MAIS CICLO BIOLOGICO



Documenti analoghi
MAIS CICLO BIOLOGICO

LA LUCE Le piante sono completamente dipendenti dalla luce per la costruzione di tutte le sostanze necessarie alla crescita ed alla fioritura.

Bollettino Agrometeorologico Viticoltura

FISIOLOGIA VEGETALE. Le risposte delle piante all ambiente

La scuola integra culture. Scheda3c

Manipolazione e posizionamento delle lastre

si comporta come perenne grazie alla sua propagazione attraverso i tuberi

L acqua è sempre più preziosa. Utilizzala al meglio con il mais ARTESIAN. NOVITà

Definizione onda di calore:

IRRIGAZIONE. Diffusione di portinnesti deboli, Infittimento sesti d impianto, Nuove tecniche irrigue

Mais: impianto e tecnica colturale

Planta. Sementi e Soluzioni per l Agricoltura

LA SCELTA VARIETALE IN ASPARAGO È STRATEGICA. Agostino Falavigna Badoere di Morgano 20 settembre 2013

(funghi, muffe e batteri) alle radici ed al colletto della pianta. Al contrario, la carenza d acqua, porta la pianta a stress da appassimento ed a

LE PIANTE. acqua anidride carbonica

FORRICALE Varietà di origine spagnola

Il clima delle Alpi e della Valle d Aosta

Soia. (Glicine max (L.) Merr.)

VEGETALI U N S O T U R I O L O P S I T T O S U N O D. Vegetali V5 I SEMI V1 V2 V3 V8 U1

Scuola E. DE AMICIS S. Maria del Giudice anno scolastico 2011/12 Classe IV INS. Bandini Monica

BUSINESS PLAN IMPIANTO DI PAULOWNIA

Biotessili per il controllo dell erosione. seic

CHE COSA CAMBIA CON LA NUOVA NORMA EUROPEA PER PROFILI IN PVC UNI EN 12608

Le avversità delle piante ornamentali

ACQUA, ARIA E TERRENO

ATTIVITA DIDATTICO - SPERIMENTALE NELLE CLASSI III B - IV B, SULLA CONCIMAZIONE AZOTATA DEI CEREALI AUTUNNO VERNINI.

Le indagini e i servizi di ARPA Veneto per la razionalizzazione della fertilizzazione

La semina. Numero di piante per unità di superficie. Resa

La rotazione delle colture

OSSIGENO DISCIOLTO ED EUTROFIZZAZIONE

SCELTA DELL AMBIENTE DI COLTIVAZIONE E VOCAZIONALITÀ

Domande a scelta multipla 1

ALLEGATO 1 Analisi delle serie storiche pluviometriche delle stazioni di Torre del Lago e di Viareggio.

L invernamento degli alveari (aggiornamento ottobre 2012) Belletti PierAntonio Giorgio Della Vedova Tecnici apistici Regione FVG

IMPOLLINAZIONE MECCANICA DEL KIWI

Guida alla concimazione

Parco Spina verde Corso Gev La flora alloctona Il caso Ambrosia Ambrosia artemisiifolia

DEUMIDIFICATORI PER CELLE FRIGO

Termodinamica. Sistema termodinamico. Piano di Clapeyron. Sistema termodinamico. Esempio. Cosa è la termodinamica? TERMODINAMICA

Capitolo 2 Caratteristiche delle sorgenti luminose In questo capitolo sono descritte alcune grandezze utili per caratterizzare le sorgenti luminose.

Stime 2012 degli investimenti e delle produzioni dei principali cereali in Italia. Maggio 2012

Massimizzazione del Profitto e offerta concorrenziale. G. Pignataro Microeconomia SPOSI

Produzione piantine da orto, vivaisti dal Vivai La Malfa Antonino

Numero nove 7 marzo 2014

ΕΡΓ. ΓΕΩΡΓΙΚΗΣ ΜΗΧΑΝΟΛΟΓΙΑΣ TEL.: (+30210) FAX: (+301) ΚΑΘ. Ν. ΣΥΓΡΙΜΗΣ

ANGURIA LA GAMMA AD OGNUNO LE PROPRIE. 4 BOLOGNA ZSeeds Italia

L effetto della corrente sullo stato del mare

RICLASSIFICAZIONE ECONOMICA DELLO S.P. E DEL C.E.

