LEZIONE IL CONTO: LO STRUMENTO DELLA CONTABILITÀ ECONOMICA PROF. MARCO SORRENTINO
Indice 1 IL CONTO: CONCETTO E FUNZIONAMENTO --------------------------------------------------------------------- 3 1.1. IL CONTO COME STRUMENTO DELLA CONTABILITÀ ECONOMICA: IL SUO FUNZIONAMENTO ----------------------- 3 1.2. LA FUNZIONE E LA STRUTTURA DEL PIANO DEI CONTI ------------------------------------------------------------------- 9 2 I CONTI ACCESI AI VALORI FINANZIARI ED I CONTI ACCESI AI VALORI ECONOMICI--------- 12 BIBLIOGRAFIA --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- 17 2 di 17
1 Il conto: concetto e funzionamento 1.1. Il conto come strumento della contabilità economica: il suo funzionamento Nel significato ordinario del termine, il conto indica il computo o calcolo aritmetico. Nella teoria e nella pratica aziendale, lo stesso termine ha assunto un significato più specifico come una serie di scritture relative ad un dato oggetto, variabile e misurabile, aventi lo scopo di fornire informazioni sulle caratteristiche qualitative e quantitative di tale oggetto in un determinato momento e, entro certi limiti, nel corso del tempo 1. In sostanza, quindi, il conto è lo strumento utilizzato in contabilità economica per rappresentare lo stato e le variazioni di una grandezza mutevole nel tempo (c.d. oggetto del conto ). Il conto ha la stessa identica funzione di una somma algebrica, con la sola differenza che invece dei segni + e si hanno le sezioni di SINISTRA e di DESTRA. conto) Denominazione del conto (Oggetto del ( + ) SINISTRA ( ) DESTRA In precedenza, si è imparato a rappresentare l equazione fondamentale della contabilità economica e le sue evoluzioni: A P = N A = P + N AF + AnF = PF + PnF + [Ni + (R-C)] sotto forma di conto: 1 Marchi L. (a cura di), Contabilità d impresa e valori di bilancio, Giappichelli Editore, Torino, 2010, pag. 6. 3 di 17
I segni (+ e ) sono sostituiti appunto dalle sezioni (sinistra e destra), per cui, dal momento che l equazione fondamentale è A = P + N, se le ATTIVITÀ si iscrivono a SINISTRA, le PASSIVITÀ si iscrivono a DESTRA. La somma algebrica delle due sezioni si chiama saldo e, come nelle equazioni, iscrivere un valore a DESTRA equivale ad iscriverlo a SINISTRA con il segno cambiato e viceversa. Il NETTO, che risulta dalla differenza tra ATTIVITÀ e PASSIVITÀ, si iscrive a DESTRA, perché è l eccesso della SINISTRA sulla DESTRA e quindi consente il continuo bilanciamento del conto. Se le PASSIVITÀ sono superiori alle ATTIVITÀ, ovvero i valori a DESTRA sono superiori di quelli a SINISTRA, allora il NETTO, essendone la differenza, dovrebbe iscriversi a SINISTRA, invece, per convenzione, si iscrive a DESTRA, ma con il segno invertito. I RICAVI, che rappresentano un incremento diretto della ricchezza, e quindi del NETTO, si iscrivono a DESTRA ad incremento del NETTO (visivamente, devono fare crescere il box rosso). I COSTI, che rappresentano un decremento diretto della ricchezza, e quindi del NETTO, dovrebbero iscriversi a SINISTRA, a decremento del NETTO, invece, per convenzione, si iscrivono a DESTRA, ma con il segno invertito (visivamente, devono far diminuire il box rosso). Tutte queste modalità di iscrizione derivano dalla equazione fondamentale: A = P + N. Pensando a quella formula, si risolverà sempre e comunque ogni dubbio relativo alle modalità di rilevazione contabile. Tecnicamente, per convenzione: i nomi delle sezioni di un conto non si definiscono sinistra e destra, ma rispettivamente DARE ed AVERE. movimentare in DARE un conto, si dice ADDEBITARE UN CONTO; movimentare in AVERE un conto, si dice ACCREDITARE UN CONTO; 4 di 17
conto) Denominazione del conto (Oggetto del E SINISTRA DARE ADDEBITAR ARE DESTRA AVERE ACCREDIT CHIUDE. un conto, il cui saldo giunge autonomamente a 0 (zero), si SPEGNE. un conto, in cui si inserisce una voce per portare il saldo a 0 (zero), si Dalla analisi dello schema rappresentativo dell equazione fondamentale della contabilità economica (c.d. Stato Patrimoniale) sotto forma di conto si evince che: 1. Le Attività (sia finanziarie sia non finanziarie) si iscrivono in DARE dello Stato Patrimoniale. 2. Le Passività (sia finanziarie sia non finanziarie) si iscrivono in AVERE dello Stato Patrimoniale. 5 di 17
