V GIORNATA MONDIALE BPCO



Documenti analoghi
Convegno SItI CURE PRIMARIE TRA MITO E REALTA : IL RUOLO DEI PROFESSIONISTI 13 novembre 2009 Bergamo

IL CONTRIBUTO DEGLI INFERMIERI ALLA IDEAZIONE DEL PSS REGIONALE

L ASSISTENZA RESPIRATORIA DOMICILIARE: PROBLEMI SUL TERRITORIO

Terapia del dolore e cure palliative

DELIBERAZIONE N. 33/32. Istituzione della rete di cure palliative della d

Percorso formativo ECM/ANCoM all interno del progetto IMPACT

STATUTO DELL AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA MEYER INDICE SEZIONE

IL FINE VITA APPARTIENE ALLA VITA: I PROGETTI E LE ESPERIENZE DELLE CURE PALLIATIVE

Relatore: Dott. Antonio Maddalena

Problemi ancora aperti nella gestione del malato di Alzheimer

Modelli di reti di cure palliative. Maria Anna Conte

CONSULTA PROVINCIALE PER LA SALUTE: UN LAVORO DI RETE

DIPARTIMENTO ONCOLOGICO DELLA PROVINCIA DI PAVIA DOCUMENTO DI ANALISI E INDIRIZZO TRIENNALE

LA CONTINUITA ASSISTENZIALE

Modello di erogazione diffusa delle Cure Palliative/Fine Vita con supporto di esperti. Parma, 21 ottobre 2011 Dott.ssa Maria Luisa De Luca

PROTOCOLLO D INTESA PER L INSERIMENTO DEI PAZIENTI PSICHIATRICI NELLE RSA e NEI CDI

Gli interventi delle professioni sanitarie

Daniela Riccò Direttore Sanitario AUSL RE

Programma Interventi Innovativi

analisi della normativa formazione indicatori condivisi

Ruolo del Medico nell Assistenza Sanitaria di base. Prof. A. Mistretta

I processi, l impegno e i risultati dell équipe infermieristica dell ASL 8 di Cagliari

L utilizzo della linea guida regionale su diagnosi e terapia della bpco per la sanità d iniziativa. Dott. Mario Berardi SIMG Perugia

PDTA VIRTUOSI NEI DISTRETTI VENETI

L INFERMIERE DI FAMIGLIA. Giornata internazionale dell infermiere STAR BENE INSIEME PER STAR BENE

Dalla rianimazione al domicilio. SERVIZIO ANESTESIA RIANIMAZIONE MEDICINA IPERBARICA P.O. MARINO Paolo Castaldi Fabiana Matta

GIORNATE MEDICHE FIORENTINE 2011 Firenze 2-3 Dicembre 2011

CAP di Arona ESPERIENZE DI CURE PRIMARIE NEL TERRITORIO

Il ruolo dell Infermiere nella Sanità d Iniziativa. L Esperienza dell Infermiere di famiglia

Il Caregiver: figura cardine per la sostenibilità della presa in carico del paziente complesso

Assistenza Domiciliare nelle persone con BPCO

Percorso assistenziale integrato per il paziente fumatore nell Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi Firenze

Cure Domiciliari. Corso Elettivo Malato a casa 23 gennaio 2012

Il ruolo del medico di medicina generale nell applicazione del PDTA sulle patologie bronco-ostruttive

DAL CASE MANAGER AL CARE MANAGER. Infermiera care manager in medicina interna Derossi Valentina

FORUM P.A. SANITA' 2001

A.O. S. Martino e Cliniche Universitarie convenzionate di Genova Pelucco David Direttore SC Pneumologia AO San Martino - Genova Scordamaglia Antonio

Prof. Tarcisio Niglio CURE PALLIATIVE

- 1 - Consiglio regionale Friuli Venezia Giulia INDICE. Capo I Finalità e disposizioni generali

PROPOSTA DI UN MODELLO DI RIFERIMENTO

Metodologie e modelli di assistenza sanitaria territoriale

LA CONTINUITA DI CURA DALL OSPEDALIZZAZIONE ALLA RSA

Gli strumenti e le procedure del Chronic Care Model per la valutazione del caso e la redazione e il monitoraggio del Piano di Assistenza Individuale

REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA DELIBERAZIONE N. 44/ 12 DEL

Percorso di cura Scompenso cardiaco & Medicina di iniziativa. Dott. Lino Gambarelli MMG Scandiano Bologna 21 /06/2012

L ESPERIENZA DI ASL BERGAMO

Innovazione organizzativa nelle cure primarie:

Il progetto della sanità di iniziativa in Toscana

UNITÁ OPERATIVA DI PSICOLOGIA OSPEDALIERA DIPARTIMENTO ONCOLOGICO

RAZIONALE OBIETTIVI DIDATTICI

Cure Domiciliari: definizione

Le opportunità della telemedicina

Modulo 4 LA GESTIONE CONDIVISA TRA SPECIALISTA E MMG DELLE SINDROMI RINO-BRONCHIALI

DELIBERAZIONE N. 5/31 DEL Istituzione della rete per la terapia del dolore della Regione Sardegna.

4 Congresso nazionale Società Italiana Telemedicina e sanità elettronica

Dr. Corbetta Contardo Luigi Dr. Corti Fiorenzo Massimo Dr.ssa Lampreda Maria P. Consuelo (Via Giotto Masate)

PROGETTO DI CONTINUITA ASSISTENZIALE PER I PAZIENTI CON SLA E LE LORO FAMIGLIE

Ruolo dell USC Cure Palliative: stato dell arte

Medici e Pediatri di Famiglia

Arruolamento nei Presidi accreditati e terapia delle malattie rare nei presidi non accreditati Alessandro Andriani ASL RMA, Presidio Nuovo Regina

Il management dei servizi ADI: l esperienza dei Distretti

Ministero della Salute

LINEE GUIDA PER IL POTENZIAMENTO DELL'ASSISTENZA AI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Processi di continuità e contiguità nella presa in carico globale e multifattoriale della persona con autismo

SCHEMA PROGETTO AREA DI COORDINAMENTO SANITA - ANNO 2015 SCHEMA-TIPO

Dal panorama regionale la RETE delle Cure Palliative analisi dei dati di attività e organizzazione. Mauro Manfredini

La centralità del paziente tra MMG Distretto e Ospedale: il Fascicolo Sanitario Elettronico. Daniele Donato Azienda ULSS 16 - Padova

Le professioni sanitarie e sociali nell ASL di Bergamo. L Educatore Professionale. Mologni Dr.ssa Graziella Bergamo 14/04/2014

Il Contributo Delle Associazioni Dei Genitori. Alla Gestione Del Dolore Dei Bambini In Ospedale: L esperienza di ASEOP.

NOI E L AUTISMO: GLI INTERVENTI E LA CONTINUITA DI CURA

Workshop: Telemedicina e Sanità elettronica: facciamo il punto! Telemedicina: il ruolo dei Medici di Medicina Generale

PROTOCOLLO D INTESA ASL / PEDIATRI DI FAMIGLIA / UFFICIO SCOLATICO PROVINCIALE

Stato dell arte. Il Piano operativo del Programma SIRSE (DGR 29 giugno 2009 n ) ha individuato tre priorità:

Il recupero funzionale del cardiopatico

I LUOGHI DELLA CURA E DELL APPRENDIMENTO DALL ESPERIENZA

Relatore: Silvano Casazza Coautori: S. Marson, G. Cassavia, O. Manzi Affiliazione: CARD Lombardia

Conferenza Stampa. Nasce il Polo Neurologico. interaziendale. diretto da Enrico Montanari

Migliorare la gestione del paziente con BPCO in Medicina Generale.

