APPENDICE A: Tipologia delle opere



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APPENDICE A: Tipologia delle opere Le opere di difesa dall azione del mare possono suddividersi in due tipologie: opere di difesa passiva e attiva. Le prime assicurano la protezione dall impatto diretto dei moti ondosi, le seconde danno luogo a un interferenza più o meno localizzata con il litorale. Le difese possono ancora suddividersi in: rigide, morbide e miste, in relazione alla deformabilità offerta all azione del mare, e in: continue, discontinue, permeabili e impermeabili, in relazione alle caratteristiche geometriche e funzionali. A seconda delle caratteristiche costruttive, le opere di difesa della costa più comunemente utilizzate possono essere classificate in: a) Difese aderenti Le difese aderenti sono opere passive posizionate a terra per la protezione di costruzioni (abitazioni, strade e ferrovie lungomare) presenti in prossimità della linea di riva o per difendere l entroterra da inondazioni marine conseguenti a mareggiate. Un limite delle strutture aderenti è quello di proteggere solo il territorio a esse retrostante, inoltre i fenomeni erosivi della spiaggia antistante potranno essere incrementati dall azione di escavamento dell onda al piede della struttura e dalla maggiore agitazione prodotta dall onda riflessa. Infine, le difese aderenti possono innescare fenomeni erosivi nelle aree adiacenti, specialmente sottoflutto. b) Pennelli I pennelli sono strutture attive trasversali radicate a terra ed estese nel mare e vengono realizzati sia come opere singole che in serie. Essi hanno lo scopo di arrestare in parte o completamente il trasporto litoraneo inducendo la formazione di un accumulo di sedimenti nell area di sopraflutto. In presenza di spiaggia sottoflutto è necessario provvedere al versamento di un quantitativo di materiale pari a quello che può essere trattenuto dal pennello o dalla serie di pennelli per evitare fenomeni erosivi a valle dell intervento. I pennelli sono adottati come opere di difesa quando il settore è interessato da predominante trasporto longitudinale. Nella progettazione di questi interventi particolare attenzione deve essere posta per evitare effetti negativi indotti dalla possibile riduzione del trasporto lungo riva nelle aree di sottoflutto. c) Difese parallele distaccate da riva Le difese parallele distaccate da riva sono strutture attive costruite a una certa distanza dalla linea di costa, ad asse principale parallelo o poco inclinato, separate tra loro da varchi per consentire il ricambio dell acqua nella zona protetta. Tali strutture possono essere realizzate emergenti o sommerse (soffolte). Nel caso delle strutture emerse, la funzione è quella di provocare una dissipazione dell energia delle onde frangenti su di esse, creando sul lato a terra una zona di bassa agitazione ( zona d ombra ) dove sono favoriti i processi di accumulo dei sedimenti con conseguente aumento della superficie di spiaggia. Nel caso di scogliere sommerse con cresta molto larga, l energia dei moti ondosi incidenti viene ridotta per frangimento sulla struttura mentre nel caso di sommerse a cresta stretta collocate in prossimità della profondità di chiusura l effetto di ampliamento della spiaggia emersa è legato alla modifica dell equilibrio trasversale tra i moti ondosi incidenti e la granulometria del materiale superficiale del fondo marino. Agli effetti positivi conseguenti alla realizzazione delle scogliere si contrappongono le influenze negative sulla dinamica dei sedimenti nelle aree sottoflutto adiacenti e, come per i pennelli, è necessario versare quantitativi di materiale di ripascimento almeno pari a quelli trattenuti dalle opere per scongiurare efferti negativi a valle. d) Ripascimento artificiale Il ripascimento artificiale consiste nel versamento di materiale inerte estratto da cave a terra, lungo la costa e al largo trasportato con mezzi meccanici sia da terra (autocarri) sia da da mare (mezzi marittimi o con impianti per il trasporto idraulico della sabbia). I

