TERAPIA DEL DOLORE ASPETTI TECNOLOGICI E NORMATIVI



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TERAPIA DEL DOLORE ASPETTI TECNOLOGICI E NORMATIVI

Le raccomandazioni dell OMS (1996), per il trattamento del dolore, si basano su : - uso di formulazioni farmaceutiche ad azione prolungata; - mantenimento di concentrazioni plasmatiche costanti di analgesico per garantire un controllo continuo del dolore; - minimizzazione degli effetti indesiderati degli analgesici; - uso di formulazioni a pronto rilascio per il trattamento del dolore acuto.

SOMMINISTRAZIONE TRANSDERMICA Vantaggi Si possono mantenere concentrazioni plasmatiche costanti di farmaco. E possibile ridurre sia la frequenza di somministrazione che i problemi di sovra e sotto dosaggio. La durata dell effetto terapeutico può essere prolungata rispetto alle forme di dosaggio convenzionali. Migliore compliance da parte del paziente. E possibile evitare il first pass epatico. Il farmaco può, comunque, subire processi metabolici a livello cutaneo. L effetto terapeutico desiderato può essere ottenuto impiegando dosi di farmaco Inferiori rispetto a quelle adoperate, ad esempio, per via orale. Si possono minimizzare le variazioni intra ed interindividuali.

SOMMINISTRAZIONE TRANSDERMICA Vantaggi Si può sospendere il trattamento per semplice rimozione del sistema. Si possono somministrare farmaci a basso indice terapeutico. Indipendenza dalla capacità d assorbimento intestinale e all assunzione di cibo Ideale per i pazienti con difficoltà di deglutizione e/o disturbi gastrointestinali Semplicità d uso

SOMMINISTRAZIONE TRANSDERMICA Limiti Proprietà di barriera dello strato corneo: costituito da diversi strati di cellule morte, appiattite, cheratinizzate, immerse in una matrice lipidica. Caratteristiche chimico-fisiche del farmaco Attività del farmaco: è possibile utilizzare la via transdermica solo per farmaci attivi a basse concentrazioni ematiche. Tossicità cutanea: il farmaco non deve causare effetti tossici (irritazioni, reazioni allergiche, infiammazioni etc.)

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Confronto tra i livelli ematici di farmaco dopo somministrazione per via transdermica ed endovenosa (A) oppure orale (B) La somministrazione transdermica consente di ottenere livelli ematici costanti, nell intervallo terapeutico, per un periodo più lungo rispetto alla somministrazione per via orale o per via endovenosa. (A) 70 50 30 10 Iniezione Transdermico 0 4 8 12 16 20 24 ore Livello tossico Livello terapeutico Si possono evitare gli effetti tossici legati al picco di concentrazione ematica e le somministrazioni ripetute nell arco delle 24 h. (B) 70 50 30 Orale Transdermico Livello tossico Livello terapeutico 10 0 4 8 12 16 20 24 ore

Confronto tra somministrazione transdermica e sublinguale

Sono costituiti da diversi strati sovrapposti: Strato di rivestimento esterno Strato a contatto Con la pelle Strato contenente il farmaco Strato adesivo Membrana semipermeabile Strato di rivestimento (esterno) In base alla struttura si dividono in: 1. Sistemi a reservoir 2. Sistemi a matrice In base al numero di strati si dividono in: 1. Sistemi monostrato 2. Sistemi multistrato

Strato di rivestimento Protegge il sistema dagli agenti esterni; previene l evaporazione o perdite di farmaco o di altri eccipienti volatili; fornisce un supporto per gli altri strati; flessibile. Materiali polimerici: polietilene, poliolefine, etilene vinilacetato (EVA). Membrana semipermeabile Controlla la velocità di rilascio del farmaco e conferisce resistenza meccanica al sistema. Materiali polimerici: etilene vinilacetato (atossico, flessibile). Strato contenente il farmaco Matrice polimerica (semi)solida o reservoir (liquido o gel) nel quale il farmaco è disciolto o disperso. Materiali: poliisobutilene, oli minerali, siliconi, PVP e polivinil alcool. Strato adesivo Consente l adesione del sistema alla pelle. Può contenere il farmaco e gli eccipienti. Materiali polimerici: acrilati, siliconi, poliisobutilene, gomme.

