Percezione, Gestualità ed Espressioni Facciali
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- Eva Santini
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1 RE-CHANCE: Aumentare le opportunità di impiego per i giovani con svantaggio sociale Progetto n AT-1-LEO Percezione, Gestualità ed Espressioni Facciali Modulo formativo adattato dal SOCO-VET Handbook A cura di UniTS PARTNER DEL PROGETTO: BFI Oberösterreich - Project Coordinator, AUSTRIA Europäisches Bildungswerk für Beruf und Gesellschaft, GERMANIA UniTS - Universitá del Terzo Settore, ITALIA Academy of Humanities and Economics in Lodz, POLONIA Tempo Training & Consulting, REPUBBLICA CECA TBB - Türkischer Bund in Berlin-Brandenburg, GERMANIA BGCPO - Bulgarian-German Vocational Training Centre Pazardjik, BULGARIA Sonhos Para Sempre, PORTOGALLO contenute.
2 CONTENUTO DEL MODULO 1. Situazione attuale, Obiettivi, Metodo La percezione, la gestualità e le espressioni facciali... 7 Gli aspetti psicologici dell attività d insegnamento La percezione Gestualità Interrelazione tra la gestualità e l eloquio Espressioni facciali: le dichiarazioni non verbali dell insegnante Contatto visivo: un mezzo per mantenere viva l attenzione degli studenti La postura nel contesto delle espressioni facciali e dei gesti Sostituire le parole con i gesti nel corso della lezione Contenuto modulo formativo Percezione, gestualità ed espressioni facciali (24 ore) La comunicazione non verbale come base per la stimolazione emotiva Terminologia Praticare le competenze emotive e applicarle al processo di insegnamento Metodi per motivare gli studenti a mantenere un efficace relazione studente insegnante Codificare le informazioni in gesti Regolare le espressioni non verbali L insegnamento basato sull esprienza come metodo per l educazione emotiva Risultati e conclusioni Fase pratica del corso di formazione Esercizi sull'espressione facciale Esercizi sulla gestualità contenute
3 4.3 Esercizi sulle posture Esercizi sul contatto visivo Peek game Mimica allo specchio Al mercato Cosa è stato cambiato? Tatto Le sculture La statua Solo gli occhi La scatola magica Bibliografia contenute
4 1. SITUAZIONE ATTUALE, OBIETTIVI, METODO Per raggiungere gli obiettivi educativi, le formazioni per gli insegnanti devono tenere in considerazione le opportunità di apprendimento empirico ed attivo dei loro allievi. Mentre una valutazione dello stadio di sviluppo è necessaria, bisogna fare attenzione a non confonderla con la valutazione dello stato attuale delle conoscenze degli allievi, né con i loro risultati, siano essi tirocinanti, apprendisti o studenti. L insegnante deve essere in grado di comprendere i cambiamenti più importanti nelle esperienze e negli atteggiamenti che hanno luogo durante il normale corso biologico di sviluppo e crescita di un singolo individuo (ontogenesi). Le abilità diagnostiche sono quindi necessarie, basandosi sui risultati di psicologia differenziale e dello sviluppo e sulle loro intuizioni riguardo le differenze interindividuali in termini di cambiamenti evolutivi. L educazione e l insegnamento contribuiscono in parte in via generale, in parte tramite l interazione con la predisposizione genetica, ai cambiamenti nel comportamento e nell esperienza durante l ontogenesi. Lo sviluppo dell individuo con le sue conoscenze pregresse, pertanto, non è solo alla base dell educazione e dell insegnamento, ma ne è anche l obiettivo. Gli insegnanti sono quindi sollecitati a progettare la più adeguata strategia d insegnamento ed apprendimento, ponendo in primo piano in particolar modo i metodi di apprendimento attivo. I formatori devono creare un adeguato e personalizzato ambiente di sostegno in modo tale che gli allievi, pur nella loro diversità, siano attivamente inseriti nel processo formativo. Per gli insegnanti tutto ciò significa sottoporsi ad una formazione professionale continua per ampliare le loro conoscenze ed abilità relative all insegnamento ed all apprendimento, dando così a loro stessi una miglior possibilità di autorealizzazione. Quello che viene richiesto agli insegnanti è di grande rilevanza e, allo stesso tempo, un prerequisito per la buona riuscita del programma di insegnamento. Proprio per questo un certo numero di carenze e punti deboli non possono essere ignorati. Al giorno d oggi l educazione nelle aule si concentra troppo sugli errori dei bambini. Vi è una mancanza di risposta affettiva. L educazione emotiva non è tenuta in debita considerazione, pur essendo stato dimostrato che gli allievi (apprendisti/studenti) che hanno empaticamente accettato i loro insegnanti se la cavano meglio di quelli i cui insegnanti danno lezioni ordinarie. In base a ciò, la scienza e la pratica richiedono un insegnamento moderno. contenute
