PIANO DI ZONA

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1 PIANO DI ZONA dell ambito territoriale del Biellese Occidentale Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali IRIS

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3 PIANO DI ZONA dell ambito territoriale del Biellese Occidentale Consorzio Intercomunale Servizi Socio Assistenziali IRIS via Losana, 20 - Biella - Tel [email protected]

4 A cura dell Ufficio di Piano, composto da: Annalisa Sala (Consorzio IRIS) Lorena Lucchin (Città di Biella) Michele Sartore (Asl 12) Rosanna Marinella Lentini (Consorzio IRIS) Progetto grafico: Fabrizio Lava Impaginazione: Eventi&ProgettiComunicazione - Biella Stampa: Arti Grafiche Biellesi - Candelo (BI) Stampato su Carta Riciclata Pigna Ricarta Sabbia

5 Tavolo di Coordinamento Politico Istituzionale: Antonella Boretti (designata dal Comune di Verrone) Chiara Doleatti (Sindaco del Comune di Donato) Gian Carlo Verdoia (Presidente Assemblea Consorzio IRIS) Giovanni Carlo Machetti (Presidente Comunità Montana Valle Cervo La Bursch) Mariella Biollino (Sindaco Comune di Candelo) Monica Bertolini (Assessore Servizi Sociali Comune di Cavaglià) Paolo Simone (Presidente Comunità Montana Bassa Valle Elvo) Raffaella Pongiluppi (Sindaco Comune di Sandigliano) Rinaldo Chiola (Assessore Servizi Sociali Città di Biella) Vittorio Caprio (Presidente CdA Consorzio IRIS) Tavolo Tecnico dei Servizi: Angela Morabito (Consorzio IRIS) Carla Masserano (Città di Biella) Catia Giolito (Consorzio IRIS) Chiara Abbattista (Comunità Montana Alta Valle Elvo) Elisa Fois (Consorzio IRIS) Giada Molinaroli (Comunità Montana Valle Cervo La Bursch) Ilaria Pizzato (Comune di Gaglianico) Ilenia Petrucci (Consorzio IRIS) Lara Furlan (Comunità Montana Bassa Valle Elvo) Laura Giardino (Comunità Montana Bassa Valle Elvo) Marinella Bacchio (Consorzio IRIS) Orsolina Vaudagna (Città di Biella) Riccarda Riva (Consorzio IRIS)

6 Sommario Capitolo I Il contesto socio economico del territorio Analisi dei bisogni e sistema di offerta dei Servizi Territoriali Risultati dell analisi della domanda Risultato della rilevazione del contesto socio ambientale Analisi dell offerta relativa ai servizi socio assistenziali Offerta relativa ai servizi socio sanitari Servizi dell Ente Provincia Presenza del Terzo Settore 110 Capitolo II: Gli obiettivi strategici e le priorità generali del Piano di Zona Il metodo e le regole del processo di pianificazione La dimensione incrementale del Piano Integrazione fra servizi sociali e socio-assistenziali Integrazione sociosanitaria Partecipazione del Terzo Settore La comunicazione sociale 117 Capitolo III I Tavoli Tematici del Consorzio I.R.I.S Tavolo tematico anziani Tavolo tematico minori e famiglie Tavolo tematico disabili Tavolo tematico adulti 130 Capitolo IV Perchè valutare Il disegno della valutazione Finalità e dimensioni della valutazione I criteri di valutazione Gli indicatori e ipotesi di strumenti per la rilevazione 136 4

7 Premessa Il percorso seguito per la costruzione del presente Piano di zona è un cammino fatto insieme per la crescita della comunità praticando il valore della progettazione partecipata, per una migliore offerta dei servizi e per un razionale utilizzo delle risorse disponibili. Abbiamo più volte sostenuto e rimarcato con forza l aspetto culturale, il percorso di comunità che i Piani di Zona introducono nelle politiche socio sanitarie, sottolineando come la condivisione di competenze e di sensibilità incentivi una maturazione complessiva del sistema. La prima fase di elaborazione, è servita proprio per conoscere le diverse realtà, oltre che per conoscerci, studiando attraverso la programmazione del documento, una pianificazione di prospettiva congiunta, che vada oltre il frazionamento territoriale. Uno degli obiettivi è, senza dubbio, quello di identificare i bisogni e le situazioni di disagio, senza perdere di riferimento gli obiettivi strategici da perseguire nel nostro territorio, con una programmazione partecipata che stimoli tutti ad investire nell ambito del sociale: ciò costituisce una grande sfida ed un necessario cambiamento culturale in questo momento di particolare crisi per il Biellese. Ogni tipo di contributo è importante, ed ancor più l attuale scarsità di risorse esige l adozione di una logica programmatoria la più ampia ed integrata possibile. Per raggiungere questi obiettivi bisogna adottare una concezione dinamica dei servizi, rivolta al futuro. La ricerca della partecipazione alla programmazione territoriale è stata stimolo per agire, assumendo come principio che anche la solidarietà deve coniugarsi con principi di efficienza e di efficacia. Per questi motivi, l occasione offerta dai Piani di Zona risulta di assoluta rilevanza, in particolare con l accordo di programma tra tutti gli attori sociali e sanitari, al fine di dare una risposta alle varie problematiche, anche a quelle relative alla politica abitativa, del lavoro e della sicurezza dei soggetti più a rischio. Con lo strumento dei Piani di Zona, anche il Comune di Biella avrà modo di consolidare ed ottimizzare le risorse ed i programmi, avere progetti sempre più mirati. Siamo di fronte, quindi, allo sforzo di individui e comunità che dovranno orientarsi, ognuno con la propria responsabilità, verso investimenti coerenti con la domanda sociale che sta emergendo chiaramente. I Piani di Zona, quindi, costituiscono quel patto tra attori sociali, dove tutti sono consapevoli di utilizzare uno strumento di governo unico delle politiche sociali locali: occorre passare da una concezione settoriale delle politiche ad un impostazione di tipo trasversale, con tutte le sue interconnessioni. È chiaro, quindi, che il rischio è proprio quello di non comprendere o non accedere a questo livello di partecipazione: la grande sfida è quella di governare il processo di costante cambiamento della domanda sociale, del sistema, costruendo risposte adeguate all evoluzione dei problemi e delle opportunità. Le difficoltà che si intravvedono sono proprio quelle relative al superamento di visioni parziali e riduttive, che portano a non considerare il vero fine dei Piani di zona e, cioè, quello di essere uno strumento della Comunità e per la Comunità. L auspicio è quindi di saper lavorare sempre più come sistema territorio e di non aver paura di fare scelte coraggiose. Ringraziamo tutti coloro che hanno collaborato alla costruzione di questo primo Piano di Zona con la certezza che lo stesso impegno si confermerà nella sua realizzazione. Biella, marzo 2006 Il Presidente del Consiglio Il Presidente dell Assemblea Il Sindaco della Città di Biella di Amministrazione del Consorzio I.R.I.S. del Consorzio I.R.I.S. Vittorio Barazzotto Vittorio Caprio Giancarlo Verdoia 5

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9 Capitolo I 1.1 Il contesto socio economico del territorio Il territorio del Consorzio I.R.I.S si sviluppa su una superficie di Kmq 478,09 ed è costituito da: n. 44 Comuni: Andorno Micca, Benna, Biella, Borriana, Camburzano, Campiglia Cervo, Candelo, Cavaglià Cerrione, Donato, Dorzano, Gaglianico, Graglia, Magnano, Massazza, Miagliano, Mongrando, Muzzano, Netro, Occhieppo Inferiore, Occhieppo Superiore, Piedicavallo, Pollone, Ponderano, Pralungo, Quittengo, Ronco B.se, Roppolo, Rosazza, Sagliano, Sala B.se, Salussola, S. Paolo Cervo, Sandigliano, Sordevolo, Tavigliano, Ternengo, Tollegno, Torrazzo, Verrone, Villanova B.se, Zimone, Zubiena, Zumaglia; da n. 3 Comunità Montane: Valle Cervo-la Bursch, Alta Valle Elvo e Bassa Valle Elvo. Il territorio del Consorzio, caratterizzato dalla perificità geografica in quanto collocato al di fuori della grande direttrice rappresentata dall asse Torino - Milano, appare a prima vista fortemente marcato dalla contrapposizione tra Le diverse colorazioni evidenziano le aggregazioni di gestione dei servizi socio assistenziali, che denominiamo aree territoriali. L ampia estensione di alcune aree e la frammentazione gestionale sono fattori che incidono in misura rilevante sull organizzazione ed erogazione dei Servizi. montagna e pianura. Dal punto di vista morfologico è caratterizzato da differenti quadri ambientali rapresentati da: la cornice montana, i sistemi vallivi, i rilievi collinari, il sistema pedemontano, la pianura. 7

10 I sistemi vallivi sono articolati a ventaglio attorno alla città di Biella e si caratterizzano per l elevato livello di insediamento. I rilievi collinari rappresentano una cerniera discontinua tra le aree montane ed il sistema pedemontano. Quest ultimo, con la pianura, sono i principali sistemi insediativi del territorio del Consorzio. Il Consorzio è dunque composto in gran parte da micro aggregati urbani, la cui ampiezza demografica varia da un min di 85 (Comune di Rosazza) ad un max di abitanti (Città di Biella). La densità della popolazione varia da un minimo di 15,26 (Comune di Campiglia Cervo) ad un masimo di 998,37 (Città di Biella), con una media pari a 246 abitanti per Kmq. La popolazione residente sul territorio del Consorzio alla data del risulta essere di unità così suddivisa per fasce d età: Dall analisi storica dei dati emerge con chiarezza che, dopo il ridimensionamento avvenuto in occasione del censimento del 2001 ed il successivo parziale recupero nei due anni seguenti, nel 2004 si è assistito ad un ulteriore decremento demografico (-0,12%), frutto di un saldo naturale negativo. Stessa dinamica si è registrata per la città di Biella che rileva un calo della popolazione pari al 0,31%. Il tasso di natalità della provincia di Biella nel 2004 pari al 7,5 per mille, si mostra ancora una volta inferiore sia alla media piemontese (8,7 per mille) che a quella italiana (9,7 per mille), che invece evidenziano una dinamica crescente. La distribuzione della popolazione residente per aree geografiche dimostra un lieve ampliamento delle zone Pianura Elvo - Cervo e Serra, mentre gli altri aggregati comunali si sono registrati stabili o in calo. L indicatore di mortalità con il 12,3 per mille, pur mantenendosi in diminuzione rispetto agli anni precedenti, si conferma comunque superiore sia alla media piemontese che a quella italiana. 8

11 I dati riguardanti la popolazione suddivisa per classi d età e sesso confermano il preoccupante fenomeno dell invecchiamento della popolazione. Nel 2004 la popolazione anziana maggiore di 65 anni rappresentava il 23,12% del totale, contro il 22,9% del 2001 e il 20,1% del Lo squilibrio demografico è confermato da altri indicatori, quali l indice di ricambio del mercato del lavoro (giovani tra i 15 e i 19 anni per 100 anziani tra i 60 e 64 anni d età) con un valore pari a 59 contro un dato regionale pari a 64, mentre l indice di dipendenza della popolazione anziana (ultra65enni per 100 residenti compresi nella fascia d età 20-64) è del 36,58% (dati tratti da Economia Biellese 2004). Anche il tasso di ricambio della popolazione in età lavorativa (popolazione anni su popolazione anni x 100) pari a 169,72% esprime la scarsa capacità del territorio di ricambio, in quanto il numero degli individui anziani è superiore a quello di coloro che entrano nella fascia di età lavorativa. Il Biellese è un contesto industriale in cui, fino a poco tempo fa, i margini di disoccupazione risultavano molto più ridotti che altrove e il tasso di occupazione femminile era decisamente al di sopra della media italiana. Ora si assiste ad una preoccupante inversione di tendenza. Forze di lavoro (dati in percentuale) Indicatori Biella Piemonte Italia Tasso di occupazione Maschi 60,3 59,5 59,0 58,7 59,4 58,4 57,4 57,8 57,4 Femmine 40,9 42,3 38,4 38,3 39,7 39,2 32,3 32,8 34,3 Totale 49,9 50,4 47,6 48,1 49,2 48,4 44,4 44,8 45,4 Tasso di disoccupazione Maschi 2,8 2,6 3,8 3,5 3,3 4,3 7,0 6,8 6,4 Femmine 5,7 4,6 6,8 7,3 6,8 6,5 12,2 11,6 10,5 Totale 4,1 3,5 5,1 5,1 4,8 5,3 9,00 8,7 8,00 Fonte ISTAT elaborazioni Economia Biellese Altri dati confermano questa inversione di tendenza. Nel 2004 le ore di cassa integrazione ordinaria autorizzate per tutti i settori produttivi hanno registrato un calo pari al 21,8% mentre per affrontare il fenomeno dell eccedenza di personale si è dovuto ricorrere alla cassa integrazione straordinaria. Il numero di ore autorizzate è aumentato in modo esponenziale passando da ore autorizzate nel 2003 a nel 2004; di queste il 71% del totale per il settore tessile e il 21% per il settore meccanico. I dati evidenziano anche un aumento al ricorso all iscrizione dei lavoratori nelle liste di mobilità (tale iscrizione è determinata dal licenziamento da parte dell azienda) pari al 66% rispetto all anno precedente. Altro dato ancora deriva dalla costante crescita della modalità di assunzione attraverso il lavoro interinale (nel 2004 quasi unità assunte) di cui non si conosce la durata media del rapporto di lavoro. In questo contesto, anche i problemi della realtà giovanile stanno cambiando volto. In passato rara- 9

12 mente i problemi si ponevano in termini di reperimento di un occupazione, e ciò facilitava, parallelamente ad un ingresso precoce nel mondo del lavoro, l abbandono degli studi. Per quanto riguarda l istruzione, infatti, si è assistito negli ultimi anni ad una costante crescita delle iscrizioni alle scuole medie superiori. L etica del lavoro ha soffocato nel biellese la cultura del tempo libero, che viene inteso come tempo perso. Solo nell ultimo decennio si è assistito ad una inversione di tendenza, al tentativo di affrancamento da una atavica subalternità dell onnipervasiva cultura del lavoro per porre in primo piano il valore qualità della vita. Si sta assistendo ad un nuovo dinamismo sociale, che si estrinseca in forme di aggregazione molto diversificate. Da anni su tutto il territorio consortile,ma in particolare nella città capoluogo, è in atto un processo di cambiamento sociale, con particolare riferimento alle strutture famigliari, alla vita lavorativa, alle relazioni interpersonali e sociali. Significativo è il dato riguardante il numero di componenti i nuclei familiari residenti (> di nuclei composti da 1 o 2 persone). All interno della società biellese, fortemente acquisitiva, che dà valore all impegno e premia la riuscita, marginalizzazione e integrazione non rappresentano condizioni decisamente separate. Il passaggio da una all altra si riscontra con relativa frequenza, ma in entrambe le direzioni. Oggi siamo in presenza di una realtà economica fortemente in crisi, in cui l ingresso nell area del benessere non è così automatico come in passato. Quindi risultano in aumento le cadute nell area dell esclusione. Infatti dall analisi dei dati inerenti le rilevazioni dei Servizi Sociali del territorio, emerge che sono in aumento le espressioni tradizionali di una povertà dovuta a carenze materiali, ma sono soprattutto presenti nuove povertà che investono la sfera dei rapporti interpersonali, della salute e della stima di sé. Dalla recente ricerca Osservatorio dei Bisogni e delle Povertà curata dal dr. Emilio Sulis per il CSV della Provincia di Biella, emerge come la perdita del lavoro costituisce un fattore di disgregazione per l adulto e per le famiglie. Per gli adulti e per le famiglie che subiscono le ripercussioni della crisi economica il futuro è particolarmente incerto. Per una persona di cinquant anni, in particolare se ha svolto lavori poco qualificati, è difficile riqualificarsi e trovare una nuova fonte di reddito; la crisi economica, inoltre, spesso trascina l adulto e la famiglia in fenomeni di depressione, crisi coniugali, separazioni. I corsi di formazione per riqualificare i disoccupati sono talvolta indicati come una strada percorribile, sebbene per molti il futuro lavorativo sia comunque difficile ed emerga, in alcune zone, la sensazione che si debba andare verso i grandi centri. Omissis... Aumentano le povertà legate a separazioni e divorzi. Un fenomeno in continuo aumento, anche nel Biellese, non riconducibile alle povertà di tipo economico ma alle quali sono strettamente correlate, è quello delle separazioni e dei divorzi. Comparando lo stato civile delle persone appartenenti alla fascia di età nel 1993 e nel 2003, si può notare in particolare come siano aumentati i casi di separazione e divorzi (da 1235 a 2013). Stato Civile nella fascia di età anni v.a % v.a. % Coniugato/a , ,7 Divorziato/a , ,5 Celibe/Nubile , ,32 Vedovo/a 624 0, ,6 Totale Le separazioni, se conflittuali, congiuntamente alla presenza di problemi economici, rendono più debole la famiglia, soprattutto se il coniuge con il figlio a carico, generalmente donna, non riceve aiuti dal marito o se si trova senza lavoro. L elevata percentuale di disoccupazione, vista come fattore che produce marginalità, ha poi comportato su questo territorio, non abituato a questa dimensione del problema, un fenomeno di disempowerment delle capacità da spendere sul mercato del lavoro, provocando l insorgere di una mentalità gregaria, con conseguente resistenza ad incrementare o modificare le proprie competenze professionali. 10

13 Infatti, al possesso o meno di una occupazione si associano processi di acquisizione/perdita dell autostima, di inclusione/esclusione sociale. Pertanto, in una realtà come quella attuale si riscontra una diminuita capacità ad investire risorse personali in qualche forma di progettualità. Per molti poi la salute precaria, l invalidità, l handicap e la non autosufficienza sono fattori che accentuano la marginalità. Ci si trova allora di fronte ad una discrasia tra nuove povertà e vecchie risorse in cui la domanda trova una offerta di risorse debole, caratterizzata da interventi di tipo sintomatico che agiscono sull emergenza finendo per cristallizzarla. Inoltre, sovente si è in presenza di operatori in difficoltà ad affrontare il contingente, con scarse disponibilità di risorse e di strumenti adeguati e con il risultato di ridurre sia la qualità delle attese che quello delle iniziative di sostegno; domanda ed offerta quindi si deprimono a vicenda. Dalla rilevazione riportata al successivo paragrafo 1.2, emerge che il disagio sociale è diffuso in modo trasversale su tutto il territorio: questo dato pare smentire il luogo comune della presenza di territori a forte concentrazione di marginalità La realtà cittadina, seppure con le proprie peculiarità, tendenzialmente conferma quanto sopra. Un aspetto rilevato nelle zone a forte concentrazione di marginalità è il fenomeno della tendenziale fossilizzazione della condizione di assistito In molti casi essa si perpetua da più generazioni o perdura da molti anni senza che se ne vedano vie di uscita. Un altro fattore di marginalità rilevato, che porta all esclusione, è la condizione di solitudine, che è apparso sostanzialmente trasversale per tutte le fasce d età. Al problema della solitudine è collegato anche il progressivo processo di perdita di centralità socializzativa, specialmente per le persone anziane, a causa dell intervento di fattori diversificati. In questo territorio anagraficamente sempre più vecchio è stato evidenziato il problema degli effetti della perdita progressiva di socialità (desocializzazione), di ruolo sociale (deprivazione delle competenze) e di capacità contrattuale che investe particolarmente la condizione anziana. Afferma ancora il dr. Sulis nella ricerca Osservatorio dei Bisogni e delle Povertà : La povertà degli anziani è condizionata dalla presenza di particolari condizioni economiche non modificabili, come la pensione, su cui incide il continuo aumento del costo della vita e la presenza di condizioni di salute che spesso richiedono cure mediche costose, che incidono notevolmente sulle risorse disponibili. Il disagio di carattere economico incide inoltre nei centri urbani e nella prima cintura, mentre più ci si allontana più si rilevano altre forme di povertà di carattere relazionale, sociale, legate anche ai problemi di trasporto. Nelle valli e nelle colline è più frequente infatti trovare anziani che hanno una casa di proprietà, con una maggiore incidenza e una maggiore gravità delle situazioni di solitudine e soprattutto di vero e proprio isolamento, come in alcune cascine della pianura o nelle frazioni più isolate delle alte valli. Le situazioni di solitudine e isolamento si rilevano anche in città, per il disgregarsi delle relazioni e del ruolo del vicinato, che invece risulta ancora esistente nei piccoli comuni. Nei due centri urbani maggiori, Biella e Cossato, ma anche nei comuni più grandi della prima periferia (Vigliano, Gaglianico ecc) le difficoltà economiche sono sempre più preoccupanti, anche per la presenza di canoni di affitto elevati che incidono notevolmente sulle pensioni. Si riportano di seguito i dati delle pensioni erogate al , forniti dall INPS Direzione di Biella: Totale pensioni gestite di cui invalidi civili Totale pensionati Pensioni integrate al minimo euro 420, Pensioni oltre il minimo e fino a euro 516, Pensioni di invalidità di cui invalidi civili Pensioni sociali euro 420,

14 Per consentire una visione più completa del contesto territoriale, si ritiene utile riportare i principali Servizi di pubblica utilità e la loro dislocazione sul territorio. ISTRUZIONE Sul territorio del Consorzio I.R.I.S. sono presenti: Asili Nido n. 23 per complessivi posti n.749 Baby Parking n.4 per complessivi posti n.51 Istituti di Scuola dell Infanzia - Istituti Comprensivi n.10 Istituti di Scuola Primaria n. 40 Istituti di Scuola Secondaria di 1 grado n.20 Istituti Comprensivi di Scuola Materna Elementare e Media n. 7 Istituti di Istruzione Superiore n. 6 Università degli Studi sez. staccata di Torino n. 2 corsi di laurea Politecnico sez. staccata di Torino n. 1 corso di laurea così dislocati sul territorio: Asili Nido Area Territoriale Comune tipologia del Servizio n. posti Natura del Servizio Valle Cervo - La Bursch Miagliano Asilo nido 42 Pubblico Tollegno Asilo nido 15 Privato Biella Asilo nido 50 Biella Asilo nido 44 Biella Asilo nido 48 Pubblico Biella Asilo nido 36 Biella Asilo nido 40 Biella Asilo nido 70 Biella Asilo nido 18 Biella Baby Parking 4 Biella Asilo nido 12 Biella Asilo nido 18 Privato Biella Asilo nido 12 Biella Asilo nido 14 Biella Baby Parking 23 Alta Valle Elvo Sordevolo Micro nido 10 Privato Zubiena Asilo nido 12 Privato Mongrando Asilo nido 40 Pubblico Bassa Valle Elvo Occhieppo Inf. Micro nido 23 Pubblico Occhieppo Sup. Asilo nido 23 Privato Borriana Baby Parking 12 Privato Gaglianico Gaglianico Asilo nido 60 Gaglianico Baby Parking 12 Pubblico Ponderano Asilo nido 24 Consorzio IRIS Sede Territoriale Candelo Candelo Asilo nido 40 Pubblico Consorzio IRIS Sede Territoriale Verrone Verrone Asilo nido 32 Privato Consorzio IRIS Sede Territoriale Cavaglià Cavaglià Asilo nido 15 Privato 12

15 Istituti di Scuola dell Infanzia Scuole Materne Area Territoriale Comune Scuole Pubbliche Scuole Paritarie Andorno Micca 1 1 Campiglia 1 Miagliano 1 Piedicavallo Pralungo 1 Quittengo Valle Cervo - La Bursch Ronco B.se 1 Rosazza S.Paolo cervo Sagliano Micca 1 Tavigliano 1 Ternengo Tollegno 1 1 Zumaglia 1 Biella Biella Donato 1 Graglia 1 Magnano Muzzano 1 Netro 1 Alta Valle Elvo Pollone 1 Sala Biellese 1 Sordevolo 1 Torrazzo Zimone Zubiena 1 Camburzano 1 Bassa Valle Elvo Mongrando 3 Occhieppo Inferiore 1 1 Occhieppo Superiore 1 Borriana 1 Cerrione 1 Gaglianico Gaglianico 3 Ponderano 1 Sandigliano 2 Consorzio IRIS Sede Territoriale Candelo Candelo 2 Benna 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Verrone Massazza Verrone 1 Villanova B.se Cavaglià 1 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Cavaglià Dorzano 1 Salussola 1 Roppolo Roppolo 1 13

16 Istituti di Scuola Primaria e di Scuola Secondaria di 1 grado: Area Territoriale Comuni Scuola primaria Scuola secondaria Andorno Micca 1 Campiglia Cervo 1 Miagliano Piedicavallo Pralungo 1 1 Quittengo 1 Valle Cervo-La Bursch Ronco Biellese 1 1 Rosazza Sagliano Micca 1 Tavigliano 1 Ternengo Tollegno 1 1 Zumaglia 1 Biella Biella 12 6 Donato 1 Graglia 1 1 Magnano Muzzano Netro 1 Alta Valle Elvo Pollone 1 1 Sala Biellese Sordevolo 1 Torrazzo Zimone Zubiena 1 Camburzano Bassa Valle Elvo Mongrando 2 1 Occhieppo Inferirore 1 1 Occhieppo Superiore 1 Borriana 1 Carrione 1 1 Gaglianico Gaglianico 1 1 Ponderano 1 1 Sandigliano 1 1 Consorzio IRIS sede territoriale Candelo Candelo 1 1 Benna 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale di Verrone Massazza 1 Villanova B.se Verrone 1 Cavaglià 1 1 Consorzio IRIS sede territoriale Cavaglià Dorzano Salussola 1 1 Roppolo Roppolo 14

17 Istituti Comprensivi di Scuola Materna Elementare e Media Area Territoriale Comune Istituti Comprensivi Valle Cervo - La Bursch Andorno Micca 1 Valle Elvo Mongrando 1 Occhieppo Inferiore 1 Gaglianico Gaglianico 1 Sandigliano 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Candelo Candelo 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Cavaglià Cavaglià 1 Istituti di Istruzione Superiore Istituto Tecnico Geometri Vaglio Rubens Istituto Tecnico Industriale Q.Sella Istituto Tecnico Commerciale E.Bona Istituto Professionale Ferraris Liceo Scientifico Avogadro Liceo Classico G. e Q.Sella Istituto Professionale Alberghiero Statale Biella Biella Biella Biella Biella Biella Cavaglià Università degli Studi Sezione Staccata Università degli Studi di Torino Sezione Staccata Politecnico di Torino corso di laurea in Scienze di Servizio Sociale corso di laurea in Economia e Gestione delle Imprese corso di laurea in Ingegneria Tessile 15

18 SANITÀ Sul territorio del Consorzio si trova l unico Presidio Ospedaliero della Provincia di Biella con un unico Reparto di Medicina e Chirurgia di Urgenza e Accettazione. Vi sono inoltre n. 2 Centrali operative del 118 con sede a Biella e Cavaglià. Di seguito si riportano il numero e la dislocazione territoriale delle farmacie e dei medici di base. 16 Area Territoriale Comuni Farmacie Medici di base Andorno Micca 1 Campiglia Miagliano Piedicavallo Pralungo 1 7 (di cui 1 pediatra) Quittengo 1 Valle Cervo - La Bursch Ronco B.se 1 Rosazza S.Paolo cervo 1 Sagliano Micca Tavigliano Ternengo 10 (di cui 1 pediatra) Tollegno 1 Zumaglia Biella Biella (di cui 4 pediatri) Camburzano Ochieppo Inf. 1 Ochieppo Sup. 1 9 (di cui 1 pediatra) Pollone 1 Donato 1 Graglia 1 Muzzano 4 Valle Elvo Netro 1 Sordevolo 1 Magnano Mongrando 2 Sala B.se 6 Torrazzo Zubiena 1 Zimone 9 (di cui 1 pediatra)* Borriana Cerrione 1 Gaglianico Gaglianico 1 12 (di cui 1 pediatra) Ponderano 1 Sandigliano 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Candelo Candelo 1 10 (di cui 1 pediatra)** Benna 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Verrone Massazza Verrone Villanova B.se 10 (di cui 1 pediatra) Cavaglià 1 Consorzio IRIS Sede Territoriale Cavaglià Dorzano Salussola 1 9 (di cui 1 pediatra) Roppolo Roppolo 9 (di cui 1 pediatra)* * Fa parte dell aggregazione tra i Comuni di Cavaglià, Dorzano, Roppolo, Salussola, Zimone, Viverone ** Fa parte dell aggregazione tra i Comuni di Benna, Candelo, Massazza, Verrone e Villanova

19 STRUTTURE SOCIO-ASSISTENZIALI RESIDENZIALI E SEMIRESIDENZIALI Sul territorio del Consorzio IRIS è presente un considerevole numero di strutture, rivolte a tipologie di utenza diverse, così come di seguito: Minori denominazione Comune tipologia n. posti Casa di Elsa Zimone CASA per adolescenti 8+1di pronto intervento. Pegaso Candelo CASA per adolescenti 8+2 di pronto intervento S.Filippo Biella C. D. per minori età 6-13 anni 90 Disabili denominazione Comune tipologia n. posti Centro di Riabilitazione Cooperativa Domus Laetitiae Cooperativa Integrazione Sociale ANFFAS- Villa Virginia Cooperativa Sociale Anteo Centro Diurno Cooperativa Integrazione Sociale ANFFAS Cooperativa Integrazione Sociale ANFFAS- Villa Virginia Sagliano Micca Zumaglia RAF 44 RSA 25 C.D. 20 gruppo appartamento di tipo A destinato a persone con 6+2 di pronto intervento disabilità di grado medio Biella C.D. 20 Biella Comunità alloggio medio 10 Gaglianico CD 90 Cooperativa Integrazione Sociale ANFFAS- Centro di Soggiorno agricolo Mario e Marie Gianinetto Cooperativa Integrazione Sociale ANFFAS- Centro di Soggiorno Agricolo Cascina Carrubi Salussola RAF 18 Salussola C.D. 20 Istituto Don Orione Sordevolo Residenziale stagionale 15 Persone con patologie psichiatriche: denominazione Comune tipologia n. posti Coop. Soc. Anteo Casa G.B. Costanzo Biella Comunità psichiatrica protetta di tipo B 10 Coop. Soc. Anteo Villa Margherita Mongrando Comunità psichiatrica protetta di tipo B 20 Coop. Soc. Anteo ex Istituto Faccenda Mongrando Centro Diurno non definito 17

