Impianto delle colture 1



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SEMINA E DISERBO

Impianto delle colture 1 Obbiettivo: realizzare una copertura del terreno che, per numero di piante e geometria, assicuri la massima efficienza di utilizzazione delle risorse ambientali, in particolare della radiazione Fittezza (o investimento o densità): n. di piante per unità di superficie (m 2 o ha) - Fittezza eccessiva: fusti esili e poco lignificati, allettamento, peggiore ripartizione degli assimilati, a favore di parti vegetative (basso harvest index) - Fittezza scarsa: minore produzione, competizione infestanti Colture a fittezza elastica: il loro sviluppo si adegua allo spazio a disposizione, es. fruttiferi ramificando, cereali autunno-vernini con l accestimento Colture a fittezza rigida: modesta o nulla capacità di autoregolazione (mais, girasole): ogni investimento sub ottimale si traduce in riduzione della produzione

Impianto delle colture 2 Coltura Densità di semina (n. piante/m 2 ) Frumento tenero 300-400 Frumento duro 300-350 Orzo 250-300 Mais granella 6-7 Mais trinciato 7-8 Sorgo granella 30-40 Soia 35-45 Riso 400-500

Disposizione delle piante sul terreno 1 La disposizione delle piante che rende minima la competizione è quella in quadrato. Raramente si realizza (semina a spaglio del riso, foraggere, talvolta cereali autunno-vernini) Semina a file: possibilità di semina e raccolta meccaniche, facilità di sarchiatura. Occorre disporre le file il più ravvicinate possibile Semina a bine: due file affiancate, largo spazio, altre 2 file affiancate: agricoltura biologica, diserbo meccanico Semina a file Semina a bine

Disposizione delle piante sul terreno 2 Impianto a cespi: buchette con 2-3 semi es. fagiolo, che ha difficoltà di emergenza, 2-3 germinelli si aiutano tra loro, o in orticoltura per risparmiare sostegni Semine in semenzaio: semi troppo piccoli (tabacco) o delicati o costosi (ibridi di orticole) per la semina diretta in campo; - necessità di ombreggiatura per piante forestali - per guadagnare tempo: semina precoce di ortaggi (pomodoro, peperone) La semina in semenzaio implica il trapianto, operazione lunga e delicata

La semente 1 Caratterizzata da: Purezza: % di semi sulla massa costituita dai semi della specie oltre ai semi puri ci sono infatti: - semi estranei di altre varietà, di altre piante coltivate, di infestanti es max 3 grane rosse nel riso, assenza di cuscuta per le foraggere, assenza di Avena fatua per i cereali - impurità inerti: semi spezzati, con embrione lesionato, terra, sabbia, residui vegetali In generale purezza minima 95%

La semente 2 Germinabilità: % di semi che danno origine a plantule vitali (con radichetta e piumetta normali) si fa in genere su 400 semi, in 4 lotti da 100; per ogni specie c è una normativa specifica saggio al tetrazolo: si colorano solo i semi vitali, approssimato ma rapido Energia germinativa: rapidità con la quale si sviluppa il seme. Data dalla media ponderata dei giorni di germinazione rispetto al numero di semi germinati; ad esempio, su 100 semi ESEEMPIO: 10 germinano dopo 3 giorni, 20 dopo 4, 50 dopo 5, 18 dopo 6, gli altri non germinano. Germinabilità = 98/100, energia germinativa = (3*10+4*20+5*50+6*18)/98 =4,8 giorni VALORE REALE SEMENTE = purezza * germinabilità

Interventi sulla pianta durante lo sviluppo 1 Diradamento (rarissimo, una volta su bietola) Rimpiazzo fallanze in colture trapiantate Potatura piante arboree Cimatura (melone, cocomero, tabacco) Scacchiatura: eliminazione germogli laterali (pomodoro) Fitoregolatori: cascolanti per diradamento e raccolta frutti brachizzanti: riduzione taglia allettamento cereali, floricole (stella di natale) Sostegni

Interventi sulla pianta durante lo sviluppo 1 Mezzi agronomici di difesa varietà resistenti sementi sane (concia delle sementi) rotazioni controllo infestanti epoche di semina eliminazione residui colturali risanamento idrico Difesa della pianta da parassiti Anticrittogamici insetticidi acaricidi nematocidi rodenticidi, limacidi, ecc (lotta integrata, lotta guidata, lotta a calendario)

Controllo delle infestanti Definizione di infestante: piante che con la loro presenza tra le colture diminuiscono il prodotto o il valore commerciale o piante nate dove non sono desiderate Si considerano infestanti solo le piante superiori tutte autotrofe, con l eccezione di piante parassite : cuscuta, orobanche In genere hanno spiccata attitudine a: moltiplicarsi spontaneamente per seme, rizomi, ecc. adattarsi a svariate condizioni ambientali produrre quantità di semi elevatissime, con vitalità molto prolungata disseminare con grande facilità naturale vento animali Diffusione delle infestanti: antropica commercio semi irrigazioni letame mietitrebbie

