Progetto Mercati Amici



Похожие документы
Progetto LIFE10 ENV IT NO.WA. Azione 3 - Attività 3.1

Le tre R in Coop: strategia ed esempi per la sostenibilità

COMUNE DI BRUSAPORTO. Assessorato all Istruzione Assessorato ai Servizi Sociali SAMARITANO

La gestione finanziaria nelle Aziende Non Profit. La gestione finanziaria nelle ANP (tra cui rientrano le ASD) riguarda il.

La solidarietà a tutela della salute

Strategia della Fondazione svizzera per la promozione dell allattamento al seno

Condividere i bisogni per condividere il senso della vita

POVERTÀ ASSOLUTA E NUOVE POVERTÀ EMERGENTI

Perchè è importante che il Veterinario si organizzi anche in campo economico?

FAMIGLIE AL CENTRO: Dott. Paola Mosa Roma 24 maggio 2013

L Educazione ambientale forma alla cittadinanza attiva e consente di comprendere la complessità delle relazioni tra natura e attività umane e [ ]

Responsabilità Sociale d Impresa

DOSSIER Venerdì, 03 ottobre 2014

Piani integrati per lo sviluppo locale. Progetti di marketing territoriale. Progettazione e start-up di Sistemi Turistici Locali

Emergenza Alimentare Lombardia 11 Maggio 2014

per un turismo sostenibile e competitivo in provincia di Livorno

schede di approfondimento.

Master La pulizia sostenibile come opportunità. I Pilastri della sostenibilità: Ambiente Sicurezza Sviluppo ASSOCASA. FORUM PA Roma, maggio 2010

Lewitt Associati. Soluzioni per lo sviluppo d impresa. Divisione Riduzione Costi Aziendali

La salute e la sicurezza sul lavoro riguardano tutti. Un bene per te. Un bene per l azienda.

Il nuovo mercato online per i prodotti biologici italiani. Direttamente dal produttore al consumatore

Servizi per la Green Economy

Banco Alimentare Campania ONLUS

TRASFORMARE LO SPRECO IN RISORSA. Dr. Luca Falasconi LAST MINUTE MARKET TRASFORMARE LO SPRECO IN RISORSE

LA PIETANZA NON AVANZA Gusta il giusto, dona il resto

BSC Brescia Smart City

i giovani non sono soggetti da integrare ma parte della comunità con propri ruoli, potenzialità e responsabilità

Protocollo d Intesa. tra

Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore degli immigrati - Prima sezione Attività 2014

17. SISTEMA COMUNICAZIONE E MARKETING

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI AGRICOLTURA SOCIALE

Surplus Food Management Against Food Waste

Piattaforma Parma. per l impresa che dona prodotti. Parma, 14 giugno Comune di Parma

La Simbiosi Industriale nel contesto del Piano Gestione Rifiuti della Regione Emilia Romagna

SCHEDA PROGETTO BCNL - SCUOLA

ACLI PROVINCIALI di VERONA UFFICIO. ACLI PROVINCIALI di VERONA. Recupero. Utilizzabili. Eccedenze. Solidalmente. Beni

LA GESTIONE DELLE INFORMAZIONI IN AZIENDA: LA FUNZIONE SISTEMI INFORMATIVI 173 7/001.0

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE CORPORATE SOCIAL RESPONSABILITY

Policy La sostenibilità

Progetto LIFE10 ENV IT NO.WA. Azione 3 - Attività 3.1

da spreco a opportunità la gestione degli avanzi nelle ristorazione scolastica

UN FARO A SALVAGUARDIA DELL INFANZIA (Diritti dell infanzia e dell adolescenza)

Erice è. con i diversamente abili: un percorso che continua PROGETTO DI INCLUSIONE SOCIO-LAVORATIVA PER I SOGGETTI DIVERSAMENTE ABILI

IL BROKER DELLA LOGISTICA

REGOLAMENTO SUL TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI

Il progetto Ma.Ri.Sa.

cooperazione e sviluppo locale via Borgosesia, Torino tel fax cicsene@cicsene.org

Costruiamo un futuro sostenibile

rispetto a... La normativa Quadro normativo Quadro normativo Regolamento dell'unione Europea Regolamento rintracciabilità sicurezza

RUOLO CENTRALE DEL DS NELL ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI DISABILI COME SENSIBILIZZARE E RESPONSABILIZZARE I DIRIGENTI

PIANO REGIONALE DELLA PREVENZIONE

organizzazioni di volontariato

Rifiuti: da problema a risorsa

Gestione diretta: I programmi comunitari

Circolare N.34 del 6 Marzo 2014

LA CARTA DEI PRINCIPI PER LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE: CONTESTO ED OBIETTIVI DELL INIZIATIVA CONFEDERALE

CODICE ETICO 1. PREMESSA

Accreditamento e Sistemi di Qualità nella Formazione Professionale

COMUNE DI RAVENNA GUIDA ALLA VALUTAZIONE DELLE POSIZIONI (FAMIGLIE, FATTORI, LIVELLI)

THS: un idea semplice, per un lavoro complesso.