20 Anziani denominazione Comune tipologia n. posti Casa del Sorriso Andorno RAF 18 RA 37 Cottolengo Biella Autosuff./non autosuff 129 Poma Guagno Piazzo Biella RAA 22 RAF 80 Oasi Chiavazza Biella RA 20 CDI 20 S.C.S.S. Vandorno Biella RA 29 Sogg. Anziani Favaro Biella RAF 18 RA/RAB 6 RSA 80 Belletti Bona Biella RAF 66 RA 62 Casa di Giorno Biella CDI 20 Orchidea Camburzano RAF 20 RA 58 S. Giovanni Campiglia Cervo RAA 33 La Baraggia RSA 40 Candelo Tut l dì CDI 20 Infermeria Vercellone Cavaglià RAF 43 Città del Sole Dorzano RAF 20+1 RA 44 C.d.R. Graglia e Muzzano Graglia RAF 30 RA 26 Simonetti Netro RAF 30 RA 13 RSA 60 Cerino Zegna Occhieppo Inferiore RAF 64 RA 26 CDH 15 Pozzo Ametis Occhieppo Superiore Autosuff/non autosuff 46 Frassati Pollone RAF 10 RA 15 Il Sole Pollone RAF 11 RAA 22 RAF 20 R.A. per Anziani Ponderano RA /RAB 4 CD 20/25 Ciarletti Pralungo RAF 20 RA/RAB 18+8 Il Giardino Ronco B.se RAF 10 RA 18 Ercole Cesale Sala B.se RAF 10 RA 15 La Palazzina Salussola RAF 20 RA Centro Anziani Sandigliano RAF 10 RA 15 N.S. d Oropa Sordevolo RAF 45 RA 16 RAF 20 Domus Tua Tollegno RA 16 CD 10 18

21 Adulti denominazione Comune n. posti Centro Aiuto alla Vita Casa accoglienza con il cuore Biella 4 adulti o / 2 adulti + adulto con tre figli minori Associaziane S.Vincenzo Biella 7 Altre tipologie: denominazione Comune n. posti Casa famiglia S.Michele Biella 6 Casa famiglia S.Bernardo Sandigliano 6 Hospice - Fondazione Orsa Maggiore Biella 10 Legenda: RSA: Residenza Sanitaria Assistenziale (per persone non autosufficienti) RAF: Residenza Assistenziale Flessibile (per persone parzialmente non autosufficienti e non autosufficienti) R.A: Residenza Assistenziale (per persone parzialmente autosufficienti) R.A.B: Residenza Assistenziale con capienza fino a 10 posti R.A.A.: Residenza Assistenziale Alberghiera (per persone autosufficienti) CD: Centro Diurno (per persone anziane autosufficienti oppure per persone disabili adulte con diverso grado di disabilità) CDI: Centro Diurno Integrato (per persone parzialmente non autosufficienti) CDH: Centro Diurno alzheimer (per persone affette da morbo di alzheimer) ALTRI SERVIZI DI PUBBLICA UTILITÀ : La tabella sottoriportata rappresenta la presenza di Servizi nelle diverse Aree Territoriali del Consorzio 19

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26 1.2 Analisi dei bisogni e sistema di offerta dei Servizi Territoriali Il Tavolo Tecnico dei Servizi del Consorzio, (vedi successivo Capitolo II), di cui fanno parte tutti gli Assistenti Sociali Territoriali ed i referenti delle Aree Tecniche minori, adulti, anziani e disabili del Consorzio ha fornito il proprio contributo nel processo di costruzione del Piano per: costruire un sistema di analisi della domanda e dell offerta, adottando criteri comuni per tutto il territorio del Consorzio; evidenziare le specificità delle singole Aree Territoriali; fornire una lettura del territorio adatta a evidenziare i problemi comuni e le connessioni tra gli stessi. Tale attività si è sostanziata mediante la compilazione e l analisi di schede di rilevazione relative alle quattro macro aree: Minori-Famiglie, Anziani, Disabili, Adulti. Nei paragrafi seguenti si riportano le tabelle di sintesi della rilevazione effettuata Risultati dell analisi della domanda A) Fotografia triennio relativa a: Popolazione residente: sono stati rilevati anche i dati relativi al numero dei nuclei famigliari, degli immigrati extracomunitari e quelli riferiti a ciascuna delle Aree Minori, Anziani, Disabili, Adulti; Situazioni in carico ai servizi: sono stati rilevati i dati inerenti alle persone in carico sia nel corso dell anno che al di ciascun anno di riferimento. Per quanto attiene le persone anziane, sono stati rilevati sia il numero degli autosufficienti che quello dei non autosufficienti; Calcolo del tasso percentuale dei casi in carico sulla popolazione residente. 24

27

28 AREA ANZIANI Consorzio Iris C. M. Valle Cervo la Bursch Biella C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territoriale Candelo Area Territoriale Verrone Area Territoriale Gaglianico Area Territoriale Cavaglià Comune Roppolo Anno Totale popolazione residente al Nuclei famigliari numero Totale popolazione anziana Fascia >65 Di cui: a) numero immigrati extracomunitari b) numero senza fissa dimora (in carico ai servizi) a) a)11 b) a) a) a)

29 Anziani autosufficienti: dati SISA relativi ad anziani in carico ai servizi al Anziani autosufficienti: dati SISA relativi ad anziani in carico ai servizi nel corso dell anno 2004 Anziani autosufficienti: % casi in carico su totale fascia Anziani autosufficienti: % casi in carico su totale fascia Anziani non autosufficienti: dati SISA relativi ad anziani in carico ai servizi nel corso dell anno 2004 Anziani non autosufficienti: % casi in carico su totale popolazione anziana ,02 3, , ,30 3, , ,50 3, , ,38 2, , ,89 2, , ,33 3, , ,21 2, , ,44 2, , ,69 2, , ,95 2, , ,66 2, , ,30 2, , ,28 1, , ,19 1, , ,30 1, , ,38 10,38 4 0, ,93 10,93 3 0, ,75 11,75 3 0, ,29 1, ,04 4, ,64 5, ,06 5, , ,70 4, , ,17 4, , ,21 3, , ,02 4, , ,46 4, , ,79 0, ,78 0, ,26 2,

30 AREA MINORI/FAMIGLIE Consorzio Iris C.M. Valle Cervo la Bursch Biella C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territoriale Candelo Area Territoriale Verrone Area Territoriale Gaglianico Area Territoriale Cavaglià Comune Roppolo Anno Totale popolazione residente al Nuclei famigliari numero Totale popolazione minori Fascia 0-17 anni Di cui: a) numero immigrati extracomunitari. b) Numero senza fissa dimora (in carico ai servizi) a) 157 b) a) 138 b) a) a) 118 b) a) 118 b) a) a) a) 2 b) a) a) a) a)

31 Dati SISA relativi a minori in carico ai servizi al Dati SISA relativi a minori in carico ai servizi nel corso dell anno 2004 % casi in carico su totale popolazione minori , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,38 29

32 AREA DISABILI Anno Totale popolazione residente al Nuclei famigliari numero Totale popolazione (adulti + minori) Dati SISA relativi a disabili (adulti e minori) in carico ai servizi al Consorzio Iris C.M Valle Cervo la Bursch Biella C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territoriale Candelo Area Territoriale Verrone Area Territoriale Gaglianico Area Territoriale Cavaglià Comune Roppolo

33 Dati SiSA relativi a disabili (adulti e minori) in carico ai servizi nel corso dell anno 2004 % casi in carico su totale popolazione disabile 348 0, , , , , , , , , , , , , , , , ,18 8 0,13 1 0,04 1 0,04 2 0, , , , , , , ,32 3 0,47 31

34 AREA ADULTI Consorzio Iris C.M Valle Cervo la Bursch Biella C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territoriale Candelo Area Territoriale Verrone Area Territoriale Gaglianico Area Territoriale Cavaglià Comune Roppolo Anno Totale popolazione residente al Nuclei famigliari numero Totale popolazione adulta Fascia anni. Di cui: a) numero immigrati extracomunitari b) numero senza fissa dimora (in carico ai servizi) a) 170 b) a) 140 b) a) 36 b) a) 115 b) a) 115 b) a) a) a) a) a) a) a) a)

35 Dati SISA relativi ad adulti non disabili in carico ai servizi al Dati SISA relativi agli adulti non disabili in carico ai servizi nel corso dell anno 2004 % casi in carico su totale popolazione adulta , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,36 33

36 Brevi considerazioni sui dati relativi all utenza in carico sul territorio del Consorzio. TREND NEL TRIENNIO (percentuali arrotondate) Incremento utenza complessivamente in carico nel corso dell anno Famiglie-minori Adulti Anziani non autosufficienti Anziani autosufficienti Disabili 31% 72% 48% 18% 9% Incremento utenza in carico il ,5% 88% 93% 27% 12% Incremento percentuale assistita su quella residente 23% 72% 46% 16% 8% La misurazione del numero di assistiti seguiti in un giorno dell anno è più adatta per una stima del carico di lavoro dei servizi, mentre la misurazione dei casi di tutto l anno può generalmente dare qualche informazione sulla diffusione dei problemi nel territorio. Inoltre la misurazione effettuata in un giorno dell anno (in questo caso il 31 dicembre), rileva generalmente un numero di casi inferiore rispetto alla misurazione del numero complessivo di persone seguite nel corso di tutto l anno. Tale differenza può essere influenzata da diversi fattori, quali ad esempio: 1) la durata degli interventi (un caso che viene trattato più a lungo, ha maggiori probabilità di essere rilevato nella misurazione di un giorno). Viceversa, se gli interventi sono più brevi, la probabilità è minore. Se, tuttavia, gli interventi sono brevi, ma ripetuti più volte nell anno, la diminuzione potrebbe essere di minore entità. 2) le caratteristiche del giorno scelto per la rilevazione. Potrebbe trattarsi di un periodo dell anno normalmente caratterizzato da afflussi di utenza minori o maggiori rispetto agli altri periodi. Per tale motivo, sarebbe più indicativa la media di almeno due rilevazioni semestrali. La percentuale di assistiti rispetto alla popolazione di riferimento (calcolata considerando solo la fascia di età interessata dal fenomeno in esame), può essere interessante se confrontabile con stime o misurazioni sulla diffusione effettiva dei problemi studiati, per verificare il grado di risposta, da parte dei servizi, ai problemi del territorio, ovvero per confrontare il grado di risposta di aree diverse. Occorre però sempre tener presente che la diffusione dei problemi non è necessariamente omogenea nel territorio preso in esame. In ogni caso, nel territorio di riferimento del Consorzio IRIS, tutti i segmenti di utenza mostrano un incremento del carico di assistiti. L incremento è molto marcato per l area adulti, in misura comunque considerevole per gli anziani non autosufficienti, meno marcata per le altre aree. Per gli adulti, i disabili e gli anziani autosufficienti, l incremento si manifesta con percentuali non troppo diverse in tutti e tre i metodi di rilevazione (incidenza annuale, prevalenza al 31-12, percentuale sui residenti). Interessante invece notare come per gli anziani non autosufficienti l aumento dei casi trattati sia più considerevole contando quelli in carico al 31-12, rispetto a quelli seguiti per tutto l anno. Si potrebbero, ad esempio, delineare almeno due ipotesi: 1) il 31 dicembre rappresenta un periodo che, nel triennio, ha avuto un incremento di richieste superiore a quello degli altri periodi dell anno. In altre parole, gli aumenti di richieste sono andati progressivamente a concentrarsi verso la fine dell anno (coincidenza con un periodo di festività?). 2) nel settore anziani, e sembrerebbe più probabile, si è verificato, nel triennio, un significativo incremento della durata o della ripetizione degli interventi, aumentando così la probabilità che i soggetti compaiano anche nella rilevazione del Infatti, mentre nel 2002 la misurazione del rilevava solo il 56% circa dei casi complessivi dell anno (271 su 485), nel 2004 ne ha rilevati il 73% circa (522 su 717). 34

37 Il ragionamento contrario vale per l area dei minori: qui gli utenti dell anno risultano quasi il doppio di quelli del Si potrebbe quindi, ad esempio, ipotizzare che: 1) anche in questo caso il 31 dicembre rappresenta un periodo che, nel triennio, ha avuto un incremento di richieste inferiore a quello degli altri periodi dell anno; 2) nel settore dei minori si sono andate accorciando, nel triennio, le durate medie degli interventi assistenziali, diminuendo così la possibilità di intercettare i casi nella rilevazione del Per quanto concerne invece gli anziani autosufficienti, poiché la rilevazione del si aggira intorno al 90% di quella annuale, si potrebbe ipotizzare che tale settore sia contraddistinto da interventi socioassistenziali di più lunga durata rispetto a quelli per i non autosufficienti. Anche per i disabili vale la medesima considerazione fatta per gli anziani autosufficienti. Nell area adulti, la rilevazione del riguarda, costantemente nel triennio, circa il 70% dei casi annuali. Probabilmente, tutti gli aumenti sopra descritti rappresentano una maggiore capacità di risposta ai bisogni del territorio, restando invariate le dimensioni del problema. Non vi sono infatti elementi per affermare con certezza, né per escludere, che siano aumentati, tra la popolazione, i problemi che necessitano di risposte assistenziali. Gli incrementi di utenza potrebbero infatti dipendere anche da fattori, quali: - una maggiore capacità dei Servizi di accogliere le persone e di farsi carico dei loro problemi; - una maggiore capacità o propensione dei Servizi (a seconda dei punti di vista sui singoli problemi) a mantenere in carico i casi nel tempo; - una maggiore sensibilità e attenzione, da parte del territorio nel suo complesso, sui problemi in oggetto; - una maggiore conoscenza, da parte della popolazione, dell esistenza e offerta di servizi. Per chiarire se e quanta parte dell aumento di utenza potrebbe dipendere da un incremento di problemi territoriali, occorrerebbe ricorrere a modalità di misurazione più complesse, finalizzate a conoscere la reale entità dei problemi analizzati (ad esempio tramite il metodo statistico chiamato Uptake-Reuptake). Esula da questo contesto un analisi approfondita, per ogni area territoriale, del trend triennale utilizzando le stesse considerazioni fatte per l intero territorio. Si può tuttavia sinteticamente osservare come gli incrementi sopra descritti non si verifichino allo stesso modo in tutte le aree. In alcune si osserva un andamento altalenante, mentre altre sono addirittura in completa controtendenza. Un osservatorio permanente sui problemi potrebbe certamente portare ad analisi ancora più interessanti, soprattutto andando a stimare il reale andamento dei fenomeni del territorio, il che potrebbe inoltre favorire una maggiore omogeneizzazione del livello di risposta ai problemi. 35

38 B) L analisi sulla domanda di servizi raccolta dal Tavolo Tecnico ha permesso di: - qualificare la tipologia di utenza - identificare i bisogni. I principali problemi rilevati per ciascuna delle Aree Tematiche vengono di seguito riportati, per facilità di lettura, sia in sintesi che in dettaglio. Area Anziani: Crescita esponenziale del numero di persone anziane non autosufficienti; presenza di un numero elevato di grandi vecchi ; fragilità della famiglia nel garantire cura e assistenza; redditi insufficienti a garantirsi i servizi; abitazioni non adeguate; solitudine/ isolamento/ autoesclusione. Area Famiglie-Minori: Famiglie: genitorialità difficile; cambiamenti nella struttura della famiglia; conflittualità all interno dei nuclei: difficoltà economiche. Minori: rischio di disagio psico-sociale; rischio di devianza sulla fascia dei pre-adolescenti e adolescenti; difficoltà di integrazione dei minori stranieri. Area Disabili: Difficoltà della famiglia a prendersi cura della persona disabile per il carico emotivo e assistenziale che richiede; difficoltà di integrazione scolastica e sociale in contesti normali ; difficoltà di essere genitori anziani di un figlio disabile. Area Adulti: Presenza di numerosi adulti a disagio sociale con problemi economici, abitativi e relazionali; di adulti in difficoltà a causa della crisi occupazionale o con problemi di dipendenze o di carattere psichiatrico. 36

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40 AREA ANZIANI Problemi individuati Caratteristiche specifiche del fenomeno Specificità territoriali Incidenza della popolazione ultrasessantacinquenne sul totale della popolazione Presenza numero elevato di grandi vecchi Carenza di integrazione tra servizi sociali e socio-assistenziali Abitazioni non adeguate Reddito insufficiente a garantirsi i servizi Problema della solitudine/isolamento/autoesclusione Comunità Montana Valle Cervo-La Bursch: Autoesclusione difficoltà ad accettare interventi Generalizzato: Abitazioni non adeguate con situazioni più critiche nelle valli Città di Biella e nelle zone limitrofe: Fenomeno degli anziani soli senza o non adeguata rete parentale di supporto particolarmente rilevante nella zona Aumento delle patologie gravemente invalidanti (tra cui demenza e Alzheimer) Presenza numero elevato di grandi vecchi Fragilità della famiglia nel garantire cura e assistenza Presenza di personale straniero nel lavoro di Crescita esponenziale cura numero delle persone anziane non autosufficienti Abitazioni non adeguate Reddito insufficiente a garantirsi i servizi Criticità del sistema dei servizi a rispondere adeguatamente Generalizzato: Diffidenza degli anziani ad accettare personale privato a domicilio per il lavoro di cura Difficoltà dei famigliari nel scegliere personale privato per il lavoro di cura per problema economici e di affidabilità, competenza e continuità dell assistenza Presenza di personale di cura non adeguatamente formato Aumento nel periodo estivo di richieste di inserimenti in struttura residenziale 38

41 Diffusione del fenomeno Cosa vorremmo conoscere e richieste ai tavoli tematici Omogenea su tutto il territorio Il numero degli anziani soli e la consistenza della rete famigliare Osservatorio sulla non autosufficienza e fenomeni correlati (dati quali/quantitativi) Esponenziale su tutto il territorio Richiesta al sistema dei servizi di: un elevato grado di integrazione pluralità di offerta di servizi flessibili 39

42 AREA FAMIGLIE Problemi individuati Caratteristiche specifiche del fenomeno Rapporto con i figli pre e adolescenti Essere genitori in presenza della fine del vincolo matrimoniale Genitorialità difficile Essere genitori soli (esasperato se non c è o è scarsa rete parentale di aiuto) Essere genitori : sostegno alla genitorialità nel suo ciclo di vita e in presenza di particolari cambiamenti o problematiche Conflitti all interno della famiglia Difficoltà ad agire in un ottica di prevenzione Forte crisi lavorativa -occupazionale del territorio Difficoltà economiche Forte aumento di richieste collegate disagio abitativo e reddito insufficiente Incremento delle richieste di contributo per accesso ai servizi Essere separati in situazione di conflitto, in presenza di un reddito insufficiente Cambiamenti nella struttura della famiglia Non avere una rete famigliare di supporto Essere famiglia immigrata: difficoltà maggiori se non esiste rete parentale integrazione culturale con la comunità conflitti genitori/figli/partners derivanti dai necessari cambiamenti culturali figli in età adolescenziale Conflittualità all interno dei nuclei: difficoltà ad accettare il problema e a trovare sostegno adeguato sia per quanto riguarda i servizi (anche l accesso ad essi) che gli aspetti emotivo-psicologici (il durante- il dopo separazione) Difficoltà a gestire le dinamiche famigliari sia tra coniugi, in fase di separazione e non, sia con i figli, in particolare adolescenti. Difficoltà all accesso ai servizi di mediazione familiare Accoglienza di persone (genitore con figli) in difficoltà Conciliazioni tempi di vita e di cura della famiglia Scarsa flessibilità dei servizi in relazione ai bisogni delle famiglie Necessità di accoglienza e di protezione in situazioni di conflitto famigliare/ maltrattamento Carenza di servizi flessibili Scarsa flessibilità dei contesti lavorativi nei confronti dei genitori Scarsa flessibilità dei servizi in relazione ai bisogni delle famiglie Difficoltà a gestire situazioni di conflittualità verso gli adulti e fra pari. Assenza di figure specifiche per la mediazione. Famiglia e scuola Difficoltà a garantire un adeguato sostegno scolastico per lo svolgimento dei compiti Difficoltà per l inserimento di minori disabili o con problemi di comportamento. Difficoltà a riconoscere e segnalare situazioni di disagio/maltrattamento e abuso 40

43 Specificità territoriali Diffusione del fenomeno Che cosa vorremo conoscere e richieste ai tavoli tematici Ricerche sulla condizione giovanile Territorio Verrone: fenomeno contenuto ma in espansione Comunità Montana Bassa Valle Elvo: aumento degli sfratti, disagio diffuso Su tutto il territorio Comunità Montana Alta Valle Elvo: Comunità Pakistana Su tutto il territorio sono presenti stranieri di origine: magrebina, pakistana cinese albanese Est Europa filippina Candelo: resistenza della scuola a segnalare il disagio Gaglianico: segnalazioni di disagio da parte della scuola solo in fase conclamata in età preadolescenziale e adolescenziale Difficoltà nel lavoro con le scuole (es. richieste improprie al servizio) 41

44 AREA MINORI Problemi individuati Caratteristiche specifiche del fenomeno Specificità territoriali Minori a rischio di disagio psico sociale in età: - prescolare 0-6 anni - scolare 7-11 anni (con particolare riguardo a fenomeni di abuso e maltrattamento) Minori a rischio di devianza e di disagio psico- sociale in età 11/18 anni Appartenenza a nuclei familiari in cui sono presenti genitori con patologie o psichiatriche o di dipendenza Appartenenza a nuclei familiari in cui è presente fragilità dei genitori che si manifesta nella disattenzione e scarso spazio mentale per i problemi dei figli Manifestazioni di conflittualità esasperata che si manifesta in ambito familiare, scolastico e tra pari. Manifestazioni di forte aggressività che si manifestano tra pari e nel contesto di vita quotidiana (vandalismo, bullismo, risse, ecc.) Manifestazioni di dispersione/inadempienza scolastica che si manifesta con abbandono scolastico Città di Biella e Comunità Montana Bassa Valle Elvo: presenza rilevante del fenomeno relativo all aggressività Città di Biella: manifestazioni di dispersione/abbandono scolastico Minori extracomunitari Difficoltà di integrazione pre-scolastica, scolastica e sociale 42

45 Diffusione del fenomeno Che cosa vorremo conoscere e richieste ai tavoli tematici Trasversale a tutto il territorio ma con dimensioni quantitative differenti legate non solo alla densità di popolazione ma anche a localizzazioni e periodi specifici Conoscenza reale quali -quantitativa del fenomeno maltrattamento/abuso con particolare riferimento alla fascia 0-6 anni. Conoscenza dei percorsi di mediazione culturale messi in atto dalla Provincia a favore di minori extracomunitari. 43

46 AREA DISABILI Problemi individuati Caratteristiche specifiche del fenomeno Specificità territoriali Difficoltà della famiglia in cui un componente è disabile Difficoltà ad accettare il problema e a trovare sostegno adeguato sia per quanto riguarda i servizi (anche l accesso ad essi) che per gli aspetti emotivo-psicologici (il durante- il dopo) Difficoltà della famiglia nel prendersi cura di una persona disabile (figlio, coniuge, padre, ecc), per ciò che riguarda il carico sia emotivo che assistenziale Essere genitori anziani di un figlio disabile Abitazioni non adeguate Criticità del sistema dei servizi a rispondere adeguatamente Richiesta al sistema dei servizi di: -un elevato grado di integrazione socio-sanitaria -pluralità di servizi flessibili Difficoltà a garantire un adeguato sostegno per l inserimento di minori disabili nell asilo nido e nella scuola Difficoltà di integrazione sociale in contesti normali Difficoltà a garantire un adeguato sostegno per percorsi di orientamento e inserimento lavorativo Difficoltà a garantire percorsi di vita ai soggetti disabili e risposte assistenziali adeguate in assenza dei genitori/ famigliari Minori con disabilità Difficoltà di integrazione scolastica Difficoltà di integrazione sociale in contesti normali 44

47 Diffusione del fenomeno Che cosa vorremo conoscere e richieste ai tavoli tematici Il numero dei disabili presenti sul territorio e tipologia delle problematiche 45

48 AREA ADULTI Problemi individuati Caratteristiche specifiche del fenomeno Specificità territoriali Donne sole o con figli,età anni, con scarsa o inesistente qualifica professionale e carenza di autonomie personali Adulti in disagio sociale (con problemi economici, abitativi e relazionali). Uomini con scarsa o inesistente qualifica professionale e carenza di autonomie personali Uomini soli fascia di età >40 anni espulsi dal mercato del lavoro, separati Persone senza fissa dimora, in particolare italiani, sia uomini che donne Detenuti in semilibertà ed ex detenuti con progetti di reinserimento sociale Città di Biella: presenza di un numero rilevante di persone adulte non svincolate dal nucleo famigliare di origine che, rimaste sole, non riescono ad affrontare in modo autonomo la quotidianità Città di Biella e Comunità Montana Bassa Valle Elvo: aumento dell aggressività con cui le persone esprimono i loro bisogni Generalizzato: aumento degli sfratti. Carenza di percorsi di sostegno all inserimento/ reinserimento lavorativo Difficoltà abitative Difficoltà a gestire le dinamiche familiari Numerosi adulti, sia uomini che donne, in particolare italiani, in età variabile >30 anni che, a causa della crisi occupazionale, risultano in condizioni di bisogno Difficoltà a reperire una nuova occupazione Adulti in difficoltà Carenza di posti di lavoro Difficoltà ad acquisire nuove professionalità Difficoltà abitative correlate a quelle economiche Difficoltà a gestire le dinamiche famigliari Difficoltà di integrazione sociale e lavorativa di persone straniere extracomunitarie e di rifugiati la cui condizione non sia stata ancora riconosciuta Con problemi di dipendenze o psichiatrici Difficoltà economiche, abitative relazionali e lavorative Difficoltà a gestire le dinamiche sia con la famiglia di origine che con la propria Comunità Montane: problemi di dipendenza da alcool sia dichiarate che non Generalizzato: presenza di un numero elevato di persone con disturbi di comportamento afferenti alla sfera psichiatrica, anche non in carico ai servizi specialistici (perché non utilizzano le modalità di accesso del servizio o perché non rientrano tra le tipologie di disturbi di cui si occupa il DSM o altro servizio specialistico) 46

49 Diffusione del fenomeno Cosa vorremmo conoscere e richieste ai tavoli tematici Disponibilità abitative sia ERP che private Su tutto il territorio Opportunità di: - avviamento al lavoro (orientamento / inserimento) e attività formative -attività promosse dalle Associazioni. In aumento su tutto il territorio 47

50 1.2.2 Risultato della rilevazione del contesto socio ambientale L Ufficio di Piano ha ritenuto importante effettuare una rilevazione anche del contesto socio ambientale inviando specifiche schede ad Associazioni di Volontariato, Cooperative Sociali, Presidi per Anziani, Asili nido pubblici/privati, Parrocchie e richiedendo il loro contributo alla costruzione del Piano di Zona. Sono state inviate n. 205 schede a cui hanno corrisposto 85 ritorni compilati. L analisi delle informazioni fornite ha permesso di evidenziare, per ciascuna Area Tematica, i bisogni emergenti, le principali criticità e le proposte di miglioramento, che per facilità di lettura vengono di seguito riportate sia in sintesi che in dettaglio. È da notare come le due rilevazioni effettuate (Tavolo Tecnico dei Servizi e contesto socio ambientale) trovino sostanziale corrispondenza. A) Sintesi: Area Anziani Bisogni emergenti:presenza di un numero crescente di anziani non autosufficienti; sostegno alle famiglie; necessità di una maggiore offerta di servizi flessibili; difficoltà economiche per garantirsi i servizi; carenza di servizi sanitari di base. Principali criticità: carenza di volontari e difficoltà di collaborazione e coordinamento tra Associazioni; carenza di risorse; scarsa cultura della domiciliarità Proposte di miglioramento: sostegno alla domiciliarità; incremento di servizi semiresidenziali; offerta da parte delle strutture residenziali di interventi domiciliari; adozione di anziani in difficoltà da parte di pensionati ancora attivi. Area Famiglie-Minori Bisogni emergenti: sostegno alla genitorialità; conflitti famigliari; disagio adolescenziale; richiesta di Servizi accessibili e flessibili; maggiore integrazione per le famiglie di stranieri; raccordo con i Servizi. Principali criticità: scarsità di risorse per affrontare la complessità dei problemi; rigidità normativa e istituzionale. Proposte di miglioramento: concertazione tra pubblico e privato; promozione dell integrazione dei servizi con il territorio e con il volontariato in particolare; potenziamento dei servizi per la prevenzione del disagio. Area Disabili Bisogni emergenti: maggiore informazione su servizi, diritti e procedure; necessità di sostegno psicologico, di interventi di emergenza, di servizi flessibili a supporto delle famiglie; ansia dei genitori per il futuro dei figli; isolamento sociale delle famiglie; carenze di posti di lavoro reali ; carenza personale adeguatamente preparato nella scuola. Principali criticità: scarsa integrazione tra i Servizi Socio- Sanitari; scarsa sensibilità e cultura sulla disabilità da parte della comunità locale; percezione dei Servizi come sperimentali senza garanzia di continuità; scarso riconoscimento della Cooperazione Sociale da parte dell Ente Pubblico. 48

51 Proposte di miglioramento: maggiore coordinamento tra le Associazioni; maggiore coinvolgimento delle famiglie nei progetti individuali; maggiore lavoro di rete e collaborazione Pubblico/Privato. Area Adulti Bisogni emergenti: lavoro, casa, orientamento e accompagnamento al lavoro; sostegno economico, conflittualità nei rapporti familiari; integrazione sociale per gli stranieri. Principali criticità: carenza di ccordinamento strutturato tra i diversi soggetti che attivano servizi, di una rete tra i Servizi, di Servizi che affrontino problematiche complesse; scarsità di fondi; carenza di volontari. Proposte di miglioramento: incrementare e strutturare la collaborazione tra Terzo Settore ed Enti Pubblici; promozione cultura delle responsabilità individuali e sociali. 49