Progetto Nazionale di Cure Palliative Pediatriche

L assistenza garantita dal medico di famiglia: tutte le novità per il prossimo triennio

Il ruolo del Medico di Medicina Generale nella promozione dell'attività fisica

Paziente MMG Pneumologo Infermiere Fisioterapista Distretto

Accesso ai farmaci innovativi e controllo della spesa a livello regionale

Modalità di Gestione nelle Cure Primarie

SERVIZIO PSICHIATRICO DI DIAGNOSI E CURA DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE E DIPENDENZE PATOLOGICHE

DISTRETTO SOCIO SANITARIO - U.O.S.D. RETE ASSISTENZIALE OSPEDALE DI COMUNITA - RELAZIONE ATTIVITA ANNO 2013

AZIENDA PROVINCIALE PER I SERVIZI SANITARI

Migliorare la gestione del paziente con BPCO in Medicina Generale.

Governo clinico e sviluppo organizzativo delle cure. primarie. Drssa Silvia Lopiccoli Direttore Dipartimento Cure Primarie

DISPOSIZIONI IN MATERIA DI PREVENZIONE, DIAGNOSI PRECOCE E CURA DEL DIABETE MELLITO

9 a Conferenza Nazionale GIMBE Evidenze e innovazioni per la Sostenibilità della Sanità Pubblica

L ORGANIZZAZIONE DEL TERRITORIO

DESTINATARI DELL INIZIATIVA: MEDICO CHIRURGO INFERMIERE

La Cartella Infermieristica. Laura Peresi Infermiera Pediatrica, Pronto Soccorso DEA Ist. G.Gaslini, Genova

PROCEDURA AZIENDALE REV. 0 Pag. 1 / 8. Rev. Data Causale Approvazione 0 Agosto 2011 Prima emissione Comitato per il Rischio

Le cure domiciliari nella programmazione nazionale. Carola Magni Ministero della Salute

Transcript:

V GIORNATA MONDIALE BPCO DR.SSA MARIELLA MARTINI Direttore Generale Azienda Sanitaria Locale Reggio Emilia 1

Provincia di Reggio Emilia 486.961 Abitanti Azienda USL di Reggio Emilia 6 Distretti 3776 Dipendenti 349 Medici di famiglia 71 Pediatri di famiglia 2.850 pazienti in ADI 2.040 persone fruitrici di Assegno di Cura 403 posti convenzionati di CentroDiurno 1.542 PL convenzionati di Casa protetta 193 PL convenzionati di RSA 5 Ospedali (817 posti letto) 650 mil. Bilancio 34 mil. per servizi socio-sanitari forniti da terzi 2

L AUSL di Reggio Emilia sta affrontando il problema della BPCO come fase di un percorso di cura per pazienti affetti da Insufficienza Respiratoria che individua le Best Practices dalla fase di Promozione della Salute (counselling sugli adeguati stili di vita, ambulatori per il fumo, ecc.) a quella di diagnosi precoce, stadiazione, follow-up up,, fino alla fase terminale dei pz. in ventiloterapia. Momento fondamentale del percorso è la gestione integrata tra MMG e specialisti 3

IL PERCORSO ASSISTENZIALE COME METODO PER FOCALIZZARE IL LAVORO SUL PAZIENTE E SUI SUOI BISOGNI GLOBALI E PER MISURARE I RISULTATI Territorio Territorio Ospedale Processo assistenziale (il percorso del cittadino all interno dell Azienda) Aspettative dell utente Selezione Servizio 2 Ingresso Primo contatto Divisione 1 Prima risposta Intervento Revisione Esperienza dell utente Divisione 3 Chiusura Follow-up Risultato per l utente Territorio Processo assistenziale (il percorso del cittadino all interno dell Azienda) Aspettative dell utente Selezione Servizio 2 Ingresso Primo contatto Divisione 1 Prima risposta Intervento Revisione Esperienza dell utente Divisione 3 Chiusura Follow-up Risultato per l utente Risultati parziali Risultati parziali Risultati parziali Risultati parziali Risultati parziali Risultati parziali 4

OBIETTIVO: SVILUPPARE UN IMPIANTO DI GOVERNO CLINICO basato su. - EVIDENZE - CENTRALITA DEL PAZIENTE, CONTINUITÀ DELLE CURE - DOMICILIARITA - QUALITA E APPROPRIATEZZA - OTTIMIZZAZIONE DELLE RISORSE - MISURABILITA DEI RISULTATI 5