Il ripascimento artificiale rientra nella categoria degli interventi attivi di tipo morbido e presenta il notevole vantaggio di non provocare, a differenza degli altri tipi di difesa, sfavorevoli ripercussioni sul regime dei litorali adiacenti. Una più ampia diffusione di tale tipo di intervento per la protezione e il recupero delle spiagge è limitata purtroppo dalla carenza di cave di materiale idoneo e dalla necessità di periodici interventi di manutenzione e ricarica. Per l elenco completo delle opere di difesa delle coste e per poter definire al meglio la tipologia di intervento da attuare, si rimanda alle Istruzioni tecniche per la progettazione e la esecuzione di opere di protezione delle coste in erosione emanate dal Consiglio Superiore dei LL.PP. III sez. il 28/6/1991. Oltre ai sistemi tradizionali di difesa delle coste è possibile prevedere anche l utilizzazione di soluzioni progettuali diverse e di tipo innovativo rispetto a quelle precedentemente illustrate. E evidente che tali ultime soluzioni potranno essere prese in considerazione solo a fronte di una documentata affidabilità del sistema proposto, su base sperimentale e prototipale e in presenza di una sensibile riduzione dei fattori di impatto ambientale e dei costi di gestione propri delle soluzioni tradizionali. In sintesi, la scelta della tipologia di intervento deve essere svolta a partire dalla morfologia del tratto in esame, dalle caratteristiche dei moti ondosi incidenti e dalla finalità dell intervento. L ipotesi del non intervento - opzione zero - dovrà sempre essere presa in considerazione al fine di valutare la necessità e l efficacia dell intervento proposto. Riassumendo quanto sopra elencato, nel seguito si esaminano le funzionalità di diverse tipologie di intervento basate sulle opere in precedenza indicate, al fine di indirizzare la selezione verso il raggiungimento della massima efficienza. Le tipologie considerate sono di tipo elementare e, combinando più tipologie, è possibile sovrapporne gli effetti e, in taluni casi, contrastarne gli impatti negativi. A) Ripascimento C1) Pennelli semi sommersi B1) Scogliera sommersa C2) Pennelli corti emersi B2) Scogliera foranea emersa C3) Pennelli lunghi emersi B3) Isole foranee sommerse D1) Celle con pennelli a T semi sommersi B4) Isole foranee emerse D2) Celle con pennelli a T emersi Per ciascuna soluzione si devono considerare i seguenti aspetti: meccanismo di protezione del litorale; elementi che condizionano l efficienza delle tipologie considerate; effetti dovuti alla realizzazione degli interventi secondo le tipologie considerate. Nelle tre tabelle seguenti sono sintetizzate analisi e valutazioni relative a ciascun aspetto. II

Meccanismo di protezione del litorale L individuazione del meccanismo che realizza la protezione del litorale è rilevante per effettuare le successive valutazioni sugli elementi che condizionano l efficienza dell intervento e, inoltre, permette di considerare come soluzioni alternative quelle basate sul medesimo principio. MECCANISMO DI PROTEZIONE DEL LITORALE delle onde incidenti per frangimento Diretto x o x Indotto o o o Apporto positivo x Trasversale x o o o Ampliamento della spiaggia dell asporto Longitudinale alla spiaggia Spiaggia emersa Spiaggia sommersa caratterizzata dalla maggiore azione ondosa x x x x x x Intera spiaggia o x x Meccanismo primario o Meccanismo secondario III

Elementi che condizionano l efficienza della tipologia di intervento L efficienza di ciascuna delle dieci tipologie considerate è condizionata da elementi che caratterizzano il litorale. Nella successiva tabella sono attribuiti dei più e dei meno a quegli elementi che rendono la tipologia considerata più o meno efficiente al fine di ricostituire una spiaggia emersa. Gli elementi che sono stati considerati sono i seguenti: entità del trasporto solido longitudinale (per la difficoltà di quantificare su base teorica l entità del trasporto solido sono stati considerati due livelli: il superiore corrisponde a un trasporto solido longitudinale che determina fenomeni erosivi visibili e vistosi in un arco temporale di un anno; l inferiore in un arco temporale compreso tra 5 e 10 anni); inclinazione della risultante dell energia dei moti ondosi rispetto alla normale alla linea di costa con soglia tra il valore superiore e inferiore intorno ai 7 ; elevate variazioni del livello del mare corrispondenti a oscillazioni normalmente superiori a 1 m e valori estremi superiori a 2 m; mantenimento continuo dell intervento con attività di monitoraggio annuale e un intervento di mantenimento ogni 3-5 anni. ELEMENTI CHE CONDIZIONANO L EFFICIENZA DELLE TIPOLOGIE CONSIDERATE Entità del trasporto solido longitudinale Inclinazione della risultante energetica dei moti ondosi rispetto alla normale alla costa Alta - - - - - - Bassa + + ++ Alta - - - - - + - - - Bassa ++ ++ + ++ ++ Elevate variazioni del livello del mare - - - - Mantenimento continuo dell intervento + + Debolmente condizionata positivamente ++ Fortemente condizionata positivamente - Debolmente condizionata negativamente -- Fortemente condizionata negativamente IV

Effetti indotti dall intervento Per valutare la migliore tipologia da selezionare per la ricostituzione del litorale è necessario considerare, oltre alla efficienza della protezione, gli effetti indotti dall intervento. Per ciascuna tipologia considerata sono qualitativamente indicati gli effetti sulle strutture poste a tergo della battigia, gli effetti sul litorale, la visibilità delle opere e gli effetti sulla fauna e flora marina. EFFETTI DOVUTI ALLA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI SECONDO LE TIPOLOGIE CONSIDERATE Su strutture poste a tergo della battigia Protezione diretta Protezione indiretta Elevata X X X X Bassa X X X Elevata Bassa X X X X X Diretto X Accrescimento Indiretto X X X X X X X X X Sul litorale Interruzione del Totale X X X X trasporto solido longitudinale Parziale X X X X X Elevata X X X X Visibilità delle opere Bassa X X X Pesci Aumento della della X X X X X X Sulla fauna e flora marina Benthos e alghe Aumento della temporanea della X definitiva della AppendiceA-Linee Guida Coste-Finale-MRC V