Smistamento sistematico H. Staudinger

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Smistamento sistematico H. Staudinger Consente mediante procedimenti sistematici lo smistamento in gruppi di una miscela incognita sulla base delle diverse caratteristiche chimico-fisiche dei componenti. Smistamento sistematico H. Staudinger Miscela Riscaldamento su bagno d olio a 140 C Residuo (PV) Frazione volatile (MV) H 2 Soluzione (MV2) Sostanze idrofile a basso PM: acidi, ammine aldeidi, chetoni, alcooli, ecc Residuo (MV1) Sostanze lipofile a basso PM: idrocarburi alogenuri alchilici 1

Smistamento sistematico H. Staudinger Frazione volatile La frazione volatile (M.V.) di un miscuglio è la frazione che distilla riscaldando la miscela con bagno d olio esterno a 140 C. Si pone la mix in un palloncino da distillare e si riscalda lentamente, portando la temperatura del bagno d olio fino a 140 C. Se la frazione volatile è presente, cosa da escludersi se la mix è solida, riscaldando si svolgeranno i vapori ed il termometro salirà. La frazione volatile si esamina a parte del residuo non volatile che è rimasto nel palloncino. La separazione della frazione volatile è completa allorché il termometro inizierà a scendere, indicando così assenza di vapori. Conviene fare una prova preliminare per accertarsi della presenza della frazione volatile, distillando una piccola porzione della miscela. In caso positivo si esegue la distillazione su una parte della miscela. gni componente passato nella frazione volatile è sicuramente solubile in etere, in quanto bassobollente e privo quindi di legami ionici, operiamo un primo smistamento con H 2. Smistamento sistematico H. Staudinger Frazione volatile: solubilità in H 2 Nella fase acquosa si scioglieranno i termini contenenti gruppi idrofili (aldeidi, chetoni, acidi, ammine, alcooli a basso P.M.). Mentre il residuo insolubile è costituito da sostanze organiche quali idrocarburi ed alogenuri alchilici (quelli aromatici, altobollenti non passano nella frazione volatile). Alcune sostanze che reagiscono con l acqua sono le anidridi e i cloruri degli acidi con p.e. < 140 2

Smistamento sistematico H. Staudinger Residuo (PV) Residuo (PV3 + PV4) H 2 Et 2 Soluzione (PV1 + PV2) H 2 (estrazione) Residuo Soluzione Sol. Acquosa Sol. Eterea evaporazione evaporazione IV gruppo (PV4) III gruppo (PV3) II gruppo (PV2) I gruppo (PV1) amido, cellulosa ed altri polimeri sali organici, ac.solfonici, idrati di C, ac.policarbossilici e idrossipolicarbossilici polifenoli, poliamine, ossiacidi, ac.bicarbossilici Idrocarburi superiori, derivati alogenati, sostanze a carattere neutro, acidi carbossilici, ammine, fenoli, alcoli Smistamento sistematico H. Staudinger Residuo non volatile: trattamento in Et 2 Il residuo della distillazione della frazione volatile viene trattato con etere, dibattendo nello stesso palloncino di distillazione od in una beuta; la soluzione eterea si allontana da un eventuale residuo insolubile preferibilmente per decantazione, evitando per quanto possibile una filtrazione, assai difficile per l elevata volatilità del solvente. Si ripete il trattamento nelle stesse proporzioni. Alla fine dei trattamenti si otterranno 4 gruppi. Residuo non volatile: estrazione con H 2 Il residuo della soluzione eterea viene trattata con acqua dando luogo alla separazione delle sostanze in due gruppi: gruppo IV o PV4 (sostanze insolubili in etere e H 2 ). Tra esse vi sono composti organici ad elevato PM (amido, cellulosa e altri polimeri) gruppo III o PV3 (sostanze insolubili in etere e solubili in H 2 ). Tra esse vi sono sostanze con tipico comportamento minerale quali i sali di acidi e basi organiche, gli acidi solfonici, gli idrati di carbonio e acidi policarbossilici e idrossipolicarbossilici. 3