Danni da infestanti 1 Competizione per la luce Competizione con sottrazione di acqua e nutrienti Minori rese unitarie Soffocamento (rampicanti come convolvolo) Parassitismo Imposizione di ordinamenti produttivi Emissione tossine modificazioni microflora Peggioramento qualità Minore o nullo valore delle sementi Presenza materiale umido nel frumento, gusto cattivo delle farine

Danni da infestanti 2 Ostacolo alla meccanizzazione Minore efficienza tecniche colturali Efficienza concimi, acqua Necessità di più lavorazioni (danni al terreno) Diffusioni di malattie e insetti Avviene la moltiplicazione su specie affini a quelle coltivate Tossicità per il bestiame Svalutazione dei terreni

Lotta indiretta infestanti Mezzi agronomici per il contenimento delle infestanti: evitare introduzione infestanti con macchinari sporchi evitare la maturazione del seme delle malerbe (sfalci precoci) correzione difetti del terreno (ristagno, ph) rotazioni rinettanti tecniche di lavorazione (lavorazione profonda) aumento della competitività delle colture elevate fittezze di semina epoca favorevole concimazione localizzata irrigazione a goccia in climi aridi pacciamatura

Lotta diretta infestanti Lotta biologica promettente ma pericolosa: variazioni abitudini materiale introdotto Con insetti (es. Cactoblastis cactorum in Australia contro Opuntia Con funghi (lotta al Cirsium arvense con Puccinia graveolens Lotta con mezzi fisici Bruciatura delle stoppie: poco efficace pirodiserbo Con lavori complementari Lotta meccanica sarchiatura Scerbatura manuale (orticole di gran pregio Sfalci ripetuti

Lotta chimica infestanti Selettività: i diserbi possono essere selettivi = tossici solo per alcune specie non selettivi o totali = tossici per tutte le specie Per sod seeding (non residuali) Diserbi non selettivi Diserbo fossi, strade (residuali) Localizzati (interfila) Irrorando solo le infestanti (diserbo sottochioma delle arboree) La selettività è relativa dipende da: dosi, epoche d impiego, condizioni ambientali, stadio di sviluppo della coltura e delle infestanti, efficacia erbicida nei confronti delle infestanti, fitotossicità nei confronti della specie coltivata

Meccanismi della selettività erbicidi Protezione degli apici vegetativi poco protetti in dicotiledoni Gemme interrate in colture perenni Morfologia e struttura Dormienza invernale Apparati radicali fittonanti vs. superficiali cere tomentosità Assorbimento e traslocazione: dipende dalla natura dei solventi, dalla presenza di sostanze bagnanti, notevoli differenze tra specie nella traslocazione floematica e xilematica dei composti Fisiologia: capacità della pianta di inattivare certi diserbanti, trasformandoli (es atrazina in Mais)

Tipi di erbicidi Per contatto: uccidono solo i tessuti con cui vengono a contatto effetto acuto, necessaria molta acqua (>600 l/ha) e bagnanti Per traslocazione: assorbiti dalle foglie o dalle radici, creano turbe metaboliche. Idonei anche per infestanti perenni, irrorazioni a basso volume Residuali: si applicano al terreno e agiscono sui semi in germinazione. Problemi di persistenza, breve o lunga Condizioni d impiego: Al terreno (geosterilizzanti, ad assorbimento radicale, antigerminello) alla vegetazione Luce: > penetrazione erbicidi fogliari per maggior apertura stomi fotodegradazione

Condizioni d impiego erbicidi Temperatura; intervallo ottimale di applicazione Alte T > attività vegetativa, > effetto Perdite gassose per volatilizzazione (pericolo colture vicine) Pioggia Modesta: miglior bagnatura, trasporto dell erbicida appena sotto la superficie Elevata lavatura e lisciviazione dell erbicida Vento: aumenta la vaporizzazione e il trasporto del prodotto. Non si tratta in presenza di vento

Modalità dei trattamenti diserbanti 1 Trattamenti in pre semina Distruzione vegetazione preesistente Erbicidi che richiedono interramento Trattamenti in pre emergenza (nel periodo tra la semina e l emergenza della coltura). I più diffusi. Fatti con prodotti antigerminello, persistenza alcune settimane Trattamenti in post emergenza, con coltura in atto. Si ha la conoscenza delle infestanti, quindi molto mirati. Problemi di accesso ai campi ne riducono l efficacia. Mezzo curativo e non preventivo. Soglie di intervento: n di piante di una certa infestante oltre alla quale si impone il diserbo. Aumenta la loro diffusione a scapito di quelli in pre emergenza

Modalità dei trattamenti diserbanti 2 Trattamenti localizzati o a strisce, trattamenti sotto chioma Trattamenti con barre a trasudazione (barre umettanti): uso di un diserbo totale umettando solo le infestanti, che in genere sono più alte della coltura