I Biomi. Corso di Ecologia Applicata - Prof. Simona Castaldi Dipartimento di Scienze Ambientali - SUN

Aspetti riproduttivi e botanici

Ecoroof Cool. Speciale tecnico

FEASR - Programma di Sviluppo Rurale

Istituto Sementi e Tecnologie Agro-alimentari

Le microonde: Una tecnica eco-compatibile per la difesa fitosanitaria Rita Massa

Base di lavoro. Idea principale

Il pirodiserbo in frutti-viticultura:

Condizioni ambientali e risorse

L influenza del suolo sulla performance viticola: DALL APPARATO RADICALE ALLA QUALITÀ DEL VINO

Genova TIPOLOGIE DI LAMPADE

iglidur V400: Resistenza chimica e alle alte temperature

PIANTE IN VASO E FIORIERE accorgimenti e tecniche

Ammendante Compostato Misto

PROGETTO ORIF: OSSIGENAZIONE E RISPARMIO IDRICO

MISURE DI CONCENTRAZIONE DI GAS RADON IN AMBIENTI CONFINATI VALUTAZIONE DELLA CONCENTRAZIONE MEDIA ANNUALE

Tecnica colturale della soia

GLI STADI DI MATURAZIONE DELLA GRANELLA NEL MAIS

Il Mais LA CARTA D IDENTITÀ CARATTERISTICHE DELLA PIANTA. Save the water. organi Fiorali

IMPIEGO DI UN MODELLO AGROMETEOROLOGICO PER LA CARATTERIZZAZIONE DEL RISCHIO POTENZIALE DI PRODUZIONE DI MICOTOSSINE NELLE AREE MAIDICOLE PIEMONTESI.

L. Stefani, M. Zanon. P.A.T.I. S.p.A. Via Beltramini 50/52 San Zenone degli Ezzelini TV, Italia

Hydrangea (Ortensia)

SENSORI E TRASDUTTORI

LABORATORIO DI SCIENZE I semi germinano PLESSO LA RITA CLASSE III A.S

Ponti termici. Correzione del ponte termico. Ponte termico privo di correzione

FRUMENTO ECOLOGIA E FISIOLOGIA DELLA COLTURA

CICLO FRIGORIFERO PER RAFFREDDAMENTO

I documenti di Gli ingredienti per l allenamento per la corsa LE RIPETUTE

Concime per piante pluripremiato!

NITRATI: RICERCA & APPLICAZIONE

I consigli del Dr Duccio De Plantis della Cooperativa Agricola di Legnaia. 1 La Fertilizzazione

La chiave per buone produzioni di mais è stabilire un buon letto di semina produttivo e una buona uniformità di semina

Gianluca Bonomo Strada del Cardine, Feletto (TO) Tel.(+39) Tel Ninfee Rustiche - Coltivazione

La popolazione residente in provincia di Trento attraverso l anagrafe e i flussi demografici anche in un ottica di Comunità di Valle

Insegnamento di Progetto di Infrastrutture viarie

La macchia mediterranea. Creato da Francesco e Samuele.