5 Questo significa che: Il programma di insegnamento ed apprendimento deve affrontare le competenze occupazionali, non solo presenti ma anche future, dal momento che le richieste di carriera sono destinate a crescere costantemente nel lungo periodo. La priorità deve essere data a un curriculum basato sull apprendimento attivo, che coinvolge per lo più impostazioni di apprendimento aperto. La massima attenzione deve essere data alla costruzione di una serie di competenze per gli allievi. Ci riferiamo ad ampie capacità in tutte le loro dimensioni, per esempio: expertise/competenze specifiche, capacità di applicare metodi efficaci, capacità di apprendimento ed abilità sociali. Dopo ogni lezione di 45 minuti lo studente dovrebbe lasciare la stanza con maggiori capacità di quando vi è entrato. Non è esclusivamente un problema di migliorare l expertise. Soprattutto nella realtà contemporanea, sviluppare ed estendere le già esistenti abilità sociali degli studenti, le loro capacità nell apprendere e nel pensare, così come le abilità di problem-solving, è altrettanto importante. Solo se gli studenti sviluppano uniformemente le quattro capacità subordinate possono migliorare la loro prospettiva occupazionale. Quando l insegnante si limita a stare davanti alla classe per trasmettere i contenuti, la lezione è teacher-oriented. Anche se questo può incrementare l expertise, come potrebbero migliorare le abilità sociali degli studenti in tale ambiente di apprendimento? Se vedono l insegnante come un lupo solitario di fronte a loro, come possono percepire i vantaggi del team building e del lavoro di gruppo? L unica strada per sviluppare le competenze è mettere attivamente in pratica le conoscenze teoriche. Il prerequisito per la costruzione e il consolidamento delle abilità sociali è l interazione sociale. Ossia, scambi reciproci basati su una efficace comunicazione e sulla collaborazione. Di conseguenza, i metodi di apprendimento dovrebbero includere, per esempio, giochi di ruolo, giochi, studio di casi ecc. che possono avere luogo su base individuale, fuori dal gruppo e al di là della classe. Quando scelgono metodi di apprendimento e di insegnamento appropriati, gli insegnanti non devono limitarsi ad avere preferenze, ma la loro preoccupazione principale dovrebbe essere mantenuta: contenuti e formazione. L obiettivo di tutti gli sforzi è di avvicinarle il più possibile, il che è impossibile per un insegnante che fa lezioni classiche. contenute
6 Gli insegnanti non sono più tenuti a diffondere la conoscenza inculcandola alla classe. Al giorno d oggi, l attenzione è posta sulla preparazione della materia precedente alla lezione, in modo tale da consentire agli allievi di entrare in contatto facilmente con i contenuti da apprendere. Questo lavoro di base si traduce in una serie di materiali che permettono agli alunni di avvicinarsi alla materia per proprio conto. Dal momento che gli studenti hanno diversi ritmi di apprendimento, dovrebbe esserci solo un esiguo numero di test di profitto somministrati alla classe nel suo insieme. Le valutazioni dovrebbero essere, piuttosto, integrate nei materiali di lavoro. Gli studenti stessi dovrebbero essere in grado di controllare i propri risultati, ottenendo così un feedback immediato su come portare avanti il proprio apprendimento. È fondamentale acquisire competenze sociali ed emotive Le competenze emotive comprendono le capacità comunicative, nonché caratteristiche come l aggressività e la coscienza di sé dei bambini. Le competenze emotive sono complementari in maniera dinamica alle competenze di intelligenza sociale ed emotiva. Gli attributi emozionali per raggiungere il successo sono l empatia, l espressione, l autoconsapevolezza e la comprensione di sé, la capacità di gestire i sentimenti, la cordialità, la cortesia, il rispetto. Intelligenza emotiva significa non solo essere in grado di comprendere le nostre emozioni, ma anche di capire e rispondere ai sentimenti degli altri. L insegnante ha un ruolo da giocare, sviluppando e consolidando, su base continuativa, le abilità emotive dei suoi allievi. In ciò si trova una grande responsabilità per ogni insegnante. Per motivare gli allievi Ascoltare gli alunni, accettare il loro punto di vista, trattarli con rispetto, ridere alle loro battute. Mostrare interesse per l individualità degli allievi e sorridere spesso possono esprimere fiducia e soddisfazione per il risultato. La percezione, la gestualità e le espressioni facciali appartengono alle forme di feedback positivo che può contribuire a motivare gli alunni. Attraverso le espressioni facciali, il tono della voce, l indifferenza o la gestualità è possibile esprimere sia apprezzamento sia critica. Se l insegnante non si esprimesse in tal modo, la lezione sarebbe molto formale ed impersonale. contenute