52 B) Quadro di dettaglio Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Associazione di volontariato Primavera Assistenza e sostegno agli anziani in tutte le forme Risorse umane: volontari Associazione di Volontariato Amici della casa di riposo Cerino Zegna Socio-Assistenziale: assistenza agli anziani Autofinanziamento dei soci Risorse umane: soci e volontari motivati Assosciazione volontariato di Gaglianico Ambiente, cultura, socio- assistenziali. Assistenza ad anziani ed inabili Esclusivamente risorse umane Gruppo di volontariato Vincenziano San Giuseppe (c/o Il Filo d Arianna) Sede in Biella Informazione al cittadino e raccolta dati per la programmazione socio-sanitaria, promozione rete territoriale, domiciliarità leggera, gestione albo assistenti familiari. Rapporto convenzionale e collaborativo con EEPP, conoscenza del territorio, lavoro di rete Volontari disponibili e motivati, personale dipendente Amici del Volontariato di Pralungo Attività svolta principalmente presso la casa di riposo Opera Pia Ciarletti. Attività di cucito, rammendo, affiancamento per problemi di pratiche previdenziali. Aiuto alle persone per i pasti Pochi volontari Ente Ecclesiastico Parrocchia di Sagliano e di Miagliano Assistenza morale e religiosa Gruppo San Vincenzo. Centro ascolto Caritas. Oratorio. Risorse umane: capacità di ascolto 50

53 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Assistenza a domicilio Compagnia e ascolto agli ospiti Comune di Candelo Su tutto il territorio Numero limitato di volontari Adozione degli anziani in difficoltà da parte di pensionati ancora attivi Maggiore sensibilizzazione da parte dell ASL Occhieppo Inferiore Troppa burocrazia Minori spese per i familiari Assistenza domiciliare Assistenza ed accompagnamento anziani Gaglianico Mancanza di personale Maggiore coinvolgimento e sensibilizzazione della popolazione Trasporti accompagnati, domiciliarità, assistenza familiare, socializzazione e partecipazione Informazione sui servizi socio-sanitari domiciliari Tutto il Consorzio I.R.I.S. Resistenze alla collaborazione con altre realtà di volontariato. Struttura burocratica degli EEPP rigida Sostegno economico alle famiglie con un anziano a domicilio. Maggior coordinamento tra i servizi sociali e sanitari Potenziamento del volontariato come tramite tra medico di famiglia e specialisti del settore Aiuto nella gestione del quotidiano e nel trasporto Pralungo, Andorno Micca, Miagliano, Tollegno Problematiche su tutto il territorio Mancanza di mezzi di trasporto e di personale Collaborazione proficua. Monitoraggio delle problematiche. Integrazione tra interventi istituzionali e solidarietà civile Servizio di trasporto per la fascia più anziana Ascolto e assistenza Sagliano, Miagliano Problematiche su tutto il territorio Carenza finanziaria Aumento di gruppi di volontariato 51

54 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Consultorio La Persona al Centro Consulenza, sostegno del singolo, delle coppie, delle famiglie (anche quelle adottive) Risorse strutturali: Biblioteca Don S.Rosso Risorse umane: personale qualificato Associazione Genitori Giromondo Cavaglià Associazione Famiglie S.Paolo Masarone Villaggio Sportivo Biella Promozione, cultura, educazione, istruzione, a genitori e figli Sociale, assistenziale, benefico con opere, manifestazioni sportive Volontari, soci iscritti Erogazioni del Comune. Sponsorizzazione di privati Autofinanziamento, sede propria Progetto Giovani Candelo Aggregazione giovanile, promozione sociale Genitori Insieme... Occhieppo Inferiore Ricreative, culturali, assistenza, formazione per genitori/ragazzi Ricavo da vendite e offerte Volontari Centro Aiuto alla Vita onlus Biella Sostegno morale e materiale alle madri e alle famiglie, promozione della Vita nascente Strutturali: 2 case di accoglienza in comodato. Oblazioni private, una parte dell 8 per mille, contributi di Enti e Fondazioni bancarie Volontari Associazione Piccolo Fiore Sostegno alla Cooperativa Domus Laetitiae. Sensibilizzazione al volontariato Soci volontari e soci ordinari Attività di sensibilizzazione sul territorio Associazione Italiana Assistenza Spastici Momenti di incontro e ricreativi con i ragazzi diversamente abili, genitori, volontari 52

55 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Stabilità interiore, sicurezza relazionale Problemi di coppia, di rapporto genitori /figli, mediazione familiare Provincia e fuori provincia di Biella. Regione Piemonte Scarse risorse economiche Gruppi di incontro per confrontarsi, maggiore consulenza alle persone Minor costo delle rette scolastiche, mensa scolastica, iniziative rivolte a bambini e ad adolescenti, adeguamento dei programmi scolastici Nuove iniziative per le famiglie, sensibilizzazione verso i minori Svago, aggregazione, concerti, luogo di ritrovo anche per gli anziani Assistenza ai ragazzi nel periodo estivo, pre/dopo scuola Cavaglià e comuni limitrofi Quartiere S.Paolo, Masarone,Vill.Sportivo Problematicità su tutto il territorio Mancanza di una sede Maggiori momenti di aggregazione Candelo Mancanza di risorse economiche, di un luogo, sfiducia da Professionalità, continuità delle azioni, luogo adatto Progetti e spazi per ragazzi e bambini, assistenza e supporto alle famiglie problematiche Su tutto il territorio Provincia di Biella Soprattutto nei paesi limitrofi a Biella parte degli adulti e conseguente mancato raggiungimento degli obiettivi Coinvolgimento maggiore delle famiglie Maggiore esperienza Coordinazione delle azioni, formazione di volontari, coinvolgimento degli adulti Assistenza ai ragazzi fuori orario scolastico, luoghi di ritrovo e luoghi per anziani Sensibilizzazione da Scarsa disponibilità parte del territorio e finanziaria. Difficoltà di relazione della popolazione. Comunicazione e ascolto con il corpo docente continuativo da parte delle istituzioni Sostegno alle famiglie, educazione alla genitorialità, lavoro stabile, struttura Aiuto economico, mediazione con i servizi sociali Biellese Su tutto il territorio Mancanza di sensibilità anche istituzionale Diminuire e velocizzare le burocrazie, maggiore coordinamento con associazioni Nuove povertà e disagio nei confronti della problematica dell handicap Supporto morale e materiale; promozione sociale Zona Valle Cervo Su tutto il territorio. Mancanza di coordinamento tra le varie associazioni di volontariato e con i servizi pubblici Maggiore lavoro di rete. Maggiore collaborazione tra pubblico e privato sociale. Responsabilizzare la persona nella propria crescita Mantenimento dei contatti con altre realtà che si occupano di handicap, ampliare i momenti ricreativi Biellese Su tutto il territorio Costanza ed impegno a costruire e migliorare i rapporti per cambiare i vecchi schemi 53

56 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse ANFFAS Biellese ONLUS Difesa dei diritti del disabile e delle loro famiglie. Attività di volontariato presso le strutture dell ANFFAS Soci volontari Associazione di volontariato Cottolengo sezione territoriale di Biella Aiutare nei reparti e nei laboratori per l assistenza agli ospiti Risorse finanziarie: offerte, quote associative dei soci Risorse umane: volontari VEDOVOCI associazione Genitori bambini sordi Corsi di lingua dei segni Assistenza alle famiglie. Aggregazione e attività ludiche. Attività di supporto collegate alla scuola di Cossato Contributi economici di enti pubblici per progetti specifici, tesseramento dei soci, ricavi da soci Volontari Polisportiva Handicap Biellese Attività sportive per persone disabili: allenamento e trasferte per gare Risorse finanziarie: sovvenzioni provinciali, di vari comuni biellesi. Tesseramenti, oblazioni da privati. Risorse umane: volontari Centro di Accoglienza L Arcobaleno (Banco di solidarietà) Distribuzione pacchi alimentari e di abbigliamento, coadiuvato da un centro di ascolto Donazione di privati, collaborazione con il banco alimentare Banco Alimentare Piemonte- Valle d Aosta Reperimento e distribuzione prodotti alimentari Risorse strutturali: magazzino, cella frigorifera, alimenti 54

57 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Coordinamento con i centri diurni durante il periodo estivo, accoglimento delle richieste di difficoltà dei famigliari per l assistenza del disabile Preoccupazione per il futuro nell ambito familiare Provincia di Biella Su tutta la provincia Età elevata dei soci Inserimenti in strutture anche per brevi periodi per poter abituare i ragazzi ad una nuova realtà Biella Piccola Casa della Divina Provvidenza Mancanza di personale qualificato all interno delle scuole, mancanza di personale segnante negli uffici pubblici Richieste soprattutto da parte delle scuole, mancanza di finanziamenti Biellese e zone limitrofe Problematiche su tutto il territorio Poca sensibilità verso l handicap sensoriale. Mancanza di una sede idonea Sensibilizzazione maggiore da parte delle istituzioni Informazione Trasporto degli atleti presso gli impianti sportivi Difficoltà di trovare lavoro Aiutare le persone ad indirizzare le richieste ai vari enti Biellese Specifiche zone periferiche, piccoli paesi delle aree pedemontane del comprensorio IRIS e CISSABO Biella Quartiere Villaggio Lamarmora Solo sul quartiere in questione Reperimento dei contributi economici per le attività Difficoltà burocratiche e fiscali da parte dei negozi che vorrebbero offrire merci Trasporto gratuito Sensibilizzazione maggiore verso i problemi sociali da parte delle forze politiche e delle istituzioni locali Reinserimento lavorativo Provincia di Biella Mancanza di un mezzo di trasporto Consegna a domicilio, maggiori generi alimentari Su tutta la provincia per prodotti Collaborazione con le strutture pubbliche 55

58 Denominazione ente/associazione/organizzazione A.F.T.E.D. Associazione Famiglie Tossicodipendenti e disadattati Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Ascolto accoglienza di persone con problemi di tossicodipendenza. Gestione di gruppi di auto mutuo aiuto per le famiglie in grave disagio. Prevenzione ed informazione sul territorio Risorse Risorse strutturali. Collegamenti con il Ser.T. di Biella e di Cossato Risorse umane: personale qualificato con esperienza Consulta Volontariato Città di Biella Promozione della cultura del volontariato Risorse offerte dall Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Biella Associazione di volontariato La Rete Gestione del Centro pronta e Prima accoglienza E. Borri. Mensa Il pane quotidiano Biella. Accompagnamento e sostegno per ricercare casa e lavoro. Sostegno economico Concessione amministrativa da parte dei consorzi IRIS e CISSABO. Donazioni da parte di Enti, da Caritas italiana, raccolte fondi Risorse umane: volontari L Alveare onlus. Volontariato Valle Elvo Assistenza ad anziani, minori, famiglie. Banco alimentare e vestiario, sussidi ortopedici, organizzazione gite. Emergenze,trasporti, centro di ascolto Convenzioni con Enti pubblici e privati Soci volontari Cittadinanzattiva Regione Piemonte onlus Tutela dei diritti del cittadino. Tutela del consumatore. Promozioni delle tutele collettive nei servizi Donazioni a parte di privati cittadini Risorse strutturali: organizzazione a livello nazionale, a disposizione un sito web Per Contare di Più Suma Chi onlus Supporto a parenti di pazienti psicotici Accoglienza in struttura di donne straniere vittime di tratta. Iniziative di sensibilizzazione sul territorio Risorse umane: volontari ed i parenti stessi Struttura in comodato assegnata dal Comune di Cossato Sei volontari attivi motivati Associazione Famiglie Il Cammino Sostegno per disagi in generale, attraverso gruppi di auto mutuo aiuto. Colloqui individuali Sede propria. Il Ser.T. Tre volontari attivi, incontri mensili 56

59 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Trovare solidarietà, riferimenti forti Ascolto telefonico, informazioni, offerte di servizi a pagamento, richieste di un giovane per aiutare un coetaneo Biella e zone limitrofe a cui fa capo l ASL Soprattutto quartieri periferici e vallate Difficoltà di raggiungere gli utenti nascosti e di entrare in contatto con i soggetti a rischio e con le famiglie Osservatorio efficiente per rilevare i bisogni. Informazione, educazione, protocolli d intesa tra pubblico e privato Nuove povertà, famiglie con disabili a carico Volontariato attivo per le fasce più deboli della popolazione Provincia di Biella Sul territorio provinciale La poca coordinazione tra le varie associazioni Maggiore integrazione fra mondo del volontariato e servizi publici Lavoro, abitazione, sostegno economico e alimentare Ricovero notturno All interno del Comune di Biella Risorse economiche limitate. Lenta burocrazia Valutazione attenta delle problematiche e ricerca di soluzioni. Potenziare la collaborazione e le sinergie con l Ente pubblico Difficoltà: economiche, di dialogo familiare, di gestione di anziani e malati mentali Lavoro, banco alimentare, pagamenti, svolgimento di pratiche, sostegno. Posti di lavoro, prevenzione in campo di salute, rispetto dei diritti del cittadino, maggior controllo dei prezzi Controllo dei prezzi e delle tariffe Comprensione, supporto Intervento presso il D.S.M. per aiuto ai pazienti e familiari Informazione per le vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale Informazione Ascolto, la comunicazione, i rapporti umani La risoluzione del problema in modo immediato Mongrando Problematiche maggiori nei paesi più piccoli, più poveri, con più immigrati Provincia di Biella ASL 12, D.S.M. di Biella e Cossato Su tutto il territorio Cossato (struttura di accoglienza) e provincia di Biella (sensibilizzazione) Problematiche distribuite in modo uniforme su tutto il territorio Provinciale Problematiche distribuite in modo uniforme Lenta burocrazia. Scarsità di locali /magazzino Mancanza di una sede propria. Mancanza di iscrizione al volontariato provinciale Mancanza di fondi Mancanza di volontari Mancanza di volontari e formazione/aggiornamenti Incontri per gruppi di sostegno Controlli e pene più severe. Maggior sensibilizzazione da parte di utenti/consumatori e tra enti/organizzazioni Maggiore supporto ai familiari Eliminare gli ostacoli amministrativi al reinserimento sociale e lavorativo. Finanziamenti statali per progetti di accoglienza Maggiore sensibilizzazione e prevenzione 57

60 Denominazione ente/associazione/organizzazione A.B.V. Associazione Biellese di volontariato Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Promozione della salute, miglioramento della qualità della vita e delle relazioni tra i cittadini Risorse Contributi occasionali di privati Associazione culturale Mosaico Sportello accoglienza; sportello informazione e accompagnamento Risorse umane ANFAA Associazione Nazionale Famiglie Adottive e Affidatarie Sensibilizzazione, informazione, formazione per affidamento e adozione. Collaborazione nella definizione delle normative per la tutela e il sostegno dell infanzia abbandonata Sede attrezzata. Collaborazione in rete. Coordinamento internazionale Volontari Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Civili - sede di Biella Tutela dei diritti agli invalidi. Consulenza. Avvio alle pratiche per riconoscimento invalidità e ricorsi. Partecipazione alla commissione tripartita per l avviamento al lavoro degli invalidi Quote associative e contributi da parte di alcuni Enti Servizi di consulenza efficiente Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro- sede di Biella Assistenza legale e materiale della categoria. Tutela del diritto al lavoro. Attività di studio, indagine, promozione e sviluppo su problemi previdenziali Convenzioni per questioni medico-legali Personale qualificato e volontari motivati 58

61 Bisogni emergenti Richieste frequenti Solitudine, abbandono, povertà e malattia Richieste di trasporti, accompagnamento per necessità primarie, assistenza presso reparti ospedalieri Lavoro, casa, ascolto, integrazione sociale, sensibilizzazione da parte degli operatori Ascolto e sostegno in ogni sua forma Diffusione territoriale Provincia di Biella Problematiche uniformi su tutto il territorio Provincia di Biella Criticità Mancanza di volontari; costi per assicurazioni e per il rimborso spese ai soci per chilometri percorsi Scarse risorse finanziarie poca sensibilizzazione degli operatori e delle autorità. Mancanza di una rete adeguata tra i servizi Ipotesi miglioramento Corsi di formazione per volontari. Aumentare il numero di veicoli a disposizione per i trasporti Aumentare la collaborazione tra terzo settore ed enti pubblici. Progetti strutturati Eccessiva solitudine dei nuclei familiari, mancanza di sostegni a scuola, scarsità di investimenti nel sociale e nell educazione, molte famiglie monoparentali Maggiori chiarimenti sulla normativa, sostegno alle coppie in attesa di adozione/affidamento, sostegno alle madri naturali Nazionale, Provincia di Biella Su tutto il territorio Carenza volontari, scarse risorse economiche Coordinamento, progettazione con servizi pubblici, privati, associazionismo. Potenziamento degli investimenti Mancanza di supporto per assistenza accompagnamento e gestione della quotidianità per anziani Mancato avvio di persone, anche se disabili, in condizione di svolgere il lavoro. Provincia di Biella Su tutto il territorio. Limitato sostegno finanziario. Aspetti burocratici degli Enti e delle Istituzioni della categoria Enti ed Istituzioni preposte più efficaci ed efficienti Informazione e assistenza, ricerca di lavoro, equità nelle erogazioni delle pensioni e delle rendite da parte dell INPS e dell INAIL, assistenza per i più anziani Tutela medico-legale per infortuni, richieste di lavoro Provincia di Biella Su tutto il territorio provinciale Scarse risorse finanziarie, personale e volontari Collaborazione con gli enti locali e con il centro per l impiego. 59

62 Denominazione ente/associazione/organizzazione Associazione italiana Sclerosi multipla Sez. di Biella Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Trasporto con mezzi attrezzati. Psicoterapia Fisioterapia Attività di socializzazione. Supporto nella compilazione di pratiche sociali. Telefono amico Risorse Sede con segreteria. Sala per incontri e terapie. Tre mezzi attrezzati. Attrezzature per fisioterapie Volontariato Ente Nazionale Sordomuti Tutela e protezione degli interessi morali, civili, economici dei sordi. Promozione di attività per facilitare l integrazione sociale Tesseramento dei soci. Contributi da istituzioni locali Associazione Italiana Laringectomizzati Riabilitazione e recupero della parola Tesseramento annuale dei soci Volontari Offerte dei fedeli e erogazioni Parrocchia di N.S. d Oropa al Villaggio Lamarmora Evangelizzazione e promozione umana Parrocchia San Lorenzo Andorno Oratorio quotidiano, centro estivo, assistenza ai poveri Offerte parrocchiali Parrocchia S. Bernardo delle Alpi Barazzetto, Vandorno, Oremo Pastorali e di ascolto Collegamento con il gruppo di volontariato vincenziano. Banco alimentare. Offerte parrocchiali Collegamento con ambulatorio infermieristico Don Monti Parrocchia di Santa Maria Assunta di Netro Azione pastorale, sociale. Il parroco è membro di diritto nella Casa per Anziani Simonetti Risorse umane: mamme volontarie 60

63 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Maggior efficienza del Servizio Sanitario Nazionale; maggior assistenza da parte degli organi preposti Assistenza psicologica sia per utenti che per le famiglie; trasporto per visite mediche Biella e Provincia Problematiche presenti sul nostro territorio. Rapporti con le istituzioni Sanitarie Maggior coordinamento tra le varie associazioni. Coordinamento con IRIS e CISSABO Servizio di interpretariato Servizio di interpretariato Tutto il Biellese a livello provinciale; tutta l Italia a livello nazionale In modo uniforme su tutto il territorio biellese Indifferenza da parte delle Istituzioni, taglio dei fondi Ripristinare il servizio di interpretariato Su tutto il territorio biellese Incomprensione e disinteresse della popolazione Aumento delle risorse economiche Maggiore presa di coscienza per non ridurre tutto a problemi economici Maggiori aiuti economici Villaggio Lamarmora Vicinanze scuole medie e zona mercato di Biella Scarsità di risorse umane, di mezzi, complessità dei problemi posti Reprimere le devianze. Attivare una equipe di educatori di strada. Preparare i giovani con la scuola dell obbligo Assistenza ai ragazzi, minor costo per praticare lo sport Assistenza ai ragazzi, minor costo per praticare lo sport Andorno Uniforme, soprattutto per extracomunitari Scarse risorse economiche Maggiori aiuti economici dall Ente pubblico Solitudine, difficili rapporti di coppia, problemi psicologici Ricerca di lavoro, aiuto economico, casa, assistenza necessità di cure infermieristiche Isolamento degli anziani Maggiore coinvolgimento, ascolto, animazione per i ragazzi Barazzetto, Vandorno, Oremo Per gli anziani maggiormente al Barazzetto Netro Problematiche su tutta la zona soprattutto nelle frazioni più lontane dal centro Scarsa collaborazione Miglioramento del servizio pubblico sanitario; maggiore sostegno spirituale ed educativo Aumentare il numero degli assistenti domiciliari sul territorio, di volontari e di animatori 61

64 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Progetto Donna Più Servizi socio-assistenziali-educativi per minori, famiglie, donne e pari opportunità e imprenditorialità Risorse strutturali Competenze specifiche specialistiche riferite ai servizi erogati Cooperativa Animazione Valdocco Progettazione e gestione di servizi educativi, animativi e assistenziali Risorse strutturali: sede di via Orfanotrofio 15/a Biella Risorse umane: soci lavoratori Cooperativa Pietra Alta Servizi Progettazione e gestione di servizi educativi, animativi e assistenziali Risorse strutturali: sede di via Belletti Bona Risorse umane: interventi professionali Dopo di Noi Studio, progettazione, attuazione di progetti di autonomia possibile per disabili adulti. Struttura. Volontari. Empatia Cooperativa Tantintenti ONLUS Area handicap: appalto biennale assistenza domiciliare Consorzio CASA Gattinara; progetto Autonomia Possibile in collaborazione con A.gen.Da.; progetto di supporto e mediazione relazionale per alunni disabili scuola Gromo Cridis; comunità alloggio, Gruppo appartamento, Tregua Sollievo Casa Lions Biella. Area minori: Centri estivi e pre-post scuola Cossato; Centro estivo Chiavazza; Centri di aggregazione Chiavazza e Villaggio Lamarmora; Spazio Aperto Cossato. Educazione ambientale. Formazione Struttura residenziale, personale qualificato adest/oss, equipe per le attività di animazione, gestione di centri estivi e di centri di aggregazione. Relazioni significative per confronto e cooperazione con privati e pubblico Risorse materiali proprie 62

65 Bisogni emergenti Richieste frequenti Lavoro stabile, aiuto nella risoluzione di conflitti familiari, supporto alla creazione di impresa, aumento della povertà della popolazione Partecipazione a progetti rivolti a minori, donne, famiglie, consulenze sulla creazione di impresa, reinserimento delle donne nel mercato del lavoro Servizi per la prevenzione del disagio adolescenziale; servizi professionali alternativi alle famiglie di origine di minori; sostegno per gli immigrati ed informazione Maggiori servizi differenziati rivolti al disagio; maggiore collaborazione con gli Enti locali Prevenzione del disagio adolescenziale; servizi professionali alternativi per le famiglie di origine Più vasta gamma di servizi rivolti al disagio; collaborazione nella progettazione e gestione dei servizi Diffusione territoriale Provincia di Biella e di Vercelli Provincia di Biella Su tutto il territorio Provincia di Biella Su tutto il territorio Criticità Formazione universitaria troppo generica. Ritardo dei pagamenti da parte degli enti locali Incertezza di risorse per la progettazione e gestione dei servizi Scarsità di risorse per la progettazione e gestione dei servizi a causa della ridefinizione delle politiche di welfare Ipotesi miglioramento Attuazione dei Piani di zona Istituzione e/o potenziamento dei servizi rivolti alla prevenzione del disagio; promozione dell integrazione sociale sul territorio; momenti di confronto formali con le istituzioni locali Istituzione e/o potenziamento dei servizi rivolti alla prevenzione del disagio Ansia per il futuro dei propri figli; desiderio di un ambiente di tipo familiare; possibilità di vivere con coetanei. Lavoro ed occupazione per integrare maggiormente. Provincia di Biella Su tutto il territorio e per ogni famiglia con a carico un disabile. Proposte percepite dai genitori come sperimentali e che quindi offrono minori sicurezze. Maggior partecipazione genitoriale per la progettazione di percorsi di autonomia del proprio figlio. Rimessa in discussione dell organizzazione attuale. Maggiore offerta di servizi nell ambito della disabilità. Supporto, accompagnamento, sostegno e cura per area minori e famiglie Cura degli aspetti relazionali, qualità della proposta e fiducia nell organizzazione e nel personale Provincia di Biella Sul territorio della provincia. Per quanto riguarda l area handicap difficoltà maggiori per le famiglie residenti nelle aree collinari/montane e nelle valli Recente costituzione dell organizzazione. Scarsa propensione della pubblica amministrazione a concepire la cooperazione sociale come un investimento a lungo termine. Costruzione di politiche di Welfare nelle aree disabili e minori. 63

66 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Cooperativa Sociale Domus Laetitiae Attività residenziale in 2 nuclei RAF e in un nucleo RSA a rilievo sanitario. Attività di residenzialità temporanea ed emergenza. Attività ambulatoriale di riabilitazione, psicomotricità, logopedia, idroterapia, ippoterapia. Attività di diagnostica e sperimentazione dell intervento sull autismo. Centro diurno a rilievo sanitario. Inserimenti lavorativi. Attività di domiciliarità e di educativa sul territorio, del tempo libero con pratica sportiva e di animazione serale. Operatori qualificati. Ricerca e progettazione interne. Nuovi posti residenziali presso la comunità gestita da Tantintenti. Disponibilità con risorse proprie per i bisogni del territorio Finanziamenti da parte di fondazioni Corporate, CRB, CRT. Finanziamento del 50% per la costruzione di un centro diurno socio-riabilitativo. Cooperativa Sociale Integrazione Biellese p.a. a marchio Anffas Due Comunità alloggio. Un gruppo appartamento. Laboratori artistici; tecnico-espressivi. Attività sportive, pre-lavorative, agricole. Lavoro di equipe interdisciplinare, interventi mirati alla persona e diversificati Società cooperativa sociale La Coccinella Progettazione, gestione di attività educative, assistenziali, riabilitative, in ambito di dipendenze, minori, disabili, psichici, anziani Risorse economiche provenienti dal lavoro svolto e dalle leggi di finanziamento di settore Eurotrend Assistenza Cooperativa Sociale Servizi socio-assistenziali ad anziani, minori, disabili. Servizi di ristorazione, pulizia, lavanderia Amica Assistenza di Iezzi Annamaria Servizi socio-assistenziali, pulizie civili ed industriali 64

67 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Mappatura del territorio per maggiore e migliore informazione dei servizi presenti; gestione del dopo scuola che interrompe il percorso di inclusione sociale; revisione delle politiche del lavoro; percezione di isolamento sociale da parte delle famiglie Interventi di emergenza, servizi flessibili, supporto alle famiglie Provincia di Biella, Piemonte, Valle d Aosta Su tutto il territorio con maggiore concentrazione del territorio del CISSABO Difficoltà di collaborazione con la rete territoriale. Scarsa integrazione socio-sasnitaria. Limiti da parte della legislazione per inserimenti lavorativi. Tempi lunghi di pagamento delle Pubbliche Amministrazioni. Resistenza al cambiamento da parte della struttura Alleanza territoriale. Aumento di risorse Servizi sociali e socio-sanitari efficienti e sicuri; procedure per l accesso più veloci e chiare Supporto alla famiglia, sicurezza per il dopo di noi, supporto economico, garanzie dei servizi, interventi semiresidenziali attivi per i giovani, posti di lavoro reali per i disabili. Biellese Il Dopo di noi è una richiesta generale. Le altre sono riferite ai territori di periferia. Lenta burocrazia e carenza di risorse per l attivazione dei turn-over. Attenta gestione delle risorse. Attenta programmazione e pianificazione Risorse economiche per cura, sostegno, sostituzione del nucleo Sostegno e domiciliarità Consorzi IRIS e CISSABO Uniforme ma soprattutto nelle zone montane Scarse risorse economiche Concertazione, integrazione delle diverse offerte, progettualità condivisa Dare e fare servizi nella domiciliarità Servizi socio-assistenziali domiciliari, sostituzioni ferie, malattie, infortuni di adest/oss in casa di riposo Piemonte, Lombardia, Valle d Aosta, Umbria, Emilia Mancanza di presa Romagna, Calabria in considerazione da parte degli organismi Biellese, Vercellese, Novarese biellesi Lavorare in raggruppamento di impresa o consorzi Provincia di Biella Su tutto il territorio Concorrenza sleale degli extracomunitari ed il problema dei lavoratori autonomi Maggiori informazioni sui servizi disponibili. Sensibilizzazione maggiore da parte delle istituzioni 65

68 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Rete CGM e Consortile Maria Cecilia Cooperativa Sociale Inserimenti lavorativi, animazione sociale, assistenza, promozione del commercio equosolidale e del consumo critico Operatori qualificati. Collaborazione con i servizi del territorio Privatassistenza Aura Cooperativa Sociale Assistenza a malati, anziani, disabili, gestione delle strutture Rete nazionale con tutte le figure professionali nel settore socio-assistenziale Cooperativa di Solidarietà Sociale La Famiglia Servizi socio-assistenziali di territorio, servizi educativi, servizi all infanzia, reperimento personale per sostituzioni casa di riposo e presso privati Appoggio e fiducia delle amministrazioni Personale qualificato, conoscenza del territorio, bassissimo indice di turn over Cooperativa Sociale L Orso Blu - Cooperativa Sociale Sirio 93 Onlus- Cooperativa Sociale G.Atallah Onlus Gestione di servizi di pulizie, giardinaggio, raccolta differenziata, ristorazione, facchinaggio ed altri servizi per l integrazione lavorativa di persone svantaggiate Accesso ai benefici della legge 381/91 Professionalità e mezzi per la gestione dei servizi della cooperativa; orientamento imprenditoriale Anteo Cooperativa Sociale Onlus Progettazione, gestione e coordinamento dei servizi di assistenza alla persona nei diversi settori (sanitario, educativo, socioriabilitativo etc.) Certificazione ISO Personale qualificato per la progettazione e la gestione nei servizi alla persona, uno staff direzionale. Contatto diretto con le esigenze della popolazione Società Cooperativa Sociale Mosaico Mediazione interculturale, linguistica nelle scuole, in carcere, questura, ASL 12, consulenza centro per l impiego Risorse umane: mediatori culturali 66