Lampade per illuminazione esterna: Lampade a Induzione Lampade al Sodio Alta Pressione Lampade a Led

La gestione dell alimentazione

Innovazioni in campo energetico per le produzioni florovivaistiche in serra

EFFETTI INDOTTI DAI CONCIMI ORGANICI GUANITO E PHENIX SULLO SVILUPPO DELLA RUCOLA (ERUCA SATIVA) IN AMBIENTE PROTETTO, CON PARTICOLARE ATTENZIONE

FISIOLOGIA VEGETALE. Gli ormoni vegetali

0139 prestito ipotecario vitalizio PRESTITO IPOTECARIO VITALIZIO LEGGE N. 44/2015

Workshop Sinergie e innovazioni nell ortofloricoltura SINEFLOR. Dott. ssa Eleonora D Anna

Cos è l ISC (Indicatore Sintetico del Conto Corrente) e cosa sono i Profili tipo d utilizzo

MIGLIORAMENTO DEI SISTEMI D IRRIGAZIONE E DELLE TECNICHE COLTURALI ( )

-assicurare il fabbisogno plastico necessario alla riparazione protezione e ricambio dei tessuti.

Mantenere la Produttività nei mesi Estivi

I FATTORI CHE DETERMINANO IL CLIMA

Osservatorio SosTariffe.it Telefonia Mobile

Indagine Mercato Immobiliare (Maggio 2009)

PALO tipo SP VANTAGGI minima quantità di materiale di risulta Ridotto consumo di calcestruzzo

Controllo di qualità dei dati giornalieri di temperatura minima e massima e di precipitazione

Transcript:

MAIS CICLO BIOLOGICO 1

C I C L O B I O L O G I C O 2

3

GERMINAZIONE - EMERGENZA In condizioni adatte di umidità, di temperatura e di arieggiamento, il seme assorbe acqua e inizia la mobilitazione delle sostanze di riserva. Dagli involucri della cariosside fuoriesce la radichetta embrionale, cui segue il coleoptile, all'inizio più lento nel crescere di quanto non sia la prima. Si sviluppano poi radici embrionali laterali, meno vigorose di quella primaria: tutte formano l'apparato radicale seminale. La temperatura minima per avere germinazione e nascite accettabilmente rapide e regolari è di 12 C. Quindi la semina può essere fatta appena tale temperatura media si riscontra nel terreno alla profondità (5 cm circa) alla quale va deposto il seme. Dal coleoptile si svolge la prima foglia, alla quale corrisponde nel terreno un primo nodo a profondità variabile secondo le circostanze, ma sempre prossimo alla superficie. IN FUNZIONE DELLA TEMPERATURA 18-20 gg a 10-13 C 8-10 gg a 16-18 C 4-5 gg a 25 C La temperatura influisce pure sull allungamento delle radici 4

Stadio di emergenza prima foglia coleoptile radici della corona mesocotile radici seminali seme 5

6

SVILUPPO FOGLIARE La seconda foglia e le successive sorgono alterne, da ognuno dei nodi soprastanti al primo; dagli stessi nodi basali spuntano le radici avventizie, che talora restano aeree. Dopo l'emissione quarta-quinta foglia, a un mese circa dalla semina, incomincia, con la levata, lo sviluppo completo della pianta che, se le condizioni colturali sono favorevoli, è molto rapido. Allo stadio di 8-10 foglie visibili la pianta differenzia l infiorescenza maschile (punto vegetativo) e dopo 7-8 gg anche quella femminile. 7

PUNTO VEGETATIVO DIVENTA EVIDENTE L'INFIORESCENZA MASCHILE ALL INTERNO DELLA PIANTA GLI INTERNODI SI ALLUNGANO E IN 4-6 SETTIMANE SI ARRIVA ALLA FIORITURA NUOVE RADICI VENGONO EMESSE DALLA CORONA 8

LEVATA Dall inizio della levata 9

FIORITURA E MATURAZIONE 10

DURATA DELLO SVILUPPO VEGETATIVO EMERGENZA FIORITURA PRECOCI TARDIVI 45-50 gg 75-80 gg s.s. = 40% DEL TOT. A FINE CICLO IN QUESTO PERIODO AUMENTANO LE NECESSITÀ DI ACQUA, CALORE E SOSTANZE NUTRITIVE CARENZE DI QUESTI FATTORI INFLUISCONO NEGATIVAMENTE SU: INFIORESCENZA FEMMINILE (< n semi/spiga), < LAI, < RESA 11