AIBE ED EXPO 2015 S.p.A. Protocollo d intesa

PUC3 PROGRAMMA INTEGRATO DI SVILUPPO URBANO (D.G.R. N. 281 DEL 03/04/2013, art.4) Avviso pubblico

Formazione Continua Gratuita Avviso FART 2014/2015

5 L AZIENDA DI PRODUZIONE. 14 ottobre 2005 Ragioneria Generale e Applicata 1

REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI. Art. 1 Finalità

Attività federale di marketing

I bisogni sociali del territorio e la Fondazione di Comunità

D.Lgs. 231/01 Normativa e Modello di organizzazione Sispi Codice Etico

POAT. Europa per i Cittadini. Presentare una proposta di progetto. Comune di Agrigento Giovedì 14 Maggio 2015

FARE COOPERATIVA La cooperativa in 10 domande

Idee e proposte dall ASP Giovanni XXIII

Транскрипт:

Progetto Mercati Amici LINEE GUIDA per la GDO Fabrizio Baldassarre Università degli Studi di Bari A. Moro Bari - Palazzo della Provincia, 3 luglio 2012

Il pane, più che per nutrire, è nato per essere condiviso (Don Tonino Bello)

Il progetto Mercati Amici Mercati Amici è il progetto promosso dalla Provincia di Bari in collaborazione con l Università degli Studi di Bari per il recupero a fini sociali di prodotti invenduti. Il progetto è finalizzato alla donazione (cessione gratuita) della merce invenduta, che viene ritirata dalla vendita per lievi e innocui difetti quali l ammaccatura delle confezioni o per la prossimità alla scadenza, a organizzazioni non lucrative di utilità sociale che realizzano attività assistenziali. Vi sono tonnellate di merce che ogni giorno la grande distribuzione deve smaltire come rifiuti che possono essere destinate a fini sociali, dallo scatolame ai generi vari fino agli alimentari freschi ritirati al termine della giornata, perfettamente integri, ma che per gli alti standard di qualità delle aziende della GDO non possono essere riproposti alla vendita il giorno dopo.

Il progetto Mercati Amici I motivi per cui si creano volumi di merce invenduta: il packaging è danneggiato il prodotto fresco è ammaccato ci sono stati errori negli ordini sono prodotti con data di scadenza ravvicinata destinati probabilmente a rimanere invenduti sono residui di attività promozionale e di campionatura sono residui di test e lanci, sono intervenuti eventi sfavorevoli (cattive condizioni meteo, scioperi, ecc)

Step 1 non offerta Per differenti ragioni, le economie dei paesi sviluppati producono una crescente quantità di eccedenze alimentari. Queste eccedenze caratterizzano qualsiasi anello della catena agroalimentare: dall agricoltura alla consumo finale. Queste eccedenze sono costituite da prodotti ancora perfettamente consumabili ma con difetti altri che li rendono non più commerciabili.

Step 2 non domanda Abbiamo un offerta potenziale I prodotti eccedentari o invenduti Di conseguenza abbiamo bisogno di una domanda La domanda potenziale è rappresentata dalle fasce deboli della popolazione. Sicuramente hanno necessità di beni alimentari, quindi costituiscono una domanda anche se non riescono ad esercitarla appieno.

Step 3 non mercato non-domanda non mercato non-offerta Mettendo in contatto surplus (non offerta) e deficit (non domanda) possiamo riequilibrare nel territorio della Provincia di Bari questo sbilanciato mercato alimentare. Per creare questo collegamento è necessario frapporre un soggetto intermediario tra chi si trova a dover gestire surplus (imprese) e chi può consumarli (enti no profit).

Step 3 non mercato non-domanda non mercato non-offerta In tal modo si intende attivare dunque, attraverso una cabina di regia, una rete locale di solidarietà nella Provincia di Bari, dinamica e stabile tra mondo profit e non profit, formata da solide interazioni e scambi di beni e valori attraverso il dono. Questo fa assumere al surplus un valore relazionale oltre che socio-assistenziale.

Premessa: la legge del Buon Samaritano Legge n. 155 (entrata in vigore il 16/07/2003) Disciplina della Distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale Art. 1. Le organizzazioni riconosciute come organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) ai sensi dell'articolo 10 del decreto legislativo 4 dicembre 1997, n. 460, e successive modificazioni, che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita agli indigenti di prodotti alimentari, sono equiparate, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli alimenti. La logica della legge è quella di incoraggiare e facilitare il recupero di cibo e prodotti alimentari ancora perfettamente commestibili, il cui unico svantaggio è quello di avere perso valore commerciale e di essere quindi esclusi dal mercato tradizionale. Più precisamente, chi vorrà donare il surplus di cibo destinato alla distruzione, potrà farlo attraverso le organizzazioni preposte, senza l obbligo di fornire garanzie anche dopo la consegna alle organizzazioni, sul corretto stato di conservazione, il trasporto, il deposito e l'utilizzo degli alimenti.