7 2. LA PERCEZIONE, LA GESTUALITÀ E LE ESPRESSIONI FACCIALI Gli aspetti psicologici dell attività d insegnamento 2.1 La percezione La percezione è un processo psicologico attivo tramite cui veniamo direttamente a conoscenza del mondo esterno e del nostro io interiore attraverso gli organi sensoriali. Nella percezione di una persona, il cervello non può separare l espressione emotiva del viso dalla postura anche se l osservatore si concentra unicamente sull espressione facciale. Noi inviamo costantemente segnali fisici senza esserne pienamente coscienti nel dettaglio. Tuttavia, siamo ben consapevoli se qualcuno appare depresso, anche se non riconosciamo consapevolmente che tale sentimento è provocato dalle spalle arcuate, dinoccolate e da un abbassamento agli angoli della bocca. Dal momento che il comportamento non verbale è in gran parte innato, non dobbiamo imparare ad interpretarne correttamente i segnali. Li capiamo intuitivamente. Comunque, dal momento che la gran parte di tali segnali avviene a livello inconscio, è per noi più difficile mentire con il nostro corpo rispetto a quanto lo sia farlo con le parole. È molto difficile guardare un altra persona negli occhi e dirle ciò che non è vero. Per questo motivo, in situazioni del genere ognuno preferisce credere ai segnali fisici piuttosto che alle parole. Il corpo non mente. Perciò dovremmo cercare di nascondere con attenzione il nostro reale punto di vista per mezzo di parole scelte sapientemente. Il tuo corpo non sempre tradisce ciò che realmente pensi, ma sicuramente mostra che le parole che stai dicendo non sono vere. Questo è sufficiente per lasciar indurre sfiducia. Gli ascoltatori normalmente sono troppo educati per rivelare la loro impressione negativa. Ma si dice che il fango si attacca : nella conversazione successiva le persone si dimostreranno molto meno disponibili a lasciarsi convincere da voi. Ci sono diverse possibilità per la comunicazione non verbale: contatto visivo, espressioni facciali, gestualità e portamento ulteriori segnali del linguaggio del corpo che si basano sui movimenti. Questi servono come feedback per l oratore. Attraverso questi cosiddetti meccanismi di back-channelling l oratore può ottenere indizi utili a capire se gli ascoltatori stanno effettivamente ascoltando, se lo/la stanno contenute
8 interpretando nel modo che lui/lei intende e se sono d accordo con il contenuto delle sue dichiarazioni. Questi segnali di feedback sono particolarmente utili per il personale docente. Senza questi, il livello reale di attenzione, la comprensione di cosa si sta dicendo, l essere in accordo o l essere critici, e in generale i bisogni e i desideri complessivi degli studenti rimangono indistinti. 2.2 Gestualità La gestualità comprende gesti standard, come annuire in segno di assenso o agitare la mano. In un senso maggiormente specifico si riferisce ai movimenti delle mani e delle braccia che trasmettono informazioni. In un senso più ampio sta anche ad indicare i cambiamenti nella postura che inviano segnali quali elementi correlati al discorso. La gestualità ha, comunque, anche una vita propria, indipendente dal linguaggio. Con la gestualità gli insegnanti inviano segnali. Supportano dichiarazioni o risultati, li enfatizzano, esprimono dubbi (per esempio accigliandosi), o dimostrano apprezzamento o insoddisfazione complessive tramite la loro postura. Gesti forti ed assertivi rivelano sicurezza in sé stessi. Grattarsi, tirare cose verso sé stessi e altri gesti nervosa tradiscono tensione ed insicurezza. Le persone che tendono ad evitare di gesticolare appaiono intimidite. I medici sanno, per esempio, che qualcuno con un disordine depressivo difficilmente gesticola. Con le nostre mani accentuiamo e commentiamo le nostre parole durante una conversazione e lo facciamo in una maniera è più esplicita e veritiera di quanto la lingua parlata possa essere. Le braccia tese in avanti e un movimento della mano che implica un colpo sottolinea le parole chiave o una decisione. Le mani aperte verso l alto simboleggiano il dare, il prendere e il chiedere. Se le mani si aprono verso il basso indicano il coprire, il placare o il ridurre qualcosa. 2.3 Interrelazione tra la gestualità e l eloquio Nel percorso di sviluppo della personalità di un insegnante è importante, tra le altre cose, la sua elocuzione. Che influenza può avere l elocuzione sulla gestualità? La nostra postura, se pensiamo alla respirazione, dovrebbe essere in posizione verticale, né troppo tesa né troppo rilassata. Ogni movimento vigoroso della testa o della mano ha influenza sul flusso dell espirazione. Prima di parlare, espiriamo per sbarazzarci di vecchie tensioni ed energie utilizzate parzialmente, in modo tale da contenute
