professoressa: SPALLINI



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Transcript:

ECONOMIA E COMMERCIO corso: E-N A cura di: Anna Rita GIANDOMENICO professoressa: SPALLINI

BILANCIO DI ESERCIZIO: documento imposto all azienda per la rendicontazione di tipo fiscale, richiesto anche dalla normativa civilistica PATRIMONIO AZIENDALE: l insieme dei mezzi operanti nell azienda e delle relative fonti di finanziamento di questi mezzi, in un determinato istante. PATRIMONIO = FOTOGRAFIA è un concetto statico in quanto i suoi elementi possono variare da un momento all altro. PATRIMONIO DI COSTITUZIONE mezzi operanti E fonti di finanziamento Mezzi liquidi capitale di apporto ATTIVO NETTO

ATTIVO Fattore produttivo aspecifico (mezzi liquidi) A fecondità semplice Quelli che si esauriscono in un solo atto di consumo (materie prime, di consumo e merci) [annuali]* Fattori produttivi specifici: * Può anche non esserci esatta coincidenza. FATTORI PRODUTTIVI A FECONDITÀ SEMPLICE * CONTESTUALI: quelli che si sostengono dopo che si è effettuata l utilizzazione. (Non compaiono nel patrimonio) * NON CONTESTUALI: quelli che si acquisiscono ex ante, cioè prima dello svolgimento del processo produttivo. (Compaiono nel patrimonio) A fecondità ripetuta Quelli che per esaurirsi hanno bisogno di più atti di consumo (fabbricati, impianti, brevetti, ) [pluriennali]* FATTORI PRODUTTIVI A FECONDITÀ RIPETUTA MATERIALI: quelli che hanno il carattere della materialità; IMMATERIALI: per esempio, il brevetto, * Classificazione importante per il calcolo del reddito d esercizio.

Mezzi liquidi: (fattore aspecifico) trasformazione Fattore produttivo: (fattore specifico primario) * Si esaurisce il ciclo economico (disinvestimento) vendita Prodotto finito o semilavorato (fattore specifico secondario) trasformazione * Se si concedono dilazioni di pagamento, sorgerà un credito che, rispetto al prodotto finito, è più vicino al completamento del processo economico aziendale. Essi, in quanto sorti nel normale svolgimento dell attività aziendale, sono detti CREDITI DI FUNZIONAMENTO e si inseriscono nell ambito degli investimenti aspecifici.

Per poter svolgere la propria attività l azienda deve disporre di un patrimonio. Per produrre beni atti al soddisfacimento dei bisogni, l azienda deve cercare FONTI DI FINANZIAMENTO da destinare all INVESTIMENTO in fattori produttivi. PATRIMONIO : ATTIVO = NETTO + PASSIVO CAPITALE D APPORTO CAPITALE DI TERZI Nell attivo rientrano: CREDITI DI FUNZIONAMENTO: il prodotto è stato venduto, ma avendo concesso una dilazione nel pagamento (credito), si è in attesa di una entrata futura (deriva dalla vendita di prodotti). CREDITI DI FINANZIAMENTO: quando il fattore aspecifico è maggiore rispetto alle necessità di investimento, si possono concedere finanziamenti ai terzi. Si lucra, cioè, tra il capitale concesso e quello ottenuto, tale differenza è costituita dagli interessi attivi sul finanziamento concesso (a titolo oneroso).

Nel passivo rientrano: DEBITI DI FUNZIONAMENTO: quando l azienda acquista beni o servizi ottenendo dai fornitori dilazioni di pagamento. L acquisto di beni o servizi con regolamento posticipato dà luogo ad un investimento di importo superiore a quello con regolamento immediato, tale differenza costituisce un INTERESSE IMPLICITO: remunerazione spettante al fornitore per la dilazione concessa. DEBITI DI FINANZIAMENTO: veri e propri prestiti con cui i terzi procurano all azienda i mezzi finanziari di cui necessita. Ad esso seguirà un entrata di denaro inferiore rispetto alla successiva uscita all atto del rimborso, determinata dall INTERESSE ESPLICITO

L azienda svolge attività produttiva. La produzione, in termine economico, comporta produzione di utilità le aziende hanno scopo di lucro. DISINVESTIMENTI > INVESTIMENTI = LUCRO (UTILE PRODOTTO) Esempio: Supponiamo che Attivo = Netto A = 100 (sia esclusivamente capitale di apporto) A = N 100 = 100 Se in un momento successivo l attivo passa a 150 grazie a finanziamento con capitale di terzi A = N + P 150 = 100 + 50

