempo indeterminato, di cui un part-time -18 ore - e una usufruisce della legge 104/92-1 Funzionario di servizio sociale part-time - 2 amministrativi, di cui una usufruisce delle legge 104/92; Azione di coordinamento: - 2 Funzionari amministrativi, di cui una usufruisce della legge 104/92. Centro Famiglie Villa Lais: - 1 assistente sociale di ruolo, a tempo indeterminato - 4 amministrativi, di cui una usufruisce delle legge 104/92 e una part-time. La dotazione strumentale informatica del Servizio sociale, negli ultimi 5 anni è notevolmente migliorata, a fronte di richieste sempre più pressanti e continue di documentazione fatta di dati e analisi dei dati, da parte delle strutture centrali ai municipi. Sempre più necessaria è diventata la raccolta puntuale di dati quantitativi e qualitativi, la quale sta caratterizzando negli ultimi anni l attività sia tecnica che amministrativa del servizio sociale. L esigenza di ottimizzare le risorse richiede una programmazione sempre più aderente alla realtà territoriale, capace di costruire un offerta di servizi sulla base di una domanda reale ed effettiva dei cittadini. Nell ultimo mese (ottobre 2011) tutti i dipendenti del servizio sociale sono stati dotati di un PC anche per l attuazione del progetto di dematerializzazione avviato presso l Amministrazione comunale. Internet e la posta elettronica supportano il lavoro quotidiano che è carente di strumenti informatizzati - cartella sociale e banca dati informatizzata- che aiuterebbero a dare lo spessore ad un crescente lavoro svolto nelle singole aree del servizio sociale municipale e soprattutto renderebbero la complessità lavorativa più strutturata e accessibile. Purtroppo avere il PC non è sufficiente, visto che le risorse economiche del Municipio sono limitate e determinano mancanza di toner, pezzi di ricambio etc etc. All interno della tematica dotazione strumentale, riteniamo di dover considerare come elemento significativo nel lavoro degli assistenti sociali la mancanza della disponibilità di autovetture di servizio per compiti istituzionali. Il fabbisogno formativo rappresenta un esigenza primaria nell attività professionale. Infatti nei servizi sociali del territorio comunale, l attività professionale della figura dell assistente sociale si concentra nel case management (37,9%) e in quella dell accoglienza/primo contatto/informazione (10,3%, molto meno rispetto alla media regionale pari al 18,5%). L assistente sociale del comune di Roma dedica molto del suo tempo di lavoro alla sfera relazionale, in particolare ai rapporti con l Autorità giudiziaria (l 11,2% rispetto alla media regionale del 9,9%), con le Asl (il 9,2% rispetto alla media dell 8,8%), i rapporti con i vari organismi erogatori di servizi e/o gestori di servizi (l 8,6% rispetto alla media del 6,5%). In una realtà mostrata chiaramente da questa indagine che la Regione Lazio ha realizzato attraverso il Censis (2011), a cui il Municipio IX ha partecipato, descrive chiaramente, così come anticipato, la crescente complessità del lavoro sociale all interno dei municipi e la necessità non solo di essere soggetti di formazione continua, come richiesto dal nostro Albo professionale AASS, ma essere oggetti di tutela legale nei confronti dei cittadini, del terzo settore e soprattutto nei casi in cui si lavora con l AG. In particolare si cercherà di realizzare ulteriori corsi di formazione destinati agli assistenti sociali del Municipio, come quello svolto nell anno 2011 di 10 incontri, che ha riguardato il 103
104 Miglioramento delle capacità di analisi delle situazioni e sviluppo delle competenze relazionali degli assistenti sociali con gli utenti e le loro famiglie, con i colleghi e con gli altri soggetti della rete dei servizi- La relazione tra realtà psichica e realtà sociale. Uno degli obiettivi del lavoro di servizio sociale è la relazione di aiuto alle persone in difficoltà. Quindi se i servizi sociali sono l avamposto delle istituzioni nella terra del disagio, e un nodo decisivo dell articolata rete di offerta sociale nei territori, allora essere messi nelle condizioni di assolvere alle proprie funzioni in modo adeguato, risulta un obiettivo dai risvolti più ampi rispetto alla sola condizione di chi beneficia direttamente dei servizi e degli