STRUTTURA E FUNZIONE DELLE PROTEINE



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STRUTTURA E FUNZIONE DELLE PROTEINE

Le PROTEINE sono i biopolimeri maggiormente presenti all interno delle cellule, dal momento che costituiscono dal 40 al 70% del peso secco. Svolgono funzioni biologiche di fondamentale importanza e possono essere divise in 7 gruppi principali: Componenti strutturali (collagene, tessuto connettivo, citoscheletro, pelle) Trasportatori (emoglobina, albumina) Trasmettitori di messaggi (ormoni peptidici) Catalizzatori di reazioni chimiche (enzimi) Difesa contro i patogeni (immunoglobuline) Regolazione dell espressione genica (istoni) Deposito di materiale (ferritina) Proteine dei sistemi contrattili (miosina) Es. Albumina: aumenta solubilita degli acidi grassi nel sangue Istoni: proteine nucleiche, formano la cromatina insieme al DNA

PROTEINE Forma e funzione Stretta correlazione fra forma e funzione delle proteine È la conformazione tridimensionale che conferisce alla proteina l'attività biologica specifica

Le proteine di sostegno e alcune di quelle contrattili hanno una forma fibrosa Sono costituite da catene polipeptidiche allungate, disposte in fasci lungo uno stesso asse a costituire le fibre Sono insolubili in acqua Gli enzimi, gli anticorpi e le proteine di trasporto hanno invece una forma globulare Le catene sono strettamente avvolte in forma compatta, sferica o globulare, come un gomitolo Sono solubili in acqua

La struttura delle proteine ne determina la funzione Le proteine costituiscono il 40-70% del peso secco di una cellula Le proteine sono singole catene, non ramificate di monomeri amino acidici Nell organismo umano ne sono presenti centinaia ma solo 20 che compongono le proteine. Per la sintesi di una proteina devono essere presenti tutti contemporaneamente La sequenza degli amino acidi di una proteina ne determina la sua struttura tridimensionale (conformazione) A sua volta, la struttura di una proteina ne determina la funzione

Tutti gli amino acidi hanno la stessa struttura generale ma ciascuno differisce per il gruppo R

In teoria è possibile produrre un numero infinito di polipeptidi e proteine. Con 20aa, una proteina con n residui potrà dare 20 n combinazioni, se n=100, 20 100 1,27 130, superiori al numero totale di atomi stimato nell universo. L evoluzione ha selezionato un numero assai inferiore di polipeptidi e proteine realmente espresse, ma per il senso stesso dell evoluzione resta possibile l aggiunta di altre combinazioni..sequenza di 2: 20 x 20 = 20 2 = 400 dipeptidi diversi.sequenza di 3: 20 x 20 x 20 = 20 3 = 8000 tripeptidi diversi.sequenza di 100: 20 100 = 1.27x10 130 peptidi diversi Di tutte queste possibili forme, l evoluzione ha scelto solo alcune, che rappresentano il risultato di una precisa selezione mirata ad ottimizzare la funzione della proteina

Quattro livelli di struttura determinano la forma di una proteina alfa Beta Primaria: la sequenza lineare degli amino acidi tenuti insieme da legami peptidici. Secondaria: l organizzazione di parti di una catena polipeptidica (es.: l α elica o il foglietto β), tenute da legami a ponte di H. Terziaria: la struttura tridimensionale completa di una catena polipeptidica, con molti tipi di legami e interazioni di cui solo uno covalente il ponte ds. Quaternaria: l associazione di due o più polipeptidi in una struttura complessa multi-subunità

La caratteristica distintiva di ogni proteina è la particolare sequenza di aminoacidi Il dogma centrale della genetica

FORMAZIONE DEL LEGAME PEPTIDICO

I legami peptidici uniscono gli amino acidi in catene lineari

Delocalizzazione degli e - Le parziali caratteristiche di doppio legame impediscono la libera rotazione attorno al legame peptidico, C-N, che costituisce così un punto di rigidità della catena polipeptidica

Proprieta del legame peptidico: Planare, ha una forza intermedia tra il legame semplice ed il legame doppio. H H N R C H C O O OH + H H R N R C H O C O OH H N R C C H N H C C H OH H

LEGAME PEPTIDICO: C N = 0.1325 nm C N = 0.145 nm C = N = 0.125 nm

Ogni piano delle unità peptidiche ha due rotazioni possibili: una intorno al legame Cα-C' (angolo di rotazione Ψ, psi), ed una intorno al legame N-Cα (angolo di rotazione φ, phi). Legame peptidico C carbonilico La configurazione preferenziale del gruppo peptidico è quella in cui i due Cα sono in posizione trans, in modo che i gruppi R consecutivi sono alla massima distanza l'uno dall'altro (minor ingombro sterico).