3. Il Netto, suddiviso nelle sue grandezze ideali, similmente alle Passività, si iscrive in AVERE dello Stato Patrimoniale. 4. I Ricavi ed i Costi, in quanto espressivi della variazione della ricchezza, e quindi del Netto, si dovrebbero iscrivere nello Stato Patrimoniale, rispettivamente, ad incremento del Netto (e quindi in AVERE) ed a decremento del Netto (e quindi sempre in AVERE, ma con il segno invertito); nella realtà, invece, si iscrivono in un conto a parte, il Conto Economico, il cui saldo si epiloga nello Stato Patrimoniale. Da ciò ne deriva che il funzionamento dello strumento del conto si basa sulle seguenti regole operative (c.d. regole auree ): Ogni incremento di un elemento classificabile come Attività (sia esso finanziaria o non finanziaria) va iscritto nella sezione DARE del conto di riferimento; di contro, ogni decremento di un elemento classificabile come Attività (sia esso finanziaria o non finanziaria) va iscritto nella sezione AVERE del conto di riferimento. Ogni incremento di un elemento classificabile come Passività (sia esso finanziaria o non finanziaria) va iscritto nella sezione AVERE del conto di riferimento; di contro, ogni decremento di un elemento classificabile come Passività (sia esso finanziaria o non finanziaria) va iscritto nella sezione DARE del conto di riferimento. Ogni incremento di un elemento classificabile come (grandezza ideale di) Netto va iscritto nella sezione AVERE del conto di riferimento; di contro, ogni decremento di un elemento classificabile come (grandezza ideale di) Netto va iscritto nella sezione DARE del conto di riferimento. La rilevazione di un elemento classificabile come Ricavo, in quanto incremento del Netto, va iscritta nella sezione AVERE del conto di riferimento; di contro, la rilevazione di un elemento classificabile come Costo, in quanto decremento del Netto, va iscritta nella sezione DARE del conto di riferimento. 6 di 17
Se si pensa sempre alla equazione fondamentale della contabilità economica A = P + N e si ricorda che per convenzione si è scelto che la sinistra si chiama DARE e la destra AVERE, non si può mai sbagliare proprio perché le Attività (A) sono a sinistra della equazione e le Passività (P) ed il Netto (N) ne sono a destra. Nel corso dell anno (fase continuativa), le uniche variazioni immediatamente visibili sono quelle finanziarie. Pertanto, la rilevazione contabile partirà sempre da una variazione finanziaria che porterà una mutazione in una Attività Finanziaria o in una Passività Finanziaria. Mutazioni di natura non finanziaria non saranno infatti immediatamente visibili. Si ricorda che esistono due tipi di Variazione Finanziaria: ATTIVA, ovvero incremento ( ) di Attivo o decremento ( ) di Passivo finanziario: + Cassa/Banca (DARE, di Attività) + Crediti (DARE, di Attività) - Debiti (DARE, di Passività) PASSIVA, ovvero incremento ( ) di Passivo o decremento ( ) di Attivo finanziario: - Cassa/Banca (AVERE, di Attività) - Crediti (AVERE, di Attività) + Debiti (AVERE, di Passività) 7 di 17
Come più volte osservato, le Variazioni Finanziarie (siano esse positive o negative) non sono fini a se stesse, ma misurano sempre qualcosa, o al massimo si compensano tra loro. Qualsiasi sia il rapporto (di compensazione e/o di misurazione), il bilanciamento sarà sempre confermato, in quanto ad ogni evento di gestione rilevato, il totale delle iscrizioni in DARE (addebitamenti) corrisponderà sempre al totale delle iscrizioni AVERE (accreditamenti). Le seguenti figure rappresentano, in forma grafica, l applicazione delle regole auree poc anzi enunciate: Emersione di una Variazione Finanziaria Positiva Emersione di una Variazione Finanziaria Negativa 8 di 17
