UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE Lezioni d Europa 2011

Documenti analoghi
Proposta di regolamento generale

Obiettivo: potenziare lo sviluppo rurale e incentivare nuove attività e fonti di occupazione

Programma operativo Italia - Malta Cooperazione transfrontaliera

Indicatori di realizzazione finanziaria SPESE DI FUNZIONAMENTO. Capacità d'impegno

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA OPPORTUNITA E SFIDE PER ROMA CAPITALE ESPERIENZE FATTE E PROSPETTIVE APERTE ROMA 14 LUGLIO 2015

Analisi delle forme di incentivi corrisposti alle donne nella fase di start-up e/o per lo sviluppo di attività imprenditoriali nella Regione Calabria

POLITICA DI COESIONE

REGOLAMENTO PER LA PROMOZIONE DELLA SOLIDARIETA INTERNAZIONALE E DEI DIRITTI UMANI. Art. 1 Finalità

Ruolo e attività del punto nuova impresa

Le pari opportunità e le politiche. di genere in ambito UE

Women In Development UN MODELLO EUROPEO PER LO SVILUPPO LOCALE GENDER ORIENTED PIANO DI COMUNICAZIONE

Il Programma MED

PROTOCOLLO D INTESA PREMESSO CHE

POLITICA DI COESIONE

Elementi di progettazione europea Le diverse tipologie di finanziamento europeo e le loro caratteristiche

JESSICA. Joint European Support for Sustainable Investment in City Areas

DICHIARAZIONE CONGIUNTA FRA IL MINISTRO DELLA SOLIDARIETA SOCIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA

PROGRAMMA TRIENNALE DI INTERVENTI DI PROMOZIONE DEI DIRITTI UMANI E DELLA CULTURA DI PACE

DECENTRAMENTO DELLE POLITICHE DEL LAVORO E SVILUPPO LOCALE L ESPERIENZA ITALIANA Note introduttive. Giovanni Principe General Director ISFOL

Nelle regioni meno sviluppate che si iscrivono nell obiettivo di convergenza, il Fondo Sociale Europeo sostiene:

VOUCHER UNIVERSALE PER I SERVIZI

PROGRESS PROGRAMMA COMUNITARIO PER L OCCUPAZIONE E LA SOLIDARIETA SOCIALE

LA PROGRAMMAZIONE COMUNITARIA

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE. d iniziativa del deputato LIVIA TURCO

ISMENE TRAMONTANO Le iniziative per la diffusione della qualità

EaSI Employment and Social Innovation. Assi PROGRESS e EURES

PROGRAMMA N. 14: CITTÀ MULTIETNICA

VIENE STIPULATO IL SEGUENTE PROTOCOLLO D INTESA

newsletter N.4 Dicembre 2013 Erasmus+ il nuovo programma integrato per l istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport.

non siamo bambole Gruppo Assembleare Regione Emilia-Romagna

L ATI composta da Associazione Nuovi Lavori e BIC Puglia s.c.a.r.l., nell ambito del progetto URLO Una rete per le opportunità, PROMUOVE

*Perché parliamo di. genere e salute. augusta.angelucci@alice.it

Manifesto dei diritti dell infanzia

RAPPORTO 2014 LA FINANZA TERRITORIALE IN ITALIA

INNOVAZIONE, RICERCA E SPIN OFF IMPRENDITORIALE LE NUOVE STRADE DEL LAVORO PASSANO DI QUI

PIATTAFORMA DEI VALORI DI RIFERIMENTO, DEI CRITERI PEDAGOGICI COMUNI CENTRI DI ESERCITAZIONE AI METODI DELL'EDUCAZIONE ATTIVA DEL PIEMONTE

5.1 Organizzazione delle fonti di finanziamento e coinvolgimento del settore privato

PROGETTO INTERCULTURALE DI RETE

La violenza sulle donne è una violazione dei Diritti Umani come stabilito, per la prima volta nel 1992 dalla Raccomandazione n.