9 respirare profondamente, acquisire nuova forza e portare il nostro corpo ad una tensione dinamica (al contrario delle tensioni negative). Attraverso questo controllo del respiro all inizio dell atto del parlare, otteniamo una postura rilassata ma dinamica, la quale si presenta come aperta e cooperativa. Possiamo quindi non effettuare alcun movimento estremo e frenetico con spalle, braccia e mani. Concentrarsi sul respiro è sufficiente per mantenere sotto controllo il nostro corpo. Allenati nell elocuzione, gli insegnanti porranno grande attenzione alle loro parole in modo tale da sottolinearne il significato e l importanza. Pronunciare una parola nello stesso tono ma ad un volume leggermente più alto delle altre è per lo studente come se l insegnante gli stesse porgendo tale parola su di un piatto. L insegnante porta questa parola agli ascoltatori! Questo aumento del volume dà allo studente la sensazione che la parola venga messa davanti. Se l insegnante muove le mani mentre parla, così facendo supporta la forza delle parole espresse. Le parole ed i gesti veicolano lo stesso messaggio. Spesso le mani non esprimono lo stesso messaggio che l insegnante vorrebbe trasmettere con le parole. Giocare con la penna o tirare i capelli distrae dal contesto di ciò che viene detto. Lo studente attento riceve e interpreta questo segnale e, in questo modo, si concentra nuovamente sull insegnante come persona e non sul contenuto. Annuire o scuotere la testa supporta l elocuzione. In quasi tutte le culture scuotere la testa significa no. L inizio di questo movimento può essere ritrovato fin dall infanzia quando il bambino reagisce ad uno stimolo avversivo muovendo la testa di lato e poi allontanandola da quello stimolo. Nel corso della filogenesi questo viene ritualizzato. Dal momento che il movimento deve essere inequivocabile, il movimento viene ripetuto più volte: voltando ulteriormente la testa, passando dall asse centrale del corpo e ripetendo nuovamente il movimento. Annuire, d altro canto, significa si in molte culture. In questo caso l abbassamento della testa più probabilmente rappresenta un gesto di umiltà, sottomettendosi all interlocutore. La ritualizzazione è qui rappresentata dalla ripetizione e significa: mi sottometto a quello che stai dicendo, sono d accordo. Grecia, Bulgaria e una parte dell India sono apparentemente delle eccezioni a questa regola. In queste zone il no è espresso buttando indietro la tesa mentre si chiudono gli occhi e si arriccia il naso. Questo gesto, comunque, dimostra un deciso rifiuto, contenute
10 chiudendo entrambe le aperture e voltando le spalle all altra persona. In questi paesi il si è rappresentato da un lento movimento della testa in avanti e indietro, come un segno del soppesare le cose, che si è trasformato in si per convenzioni culturali. 2.4 Espressioni facciali: le dichiarazioni non verbali dell insegnante Le espressioni facciali possono esprimere sorpresa, paura o tristezza. Attraverso numerosi studi culturali comparati è ormai chiaro che le espressioni facciali umane sono prodotte e comprese su base biologica. Dei venti muscoli facciali, diciassette sono disegnati esclusivamente per produrre espressioni facciali. Non hanno altri compiti. Le nostre espressioni facciali mostrano i nostri sentimenti basilari. Quando siamo felici mostriamo un espressione facciale tipica, così come quando siamo irritati, disgustati o tristi. Queste espressioni sono innate. Un espressione quotidiana molto comune è un misto di fastidio e dispiacere. Molto spesso assumiamo questa espressione senza rendercene conto. Pensiamo di apparire amichevoli, ma uno sguardo nello specchio ci può convincere del contrario. Ci sono due ragioni per cui accade questo. In primo luogo, spesso veniamo irritati da qualche sciocchezza o altro che ci mette di cattivo umore, senza essere coscienti del fatto che questa condizione si riflette sul nostro viso. In secondo luogo, siamo tesi e stressati e questo si riflette nella nostra espressione dispiaciuta. Se non riusciamo a padroneggiare questo sentimento di avversione, ci risulta difficile mostrare simpatia ed un atteggiamento rilassato. Le poche persone che riescono a farlo senza difficoltà ci danno l impressione di essere maestri nell arte di vivere, immuni alle frustrazioni quotidiane. Anche per questo motivo vale la pena soffermarsi di volta in volta sulle cose in proprio favore, rimpiazzando i pensieri negativi con quelli positivi. I nostri corpi ci ringrazieranno con un espressione del viso maggiormente amichevole. Molti studenti guardano gli insegnanti in faccia e, anche in questo caso, le espressioni facciali piuttosto spesso veicolano informazioni differenti rispetto a quelle espresse dalle parole dell insegnante. Sicuramente si conosce l esperienza di una bocca sorridente ed uno sguardo indifferente, così come di parole amichevoli pronunciate con un volto imbronciato. L 80% delle informazioni che assorbiamo dall interlocutore sono non-verbali e solo il 20% verbali. Il misero 20% si applica al contenuto delle parole, quello che è effettivamente detto. Un insegnante ben addestrato può modificare questa grande discrepanza. Se le mani, i gesti e la postura confermano le parole, questo aumenterà la capacità di contenute