Il servizio Mercati Amici 1 L implementazione del progetto è concepita come un servizio per: la non offerta - Imprese la non domanda - i poveri attraverso enti e associazioni la Pubblica Amministrazione (comuni, province, regioni, Aziende sanitarie locali) le imprese di smaltimento rifiuti

Il servizio Mercati Amici 2 Il servizio MA intende attivare una rete locale (profit no profit - P.A.) MA non recupera direttamente I prodotti: ma organizza un servizio logistico (eccellenza operativa, trasparenza, capillarità) MA crea un contatto diretto tra imprese ed associazioni non occasionale ma sistematico MA supporta la rete in molteplici aspetti: - igienico sanitari - fiscali amministrativi - logistici organizzativi - etico sociali - comunicativi

Il servizio Mercati Amici 3 Imprese Enti e associazioni Pubblica Amministrazione Società - Riduzione costi smaltimento - Vantaggi di natura fiscale - Ottimizzazione logistica - Aumento visibilità sul territorio - Approvvigionamento costante di beni alimentari gratuiti - Reinvestimento risparmi - Migliore assistenza - Diminuzione prodotti in discarica - Migliore qualità assistenza - Possibilità di concedere sconti sulla TIA - Migliore gestione fondi - Minori esternalità negative - Educazione al non spreco - Acquisti in imprese etiche - Reciprocità e relazionalità

Il servizio Mercati Amici 4 Mercati Amici è concepito come fornitura di un servizio a tutti gli stakeholders, che ne conseguono benefici diretti ed indiretti. WIN-WIN STRATEGY Imprese Win-Win Pubblica Amministrazione Enti e associazioni

Mercati Amici: i numeri Studio di un caso: ipermercato (6000 7000 mq) 65 Ton/anno (96,5% umano, 3,5% animale) Valore 230.000-65% orto-frutta - 18% macelleria - 10% generi vari - 5% latticini - 2% pane forniscono ~130.000 pasti in 1 anno ~ 150 persone assistite al giorno

Mercati Amici: i benefici I benefici del progetto sono molteplici: Sociali fornire un concreto sostegno agli operatori del sociale Ambientali ridurre i rifiuti avviati a smaltimento (e ridurre i costi) Culturali promuovere stili di vita sostenibili orientati alla riduzione degli sprechi Organizzativi controllare in modo più dettagliato scarti ed eccedenze (e recuperare l IVA) Comunicazione e Marketing Attivazione anche a livello di punto vendita di azioni di cause-related marketing e di comunicazione ai clienti della sensibilità dell insegna alla RSI.

Mercati Amici: il valore aggiunto dei servizi per le imprese della GDO Grazie a Mercati Amici le imprese potranno gestire i prodotti invenduti in maniera innovativa e attivare un azione concreta di Responsabilità Sociale di Impresa. Mercati Amici permetterà infatti di recuperare i prodotti invenduti ma ancora perfettamente utilizzabili a favore di organizzazioni caritative, accompagnando l impresa della GDO lungo tutte le fasi del processo di recupero Mercati Amici si occuperà inoltre di monitorare nel tempo il sistema donazioni/ritiri, funzionando da punto di ascolto per entrambe le parti (donatore e beneficiario) e attivando tempestivamente tutte le azioni necessarie per il corretto funzionamento dell intero sistema.

Mercati Amici: il valore aggiunto dei servizi per le imprese della GDO Implementazione delle procedure corrette (fiscali-amministrative, igienico-sanitarie e logistico-organizzative) necessarie per attivare il servizio Individuazione e "certificazione" degli enti beneficiari Coinvolgimento attivo degli enti locali (Asl, Amministrazioni Locali) Formazione del personale Monitoraggio del sistema di recupero Analisi ed elaborazione dati Elaborazione proposte per la riduzione della tassa o tariffa dei rifiuti Percorsi comunicativi e informativi (interni ed esterni)

Mercati Amici: i vantaggi per le imprese della GDO Prevenzione e riduzione della quantità di rifiuti prodotta Riduzione dei costi di smaltimento Possibilità di riduzione della TIA Monitoraggio costante dei prodotti invenduti Diminuzione progressiva delle eccedenze Recupero in sicurezza di prodotti altamente deperibili Miglioramento del legame con il territorio, lavorando in rete con Istituzioni e Terzo Settore Miglioramento dell'immagine aziendale Attivazione di un azione concreta di Responsabilità Sociale d Impresa Adesione ad un progetto di rilevanza provinciale Conformità con le nuove politiche comunitarie Articoli e servizi di informazione sui media

Mercati Amici: il progetto pilota del Comune di Casamassima Prima sperimentazione presso il Comune di Casamassima Grazie alla disponibilità del Comune, degli operatori economici e degli enti no-profit possibilità di sperimentare il funzionamento del modello organizzativo Struttura fisica (messa a disposizione dal Comune, servizio logistico (offerto gratuitamente dalla ditta Pastore), disponibilità a collaborare per la cessione di eccedenze (Auchan), attuazione della distribuzione ai bisognosi (ente no-profit)

Mercati Amici: la collaborazione e il supporto della GDO Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme è un successo (H. Ford)

Grazie! www.mercatiamici.it