Sono caratterizzati dall inclusione di un compartimento liquido contenente il farmaco in soluzione o in sospensione delimitato da una membrana di tipo semipermeabile che controlla la velocità di rilascio del farmaco. Lo strato adesivo sottostante può essere uno strato continuo sulla membrana oppure uno strato concentrico. Farmaco Strato adesivo Strato di rivestimento membrana

Sono caratterizzati dalla presenza di una matrice (semi)solida in cui il farmaco è solubilizzato o in sospensione. Lo strato adesivo può formare una struttura concentrica intorno alla matrice oppure può rappresentare esso stesso la matrice Strato di rivestimento (sistemi monostrato). Strato adesivo Possono contenere anche uno strato di sostegno tra Farmaco Strato di sostegno lo strato adesivo e quello contenente il farmaco.

Sistemi monostrato : il farmaco è incluso direttamente nello strato adesivo che fissa il sistema alla pelle. Sistemi multistrato: può essere presente una membrana che controlla la velocità di rilascio del farmaco. Possono contenere due strati adesivi di cui il superiore funge da reservoir mentre quello inferiore fornisce la dose di attacco e fissa il sistema alla pelle. Farmaco Farmaco Farmaco Membrana Strato di rivestimento Strato di rivestimento Strato adesivo + farmaco Strato di rivestimento Strato adesivo

Meccanismo di rilascio Rilascio del farmaco Sistemi a matrice Sistemi a reservoir Diffusione Meccanismo di rilascio Cinetica di rilascio Struttura del sistema dm = A D C dt h M = quantità di farmaco rilasciata al tempo t A = superficie di rilascio C = gradiente di concentrazione tra superficie esterna ed interna del sistema h = spessore dello strato attraverso cui si verifica il rilascio

Sistemi a matrice Presentano, in ogni loro parte, una struttura statisticamente e macroscopicamente omogenea di tutti i componenti. Cinetica di diffusione (equazione di Higuchi) M t = A [ D C s (2C o C s ) t] ½ M t = quantità di farmaco che diffonde al tempo t A = area attraverso la quale si verifica la diffusione D = coefficiente di diffusione del farmaco nella matrice C s = concentrazione di saturazione C o = concentrazione iniziale

Sistema a matrice

Sistemi a reservoir Sono costituiti da un nucleo centrale (contenente il farmaco disciolto o disperso) circondato da una membrana polimerica. Cinetica di rilascio (derivazione della 1 a Legge di Fick) dm = 2h D K Cs dt ln (r o -r i ) 2h ln (r o -r i ) DK Cs = Fattore geometrico: dipende dalla geometria del sistema = Fattore dipendente dalle resistenze diffusionali e dalle interazioni opposte al farmaco da parte del polimero che circonda il nucleo = concentrazione di saturazione del farmaco

Sistema a reservoir

Controllo del rilascio del farmaco Pelle più permeabile Veicolo Convenzionale Pelle meno permeabile Pelle TDS Pelle La velocità di rilascio del farmaco dal TDS è < della velocità di penetrazione del farmaco attraverso la pelle

Fentanyl Farmaco analgesico che si comporta da agonista puro dei recettori µ degli oppiacei ma è in grado di legarsi anche ai recettori K e δ. Ha una elevata potenza (10 µg/kg) pari a circa 100 volte quella della morfina, breve semivita (3.7 h), elevato metabolismo epatico, scarsa biodisponibilità orale (30%). Può indurre depressione respiratoria dose dipendente. Caratteristiche fisico chimiche Basso peso molecolare Elevata lipofilia Elevata potenza

Fentanyl I sistemi transdermici, rilasciano, rispettivamente, 25, 50, 75 e 100 µg/ h di fentanyl per 3 giorni (Durogesic, Fentanyl Hexal, Fentanil Zentiva). Sistemi a reservoir multistrato con una membrana che controlla la velocità di rilascio del farmaco (Durogesic, Fentanyl Hexal) oppure sistemi a matrice (Fentanil Zentiva). La somministrazione per via transdermica incrementa il tempo di semivita (17 h) rispetto a quella endovenosa (6 h). L so del fentanyl transdermico è indicato in pazienti che non possono assumere oppioidi per via orale o per via sottocutanea continua e che utilizzano una dose di oppioide costante.