Bambini e adolescenti nelle città metropolitane: benessere e condizioni di vita

REGIONE PIEMONTE DIREZIONE REGIONALE COMPETITIVITA DEL SISTEMA REGIONALE POR FESR 2007/2013

CONSIGLIO NAZIONALE DELLE RICERCHE

Sviluppo di comunità

L imprenditoria femminile: una opportunità di cambiamento e di crescita

AGENDA 21 LOCALE DELLE PROVINCE D ABRUZZO

FINANZIAMENTI EUROPEI STEP I

A.I.N.I. Associazione Imprenditoriale della Nazionalità Italiana Udruga Poduzetnika Talijanske Narodnosti

PON Sicurezza & PON Legalità

POLITICA DI COESIONE

METTERSI IN PROPRIO opportunitàe strumenti di accesso al credito

POLITICA DI COESIONE

INTERVENTO LE AZIONI DI SISTEMA TRA CAPACITY BUILDING E COOPERAZIONE A RETE (ROMA, 10 MAGGIO 2006)

TURISMO, BRAMBILLA: "400 ML PER I CONTRATTI DI SVILUPPO, PER LA PRIMA VOLTA SOSTEGNO CONCRETO DEL GOVERNO A INVESTIMENTI NEL TURISMO"

CONVENZIONE DI COOPERAZIONE TRA PREMESSO

Garanzia Giovani in ottica di Genere : gli sportelli Impresa Donna in Abruzzo.

LEONARDO DA VINCI Formazione professionale Scheda riassuntiva

Incontro del Tavolo nazionale Isfol- Associazioni datoriali Pro.P. Isfol, 20 giugno 2013

Protocollo d intesa per la cooperazione nello spazio Alpi-Mediterraneo*

Allegato: PIANO NAZIONALE L2 INTERVENTI PER L INSEGNAMENTO / APPRENDIMENTO DI ITALIANO L2 PER ALUNNI DI RECENTE IMMIGRAZIONE DI SCUOLA SECONDARIA DI

Interventi urgenti a sostegno della crescita

La riforma delle politiche di coesione e le implicazioni per lo sviluppo rurale. Alessandro Monteleone, INEA

LA GIUNTA REGIONALE. VISTA la legge regionale 7 dicembre 2001, n. 32 concernente Interventi a sostegno della famiglia ;

Registro delle associazioni e degli enti che operano a favore degli immigrati - Prima sezione Attività 2014

LEGGE REGIONALE 4/2014

REGOLAMENTO CONVOL REGIONALE. della Regione

cooperazione e sviluppo locale via Borgosesia, Torino tel fax cicsene@cicsene.org

(Atti non legislativi) REGOLAMENTI

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA - N. 24 DEL 16 GIUGNO 2008

Politiche pubbliche ed europee

Finanziare la Cultura e il Turismo a livello Nazionale e Regionale

CONCLUSIONI CONFERENZA LIBERARE IL POTENZIALE DELL ECONOMIA SOCIALE PER LA CRESCITA EUROPEA: LA STRATEGIA DI ROMA.

Documento di sintesi sulle priorità dei Fondi strutturali

Meccanismo di monitoraggio. Convenzione del Consiglio d Europa sulla lotta contro la tratta degli esseri umani

REGIONE TOSCANA PREAMBOLO

COMUNICATO STAMPA. ABI: al via la Fondazione per l Educazione Finanziaria e al Risparmio

CNEL. Consiglio nazionale dell economia e del lavoro. Disegno di legge di iniziativa del Consiglio nazionale dell economia e del lavoro su

Auto Mutuo Aiuto Lavoro

La programmazione Regionale

ASILI NIDO E OPPORTUNITA' REGIONALI

Art. 1 (Finalità) Art. 2 (Funzioni della Regione)

GOVERNANCE. Obiettivo Convergenza (FESR) crescita coesione trasparenza efficienza competenze integrazione UNA PA PER LA CRESCITA

EUROPA 2020 Crescere in coesione PROMUOVERE IL SUCCESSO SCOLASTICO, LE PARI OPPORTUNITÀ E L INCLUSIONE SOCIALE: SVILUPPO DI RETI CONTRO LA

Protocollo d intesa tra. Regione Toscana e. Water Right and Energy Foundation Onlus (W.E.R.F. Onlus)

REGOLAMENTO DELLA CONFERENZA COMUNALE PERMANENTE DELLE ASSOCIAZIONI E DEI CITTADINI PER LA PACE

Presentazione del Programma di Cooperazione Italia-Francia Marittimo La cooperazione al cuore del Mediterraneo

il PRSS individua tra le misure da attuare per il miglioramento della sicurezza stradale le seguenti azioni:

Le delegazioni troveranno in allegato la versione finale delle conclusioni del Consiglio EPSCO adottate il 3 Ottobre 2011.