interventi. Significa, infatti, promuovere coesione sociale, rendere le comunità più eque, più capaci di rispondere con efficacia ai disagi e alle marginalità che le attraversano e che finiscono per impattare negativamente sulla qualità della vita di tutti i cittadini. Una delle necessità è legata strettamente all organizzazione degli servizi, in cui gli spazi, rappresentano un gap significativo che non consente un adeguato svolgimento delle attività. Stare in 4 o 5 assistenti sociali in una stanza non ottimizza il lavoro e la concentrazione, spesso crea confusione e disagio interno ed esterno, visto che le stanze per i colloqui non sono sufficienti. Essenziale risulta un adeguata dotazione organica per il potenziamento di tutto quel lavoro fondamentale volto alla prevenzione, alla messa in rete delle risorse utili per l autodeterminazione delle persone e all analisi della qualità dei servizi erogati. Inoltre, poiché la valutazione ha assunto un valore aggiunto nel lavoro quotidiano e viene attribuita sempre agli stessi operatori, è fondamentale prevedere un numero adeguato di personale, in mancanza del quale, la funzione valutativa istituzionale va demandata all esterno. 104
105 CONCLUSIONE: IL PROCESSO DI ATTUAZIONE E DI REVISIONE DEL PIANO Nell ottica della paventata incertezza di assegnazione di fondi che permettano il proseguimento dei progetti rivolti ai cittadini, il presente Piano di zona municipale è orientato verso una politica di consolidamento dei servizi e, quindi, la reale sostenibilità del Piano sarà condizionata dalle azioni che il Comune attiverà a sostegno dell intero sistema e dei processi innovativi che esso comporta. Poiché il funzionamento dell intero Piano è condizionato dalla capacità di adattamento ad uno scenario in trasformazione, il disegno organizzativo deve poter governare questa importantissima fase di riorganizzazione/adeguamento del sistema complessivo degli interventi sociali. Il compito di provvedere a tutto ciò è proprio dell Ufficio di Piano che, nel tempo, ha lavorato con interesse per la tenuta di questo Ufficio, riuscendo ad attivare interventi innovativi che rispondessero a bisogni specifici del territorio, ma oggi, incontrano notevoli difficoltà sia per le numerose competenze istituzionali a cui rispondere che per le indecisioni rispetto alle garanzie finanziarie e organizzative dell intero sistema. Questo influisce inevitabilmente sul lavoro che viene svolto dal personale tecnico al quale è affidata la governance dell intero processo di elaborazione e di attuazione del Piano, per il quale gli operatori attuano una costante auto-formazione, tesa alla valorizzazione del lavoro nel pieno rispetto delle varie professionalità nell ambito dell attuazione del Piano Regolatore Sociale. Tutto ciò rappresenta il presupposto affinché il Piano di zona diventi un sistema costante di lavoro che influisca sulla necessità di creare sinergie nella programmazione, prima, e nell attuazione di modalità operative integrate e condivise, poi, per la realizzazione di un obiettivo comune. Con le incertezze sarà difficile e complicato esprimere agli operatori esterni all Amministrazione Comunale finalità chiare e realizzabili nell ambito del Piano. Sarà, quindi, complicato garantire un sistema che si basa sull attivazione di chiare funzioni di progettazione e programmazione permanenti nonché funzioni di monitoraggio e valutazione dei servizi e delle risorse economiche che, nel tempo di applicazione del Piano, dovranno essere sicure anche in considerazione che esse sono state condivise tra gli attori impegnati nello svolgimento delle attività, i cittadini e l azienda sanitaria. Tali incertezze incideranno, inevitabilmente, anche sulla funzionalità dell Ufficio di Piano che deve essere stabile nell arco dell anno, prevedendo, oltre a un monte ore lavorativo dei suoi componenti e funzioni operative specifiche, anche certezze rispetto a risorse umane e finanziarie. Solo in tal modo si potrà procedere ad effettuare una puntuale analisi dello stato dei lavori, che è oggetto della relazione annuale a cura dell ufficio di Piano sull andamento dei servizi e sull attuazione degli interventi, comprensiva dell analisi valutativa dei servizi. Nonostante tutto quanto esposto, l Ufficio di Piano dell attuale Piano Regolatore Sociale ha realizzato momenti di incontro con gli Enti Istituzionali, con le organizzazioni presenti sul territorio e con i cittadini al fine di costruire metodologie di coordinamento, collaborazione e integrazione tra i diversi sistemi e i servizi che contribuiscono alla realizzazione del 105
