23 Le diverse classi di composti organici
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- Sergio Foti
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1 23 Le diverse classi di composti organici 23.1 I gruppi funzionali I gruppi funzionali sono atomi o gruppi di atomi che determinano le proprietà dei composti organici a cui sono legati, facendo assumere specifici comportamenti chimici. Tutti quei composti che presentano nella loro molecola lo stesso gruppo funzionale costituiscono una classe. Gruppi funzionali delle principali classi di composti organici Classe Gruppo funzionale alogenuri -X (X= F, Cl, Br, I) alcoli tioli eteri aldeidi chetoni acidi carbossilici esteri ammidi -H -SH -- H-C= -C= H-C= R C= H 2 N-C= 214
2 23.2 Alogenoderivati I gruppi funzionali degli alogenoderivati sono costituiti dagli atomi degli alogeni, in base alla natura del radicale idrocarburico sono definiti anche alogenuri alchilici o arilici. Per la nomenclatura si fa precedere il nome e la posizione dell alogeno al nome dell idrocarburo, è usata anche una nomenclatura tradizionale che considera tali composti dei sali organici e fa precedere al nome dell alchile quello dell alogeno con suffisso uro, come negli esempi di seguito: CH 3 -CH 2 Cl cloroetano o cloruro di etile CH 3 -CHBr-CH 3 2-bromopropano o bromuro di isopropile CH 3 Cl clorometano o cloruro di metile In base all atomo di carbonio a cui è legato l alogeno si ha la distinzione in alogenoderivati primari, secondari e terziari Proprietà degli alogenoderivati Negli alogenoderivati il gruppo funzionale è fortemente polarizzato, poiché vi è una gran differenza di elettronegatività tra carbonio e uno degli atomi di alogeni legati ad esso. Ne deriva che si tratta di composti molto reattivi. Il carbonio suddetto assume una parziale carica positiva e gli idrogeni dei vicini carboni possono essere rimossi come H +. H δ+ H -C C δ+ X δ- H δ+ H Quindi il carbonio ha un eccesso di carica positiva è può subire un attacco nucleofilo, di conseguenza avvengono reazioni di sostituzione o di eliminazione. 215
3 Nelle reazioni di sostituzioni un nucleofilo attaccandosi al carbonio allontana l alogeno, in base alla specie di nucleofilo l alogenuro può diventare alcol, etere o altro. Generalmente sostituzione ed eliminazione avvengono contemporaneamente, formando miscele di prodotti, gli alogenuri primari danno maggiormente reazioni di sostituzione mentre quelli terziari reazioni di eliminazione Alcoli Gli alcoli sono composti che hanno per gruppo funzionale l ossidrile - H, la cui formula generale è R-H, per struttura sono simili all acqua, ma presentano un radicale al posto di uno degli idrogeni. Riguardo alla nomenclatura nel sistema IUPAC il suffisso olo indica la presenza dell ossidrile, la numerazione indica a quale carbonio esso è legato. La nomenclatura tradizionale premette il termine alcol al nome del gruppo alchilico. Per gli alcoli insaturi si usano due desinenze, una per doppio o triplo legame e una per l ossidrile, in questi composti il suffisso olo viene per secondo. Vediamo alcuni esempi di seguito: CH 3 -H metanolo o alcol metilico CH 3 -CH 2 -H etanolo o alcol etilico CH 3 -CH 2 -CH 2 -H 1propanolo o alcol n-propilico CH 2 =CH-CH 2 -H 2-propen-1-olo o alcol allilico In base al carbonio a cui è legato l ossidrile gli alcoli si classificano in: primari, secondari e terziari: 216
4 Molecola di alcol terziario L alcol metilico non rientra in questa classificazione ed è considerato primario Proprietà fisiche e chimiche degli alcoli Gli alcoli formano legami a ponte di idrogeno con altre molecole, quindi occorrerà una maggiore energia per poter separare le molecole, di conseguenza presentano temperature di fusione ed ebollizione più alte rispetto ai corrispondenti idrocarburi. Inoltre la formazione di legami a ponte di idrogeno influisce anche sulla solubilità, quelli con minor peso molecolare sono molto solubili in acqua e aumentando il peso e quindi la catena carboniosa, la solubilità diminuisce perché prevale la parte apolare della molecola. Gli alcoli sono elettroliti debolissimi e in soluzione acquosa sono indissociati, tuttavia hanno anche carattere anfotero, infatti possono comportarsi da acidi cedendo un protone, possono dissociarsi secondo il seguente schema: R--H R- - + H + alcol ione alcossido Gli alcoli sono acidi molto blandi, più deboli dell acqua. Inoltre avendo doppietti elettronici sull ossigeno mostrano deboli proprietà basiche. Le reazioni degli alcoli si dividono in due gruppi, quelle che scindono il legame ossigeno-idrogeno e quelle che scindono il legame carbonioossigeno. 217