Programmazione FSE : aggiornamento stato di attuazione

Per migliorare la condizione della donna, nel corso della storia si sono fatti dei passi importantissimi. Queste sono le principali tappe:


Intesa 2 sottoscritta il 25 ottobre 2012 in sede di Conferenza Unificata Ministro Pari opportunità, Regioni e Autonomie locali

Violenza di genere e multiculturalità

1. Oggetto e struttura del disegno di legge

Norme per la sorveglianza e la prevenzione degli incidenti domestici

REGIONE PIEMONTE. Legge regionale 13 aprile 2015, n. 7. Norme per la realizzazione del servizio civile nella Regione Piemonte.

Linee di intervento, azioni e stato di attuazione

92/241/CEE: Raccomandazione del Consiglio, del 31 marzo 1992, sulla custodia dei bambini

SEZIONE 1 Introduzione

Il Ministero dello Sviluppo Economico Il Ministro dello Sviluppo Economico

MISURE DI SOSTEGNO A FAVORE DEI PICCOLI COMUNI DELLA LOMBARDIA.

Transcript:

UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI SIENA FACOLTÀ DI SCIENZE POLITICHE Lezioni d Europa 2011

ARGOMENTI»Dalla coesione economica e sociale alla coesione territoriale»l esperienza di URBAN»L importanza della dimensione urbana nelle politiche comunitarie»gli attuali programmi per le città: la programmazione 2007-2013»Città e pari opportunità: un binomio vincente

» Riconoscimento dell importanza dei centri urbani - massimizzazione dei benefici derivanti dalla concentrazione urbana» Riconoscimento della peculiarità urbana del continente europeo - rafforzamento delle zone rurali e naturali e delle città piccole e medie» Importanza delle connessioni tra i territori (tramite le reti) - promozione della cooperazione transfrontaliera e interterritoriale a larga scala

«L'Unione perseguirà i suoi obiettivi di crescita e di occupazione con maggiori risultati se tutte le regioni saranno in grado di svolgere il loro ruolo. Le città rivestono un importanza capitale a tale fine, poiché in esse si trovano la maggior parte dei posti di lavoro, delle imprese e degli istituti di insegnamento superiore; la loro azione è inoltre determinante nella realizzazione della coesione sociale. Le città sono i centri della trasformazione basata sull innovazione, sullo spirito imprenditoriale e sulla crescita economica. La crescita economica è sostenibile quando si accompagna a misure destinate a ridurre la povertà, l esclusione sociale e i problemi ambientali. La questione del carattere sostenibile della crescita riveste particolare importanza nelle città più esposte all esclusione sociale, al degrado dell ambiente, all esistenza di aree abbandonate e alla proliferazione urbana. Le città presentano disparità significative sul piano delle prospettive economiche e sociali. Può trattarsi di ineguaglianze spaziali (tra i quartieri) o sociali (tra vari gruppi) e, spesso, di disparità che associano entrambe le dimensioni. La qualità dell ambiente

Programmazione 2007-2013

La riforma del FESR 1988 introduce le iniziative comunitarie (9% del totale dei fondi ( strutturali che poi vengono rafforzate e aumentate con la riforma del 1992 completano le azioni dei fondi strutturali nelle aree cosiddette problematiche Esempi: Interreg: cooperazione transfrontaliera Leader: promozione dello sviluppo rurale Urban (dal 1994): problemi urbani Ruolo della Commissione Nuovo ruolo autorità locali e regionali: partnership Quadro comune di azione: - obiettivi comuni

* Progetti pilota urbani

» Gli orientamenti strategici comunitari (OSC) elaborati dalla Commissione definiscono i principi e le priorità della politica di coesione e suggeriscono strumenti per permettere alle regioni europee di sfruttare la dotazione di 308mld stanziata ai programmi di aiuto nazionali e regionali (2007-2013).» In base agli OSC, i governi nazionali hanno elaborato le rispettive priorità e i piani strategici nazionali per il periodo 2007-2013, i cd. Quadri strategici di riferimento nazionali (QSRN). CONTESTO DI RIFERIMENTO» Allargamento 2004-2007: sfida e opportunità della nuova Europa a 27» Strategia di Lisbona e Göteborg: promozione della crescita sostenibile, della competitività e dell occupazione

Nel ciclo di programmazione 2007-2013 scompaiono le Iniziative Comunitarie (tra cui Urban). Le loro finalità devono essere perseguite nel quadro della programmazione nazionale e regionale con fondi strutturali. La promozione delle politiche urbane è affidata ad alcuni strumenti trasversali tra cui: 1. Urbact : cooperazione e scambio di buone pratiche tra le città europee nel campo della rigenerazione urbana 2. Urban Audit : base informativa statistica sulle dinamiche di sviluppo di oltre 300 città europee 3. Jessica: strumento finanziario destinato a facilitare investimenti da parte della BEI e di altri istituti bancari su progetti di sviluppo e riqualificazione urbana (http://jessica.europa.eu)