69 Bisogni emergenti Richieste frequenti Orientamento e accompagnamento al lavoro, maggiore informazione e coordinamento tra i vari servizi Copartecipare, coinvestire, promozione di culture alternative Diffusione territoriale Biellese Su tutto il territorio biellese Criticità Difficoltà a reperire fondi da investire in servizi, e fare investimenti, limiti organizzativi Ipotesi miglioramento Strategie per la promozione della cultura della responsabilità e definizione dei ruoli Maggior assistenza Tutta la provincia di Biella Normative vigenti inadatte, concorrenza sleale da parte delle badanti Assistenza domiciliare o in struttura, partecipazione ad appalti Comune su tutto il territorio Intervento pubblico per programmare e razionalizzare il settore Occupazioni alternative Servizi all infanzia, assistenza privata e personale Provincia di Biella e zone limitrofe Soprattutto nelle zone isolate come quelle montane Scarsità di fondi e di risorse economiche. Mercato spesso deregolamentato Regolamentazione dei settori operativi del terzo settore Sicurezza lavorativa Lavoro Provincia di Biella e di Vercelli Alto livello di concorrenza; capacità finanziaria limitata Costruzione di reti di imprese, proposte formative, riqualificazione dell economia locale Possibilità lavorative; bisogni primari soprattutto per extracomunitari; assistenza qualificata a domicilio; relazioni sociali significative Lavoro, casa, assistenza individualizzata a domicilio Provincia di Biella, Vercelli, Torino, Alessandria, Milano, Pavia Problematiche intensificate negli agglomerati urbani Difficoltà di un coordinamento organico tra gli enti coinvolti nella realizzazione dei servizi, limitazione delle risorse Modelli di coordinamento tra gli enti; rete integrata di servizi; gestione diretta dei servizi Mancanza di lavoro, di posti di accoglienza, di luoghi di aggregazione Lavoro, corsi di alfabetizzazione, supporto linguistico, economico, corsi di formazione professionali, mediazioni con gli enti Biellese Su tutto il territorio Risorse economiche limitate, mancanza di servizi per problematiche complesse Maggiori finanziamenti, supporto da parte degli enti, maggior ascolto alle persone, creazione di posti di lavoro 67

70 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Asilo Nido Comunale di Gaglianico Servizio educativo e assistenziale per bambini da 6 mesi a 3 anni Risorse umane: personale qualificato Asilo Nido Comunale di Occhieppo Inferiore Servizio socio-educativo per bambini da 6 mesi a 3 anni Risorse umane: personale qualificato Comune di Biella Settore Istruzione Asilo Nido Spazio Bimbi Cavaglià Baby parking Il Campanellino Biella Baby parking La culla con le ali Borriana Socio educativa a bambini da 0-3 anni Assistenza ai bambini da 12 a 36 mesi Servizio di baby parking Servizio di baby parking Risorse strutturali ( diverse sedi) Personale qualificato Contributo comunale Collaborazione con i servizi socio-assistenziali. Orari flessibili Risorse strutturali Risorse umane: personale qualificato; formazione continua Risorse strutturali Personale qualificato, formazione continua Palabimbo SNC Biella Asilo nido e baby parking Risorse strutturali Personale specializzato per attività integrative Asilo nido privato Bimbilandia Biella Asilo nido Risorse strutturali: materiale ludico Risorse umane: personale qualificato; corsi di aggiornamento bimestrali Società Il Girotondo Biella Asilo privato e baby-parking Pagamenti delle rette 68

71 Bisogni emergenti Richieste frequenti Maggiore comunicazione con le famiglie, riduzione delle rette, maggiore integrazione sociale per gli extracomunitari Flessibilità degli orari,rapporti comunicativi con le famiglie Diffusione territoriale Comune di Gaglianico, Cerrione, Sandigliano Criticità Ipotesi miglioramento Maggiori investimenti Gruppo di lavoro pubblici nel sociale. instabile, personale Semplificazioni burocratiche. Maggiori ausiliario insufficiente, lista d attesa informazioni sui servizi. Formazione del lunga. Rigidità dell orario personale Servizi più diffusi nel territorio, più accessibili economicamente, supporto ai genitori, personale adeguato alle esigenze Flessibilità negli orari, sostegno alla educazione dei bambini Occhieppo Inferiore, Camburzano Scarso investimento nel servizio e poca valorizzazione del personale soprattutto in passato Maggiori finanziamenti economici, maggiore raccordo tra i servizi, favorire le convenzioni e le gestioni associate dei servizi Maggior offerta formativa Flessibilità degli orari, minor costo per gli utenti Comune di Biella Su tutto il territorio Rigidità strutturale Servizi alternativi Comune di Cavaglià Richieste di lavoro Flessibilità di orario, richieste di assunzione Domande di assunzione Flessibilità di orario Biella Problematiche su tutto il territorio Borriana Uniforme su tutto il territorio Scarsità di finanziamenti Ristrettezza di finanziamenti che limita la formazione Concertazione tra pubblico e privato Concertazione tra pubblico e privato Posti di lavoro, sostegno alle famiglie, omogeneità e coordinamento dei servizi soprattutto tra pubblico e privato Personalizzazione del servizio per le esigenze individuali Partecipazione alle attività da parte dei genitori Coinvolgimento Biella Problematiche distribuite in modo omogeneo nella città di Biella Biella Problematiche su tutto il territorio Mancanza di sovvenzioni e alti costi di gestione. Necessità di personale per un numero ristretto di bambini Mancanza di fondi e spese elevate Aiuti economici comunali e regionali Dibattiti e conferenze per operatori e per genitori Flessibilità degli orari, aiuti economici o agevolazioni per sostenere le rette Flessibilità di orario del personale Biella e paesi limitrofi Problematiche su tutto il territorio Costi elevati per il personale. Difficoltà a seguire corsi formativi fuori zona. Limitazione legislativa Costi minori per l assunzione del personale 69

72 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Il Nido di M.Luisa Boffo Biella Asilo Nido Comunale di Candelo Almo Manione Assistenza ed educazione prima infanzia Custodia dei bambini e sviluppo sotto il profilo somatico, intellettuale, sociale affettivo Risorse strutturali Personale qualificato. Flessibilità di orari Risorse economiche del bilancio comunale. Risorse strutturali Personale qualificato Casa di Riposo Domus Tua onlus Assistenza ad anziani. Posti RAF, RA, Alzheimer, diurnato Strutturali Umane Casa per Anziani Simonetti Assistenza ad anziani auto e non sufficienti Umane: personale qualificato, volontari Convenzione con il Comune di Biella Casa di giorno onlus Gestione del Centro Diurno Integrato per Anziani Personale qualificato Residenza per anziani Città del Sole Assistenza ad anziani non autosufficienti in struttura Risorse strutturali 70

73 Bisogni emergenti Richieste frequenti Diffusione territoriale Criticità Ipotesi miglioramento Spazi di incontro genitori/educatori, e genitori/genitori Maggior coinvolgimento delle famiglie Biella e aree limitrofe Su tutto il territorio Rigidità normativa. Troppe spese di gestione Maggiore flessibilità da parte di enti pubblici ed istituzioni Problemi di varia natura nell ambito familiare Maggiore flessibilità negli orari Comune di Candelo Problematiche su tutto il territorio Scarse risorse finanziarie Maggiore interazione con il territorio Ambulatorio infermieristico. Luogo di ritrovo vigilato per anziani soli Personale medico, letti di sollievo per post degenza. Orari più flessibili per diurnato Tollegno Problematiche per strutture non convenzionate Fattori economici ed ambientali (difficoltà di accesso) Maggiore disponibilità economica Difficoltà degli anziani nella gestione del quotidiano Convenzione con ente pubblico. Richieste di posti per degenze definitive, convalescenze, post degenze sollievo, convenzionati Valle Elvo Ristrutturazione della casa. Potenziamento dell assistenza domiciliare. Richiesta delle persone di mantenere a casa l anziano. Supporto psicologico ai familiari Comune di Biella Problematica su tutto il territorio, maggiormente sentito in città Scarsa conoscenza del servizio da parte della popolazione e della rete dei servizi presenti. Scarsa cultura della domiciliarità da parte delle istituzioni Aumento dei centri diurni integrati Servizi a domicilio, ampliamento posti letto in convenzione, ricoveri temporanei Richieste di ricovero anche temporaneo, di camere singole. Biellese- Basso Biellese- Vercellese Carenza di personale di assistenza qualificato e infermieristico. Scarsi rapporti con i servizi di territorio. Liste di attesa lunghe Aumento di posti letto, stanziamento di fondi regionali. Integrazione dei servizi presenti sul territorio tra pubblico e privato 71

74 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Centro Socio Sanitario Polivalente Istituto Belletti Bona Servizi residenziali: RSA, RAF, RA, RAA, temporanei. Servizio socio-assistenziale, infermieristico, medico, psicologico, animazione, religioso, riabilitazione. Pensionato Maria Poma Guagno Il cenacolo Pensionato per signore anziane autosufficienti Rette degli ospiti Risorse strutturali O.A.S.I. Opera Assistenza SS. Immacolata onlus Assistenza socio-sanitaria di persone auto/non sufficienti Risorse strutturali Qualità del servizio Casa di Riposo di Graglia/Muzzano onlus Assistenza agli anziani Rette, oblazioni, quote associative Gestione diretta da parte degli amministratori e soci fondatori. Azienda Speciale Servizi Socio Assistenziali Pensionato per Anziani Casa del Sorriso Assistenza residenziale ad anziani autosufficienti e non Rette degli ospiti, convenzione con l ASL 12, contributi da parte di enti e di privati Risorse umane Opera Pia A. E. Cerino Zegna onlus Servizi assistenziali, alberghieri, riabilitativi, sanitari, socializzanti, di tipo residenziale e semi, per persone parzialmente e non autosufficienti Risorse strutturali Risorse umane Associazione Soggiorno Anziani Favaro onlus Assistenza morale e materiale di persone anziane anche non autosufficienti Quote mensili degli ospiti, offerte e donazioni Risorse umane: personale qualificato San Marco Hotel Il Sole Assistenziale, di animazione e di intrattenimento Risorse strutturali Risorse umane: operatori qualificati 72

75 Bisogni emergenti Richieste frequenti Promozione della permanenza nel proprio domicilio con sostegno alle famiglie attraverso una equipe di professionisti. Rapporto 1 a 1 con il paziente, continuità dell assistenza anche dopo la degenza. Diffusione territoriale Biellese occidentale Problematiche a livello nazionale, soprattutto al nord Criticità Carenza economica Ipotesi miglioramento Favorire la permanenza a domicilio. Apertura al territorio dei servizi di riabilitazione e di animazione Poca disponibilità di denaro nelle famiglie Rette non troppo elevate Biellese Problematiche su tutto il territorio Troppe regolamentazioni e obblighi Aumento di richieste per accoglienza definitivo e a tempo parziale in diurnato integrato Ampliamento del servizio dell ambulatorio pubblico ospitato in struttura Provincia di Biella soprattutto Rione di Chiavazza Su tutto il territorio provinciale Mancanza di fondi di finanziamento pubblico Incremento dei posti letto convenzionati, coordinamento con le strutture pubbliche per interventi sul territorio Pasti a domicilio, gestione del quotidiano Maggior tempo da dedicare alle persone Graglia, Muzzano e zone limitrofe Su tutto il territorio Limitate risorse finanziarie Riconoscimento del grado di invalidità agli anziani non autosufficienti Aumento di richiesta di residenzialità per persone non autosufficienti; assistenza diurna Ricovero per improvvisa perdita dell autosufficienza Andorno Micca e zone limitrofe Problematica generalizzata Elevato costo del personale Potenziamento dell intervento a domicilio Difficoltà economiche per mancanza di lavoro, invecchiamento della popolazione con conseguenti nuove patologie Flessibilità dei servizi offerti (ambulatoriali, domiciliari), ospitalità temporanea Posti in struttura, costi elevati, possibilità di inserire le famiglie vicino alla propria unità abitativa Maggiore assistenza medico-specialistica Provincia di Biella Su tutto il territorio della provincia di Biella Nazionale Problematiche su tutto il territorio Elevato costo del personale e delle attrezzature per la struttura. Riduzione degli interventi degli enti locali soprattutto sanità Spazio limitato. Spese generali elevate Pianificazione dei servizi sul territorio. Aumento delle risorse messe a disposizione dall ASL e dagli Enti Locali Maggiori disponibilità finanziarie da parte della sanità pubblica Maggiori posti convenzionati Continuità assistenziale a domicilio con personale fornito dalla struttura stessa Pollone Problematiche per la zona di Pollone Mancanza di accreditamento alla RAA. Mancanza di corsi di formazione per il personale compatibilmente all orario di lavoro Maggiori risorse finanziarie 73

76 Denominazione ente/associazione/organizzazione Settore competenza (quale attività, in favore di chi) Risorse Fondazione Opera Assistenza Infermi G.e P.G. Frassati onlus Assistenza ad anziani parzialmente non autosufficienti Rette degli ospiti, offerte da privati, finanziamenti da Enti Casa Ospitaliera N.S. d Oropa Casa di riposo con posti RA e RAF Risorse strutturali. Convenzione con l ASL 12 Infermeria Cesare Vercellone. Casa di Riposo Accoglienza, ospitalità di anziani auto/ semi/non auto-sufficienti. Servizio mensa per adulti in difficoltà Strutturali Umane: operatori professionisti, volontari, animatori, assistenza spirituale Cooperativa Servizi Sociali Vandorno Assistenza ad anziani, attività socioculturale, ricreativa per i soci Risorse strutturali: residenziale per anziani; centro di incontro per manifestazioni Cooperativa Sociale di Sandigliano A.R.L. onlus Assistenza socio-sanitaria, diurna, preparazione pasti per consegna a domicilio Rette degli ospiti, quote dei pranzi a domicilio, affitto mini alloggi, offerte. Piccola Casa della Divina Provvidenza Cottolengo Assistenza alberghiera, sanitaria, riabilitativa, occupazionale a disabili adulti e ad anziani Posti in struttura RAF e RA 74

77 Bisogni emergenti Richieste frequenti Difficoltà economiche delle famiglie, richiesta di ricovero di sollievo e di riabilitazione, assistenza domiciliare, maggiore informazione sui servizi offerti Ricoveri di persone affette da morbo di Alzheimer, post degenza, in convenzione Diffusione territoriale Comune di Pollone, C.M.Valle Elvo In tutto il territorio Criticità Mancanza di fondi, assenza del Comune, competizione con l altra struttura locale Ipotesi miglioramento Maggiore specializzazione delle strutture, maggior coinvolgimento e supporto da parte del servizio sanitario Lunghe liste d attesa Sordevolo Pochi posti letto in convenzione con Richieste di ricovero di non autosufficienti, in prevalenza donne Problematiche su tutto il l ASL territorio Ampliare il numero di ospiti convenzionati sul territorio biellese Difficoltà economiche Territorio Biellese e non Aumento di posti in convenzione. Inserimenti definitivi e temporanei Problematiche su tutto il territorio Potenziamento dell assistenza domiciliare Servizi di appoggio per gli anziani, centro di incontro, residenzialità provvisoria Biella Problematiche su tutto il territorio Burocrazia legislativa Maggiori risorse economiche Aumento di richieste di posti disponibili Richieste di ricovero Comune di Sandigliano Su tutto il territorio Ampliamento stabile dello Richiesta di ricovero di persone dimesse dall ospedale e di anziani non autosufficienti In modo uniforme Diminuzione del personale religioso. Potenziamento di posti per la lungo degenza e la riabilitazione 75

78 1.2.3 Analisi dell offerta relativa ai servizi socio assistenziali Il tavolo Tecnico dei Servizi ha rilevato e analizzato la tipologia dei Servizi socio-assistenziali presenti sul territorio, evidenziando i punti di forza e i nodi critici del sistema di offerta e ha formulato alcune proposte di miglioramento. A) Fotografia relativa alla tipologia di servizi offerti: AREA ANZIANI Tipo di Servizio 1 Consorzio IRIS C.M. Valle Cervo la Bursch Sportello informativo Filo d Arianna X Telesoccorso e Telecontrollo X Sostegno telefonico Servizio sociale professionale X X Ass. domiciliare SAD X X ADI X X Mensa del pensionato X Pasti a domicilio X X Lavanderia X Trasporti (volontari) X Consegna farmaci a domicilio X Agenzia Solidale per lavoro domestico X Centro Diurno X Inserimenti in presidi residenziali/ semiresidenziali/ post degenze (comprese integrazioni rette) Istruttorie per incapaci nei rapporti con l Autorità Giudiziaria X X Contributi economici (straordinari, continuativi) X X Esenzione tiket X X Assegno di cura X Interventi nel settore abitativo per morosità, fondo di sostegno alla locazione, assegnazione di riserva alloggi comunali e ATC Soggiorni marini X X Centri Incontro X X Gite anziani X Ginnastica dolce X Foyer invernale X X Biella X X 1. La presenza, nelle singole aree territoriali, di ciascuno dei servizi elencati è indicato con la lettera X. 76

79 C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territ. Candelo Area Territ. Verrone Area Territ. Gaglianico Area Territ. Cavaglià Comune Roppolo X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 77

80 AREA MINORI E FAMIGLIE Tipo di Servizio 1 Equipe multidisciplinare sulla Valutazione delle capacità genitoriali Genitori si diventa Equipe multidisciplinare di consulenza su maltrattamento e abuso Consorzio IRIS X X X C.M. Valle Cervo la Bursch Servizio sociale professionale X X Educativa territoriale X X Assistenza domiciliare SAD X X Affidamenti famigliari X X X Gruppi AMA (famiglie affidatarie e adottive) X Inserimenti in presidi semiresidenziali/ residenziali X X Interventi in favore di minori non riconosciuti o riconosciuti da un solo genitore Adozioni X Rapporti con l Autorità Giudiziaria X X Contributi economici (straordinari, continuativi, X X Esenzione tiket X Spazi di ascolto famiglie / adolescenti X Animazione di strada X Servizio Inserimenti Lavorativi X Centri di aggregazione X X Centri estivi X X Soggiorni estivi 1. La presenza, nelle singole aree territoriali, di ciascuno dei servizi elencati è indicato con la lettera X. X Biella 78

81 C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territ. Candelo Area Territ. Verrone Area Territ. Gaglianico Area Territ. Cavaglià Comune Roppolo X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 79

82 AREA DISABILI Tipo di Servizio 1 Consorzio IRIS C.M Valle Cervo la Bursch Biella Gli Altri e Noi : Educativa territoriale, Assistenza domiciliare, Sessualità possibile Uscite serali.interventi di sollievo.residenzialità temporanea X SIL (Servizio Inserimento Lavorativo) X Vita Indipendente X Oltre la Diagnosi : consuelling, assistenza domiciliare X Interventi a favore di minori disabili sensoriali (Funzioni ex Provincia) X Progetti di inserimento al nido per bambini disabili, L.104/92 X Interventi a favore di ciechi pluriminorati L. 284/97 X S Mossa : educativa territoriale, assistenza domiciliare X Gruppi di auto mutuo aiuto X Ability X Informa handicap X Servizio sociale professionale X X Assistenza domiciliare SAD X X Interventi di educativa territoriale X X Inserimenti in presidi / semiresidenziali / residenziali / rette X X Istruttorie per incapaci nei rapporti con l Autorità Giudiziaria X X Contributi economici (straordinari, continuativi) X X Interventi nel settore abitativo per morosità, fondo di sostegno alla locazione, assegnazione di riserva alloggi comunali e ATC Soggiorni estivi X X X 1. La presenza, nelle singole aree territoriali, di ciascuno dei servizi elencati è indicato con la lettera X. 80

83 C.M.Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territ. Candelo Area Territ. Verrone Area Territ. Gaglianico Area Territ. Cavaglià Comune Roppolo X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 81

84 AREA ADULTI Tipo di Servizio 1 Consorzio IRIS C.M Valle Cervo la Bursch Tirocini lavorativi per over 32 X Servizio sociale professionale X X Progetti specifici per detenuti in semilibertà X X Istruttorie per incapaci nei rapporti con l Autorità Giudiziaria X X Interventi nel settore abitativo: per morosità, fondo di sostegno alla locazione, assegnazione di riserva alloggi comunali e ATC Inserimenti in presidi residenziali X X Esenzione ticket X Contributi economici (straordinari, continuativi) X X Lavanderia X Centro di pronta e prima accoglienza E.Borri X Progetto Donne Insieme - fino ad esaurimento delle risorse: pronta accoglienza, mediazione culturale e assistenza legale Casa per accoglienza madre-bambino X Campo nomadi X Assistenza socio-educativa territoriale X X Assistenza domiciliare X X Appartamenti di 2^ accoglienza X Agenzia solidale per il lavoro domestico X X Biella X 1. La presenza, nelle singole aree territoriali, di ciascuno dei servizi elencati è indicato con la lettera X. 82

85 C.M. Alta Valle Elvo C.M. Bassa Valle Elvo Area Territ. Candelo Area Territ. Verrone Area Territ. Gaglianico Area Territ. Cavaglià Comune Roppolo X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X X 83

86 Ente B) Risorse economiche e umane destinate ai servizi socio assistenziali nell anno 2004 Risorse economiche Area Minori e Famiglie Area Anziani Area Disabili Consorzio I.R.I.S. euro ,00 euro ,00 euro ,00 Comunità Montana Valle Cervo - La Bursch euro ,00 euro ,00 euro ,00 Città di Biella euro ,00 euro ,00 euro ,00 Comunità Montana Alta Valle Elvo euro ,00 euro ,00 euro ,00 Comunità Montana Bassa Valle Elvo euro ,00 euro ,00 euro ,00 84

87 Area Adulti Costi generali Spesa complessiva Risorse umane euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro 8.504,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 direttore 1 funzionario - responsabile mministrativo 1 referenti di Area 3 assistenti sociali 3 educatori professionali 4 ADEST 2,5 istruttore direttivo contabile 1 istruttori amministrativi 2 esecutore amministrativo 1 funzionario responsabile amministrativo 1 assistenti sociali 2 educatori professionali 2,5 ADEST 2 OSS 3 animatori 2,5 istruttore amministrativo 1 dirigente 1 assistenti sociali 7 educatori professionali 6 ADEST 13 responsabile amministrativo 1 istruttori amministrativi 3 esecutori amministrativi 3 personale di servizi esterni 51 responsabile di servizio 1 assistenti sociali 1,5 educatori professionali 2 ADEST 4 istruttori amministrativi 2 assistenti sociali 2 educatori professionali 5 OSS 8 ADEST 1 85

88 Risorse economiche Ente Area Minori e Famiglie Area Anziani Area Disabili Area Territoriale Candelo euro ,00 euro ,00 euro ,00 Area Territoriale Verrone euro ,21 euro ,93 euro 3.754,16 Area Territoriale Gaglianico euro ,00 euro ,00 euro ,00 Area Territoriale Cavaglià euro ,89 euro ,07 euro ,84 Comune di Roppolo euro 4.830,00 euro 2.140,00 euro 930,00 TOTALE COMPLESSIVO euro ,17 euro ,00 euro ,00 % sul totale 35% 27% 16% 86

89 Area Adulti Costi generali Spesa complessiva Risorse umane euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro 5.039,00 euro ,30 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 euro ,80 euro 7.900,00 euro ,00 euro ,00 euro ,00 10% 13% assistenti sociali 1,5 educatori professionali 1 ADEST 3 istruttori amministrativi 1 assistenti sociali 1 educatori professionali 0,5 OSS 1 assistenti sociali 2 educatori professionali 2 ADEST 3 OSS 4 assistenti sociali 1 educatori professionali 1 OSS 2,5 assistenti sociali 0,5 educatori professionali 0,5 ADEST 0,5 87

90 C) L Analisi delle informazioni raccolte sul sistema di offerta, ha evidenziato per ciascuna Area Tematica le principali criticità e le proposte di miglioramento, che per facilità di lettura vengono riportate sia in sintesi che in dettaglio. Area Anziani Principali criticità: difficoltà ad accedere ai servizi; carenza di informazioni su servizi, procedure e modalità di accesso, diritti esigibili; carenza di un raccordo strutturato con i Servizi Sanitari, di un percorso integrato tra tutti i i Servizi Sociali e Sanitari sia territoriali che residenziali, di un servizio di trasporto adeguato che assicuri mobilità, di un Sistema di garanzia rispetto alla qualità del lavoro di cura svolto da privati (badanti). Proposte di miglioramento: maggiore integrazione con i Servizi Sanitari; istituzione di uno Sportello Unico; attivazione di Servizi di Garanzia, di un servizio trasporti che assicuri mobilità, di interventi per prevenire solitudine/depressione. Area Famiglie- Minori Famiglie: Principali criticità:carenza di risorse a sostegno delle figure genitoriali fragili, di servizi flessibili a sostegno della famiglia, di integrazione con i Servizi Sanitari per la valutazione delle capacità genitoriali. Minori: Principali criticità: carenza di integrazione con i Servizi Sanitari per il sostegno dei minori che hanno subito traumi a seguito di violenze e abusi; carenza di Servizi a favore della fascia adolescenziale a rischio di devianza. Proposte di miglioramento: creazione o implementazione - in collaborazione con i Comuni, il Terzo Settore e la Comunità Locale - di Servizi flessibili e leggeri a favore delle famiglie e di minori pre-adolescenti e adolescenti a rischio di devianza Area Disabili Principali criticità: difficoltà ad accedere ai Servizi; carenza di un raccordo strutturato Servizi Sanitari/ Sociali, di Servizi di emergenza e di sollievo, di percorsi per inserimento lavorativi di disabili gravi. Proposte di miglioramento: attivare modalità di coordinamento strutturato con: Servizi Sanitari, Centro per l Impiego, Associazioni di Volontariato, Terzo Settore, Organi Giudiziari e Scuola; attivazione di uno Sportello Unico; attivazione Servizio trasporti per garantire mobilità; individuazione nuovi percorsi formativi e di inserimento lavorativo per persone con gravi disabilità. Area Adulti Principali criticità: carenza di strumenti e risorse per affrontare i disagi derivanti dalla crisi economica e occupazionale, di sbocchi lavorativi per soggetti deboli, di una politica territoriale sul problema abitativo, di integrazione e coordinamento con i Servizi Sanitari. Proposte di miglioramento: attivare modalità di coordinamento strutturato con il Centro per l Impiego, Servizi Sanitari, Associazioni di Volontariato, il Terzo Settore, Comuni e ATC, Autorità Giudiziaria, carcere e con gli Sportelli di informazione agli stranieri. 88

91

92 AREA ANZIANI Punti di forza dei Servizi Socio Assistenziali Nodi nel sistema di offerta dei servizi Presenza di un servizio di assistenza domiciliare qualificato Presenza di una rete di volontariato strutturato e integrato con i servizi su una buona parte del territorio (escluso Area Territoriale di Cavaglià e Comunità Montana Alta Valle Elvo) Buon lavoro di rete con le risorse territoriali Presenza dello sportello Filo D Arianna Presenza della ricerca La Filiera dei Servizi per anziani Carenza di informazioni su servizi, procedure, modalità di accesso ai diritti esigibili, Difficoltà ad accedere ai servizi, a garantire un livello adeguato di assistenza socio-sanitaria e di cura per mettere in campo azioni per il mantenimento della persona nel proprio contesto sociale e relazionale (SAD, ADI, CDI, assegni di cura, assistenza economica ) Carenza di un percorso integrato tra tutti i servizi sociali e sanitari sia territoriali che residenziali (territorio, ospedale, strutture residenziali) per una presa in carico globale e di rete Carenza di un percorso agevole con l Autorità Giudiziaria per tutelare anziani soli e dementi Carenza funzionamento UVG Tempi di attesa lunghi per l inserimento in strutture residenziali convenzionate Carenza di posti residenziali temporanei e di sollievo Non attivazione delle cure domiciliari di lungo assistenza Non adeguatezza dell ADI Organizzazione dei servizi sociali e sanitari non compatibile con le richieste di interventi di emergenza Carenza di un sistema di garanzia rispetto alla qualità del lavoro di cura svolto da privati (badanti) Insufficienza delle reti di volontariato a supporto della domiciliarità Carenza di integrazione tra servizi e volontari singoli Carenza di un raccordo strutturato con i servizi sanitari di base e specialistici Carenza di servizi di trasporto adeguati che assicurino mobilità alle persone anziane non autosufficienti 90

93 Specificità del sistema di offerta. Nodi che riguardano specifiche aree territoriali Comunità Montana Alta Valle Elvo: territorio ampio e disomogeneo Proposte di miglioramento e possibili sviluppi Maggiore integrazione con i servizi sanitari per un pieno utilizzo dei servizi previsti dalle DD.GG.RR. regionali Città Biella e Aree Territoriali Cavaglià e Verrone: sperimentazione in alcuni territori dell assegno di cura () Città di Biella: presenza di un numero elevato di servizi a sostegno della domiciliarità Proposte contenute nella ricerca La Filiera dei Servizi per anziani : Prontuario unico dei diritti e dei servizi socio-sanitari ad uso degli operatori, Sportello Unico anziani Aree Territoriali Cavaglià, Verrone e Comunità Montana Valle Cervo- la Bursch: diffusa conoscenza dei servizi sul territorio Città di Biella: problema della solitudine presente in misura rilevante Generalizzato: Carenza di centri di incontro, ad esclusione di Biella Contributi a titolo di prestito, servizi di garanzia Necessità di alloggi semiprotetti o protetti Attivazione di un servizio di trasporto adeguato che assicuri mobilità alle persone anziane non autosufficienti Attivazione interventi volti a prevenire la solitudine/ depressione 91