11 assorbire i contenuti. Il messaggio o la dichiarazione diventano più chiari e definiti. Se le espressioni facciali vengono anche utilizzate come accompagnamento attivo delle parole la capacità di assorbimento e, soprattutto, la chiarezza delle parole aumenterà fino al 40%. Se vengono utilizzate modulazioni orientate agli ascoltatori e si utilizza un tono di voce ottimale, la capacità di assorbire può essere portata all 80%. Non appena uno dei mezzi di comunicazione non verbale menzionati si discosta da quanto detto, ha invece l effetto di distrarre dal contenuto. Queste espressioni non verbali sono efficaci nell espressione delle emozioni. 2.5 Contatto visivo: un mezzo per mantenere viva l attenzione degli studenti Il contatto visivo è un mezzo non verbale di controllo intenzionale sull ascoltatore. Si ritiene che una mancanza di contatto visivo possa rendere maggiormente difficile distinguere le sfumature nell importanza relativa delle osservazioni formulate. Chiunque eviti gli sguardi altrui dà l impressione di essere timido o di avere qualcosa da nascondere. Chi guarda tranquillamente gli altri negli occhi ispira fiducia. Uno sguardo tra estranei viene percepito se dura circa tre secondi. Appena oltre i tre secondi diventa un segnale di chiaro interesse. Per un oratore non è possibile rivolgersi a persone specifiche attraverso segnali non verbali nel modo in cui si è soliti fare nella comunicazione diretta: un partecipante ad una discussione si rivolge ai rappresentanti della visione opposta, una risposta è direttamente rivolta a chi ha posto la domanda, ecc. Nella comunicazione diretta, l attenzione del destinatario principale è ottenuta attraverso un aumento del contatto visivo. Tra i partner di una conversazione il contatto visivo è un regolatore importante. Colui che sta parlando eviterà di guardare ininterrottamente gli altri ma guarderà altrove di tanto in tanto. Diverso è per chi ascolta. Qualcuno che guarda intensamente l oratore segnala interesse e simpatia, incoraggiandolo a dire quello che ha in mente. Un ascoltatore che abbassa lo sguardo appare timido e distratto. 2.6 La postura nel contesto delle espressioni facciali e dei gesti Una postura eretta è segno di un animo retto. Quante persone, anche molto giovani, contenute
12 affrontano la vita con le spalle cadenti e gli occhi incollati al suolo. Il loro corpo non solo appare depresso, ma evidenzia un animo depresso. Quindi, testa in alto, petto in fuori, sguardo rivolto verso l orizzonte. Chiunque cammini così respira più liberamente. Chi lo fa non solo cammina più eretto, ma si sente anche più retto. Una postura eretta nel camminare esprime sicurezza in sé stessi e simile ad un altezza imponente ha un effetto carismatico. In una conversazione, chiunque sia sicuro di se stesso piegherà la parte superiore del corpo verso l interlocutore. Un portamento eretto può essere convincente, comunque, solo se accompagnato da movimenti rilassati. Chiunque si muova rigido come una tavola darà l impressione di essere incapace di spontaneità. Questo vale anche per i molti uomini di mezza età che passeggiano in spiagge con le pance accuratamente tirate indietro. La natura della relazione tra due persone può essere compresa dalla distanza che tengono tra loro. Ad una distanza inferiore ai 60 centimetri sei nella zona intima di un altra persona. Tale vicinanza implica familiarità. Se le due persone si guardano a lungo negli occhi (per più di tre secondi), è sicuro che siano innamorati. Nella nostra cultura è anche necessario, per dei perfetti sconosciuti, stare molto vicini tra loro in alcune situazioni: nella metropolitana o in ascensore. Si sentono a disagio e compensano la vicinanza fisica forzata evitando altri segnali del corpo: evitano il contatto visivo guardando il pavimento o fissando un punto nel vuoto (guardando oltre l un l altro in senso letterale). Si allontanano dal loro vicino per quanto possibile, si muovono il meno possibile e mettono la borsa a mo di barriera. Fino a 1,2 metri ci troviamo nella zona personale. È la distanza che i buoni amici e i conoscenti tengono tra loro, così come i membri di una famiglia nella vita quotidiana. Se ci si guarda l un oppure si sporge il corpo in avanti verso l altro, l altra persona interpreterà ciò come una richiesta di conversazione. La zona sociale va da 1,2 a circa 3,6 metri. Questa è la distanza che le persone mantengono quando stanno comunicando con qualcuno nel corso di una qualche funzione sociale. Per esempio, il capo con il dipendente, il cliente con il venditore, l impiegato e il richiedente. Solo quando il capo e il dipendente diventano amici, in altre parole quando si interessano degli hobby reciproci e vanno in viaggio insieme, riducono la distanza. A volte i capi danno grande importanza alle modalità di interazione amichevole per dimostrare le loro qualità umane. Se questo infastidisce i dipendenti, questi segnaleranno involontariamente la loro distanza interiore contenute