Si ha la vendita il disinvestimento. Supponendo che A = 160 : A = N + P 160 = 110 + 50* * Considerando che non si sono contratti né pagati debiti poiché: A = N + P A - P = N 160-50 = 110 Questo +10 rappresenta il REDDITO D IMPRESA, cioè l incremento (utile) / decremento (perdita) del patrimonio netto per effetto della gestione. N = CAPITALE D APPORTO + UTILE

Altro esempio: A = N 100 = 100 In un istante successivo: A = N + P 150 = 100 + 50 Supponendo una riduzione dell attivo e un passivo costante, si rileva una perdita: A = N + P 140 = 90 + 50 (N = A P 140 50 = 90) Supponendo che vi siano perdite fino all azzeramento del netto si ha: Se continuano ad esserci perdite si ha: A = P (ipotesi pre-fallimentare) A + D = P Dove D = DEFICIT PATRIMONIALE

Nel deficit, i mezzi operanti non sono in grado di coprire le fonti di finanziamento. I creditori non vedono soddisfatti i propri crediti perché l azienda non ha mezzi per saldare i suoi debiti. Parte del patrimonio di terzi è stato eroso dai risultati negativi aziendali. La seconda classificazione può riguardare la natura degli elementi considerati ATTIVO A. FINANZIARIO A. ECONOMICO Crediti, mezzi liquidi; Investimenti primari e il disinvestimento è già secondari in attesa di avvenuto disinvestimento PASSIVO P. FINANZIARIO P. ECONOMICO É il capitale di terzi più propriamente detto. Tutti i debiti di funzionamento e di finanziamento. Il disinvestimento si realizza attraverso il ricavo. In esso rientrano i ricavi in via anticipata (non sono ancora stati effettuati gli investimenti connessi ad essi che costituiranno una uscita); per ora il disinvestimento è un finanziamento di terzi.

NETTO N O Capitale d apporto EQUAZIONE DEL PATRIMONIO: UTILE e RISERVE Ricchezza (parte è prelevato dal soggetto aziendale per fini erogativi e parte resta come capitale di risparmio) Af + Ae = Pf + Pe + No + R + Ue Tutti gli elementi dell attivo costituiscono futuri flussi finanziari in entrata. Tutti gli elementi del passivo costituiscono futuri flussi finanziari in uscita.

La terza classificazione avviene secondo criteri finanziari: DESTINAZIONE ECONOMICA REALIZZABILITÀ Secondo il criterio della destinazione economica, l attivo è diviso in: IMMOBILIZZAZIONI Tutti gli investimenti che sono destinati a permanere per esplicita volontà del soggetto aziendale DISPONIBILITÀ Tutti gli investimenti che sono destinati ad essere disinvestiti Fattori produttivi a fecondità ripetuta; fondo minimo di cassa; crediti di finanziamento a lunga scadenza *; scorte vincolate di magazzino * Ciò è valido in genere, adottando come termine l anno. Fattori produttivi a fecondità semplice (possono essere immobilizzazioni quando sono destinate a rimanere nell impresa perché costituiscono scorte vincolate di magazzino); fattore aspecifico: cassa; crediti di funzionamento *;

Secondo il criterio della realizzabilità l attivo è diviso in: IMMOBILIZZAZIONI Flussi finanziari in entrata oltre il termine prefissato * ATTIVO CIRCOLANTE Flussi finanziari in entrata entro il termine prefissato * * Per quanto riguarda il termine prefissato, si può tener conto della: a) Lunghezza di un ciclo aziendale: CICLO ECONOMICO 1) Investimento 2) Disinvestimento Esso può non coincidere con il ciclo finanziario: quando il disinvestimento non coincide con l entrata perché si concede dilazione e nasce un credito

CICLO INTERNO: ciclo tecnico di trasformazione 1) Passaggio delle materie prime alla lavorazione 2) prodotto finito 1) Investimento 2) Entrata CICLO OPERATIVO Tiene conto del processo operativo. Va dal momento in cui si effettua l investimento (si sostiene il costo) al momento in cui si realizza l entrata (non il ricavo, nel qual caso si tratterebbe di ciclo economico) I vari cicli saranno particolari della singola azienda, è difficile trovare la coincidenza. Non si possono comparare i propri dati con quelli di altre aziende. COMPARAZIONE TEMPORALE: si confronta il patrimonio dell azienda nel corso degli anni COMPARAZIONE SPAZIALE: si confronta il patrimonio dell azienda con quello delle altre aziende uso del parametro oggettivo del tempo fisico (12 mesi)