5 Tra quelle che scindono il legame ossigeno-idrogeno ritroviamo quelle appena viste che riguardano il comportamento acido-base. Tra le reazioni che scindono il legame carbonio-ossigeno si annoverano le reazioni di ossidazione Gli alcoli possono essere ossidati a composti carbonilici con un doppio legame tra carbonio e ossigeno, la reazione avviene in maniera diversa per alcoli primari, secondari e terziari: un alcol primario si trasforma ad aldeide, un alcol secondario a chetone, gli alcol terziari non danno questo tipo di ossidazione perché non hanno atomi di H sul C legato ad H Fenoli I fenoli sono quei composti organici che presentano il gruppo ossidrilico (H) legato ad un anello aromatico, tra cui il più semplice è il fenolo, gli altri sono dei suoi derivati il cui nome si ottiene premettendo al termine fenolo il nome e la posizione del gruppo sostituente. Il fenolo I fenoli presentano spiccate proprietà acide ed in passato per tali proprietà il fenolo era denominato acido fenico. Si ossidano facilmente e possono dar luogo a reazioni di esterificazione ed eterificazione Tioli I tioli sono composti solforati analoghi ad alcoli e fenoli, caratterizzati dalla presenza del gruppo solfidrile SH, che è il gruppo funzionale dei tioli, la formula generale è R-SH, essi vengono denominati anche mercaptani poiché reagiscono con lo ione mercurio formando i sali di 218
6 mercurio detti mercapturi. Il gruppo solfidrile conferisce a tali composti carattere acido. La nomenclatura IUPAC dei tioli è analoga a quella degli alcoli e degli eteri, cambiando i suffissi in tiolo, vediamo alcuni esempi: CH 3 -CH 2 -SH etantiolo CH 3 -CH 2 -S- CH 3 metiletilsolfuro I tioli hanno un odore sgradevole Eteri Il metantiolo è il più semplice dei mercaptani Gli eteri sono composti con due gruppi organici legati ad uno stesso atomo di ossigeno, la cui formula generale è: R--R in cui R ed R possono essere identici o diversi, alchilici o arilici, quindi il gruppo funzionale che li caratterizza è --. Il nome a tali composti si ottiene assegnando prima il nome ai due gruppi alchilici o arilici legati all atomo di ossigeno che vanno posti in ordine alfabetico e questi sono preceduti, o seguiti, dalla parola etere. Vediamo gli esempi di seguito: CH 3 -CH 2 --CH 2 -CH 3 etere dietilico CH 3 --CH 3 etere dimetilico Gli eteri possono essere preparati per disidratazione intermolecolare di alcoli in presenza di acido solforico (H 2 S 4 ). CH 3 -H + CH 3 -H H 2 S 4 CH 3 --CH 3 + H 2 alcol metilico alcol metilico etere di metilico Formula di struttura generale di un etere 219
7 23.9 Aldeidi e chetoni In aldeidi e chetoni è presente il gruppo funzionale che prende il nome di gruppo carbonilico -C= e quindi ad essi si dà il nome di composti carbonilici. In questo gruppo l atomo di carbonio è ibridato sp 2. Nelle aldeidi al gruppo carbonilico è legato almeno un atomo di idrogeno, con formula generale che contratta è R-CH. Nei chetoni invece il gruppo carbonilico è legato a due residui idrocarburici, con formula generale che contratta è R-C-R. Nel sistema IUPAC per la nomenclatura delle aldeidi si usa il suffisso ale, i nomi tradizionali derivano dai corrispondenti idrocarburi, il gruppo aldeide ha priorità sul doppio legame, e sull ossidrile. Per le aldeidi cicliche si usa il suffisso carbaldeide, in basso sono riportati degli esempi: H-CH metanale o aldeide formica CH 3 -CH etanale o aldeide acetica CH 3 -CH=CH-CH 2-butenale o aldeide crotonica H H ciclopentencarbaldeide benzencarbaldeide Nel sistema IUPAC per denominare i chetoni si usa il suffisso one, la catena va numerata in modo tale da attribuire al carbonio del gruppo carbonilico il numero più basso possibile. Nella nomenclatura tradizionale si fa seguire al termine chetone il nome dei radicali presenti in ordine alfabetico. Di seguito vediamo gli esempi: CH 3 -C-CH 3 propanone o dimetilchetone o acetone CH 3 - CH 2 -C-CH 3 2-butanone o metiletilchetone Per aldeidi e chetoni aromatici si usano nomi specifici come vediamo negli esempi: 220