106 welfare locale, mettendo in evidenza che la valutazione deve essere posta al centro degli interventi di sistema attraverso modalità di valutazione differenziate e di volta in volta ritenute più utili quali: strumenti di analisi qualitativa e quantitativa e focus group. Questo al fine di attuare il monitoraggio dei flussi di lavoro, di analisi delle istanze dei cittadini per individuare strategie di miglioramento dei processi di lavoro e della performance. Poichè la qualità rappresenta la capacità di risposta della Pubblica Amministrazione alle aspettative ed ai bisogni dei cittadini, nel settore sociale i criteri di valutazione sono soggetti ad una continua verifica e messa a punto, in quanto i servizi si caratterizzano per il loro trasformarsi secondo le esigenze ed i bisogni dei cittadini che emergono man mano durante la messa in opera. La duttilità dei servizi ed il riuscire a far fronte ai bisogni emergenti in itinere costituiscono proprio uno degli indicatori di qualità che viene valutata in base all efficienza ed all efficacia, alla comunicazione, all affidabilità, tempestività, trasparenza tramite appositi indicatori. Per quel che attiene l attività di monitoraggio e valutazione da attuarsi per triennio di riferimento del Piano Sociale Municipale si ritiene utile rilevare la qualità sia attraverso valutazioni di processo che valutazioni di risultato dei Centri Diurni per i disabili e per le persone anziane, ad alta integrazione con la ASL RMC Distretto 9. Per la registrazione e l elaborazione dei vari processi saranno usate le schede ed il materiale di reportistica già in precedenza sperimentate, che di seguito si riportano. 1 - VALUTAZIONE DI PROCESSO Ambito di valutazione Organizzazione del Servizio Indicatori Integrazione convenzione e Standard di qualità Stesura del Protocollo d Intesa fra ASL RMC D9 e Municipio ed altri partner Convenzione fra Municipio ed organismo affidatario. Convenzione fra ASL RMC D9 e organismo affidatario del servizio sanitario I protocolli e le convenzioni definiscono obiettivi, risorse materiali umane ed economiche, attività integrate e modalità d integrazione Contabilità e gestione Individuazione di un referente amministrativo all interno del Servizio Sociale Municipale per: monitoraggio dei costi fissi relativi alla struttura e di quelli variabili relativi alla presenza degli utenti Riscontro e liquidazione delle fatture 106
107 Individuazione di un responsabile all interno dell ASL RMC D9 per: le spese relative al personale sanitario Attività di segreteria Individuazione di un referente amministrativo all interno del Servizio Sociale Municipale per Allestimento della modulistica Raccolta ed archiviazione delle cartelle personali degli utenti Approntamento all interno dei Centri Diurni Integrati di Cartelle socio-sanitarie Schedario informatico Schema aggiornato dei turni settimanali degli utenti Schema aggiornato dei percorsi per prelevamento ed accompagno dei clienti Integrazione operativa Costituzione dell equipe integrata Municipio e A.S.L. con funzioni di Ammissioni e dimissioni degli utenti Valutazione in equipe dei bisogni e definizione del piano individuale di intervento Verifica periodica dei piani individuali Costituzione di un gruppo di lavoro integrato all interno dei centri tra gli operatori sociali e sanitari delle cooperative convenzionate Riunioni settimanali del gruppo integrato di operatori sociali e sanitari Riunioni periodiche tra il gruppo integrato di operatori sociali e sanitari e l equipe integrata Municipio-ASL per la programmazione e la verifica Accessibilità al Servizio Dislocazione sul territorio Facilità di utilizzo di mezzi di trasporto pubblico Disponibilità di pulmino dei Centri 107