13 ampliando quella fisica. Oltre i 3,6 metri ci troviamo ad una distanza pubblica. Questa è la distanza delle performance teatrali, delle parate militari e delle lezioni universitarie. La distanza nei ruoli tra il performer e il pubblico corrisponde a questa. Mentre a distanze inferiori un contatto visivo costante appare invasivo, in questo caso è spesso l unica possibilità per mantenere un contatto almeno per il pubblico silenzioso ed è quindi interpretato positivamente come un segno d interesse. 2.7 Sostituire le parole con i gesti nel corso della lezione Attraverso i mezzi del linguaggio del corpo si può effettivamente affermare la propria autorità, come ad esempio l insegnate nei confronti dello studente che non sta lavorando. Tre domande o suggerimenti dovrebbero chiarire tale affermazione: 1. Fare domande allo studente spesso lo attrae maggiormente di quanto farebbero delle lezioni morali. 2. La prossimità significa entrare nello spazio personale dello studente e rende l affermazione fatta maggiormente efficace. 3. Il contatto visivo aumenta ulteriormente la nostra influenza, soprattutto se concentriamo il nostro sguardo un po più a lungo sulla persona scelta. Le espressioni di comunicazione non verbale devono essere controllate: è opportuno che i gesti non dicano qualcosa di diverso dalle parole, che non siano in disaccordo con le nostre espressioni facciali, che non appaiano inaffidabili. Gesticolare eccessivamente appare inaffidabile. I nostri gesti devono sottolineare le nostre parole, non soffocarle. Una mancanza di espressioni non verbali può ridurre l affettività della lezione. Le persone hanno una capacità di percezione limitata. Se il comunicatore (l insegnante) trasmette il messaggio in maniera eccessivamente veloce o troppo difficile, qualcosa andrà perduto. Questo avrà effetti sui destinatari (gli studenti) che non comprenderanno le informazioni, diventando ben presto stanchi e rassegnati. contenute
14 Se il comunicatore trasmette un informazione che è familiare e ingiustificata troppo semplicemente e lentamente, può provocare calo d interesse, noia e stanchezza nei destinatari. Che cosa è raccomandato nel processo di apprendimento ed educazione? Lista di esercizi, giochi... Non scappare dalle emozioni per facilitare una comunicazione autentica contenute
15 3. CONTENUTO MODULO FORMATIVO Percezione, gestualità ed espressioni facciali (24 ore) 3.1 La comunicazione non verbale come base per la stimolazione emotiva (3 ore + 2 ore di formazione pratica) Educazione emotiva Il concetto di intelligenza emotiva Auto-riconoscimento, gestione delle proprie emozioni / autovalutazione Esercizio sull argomento: Autovalutazione, Chi sono io?, La linea della vita 3.2 Terminologia (3 ore) Definizione dei termini di base e chiarificazione del loro significato nella realtà educativa Percezione Gestualità Espressione facciale 3.3 Praticare le competenze emotive e applicarle al processo di insegnamento (4 ore di formazione pratica) Praticare le posture fisiche Praticare il contatto visivo e lo sguardo Praticare la comunicazione verbale monologica Praticare la comunicazione dialogica 3.4 Metodi per motivare gli studenti a mantenere un efficace relazione studente insegnante (2 ore) Forme di valutazione positive / comunicazione verbale e non verbale Fiducia e soddisfazione per I risultati contenute
16 3.5 Codificare le informazioni in gesti (2 ore) Efficace affermazione dell eutorità tramite la gestualità Indicare le carenze (tramite la comunicazione non verbale) senza inibire lo studente 3.6 Regolare le espressioni non verbali (3 ore) Quando i gesti esprimono qualcosa di diverso dalle parole. Autocontrollo ed auto-riflessione 3.7 L insegnamento basato sull esprienza come metodo per l educazione emotiva (2 ore) 3.8 Risultati e conclusioni (2-3 ore) Sistematizzazione dei risultati Discussione Applicazione nella pratica educativa contenute