Smistamento sistematico H. Staudinger Residuo non volatile: soluzione acquosa La soluzione eterea, posta in un imbuto separatore, viene dibattuta con H 2 fino a totale estrazione il che apprezza evaporando sotto vuoto piccole porzioni della soluzione acquosa. Si riuniscono le soluzioni acquose e per evaporazione del solvente sotto vuoto si ottiene il II gruppo o PV2 (sostanze solubili in etere e H 2 ). In questo gruppo si trovano sostanze quali: polifenoli, poliamine, ossiacidi ed acidi bicarbossilici. Residuo non volatile: soluzione eterea Dopo il dibattimento nell imbuto separatore la soluzione eterea conterrà le sostanze del gruppo I o PV1 (solubili in etere e poco solubili in acqua) che verranno smistate sulla base dell acidità, basicità o neutralità delle singole sostanze. A tale gruppo appartiene la maggior parte delle sostanze di interesse chimicofarmaceutico:idrocarburi superiori e derivati alogenati, tutte le sostanze a carattere neutro, le sostanze debolmente polari a PM medio come acidi carbossilici, ammine, fenoli alcoli. I gruppo (PV1) Idrocarburi superiori, derivati alogenati, sostanze a carattere neutro, acidi carbossilici, ammine, fenoli, alcoli neutra Acidi forti (sol. bicarbonato) Acidi media forza (sol. carbonato) Eteri, esteri, fenoli, alcoli Aldeidi, chetoni. TUTTI ad ALT P.M, 4

I gruppo (PV1) Smistamento del I gruppo: soluzione HCl Una piccola frazione della soluzione eterea viene evaporata alla pompa per accertarsi della presenza del I gruppo. La soluzione etera viene dibattuta in imbuto separatore con HCl 2N, ripetendo il trattamento fino a totale estrazione, controllando se l estratto acido fornisce ancora per alcalinizzazione un precipitato o un semplice intorbidamento. Nella soluzione acida passano i cloridrati delle ammine, che vengono poi messe in libertà mediante alcalinizzazione con una base forte e quindi separate per filtrazione o per estrazione con etere. I gruppo (PV1) Smistamento del I gruppo: soluzione eterea Viene trattata con NaHC 3 e la successiva acidificazione con HCl dell estratto basico fornisce gli acidi forti. Viene quindi estratta con Na 2 C 3 2N in modo da fornire i composti acidi di media forza. Viene infine trattata con NaH 2N in modo da estrarre gli acidi deboli (fenoli, enoli, nitroderivati alifatici, tioli) che si riottengono per acidificazione. La soluzione eterea, estratta in precedenza con acidi e basi, contiene ora la frazione eterea neutra che, previa evaporazione, fornisce la frazione neutra successivamente smistata nei singoli componenti. 5

Eteri, esteri, fenoli, alcoli Aldeidi, chetoni. TUTTI ad ALT P.M, Eteri, esteri, fenoli, alcoli Alcuni chetoni TUTTI ad ALT P.M, Eteri, esteri, alcoli, fenoli, Alcuni chetoni TUTTI ad ALT P.M, Trattamento col reattivo di Girard T oppure con NH 2 H Eteri, esteri, alcoli, fenoli, TUTTI ad ALT P.M, Alcoli, Eteri, fenoli, TUTTI ad ALT P.M, Vengono dall idrolisi degli esteri!! Eteri, fenoli, TUTTI ad ALT P.M, Idrocarburi superiori, derivati alogenati, Fenoli, eteri atomatici TUTTI ad ALT P.M, TUTTI ad ALT P.M, + Fenoli provenienti dalla reaz con HI Vengono dagli eteri aromatici + HI Idrocarburi superiori e derivati alogenati, TUTTI ad ALT P.M, Aromatici e non fase eterea (idrocarburi alifatici ed alogenuri) Vengono dagli aromatici!! fase acquosa (sali sodici di acidi solfonici) 6