MATURAZIONE Nei 10-12 giorni successivi alla fecondazione si ha la rapida formazione dell'embrione; successivamente inizia la fase di granigione, caratterizzata da accumulo di amido nell'endosperma delle cariossidi in formazione. Le cariossidi dapprima lattiginose (maturazione lattea), dopo circa 50 giorni dalla fecondazione divengono consistenti, amidacee, pastose sotto le dita, e nei tipi dentati con la fossetta all'apice che comincia a formarsi, hanno un contenuto d'acqua del 40-45%, mentre le brattee più esterne e le foglie più basse cominciano ad ingiallire: è questa la fase di maturazione cerosa, che segna il momento ottimale per la raccolta del mais destinato all'insilamento. Procedendo ulteriormente la maturazione, la pianta completa l'ingiallimento, mentre la granella diventa sempre più consistente e secca: quando contiene circa il 30-35% d'acqua si trova alla maturazione fisiologica, stadio al quale ha raggiunto il massimo 12 peso secco.

COMPONENTI DELLA RESA n PIANTE PER ETTARO n RANGHI PER SPIGA LUNGHEZZA DI 1 RANGO n SPIGHE PER PIANTE % DI FECONDAZIONE PESO DI 1000 SEMI 13

Il mais non accestisce e non ha, quindi, una densità plastica 14

STADI FENOLOGICI GERMINAZIONE La radice fuoriesce dalla cariosside Stadio fisiologico Ripresa della vita attiva dell embrione Componenti della resa n piante per ettaro Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Freddo, eccesso di acqua, cattiva qualità del seme, parassiti animali e insetti terricoli ++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 15

STADI FENOLOGICI EMERGENZA (V E ) Il coleoptile è visibile alla superficie del suolo. La coltura si definisce emersa quando il 50% dei coleoptili sono visibili Stadio fisiologico Inizio della formazione delle foglie al di sotto della gemma terminale posta sotto il terreno. Componenti della resa n piante per ettaro Principali fattori limitanti che possono intervenire Freddo, eccesso di acqua insetti terricoli e parassiti animali. Profondità di semina Periodi di grande sensibilità * ++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 16

STADI FENOLOGICI STADIO 5-6 FOGLIE (V 5-6 ) Stadio fisiologico Componenti della resa Le riserve delle cariosside sono consumate la pianta diventa autonoma Il n di piante diventa definitivo. Inizia la determinazione del n di ranghi per spiga Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Freddo, eccesso di acqua, insetti (agrotidi, elateridi afidi) e parassiti animali ++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 17

STADI FENOLOGICI STADIO 9-10 FOGLIE (V 9 -V 10 ) Si completa la formazione della spiga. Rapida levata; l apparato radicale continua nell accrescimento con formazioni di nuove radici alla corona Stadio fisiologico Attività molto intensa di tutti gli organi della pianta Componenti della resa La dimensione (lunghezza ranghi) della spiga diventa sempre più definitiva. Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Disponibilità di N. Disponibilità idrica. Allettamento in vegetazione. Piralide ++++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 18

STADI FENOLOGICI PANICOLO VISIBILE ENTRO L ULTIMA FOGLIA (V t ) Stadio di piena levata Comparsa del pennacchio e dopo 7-8 gg della spiga. Durata emergenza-fioritura 45-80 gg Stadio fisiologico Attività molto intensa di tutti gli organi della pianta Componenti della resa La lunghezza della spiga diventa definitiva. Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Disponibilità di N. Disponibilità idrica. Allettamento in vegetazione. Piralide ++++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 19

STADI FENOLOGICI FIORITURA E IMPOLLINAZIONE (R 1 ) Pennacchio fuoriuscito completamente, lasciando cadere il polline sulle spighe, che presentano le prime sete Stadio fisiologico Fecondazione ed avvio della moltiplicazione cellulare del seme Componenti della resa Il n di cariossidi per spiga Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Disponibilità idrica e disponibilità di N. Alte temperature, vento caldo e secco ++++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 20