8 H Benzofenone o difenilchetone Benzaldeide Se nella molecola sono presenti altri gruppi funzionali con maggiore priorità, il gruppo è indicato col prefisso cheto- o con quello osso- a cui si fa precedere il numero o la lettera greca che ne indica la posizione nella catena Proprietà di aldeidi e chetoni Aldeidi e chetoni sono composti polari che hanno punti di ebollizione, di fusione e densità intermedie tra gli alcoli e gli eteri. Ciò è dovuto al fatto che non possono formare tra loro legami a idrogeno, ma possono formarli con l acqua in quanto il gruppo carbonilico possiede due doppietti elettronici non condivisi sull ossigeno, ciò giustifica la discreta solubilità che hanno in acqua aldeidi e chetoni a basso peso molecolare, invece quelli ad alto peso molecolare sono solubili solo in solventi organici. La reazione che caratterizza il gruppo carbonilico è l addizione nucleofila al doppio legame, questa reazione avviene più facilmente col carbonile aldeidico per il minor ingombro sterico piuttosto che con quello chetonico. Sia per le aldeide che per i chetoni si possono avere: addizione di H 2, con la formazione di dioli geminali: i dioli o glicoli geminali sono molecole in cui i due gruppi H sono legati allo stesso atomo di C, sono instabili perché facilmente perdono H 2 ritornando ad aldeidi o chetoni. Addizione di alcoli che portano alla formazione di emiacetali e acetali per le aldeidi ed emichetali e chetali per i chetoni. Se in una molecola sono presenti contemporaneamente un gruppo carbonilico e uno ossidrilico si possono formare emiacetali ciclici, fra questi 221
9 quelli a 5 e 6 atomi di C e con un che occupa una posizione nel ciclo, risultano i più stabili. Addizione di NH 3 con formazione di immine; le immine sono composti caratterizzati dalla presenza del gruppo C=N-. Sia le aldeidi che i chetoni possono essere ridotti ad alcoli primari, o secondari con idrogeno in presenza di catalizzatori Tautomeria cheto-enolica Si tratta di una forma di isomeria in cui l equilibrio è tra un enolo (che è un alcol che porta il gruppo H legato ad un atomo di carbonio insaturo) e un chetone o un aldeide poiché entrambi sono composti carbonilici. Questa particolare isomeria è detta tautomeria e le due forme tautomeri. Tautomeria cheto-enolica; (a) è il chetone o l'aldeide, (b) l'enolo corrispondente e (c) l'anione stabilizzato per risonanza. Il carbonio adiacente al carbonio carbonilico è indicato carbonio α e l idrogeno ad esso legato si indica idrogeno α. 222
10 La forma più stabile per aldeidi e chetoni più semplici è quella chetonica e, infatti, l equilibrio è spostato verso questa. Vi sono però molecole che esistono solo nella forma enolica come i fenoli. 223
11 23.12 Acidi carbossilici Questi acidi sono caratterizzati dalla presenza del gruppo carbossilico, il cui nome deriva dalla contrazione dei nomi del gruppo carbonile e ossidrile che lo compongono. La formula generale degli acidi carbossilici è la seguente: R-CH. Riguardo alla nomenclatura di tali composti, nel sistema IUPAC, si premette il termine acido e si aggiunge il suffisso oico, il nome deriva dalla catena più lunga di atomi di carbonio contenente il gruppo CH. Gli atomi di carbonio vengono numerati in modo tale da assegnare il numero 1 a quello appartenente al gruppo carbonilico, se nella molecola sono presenti altri gruppi si usano le lettere greche per indicarne la posizione a partire dal carbonio α che è quello che segue il carbonio carbonilico. Gli acidi carbossilici vengono denominati anche acidi grassi poiché furono estratti per la prima volta da grassi naturali. In basso vi sono alcuni acidi carbossilici con il nome ufficiale e quello di uso corrente: H-CH acido metanoico o acido formico CH 3 -CH acido etanoico o acido acetico CH 2 =CH-CH acido propenoico o acido acrilico Modello molecolare di un acido carbossilico 224