La soluzione eterea viene trattata con HCl gassoso che in etere forma sali insolubili con ammine debolissime (es.trifenilammina): il precipitato, costituito dal cloridrato, si separa per filtrazione. La fase eterea trattata con NaHS 3 forma i prodotti bisolfitici di addizione di Bertagnini con aldeidi (molto reattive) e metil-chetoni a basso P.M.: R C R' + S H Na Bertagnini R' R C S H Na Questi prodotti sono insolubili in etere ed in genere insolubili in H 2 : si raccolgono quindi come pp., che, trattato con acidi od alcali diluiti, fornisce il nuovo composto carbonilico libero. Se il prodotto di addizione è solubile in etere lo si estrae con la fase acquosa, che per successiva idrolisi con acidi o basi diluite, fornisce di nuovo l aldeide ed il chetone. R H CHH + H 2 NaHS 3 + R CH H 2 + RCH S 3 Na H La soluzione eterea risultante si tratta, dopo evaporazione sotto vuoto, con anidride ftalica che con gli alcooli forma gli ftalati acidi, i quali, come monoesteri di un acido bicarbossilico, sono estraibili con Na 2 C 3. 7

Dopo il trattamento con anidride ftalica a caldo, si aggiunge etere e si dibatte con Na 2 C 3 2N; nella fase acquosa alcalina si raccoglie lo ftalato acido che si ottiene come precipitato per acidificazione. Per idrolisi a caldo del pp. Si ottiene di nuovo libero l alcool, che si separa per distillazione dell acido ftalico solido: C C + RH CH CR H 2 CH CH + RH Dallo strato etereo risultante si estraggono i chetoni che non hanno reagito con il bisolfito. Questo si può fare con due metodi: 1. Reazione con NH 2 H per dare le chetossime, estraibili con NaH, da cui si ottiene il chetone per idrolisi acida. In queste condizioni reagiscono anche gli esteri che forniscono gli acidi idrossammici, per cui si preferisce il secondo metodo (vedi avanti). R C R' + NH 2 H H 2 + R C NH R' R CR' + NH 2 H R'H + R C NHH 8

Reazione con il reattivo di Girard T, sale ammonico della idrazide della glicolla trimetilata dell azoto. CH 3 R CH 3 R H 3 C N CH 2 CH 3 C NH NH 2 Cl + C R' - H 2 H 3 C N CH 2 CH 3 C Cl NH N C R' Il sale ammonico è insolubile in etere, mentre in H 2 precipita o passa in soluzione; nel primo caso si separa per filtrazione e per idrolisi acida anche a freddo si ottiene il chetone libero, nel secondo estrae con la fase acquosa il derivato e per successiva idrolisi si libera il composto carbonilico. La fase eterea contiene varie sostanze organiche: idrocarburi, eteri, esteri ed alogeno derivati. Gli esteri si separano saponificando a caldo con NaH la fase evaporata. Dopo la saponificazione si aggiunge etere; nella fase eterea passano gli idrocarburi, eteri, alogenuri arilici e gli alcooli ad alto P.M., che sono insolubili in H 2, derivanti dalla saponificazione degli esteri. Nella soluzione alcalina acquosa si hanno i sali sodici degli acidi e gli alcooli a basso P.M. originati dall idrolisi. La fase eterea viene evaporata e poi trattata con anidride ftalica per separare gli alcoli ad alto P.M.; si aggiungono poi il Na 2 C 3 e l etere che porta con sé gli eteri, gli idrocarburi e gli alogenuri. 9

La soluzione eterea viene evaporata e poi trattata con HCl conc.; si ha passaggio degli eteri alchilici in soluzione nella fase acida come sali di ossonio, riottenibili poi mediante alcalinizzazione. Il residuo insolubile viene idrolizzato con HI azeotropico, in questo caso gli eteri fenolici vengono scissi per dare fenoli ed alogenuri alchilici. R + HI RI + H Si distilla la soluzione e nel distillato passano gli ioduri alchilici volatili; il residuo contiene idrocarburi, alogenuri aromatici e fenoli. Il residuo ottenuto viene trattato con NaH ed etere: nella fase acquosa alcalina passano i fenoli che successivamente si liberano per acidificazione, mentre gli idrocarburi e gli alogenuri si sciolgono in etere. Si evapora questo e si tratta il residuo con H 2 S 4 : in queste condizioni gli idrocarburi aromatici danno gli acidi solfonici corrispondenti. Si aggiunge soda ed etere: nella fase acquosa basica passano gli acidi solfonici, mentre l etere scioglie gli alogenuri arilici e gli idrocarburi alifatici. 10