17 4. FASE PRATICA DEL CORSO DI FORMAZIONE 4.1 Esercizi sull'espressione facciale Durata: 10 minuti Numero dei partecipanti: fino a 20 Obiettivi: Imparare a descrivere ed identificare i sentimenti con l aiuto delle espressioni facciali e poi presentarli in forma scritta. I partecipanti sono divisi in due gruppi. Ogni gruppo si esercita su come esprimere uno specifico sentimento (gioia, rabbia, sorpresa, disgusto, disprezzo felicità cordialità, desiderio di qualcosa). A. Un gruppo deve interpretare i sentimenti espressi dall altro e viceversa. B. I membri del gruppo esprimono i sentimenti per iscritto il più precisamente possibile. 4.2 Esercizi sulla gestualità Durata: minuti Numero di partecipanti: fino a 20 Obiettivo: sperimentare la possibilità di comunicare correttamente senza l uso della parola, bensì attraverso l utilizzo del corpo, dei gesti e dei movimenti. I partecipanti dovranno esprimere alcune specifiche frasi, come Si prega di aprire la finestra in questa stanza, Entra e siediti!, Devo dire addio, Non ricordo bene con i gesti. 4.3 Esercizi sulle posture Durata: minuti Numero dei partecipanti: libero contenute
18 Obiettivo: Controllare le informazioni acquisite in settori quali posturologia, prossemica e cinesica. I partecipanti si dividono in due gruppi. Devono quindi esprimere sentimenti specifici (interesse, indifferenza, noia, tensione, comprensione specifica) con la loro postura (posizione del corpo). Alternativamente i membri del gruppo devono decodificare le posture. 4.4 Esercizi sul contatto visivo Durata: minuti Numero dei partecipanti: preferibilmente un numero pari, così che i partecipanti possano facilmente suddividersi in coppie. Obiettivo: Offrire un feedback al partner attivo così come a quello non attivo. Diventare consapevoli che il contatto visivo è indispensabile nelle conversazioni. Una simile dimostrazione di indifferenza o di grande interesse può aiutarci a mantenere sotto controllo le nostre affermazioni nel corso della vita reale, e quindi a costruire la nostra autostima. I partecipanti parlano tra loro, in coppia, su un argomento scelto (shopping, tempo, vacanze, oroscopo...). 1. Il partecipante A deve guardare l interlocutore B, ma B non deve neanche dare uno sguardo ad A 2. Il partecipante B deve guardare l interlocutore A, ma A non deve neanche dare uno sguardo ad B. Così i ruoli vengono scambiati. 3. I partecipanti devono guardarsi l un l altro durante l intera conversazione. 4. Entrambi si guardano nel miglior modo possibile. contenute
19 4.5 Peek game Durata: 20 minuti Numero dei partecipanti: seduti in circolo Obiettivo: Esercitare il contatto visivo e osservare come questo tipo di comunicazione sia o meno chiaro per tutti. Allenarsi al contatto con gli occhi, a descrivere e spiegare l importanza di scorci e sguardi. Metà dei partecipanti seduta sulle sedie e l altra metà in piedi dietro di loro. Una sedia nel cerchio è vuota. Nel corso del gioco i giocatori seduti e quelli in piedi si scambiano il posto. Il giocatore che è in piedi dietro la sedia libera cerca di stabilire un contatto con uno dei giocatori seduti, ma solamente con gli occhi (senza usare parole). Dopo un tacito accordo, quest ultimo giocatore dovrebbe alzarsi il più velocemente possibile e cercare di andare a sedersi sulla sedia di ricambio. Naturalmente, gli altri giocatori seduti nel cerchio cercheranno di impedirglielo. Può succedere che uno o più giocatori vengano lasciati fuori. Pertanto, è importante avere qualcuno che conduca il gioco. 4.6 Mimica allo specchio Durata: massimo 20 minuti Numero dei partecipanti: 6 40, un numero pari sarebbe migliore, ma non è obbligatorio Obiettivo: Osservare le abilità non verbali dei partecipanti. Ogni giocatore trova un partner. Si posizionano uno di fronte all altro, facendo attenzione ad avere abbastanza spazio per muovere braccia e gambe. Un giocatore della coppia inizia ad imitare l altro come in uno specchio. Devono contenute
20 cercare di muoversi simultaneamente. Il gioco è divertente e l atmosfera nel gruppo più rilassata; diversi tipi di personalità mostrano una vasta gamma di espressioni non verbali. Solo una coppia per volta dovrebbe giocare. 4.7 Al mercato Durata: 20 minuti Numero dei partecipanti: due gruppi, ognuno da 6 a 10 membri Obiettivo: Osservare la comunicazione non verbale, sia il contatto visivo che fisico. Due gruppi uguali di giocatori si contrappongono a pochi metri di distanza l uno dall altro. Il leader dà i seguenti ordini: Comunicate verbalmente con il vostro intero gruppo "Comunicate verbalmente solo con una persona del vostro gruppo" "Entrate in contatto con una persona del gruppo in maniera non verbale" Segue una discussione si chi ha problemi con quale tipo di comunicazione. 4.8 Cosa è stato cambiato? Durata: 10 minuti Numero dei partecipanti: 6 20 Obiettivo: Esercitare la percezione. Il gioco è volontario. Prima parte: Il gruppo va diviso in due file una di fronte all altra. Hanno un minuto per osservarsi tra loro. Viene poi detto di girare le spalle, mentre l istruttore fa delle piccole modifiche ad ogni giocatore (per esempio ai loro lacci, al maglione, ai capelli, prende le loro chiavi, raccomanda di sorridere). contenute