12 23.13 Proprietà degli acidi carbossilici Gli acidi carbossilici sono composti polari capaci di formare legami a idrogeno intermolecolari e con altre molecole come acqua e alcoli. Gli acidi carbossilici più semplici come i primi quattro della serie (acido formico, acido acetico, acido propionico e acido butirrico) sono solubili in acqua, la solubilità decresce all aumentare della catena carboniosa, poiché prevale la porzione idrofoba dell acido, infatti questi ultimi sono idrofobi e solubili in solventi organici. Sono dei composti acidi per la presenza dell ossidrile, la loro costante di dissociazione Ka è più alta rispetto ad alcoli e acqua tuttavia sono acidi deboli, possono essere neutralizzati da basi comuni dando origine ai sali solubili in acqua. I sali prendono il nome degli acidi cambiano il suffisso oico in ato. Le proprietà di questi acidi dipendono fortemente dal gruppo carbossilico che quindi condiziona le loro reazioni. Gli acidi si ionizzano facilmente (perdono H + ) e la carica negativa che ne deriva risulta dispersa tra i due atomi di ossigeno. Sempre dall elevata elettronegatività dell ossigeno carbonilico deriva l effetto induttivo che indebolisce il legame -H facilitando il distacco dell H +. R C R C Acidi policarbossilici Gli acidi carbossilici sono sostanze che presentano nella molecola più di un carbossile, tra questi vi sono gli acidi bicarbossilici che sono quelli più importanti, hanno formula generale: CH-(CH 2 )n-ch in cui n può assumere valore 0, 1, 2, 3, ecc. Il nome di questi composti secondo il sistema IUPAC si ottiene usando il suffisso dioico inoltre vi sono anche nomi comuni, vediamo alcuni esempi in basso: HC-CH acido etandioico o acido ossalico HC-CH 2 -CH acido propandioico o acido malonico 225
13 HC-CH 2 - CH 2 - CH 2 -CH acido pentandioico o acido glutarico. Gli acidi ftalici sono acidi bicarbossilici derivati dal benzene. Acido ftalico Gli acidi poli-carbossilici sono acidi più forti di quelli monocarbossilici Derivati degli acidi carbossilici I derivati degli acidi carbossilici sono composti in cui il gruppo ossidrilico è stato sostituito da altri gruppi, tali derivati danno per idrolisi i corrispondenti acidi carbossilici. I derivati hanno tutti in comune il gruppo acilico che è il gruppo carbossilico senza ossidrile (H), per i derivati alifatici è R-C= e per quelli aromatici è Ar-C=. Esteri Gli esteri sono i più importanti derivati degli acidi carbossilici, essi si ottengono sostituendo l ossidrile contenuto nel gruppo carbossilico con un gruppo R in cui R può essere un radicale alchilico o arilico, la formula generale è: Per quanto riguarda la denominazione di tali composti essa è analoga ai sali, si usa il suffisso ato per la parte acilica e il suffisso ile per la parte alchilica, come vediamo in basso negli esempi: acetato di metile 226
14 acetato di etile benzoato di metile Sono generalmente insolubili in acqua, ma solubili nei solventi organici al punto da essere essi stessi considerati solventi. Proprietà degli esteri: sono composti moderatamente polari, ma non danno luogo a legami a idrogeno tra di essi, perciò sono poco solubili in acqua e volatili. Tra le reazioni più importanti degli esteri ricordiamo l idrolisi che è la reazione inversa dell esterificazione, quando essa avviene in ambiente basico prende il nome di saponificazione e porta alla formazione di un alcool o di un fenolo e di un sale. Ammidi Le ammidi sono considerate derivati di acidi carbossilici in cui l ossidrile è sostituito da un gruppo amminico. La struttura generale di un ammide è: Struttura generale di un ammide Se R e R sono idrogeni l ammide sarà primaria, l ammide è secondaria se uno solo tra R ed R è un idrogeno, se nessuno dei due è un idrogeno l ammide è terziaria: 227
15 All azoto del gruppo amminico possono essere legati due radicali uno alchilico e uno arilico, oppure due atomi di idrogeno, se si verifica quest ultimo caso si hanno ammidi semplici negli altri due casi si hanno ammidi mono- e bi-sostituite. Per la denominazione si fa seguire il suffisso ammide alla radice dell acido da cui derivano. Se vi sono ammidi sostituite, ai nomi dei radicali si fa precedere la lettera N. Approfondimenti Le aldeidi e i chetoni, esperienza di laboratorio Esperienza di laboratorio gli alcooli Esperienza in laboratorio sugli acidi carbossilici Aldeidi e chetoni, video Acidi carbossilici, video Test di fine capitolo 228
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