Buprenorfina A dosi analgesiche (0.2-7 mg) si comporta da agonista puro del recettore µ degli oppiacei. Occupa in modo transitorio e reversibile il recettore µ e tale occupazione recettoriale non persiste oltre la durata dell'effetto analgesico. 25-50 volte più potente della morfina, ma meno efficace. A dosi superiori (8-32 mg, utilizzate nella disassuefazione), compare un appiattimento della curva dose-risposta che le conferisce sicurezza terapeutica evitando depressione respiratoria ed euforia, quest ultima responsabile del potenziale d abuso. La curva dose-risposta a campana è imputabile all interazione con i recettori ORF-1, da cui deriverebbe anche la bassa tendenza a dare tolleranza e dipendenza. L azione analgesica compare molto prima dell occupazione di tutti i recettori µ, per cui è possibile associare altri analgesici oppiacei quali tramadolo, morfina, e fentanyl. Non riduce l'attività analgesica di un oppioide somministrato successivamente in caso di terapie croniche o di rotazione degli oppioidi.

Buprenorfina: curva dose-risposta Efficacia Dose range per l analgesia Dose range per la terapia sostitutiva 0.2 - < 7 mg 8-32 mg Transtec Comportamento da µ puro entro il range di dosi analgesiche Dose

Buprenorfina E efficace nel dolore sia nocicettivo che neuropatico in quanto azione analgesica è indipendente dall eziopatogenesi del dolore. Dopo il legame al recettore µ per gli oppioidi, la trasduzione del segnale avviene anche grazie all interazione con proteine G PTXinsensibili, a differenza di morfina e fentanyl, e ciò può spiegare la sua efficacia nel dolore neuropatico. Rispetta la funzione immunitaria, particolarmente importante nei soggetti immunodepressi (anziani, oncologici, diabetici, ecc.). E somministrabile nel paziente nefropatico. La farmacocinetica di buprenorfina non si modifica nei pazienti sottoposti a dialisi: il farmaco può essere somministrato senza adeguamento posologico a differenza di fentanyl e morfina.

Depressione respiratoria: buprenorfina versus fentanyl Buprenorfina, a differenza di fentanyl, induce una riduzione massima del 50% rispetto al basale Relazione dose-risposta di buprenorfina e fentanyl rispetto al picco di depressione respiratoria. Sono riportati i valori medi minimi di ventilazione registrati in 48 volontari sani opioidi-naive

Buprenorfina 1. elevata lipofilia 2. potenza 3. basso peso molecolare

Buprenorfina TRANSTEC sistema a matrice

Buprenorfina Nel cerotto a matrice, il principio attivo è uniformemente distribuito e viene rilasciato alla dose di 35, 52,5, 70 mcg/h secondo il gradiente di concentrazione (forza osmotica). Il rilascio costante ed uniforme garantisce concentrazioni ematiche stabili, senza picchi a rischio di effetti collaterali e senza valli a rischio di scopertura analgesica. La copertura analgesica è garantita fino a 96 ore. Il farmaco non può essere estratto rendendo impossibile l uso improprio. Il cerotto a matrice può essere tagliato dato che la quantità rilasciata è proporzionale alla superficie di cerotto applicata e non si altera in caso di danno meccanico. E possibile la titolazione ad inizio terapia se necessario (pazienti debilitati, anziani, insufficienza d organo, ecc.).

Buprenorfina Indicati nel trattamento del dolore oncologico di intensità da moderata a severa e del dolore severo che non risponde agli analgesici non oppioidi, mentre non sono indicati nel trattamento del dolore acuto. Posologia: il cerotto viene applicato fino a 96 ore, consentendo 2 applicazioni la settimana a giorni fissi (per esempio lunedì e giovedì), con notevole semplificazione della terapia analgesica, particolarmente utile nei pazienti in polifarmacoterapia (anziani, malati oncologici, ecc.)

Dose giornaliera (mg) Tabella di conversione Buprenorfina TDS (µg/h) 35 52.5 70 87.5 105 122. 5 140 Tramadolo po 150 300 450 600 Tramadolo sc/ev 100 200 300 400 500 600 Morfina po 30 60 90 120 150 180 210 240 Morfina sc/ev 10 20 30 40 50 60 70 80 Ossicodone po 30 60 90 120 Idromorfone po 4 8 12 16 20 24 28 32 Fentanyl TTS (µg/h) Buprenorfina sc/ev Buprenorfina sl 0.3 0.4 25 0.6 0.8 0.9 1.2 50 1.2 1.6 1.5 2.0 75 1.8 2.4 2.1 2.8 100 2.4 3.2