STADI FENOLOGICI FORMAZIONE DELLA CARIOSSIDE (R 2 ) MATURAZIONE LATTEA (R 3 ) Quando pressando la cariosside con le dita si osserva tutto il contenuto di colore bianco lattiginoso. Questo stadio si raggiunge dopo circa 25 gg dalla fecondazione. Stadio fisiologico Inizio dell accumulo di amido nella granella Componenti della resa Il n di cariossidi è definitivo. Determinazione del peso di 1000 semi Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Disponibilità idrica. Allettamento in vegetazione. Piralide, malattie delle foglie ++++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 21

STADI FENOLOGICI MATURAZIONE CEROSA (R 4 ) Si ha accumulo di amido nella granella. Cariosside che si intacca con la pressione dell unghia. 30 gg dopo R 3. Stadio fisiologico La piante si avvia alla senescenza e la migrazione di sintetati diminuisce fino a concludersi Componenti della resa Peso di 1000 semi e peso hl Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Disponibilità idrica. Allettamento in vegetazione. Piralide, malattie delle foglie, allettamento parassitario ++++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 22

STADI FENOLOGICI FORMAZIONE DEL DENTE DELLA CARIOSSIDE (R 5 ) MATURAZIONE FISIOLOGICA (R 6 ) Comparsa del punto nero. Non si ha più trasferimento dei fotosintetati Stadio fisiologico La piante si avvia alla senescenza e la migrazione di sintetati diminuisce fino a concludersi Componenti della resa Peso di 1000 semi e peso hl Principali fattori limitanti che possono intervenire Periodi di grande sensibilità * Disponibilità idrica. Allettamento in vegetazione. Piralide, malattie delle foglie, allettamento parassitario ++++ * + poco sensibile ++++ molto sensibile 23

DENTATO E VITREO Punto nero 24

MAIS FISIOLOGIA ED ESIGENZE 25

FOTOSINTESI PIANTA C4 1 ha 20 t s.s. 50% GRANELLA PER OTTENERLA: ASSIMILA 40 t/ha di CO 2 CONSUMA UTILIZZA 4500-6000 m 3 /ha di ACQUA MOLTA ENERGIA SOLARE 26

COLTURA TERMOFILA CHE CRESCE IN UNA VASTA GAMMA DI CONDIZIONI CLIMATICHE GRAN PARTE DELLE COLTIVAZIONI SI TROVANO NELL EMISFERO BOREALE (35-45 PARALLELO). OGGI SI TROVA IN UN AREA PIÙ ESTESA (50 LAT. N problema temperatura 40 LAT. S problema acqua) 27

CARATTERISTICHE CLIMATICHE DEI PRINCIPALI AREALI DI COLTIVAZIONE Elevati livelli di radiazione solare Temperature medie tra 21 e 27 C Temperature medie notturne > a 15 C GDD > 1100 C Growing Degree Day = sommatorie dei gradi-giorno necessari per portare a maturazione un ibrido Periodo esente da gelo di 130-150 gg 28

GDD = (Tmax+Tmin)/2 10 C < 10 C no sviluppo vegetativo 29

classe precocità ciclo in giorni GDD (somma termica) 100 ultraprecoci 76-85 fino a 1000 200 precocissimi 86-95 1000-1200 300 precoci 96-105 1200-1350 400 medio-precoci 106-115 1350-1420 500 medi 116-120 1420-1550 600 medio-tardivi 121-130 1550-1600 700 tardivi 131-140 1600-1620 30

SVILUPPO VEGETATIVO TEMPERATURA > 10-13 C per fase eterotrofa > 15 C per fase autotrofa ACQUA Sensibile alla carenza anche per un breve periodo NUTRIENTI Fornitura equilibrata e non eccessiva. BUONA STRUTTURA FISICA DEL SUOLO No costipamento No crosta 31