»Si tratta di investimenti rimborsabili a favore di progetti inseriti in un piano integrato per lo sviluppo urbano sostenibile. Sul versante UE azione congiunta Banca europea per gli investimenti (BEI) e Commissione europea»quadro operativo e normativo + Reg. (CE) 1083/2006 Art.36-44-78 + Reg. (CE) 1080/2006 Art. 7-8 + Reg. (CE) 1828/2006 Art.43-44-45-46 Richiesto inserimento nei Piani operativi nazionali di una ( nazionali componente urbana (ruolo dei governi Esistenza di un progetto, di un piano integrato di sviluppo sostenibile Gli investimenti assumono la forma di fondi propri, prestiti e/o garanzie e sono effettuati con Fondi di sviluppo urbano ( FP ) (FSU) e eventuali Fondi di partecipazione Partenariato pubblico-privato

» Approccio integrato: integrazione fra misure e implementazione intersettoriale» Partenariato reale, cooperativo e condivisione delle competenze tra i vari livelli - partecipazione dei cittadini» Trasparenza nella selezione degli interventi» Concentrazione e raccolta di competenze e risorse» Scambio di esperienze (reti), loro capitalizzazione e riproposizione

Le pari opportunità sono diventate un tema trasversale di tutte le politiche dell UE a partire dal Trattato di Amsterdam. Successivamente, la Strategia UE per la crescita e l occupazione e la Strategia di Lisbona hanno enfatizzato la necessità di elevare i target di partecipazione delle donne nel mondo del lavoro e di renderle partecipi dello sviluppo imprenditoriale. UNA RELAZIONE BIUNIVOCA

» Il progetto Weed - URBACT» Le donne, le imprese e l occupazione nello Sviluppo Locale Enna è una città siciliana di quasi 29.000 abitanti. È diventata un'importante meta turistica, in particolare per gli appassionati di archeologia (patrimonio della civiltà romana). La partecipazione delle donne è minima in quasi tutti i campi dello sviluppo locale: la scarsa partecipazione al mercato del lavoro, nel settore delle imprese, nella vita politica locale. Così, il comune di Enna intende promuovere un "approccio integrato" per raggiungere maggiori livelli di partecipazione delle donne nella vita della città. Il Comune è già stato coinvolto in due progetti UE relative alla parità di genere ("Genderwise: il ruolo dell'uomo come agente di cambiamento nel conciliare lavoro e vita familiare" e "Getting engaged: donne nello sviluppo locale") e chiede di proseguire nella direzione di una maggiore partecipazione delle donne nello sviluppo locale. Sfide locali Le principali sfide e le priorità individuate per Enna sono:» Migliorare l'informazione, la formazione, l orientamento e la consulenza per le donne (sulle opportunità di lavoro, sul sostegno finanziario per le donne imprenditrici, sui servizi generali) e le informazioni sull accesso al credito.» I servizi sociali, i servizi alle famiglie ed i servizi a sostegno delle donne lavoratrici.» Un maggiore coinvolgimento delle donne nell'economia della conoscenza e in particolare nel campo della scienza e delle TIC (Tecnologie di Informazione e Comunicazione).

II PARTE Pari opportunità e coesione economica, sociale e territoriale Realtà che si affermano reciprocamente» L uguaglianza tra gli uomini e le donne è un valore dell Unione europea (Trattato di Lisbona entrato in vigore i 1 dicembre 2009)» L uguaglianza tra gli uomini e le donne è un elemento essenziale della coesione economica e sociale

La politica di pari opportunità dell UE 1. Parità sul mercato del lavoro (parità salariale, accesso al mercato del lavoro e alla formazione professionale 2. Strategie per assicurare la conciliazione tra lavoro e famiglia 3. Presenza delle donne nelle istanze rappresentative 4. Immagine della donna nei mezzi di comunicazione 5. Condizione femminile nei paesi in via di sviluppo 6. Violenza 7. Gender Mainstreaming

Approcci strategici della politica di Pari opportunità Dell UE Parità di trattamento Azioni positive Gender Mainstreaming