Come affermato precedentemente, i costi ed i ricavi non sono raccolti nello Stato Patrimoniale, ma sono rilevati in un conto a parte (il Conto Economico), portando poi allo Stato Patrimoniale solo il suo SALDO nella sezione AVERE con segno: POSITIVO, se i ricavi eccedono i costi (tecnicamente una circostanza di tal genere viene definita: UTILE), tale situazione rappresenta un incremento della ricchezza complessiva e quindi di NETTO; NEGATIVO, se i costi eccedono i ricavi (tecnicamente una circostanza di tal genere viene definita: PERDITA), tale situazione rappresenta un decremento della ricchezza complessiva e quindi di NETTO. Lo stesso discorso fatto con il NETTO si pone con tutte le Attività e le Passività (siano esse finanziarie o non finanziarie), per cui non ha senso portare allo Stato Patrimoniale tutte le variazioni, ma le si accoglie in un conto dedicato solo a quella specifica Attività/Passività (o specifica classe di Attività/Passività) e solo il SAL DO lo si porta allo Stato Patrimoniale. Pertanto, ogni valore iscritto nello Stato Patrimoniale è il realtà il frutto della somma dei saldi di uno o più conti. In tal senso, neanche i costi ed i ricavi si epilogano tutti a Conto Economico, ma si usano dei conti distinti per natura e solo i loro SALDI si epilogano poi a Conto Economico. I conti accesi in una azienda vengono indicati nel PIANO DEI CONTI ed loro livello di dettaglio rappresenta il massimo livello di dettaglio che si può ottenere in una analisi basata sulla contabilità. 1.2. La funzione e la struttura del piano dei conti 2 Il piano (o quadro) dei conti è un documento nel quale sono indicati tutti i conti che si prevede di accendere e tenere per la rilevazione dei fatti di gestione e delle operazioni necessarie per compiere le sintesi di fine periodo. Esso, quindi, è composto da un elenco di conti coordinati a sistema utilizzati o utilizzabili nelle scritture contabili dell impresa e da una breve spiegazione sul contenuto e sulle regole di funzionamento degli stessi. I principali scopi per i quali si redige il piano dei conti sono: fornire ai contabili una guida per la composizione delle scritture; 2 Paragrafo tratto da: Tommasetti A., Bisogno M., Contabilità e bilancio d impresa, Franco Angeli, Milano, 2010, pagg. 49-59. 9 di 17
facilitare la redazione del bilancio di esercizio, nel rispetto delle norme civilistiche e dei principi contabili; consentire una analisi degli elementi reddituali e patrimoniali secondo le esigenze informative del soggetto aziendale. Nel piano dei conti, ogni conto è identificato da due componenti: la denominazione e il codice, che ne facilita la classificazione assumendo particolare rilevanza in caso di automazione della contabilità. Il piano dei conti deve essere strutturato in modo da consentire con semplicità l inserimento di nuovi conti, che può rendersi necessario: al verificarsi di fenomeni non previsti; all aumento delle esigenze di informativa interna o esterna; al verificarsi di cambiamenti legislativi. L elaborazione del piano dei conti deve rispondere a criteri di razionalità e chiarezza. Per esempio, nella scelta degli oggetti cui intestare i conti, occorre che vi sia chiarezza per quanto attiene alle denominazioni che esprimono e qualificano l oggetto del conto. È necessario, inoltre, che per fatti e fenomeni analoghi la collocazione sia la medesima e che in sede di rilevazione vengano adottati per essi le identiche denominazioni previste nel piano dei conti. In considerazione delle specifiche esigenze proprie di ogni singola azienda, non esiste uno schema di piano dei conti valido per tutte le aziende; inoltre, con riferimento alla stessa azienda, il piano dei conti è sempre potenzialmente soggetto ad eventuali modificazioni dettate dalle nuove necessità aziendali. Per ottenere un piano dei conti razionalmente strutturato, la codifica dei conti può basarsi su criteri numerici o alfanumerici. La classificazione numerica impiega le dieci cifre numeriche (dallo 0 al 9 ), tra loro variamente combinate; quella alfanumerica, invece, abbina alle cifre numeriche le lettere dell alfabeto. Di seguito, si riporta l estratto di un ipotetico piano dei conti, la cui classificazione è basata su criteri numerici. 10 di 17