Setting idoneo al reclutamento della BPCO è l ambulatorio dei MMG. Prevalentemente uomini di età intorno ai 70 anni con storia di abitudine tabagica importante Con episodi di riacutizzazioni flogistiche respiratorie Spesso portatori di diverse patologie (apparato cardiovascolare, locomotore, digerente) Assidui frequentatori dell ambulatorio di solito più preoccupati dei disturbi a carico dell apparato locomotore o digerente 6

DIAGNOSI La maggior parte dei pazienti con sintomi quali tosse e catarro (allo stadio zero) non consultano il medico o tendono a nascondere la sintomatologia. Questo spiega la notevole differenza della prevalenza di BPCO se ricercata attivamente con questionari rispetto a quella rilevata normalmente dal MMG (16% vs 5% in uno studio condotto a Pisa) Nel 2020 si prevede che la BPCO rappresenterà la terza causa di morte nel mondo 7

Il pz. individuato spesso occasionalmente, viene avviato alle fasi successive del percorso che si sviluppano nell ambulatorio pneumologico (diagnosi-stadiazione, impostazione follow-up up) ) per rientrare nell ambito della medicina generale per la gestione del follow-up a lungo termine. 8

SINTOMI/PRESENZA PROBLEMA DIAGNOSI E STRATIFICAZIONE COMUNICAZIONE DIAGNOSI DEFINIZIONE PROGRAMMA PERSONALIZZATO E CONDIVISIONE PATTO TERAPEUTICO FOLLOW UP 9

Strumento di collegamento specialista/mmg è la SCHEDA DI FOLLOW- UP consegnata al pz. al momento dell inserimento nel percorso e compilata da tutti gli attori. 10

EDUCAZIONE TERAPEUTICA empowerment una rivoluzione prevedibile Aspetto fondamentale del percorso è l educazione terapeutica del pz. fino alla condivisione del patto terapeutico. Setting deve essere sia l ambulatorio del MMG che l ambulatorio specialistico e, nelle fasi avanzate, il domicilio. Ruolo importante giocano gli infermieri, sia dell ambulatorio specialistico che dell ambulatorio del MMG che si occupano di: Counselling Compliance Terapeutica Raccordo tra specialista, MMG e paziente 11

Obiettivi della gestione integrata della BPCO 2. 1. Controllo dell evoluzione evoluzione Diagnosi precoce- della malattia Corretta stadiazione 2. Riduzione dei ricoveri Appropriatezza 3. Mantenimento della massima 3. 4. Appropriatezza terapeutica autonomia possibile del paziente Self-care 4. Valorizzazione delle professioni Integrazione delle 5. professioni 5. Ottimizzazione e controllo Ottimizzazione dell utilizzo delle risorse dell organizzazione 12

Strumenti di supporto alla gestione integrata Informatizzazione della cartella clinica specialistica e sua integrazione con quella del MMG attraverso il Progetto SOLE (attiva nel 2007) Protocolli condivisi per la diagnosi e la terapia Formazione integrata degli operatori Procedure aziendali per la prescrizione di ossigeno e ventilatori e loro monitoraggio Aggiudicazione di gara di appalto per il trattamento domiciliare delle patologie polmonari croniche 13

Caratteristiche del SERVICE per il trattamento domiciliare delle patologie polmonari croniche Consegna del materiale necessario per il trattamento domiciliare delle patologie polmonari croniche entro 24 H dall ordine al domicilio del paziente o località climatica di soggiorno nel territorio nazionale e fino al locale dove è prevista l installazione; installazione nel pieno rispetto della vigente normativa; consegna della documentazione annessa con particolare riguardo a istruzioni d uso in italiano consegna del numero verde per attivare la manutenzione correttiva (a guasto); 14

formazione e informazione dell utente con particolare riguardo alle corrette procedure di utilizzo e ai rischi specifici; formazione e informazione dell utente circa i provvedimenti da adottare in caso di guasto, malfunzionamento e manovre da eseguire in caso di emergenza; 15