108 Procedure Comunicazione Informazione: pubblicizzazione del Servizio attraverso i Mass Media pubblicizzazione del Servizio attraverso la diffusione di depliant informativi informazione ai medici di base del territorio informazione all utenza presso l URP, Segretariato sociale e PUA Accoglienza: accoglienza presso il Servizio sociale da parte dell assistente sociale accoglienza al Centro da parte del Coordinatore Tempestività dell intervento Tempi di attesa dalla consegna della domanda alla visita medica di ammissione Tempi di attesa dalla visita medica all inserimento Trasparenza prassi e decisioni Procedura di presa in carico definita e trasparente colloquio con l assistente sociale consegna della domanda, da parte del cittadino valutazione della situazione sociale e sanitaria conoscenza, da parte dell utente, del personale del Centro inserimento al Centro con comunicazione dei giorni di frequenza e dell orario del pulmino eventuale dimissione dell utente Integrazione Integrazione interna e fra servizi condivisione all interno dell equipe delle problematiche del Centro, dell analisi delle domande e delle prassi operative messa a punto di criteri comuni di valutazione degli utenti approntamento di modulistica integrata Integrazione esterna collegamenti sul territorio con associazioni e volontariato utilizzo di operatori del servizio civile 108
109 Risorse Adeguatezza e competenza delle risorse umane Adeguatezza e rispondenza delle risorse materiali Rispondenza degli operatori dal punto di vista qualitativo e quantitativo ai bisogni degli utenti Presenza all interno dei centri di personale sanitario, sociale, educatore professionale, assistente domiciliare, infermiere, fisioterapista, operatori di servizio civile, volontari Riunioni periodiche di equipe per l integrazione operativa personale sanitario e sociale programmazione attività analisi e verifiche delle situazioni individuali degli utenti sostegno operatori Rispondenza dei supporti e delle risorse strumentali, dal punto di vista qualitativo e quantitativo, ai bisogni degli utenti Pulmini per trasporto Materiale per i laboratori Materiale sanitario di utilizzo giornaliero Arredamenti idonei alle esigenze Arredamento sanitario per ambulatorio Fornitura pasti secondo le esigenze dietetiche 2 - VALUTAZIONE DI RISULTATO Ambito di valutazione Indicatori Integrazione Collegamento fra procedure ed interventi erogati da soggetti diversi attraverso un sistema organizzativo predefinito Standard di qualità Costituzione di un equipe integrata Servizio Sociale Municipale, ASLRMC D9 e Organismo affidatario Riunioni dell equipe integrata per valutazione e programmazione del Servizio Messa a punto di strumenti lavorativi condivisi socio-sanitari Integrazione operativa cooperativa sociale e sanitaria anche attraverso riunioni settimanali 109
110 Accettabilità Efficacia ed efficienza Rispondenza della assistenza ai valori etici ed umani Flessibilità del progetto e degli interventi Informazioni sulla soddisfazione del paziente e/o della famiglia: frequenza regolare al Centro richiesta di aumento di frequenza settimanale assenza di lamentele nei confronti del Servizio Presa in carico di situazioni anche più gravi di quelle preventivate Adeguamento delle attività al tipo di utenza proveniente dal territorio Dimissioni con valutazione integrata socio-sanitaria Programmazione delle dimissioni insieme ai familiari Programmazione ed attivazione di interventi sociali e sanitari alternativi ed individualizzati Raggiungimento del numero previsto degli utenti Ritardo istituzionalizzazione Frequenza regolare a pieno carico degli utenti Miglioramento delle capacità residue o ritardo di un aggravamento Sostegno ai familiari Per quanto riguarda la diffusione del Piano di zona municipale sarà messa a disposizione copia del Piano Regolatore municipale agli operatori che hanno partecipato ai tavoli di concertazione, agli Enti istituzionali e agli organismi accreditati, e sarà inserita nel sito istituzionale del Municipio. Infine ci si auspica che in un futuro prossimo le funzioni proprie dell Ufficio di Piano vengano chiaramente esplicitate, sostenute e rafforzate proprio per dare una visibilità e una connotazione precisa assegnando allo stesso un luogo, mezzi e strumenti per poter operare efficacemente al fine di poter svolgere le funzioni di programmazione, monitoraggio e valutazione, previste dalla legislazione in materia, oltre alla certezza delle risorse umane e finanziarie di cui sopra. 110
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