94 AREA MINORI E FAMIGLIE Punti di forza dei Servizi Socio Assistenziali Nodi nel sistema di offerta dei servizi Presenza su tutto il territorio di un sistema di offerta di servizi variegato Presenza su tutto il territorio del servizio di educativa territoriale professionalmente preparato Presenza sul solo territorio cittadino di un centro diurno per minori Carenza di risorse specifiche a sostegno delle figure genitoriali fragili Scarso sostegno alle famiglie affidatarie Assenza di percorsi per il recupero delle capacità genitoriali da collegarsi all attività svolta dall equipe di valutazione Gruppi di auto mutuo aiuto per famiglie affidatarie e adottive e per famiglie con figli disabili Presenza di servizi di ascolto per famiglie e adolescenti (Spaf e A. Puà) Presenza in alcuni territori di centri di aggregazione (per classi di età) e animazione di strada con iniziative per adolescenti Presenza del tavolo territoriale Patto per l infanzia Presenza di un SIL che orienta e sostiene nel percorso di inserimento lavorativo Carenza di risorse per affrontare/sostenere minori con forti problematiche psicologiche o che hanno subito forti traumi a seguito di violenze e abusi Carenza di risorse / strumenti istituzionali e non a favore della fascia adolescenziale a rischio di devianza 92

95 Specificità del sistema di offerta. Nodi che riguardano specifiche aree territoriali Proposte di miglioramento e possibili sviluppi. Carenza di servizi leggeri a sostegno della famiglia (centri diurni, pre scuola etc.) Città di Biella: carenza di risorse specifiche e di progettualità dedicata alle fasce adolescenziali a rischio di devianza che assume una criticità estrema Carenza di interventi specifici per favorire la mediazione e il reinserimento scolastico di preadolescenti/ adolescenti a rischio di abbandono Carenza di percorsi di mediazione culturale per minori extracomunitari all interno della scuola Progettazione e creazione, in collaborazione con i servizi sociali dei Comuni e il terzo settore, di servizi flessibili e leggeri a favore delle famiglie (compreso il sostegno per i compiti fasce d età elementari-medie) Implementazione dei servizi già esistenti rivolti a minori pre e adolescenti a rischio di devianza Progettazione e attivazione di risorse / servizi specifici in collaborazione con la comunità locale rivolti a minori pre e adolescenti a rischio di devianza Attivazione di percorsi formativi adeguati che garantiscano l assolvimento dell obbligo formativo 93

96 AREA DISABILI Punti di forza dei Servizi Socio Assistenziali Nodi nel sistema di offerta dei servizi Presenza di progetti e servizi specifici che hanno iniziato in modo organico ad occuparsi di disabilità Lavoro di rete con il volontariato Presenza di associazioni che si occupano di questi temi Gruppi di auto / mutuo aiuto Carenza di informazioni su servizi, procedure, modalità di accesso e diritti esigibili, difficoltà ad accedere ai servizi Carenza di un raccordo strutturato con i servizi sanitari sia di base che specialistici Carenza funzionamento commissione UVH Lunghi tempi di attesa per l inserimento nei servizi per disabili (sia domiciliari che semiresidenziali e residenziali) Assenza di sostegni specifici per famiglie che hanno figli con patologie rare Assenza di un riferimento sanitario specialistico per : - disabili adulti con diagnosi di insufficienza mentale, - persone con diagnosi psichiatrica associata ad insufficienza mentale media e grave Carenza servizi di emergenza e di sollievo ADI (interventi a domicilio di rilevanza sanitaria anche elevata) Carenza di risorse per la socializzazione e l inserimento in contesti normali di bambini disabili Carenza di un raccordo strutturato con il Centro per l Impiego Carenza di percorsi strutturati finalizzati alla formazione e all inserimento lavorativo di persone con grave disabilità Carenza di attività strutturatesvolte dal volontariato locale Carenza di un percorso agevole con l Autorità Giudiziaria Assenza di servizi semiresidenziali e residenziali rivolti a bambini piccoli 94

97 Specificità del sistema di offerta. Nodi che riguardano specifiche aree territoriali Area Territoriale di Cavaglià: presenza di servizi per la prima infanzia unicamente privati Proposte di miglioramento e possibili sviluppi. Maggiore integrazione con i servizi sanitari Razionalizzazione ed incremento delle risorse economiche / umane da destinare all implementazione di progetti a favore dei disabili Necessità di stimolare maggiormente la disponibilità di parte del volontariato organizzato alla collaborazione con i Servizi Sociali Attivare modalità strutturate di coordinamento con : Centro per l Impiego, Servizi Sanitari sia di base che specialistici, Associazioni d Volontariato, Cooperative Sociali, Organi Giudiziari e Scuole Prontuario unico dei diritti e dei servizi socio-sanitari ad uso degli operatori Sportello Unico Attivazione di un servizio di trasporti che assicuri mobilità alle persone con disabilità motoria Individuazione di nuovi percorsi formativi e di inserimento lavorativo di persone con grave disabilità difficilmente collocabili (es. ex art.14 Legge Biagi) 95

98 AREA ADULTI Punti di forza dei Servizi Socio Assistenziali Nodi nel sistema di offerta dei servizi Struttura ed organizzazione del servizio sociale che permette una vicinanza diretta con i bisogni del territorio Buon lavoro di rete con il volontariato Presenza di un Centro di Pronta e Prima accoglienza per persone senza fissa dimora Difficoltà di integrazione e coordinamento con i servizi sociali e sanitari sia di base che specialistici Carenza di una politica territoriale sul problema abitativo Carenza di un raccordo strutturato con i servizi offerti dal Centro per l Impiego Carenza di percorsi di autonomia/avviamento al lavoro/ sbocchi lavorativi per soggetti deboli Carenza di strumenti e di risorse adeguate ad affrontare i disagi derivanti dalla crisi economica e occupazionale in atto Difficoltà a creare consapevolezza circa l importanza di investire e/o riconvertire risorse da parte dei vari soggetti istituzionali e non in progetti volti a valorizzare le persone nella loro globalità Carenza di un raccordo consolidato con la realtà carceraria, le forze dell ordine e Ufficiali Giudiziari Carenza di un coordinamento ed integrazione con le Associazioni di volontariato Carenza di un percorso agevole con l Autorità Giudiziaria per tutelare adulti in gravi difficoltà 96

99 Specificità del sistema di offerta. Nodi che riguardano specifiche aree territoriali Proposte di miglioramento e possibili sviluppi. Biella: -Lavoro per progetti con obiettivi e tempi di realizzazione ben definiti -percorsi di autonomia personale, mediante l utilizzo di tirocini lavorativi e di agenzia solidale per le donne -presenza di alloggi di seconda accoglienza -istituzione ufficio politiche abitative all interno del Settore servizi sociali Area territoriale di Verrone: - utenza numericamente limitata, per cui il servizio riesce a dare una risposta adeguata Comunità Montana Bassa Valle Elvo: - percorsi di autonomia personale per le donne attraverso il progetto Demetra Attivare modalità di coordinamento strutturato con: - Centro per l Impiego - Servizi Sociali e Sanitari, - Associazioni di volontariato, - Cooperative Sociali, - Comuni e ATC, - Organi Giudiziari, - Carcere Garantire la possibilità di residenza alle persone senza fissa dimora Raccordo con gli sportelli di informazione e orientamento agli stranieri extracomunitari 97

100 1.2.4 Offerta relativa ai servizi socio sanitari Nell ambito della propria attività, sia ospedaliera che territoriale, L Azienda Sanitaria Locale n 12 di Biella, eroga numerosi servizi sanitari caratterizzati da più o meno alta rilevanza socio-assistenziale. Tra questi si citano di seguito i maggiormente significativi, rispettando, nei limiti del possibile, la suddivisione per argomenti adottata da questo Piano di Zona (minori, adulti, anziani e disabili). Minori Il Dipartimento di Tutela Materno Infantile, ha istituito da alcuni anni il Tavolo di lavoro sull adolescenza, all interno delle attività previste dal Progetto Adolescenti della Regione. Al tavolo partecipano rappresentanti del DSM, NPI, SERT, SPAF!, Pediatria di Base e Dipartimento di Prevenzione. Nel 2005 è proseguita l organizzazione degli interventi preventivi a favore delle Scuole Biellesi e la ricerca delle modalità più efficaci di prevenzione. Le scuole hanno potuto indicare le priorità e le richieste d intervento all Asl 12 e viceversa gli operatori hanno potuto chiarire le ragioni che hanno determinato la scelta delle aree di intervento indicate. Il Tavolo è stato anche veicolo di informazioni relative a quanto si sta realizzando, in ambito preventivo, a livello regionale. La Struttura Complessa di Neuropsichiatria Infantile (NPI), specializzata nella diagnosi e nella cura dei problemi psicologici e relazionali, dei disturbi intellettivi, di apprendimento, dei disturbi psichiatrici e neurologici dell età evolutiva, nei casi seguiti nel 2005, ha visto il coinvolgimento dei Servizi Sociali di zona nel 24% dei casi. In collaborazione con i Consorzi, il Servizio di NPI si occupa in prevalenza di: - Affidi (IRIS e CISSABO) - Adozioni (IRIS e CISSABO) - Equipe multidisciplinare su abuso e maltrattamento (IRIS e CISSABO) - Equipe tutela minori (CISSABO) - Equipe di valutazione delle capacità genitoriali (IRIS) - Progetto Oltre la diagnosi (presa in carico clinica, psicologica, socio-assistenziale di neonati con patologie congenite) (IRIS) - Progetto Gli altri e noi (presa in carico socio-assistenziale dei disabili gravi) (IRIS) Insieme al Consorzio IRIS, il SERT e la NPI gestiscono inoltre, con proprio personale, lo Spazio Ascolto Adolescenti e Famiglie (SPAF), giunto ormai al 10 anno di attività. Oltre all attività consultoriale, compito principale dello spazio d ascolto, che ha visto nel 2005 circa 40 ragazzi e circa 30 famiglie, che si sono rivolte al servizio per problemi legati al disagio adolescenziale e a problematiche relative alla genitorialità, lo SPAF ha attivato svariati progetti, e realizzato diverse attività che qui ci si limita ad elencare, alcune dei quali proseguiranno anche nell anno CONSULENZA ALLE SCUOLE: in 10 scuole medie inferiori e superiori del territorio, sono stati realizzati 69 incontri, con il coinvolgimento di 44 classi e 871 studenti, su argomenti quali: Educazione Sessuale, Intercultura, Orientamento professionale, Affettività, Amicizia e Accoglienza. - SPORTELLO DOPING: finalizzato alla prevenzione dei comportamenti a rischio in adolescenti praticanti discipline sportive, in collaborazione con l Assessorato allo Sport della Provincia di Biella e il CONI. - APUA : Spazio di ascolto per il territorio di Candelo (BI) - IL PATIO: Centro di aiuto per famiglie in difficoltà ad affrontare l adolescenza dei figli. - ACCESSO LIBERO: finanziato da associazioni benefiche locali, prevede interventi presso le Scuole Medie Superiori atti alla prevenzione del disagio in età adolescenziale 98

101 - HO FAME D ASCOLTO: sul tema dei disturbi alimentari, insieme ai reparti di Pediatria e Ginecologia. - ARE@PER: prevenzione alla tossicodipendenza in collaborazione con la Provincia di Biella e l associazione Il Punto - ATTIVITA TEATRALE: percorso realizzato con i Servizi Sociali del territorio del Consorzio I.R.I.S che, attraverso le tecniche artistiche teatrali, ha permesso ai ragazzi di crescere insieme, di condividere le proprie difficoltà con il resto del gruppo di pari. Adulti In quest area i due servizi caratterizzati dal maggior grado di integrazione sociale, sono il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) ed il Servizio Tossicodipendenze e Alcologia (SERT). DSM I malati psichici e le loro famiglie costituiscono un riferimento specifico dei servizi socio sanitari, in quanto la loro patologia ha riflessi sul sistema di relazioni della persona, coinvolgendo la famiglia e la comunità. L approccio a tali malati richiede pertanto una pluralità di interventi sanitari e sociali, che coinvolgono professionisti e ambiti di cura differenziati. Rete dei presidi del dipartimento di salute mentale Ambulatorio per la depressione BIELLA Ambulatorio per la depressione COSSATO Centro di salute mentale BIELLA Centro di salute mentale COSSATO Centro Diurno L Aquilone COSSATO Centro Diurno di Cossila BIELLA Centro Diurno ex Istituto Faccenda MONGRANDO Comunità Alloggio Villa Aglietta BIELLA Comunità Alloggio Villa Margherita MONGRANDO Comunità Alloggio Vigliano VIGLIANO B. Comunità Protetta Casa G.B. Costanzo BIELLA Comunità Protetta Villa Aglietta BIELLA Comunità Protetta Villa Margherita MONGRANDO Comunità Protetta Vigliano VIGLIANO B. Gruppo Appartamento Vernato BIELLA Gruppo Appartamento Aquilone CASTELLENGO Il Dipartimento di Salute Mentale dell ASL 12, per garantire il raggiungimento delle previsioni dei Progetti Obiettivo Tutela della Salute Mentale e lo svolgimento delle funzioni assistenziali (ambulatoriale, domiciliare, semiresidenziale, residenziale, alternativa alla residenzialità, ospedaliera di ricovero ordinario e di Day-Hospital), organizza la rete dei servizi e delle attività finalizzate alla tutela della salute mentale e risocializzazione dei disabili psichici. La logica interna che collega fra loro le varie risposte costituenti gli interventi è il progetto terapeutico. Sono erogate in particolare le seguenti prestazioni: - interventi sulla crisi e risposte all urgenza. - programmi terapeutici individuali di tipo ambulatoriale e domiciliare comprensivi di consulenze al gruppo e alla famiglia di appartenenza, nonché assistenza infermieristica e farmacologica; - programmi terapeutici individuali di tipo risocializzante e riabilitativo volti a migliorare le competenze sociali del paziente attraverso il rafforzamento delle sue abilità sociali, dell adeguatezza psicologica e delle sue capacità occupazionali; 99

102 - programmi psico-sociali volti a ridurre la discriminazione e lo stigma che investono i portatori di disturbi psichiatrici. Il Dipartimento di Salute Mentale organizza le risorse in modo da garantire attraverso una risposta ambulatoriale il più possibile diversificata e specializzata prestazioni tecnicamente in grado di guarire il disturbo, prevenire le recidive ed evitare la cronicizzazione. Per la popolazione, che tende a rimanere nel circuito psichiatrico a lungo termine e fruisce delle risposte di tipo residenziale e semiresidenziale, il Dipartimento di Salute Mentale organizza da anni, a cadenza biennale, la valutazione della soddisfazione degli utenti appoggiandosi all Associazione dei familiari ( Per contare di più ) o a quella dei pazienti ( Diritti e Doveri ). SERT Il Servizio Tossicodipendenze e Alcologia dell ASL 12 opera presso le sedi ambulatoriali di Biella e di Cossato, nel centro diurno Drop-In di Biella e presso la locale Casa Circondariale. Anno 2005 Distretto Biella Distretto Cossato TOTALE Tossicodipendenti Alcolisti Giocatori d azzardo Fumatori di tabacco TOT Nel lavoro clinico con l utenza del SERT, il confine tra le attività volte ad affrontare problematiche di tipo sanitario, e quelle orientate su aspetti socio-assistenziali è assai labile. Una parte considerevole delle problematiche dei pazienti riguarda aspetti connessi alle relazioni famigliari e sociali, all istruzione, al lavoro e alla formazione professionale, alla casa, al reddito e, talvolta in modo drammatico, al soddisfacimento dei bisogni primari dell individuo (vitto e alloggio in primis). A puro titolo di esempio di trattamenti ad alta integrazione socio-assistenziale, si citano: - Tutti i trattamenti di sostegno posti in atto dagli Assistenti Sociali e degli Educatori Professionali del SERT. - Gli interventi di supporto psicologico ed i gruppi di auto-aiuto, in cui, spesso, si affrontano anche problematiche di tipo sociale. - I reinserimenti lavorativi presso le Coop. Sociali e le Borse di lavoro (finanziate con fondi nazionali per la lotta alla droga). - Una parte importante, è altresì costituita dagli inserimenti presso le strutture residenziali (comunità terapeutiche, centri crisi, ecc.). Tali interventi, mentre affrontano le problematiche di dipendenza da sostanze, danno ovviamente risposta anche a gravi problemi sociali, spesso connessi alla mancanza di una casa, di una famiglia, di una fonte di sostentamento. Si tratta di una tipologia di trattamento che, pur riguardando una percentuale non elevata dei pazienti in cura (meno del 10%), impegna una quantità rilevante di risorse, anche economiche. Basti pensare che, nel 2005, l importo destinato dall ASL 12 al pagamento delle rette di permanenza presso tali strutture, è ammontato a circa euro. Occorre anche tener conto del fatto che, nei casi in cui una donna con un figlio minore debba entrare in comunità (talvolta in seguito ad indicazione della Magistratura, finalizzata alla tutela del minore), la retta relativa all ospitalità del minore, pur non avendo valenza prettamente sanitaria, viene sostenuta in egual misura dall ASL e dal Servizio Sociale territorialmente competente, sulla base delle convenzioni stipulate tra l ASL ed i Servizi Sociali medesimi. Escludendo i trattamenti sanitari e concentrandoci solo sul settore psicosociale, in favore dei pazienti seguiti nel 2005 sono state attivate numerose tipologie di trattamento, come da elenco seguente, ognuno a sua volta costituito da prestazioni multiple. 100

103 108 trattamenti psicoterapeutici individuali, famigliari, di coppia o di gruppo 194 trattamenti di supporto psicologico 113 trattamenti in gruppi di auto-mutuo aiuto 277 interventi di accoglienza e valutazione (medica, psicologica e sociale) 183 trattamenti di sostegno individuale o famigliare 91 inserimenti in comunità residenziali o semiresidenziali 33 trattamenti di reinserimento lavorativo 32 trattamenti assistenziali 292 trattamenti educativi-riabilitativi 33 interventi di consulenza di vario tipo 293 trattamenti occasionali o di altro genere Anche presso il centro diurno Drop-In di via Ivrea, viene svolta un attività, caratterizzata da più di contatti all anno, con una fortissima rilevanza sociale. Sì tratta di un centro aperto 5 giorni a settimana, accessibile in anonimato e senza formalità, che accoglie le persone che vivono la propria tossicodipendenza in modo sommerso e/o in condizioni di particolare disagio sociale e che non si rivolgono spontaneamente al SERT. Nei confronti di queste persone, oltre ad interventi finalizzati al contenimento dei problemi sanitari, vengono poste in atto azioni di sostegno sul versante dell emarginazione sociale: generi di conforto, servizio di lavanderia, docce, spazio riscaldato in cui avere un minimo di relazioni sociali sane, ecc.. Sempre più significativo, presso il Drop-In, sta diventando l accesso di persone senza problematiche di dipendenza. Si tratta per lo più di cittadini privi di dimora e di fonti di reddito e/o di extracomunitari in condizioni di grave marginalità sociale. Il centro è finanziato in prevalenza da fondi nazionali per la lotta alla droga, con un significativo apporto di risorse proprie dell ASL e grazie al contributo della Città di Biella, che ha messo a disposizione la sede in comodato gratuito. L attività del SERT dell ASL 12 di Biella, negli ultimi anni, si è orientata sui seguenti obiettivi: - Rendere disponibile al maggior numero di persone, l accesso al servizio e l erogazione dei trattamenti più efficaci per la cura della dipendenza e per la riduzione delle patologie ad essa associate. - Attenuare le problematiche di disadattamento sociale e di criminalità, legate al fenomeno della tossicodipendenza, che maggiormente pesano sul singolo e sulla collettività, puntando sul graduale reinserimento sociale e lavorativo della persona. - In quest ottica diventa indispensabile la rete di relazioni, di integrazione e di collaborazione con le altre principali agenzie che, a diverso titolo, nel territorio, sono impegnate a fronteggiare il problema o le sue conseguenze sociali e sanitarie. Ad esempio: gli altri Servizi Sanitari dell ASL, i Servizi Sociali dei Comuni o dei Consorzi, le Cooperative Sociali, l Associazionismo e il Volontariato, le Forze dell Ordine, la Magistratura, la Casa Circondariale, la Prefettura, la Provincia, il Mondo della Scuola. Riguardo alle iniziative tendenti al recupero sociale dei tossicodipendenti, nel dicembre 2005 sono stati concessi dalla Regione Piemonte, finanziamenti a valere sul Fondo per la lotta alla Droga, per la prosecuzione dell attività del centro diurno Drop-In di Via Ivrea e per il progetto Lavoro anch io (coordinato dall amministrazione Provinciale), finalizzato al reinserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati tossicodipendenti e alcolisti. 101

104 Anziani Struttura Complessa Ospedaliera di Geriatria Assume un ruolo importante, oltre che come garanzia di una cultura e di una pratica geriatriche da esportare in tutti gli ambienti sanitari e assistenziali, come erogatrice di servizi e come supporto alle altre strutture ospedaliere, al Pronto soccorso, ai medici di base e alle strutture residenziali, come consulenza per le patologie di più frequente riscontro negli anziani. Conta 22 letti per malati molto anziani (età media 84.5) affetti da patologie acute e 19 letti di Lungodegenza per malati che, dopo l acuzie, non sono ancora stabilizzati. Si occupa poi, con la Fisiatria, di 20 letti di Post-acuzie in RSA, necessari per mantenere o ripristinare l autonomia dopo un episodio acuto che ha richiesto l ospedalizzazione e finalizzati a evitare il rischio di dimissione di un anziano in condizione di marcata instabilità clinica e insufficiente grado di autosufficienza. Assicurare l opportunità di un congruo periodo di recupero e riabilitazione non è soltanto una garanzia per la salute dell anziano, significa anche aumentare le probabilità di un ritorno al domicilio e ridurre quelle di un ricovero in struttura con i conseguenti costi per la famiglia e/o la collettività. L ASL possiede due centri diurni Alzheimer. La Geriatria opera in contatto con l associazione dei parenti (AIMA, Associazione Italiana Malati di Alzheimer) per attività di sensibilizzazione e di cultura sull argomento e un geriatra è consulente dei due Centri diurni. In una struttura protetta del territorio è presente un Nucleo Dementi di 20 posti, per gli ospiti con disturbi del comportamento o altre situazioni critiche. Struttura Complessa Assistenza Sanitaria Territoriale (SCAST) L impegno della Struttura nel settore dell assistenza agli anziani ed ai disabili, si realizza principalmente attraverso la gestione di tutte le convenzioni con le strutture residenziali e semiresidenziali, sia collocate all interno del territorio della ASL 12, che extra-territoriali. L ASL 12 ha progressivamente aumentato il numero dei posti convenzionati in strutture per anziani, fino ad arrivare a 571 posti letto per non autosufficienti (ovvero 1,3 p.l. per ogni 100 ultrasessantacinquenni), con una quota (50% delle retta) a carico del Sistema Sanitario. Recentemente, con la DGR. 17/2005, si è passati dal regime di convenzione chiusa a quello a libera scelta da parte del cittadino tra le strutture convenzionate. Gli importanti provvedimenti emanati nel corso del 2005 dalla Regione Piemonte in materia di assistenza socio sanitaria a favore di anziani non autosufficienti (in particolare le DD.GG.RR e del ) hanno profondamente modificato le modalità gestionali ed organizzative del sistema di accesso alle rete di RSA e RAF operanti nella ASL 12. Si è passati da una situazione che vedeva 12 strutture (RSA e RAF) convenzionate con l ASL, ad un contesto caratterizzato da un Albo Fornitori, comprendente, al 31 gennaio 2006, 29 strutture residenziali per anziani. Peraltro non è mutato il numero complessivo di 571 posti a rilievo sanitario garantito dall ASL. La DGR 17/2005 prevede che dal 1 Maggio 2006 venga superata la quota sanitaria attribuita al tipo di struttura, RSA o RAF, indipendentemente dalle necessità dell ospite, per attribuirne una variabile in relazione all intensità assistenziale necessaria, individuata attraverso un progetto individuale da parte dell Unità Valutativa Geriatria (UVG). La spesa complessiva sostenuta dallo SCAST nell anno 2005, per garantire questo tipo di assistenza, ammonta circa euro , comprensivi anche della quota destinata alla gestione dei 20 posti letto di post-acuzie in RSA già attivi dall aprile A questa somma, occorre aggiungere circa euro quale spesa semi-residenziale, e circa euro per l attività sperimentale della Struttura di Cure Intermedie: attivata da metà settembre 2005 presso l ex Presidio Ospedaliero di Trivero, la SCI si colloca nel sistema di cure domiciliari, ma trova ampi collegamenti operativi anche con i Reparti Ospedalieri, in applicazione dei percorsi di continuità assistenziale per anziani ultra65enni non autosufficienti, come previsto dalla DGR del Sempre facendo riferimento a quest ultima DGR, per l anno 2006 è allo studio un ipotesi di proposta di coinvolgimento di altre Strutture facenti parte delle rete di assistenza residenziale per gli anziani della nostra ASL, con l obiettivo di implementare la disponibilità di posti-letti diffusi sul territorio aziendale, soprattutto mirata alla fase di dimissione del paziente post-dea. 102

105 Un cenno importante riguarda anche le modalità di erogazione dell assistenza medica agli anziani non autosufficienti inseriti nelle RSA e RAF: Lo SCAST. si è fatto promotore, in collaborazione con i Medici di Medicina Generale Convenzionati con l ASL, di un gruppo ristretto di lavoro che, in attesa della definizione degli Accordi Integrativi Regionali, giunga ad una proposta condivisa per una rielaborazione della preesistente organizzazione, adeguandola alla realtà in sviluppo, con la finalità di assicurare un offerta assistenziale ampia ed articolata, congrua con le necessità dei pazienti. Struttura Semplice Cure Domiciliari Si tratta indubbiamente di un settore ad alta integrazione socio-assistenziale (soprattutto nel rapporto con l assistenza domiciliare messa in atto dai Servizi Sociali), rivolto, in prevalenza, a soggetti anziani. Comprende diverse tipologie di assistenza domiciliare: - Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) - Assistenza Domiciliare Programmata (ADP) - Servizio Infermieristico Domiciliare (SID) - Interventi fisoterapeutici a domicilio - Assistenza domiciliare ai malati di AIDS (per lo più rivolto a soggetti in fascia adulta) A domicilio vengono anche erogati servizi rilevanti nell ottica di mantenere i pazienti nella propria abitazione, quali l ossigenoterapia e la fornitura di ventilatori polmonari. L impegno dell ASL nelle Cure Domiciliari è contraddistinto da un costante e significativo trend di crescita. Ad esempio, il numero dei soli casi ADI è passato da 636 casi nel 2002, a 689 nel 2003, 718 nel 2004 e 837 nel La successiva tabella mette invece a fuoco il livello di integrazione tra le Cure Domiciliari dell ASL e l Assistenza Domiciliare dei Servizi Sociali, in cui si rileva una significativa differenza tra i due distretti, che meriterebbe una riflessione approfondita sulle possibili cause. TIPOLOGIA INTERVENTO DISTRET- TO CASI DI CURE DOMICILIARI 2005 (solo quelli aperti e chiusi nel corso dell anno) N. CASI TO- TALE N. CASI CON INTERVENTO SOCIO-ASS. % TOTALE TUTTI I CASI N. TOTALE ACCESSI ADEST N. MEDIO ACCESSI PER CASO ADI BIELLA ,3% 857 2,8 ADI COSSATO ,9% 875 4,9 TOTALE ASL ,9% ,5 SID BIELLA ,9% SID COSSATO ,3% TOTALE ASL ,8% Disabili Nell ASL 12 la cura e l assistenza ai pazienti che presentano disabilità si realizza attraverso l intervento di diverse strutture e specialisti. Struttura Complessa Assistenza Sanitaria Territoriale (SCAST) Per quanto concerne l attività territoriale, l ASL 12 opera anche tramite le seguenti strutture residenziali e semiresidenziali convenzionate: - ANFFAS Centro Diurni di Gaglianico e Salussola, residenziali di Biella, Salussola e Zumaglia - DOMUS LAETITIAE RAF A, RSA. e Centro Diurno - GIOVANNI XXIII RAF A e RAF B 103

106 Presso le strutture suddette sono stati effettuati i seguenti inserimenti: Diurni Residenziali TOTALE La spesa complessivamente sostenuta dall ASL per far fronte al rilievo sanitario degli inserimenti in struttura residenziale o semiresidenziale ed agli interventi di educativa territoriale, si può desumere dalla tabella seguente: SPESA 2004 SPESA 2005 Residenziale , ,00 Semiresidenziale , ,00 EX- ART. 26 (*) , ,00 Educativa Territoriale , ,00 TOTALI , ,00 (*) compresa l attività convenzionata di riabilitazione di cui sotto Servizio di Neuropsichiatria Infantile La disabilità riguarda il 30% circa dei suoi pazienti. I medici e gli psicologi ivi operanti, svolgono a favore dei disabili le seguenti attività: - prestazioni specialistiche neurologiche, psichiatriche e psicologiche; - consulenza e attività di supporto alla famiglia con la presa in carico precoce del bambino con disabilità neuromotorie, psichiche e problematiche familiari; - consulenza specialistica per l inserimento presso i nidi del territorio; - svolgimento delle procedure per l integrazione scolastica dei disabili; - partecipazione ai gruppi di studio di istituto per l inserimento di alunni disabili; - cooperazione con altri servizi sanitari per diagnosi e trattamento delle varie patologie; - avvio delle procedure per la richiesta di interventi di educatori di territorio; - consulenza a servizi sociali e di educativa territoriale; - interventi specifici di supporto ai genitori di bambini disabili; - invio a strutture convenzionate sul territorio per trattamenti specialistici riabilitativi; - avvio delle pratiche per la richiesta di invalidità civile; - consulenza alle famiglie per l orientamento scolastico e professionale; - consulenza a servizi sociali per la progettazione di inserimenti lavorativi; - consulenze per l uso di programmi informatici. Alunni disabili assistiti dalla NPI Il servizio ha contribuito a livello locale allo sviluppo del progetto Ali per l Handicap, dell Assessorato alle politiche Sociali della Regione Piemonte. Il progetto, finanziato in base alla legge che tutela i diritti dei portatori di handicap, è finalizzato allo sviluppo dell Osservatorio Regionale sui disabili. I risultati delle varie attività sono: - realizzazione della cartella sanitaria del servizio di NPI per la raccolta dei dati clinici; - avvio di un laboratorio, in collaborazione con la Medicina Riabilitativa, per la consulenza all uso di ausili informatici; 104