OGGETTI del SERVICE: Ossigeno: liquido, gassoso, concentratori Ventilatori polmonari (cpap( cpap, bilevel, pressovolumetrici, volumetrici, multifunzione,, a pressione negativa) Broncoaspiratori Aerosol Pulsossimetri Apparecchi per il monitoraggio della funzione cardiorespiratoria durante il sonno Materiali di consumo Sistema di telemedicina finalizzato al monitoraggio ed alla gestione a distanza del paziente totalmente dipendente dal ventilatore. 16

PROCEDURE per uniformare il percorso di prescrizione della ossigeno e ventiloterapia: Individuazione per ogni distretto di almeno un PRESCRITTORE che: Valuta l appropriatezza delle richieste di ossigeno e ventiloterapia; individua la fonte di ossigeno più idonea tenendo conto del rapporto costo/beneficio. Trasforma la richiesta in prescrizione e la trasmette all ufficio farmaceutico. Mantiene i contatti con la ditta fornitrice Collabora con il MMG al follow up, con possibilità di intervento domiciliare limitatamente ai casi ad alta complessità e difficoltà di trasporto. 17

Tutte le fasi, dalla prescrizione alla fornitura, avvengono automaticamente, senza che il paziente o i familiari siano obbligati a recarsi personalmente presso gli uffici farmaceutici preposti. 18

Alcuni dati AUSL RE Tipologia al 31/12/05 al 30/06/06 Pz. con ossigeno liquido 404 447 Pz. con concentratore 163 202 Pz. con ossigeno gassoso 25 61 Totali in ossigeno 592 710 Pz. in ventiloterapia 210 256 L appropriatezza nell uso della fonte di ossigeno permette di avere oltre un terzo dei pazienti con concentratore, con notevole contenimento dei costi: Ossigeno liquido 220 euro/paziente/mese Concentratore 100 euro/paziente/mese 19

COSTI Ossigenoterapia domiciliare Ventiloterapia domiciliare anno 2005 al 30/06/06 1.089.893 654.667 512.407 251.998 Nonostante l aumento dei costi unitari e l aumento del numero dei pazienti in ossigeno e ventiloterapia si è riusciti a mantenere i costi. 20

Ricoveri per insufficienza respiratoria cronica (Diagnosi principale ICD 9 CM 1997 491.20-491.21-518.81 negli ospedali pubblici e privati della Provincia anni 2000-2001 - 2002-2003 - 2004 Conteggio delle "teste" (codice fiscale) per anno di dimissione ANNO 2000 2001 2002 2003 2004 Totale ricoveri nel periodo ricoveri complessivi 984 1.045 1.230 1.405 1.558 6.222 N. pazienti con ricovero nel periodo 811 864 1.016 1.194 1.265 4.246 incremento % rilevato nei pazienti ricoverati rispetto all'anno indice (2000) 100,00% 106,54% 125,28% 147,23% 155,98% incremento % rilevato nei pazienti ricoverati rispetto all'anno precedente 6,54% 17,59% 17,52% 5,95% 21

I ricoveri complessivi sono aumentati I rericoveri incidono per 1/5 dei ricoveri totali Sono diminuiti i ricoveri per BPCO senza IRC (ICD9 491.20) compresi quelli dovuti a riacutizzazioni (da 712 nel 2001 a 535 nel 2004) Sono aumentati i ricoveri per BPCO con IRC (ICD9 518.81) 22

CONCLUSIONI la maggior parte dei costi che il SSN affronta per la BPCO è costituita da quelli ospedalieri (soprattutto dovuti a riacutizzazioni). è dunque conveniente puntare su una strategia di riduzione delle riacutizzazioni con il miglioramento della diagnostica e delle terapie notevole è anche il costo dell ossigenoterapia, dovuto soprattutto al fatto che in Italia l uso del concentratore è molto limitato. La gestione integrata della BPCO e la definizione delle competenze e responsabilità dei vari professionisti nel percorso sta ottimizzando l utilizzo delle risorse: Maggior appropriatezza nei ricoveri Uso più adeguato delle fonti di ossigeno 23

GRAZIE PER L ATTENZIONE 24