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2 I conti accesi ai valori finanziari ed i conti accesi ai valori economici Muovendo dal rapporto (di compensazione e/o di misurazione) più volte illustrato, è possibile individuare due serie di conti: 1. Una serie accesa ai valori finanziari, sia certi (Cassa e Banca) sia assimilati (Crediti [di funzionamento o di finanziamento] e Debiti [di funzionamento o di finanziamento]) sia presunti (Ratei attivi e passivi [in senso stretto ed in senso lato] e Passività Presunte), che accoglie: In DARE, le variazioni finanziarie positive. In AVERE, le variazioni finanziarie negative. FINANZIARI CONTI ACCESI AI VALORI Variazioni finanziarie positive (VF+) Variazioni finanziarie negative (VF ) Più nel dettaglio: CONTI ACCESI AI VALORI FINANZIARI CERTI + Cassa + Banca Cassa Banca CONTI ACCESI AI VALORI FINANZIARI ASSIMILATI e PRSUNTI 12 di 17
(positivi) + Crediti + Ratei Attivi Attivi Crediti Ratei CONTI ACCESI AI VALORI FINANZIARI ASSIMILATI e PRSUNTI (negativi) Debiti Ratei Passivi Passivi tà Presunte + Debiti + Ratei Passivi + Passività Presunte I conti accesi ai valori finanziari hanno funzionamento bifase. 2. Una serie accesa ai valori economici, che accoglie: In DARE, le variazioni economiche negative. In AVERE, le variazioni economiche positive. CONTI ACCESI AI VALORI ECONOMICI Variazioni economiche negative (VE ) Variazioni economiche positive (VE+) 13 di 17
All interno di questa serie di conti, si individuano: Conti economici di reddito, tra i quali si distinguono: o I conti accesi a seguito dell acquisto o della cessione di servizi e fattori a fecondità semplice, che accolgono o solo costi (in DARE) o solo ricavi (in AVERE) e sono quei costi/ricavi che, sulla base del sistema delle presunzioni, si battezzano in prima battuta di competenza economica del periodo oggetto di analisi, portandoli nel box rosso del Magic Box. Se poi alcuni di questi costi hanno invece misurato l acquisizione di servizi ancora a disposizione alla fine del periodo di competenza, allora in fase di assestamento (rettifica) si rileva una Attività non Finanziaria (o anche risconto attivo o costo sospeso) che di fatto trascina quei costi indietro dal box rosso verso il box blue. Del pari, se alcuni di questi ricavi misurano servizi ancora da cedere, allora in fase di assestamento (rettifica) si rileva una Passività non Finanziaria (o anche risconto passivo o ricavo sospeso) che di fatto trascina quei ricavi indietro dal box rosso verso il box giallo. CONTI ACCESI AI COSTI Costi CONTI ACCESI AI RICAVI Ricavi Questi conti hanno funzionamento unifase. o I conti alle Attività non Finanziarie. Questi conti accolgono in DARE gli incrementi di Attività non Finanziarie ed in AVERE i suoi decrementi. Con 14 di 17
riferimento ai conti accesi ai fattori a fecondità ripetuta (immobilizzazioni), ad esempio, gli stessi accolgono in DARE i costi di acquisizione dei ffr e poi registrano tutte le variazioni ad essi relative. In particolare, registreranno in AVERE la quota di costi che alla fine del periodo oggetto di analisi sarà trasferita al box rosso a seguito del processo di ammortamento o anche di una eventuale svalutazione, ovvero il ricavo incassato per la loro cessione, in modo che il saldo lasci emergere l utile o la perdita lorda sulla vendita effettuata. CONTI ACCESI ALLE ATTIVITA NON FINANZIARIE Finanziarie + Attività non Attività non Finanziarie Questi conti hanno funzionamento bifase. o I conti accesi alle Passività non Finanziarie. Questi conti accolgono in AVERE gli incrementi di Passività non Finanziarie ed in DARE i suoi decrementi. CONTI ACCESI ALLE PASSIVITA NON FINANZIARIE Passività non Finanziarie + Passività Finanziarie non Questi conti hanno funzionamento bifase. Conti economici di Capitale, accesi alle grandezze di Netto, che accolgono in AVERE gli incrementi del Netto ed in DARE i suoi decrementi. CONTI ACCESI ALLE 15 di 17
GRANDEZZE DI NETTO Netto + Netto Questi conti hanno funzionamento bifase. 16 di 17
Torino, 2010. Bibliografia Marchi L. (a cura di), Contabilità d impresa e valori di bilancio, Giappichelli Editore, 17 di 17