TEMPERATURA Il mais esige temperature elevate per tutto il suo ciclo vitale, durante il quale manifesta esigenze via via crescenti. Il mais non germina e non si sviluppa (zero di vegetazione) se le temperature sono inferiori a 10 C; in pratica per avere nascite non troppo lente e aleatorie si consiglia di iniziare a seminare quando la temperatura del terreno ha raggiunto stabilmente i 12 C. Abbassamenti di temperatura anche solo vicini a 0 C (4-5 C) possono uccidere le piante o le lasciano irrimediabilmente stressate. Il mais in fase di granigione cessa di crescere sotto i 17 C: è questa la soglia termica che segna il termine della stagione vegetativa del mais (II e III decade di settembre, in Italia). Anche eccessi termici possono rivelarsi dannosi per la produttività del mais. Forti calori sono particolarmente dannosi durante la fioritura: temperature superiori a 32-33 C accompagnate da bassa umidità relativa dell'aria e, conseguentemente, anche da stress idrici per sbilancio evapotraspiratorio, possono provocare cattiva allegagione e gravi fallanze di cariossidi sulla spiga. Le conseguenze sono frequentemente visibili come incompleta granigione delle spighe, specialmente nella parte apicale, che è l'ultima a fiorire. 32

ESIGENZE TERMICHE TEMPERATURE OTTIMALI levata 22-23 C fioritura 24-25 C granigione 23-24 C TEMPERATURE > 32-33 C sono dannose (>respirazione) TEMPERATURE < 10 C arresto vegetativo 33

ESIGENZE LUMINOSE In origine il mais era specie brevidiurna, ora è fotoindifferente L ombreggiamento della canopy limita il livello produttivo (preferire foglie erette) 34

(foglie erette) 35

ACQUA Le regioni più adatte al mais (le cosiddette «corn belts» o fasce da mais) sono quelle dove in estate le piogge sono frequenti e regolari. In Italia solo le regioni nord-orientali hanno una pluviometria abbastanza favorevole che a volte può rendere l'irrigazione non necessaria; ma nel resto del paese il regime pluviometrico è di tipo mediterraneo (piogge estive scarse e irregolari o assenti) per cui il mais qui fornisce produzioni che, senza l'ausilio dell'irrigazione, sono basse e aleatorie. Peraltro con l'irrigazione sotto ogni clima si può supplire alla deficienza delle piogge, purché l'acqua necessaria sia disponibile a costi contenuti e non abbia utilizzazione su colture più redditizie. 36

ACQUA Consumo idrico medio 4500-6000 m 3 /ha In pianura padana 6000-8000 m 3 /ha In luglio (fioritura) con 25-26 C consumo giornaliero di 70-80 m 3 /ha; mensile 2000 m 3 /ha 37

RIEMPIMENTO DELLA GRANELLA ACCUMULO DI AMIDO PUÒ ESSERE RALLENTATO SE LA DISPONIBILITÀ IDRICA E L'ALIMENTAZIONE SONO INSUFFICIENTI PERIODO CRITICO PER L'ACQUA: 6 SETTIMANE A CAVALLO DELLA FIORITURA 38

TERRENO Il mais è un ottimo esempio di adattabilità alle più varie condizioni di suolo. Con clima favorevole e una buona tecnica colturale tutti i terreni possono diventare sede di un'eccellente maiscoltura: da quelli sabbiosi agli argillosi, da quelli sub-acidi ai sub-alcalini (purché non si verifichino deficienze di microelementi), dalle terre grigie, alle brune, alle rosse, alle torbose. Condizioni indispensabili perché il mais possa dare i migliori risultati sono: ampie disponibilità di elementi nutritivi assimilabili e buona aerazione della rizosfera. Ideale: profondo, franco, ricco di s.o., ben drenante, buona capacità di ritenzione idrica, profilo profondo e moderatamente permeabile. ph 6,5-7 Non gradisce terreni Superficiali Compatti o molto limosi Umidi e freddi Tollerante verso quelli leggermente salini leggermente acidi, ph 6 leggermente basici, ph 8 Un terreno da mais deve essere fertile, soprattutto ricco di azoto e con una buona disponibilità di acqua 39