107 - stesura di un protocollo di intesa con enti del Biellese per la realizzazione del Progetto Abilitybiella. Il Tavolo di Coordinamento del progetto, costituito dai rappresentanti degli enti firmatari del protocollo, si riunisce ogni due mesi per analizzare procedure e modalità di rapporto fra la persona disabile e i vari enti interessati, rilevare i nodi problematici e proporre ipotesi di facilitazione. È stato realizzato un depliant informativo che descrive i benefici a cui hanno diritto le persone con invalidità civile. - una rete di sportelli INFORMAHANDICAP BIELLESE per favorire la divulgazione di informazione per la disabiltà, i cui servizi sono stati presentati in una conferenza stampa nel mese di maggio del 2004; - realizzazione e aggiornamento del sito telematico con una media di 700 accessi mensili, per diffondere informazioni locali. Il sito è aggiornato pressoché quotidianamente inoltre: - è possibile trovare informazioni su: agevolazioni fiscali, associazionismo, barriere architettoniche, invalidità civile, lavoro, legislazione, previdenza, scuola e formazione, servizi sanitari, servizi sociali, sport, tecnologia per disabili, tempo libero, trasporti, vacanze, con particolare riferimento ai servizi offerti dal territorio; - è possibile contattare AbilityBiella direttamente tramite ; - è possibile scaricare la modulistica; - è possibile iscriversi alla newsletter per essere informati sulle novità. UVH: Unità Valutazione Handicap La commissione UVH, è l evoluzione della Commissione Tecnica per la valutazione degli interventi per i soggetti handicappati, istituita presso ogni ASL con DGR del 22/02/1993, composta da rappresentanti dei servizi socio-assistenziali e dei servizi sanitari, con il compito di valutare le richieste di accesso ai Centri Diurni ed alle Comunità Alloggio dei soggetti in possesso dell attestato di handicap in situazione di gravità secondo la L. 104/92. La commissione UVH dell ASL 12, si riunisce con periodicità mensile ed è composta da rappresentanti della Medicina Legale, della SCAST, della Medicina Riabilitativa, del Dipartimento di Salute Mentale, della NPI e dei Consorzi (IRIS); suo compito è la valutazione di tutte le richieste di inserimento nelle strutture le cui rette sono a carico in parte dell ASL ed in parte dell Ente Gestore le funzioni socio-assistenziali. Con l approvazione della normativa regionale sui Livelli Essenziale di Assistenza (LEA) in ambito socio-sanitario, alle UVH è stato dato il compito di abbinare l intensità dei bisogni di assistenza dei soggetti disabili, con l intensità di risposta erogata dalle strutture o dagli interventi alternativi al ricovero, modulando, nel contempo e per ognuno dei tre previsti livelli di intensità assistenziale, il livello prestazionale (base, medio, alto) e la durata dell intervento. Nel 2000, la Direzione Generale dell ASL12 ha deliberato (insieme ai Consorzi) l istituzione di una UVH progettuale con compiti di analisi e proposta sul fenomeno della disabilità nel nostro territorio e sugli interventi, soprattutto quelli a valenza socio-sanitaria. Le analisi della Commissione UVH progettuale sono poi state presentate in diverse occasioni pubbliche e inviate a tutti i Comuni del territorio dell ASL12. Medicina Riabilitativa I medici e gli operatori del Servizio utilizzano lo strumento del processo riabilitativo, inteso come l insieme delle misure sanitarie, educative, psicologiche, sociali e tecniche volte a prevenire ulteriori menomazioni e ad eliminare o contenere la disabilità. L attività, che si eroga nel Presidio Ospedaliero (attività di ricovero e ambulatoriale), nei Poliambulatori di Biella e Cossato e, in alcuni casi, al domicilio dei pazienti, è svolta da una équipe di medici, fisioterapisti, logopedisti, infermieri e personale ausiliario e si rivolge a pazienti con disabilità temporanee o permanenti in qualunque fascia di età. L attività territoriale si esplica attraverso visite ambulatoriali, prescrizione di ausili e protesi, terapia antalgica, consulenze presso case di riposo e interventi domiciliari. 105

108 Attività Convenzionata di Riabilitazione L ASL 12 di Biella è convenzionata con due Centri per l erogazione di prestazioni ambulatoriali di logopedia e di fisioterapia: la Cooperativa Domus Laetitiae di Sagliano Micca, per 19 prestazioni singole al giorno, e il Centro Don Franco Picco di Lesiona, per 15 prestazioni/die. Alle prestazioni accedono, previa stesura di un progetto riabilitativo stilato dalla NPI e dalla Medicina Riabilitativa, soggetti, nella quasi totalità in età evolutiva, affetti da disabilità neuro-motorie, cognitivo-comportamentali e/o del linguaggio. Si tratta di persone che richiedono interventi spesso di lunga durata e caratterizzati da una forte integrazione tra i Servizi invianti, la Scuola ed, eventualmente, i Servizi Socio-Assistenziali. Il costo delle sedute riabilitative è a totale carico dell ASL (SCAST). Nel 2005 sono state effettuate 8244 sedute di riabilitazione per un costo totale di euro Medicina Legale L attività territoriale in favore dei disabili si esplica altresì attraverso le Commissioni Mediche afferenti la struttura di Medicina Legale per le valutazioni di riconoscimento o aggravamento dell invalidità civile, della cecità civile, del sordomutismo, del riconoscimento dell handicap e del collocamento lavorativo mirato. In quest ambito, e limitatamente alle sole commissioni di invalidità, nel corso del 2004, sono state ricevute nuove istanze, di cui a Biella e a Cossato. Nello stesso periodo sono state espletate visite, di cui a Biella e a Cossato. Riguardo alle Commissioni ex L.104/92 (riconoscimento dell handicap) sono state ricevute 271 istanze, di cui 162 a Biella e 109 a Cossato: ne sono state definite con visita 251, di cui 139 a Biella e 112 a Cossato. Parimenti, riguardo al collocamento lavorativo mirato delle persone disabili, sono pervenute 198 istanze, di cui 119 a Biella e 79 a Cossato: ne sono state definite con visita 191, di cui 122 a Biella e 69 a Cossato. Altre aree di intervento Struttura Complessa Cure Palliative (SCCP) La SCCP della ASL 12 fa parte del Dipartimento delle Specialità Mediche dell Ospedale di Biella ed è anche parte integrante del Polo Oncologico di Biella. Essa dirige e coordina le attività della Rete di Cure Palliative di Biella, operativa dal gennaio Nella provincia di Biella si registrano ogni anno circa 600 decessi per tumore. È possibile stimare che il 70%-90% dei morti per cancro, pari a malati, necessiti di cure palliative e che la prevalenza puntuale di pazienti oncologici potenzialmente bisognosi di cure palliative nell ASL di Biella sia pari a pazienti in linea. Le cure palliative, secondo la definizione dell Organizzazione Mondiale della Sanità, sono una serie d interventi terapeutici ed assistenziali finalizzati alla cura attiva e totale di pazienti la cui malattia di base non risponde più a trattamenti specifici. Fondamentale è il controllo del dolore, degli altri sintomi e in generale l attenzione agli aspetti psicologici, sociali e spirituali. L obiettivo delle cure palliative è il raggiungimento della migliore qualità di vita possibile per i malati e le loro famiglie. La Rete di Cure Palliative di Biella nasce e si sviluppa all interno di un progetto di forte collaborazione ed integrazione fra le risorse dell Azienda Sanitaria Locale e di alcune organizzazioni no-profit operanti da anni nel territorio biellese a favore dei malati di cancro: in particolare il Fondo Edo Tempia, la Lega contro i tumori, sezione di Biella e la Fondazione Clelio Angelino. L integrazione fra ospedale e territorio è un elemento caratteristico della Rete di cure palliative, le cui attività si svolgono attraverso diverse opzioni assistenziali. Oltre all attività in ospedale, di supporto ai reparti per malati ricoverati e in ambulatorio, per malati ancora autosufficienti, i malati possono essere assistiti a casa e/o in Hospice. Quando viene attivato un programma di cure palliative domiciliari (ADI - Cure Palliative), il medico di medicina generale, responsabile dell assistenza al paziente, si avvale della consulenza continuativa dell èquipe delle cure palliative, con la quale stabilisce il piano assistenziale. Il servizio di cure palliative domiciliari garantisce una reperibilità medica per 12 ore al giorno durante i 106

109 giorni feriali e di otto ore durante i giorni festivi, con la possibilità di interventi infermieristici domiciliari programmati durante tutti i giorni della settimana. Di particolare rilievo nell ambito dell assistenza domiciliare è naturalmente il ruolo della famiglia, i cui componenti sono coinvolti non solo nell assistenza continua al congiunto, ma anche nella riorganizzazione dei ruoli e dei compiti e nella preparazione del lutto imminente. La Rete di cure palliative continua a dimostrarsi efficace anche per quanto riguarda la riduzione delle morti in ospedale per i malati terminali di cancro. Nei malati assistiti a casa e/o in Hospice, la morte in ospedale avviene ormai in un numero molto ridotto di malati (costantemente inferiore al 3%). Da una raccolta dati effettuata in collaborazione con il Registro Tumori di Biella, è emerso anche un altro dato rilevante: la drastica riduzione del numero di morti per cancro in ospedale a Biella a partire dall anno 2001 rispetto agli anni precedenti, quando la Rete di cure palliative non era ancora pienamente operativa. L Hospice Orsa Maggiore nasce e si sviluppa come progetto della Sezione di Biella della Lega contro i tumori ed è operativo dal 25 gennaio L Hospice, che è collocato all interno dell area dell Istituto Belletti-Bona, è strettamente collegato ed integrato con le altre opzioni assistenziali della Rete di Cure Palliative. Ospita 10 letti di degenza, in linea con le stime di fabbisogno di posti letto hospice in Italia. Tale struttura è finanziata dall ASL 12 (Struttura Complessa Assistenza Sanitaria Territoriale - SCAST), con apposita convenzione, che prevede il pagamento di 258 euro circa per ogni giornata di degenza di ogni paziente. Nel 2005, lo SCAST ha sostenuto una spesa pari a euro circa, per 8 posti letto in Hospice. Nel 2006 il numero di posti è stato portato a 10 unità, con una spesa annua prevista di circa euro N. pazienti assistiti a casa e/o in Hospice N. pazienti assistiti a casa N. pazienti assistiti in Hospice % dei morti per cancro ASL di Biella assistiti dalla Rete C.P. a domicilio e/o in Hospice Numero di comuni della ASL di Biella con almeno 1 malato assistito N. di medici (MMG) che hanno attivato almeno una volta un programma di ADI Cure Palliative 44% 46% 51% 56% 57% 69% 59% 71% 77% 77% 69% 68% 71% 71% 71% N. pazienti assistiti fino alla morte N. pazienti morti a casa 162 (64%) 165 (61%) 192 (66%) 200 (62%) 192 (60%) N. pazienti morti in Hospice 80 (31%) 97 (36%) 89 (30%) 116 (32%) 116 (36%) N. pazienti morti in Ospedale 13 (5%) 8 (3%) 12 (4%) 11 (3%) 13 (4%) Empowerment del cittadino Un attività caratterizzata da sempre maggior impegno dell ASL 12, e contraddistinta da indubbio rilievo sociale, è quella che, in estrema sintesi, attiene all area dell empowerment del cittadino e che si realizza grazie alla capacità delle istituzioni coinvolte nel sociale e nella sanità, di promuovere una cultura di autotutela e di autopromozione della salute e della autonomia delle persone. In tale ambito l ASL 12 realizza costantemente strumenti informativi utili allo scopo e frutto di specifici progetti aziendali, per lo più gestiti dal Dipartimento di Prevenzione e dall Ufficio Qualità, in collaborazione con le strutture ospedaliere e territoriali, gli enti e le associazioni di volta in volta interessati. A puro titolo esemplificativo si segnalano due recenti campagne informative, finalizzate a diffondere tra i cittadini informazioni utili in tema di corretto approccio all insufficienza cardiaca e di prevenzione del mal di schiena. 107

110 Attività di Vigilanza sulle Strutture Residenziali Le Commissioni di Vigilanza operano in tre aree ben distinte: - Istituzioni e Presidi Socio Assistenziali: strutture per anziani, disabili, minori (compresi Asili Nido privati). - Case di Cura private, laboratori di analisi e strutture per portatori di handicap. - Strutture per la riabilitazione ed il reinserimento sociale dei tossicodipendenti. Si occupano di: rilascio, modifica, sospensione e revoca delle autorizzazioni al funzionamento, e di controllo e verifica sul mantenimento dei requisiti strutturali e funzionali; quindi verifica sulla qualità dell assistenza nei vari presidi, e stimolo per il conseguimento di standard ottimali per l erogazione dei servizi. La composizione delle tre Commissioni prevede la partecipazione di figure professionali appartenenti ad aree alquanto differenti, che operano in maniera integrata per poter analizzare con gli specifici elementi conoscitivi i vari aspetti organizzativi, strutturali e gestionali delle strutture esistenti sul territorio. Inoltre le due Commissioni di Vigilanza sulle istituzioni e sui Presidi Socio Assistenziali sono presiedute ciascuna da un componente nominato dai rispettivi Consorzi (IRIS e CISSABO), che si occupa specificamente degli aspetti gestionali. L attività svolta dalle tre Commissioni nel corso di un anno è intensa, soprattutto per quanto riguarda le due Commissioni di Vigilanza sulle istituzioni e sui Presidi Socio Assistenziali. Nel 2005 l ASL ha infatti deliberato complessivamente oltre 30 autorizzazioni relative all apertura ed al funzionamento di varie strutture delle varie tipologie oggetto della vigilanza. Sono stati effettuati 27 sopralluoghi e circa una cinquantina di riunioni amministrative. Per il 2006, in considerazione del mutato quadro normativo nel settore dell assistenza residenziale per anziani non autosufficienti, il carico di lavoro sarà notevolmente più elevato, prevedendosi, nell insieme dei 2 Distretti, oltre 110 incontri, tra sopralluoghi e riunioni amministrative. Le restanti Commissioni (per le Case di Cura Private, Laboratori e Strutture per portatori di handicap, e quella per Strutture per Tossicodipendenti) svolgono mediamente ogni anno circa una ventina di sopralluoghi in tutto, in parte visite periodiche ordinarie, con cadenza di norma annuale, in parte straordinarie, per lo più a seguito di specifico mandato dai competenti organismi Regionali Servizi dell Ente Provincia Centro per l Impiego. Il processo di decentramento compiuto all inizio dell anno 2000, ha attribuito alle Province le competenze in materia di lavoro. Sono stati così costituiti i Centri per l Impiego che svolgono compiti di orientamento e sostegno per l inserimento e il reinserimento lavorativo, ivi compreso il rapporto tra la domanda e l offerta di lavoro e il sostegno alla creazione di impresa. Il sottoriportato schema, elaborato da documenti forniti dalla Provincia, vuole rappresentarne le funzioni, le attività e le modalità di erogazione. Servizi per le persone a) mediante esposizione presso le bacheche vengono resi pubblici materiali su offerte di lavoro locali, regionali e nazionali, informazioni su corsi di formazione, schede professionali e documentazione diversa relativa al mondo del lavoro. b) attraverso l attività di sportello vengono forniti i servizi di accoglienza, iscrizioni, distribuzione materiale informativo, informazioni relative alle offerte di lavoro (in Italia e all estero), alle assunzioni nella Pubblica Amministrazione, alle offerte di tirocinio e ai corsi di formazione professionale. c) su appuntamento effettua assistenza per la compilazione del curriculum vitae, l inserimento del curriculum nella Banca dati del Biellalavoro, colloqui individuali di consulenza e orientamento, azioni di accompagnamento al lavoro, l utilizzo del software di autovalutazione MITO, attivazione di tirocini di 108

111 orientamento individualizzati in base alle diverse situazioni (L.196/97 - L.R.142/98), informazioni su opportunità di impiego all estero, percorsi individualizzati di sostegno al disagio,erogazione di voucher per carichi assistenziali a persone con limitazioni lavorative. Servizi per le aziende e) su appuntamento per selezione del personale,convenzioni mirate all inserimento di lavoratori disabili, consulenza in materia di lavoro,consulenza e sostegno alla creazione d impresa, attivazione di tirocini. Servizi per l Immigrazione Pur non avendo competenze direttamente derivanti da leggi regionali, la Provincia di Biella ha dato attuazione al Programma triennale Regionale di interventi in materia di immigrazione extracomunitaria di cui alla L.R. 64/89 ed al D.Lgs. 286/98. I campi di intervento del Programma spaziano dalla conoscenza del fenomeno immigratorio, al coordinamento di enti, istituzioni ed associazioni, alla promozione dell integrazione sociale nei contesti locali, al sostegno dell inserimento scolastico, lavorativo ed abitativo nonché della formazione professionale, al potenziamento della mediazione culturale, alla attivazione di interventi a favore dei minori e delle fasce a rischio dell immigrazione. Nello specifico la Provincia di Biella ha inteso: 1. istituire l Osservatorio Provinciale Permanente sull Immigrazione, quale strumento di indagine, studio e valutazione della situazione sociale dei migranti e delle loro problematiche. La struttura, in rete con quelle già esistenti, vuole essere il più possibile completa, con riferimenti a tutti gli ambiti toccati dal fenomeno immigratorio (settore scolastico, abitativo, lavorativo, culturale, religioso, sociale in generale) ed avere una chiave di lettura non solo statistica, ma essere corredata da analisi esplicative che meglio chiariscano aspetti, dimensione e problemi di ciò che ruota intorno al mondo dell immigrazione. 2. organizzare i principali interventi già attivi nel campo della Mediazione e nello specifico: sportello di mediazione: come un importante punto di riferimento per gli immigrati alla ricerca di informazioni avente gli obiettivi di assicurare una raccolta più sistematica di dati ed indicazioni sugli utenti che si rivolgono allo sportello (in modo tale che esso stesso possa costituire una preziosa fonte di informazioni), di indirizzare verso gli interventi di prima accoglienza, di essere di aiuto nella compilazione e nella stesura di un curriculum (collaborazione tra i mediatori e Centro per l Impiego); mediazione scolastica: elemento fondamentale per realizzare in pieno una buona integrazione degli stranieri nel contesto sociale e culturale. Le azioni previste spaziano da ore di affiancamento -individuali o di gruppo - agli studenti stranieri, a corsi formativi per gli insegnanti, ad ore da dedicare ad adulti stranieri al fine di facilitare loro l apprendimento della lingua e della cultura italiana; mediazione presso la Questura di Biella: quale prosecuzione del già collaudato supporto agli operatori della Questura che si concretizza nell affiancamento dei mediatori culturali agli operatori italiani; mediazione presso la Casa Circondariale di Biella: allo scopo di agevolare (nel rispetto delle norme) la detenzione degli stranieri, fornisce ascolto ai detenuti secondo l appartenenza linguistica, fornisce informazioni circa le pratiche collegate con lo status di straniero (permesso di soggiorno, rinnovi, assistenza medica, ecc), aiuto nel procurare documenti con la loro delega, nello stabilire i contatti con i parenti in Italia o all estero, aiuto alle famiglie orientandole verso i servizi del territorio; facilita i rapporti dei detenuti con il personale;organizza di momenti di svago, come la proiezione di videocassette riguardanti la cultura di origine. mediazione a supporto del reperimento di una abitazione: consiste in attività finalizzate ad agevolare, attraverso azioni di mediazione, il rapporto tra il potenziale proprietario ed il potenziale conduttore extracomunitario e a favorire il reperimento di abitazioni informando e sensibilizzando i proprietari immobiliari. 109

112 3. promuovere multiculturalità prevedendo iniziative di sostegno a favore dell organizzazione di eventi e manifestazioni, quali momenti di incontro tra migranti e popolazione locale. Ufficio di Pubblica tutela L ufficio Provinciale di pubblica tutela, previsto dalla L.R. 1/2004 art. 5, entrerà in funzione durante l esercizio di questo piano di zona e le sue attività avranno compito di supporto a favore dei soggetti ai quali è conferito dall Autorità giudiziaria l esercizio delle funzioni di tutore, curatore e amministratore di sostegno. In particolare opererà per: - Fornire informazioni e documentazione per quanto attiene i diversi aspetti dell attività svolta dai tutori, dai curatori e dagli amministratori di sostegno, ferme restando le attività dei competenti uffici giudiziari; in particolare, assicurare la necessaria informazione ed il collegamento con gli ordini professionali, per le specifiche prestazioni di consulenza professionale (giuridica, economico finanziaria, fiscale, patrimoniale ecc.); - Operare in collegamento con altri soggetti pubblici e privati (INPS, comuni, enti-gestori socio-assistenziali, ecc) che erogano prestazioni ed interventi assistenziali alle persone prive di autonomia; - Operare in collegamento con organi ed uffici che esercitano funzioni giurisdizionali in materia, assicurando ad essi la propria collaborazione nell ambito dell attività di supporto a tutori, curatori ed amministratori di sostegno. Tali attività, ai sensi della DGR 16 gennaio 2006, n , hanno carattere obbligatorio e costituiscono le prestazioni essenziali di base per assicurare uno standard minimo di servizi comuni su tutto il territorio regionale Presenza del Terzo Settore Per Terzo Settore si intende l associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale e le organizzazioni non governative (ONG) caratterizzate da attività nel campo sociale. Tutte queste realtà, pur avendo differenti connotazioni giuridiche, hanno come elemento comune l assenza dello scopo di lucro, pur svolgendo attività finalizzate alla produzione e allo scambio di beni e servizi. Sul territorio del Consorzio, il Terzo Settore rappresenta ormai una realtà rilevante sia dal punto di vista economico che dal punto di vista sociale. In particolare nel settore socio- assistenziale numerosi sono i servizi rivolti a minori, anziani, adulti e disabili esternalizzati a Cooperative Sociali o gestiti direttamente dalle stesse. La Cooperazione Sociale Sono definite cooperative sociali le imprese cooperative aventi lo scopo di perseguire l interesse generale della comunità la promozione umana e l integrazione sociale dei cittadini. La legge 8 novembre 1991, n. 381 distingue due diversi tipi di cooperative sociali, in relazione all attività di cui all oggetto sociale: a) cooperative per la gestione dei servizi socio-sanitari ed educativi, dette di tipo A ; b) cooperative per lo svolgimento di attività diverse-agricole, industriali, commerciali o di servizi-finalizzate all inserimento lavorativo di persone svantaggiate. 110

113 Nella Provincia di Biella sono presenti 1 : n. 18 Cooperative Sociali di tipo A di cui n. 16 con sede nel territorio del Consorzio I.R.I.S. e specificatamente: Denominazione Sede COOPERATIVA DI SOLIDARIETÀ SOCIALE LA FAMIGLIA - COOPERATIVA SOCIALE BIELLA ANTEO - COOPERATIVA SOCIALE ONLUS BIELLA PROGETTO DONNA PIÙ S.C.S. BIELLA COOPERATIVA SOCIALE EUROTREND ASSISTENZA A R.L. BIELLA DOMUS LAETITIAE SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE DI SOLIDARIET À ONLUS SAGLIANO MICCA MARIA CECILIA SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS BIELLA PIÙ ASSISTENZA SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS BIELLA COOPERATIVA TANTINTENTI SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS BIELLA PETRA ALTA SERVIZI S.C.S. ONLUS BIELLA COOPERATIVA SOCIALE SENTIERO A R.L. ONLUS BIELLA COOPERATIVA SOCIALE DI SANDIGLIANO A R.L. ONLUS SANDIGLIANO SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE MOSAICO ONLUS BIELLA COOPERATIVA SPORTIVAMENTE SOCIETA COOPERATIVA SOCIALE A R.L. ONLUS BIELLA COOPERATIVA SOCIALE INTEGRAZIONE BIELLESE GAGLIANICO n. 9 Cooperative Sociali di tipo B di cui n. 6 con sede nel territorio del Consorzio I.R.I.S. e specificatamente: Denominazione Attività Sede IL CAMMINO SOCIETÀ COOPERATIVA SO- CIALE A R.L. COOPERATIVA SOCIALE DELL ORSO BLU ONLUS LA VELA COOPERATIVA SOCIALE ONLUS Lavanderia-Assemblaggi vari-campionari tessili-telessocorso. Pulizie-Trasporti-Raccolta differenziata-aree verdi- Manutenzione Edilizia-Impiantistica civile- Pulizie-Manutenzione edilizia-confezioni manufatti-artigianato-settore alberghiero-ristorazione Biella Biella Biella COOPERATIVA SOCIALE SIRIO 93 ONLUS Pulizie-Settore alberghiero-ristorazione-agriturismo Biella COOPERATIVA SOCIALE TRACCE D IMMA- GINE E COMUNICAZIONE BUONSEGNO SOCIETÀ COOPERATIVA SO- CIALE Attività grafiche e di stampa Settore alberghiero, ristorazione e turismo/grafica e organizzazione eventi Biella Sordevolo n. 2 Consorzi di Cooperative, specificatamente: Denominazione Cooperative sociali aderenti Sede CONSORZIO SOCIALE ORIZZONTI-SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE ONLUS CONSORZIO SOCIALE IL FILO DA TESSERE ONLUS 1. Dati acquisiti dalla Provincia di Biella La Famiglia - Anteo - Dell Orso Blu - Sirio 93 Domus Laetitiae - La Vela - La Luna - Maria Cecilia - Il Cammino - Tantintenti - Sportivamente In ambito provinciale il rapporto tra Cooperazione sociale ed Enti Pubblici ha trovato una sua configurazione strutturata fin dal 2001, nell ambito dei lavori sviluppatisi con il Patto per il Biellese. In tale ambito infatti, al fine di qualificare il rapporto tra Enti Pubblici e Cooperazione Sociale e consolidare un modello di sviluppo sociale che ponesse in evidenza il contributo di tutti i soggetti, è stato definito un codice di autoregolamentazione ed è stato messo a punto un capitolato tipo per l erogazione dei servizi Biella Biella 111

114 sanitari e socio-assistenziali. Tali documenti, approvati dal Consorzio, da numerosi Enti Pubblici e sottoscritti dalle Cooperative Sociali operanti sul territorio, costituiscono linea - guida per l affidamento dei servizi alla persona e per l inserimento lavorativo di persone svantaggiate. Nel 2005 si è costituito il Forum del Terzo Settore che può divenire un importante interlocutore per le Istituzioni, in quanto soggetto non solo di rappresentanza degli aderenti nel confronto con le istituzioni, ma anche luogo in cui convergono le diverse esperienze e si supporta lo sviluppo delle partnership tra Terzo Settore e gli altri attori locali. Il Volontariato Anche le organizzazioni di volontariato nel territorio del Consorzio sono una realtà ricca e variegata. Nel Registro Provinciale risultano iscritte n. 126 di Associazioni di cui un numero rilevante opera nel settore delle attività socio assistenziali e sanitarie, come si evince dal grafico sottoriportato: Il rapporto tra Associazioni di Volontariato ed Enti Pubblici Servizi, avviatosi per la per la prima volta in modo strutturato con la L.285/97, si è via via consolidato. La maggioranza dei progetti attivati dal Consorzio vedono il coinvolgimento di Associazioni; in particolare i servizi il Filo d Arianna - Sportello Informativo per anziani- ed il Centro di Pronta e Prima Accoglienza E. Borri -per senza fissa dimora-, che sono gestiti rispettivamente in collaborazione ed in concessione con Associazioni di Volontariato. La normativa di riferimento per le organizzazioni di volontariato è la legge quadro 11 agosto 1991 n Le Associazioni sono definite come gruppo di persone che si riunisce per uno scopo comune al fine di svolgere attività di volontariato-attività personale, spontanea, senza fini di lucro, con fini di solidarietà. Le attività vengono svolte avvalendosi in misura determinante e prevalente delle attività personali dei propri soci volontarie e gratuite dei propri soci. La presenza sul territorio Provinciale del Centro di Servizio di Volontariato, risulta molto importante sia per la promozione di una cultura di solidarietà, che per lo sviluppo ed il sostegno delle organizzazioni di volontariato. Il Centro di Servizio infatti, come previsto dalla L.266/91, ha lo scopo di qualificare l attività del volontariato; eroga prestazioni a tutte le Associazioni iscritte o non iscritte al registro provinciale. In particolare offre consulenza, strumenti per la progettazione e la realizzazione di iniziative, nonché percorsi formativi, costitendo un reale punto di riferimento per le Associazioni. 112

115 Capitolo II Gli obiettivi strategici e le priorità generali del Piano di Zona 2.1 Il metodo e le regole del processo di pianificazione Il Piano di Zona è lo strumento principale per la programmazione locale dei servizi alla persona, introdotto dalla legge per favorire il riordino, il potenziamento e la messa in rete di servizi ed interventi e, di conseguenza, consentire il governo del sistema locale dei servizi territoriali (art.19 L. 328/2000 e art. 17 L.R 1/2004). Nell ambito delle specifiche funzioni ad essa attribuite nella costruzione del Piano dall art. 5 della L.R 1/2004, la Provincia di Biella ha quindi in primo luogo dato vita ad un Gruppo Tecnico Provinciale (Cabina di Regia) composto dai responsabili dei Consorzi Cissabo ed I.R.I.S, della Città di Biella, dell ASL 12 e della Provincia, coordinato dall IRS, Istituto per la Ricerca Sociale di Milano. In tal modo i due Piani di Zona del Biellese, pur dovendo affrontare problematiche diverse, hanno teso a configurarsi come strumenti omogenei di programmazione delle politiche sociali del territorio, anche in ragione della loro corrispondenza geografica con i due Distretti Sanitari dell ASL 12. Nel corso degli incontri, il Gruppo Tecnico ha lavorato su casi concreti per individuare un metodo di progettazione che tenesse conto delle peculiarità locali nel gestire le: relazioni inter-istituzionali; relazioni fra organi tecnici e organi politici; relazioni con il Terzo Settore. A fronte della necessità e complessità di tenere insieme questi tre aspetti, il Gruppo Tecnico Provinciale ha adottato un metodo di lavoro pragmatico. Partendo dai problemi percepiti come rilevanti dalle organizzazioni coinvolte, ha cercato di aggregare progressivamente altri punti di vista, supportando queste riflessioni con dati e informazioni selezionate, in grado di irrobustire e argomentare le singole percezioni dei problemi. Attraverso questa modalità di lavoro si sono raccolti i dati, le informazioni che costituiscono degli indizi, dei segnali da usare anche per mettere in luce elementi e caratteristiche di ciò che viene percepito come un problema. Collocando quel problema all interno del contesto e favorendo l inclusione di altri punti di vista attraverso modalità dialogiche di progettazione e di apprendimento, il Gruppo Tecnico Provinciale ha così sperimentato che, tra l altro, è possibile sfatare luoghi comuni e timori sempre presenti nei contesti sociali e nelle organizzazioni coinvolte nella programmazione. Esemplificativo di quanto affermato può essere l incontro con i referenti del terzo settore avvenuto il 21 aprile 2005, che ha visto la partecipazione di referenti per il CSV e per il mondo della cooperazione al Gruppo tecnico. L incontro è stata l occasione per avviare un confronto fra i referenti tecnici degli Uffici di Piano e i referenti del Terzo Settore. Infatti, nel corso dell incontro i referenti del Terzo Settore hanno espresso aspettative, timori e pressioni da parte della base, ed hanno formalizzato la costituzione del Forum del Terzo Settore come espressione di una rappresentanza significativa delle organizzazioni territoriali. Inoltre hanno messo in luce le attività che stanno già svolgendo e che potrebbero costituire validi apporti alla definizione dei problemi presenti sul territorio a partire dal loro punto di vista. I referenti degli Uffici di Piano hanno fatto il punto sullo stato della programmazione, mettendo in luce i nodi organizzativi oggetto di decisione e gli obiettivi e le modalità con le quali si intendono coinvolgere le organizzazioni terze. 113