Gender Mainstreaming» Per Gender Mainstreaming si intendono gli sforzi atti ad assicurare che tutti i provvedimenti e le attività generali (in sede di programmazione, attuazione, sorveglianza e valutazione) tengano conto in attivo ed esplicito degli effetti sulla condizione maschile e femminile. Il termine comprende anche la progettazione, attuazione, sorveglianza e valutazione di misure e attività specifiche intese a promuovere l uguaglianza tra i sessi in temine di partecipazione e benefici» Nel complesso i piani e i programmi dovrebbero contribuire a migliorare la parità tra i sessi e riuscire a evidenziare il proprio impatto prima, durante e dopo la fase di attuazione» Pari opportunità e Programma d iniziativa comunitaria URBAN: un esempio tangibile del Gender Mainstreaming

Pari opportunità e Fondi strutturali» La parità tra i generi è un elemento essenziale della coesione economica e sociale» I fondi strutturali sono la principale fonte finanziaria di sostegno allo sviluppo economico regionale e locale e all integrazione delle persone nel mondo del lavoro» Il tema delle pari opportunità si è gradualmente affermato all interno della disciplina dei fondi strutturali fin dagli anni Settanta e in tal senso costituisce uno dei primi esempi di realizzazione del Mainstreaming di genere» Nel 1993 le pari opportunità diventano uno dei principi fondamentali della disciplina dei fondi strutturali» Nel 1994 il Consiglio dei ministri adotta una Risoluzione sulla promozione delle pari opportunità di genere attraverso di Fondi strutturali

Risoluzione del Consiglio del 2 dicembre 1996 Sull integrazione della parità di opportunità per le donne e gli uomini nei Fondi strutturali europei Esorta gli Stati membri Affinché, promuovano una maggiore utilizzazione dei Fondi strutturali per sostenere azioni che diano un contributo positivo alla promozione delle pari opportunità in settori quali il miglioramento delle infrastrutture sociali, l'accesso al lavoro, le modalità e le condizioni dello stesso, l'accesso ai servizi e alle strutture delle aziende e la conciliazione della vita professionale e familiare per le donne e per gli uomini Affinché mettano pienamente a frutto le attuali possibilità di programmazione delle varie forme di intervento dei Fondi strutturali per promuovere le pari opportunità, varando, se del caso, un maggior numero di iniziative che combinino l'utilizzazione dei diversi Fondi strutturali per la realizzazione di progetti volti a promuovere le pari opportunità; Affinché esaminino le possibilità di riorientare nuovamente i programmi alle priorità stabilite dal Consiglio europeo di Essen e confermate a Cannes e a Madrid, in particolare la lotta contro la disoccupazione e la realizzazione delle pari opportunità.

» Nel periodo 1994-1999 la promozione delle pari opportunità è presente in tutti i documenti di programmazione del FSE, quale priorità da applicare orizzontalmente a tutte le misure generali suscettibili di beneficiare di un aiuto» Interventi combinati del FSE, FESR e del FEOGA hanno contribuito inoltre alla realizzazione di azioni e infrastrutture che rendono possibile una migliore conciliazione della vita professionale e della vita familiare delle donne (asili nido, giardini d infanzia, attività di doposcuola, adattamento dei trasporti nelle zone scarsamente popolate)

» In una città francese grazie all iniziativa URBAN, la riflessione sulle strutture di accoglienza della prima infanzia si è tradotta nella creazione di un centro destinato non solo ad accogliere i bambini ma soprattutto ad aiutare i genitori a svolgere appieno il loro ruolo educativo in un contesto destrutturato (Comunicazione della Commissione n. 67 del 1997)» Sulla base di questo esempio, in seguito i finanziamenti europei hanno consentito alle famiglie monoparentali con redditi molto bassi di accedere a posti di lavoro creando dei modelli di asili nido adattati alle offerte di formazione professionale (asili nido dagli orari estesi, nidi d infanzia più numerosi e più densamente ripartiti sul territorio)