I legami peptidici sono planari legame peptidico

N-Carbonio α (Φ) (psi); Carbonio α Carbonio Carbonilico (ψ) (fi) Un'ulteriore conseguenza della risonanza che interessa il legame peptidico è che gli atomi che compongono il cosiddetto gruppo peptidico (i due atomi, C ed N, del legame stesso e i 4 atomi ad essi legati: O, H e i due carboni α) giacciono tutti su uno stesso piano (legame rigido e planare). Lo scheletro di una catena polipeptidica può essere rappresentato come una serie di piani rigidi

peptidi, polipeptidi e proteine gli aminoacici sono uniti tra loro da legami peptidici energia di legame 100 Kcal/mol non vengono rotti con l ebollizione, ma solo con l azione prolungata di acidi o basi concentrate gli enzimi proteolitici sono in grado di rompere tali legami esistono sequenze lunghe da pochi aminoacidi a migliaia di aminoacidi con peso molecolare da 5 a 1000 KDalton (1 Dalton = 1/12 massa 12 C) # aminoacidi peptide (oligopeptide) <20 polipeptide <60 proteina >60

Struttura primaria E data dalla sequenza degli aminoacidi che costituiscono una catena peptidica. Ogni proteina è caratterizzata dall avere una specifica composizione in aminoacidi, e da un ben preciso ordine con cui questi si susseguono lungo la catena. La struttura primaria è determinata geneticamente: le sequenze aminoacidiche delle proteine di un individuo si trovano depositate, in codice, in altrettanti tratti del suo DNA, geni.

struttura delle proteine La struttura di una proteina determina le sue proprietà. Si distinguono diversi livelli di organizzazione delle proteine: Struttura primaria (sequenza degli aminoacidi) Sede delle mutazioni genetiche Sempre lineare Struttura secondaria (conformazione della catena) Indipendente dai gruppi R α-elica o β-a pieghe Struttura terziaria (tridimensionalità della catena, folding) Relazioni locali o remote dei gruppi R Localizzazione dei ponti S-S Struttura quaternaria (interazioni non covalenti fra più catene) NB: Le strutture 2a, 3a e 4a dipendono dalla struttura 1a

Struttura primaria E data dalla sequenza degli aminoacidi che costituiscono una catena peptidica. Ogni proteina è caratterizzata dall avere una specifica composizione in aminoacidi, e da un ben preciso ordine con cui questi si susseguono lungo la catena. La struttura primaria è determinata geneticamente: le sequenze aminoacidiche delle proteine di un individuo si trovano depositate, in codice, in altrettanti tratti del suo DNA, geni.

Struttura secondaria (conformazione della catena): α elica Filamenti β

Una comune struttura secondaria Proprietà dell alfa-elica: Resistenza e solubilità in acqua Proposta nel 1951 da Pauling e Corey

Ogni idrogeno ammidico è coinvolto in un legame idrogeno con il carbonile di un altro amminoacido

Le principali strutture secondarie di una catena polipetidica: α elica MODELLO A PALLE E BASTONCINI a) Elica destrorsa, b) Si evidenziano i legami idrogeno c) Il passo dell elica è 5.4 Å o 3.6 residui amminoacidici

Strutture secondarie: l α elica MODELLO A NASTRO Passo dell elica 5.4 A

Nei foglietti pieghettati ci sono ancora dei legami ad idrogeno, ma stavolta sono tra fogli adiacenti (sheet) Filamento β Legame a H Filamento β

Ad esempio la seta. Le proteine della seta sono un esempio di foglietto pieghettato Sono composte principalmente da glicina e alanina

β Sheet Stabilizzata da legami H intercatena tra N-H & C=O 2 Orientations Parallel Not optimum H-bonds; less stable Anti-parallel Optimum H-bonds; more stable

ω Gli angoli Φ e ψ variano da 180 (+ o -) quando i piani della protein a sono allineati su uno stesso piano, a 0

Durante la rotazione Cα-C passa da -180 a 0

Quando gli angoli Φ e ψ si mantengono invariati in un certo segmento della proteina avremo strutture regolari. Solo poche strutture secondarie sono stabili, le principali sono l a-elica e i filamenti β. Se non è identificabile una struttura regolare si parla di random coil. (definizione impropria) Infatti la struttura delle proteine non è mai casuale.

Lo scheletro carbonioso polipeptico si avvolge intorno ad un asse immaginario longitudinale al centro della spirale. L unità che si ripete è il singolo giro dell elica di 5,4 A, ogni giro contiene 3,6 amminoacidi. I gruppi R sporgono in fuori e non partecipano alla formazione dei legami. MODELLO A NASTRO Strutture secondarie: l α elica

Filamento β: conformazione ripetitiva, lo scheletro della proteina si dispone a zig-zag. I filamenti β posti uno affianco all altro formano un foglietto pieghettato mantenuto da legami a H tra regioni adiacenti o anche molto distanti della stessa catena proteica, o tra filamenti appartenenti a proteine diverse. I guppi R sporgono in direzioni opposte. La direzione dei filamenti adiacenti che contraggono i legami a H possono essere orientati nella stessa direzione (paralleli) o in direzione opposta (antiparalleli) La struttura è identica anche se il periodo della parallela è leggermente più corto 6,5 rispetto a 7 A Le catene possono essere parallele o antiparallele

β Sheet Stabilizzata da legami H intercatena tra N-H & C=O 2 Orientations Parallel Not optimum H-bonds; less stable Anti-parallel Optimum H-bonds; more stable

Super-secondary Structure β-turns in una proteina permettono che eliche e foglietti si allineino βαβ αα β meander

I ripiegamenti β sono frequenti nelle proteine. Le proteine globulari presentano circa 1/3 dei residui aa sotto forma di ripiegamenti o anse, dove la catena proteica inverte la sua direzione, i ripiegamenti β sono i più diffusi, collegano due estremità di un foglietto β antiparallelo, 4 residui con un angolazione di 180 e formazione di un ponte di H tra il Carbonile del I a. e l H dell N del IV amminoacido. Gly e Pro sono frequenti in questa conformazione. Gly perché piccola e flessibile Pro perché l imminoacido promuove la forma cis degli aa. coinvolti nel legame