116 Questo confronto ha consentito di superare alcuni timori presenti fra le parti in campo che, di fatto, avrebbero potuto risultare bloccanti il coinvolgimento e la concertazione. 2.2 La dimensione incrementale del Piano Con l obiettivo di costruire un Piano realistico ed efficace, il Gruppo Tecnico Provinciale ha proposto un approccio di tipo incrementale alla programmazione, che si caratterizza nella: definizione dei primi elementi funzionali alla programmazione stessa (finalità, modello organizzativo con indicazione di ruoli, funzioni e regole di funzionamento); individuazione degli obiettivi strategici del Piano di Zona, a partire dalla condivisione fra gruppo tecnico e gruppo politico dei principali problemi di carattere sociale e organizzativo; definizione di obiettivi specifici (d area di intervento) con indicazione delle azioni da sviluppare e delle relative risorse necessarie; definizione di un disegno di valutazione in grado di supportare l implementazione e lo sviluppo del Piano nel triennio di vigenza dello stesso. Il Gruppo ha quindi individuato tre aspetti trasversali che si rendeva necessario affrontare: 1. la relazione fra sociale e socioassistenziale, che si gioca nelle modalità di integrazione, di definizione condivisa delle priorità e di compartecipazione fra i Comuni (titolari delle politiche sociali) e gli Enti Gestori delle rispettive zone CISSABO e I.R.I.S; 2. la relazione fra i servizi sociali e socioassistenziali con i servizi sociosanitari, che chiama in causa l ASL insieme ai Comuni e agli Enti Gestori; 3. il senso e le modalità di partecipazione del Terzo Settore alla programmazione di zona. Ciascuno di questi tre aspetti è stato dibattuto in sede di Gruppo Tecnico Provinciale trovando poi delle decisioni e delle declinazioni operative a livello di singolo Consorzio, specie per quanto attiene l integrazione fra servizi sociali e socioassistenziali che presenta caratteristiche assai differenti tra i due ambiti territoriali. I paragrafi successivi rappresentano quindi gli specifici percorsi intrapresi dal Consorzio I.R.I.S Integrazione fra servizi sociali e socio-assistenziali Nel territorio del Consorzio I.R.I.S. coesistono un Ente Gestore (Consorzio), il Comune di Biella, le Comunità Montane più altri Comuni singoli o associati. L obiettivo, quindi, è stato quello di articolare un sistema organizzativo (Tavolo di Coordinamento Politico Istituzionale, Ufficio di Piano e Tavoli Tematici) in grado di rappresentare adeguatamente la composizione del territorio e di essere nelle condizioni di poter funzionare. La prima necessaria operazione è stata quella di favorire la partecipazione degli operatori delle singole aree territoriali di gestione al processo di costruzione del Piano. Fin dal maggio 2004 viene nominato dagli Organi del Consorzio un gruppo tecnico - composto da rappresentanti di tutte le aree territoriali sede dei Servizi Socio Assistenziali - avente il compito di impostare un percorso per elaborare un unico piano di zona su tutto il territorio del Consorzio. Nel periodo tra giugno e settembre 2004, il gruppo tecnico disegna un percorso condiviso (come fare l analisi dei bisogni, chi coinvolgere e come, valutando le possibili diverse modalità di coinvolgimento dei 114

117 vari soggetti territoriali dopo aver considerato per ognuna l opportunità di una loro partecipazione, di una loro consultazione piuttosto che della semplice informazione). Nei mesi di luglio e agosto 2005, al termine della prima fase dei lavori della Cabina di Regia a livello provinciale, il gruppo tecnico - integrato dagli operatori interni al Consorzio referenti delle aree specialistiche - effettua la rilevazione riportata ai paragrafo e Conclusa questa operazione, al gruppo è stata proposta una evoluzione organizzativa che, a partire dal cambio di denominazione che diventa di Tavolo Tecnico dei Servizi, richiede ai suoi componenti una sempre maggiore partecipazione ai diversi processi di costruzione del Piano. Parallelamente, a giugno 2005, l Assemblea del Consorzio ha nominato il Tavolo di Coordinamento Politico Istituzionale che, sempre a garanzia dell integrazione tra le varie componenti territoriali, risulta composto, oltre che dal Presidente del CdA, da un rappresentante per ogni area di gestione dei servizi. Il sottoriportato quadro illustra il disegno organizzativo finale: 115

118 Si trattava a questo punto di innescare un meccanismo decisionale che salvaguardasse la condivisione e la partecipazione di tutto il territorio a tutte le fasi. Per far ciò, i lavori dei singoli Tavoli Tematici si sono sviluppati seguendo il percorso sottoriportato: La frammentazione gestionale dei servizi socio-assistenziali presente nel Consorzio, non ha consentito in questo primo Piano di Zona di programmare specifiche azioni integrate con i servizi sociali erogati dai Comuni (soggiorni marini, centri di incontro, attività per i giovani etc.) che potranno essere oggetto di implementazioni successive del Piano. 2.4 Integrazione sociosanitaria L individuazione, da parte dell ASL 12, di un interlocutore unico per la Cabina di Regia Provinciale e per gli Uffici di Piano dei due Consorzi CISSABO e I.R.I.S., assume, almeno a livello strategico, il significato di voler garantire una omogeneità complessiva di obiettivi. A rafforzamento di tale disegno, i due Uffici di Piano hanno previsto incontri comuni tesi a: favorire un maggior coordinamento fra Assemblea dei Sindaci e Azienda, funzionale anche ad aumentare le conoscenze da parte degli Amministratori sulla problematica sociosanitaria; utilizzare i Piani di Attività dell Azienda come strumenti di programmazione e di integrazione con i Piani di Zona. 116

119 2.5 Partecipazione del Terzo Settore Il 3 maggio 2005 il CSV, in collaborazione con gli Enti locali del territorio, ha promosso un incontro pubblico per discutere il tema della partecipazione del Terzo Settore alla costruzione dei Piani di Zona. In quella sede si è definita una cornice di riferimento intorno a cui sviluppare la partecipazione. In primo luogo si è convenuto che la partecipazione avviene: su due direttrici principali: per rappresentanza e per competenza; per due principali ragioni: la disponibilità di risorse utilizzabili per gli obiettivi sociali e la conoscenza delle situazioni di disagio e di debolezza del territorio. In secondo luogo si è previsto un coinvolgimento incrementale, così come è incrementale il Piano, nelle diverse e successive fasi di costruzione, sottoscrizione /adesione e gestione del Piano stesso. 2.6 La comunicazione sociale 1 L attività di comunicazione sociale è intesa dalle recenti legislazioni in materia (L. 150/2000 e DPR 422/2001 con relative direttive di attuazione) come parte di una specifica funzione della pubblica amministrazione volta a garantire il perseguimento degli interessi pubblici e la tutela dei diritti dei cittadini. Le attività della Pubblica Amministrazione in materia di comunicazione e informazione sono state recentemente disciplinate anche in relazione all accresciuta importanza e centralità del rapporto con il cittadino singolo e associato. Ai tradizionali bisogni del cittadino utente e ai tradizionali servizi forniti dalla Pubblica Amministrazione si sono aggiunte nuove consapevolezze e principi che discendono dalle mutate esigenze dei cittadini e dalla necessità di nuove risposte del settore pubblico. Trasparenza e tracciabilità degli atti, informazione e comunicazione (anche interattiva, con il pieno utilizzo dei nuovi strumenti tecnologici) rappresentano oggi non soltanto un dovere per amministratori e dirigenti, ma anche il presupposto per una piena e matura partecipazione accompagnata da una reale poosibilità di avvicinare i cittadini alla gestione pubblica. Le attività di comunicazione sociale si ispirano inoltre ai principi propri dell ente pubblico, quali quello di trasparenza, efficienza, accessibilità e partecipazione. Uno dei presupposti di tali innovazioni amministrative è che le istanze di riforma e il rafforzamento dei livelli locali di governo così come l attuazione dei principi di sussidiarietà possono realizzarsi, infatti, solo attraverso il pieno coinvolgimento dei cittadini, degli operatori del settore pubblico, delle imprese da coinvolgere. La costruzione di questo primo Piano di Zona ha favorito anche sul nostro territorio nuove modalità di comunicazione riguardanti sia il livello politico/amministrativo che quello gestionale/operativo ed ha coinvolto - sin dall inizio - le diverse componenti sociali. La metodologia di lavoro adottata dovrebbe consentire un continuo miglioramento del processo. 1. paragrafo elaborato all interno del Gruppo Tecnico Provinciale con la consulenza dell IRS - Milano 117

120

121 Capitolo III 3.1 I Tavoli Tematici del Consorzio I.R.I.S Il Tavolo di Coordinamento Politico Istituzionale, per questo primo Piano di Zona, ha ritenuto sufficiente organizzare i lavori su quattro aree tematiche: Anziani, Minori e Famiglie, Disabili e Adulti. Per ognuna di queste aree è stato costituito un Tavolo composto dalle diverse agenzie territoriali portatrici di differenti esperienze, conoscenze, sensibilità e professionalità. I lavori si sono svolti nei mesi di ottobre e novembre secondo la seguente articolazione: Tavoli n. incontri media partecipanti Anziani 2 12 Minori e Famiglie 2 17 Disabili 2 17 Adulti 2 15 Totale 8 61 L attività dei tavoli si è sviluppata con una metodologia comune. Nel primo incontro si è condiviso e approfondito l esito sia dell analisi effettuta dal Tavolo Tecnico dei Servizi sia quello derivante dalla rilevazione del contesto socio-ambientale effettuata con la collaborazione delle Associazioni, delle Cooperative e degli altri soggetti di cui capitolo I; si sono quindi individuate priorità di intervento da sottoporre alla valutazione del Tavolo Politico Istituzionale. Il Tavolo, sentita l Assemblea dei Sindaci ed i Presidenti delle Comunità Montane, ha approvato il lavoro ed individuato le risorse necessarie, consentendo ai Tavoli Tematici di definire, nel secondo incontro, le azioni conseguenti. Nel corso dello svolgimento degli incontri, sono stati individuati obiettivi e azioni che sono dettagliatamente descritti nei paragrafi successivi Tavoli n. obiettivi n. azioni Anziani 6 11 Minori e Famiglie 3 13 Disabili 3 11 Adulti 2 8 Totale Tavolo tematico anziani Il tavolo tematico, a cui hanno partecipato mediamente n. 12 rappresentanti di Enti/Organizzazioni/ Associazioni, si è riunito due volte, il 14 ed il 28 ottobre Nel primo incontro si è condivisa e discussa una griglia di raffronto, predisposta dall Ufficio di Piano, tra gli della rilevazione del Tavolo Tecnico dei Servizi e quella del Contesto Socio-Ambientale. N.B. carattere corsivo = rilevazione del Tavolo Tecnico Servizi 119

122 Griglia di raffronto Principali problemi rilevati: Crescita esponenziale del numero di persone anziane non autosufficienti; presenza di un numero elevato di grandi vecchi ; fragilità della famiglia nel garantire cura e assistenza; redditi insufficienti a grantirsi i servizi; abitazioni non adeguate; solitudine/ isolamento/ autoesclusione. Presenza di un numero crescente di anziani non autosufficienti; sostegno alle famiglie; necessità di una maggiore offerta di servizi flessibili; difficoltà economiche a garantirsi i servizi; carenza di servizi sanitari di base. Principali criticità del sistema di offerta: difficoltà ad accedere ai servizi; carenza di informazioni su servizi, procedure, modalità di accesso, diritti esigibili, di un raccordo strutturato con i Servizi Sanitari, di un percorso integrato tra tutti i i Servizi Sociali e Sanitari sia territoriali che residenziali; di un servizio di trasporto adeguato che assicuri mobilità; di un Sistema di garanzia rispetto alla qualità del lavoro di cura svolto da privati (badanti). Carenza di volontari e difficoltà di collaborazione e coordinamento tra Associazioni; carenza di risorse; scarsa cultura della domiciliarità. Proposte di miglioramento: maggiore integrazione con i Servizi Sanitari; istituzione di uno Sportello Unico; attivazione di Servizi di garanzia, di un Servizio trasporti che assicuri mobilità, di interventi per prevenire solitudine/ depressione. Sostegno alla domiciliarità; incremento di servizi semiresidenziali; offerta da parte delle strutture residenziali di interventi domiciliari; adozione di anziani in difficoltà da parte di pensionati ancora attivi. 120

123 Nel secondo incontro, il Tavolo si è confrontato sulle sottoriportate priorità di intervento e ipotesi operative già validate dal Tavolo Politico Istituzionale: PRIORITÀ osservatorio sportello unico/prontuario UVG servizi di garanzia prevenzione anche della disabilità trasporti centri diurni IPOTESI OPERATIVE Attività in programmazione sia da parte della Provincia che dal Centro Servizi Volontariato. Potrebbe essere svolta da questi soggetti in raccordo operativo con i Consorzi IRIS e Cissabo e l ASL 12 implementare lo Sportello Filo d Arianna assegnando come obiettivo del primo anno la costruzione del prontuario informatico ed uno studio di fattibilità di Sportello Unico (prevedendo Sportello centrale con personale dedicato e sedi periferiche con volontari) Risorse: aumento del personale dedicato per un importo presunto di euro a carico del Consorzio richiedendo la partecipazione dell ASL che già cofinanzia le altre attività del Filo di Arianna la richiesta di adeguamento delle attività della Commissione alla normativa vigente è già presentata (da parte di entrambi i Consorzi Socio Assistenziali) al Presidente della Conferenza dei Sindaci dell ASL. Risorse: alla disponibilità dell ASL di adeguare la Commissione dovrà corrispondere un aumento del personale socio assistenziale dedicato Potranno essere attivati qualora: POR 2005 venga approvato dalla Regione Progetto Banca Intesa Biverbanca trovi accordo tra Provincia e Consorzio e Banche proponenti Comuni/Comunità Montane destinino risorse per assegni di cura Per attivare azioni in tal senso occorrerebbe elaborare proposte di contratti di sponsorizzazione(farmacie, prodotti specifici per anziani ecc) Potranno essere affrontati questi problemi qualora si attivino azioni integrate Comuni/Provincia/ATAP È necessario raggiungere un accordo con l ASL per la determinazione di una quota parte del budget già destinato alla residenzialità 121

124 Il quadro sinottico sotto riportato espone le risultanze dei lavori che costituiscono il piano programmatico dell area anziani. AREA ANZIANI - PIANO PROGRAMMATICO Problemi, bisogni e criticità Priorità di intervento Azioni Risorse dei diversi attori Rilevante incidenza della popolazione ultrasessantacinquenne sul totale della popolazione e conseguente crescita esponenziale numero delle persone anziane non autosufficienti: Carenza di elementi conoscenza sul problema Carenza di informazioni sulle procedure e modalità di accesso ai Servizi Carenza di integrazione tra Servizi Sociali e Sanitari Individuazione di una modalità di raccolta ed elaborazione dati utile alla programmazione dei servizi Creazione di una rete informativa sul territorio, ovvero ricomposizione della frammentazione esistente per agevolare la conoscenza e l accesso ai Servizi Individuazione di percorsi integrati tra tutti i Servizi Sociali e Sanitari sia territoriali che residenziali per una presa in carico globale Innovazione: promozione dell istituzione di un Osservatorio a dimensione almeno provinciale Cambiamento: implementazione dello Sportello Informativo Anziani Il Filo di Arianna finalizzata alla Innovazione: costruzione del Prontuario Unico Informatico dei Diritti e dei Servizi ad uso degli operatori socio sanitari effettuazione di uno studio di fattibilità per la creazione dello Sportello Unico con le necessarie articolazioni territoriali Consolidamento propedeutico: prosecuzione della sperimentazione dell erogazioni di assegni di cura/buoni servizio e mantenimento di tutti i servizi presenti a sostegno della domiciliarità Cambiamento: adeguamento delle attività della UVG e creazione dei percorsi di assistenza così come previsto dalla normativa vigente (DGR /2005) Ore lavoro personale interno al Consorzio Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, personale dell ASL + volontari + fondi dedicati dal Consorzio Nello specifico, ogni organizzazione individuerà i proprii soggetti referenti per: 1^ fase: costruire mappa esistente 2^ fase:individuare i percorsi d accesso. Per l anno 2006 si stimano necessarie 100 ore per ogni referente. Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, personale dell ASL con i rispettivi adeguamenti connessi all applicazione della normativa Si stimano necessari max 6 incontri per 3 ore per 3 mesi. Agli incontri partecipano tre rappresentati ASL (1 geriatria e 2 SAST- convenzioni e cure domiciliari), 2 rappresentanti Consorzio IRIS, 2 del CISSABO e n. 1 del Comune di Biella, con chiusura dei lavori entro il 20/7/

125 Problemi, bisogni e criticità Priorità di intervento Azioni Risorse dei diversi attori Fragilità della famiglia nel garantire cura e assistenza Carenza di servizi di prevenzione alla disabilità Insufficienza di servizi di trasporto Messa a sistema di servizi finalizzati al sostegno della famiglia Individuazione di strategie e connessioni finalizzate alla prevenzione Individuazione di strategie per favorire una mobilità adeguata Consolidamento propedeutico: prosecuzione della sperimentazione dell erogazioni di assegni di cura/buoni servizio e mantenimento di tutti i servizi presenti a sostegno della domiciliarità Cambiamento: erogazione di assegni di cura/buoni servizio su tutto il territorio del Consorzio Innovazione: servizi a sostegno dell assistenza famigliare per persone non autosufficienti, realizzazione del Progetto Tutt Insieme, riconoscimento economico del rilievo sanitario per i Centri Diurni Integrati. Innovazione: elaborazione, con il competente Dipartimento dell ASL, di un piano attuativo di azioni preventive. Consolidamento: mantenimento delle convenzioni in essere tra Comuni/Comunità Montane/Consorzio e Associazioni di Volontariato Innovazione: formulazione di specifiche proposte ai Comuni comprensive di proposte di convenzioni con Associazioni di Volontariato Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane + fondi Comuni/Comunità Montane per assegni di cura/buoni servizio e fondi ASL per riconoscimento economico del rilievo sanitario per i Centri Diurni Integrati Casa di Giorno di Biella e Tut l Dì di Candelo, con indirizzamento ai medesimi da parte dell UVG Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, dell ASL + fondi derivanti da contratti di sponsorizzazione Costituzione di un gruppo di lavoro con il Dipartimento di prevenzione Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, Provincia, ASL, del Volontariato da destinare ad apposito gruppo che verrà costituito 3.3 Tavolo tematico minori e famiglie Il tavolo tematico, a cui hanno partecipato mediamente n. 17 rappresentanti di Enti/Organizzazioni/ Associazioni, si è riunito due volte, l 11 ed il 24 ottobre Nel primo incontro si è condivisa e discussa una griglia di raffronto, predisposta dall Ufficio di Piano tra gli esiti della rilevazione del Tavolo Tecnico dei Servizi e quella del Contesto Socio-Ambientale. N.B. carattere corsivo = rilevazione del Tavolo Tecnico Servizi 123

126 Griglia di raffronto Famiglie Principali problemi rilevati: genitorialità difficile; cambiamenti nella struttura della famiglia; conflittualità all interno dei nuclei, difficoltà economiche. Sostegno alla genitorialità; conflitti famigliari; richiesta di ervizi accessibili e flessibili; maggiore integrzione per le famiglie di stranieri; raccordo con i Servizi Principali criticità del sistema di offerta: carenza di risorse a sostegno delle figure genitoriali fragili di Servizi flessibili a sostegno della famiglia di integrazione con i Servizi Sanitari per la valutazione delle capacità genitoriali. scarsità di risorse per affrontare la complessità dei problemi; rigidità normativa e istituzionale Minori: Principali problemi rilevati: rischio di disagio psico-sociale; rischio di devianza sulla fascia dei pre-adolescenti e adolescenti; difficoltà di integrazione dei minori stranieri. Disagio adolescenziale. Principali criticità del sistema di offerta: carenza di integrazione con i Servizi Sanitari per il sostegno dei minori che hanno subito traumi a seguito di violenze e abusi; carenza di Servizi a favore della fascia adolescenziale a rischio di devianza. scarsità di risorse per affrontare la complessità dei problemi; rigidità normativa e istituzionale Proposte di miglioramento: creazione o implementazione in collaborazione con i Comuni, il terzo Settore e la Comunità Locale di Servizi flessibili e leggeri a favore delle famiglie e di minori pre-adolescenti e adolescenti a rischio di devianza. 124

127 Concertazione tra pubblico e privato; promozione dell integrazione dei servizi con il territorio, del volontariato; potenzaimento dei servizi per la prevenzione. Nel secondo incontro, il Tavolo si è confrontato sulle sottoriportate priorità di intervento e ipotesi operative, già validate dal Tavolo Politico Istituzionale: PRIORITÀ sostegno genitoriale sviluppo di sinergie tra le associazioni e tra queste e la comunità locale, prevenzione disagio pre adolescenti e adolescenti. IPOTESI OPERATIVE mantenere attivo il Progetto Genitori si Diventa implementandolo attraverso: 1. raccordo con lo Spazio Famiglie Il Patio, 2. inserimento di attività di Mediazione Famigliare, proporre ai Comuni una maggiore flessibilità dei Nidi attraverso l utilizzo degli appositi fondi regionali verifica applicazione ed esiti protocollo Servizi/Asili Nido/Scuola integrazione sociale famiglie straniere Risorse: utilizzo dei fondi regionali per il sostegno delle famiglie in situazioni problematiche anno 2005 (DD 213 del ) fermo restando il trasferimento storico già riconosciuto alla Città di Biella e pari ad euro ca. unificare e dare continuità alle due èquipes di valutazione capacità genitoriali e su abuso e maltrattamento, dando anche le conseguenti risposte al sostegno genitoriale Risorse: da richiedere all ASL 12 cercare sinergie con il Progetto Periferie in corso di progettazione da parte della Città di Biella promuovendone una sperimentazione (in analogia) sul territorio dei Comuni che hanno delegato tutte le funzioni al Consorzio. Individuare in accordo con il CSV il facilitatore della rete mantenimento dello Spazio Famiglie Il Patio Risorse: del Consorzio oltre a richiedere all ASL 12 una partecipazione essendo l attività all interno del Servizio Spaf! già cofinanziato dall ASL medesima Per tutte le attività dell area minori e famiglie valutare la partecipazione della Provincia (ad es. con le risorse residue derivanti dalla L. 285/97) pensando ad interventi su scala ampia: vedi Scuter, animazione finalizzata a leggere i bisogni, etc 125

128 Il quadro sinottico sottoriportato espone le risultanze dei lavori che costituiscono il piano programmatico dell area minori e famiglie. AREA MINORI E FAMIGLIE - PIANO PROGRAMMATICO Problemi, bisogni e criticità Priorità di intervento Azioni Risorse dei diversi attori Genitorialità difficile: carenza di risorse a sostegno delle figure genitoriali cambiamenti nella struttura della famiglia: carenza di servizi flessibili a sostegno della famiglia conflittualità all interno dei nuclei carenza di integrazione con i Servizi Sanitari per la valutazione delle capacità genitoriali e per il sostegno dei genitori Individuazione di strategie e connessioni tra Servizi Pubblici e Privati finalizzate al sostegno genitoriale 1. Consolidamento: prosecuzione dei Progetti Genitori si diventa e Spazio Famiglie Il Patio al Cambiamento: raccordo tra i due Progetti Innovazione: attivazione di interventi di mediazione famigliare 2. Consolidamento: prosecuzione, da parte dei Nidi Pubblici e Privati, dell attività di coordinamento Cambiamento: formulazione proposte ai Comuni e sostenere una maggiore flessibilità degli Asili Nido 3. Consolidamento: verifica applicazione ed esiti Protocollo Servizi/ Asili Nido/Scuola 4. Cambiamento: tener conto, all interno di ogni azione, della necessità di integrazione delle famiglie straniere 5. Consolidamento: anno 2006: prosecuzione delle attività dell équipe di valutazione delle capacità genitoriali, mediante la messa a disposizione da parte dell ASL. Formale riconoscimento dell èquipe e delle sue modalità di funzionamento 6. Cambiamento: Anno 2007 unificazione delle équipes di valutazione delle capacità genitoriali e consulenza sui casi di maltrattamento e abuso previo studio da parte di un gruppo di lavoro ad hoc Innovazione: attivazione da parte delle èquipes di interventi di sostegno genitoriale 1. ore lavoro del personale interno al Consorzio, del personale dei Nidi Pubblici e Privati, del personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane + fondi di cui alla DD 213 del dell Assessorato Regionale Politiche Sociali (Consorzio) e fondi Provinciali ex L.285/ ore lavoro del personale dei Nidi Pubblici e Privati 2.2. personale interno al Consorzio 3. N. 9 ore lavoro del personale interno al Consorzio, del personale dei Nidi Pubblici e Privati, della Scuola, del personale socio assistenziale dei Comuni/ Comunità Montane, del Servizio NPI ASL per il proseguimento del tavolo. 4. azione trasversale che riguarda il personale di tutti gli attori via via interessati alle singole azioni 5. n. 24 ore di lavoro settimanale da parte del personale dell ASL (psicologi), pari numero di ore lavoro del personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane e n. 3 ore mensili di personale interno al Consorzio 6. n. ore di lavoro (da quantificare) da parte di personale interno al Consorzio, di personale socio assistenziale dei Comuni/ Comunità Montane e dell ASL (Ostetricia-Ginecologia, Pediatria, Medicina Legale, DSM, NPI, Ser.T) 126

129 Problemi, bisogni e criticità Priorità di intervento Azioni Risorse dei diversi attori Minori a rischio di disagio psico sociale ( con particolare riguardo a fenomeni di abuso e maltrattamento) e di devianza Carenza di integrazione fra Servizi, Associazioni e Comunità Locale per la prevenzione del disagio minorile Individuazione, in aggiunta a quanto previsto al p.to precedente, di strategie e connessioni tra Servizi Pubblici e Privati finalizzate alla prevenzione del disagio e della devianza giovanile Sviluppo di sinergie tra le Associazioni e tra queste e la Comunità Locale 1. Consolidamento: prosecuzione del Progetto Spazio Famiglie Il Patio al Innovazione: attivazione di gruppi AMA per famiglie con adolescenti in collegamento con il Servizio Spaf!, attivazione dei Progetti Sport-ello e Accesso Libero 1. Innovazione: coinvolgimento delle Associazioni e della Comunità Locale attraverso la realizzazione del Progetto Periferie e di analoghi di questo su parte del territorio del Consorzio 1. 1.ore lavoro del personale interno al Consorzio, del personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane + ore lavoro/fondi dell ASL nella misura e con le modalità in essere + fondi destinati dalla Provincia e dal Lions Club Biella 1.1. ore lavoro del personale interno + fondi (Città di Biella) 1.2. ore lavoro del personale interno al Consorzio, del personale socio assistenziale dei Comuni che hanno delegato al Consorzio tutte le funzioni 3.4 Tavolo tematico disabili Il tavolo tematico, a cui hanno partecipato mediamente n. 17 rappresentanti di Enti/Organizzazioni/ Associazioni, si è riunito due volte, l 8 ed il 23 novembre Nel primo incontro si è condivisa e discussa una griglia di raffronto, predisposta dall Ufficio di Piano, tra gli esiti della rilevazione del Tavolo Tecnico dei Servizi e quella del Contesto Socio-Ambientale. N.B. carattere corsivo = rilevazione del Tavolo Tecnico Servizi Griglia di raffronto Principali problemi rilevati: Difficoltà della famiglia a prendersi cura della persona disabile per il carico emotivo e assistenziale che richiede; difficoltà di integrazione scolastica e sociale in contesti normali ; difficoltà di essere genitori anziani di un figlio disabile. Maggiore informazione sui servizi e diritti e procedure; necessità di sostegno psicologico, di interventi di emergenza, di servizi flessibili a supporto delle famiglie; ansia dei genitori per il futuro dei figli; isolamento sociale delle famiglie;carenza di posti di lavoro reali, carenza di personale adeguatamente preparato nella scuola. Principali criticità del sistema di offerta: difficoltà ad accedere ai Servizi; carenza di un raccordo strutturato Servizi Sanitari/ Sociali, di Servizi di emergenza e di sollievo, di percorsi per inserimento lavorativi di disabili gravi. Scarsa integrazione tra i Servizi Socio-Sanitari; scarsa sensibilità e cultura sulla disabilità da parte della Comunità Locale; percezione dei Servizi come sperimentali senza garanzia di continuità; scarso risonoscimento della Cooperazione Sociale da parte del l Ente Pubblico. 127

