L AUDITEL DELLA MOBILITÀ



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L AUDITEL DELLA MOBILITÀ L OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ: CULTURA, COMPORTAMENTI, PROPENSIONI DEGLI ITALIANI IN MOVIMENTO Rapporto finale Volume I Risultati sintetici, struttura dell Osservatorio e banche dati Roma, dicembre 2000

Una strategia in tre mosse: la misurazione, la selezione degli obiettivi, la valutazione Premessa: Un anno di Osservatorio 1. Individuare le criticità 2. Selezionare obiettivi misurabili 3. Costruire le premesse per valutare funzionamenti e risultati Una congiuntura della mobilità (Grafici con andamenti temporali di alcuni indicatori) Le schede dell Auditel della mobilità (Indicatori per una banca dati) Relazione Tecnica della Società di rilevazione (La struttura dell Osservatorio quantitativo) 2

L AUDITEL DELLA MOBILITÀ L OSSERVATORIO SULLA MOBILITÀ: CULTURA, COMPORTAMENTI, PROPENSIONI DEGLI ITALIANI IN MOVIMENTO Rapporto finale Volume II Gli approfondimenti di ricerca Roma, dicembre 2000 3

INDICE R211 Nota introduttiva Parte prima: Un sommario di fatti urbani emergenti come approccio ai nuovi stili di mobilità 1. Introduzione: caratteristiche della ricognizione 1.1. Mobilità e città in trasformazione 1.2. Il quadro delle innovazioni considerate 2. Forme urbane, specializzazioni economiche e pratica del territorio. La mobilità nei modelli inseediativi emergenti (primo contributo) 2.1. L evoluzione dell idea di urbano 2.2. Le nuove forme tardo-industriali. Qualche concetto preliminare 2.3. Figure di città e modelli di mobilità 2.4. Mobilità e specializzazioni urbane. Una verifica empirica 2.5. Considerazioni conclusive 3. Mobilità e società urbana. L uso di tempo e spazio nelle nuove identità di lavoro e status (secondo contributo) 3.1. Dalla città fabbrica alla città imprenditoriale 3.2. La città a doppia velocità e a duplice domanda 3.3. Struttura degli orari e scelte di spostamento: la mobilità atipica delle nuove professioni 3.4. Alcuni spunti di riflessione. Esigenze, stili e valori di una nuova domanda di mobilità 4. Organizzazione e pratica dei luoghi:mobilità per servizi e impiego del tempo libero (terzo contributo) 4.1. La nuova domanda di spazi esterni 4.2. Mobilità e difficoltà di accesso ai servizi, qualche evidenza empirica 4

4.3. La città dei messaggi e del movimento 4.4. L impiego del tempo llibero, la società attiva e mobile sulle 24 ore 4.5. Alcune note sui fabbisogni insoddisfatti 5. Osservazioni conclusive. Implicazioni emerse e politiche d attenzione 5.1. Il ragionamento sulla città. Una partitura polifonica 5.2. Dalla città al trasporto. Opportunità e nodi critici 5.3. Alcune strategie d attenzione Bibliografia Parte seconda: Le politiche dei tempi e degli orari: un primo contributo di ricerca 1. Il bisogno di una città amica 2. L innovazione normativa su tempi e orari delle città 3. Le prime applicazioni al femminile 4. Le banche del tempo 5. Ipiani dei tempi e degli orari nei comuni uitaliani 6. Un laboratorio in continua evoluzione Bibliografia Parte terza: Un sommario di fatti urbani emergenti come approccio ai nuovi stili di mobilità Premessa 1. Gli strumenti di pianificazione 1.1. Il Piano Urbano del Traffico 1.1.1. Alcune considerazioni sul PUT 1.2. Il Piano Urbano della Mobilità 1.2.1 Elementi innovativi introdotti dal PUM 5

1.2.2. Il reperimento delle risorse 1.2.3. L attuazione e gestione del PUM 1.3. Il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale 1.3.1. Le linee d azione 2. Il Mobility Manager 2.1. Il quadro di riferimento normativo 2.2. Il ruolo e gli obiettivi del Mobility Manager d Area e d Azienda 3. Misure di incentivi all utilizzo del trasporto pubblico locale e disincentivo all utilizzo del veicolo privato 3.1. Misure di disincentivo: il road pricing e il park pricing 3.1.1 Road pricing 3.1.2 Park pricing 3.2. Misure di incentivi: taxi collettivi, car pooling, car sharing 3.2.1. Taxi collettivo 3.2.2. Car pooling 3.2.3. Car sharing 4. Misure di sensibilizzazione 5. L indagine di campo 5.1. Premessa: la metodologia dell indagine 5.2. Il Comune di Napoli 5.2.1. Analisi del PUT 5.2.2. Il Mobility Manager 5.2.3. Il PUM 5.2.4. Il Piano della Sicurezza Stradale 5.2.5. Osservazioni conclusive 5.3. Il Comune di Roma 5.3.1. Analisi del PUT 6

5.3.2. Il Mobility Manager 5.3.3. Il PUM 5.3.4. Il Piano della Sicurezza Stradale 5.3.5. Osservazioni conclusive 5.4. Il Comune di Milano 5.4.1. Analisi del PUT 5.4.2. Il Mobility Manager 5.4.3. Il PUM 5.4.4. Il Piano della Sicurezza Stradale 5.4.5. Osservazioni conclusive 5.5. Le indicazioni emerse: osservazioni conclusive Appendice Schemi comparativi di sintesi relativi all applicazione di alcuni strumenti di regolazione della mobilità a Napoli, Roma, Milano 7