21 Le due file ritornano una di fronte all altra, chiedendo ai partecipanti di identificare i cambiamenti fatti. Seconda parte: Sul tavolo vengono disposti in fila un certo numero di oggetti (almeno 10). Un volontario guarda gli oggetti attentamente per un minuto e poi cerca di ricordare il loro ordine. Discussione finale: alla fine si tiene una discussione su ciò che è stato fatto, sottolineando cosa per noi è ovvio e cosa è visibile, come percepiamo un cambiamento, ecc. 4.9 Tatto Durata: 20 minuti o più, secondo l umore del gruppo Numero dei partecipanti: 6 20, più adatto ad un gruppo di persone che già si conoscono fra loro Obiettivo: Rafforzare l utilizzo del tatto come strumento di conoscenza dell ambiente circostante o, come in questo caso, delle persone che ci stanno vicino. Un giocatore sarà bendato e dovrà riconoscere i compagni di squadra toccandoli. Non appena la persona in questione è stata individuata, i ruoli possono essere scambiati e qualcun altro può indossare la benda. Nota: la partecipazione a questa attività dovrebbe essere volontaria, in quanto non a tutti piace essere toccati. Discussione finale: portare l attenzione su quali parti del corpo i giocatori hanno scelto di toccare per evitare di essere inopportuni e assicurarsi di poter riconoscere la persona dal primo tocco (testa, braccia, mani, tipo di vestito). Successivamente si discute su come ci si sentiva ad esser toccati e di quale fosse il ruolo più piacevole da ricoprire Le sculture Durata: 20 minuti Numero dei partecipanti: 6 20, divisi in due gruppi contenute
22 Obiettivo: Identificare ed entrare in empatia con i sentimenti dello scultore, capirne le istruzioni, coordinare i movimenti. Viene scelto uno scultore. Il suo compito è di fare una scultura con l aiuto degli altri giocatori. Può dare le sue istruzioni solo attraverso la comunicazione non verbale (gestualità, sguardi, etc.). Altra variante: Lo scultore passa dalla comunicazione non verbale a quella verbale Al termine dell attività si discute sulle difficoltà nel comunicare senza parole o gesti La statua Durata: 20 minuti Numero dei partecipanti: 6 20 Obiettivo: Entrare in empatia con gli altri partecipanti alla scultura. Un partecipante disegna la base della statua, usando il corpo di uno degli altri partecipanti. Un terzo partecipante diventa a sua volta il progettista e ingrandisce la statua con il corpo di un altro partecipante e così via. L ultimo partecipante termina la costruzione della statua con il suo stesso corpo. La regola principale del gioco è che a nessuno è permesso dire una sola parola, tutto deve essere fatto in silenzio. Discussione finale: Il gioco porta un gruppo di partecipanti a stare molto vicini tra loro: facciamo notare fino a che misura si può interferire nello spazio privato e se ciò è accettabile Solo gli occhi Durata: 20 minuti Numero dei partecipanti: 6 20 Obiettivo: contenute
23 Comprendere come nell identificare un sentimento sia necessario qualcosa in più dei soli sensi. Nascondere il viso di uno dei partecipanti in modo tale che solo gli occhi siano visibili, ad esempio con le mani. Chiedere ad un altro giocatore di identificare lo stato d animo del primo giocatore guardando i soli occhi. Ad esempio, se si esprime felicità è facile da vedere negli occhi, notando come la pelle si piega intorno agli occhi. Si cercherà di mostrare rimpianto, pensieri profondi, malizia etc La scatola magica Durata: 5 minuti Numero dei partecipanti: indifferente Obiettivi: Permettere alle persone di pensare di essere molto speciali; si presuppone che questo rafforzi la consapevolezza di sè e rafforzi la fiducia in sè stessi. Uno specchio viene messo in una scatola in modo tale che il giocatore che guarda nella scatola veda se stesso. Il facilitatore annuncia che nella scatola c è una cosa molto speciale e unica e che ai partecipanti è richiesto di riflettere su ciò che vedranno, descrivendone poi gli aspetti più belli e interessanti. Uno per uno i partecipanti devono guardare nella scatola e, dopo averlo fatto, non devono parlare con nessuno del contenuto della scatola fino a che tutti l abbiano guardato. Al termine si discute su cosa si è provato nello scoprire il contenuto della scatola. contenute
24 5. BIBLIOGRAFIA Risorse usate e raccomandate: Gajdošová, Eva a Herényiová, Gabriela: Škola rozvíjania emocionálnej inteligencie žiakov, BA: Príroda, 2002, ISBN Hermochová, Soňa: Hry pro dospělé, Praha: Grada, 2004, ISBN (poznávanie, vcítenie a sebapresadzovanie) Petty, Geoffrey: Moderní vyučování, Praha: Portál, 1996, ISBN X Szagun, Gisela (1996). Sprachentwicklung beim Kind. Weinheim: Psychologie Verlags Union. Zelina, Miron: Stratégie a metódy rozvoja osobnosti dieťaťa, BA: Iris, 1996, ISBN contenute
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