130 Proposte di miglioramento: attivare modalità di coordinamento strutturato con: Servizi Sanitari, Centro per l Impiego, Associazioni di Volontariato, Terzo Settore, Organi Giudiziari e Scuola; attivazione di uno Sportello Unico; attivazione Servizio trtasporti per garantire mobilità; individuazione nuovi percorsi formativi e di inserimento lavorativo per persone con gravi disabilità. Maggiore coordinamento tra le Associazioni; maggiore coinvolgimento delle famiglie nei progetti individuali; maggiore lavoro di rete e collaborazione tra Pubblico/ Privato. Nel secondo incontro, il Tavolo si è confrontato sulle sottoriportate priorità di intervento e ipotesi operative, già validate dal Tavolo Politico Istituzionale: PRIORITÀ Disamina sullo stato di applicazione delle norme (UVH, LEA) e sulla valutazione delle risorse disponibili e di quelle attivabili IPOTESI OPERATIVE Definizione, da parte dell ASL, di specifico mandato all UVH per: la disamina dello stato di applicazione delle norme vigenti in materia la valutazione sull utilizzo delle risorse disponibili e di quelle attivabili Il lavoro dovrà essere oggetto di confronto nel laboratorio Tavolo Tematico Diversamente abilii Differenziazione servizi e impatto sui progetti di vita Osservatorio/informazioni/comunicazione/approccio culturale Ridefinizione, da parte dell ASL, dei compiti dell UVH intesa anche come servizio di consulenza agli operatori socio sanitari per la costruzione dei PAI per i quali, al momento, si dispone delle seguente risorse finite : progetto oltre la diagnosi (Consorzio) inserimenti in asili nido (Comuni/Comunità Montane/Nidi Privati) servizio Gli Altri e noi (Consorzio) inserimento scolastico (Scuola,Comuni,ASL) servizio S Mossa (Consorzio) servizio Il lavoro difficile(consorzio) inserimenti lavorativi (Centro per l Impiego) centri diurni (ASL, Comuni,terzo settore) servizi residenziali(asl, Comuni, terzo settore) costruenda Fondazione Dopo di Noi Richiesta al CSV di predisporre e definire corsi di formazione per persone che assumeranno il ruolo di amministratore di sostegno Queste attività potrebbero essere svolte dal progetto Ability in sinergia con Provincia e Centro Servizi Volontariato. 128

131 Il quadro sinottico sotto riportato espone le risultanze dei lavori che costituiscono il piano programmatico dell area disabili. AREA DISABILI - PIANO PROGRAMMATICO Problemi, bisogni e criticità Carenza di raccordo strutturato tra Servizi Sanitari e Servizi Sociali Percezione dei Servizi come sperimentali e senza garanzia di continuità Difficoltà: 1. della famiglia a prendersi cura della persona disabile 2. ad accedere ai Servizi 3. di integrazione scolastica e sociale in contesti normali 4. di essere genitori anziani di un figlio disabile Carenza di: 1. servizi di emergenza e di sollievo 2. percorsi per inserimento lavorativo di disabili gravi Priorità di intervento Disamina sullo stato di applicazione delle norme e valutazione delle risorse disponibili e di quelle attivabili Differenziazione servizi e impatto sui progetti di vita Azioni Cambiamento: definizione, da parte dell ASL, di specifico mandato all UVH finalizzato a: disamina dello stato di applicazione delle norme vigenti in materia valutazione sull utilizzo delle risorse disponibili e di quelle attivabili Innovazione: incontri calendarizzati tra UVH e Laboratorio Tavolo Tematico Disabili sugli esiti dell azione di cambiamento integrazione dell UVH con i rappresentanti dei diversi soggetti di volta in volta interessati alle problematiche inerenti i disabili (Scuola, terzo settore ecc) Consolidamento: mantenimento dei servizi/ progetti in essere e nello specifico: progetto Oltre la Diagnosi (Consorzio, ASL) inserimenti in asili nido (Comuni/Comunità Montane/Nidi Privati) progetto Gli Altri e Noi (Consorzio) progetto La Sessualità Possibile (Consorzio, terzo settore) inserimento scolastico (Scuola, Comuni, ASL) servizio Centro S Mossa (Consorzio) progetto Il lavoro difficile(consorzio) inserimenti lavorativi (Centro per l Impiego) centri diurni (ASL, Comuni,terzo settore) servizi residenziali (ASL, Comuni, terzo settore) Immediatamente successiva alla disamina e previa validazione della nuova impostazione data da parte delle rispettive Istituzioni di appartenenza: Innovazione: Ridefinizione, da parte dell ASL, dei compiti dell UVH intesa anche come servizio di consulenza agli operatori socio sanitari per la costruzione dei PEI Istituzione di un gruppo di lavoro dedicato al Durante Noi per il Dopo di Noi Istituzione da parte della Provincia dell Ufficio per le Pubbliche Tutele Promozione di azioni di formazione e selezione di persone disponibili ad assumere la funzione di Amministratore di Sostegno Risorse dei diversi attori Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale dell ASL, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, personale appartenente alle organizzazioni dei diversi soggetti di volta in volta interessati. Nello specifico il Gruppo Tecnico sarà composto da personale del Dipartimento Strutture Territoriali dell ASL e dei Consorzi IRIS e CISSABO ed effettuerà n. max di 8 incontri quindicinali di 2 ore ciascuno. Conclusione dei lavori entro luglio Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale dei Comuni/Comunità Montane, dell ASL, della Scuola + volontari + fondi già dedicati da ogni Ente /Organizzazione. 129

132 Problemi, bisogni e criticità Carenza di informazione su servizi, diritti e procedure Scarsa sensibilità e cultura sulla disabilità da parte della comunità locale Priorità di intervento Osservatorio: costruire informazione, comunicazione, cultura Azioni Consolidamento: prosecuzione del progetto Ability Cambiamento/Innovazione: implementazione delle funzioni di Ability, in sinergia con Provincia e CSV attraverso: 1. adeguamento/implementazione del protocollo esistente finalizzati anche a ridefinire le funzioni ed i rapporti tra gli Enti interessati; 2. completamento dell archivio informatico della Medicina Legale dell ASL, propedeutico alla 3. costruzione dell Osservatorio per la parte riferita ai dati sanitari; 4. sperimentazione dell applicativo informatico per la condivisione della documentazione socio sanitaria da parte dell ASL, dei Consorzi, della Città di Biella, della Provincia (Centro per l Impiego). Risorse dei diversi attori Ore lavoro personale dell ASL, personale interno al Consorzio, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane e della Provincia, con i rispettivi adeguamenti connessi alla ridefinizione dei compiti 3.5 Tavolo tematico adulti Il tavolo tematico, a cui hanno partecipato mediamente n. 15 rappresentanti di Enti/Organizzazioni/ Associazioni, si è riunito due volte, l 11 ed il 24 novembre Nel primo incontro si è condivisa e discussa una griglia di raffronto, predisposta dall Ufficio di Piano tra gli esiti della rilevazione del Tavolo Tecnico dei Servizi e quella del Contesto Socio-Ambientale. N.B. carattere corsivo = rilevazione deltavolo Tecnico Servizi Griglia di raffronto Principali problemi rilevati: Presenza di numerosi adulti a disagio sociale con problemi economici, abitativi e relazionali; di adulti in difficoltà a causa della crisi occupazionale o con problemi di dipendenze o di carattere psichiatrico. Lavoro, casa, orientamento e accompagnamento al lavoro, sostegno economico, conflittualità nei rapporti famigliari; integrazione sociale per gli stranieri. Principali criticità del sistema di offerta: carenza di strumenti e risorse per affrontare i disagi derivanti dalla crisi economica e/ occupazionale, di sbocchi lavorativi per soggetti deboli, di una politica territoriale sul problema abitativo, di integrazione e coordinamento con i Servizi Sanitari. Carenza di coordinamento strutturato tra i diversi soggetti che attivano servizi, di una rete tra i Servizi, di Servizi che affrontino problematiche complesse; scarsità di fondi; carenza di volontari. Proposte di miglioramento: attivare modalità di coordinamento strutturato con il centro per l Impiego, Servizi Sanitari, Associazioni di Volontariato, il Terzo Settore, Comuni e ATC, Autorità Giudiziaria, carcere e con gli Sportelli di informazione agli stranieri. 130

133 Incrementare e strutturare la collaborazione tra Terzo settore ed enti pubblici; promozione di cultura delle responsabilità individuali e sociali. Nel secondo incontro, il Tavolo si è confrontato sulle sottoriportate priorità di intervento e ipotesi operative, già validate dal Tavolo Politico Istituzionale che di seguito si riportano: PRIORITÀ Costruire conoscenza, sinergie, cultura IPOTESI OPERATIVE 1. Individuazione di uno spazio (laboratorio Tavolo Tematico Adulti?) in cui: far convergere, in modo strutturato e coordinato, tutte le informazioni utili a conoscere l offerta dei Servizi per orientare operatori, volontari e cittadini far dialogare gli attori e costruire sinergie per effettuare interventi il più efficaci possibile Il lavoro prodotto in questo spazio potrà essere propedeutico alla strutturazione di uno Sportello Unico (PdZ 2008/2010) Riposizionare gli interventi di Enti e Terzo Settore all interno del sistema, a garanzia - in primis- del soddisfacimento dei bisogni primari (salute,casa, lavoro) 2. Organizzazione, da parte della Provincia e dei Comuni insieme al Tavolo Povertà c/o CSV, di un evento (spettacolo teatrale?) di sensibilizzazione, a partire dalla scuola, sui temi di un contesto socio economico in cambiamento. L evento sarà teso a determinare un processo culturale (con richiami almeno annuali) capace di valorizzare contenuti positivi dei momenti di crisi Essendo questa operazione subordinata agli esiti del lavoro di cui al punto precedente, il PdZ 2005/2007 dovrà impegnare gli operatori e i volontari nel trovare soluzioni di collaborazione per la definizione e gestione degli interventi. La gestione di casi complessi, in quanto necessitanti di integrazione istituzionale e operativa, sarà anche utile a evidenziare criticità e sollecitare proposte per strutturare risposte flessibili, efficienti e efficaci. Nello specifico: Casa 1. strutturare percorsi ed azioni dal centro di accoglienza ad alloggi di seconda accoglienza 2. istituzione7revisione collaborazioni con ATC per problematiche inerenti gli alloggi ERP 3. Cercare e trovare formule e possibili soluzioni per affrontare il problema di coloro che hanno acceso mutui per l acquisto della casa e a causa della crisi economica ed occupazionale in atto non sono più in grado di affrontare tale spesa. Una possibile azione è quella di verificare con la Provincia il possibile utilizzo del fondo di garanzia per gli insediamenti nelle zone montane. Lavoro 1. Studio, con Centro per l impiego e l Assessorato Provinciale alla Formazione, di adeguati percorsi integrati compresi i tirocini lavorativi a vario titolo attivati da diversi soggetti 2. incremento degli affidamenti di commesse di lavoro da parte della P.A. a cooperative di tipo B per l inserimento lavorativo di persone con disagio. Salute 1. studio, con l ASL, di adeguati percorsi integrati, in particolare per la gestione di casi complessi. 131

134 Il quadro sinottico sotto riportato espone le risultanze dei lavori che costituiscono il piano programmatico dell area adulti. AREA ADULTI - PIANO PROGRAMMATICO Problemi, bisogni e criticità Aumento del numero di adulti a disagio sociale (problemi economico-occupazionali, abitativi, relazionali di dipendenze o di carattere psichiatrico) Carenza di: strumenti e di risorse per affrontare i disagi di cui sopra integrazione e coordinamento tra Servizi Sociali i Servizi Sanitari Priorità di intervento Costruire conoscenza, sinergie, cultura Riposizionare gli interventi di Enti e Terzo Settore all interno del sistema, a garanzia - in primisdel soddisfacimento dei bisogni primari (salute,casa, lavoro) Azioni Innovazione: 1. individuazione del Laboratorio Tavolo Tematico Adulti quale spazio in cui: far convergere, in modo strutturato e coordinato, tutte le informazioni utili a conoscere l offerta dei Servizi per orientare operatori, volontari e cittadini far dialogare gli attori e costruire sinergie per effettuare interventi il più efficaci possibile Il lavoro prodotto in questo spazio potrà essere propedeutico alla strutturazione di uno Sportello Unico (PdZ 2008/2010) 2. Organizzazione, da parte dei Comuni insieme al Tavolo Povertà c/o CSV, di un evento di sensibilizzazione, a partire dalla scuola, sui temi di un contesto socio economico in cambiamento. L evento sarà teso a determinare un processo culturale capace di valorizzare contenuti positivi dei momenti di crisi Essendo questa operazione subordinata agli esiti del lavoro di cui al punto precedente, il periodo corrispondente al PdZ 2005/2007 vedrà gli operatori e i volontari impegnati nel trovare soluzioni di collaborazione per la definizione e gestione degli interventi. La gestione concordata e congiunta di casi complessi, e -in quanto tali- necessitanti di integrazione istituzionale e operativa, sarà anche utile a evidenziare criticità e sollecitare proposte. Gli elementi di riflessione derivanti, riportati al Laboratorio Tavolo Tematico Adulti, saranno utlili per strutturare risposte flessibili, efficienti e efficaci. Risorse dei diversi attori Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale dell ASL, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, personale appartenente alle organizzazioni dei diversi soggetti di volta in volta interessati, per garantire presenza e continuità a riunioni mensili di 2 ore ciascuna. L ASL parteciperà con rappresentanti designati dal SerT e dal DSM. Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale dell ASL, personale socio assistenziale dei Comuni/Comunità Montane, personale appartenente alle organizzazioni dei diversi soggetti di volta in volta interessati ai lavori dei sottogruppi casa, lavoro e salute che saranno costituiti. 132

135 Problemi, bisogni e criticità coordinamento strutturato tra i diversi soggetti deputati alla costruzione della rete (Centro per l Impiego, Comuni e ATC, Terzo Settore, Autorità Giudiziaria, ecc.) Priorità di intervento Azioni Innovazione: Casa 1. strutturare, per tutti i cittadini del territorio del Consorzio, percorsi ed azioni dal centro di accoglienza agli alloggi di seconda accoglienza già attivati dalla Città di Biella. 2. sollecitare i Comuni e l ATC per l attivazione di collaborazioni strutturate inerenti le problematiche su assegnazione e gestione alloggi ERP. 3. individuare modalità e soluzioni per affrontare il problema di coloro che hanno acceso mutui per l acquisto della casa e a causa della crisi economica ed occupazionale in atto non sono più in grado di sostenere tale spesa. Es. verificare con la Provincia il possibile utilizzo del fondo di garanzia per gli insediamenti nelle zone montane. Lavoro 3. studio, con il Centro per l impiego e l Assessorato Provinciale alla Formazione, di adeguati percorsi integrati compresi i tirocini lavorativi già attivati da diversi soggetti. 4. promuovere l affidamento di commesse di lavoro da parte della P.A. a cooperative di tipo B per l inserimento lavorativo di persone con disagio, tenuto conto del Codice di Autoregolamentazione approvato e sottoscritto in sede di Patto per il Biellese Salute 1. studio, con l ASL, di adeguati percorsi integrati, per la gestione di casi complessi. Risorse dei diversi attori Ore lavoro personale interno al Consorzio, personale dell ASL, personale dei Comuni/Comunità Montane, Provincia,personale appartenente alle organizzazioni dei diversi soggetti di volta in volta interessati. 133

136

137 Capitolo IV 4.1 Perchè valutare 1 Le indicazioni normative (L.R. n.1/04 e L. n.328/2000) orientano i titolari della programmazione, nel disegnare il sistema integrato dei servizi, a considerare specificatamente una azione valutativa. Ma oltre alle indicazioni del legislatore, la motivazione alla valutazione è data dal fatto che è essa stessa è riconosciuta come parte integrante dell azione programmatoria. La valutazione è finalizzata all orientamento delle scelte; quindi è da considerarsi parte integrante del processo di pianificazione. Valutare è pertanto un azione riflessiva di attribuzione di significato al processo in atto, a ciò che è stato messo in campo, ai cambiamenti intervenuti, al raggiungimento degli obiettivi prefissati. Questo consente al soggetto programmatore di tenere sotto osservazione l esito delle scelte della pianificazione, al fine di conoscerne i primi risultati, anche e soprattutto quelli inattesi, e di ri-orientare la nuova programmazione. 4.2 Il disegno della valutazione In risposta alle esigenze suesposte, il gruppo tecnico provinciale ha avviato una specifica riflessione sulla definizione di un possibile disegno di valutazione. Il percorso delineato alcuni passaggi metodologici: 1) Individuazione della finalità della valutazione 2) Identificazione delle dimensioni da valutare 3) Identificazione dei criteri di valutazione 4) Identificazione degli elementi osservabili - indicatori 5) Individuazione degli strumenti e delle fonti informative 6) Impostazione della rilevazione sul campo (chi fa cosa) 7) Effettuazione della valutazione vera e propria (espressione di un giudizio) 8) Individuazione delle strategie di miglioramento 9) restituzione dei risultati della valutazione agli stakeholders 4.3 Finalità e dimensioni della valutazione Sulle finalità generali della valutazione si è già detto nel paragrafo precedente. Di fatto, il gruppo tecnico provinciale ha riconosciuto al percorso un duplice obiettivo: rendere evidente e rendicontare all esterno quanto realizzato e quanto accaduto a seguito delle scelte programmatorie ed apprendere e acquisire nuovi elementi dall esperienza. Seguendo questa duplice attribuzione di significato all azione valutativa si sono individuate due principali dimensioni di valutazione, ovvero due aspetti che si vogliono porre sotto osservazione e sui quali si vuole concentrare l attività di ricerca: 1. capitolo elaborato all interno del gruppo tecnico Provinciale con la consulenza dell IRS 135

138 a) il livello di implementazione del piano, inteso come i risultati del piano (mettere a fuoco il quanto della pianificazione zonale); b) il livello di governance attuato, inteso come grado di condivisione e di sviluppo dell integrazione (riflettere su come il processo di pianificazione si è sviluppato). 4.4 I criteri di valutazione Per ciascuna dimensione il gruppo tecnico provinciale ha definito, dei criteri di valutazione del piano, che si possono definire come gli aspetti di valore che si vogliono andare a considerare nella azione di ricerca. Nello specifico: Dimensione: implementazione del sistema Buon livello di implementazione delle azioni rispetto a quanto previsto dal piano Rispetto dei tempi ipotizzati Capacità di flessibilità operativa Realizzazione di attività di verifica e analisi delle modalità adottate Raggiungimento degli obiettivi Soddisfazione degli utenti (inizialmente intesi come partecipanti ai tavoli tematici) Soddisfazione degli operatori (analisi dei benefici per gli operatori/sviluppo delle professionalità) Corrispondenza operativa tra Piano di zona e piano delle attività della Azienda Sanitaria Composizione delle risorse economiche (provenienza) che risponda ad un principio di proporzionalità della spesa (in base ai bisogni rilevati) Capacità di attrarre risorse economiche aggiuntive Dimensione: sviluppo della governance Sviluppo dei tavoli tematici (in termini di produttività, soddisfazione dei partecipanti, condivisione raggiunta...) Consolidamento dell Ufficio di Piano (struttura, ruoli, funzioni...) Buon grado di integrazione Consorzi-Comuni Buon grado di integrazione tra livello tecnico e livello politico Buon grado di integrazione con servizi socio-sanitari Buon grado di integrazione con servizi socio-educativi Buon grado di integrazione con Terzo Settore Buon grado di integrazione con Provincia Buon grado integrazione con altre politiche sociali (urbanistica, cultura, ambiente...) Buon grado di conoscenza/percezione del piano di zona da parte della comunità allargata. 4.5 Gli indicatori e ipotesi di strumenti per la rilevazione All individuazione dei criteri di valutazione è seguita la determinazione degli indicatori, ovvero quegli elementi, quantitativi o qualitativi, direttamente osservabili che possano dare indicazione rispetto alla soddisfazione, o meno, del criteri. Nell indentificazione degli elementi osservabili, il gruppo tecnico provinciale ha condotto una riflessione in ordine alle fonti da cui trarre le informazioni necessarie e una declinazione degli strumenti più adatti alla rilevazione di ciascuna informazione. Considerato che una buona azione valutativa considera metodi misti cercando l equilibrio fra sensibilità e attendibilità di strumenti e fonti informative, non 136

139 si sono ipotizzati indicatori sintetici omnicomprensivi e valutazioni attraverso un unico strumento e\o un unica fonte informativa, ma viceversa si è privilegiata la varietà e la pluralità, giungendo ad una conformazione di questo tipo: una check list a cura dell Ufficio di Piano che consenta di tenere monitorati alcuni aspetti quantitativi: quante azioni vengono realizzate, grado di realizzazione, partecipazione ai tavoli tematici, numero incontri ecc. focus group con i tavoli tematici sulla soddisfazione in ordine alla partecipazione alla fase programmatoria, sulla percezione sull implementazione del piano ecc. questionario di soddisfazione ai membri dei tavoli, agli operatori per rilevare la soddisfazione e i benefici operativi dell esperienza della programmazione di zona auto intervista all Ufficio di piano su diversi aspetti di ordine più qualitativo in merito all efficacia delle azioni messe in campo, al raggiungimento degli obiettivi, al rapporto con i diversi interlocutori, agli ostacoli e alle criticità incontrate interviste con i principali stakeholder (es. amministratori, vertici consorzio, rappresentanti comunità allargata...) QUADRO SINOTTICO DEL PERCORSO DI VALUTAZIONE Dimensione di valutazione: livello di implementazione Criteri Elementi osservabili / indicatori Fonti informative e Strumenti Azioni realizzate (totalmente-parzialmente -per nulla)/azioni previste fino alla fase di valutazione Buon livello di implementazione delle azioni rispetto a quanto previsto dal piano Capacità di flessibilità operativa Realizzazione di attività di verifica e analisi delle modalità adottate Raggiungimento degli obiettivi Soddisfazione degli utenti (intesi come tavoli tematici) Analisi delle motivazioni dei ritardi delle mancate realizzazioni delle aggiunte di nuove azioni non programmate Analisi delle modalità di attuazione delle azioni: presenza ostacoli/fattori di facilitazione nella realizzazione delle azioni tipologia ostacoli/facilitazioni Esistenza di variazioni rispetto alla progettazione Specifica delle modifiche Analisi delle motivazione Interventi di verifica realizzati Tipologia Chi hanno coinvolto n. e frequenza Percezione da parte dell Uffiocio di Piano del raggiungimento degli obiettivi alla luce dei precedenti elementi Grado di soddisfazione dei tavoli rispetto: all implementazione del piano e rispetto al proprio ruolo Checklist Autointervista - Responsabile progetto Focus group - Tavoli Tematici checklist/autointervista - Responsabile progetto auto intervista - Ufficio di Piano auto intervista - Ufficio di Piano questionario - Tavoli Tematici 137

140 Criteri Elementi osservabili / indicatori Fonti informative e Strumenti Soddisfazione degli operatori (Analisi dei benefici per gli operatori / sviluppo delle professionalità) Corrispondenza operativa tra Piano di zona e piano delle Attività della Azienda Sanitaria Composizione delle risorse economiche (provenienza) che risponda ad un principio di proporzionalità della spesa (in base ai bisogni rilevati) Capacità di attrarre risorse economiche aggiuntive Grado di soddisfazione rispetto ai benefici avuti in merito alle modalità operative di lavoro dal piano di zona Specifica dei benefici operativi (coordinamenti - strumenti di lavoro) e verificarne per ciascuna azione esistenza e n. Esistenza di momenti, in fase programmatoria, di connessioni con la Asl per la definizione delle azioni specifiche del piano Azioni gestite in coordinamento della Asl Efficacia delle azioni Grado di soddisfazione in ordine all integrazione Vedi governance Analisi della destinazione delle risorse/in relazione alle aree Percezione Ufficio di Piano in ordine alla proporzionalità Analisi della composizione della spesa complessiva del piano e delle sue fonti Iniziative messe in atto per attrarre risorse altre tipologia e numero In ipotesi un questionario ad alcuni operatori auto intervista - Ufficio di Piano checklist - Ufficio di Piano autointervista- Ufficio di Piano Autointervista - Ufficio di Piano checklist - Ufficio di Piano 138

141 Dimensione di valutazione: Governance Criteri Indicatori / elementi osservabili Strumenti e fonti informative Lo sviluppo dei tavoli tematici (in termini di produttività, soddisfazione dei partecipanti, condivisione raggiunta...) Il consolidamento dell Ufficio di Piano (struttura, ruoli, funzioni...) Buon grado di integrazione consorzi-comuni Buon grado di integrazione tra livello tecnico e livello politico Buon grado di integrazione con servizi sociosanitari numero di incontri/numero partecipanti tenuta (costanza nella frequenza) presenza verbali numero caratteristiche documenti prodotti soddisfazione utenti soddisfazione partecipanti numero di riunioni/livello di partecipazione intensità riunioni e rapporto instaurato in fase di costruzione e gestione risorse dedicate codifica dei tempi presenza di un divisione dei ruoli e compiti dei partecipanti Tempo e completezza delle risposte dei comuni alle richieste dell Ufficio di Piano Aumento delle deleghe ai Consorzi Partecipazione all Assemblea Consapevolezza dell importanza della pianificazione zonale da parte dei singoli amministratori Grado di informazione dei comuni rispetto alle attività dei Consorzi sul Piano di Zona Grado di soddisfazione dei comuni rispetto alle attività dei Consorzi sul Piano di Zona Grado di cambiamento delle proposte dell Ufficio di Piano da parte del Tavolo Politico Istituzionale Punti di connessione e rimandi tra Piano attività aziendali e piano di zona Partecipazione a tavoli piani aziendale Presenza e numero di incontri tra i vertici Presenza protocolli di intesa ASL - Piano di Zona Grado di formalizzazione della partecipazione aziendale checklist analisi documentale verbali/ documenti interviste responsabili questionario checklist auto intervista ai partecipanti intervista a clienti Ufficio di Piano (politici e tecnici) checklist autointervista Ufficio di Piano intervista a vertici consorzio/ sindaci/gruppo verbali interviste Ufficio di Piano Interviste a vertici aziendali 139

142 Criteri Indicatori / elementi osservabili Strumenti e fonti informative Buon grado di integrazione con servizi socioeducativi Buon grado di integrazione con terzo settore Buon grado di integrazione con Provincia Buon grado integrazione con altre politiche (urbanistica, cultura, ambiente...) Buon grado di conoscenza/percezione del Piano di Zona da parte della comunità allargata Vedi integrazione Comuni-Consorzi Presenza di interventi in partnership con scuola Presenza di protocolli di intesa con scuola Partecipazione ai tavoli Numero di sottoscrizioni del Piano di Zona tenuta vedi sviluppo tavoli nel livello di implementazione servizi Presenza della percezione di vantaggi del ruolo provinciale da parte dei soggetti Grado di tenuta e partecipazione ai tavoli provinciali Grado di partecipazione della provincia ai tavoli locali Realizzazione di iniziative pubbliche provinciali di accompagnamento Grado di partecipazione alle iniziative provinciali di accompagnamento Grado di partecipazione alle altre iniziative provinciali Presenza dei piani di zona e loro considerazione nei bilanci comunali Presenza nei piani di zona di progetti/iniziative che coinvolgano altri settori dei Comuni Corposità dello strumento Grado di realizzazione di iniziative di disseminazione del piano di zona checklist check list questionario tavoli autointervista autointervista Interviste stakeholders 140

143

144 Partecipanti ai tavoli di lavoro Tavolo adulti Associazione Biellese Volontariato Associazione Culturale Mosaico Associazione L Alveare* Associazione Per Contare di Più* Centro per l Impiego Provincia di Biella CGIL CISL Cittadinanzattiva Consorzio Orizzonti 2000* Cooperativa Privatassistenza Cooperativa Sociale Mosaico Dipartimento Salute Mentale ASL 12 SerT ASL 12 Tavolo Salute Mentale c/o CSV Dott. Emilio Sulis Tavolo anziani Associazione Amici del Volontariato Pralungo Associazione di Volontariato Primavera Candelo Casa di Riposo di Graglia-Muzzano CIGL CISL Consorzio Il Filo da Tessere* Consorzio Orizzonti 2000* Coordinamento Case di Riposo Biella Dipartimento di Geriatria ASL 12 Struttura Complessa Assistenza Territoriale ASL 12 UIL Dott. Emilio Sulis * Aderente al Forum Biellese del Terzo Settore 142

145 Tavolo disabili Associazione Dopo di Noi* Associazione Nazionale Italiana Mutilati Invalidi Civili Associazione Nazionale Mutilati Invalidi Lavoro Associazione Italiana Sclerosi Multipla Assessorato Politiche Sociali Provincia Centro per l Impiego Provincia di Biella CGIL CISL Consorzio Il Filo da Tessere* Cooperativa Sociale Integrazione Biellese Dipartimento NeuroPsichiatria InfantileASL 12 Rappresentanza Nidi Pubblici Struttura Complessa Assistenza Territoriale ASL 12 Tavolo Disabili c/o CSV Ufficio Nidi Città di Biella UIL Tavolo minori e famiglie Assessorato Politiche Sociali Provincia Associazione Genitori Insieme Associazione Nazionale Famiglie Affidatarie Centro Aiuto alla Vita Biella Centro Servizi Amministrativi CGIL Consultorio La Persona al Centro Cooperativa Animazione Valdocco Cooperativa Mosaico Cooperativa Pietra Alta Dipartimento NeuroPsichiatria Infantile ASL 12 Parrocchia NS d Oropa Biella Questura Rappresentanza Nidi Privati Rappresentanza Nidi Pubblici SerT ASL 12 Tavolo Minori c/o CSV Ufficio Nidi Città di Biella UIL * Aderente al Forum Biellese del Terzo Settore 143

146 Finito di stampare nel mese di Maggio 2006 presso Arti Grafiche Biellesi - Candelo (BI)

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Tasso di occupazione per fasce di età. Provincia di Piacenza, 2009 90,3 83,1 77,7 27,6 16,4. 15-24 anni. 25-34 anni. 45-54 anni.

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