Rete antiviolenza tra le città URBAN Italia» La Rete antiviolenza tra le città UBAN Italia (1998), è stata coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, esercitata attraverso il Dipartimento per le pari opportunità 1) Ricerca nazionale sulle fenomenologie della violenza condotta in otto città italiane ovvero Venezia (capofila), Catania, Lecce, Napoli, Palermo, Reggio Calabria, Roma. Le indagini riguardano nello specifico: A) una mappatura dei servizi pubblici e privati che trattano istituzionalmente i casi di violenza; B) indagine su operatori dei servizi pubblici e privati; C) interviste qualitative a testimoni privilegiati 2) Elaborazione di un manuale: C. Adami, A. Basaglia, F. Bimbi, V. Tola (a cura di), Libertà femminile e violenza sulle donne. Strumenti di lavoro per interventi con orientamenti di genere, Milano, Franco Angeli, 2000. 3) Confronto delle buonepratiche tra le città della rete : Seminario Percorsi della libertà femminile. Politiche ed interventi. Conoscenze e pratiche (Venezia e Palermo, gennaio 2000) La rete è stata in seguito ampliata ad altre 18 città Bari, Brindisi, Cagliari, Carrara, Caserta, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Genova, Milano, Misterbianco, Mola di Bari, Palermo, Pescara, Salerno, Siracusa, Taranto, Torino e Trieste.

Pari opportunità e Fondi strutturali periodo 2000-2006» Il regolamento generale dei Fondi Strutturali (2000-2006) fa dell uguaglianza tra le donne e gli uomini un obiettivo chiave e stabilisce che la dimensione di genere venga integrata nelle attività cofinanziate dai Fondi. La questione di genere viene esplicitamente richiamata in 10 dei 56 articoli» Il Ruolo del FSE resta predominante» Anche se le misure finanziate dal FESR restano deboli, esse affrontano problematiche importanti come A) le campagne contro le gravidanze precoci, la tossicomania, l abuso d alcool; B) il miglioramento delle condizioni di vita e ambientali delle zone urbane, benessere dei bambini e dei giovani; C) Società dell informazione coinvolgendo le donne nella formazione alle nuove tecnologie

URBAN II (2000-2006)» URBAN II Carrara: Il Comune di Carrara, per gli anni 2001-2006, ha ricevuto un sostegno finanziario comunitario di EURO 8.860 milioni. Questo finanziamento comunitario ha attirato EURO 18.3 milioni in investimenti dal settore pubblico, creando cosi un ammontare complessivo di EURO 27.165 milioni di investimenti nel Comune di Carrara. Tra le priorità di questo programma vi è stata la lotta contro le situazioni di disagio sociale caratterizzato essenzialmente dalla scarsità di occasioni lavorative per le donne (formazione professionale, sostegno all imprenditoria)» URBAN II Val de Sein: Tra le misure previste per la rivitalizzazione di questa zona v è stato il sostegno alla occupabilità e alla formazione professionale innovativa e alternativa. In particolare, sono state previste misure in grado di ampliare l accessibilità ai servizi sanitari, alle strutture di accoglienza dell infanzia in modo di permettere alle donne di lavorare, creazione di un centro delle lingue, fondamentale per le numerose problematiche che affliggono in particolare le donne immigrate, sensibilizzazione alla nuove tecnologie» URBAN II Belfast Ha concentrato una parte delle azioni per contrastare la disoccupazione femminile

» Con l allargamento dell UE ai Paesi dell Europa centrale e orientale il ruolo dei Fondi strutturali è divenuto certamente determinante per la realizzazione delle pari opportunità» Nella prospettiva di altri allargamenti dell UE (Turchia, Balcani occidentali, Islanda) il sostegno dell uguaglianza di genere attraverso i fondi strutturali diventerà sempre più fondamentale» Si tratta di salvaguardare la coesione economica e sociale, di assicurare tassi di occupazione femminile elevati come stabilito dalla Strategia di Lisbona e dalla strategia Europa 2020, di realizzare il processo di inclusione sociale, di combattere la discriminazione e la povertà in Europa

La Carta europea per l uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale Una carta che invita gli enti territoriali a utilizzare i loro poteri e i loro partenariati a favore di una maggiore uguaglianza delle donne e degli uomini Elaborata e promossa dal Consiglio dei Comuni e delle Regioni d Europa e dai suoi partners

La Carta europea per l uguaglianza e la parità delle donne e degli uomini nella vita locale Principi 1. la parità delle donne e degli uomini rappresenta un diritto fondamentale 2. Per assicurare la parità tra gli uomini e le donne occorre tenere conto delle discriminazioni multiple e degli ostacoli 3. La partecipazione equilibrata delle donne e degli uomini alle decisioni è una condicio sine qua non della società democratica 4. L eliminazione degli stereotipi sessuali è indispensabile per l avvio della parità tra donne e uomini 5. Per far progredire la parità tra le donne e gli uomini è indispensabile integrare la dimensione di genere in tutte le attività degli enti locali e regionali 6. Piani d azione e programmi adeguatamente finanziati come strumenti necessari per far progredire la parità fra donne e uomini