Comunicare prima di parlare
Abilità preverbali Nel corso del primo anno di vita il bambino: - Impara a interagire con gli adulti (attenzione condivisa) - Impara a comunicare intenzionalmente con gesti e suoni, attivando e/o modificando il comportamento dell interlocutore - Si sintonizza sui suoni della sua lingua - Esercita i propri organi fonoarticolatori - Sviluppa la capacità di usare simboli
L emergere della comunicazione Imitazione: copiare caratteristiche del movimento corporeo di un modello Fin dalle prime ore di vita il neonato si dimostra in grado di imitare in maniera selettiva e differenziata.
A 6 settimane sono in grado di correggere le risposte imitative per avvicinarsi il più possibile al modello (periodo delle reazioni circolari; spettacoli interessanti Piaget).
Tra i 2 e i 3 mesi l interazione faccia a faccia con l adulto si arricchisce, con sguardi reciproci, sorrisi, vocalizzi - Intersoggettività - Protoconversazioni - Pseudodialoghi
Tra i 3 e i 9 mesi l interazione prende la forma di routine di azione condivisa: la regolarità degli scambi iniziali si trasforma in un attività coordinata, caratterizzata da ruoli e azioni convenzionali Interazione diadica madre-bambino o oggetto-bambino
Tra gli 8 e i 12 mesi si sviluppa la condivisione dell attenzione su un oggetto con un altra persona (interazione triadica). Prima differenziazione tra mezzi e scopi.
La comunicazione non verbale Fin dalla nascita il neonato esibisce un limitato repertorio di comportamenti: sorriso endogeno, smorfie, tendersi verso oggetti o allontanarsi dagli oggetti) Verso le 5-6 settimane il sorriso (esogeno) viene facilmente provocato da stimoli esterni (in particolare la voce materna) Il sorriso diventa sociale verso i 2-3 mesi, in risposta al riconoscimento, ad esempio, di un familiare
Le comunicazione nel primo anno Tipo di comunicazione Descrizione Esempi Preintenzionale (0-8 mesi) Movimenti e suoni senza intenzioni comunicative Cercare di afferrare un oggetto senza guardare la madre Intenzionale (8-12 mesi) Movimenti e suoni con intenzioni comunicative (solo richieste e dichiarazioni) Indicare un oggetto guardando il padre ed emettendo dei suoni
Gesti comunicativi Performativi o deittici Esprimono un intenzione comunicativa e si riferiscono ad un oggetto-evento che si può individuare osservando il contesto (es.: stendere il braccio con la mano aperta e il palmo in su o in giù; aprire e chiudere ritmicamente il palmo della mano; indicare) Utilizzati per: Chiedere l intervento o l aiuto dell adulto Attirare l attenzione e condividere con l adulto l interesse per un evento esterno RICHIESTA DICHIARAZIONE
Referenziali o rappresentativi Esprimono un intenzione comunicativa e rappresentano un referente specifico; il loro significato non varia sulla base del contesto. (es.: agitare le mani per significare uccello ; aprire e chiudere la mano per ciao ; scuotere la testa per no ) Relazione tra repertorio gestuale e vocale nello sviluppo Periodo in cui il bambino usa gesti referenziali Comparsa delle prime parole Periodo in cui il vocabolario raggiunge le 50 parole Diminuzione dell uso di gesti referenziali
Le capacità uditive nel periodo pre- e neo-natale
Il feto percepisce i suoni? Verso il 6-7 mese di gestazione il feto è sensibile ai suoni Questi vengono percepiti in maniera attenuata (come quando si è immersi nell acqua) Non possono essere distinte le parole, ma le caratteristiche prosodiche, come melodia e ritmo
Suoni a bassa frequenza (flusso sanguigno e battito cardiaco materno) sincronizzazione Suoni ad alta frequenza provenienti dall esterno familiarizzazione
Studi Studi sulla decelerazione della frequenza cardiaca I neonati decrementano la frequenza del battito cardiaco quando sentono qualcosa di interessante Avviene anche nel feto?
Riconoscimento Della voce materna Vs. sconosciuta - Ciao piccolo! Come stai oggi? Di sillabe diverse - Babi Vs. Biba Di musica conosciuta Vs. sconosciuta (>29w) Di letture conosciute Vs. sconosciute (>33w)
A cosa serve? La sensibilità a certe caratteristiche acustiche predispone ad una migliore acquisizione L eccessiva stimolazione causa la chiusura dei canali comunicativi Dal punto di vista evolutivo, la capacità di riconoscere il verso della propria specie comporta un aumento delle difese e della socializzazione (vedi anatroccoli, criceti, ecc).
E dopo la nascita? Le esperienze prenatali vengono ricordate dal neonato? Il neonato risulta essere competente : - Imitazione - Preferenza per i volti umani - Elaborazione delle voci
Altre tecniche di indagine I metodi per scoprire quali siano le competenze percettive presenti alla nascita e nei primi mesi di vita si basano in massima parte su due paradigmi sperimentali: - head turn paradigm: prevede la misurazione dei tempi e della frequenza della rotazione del capo verso la direzione da cui proviene un determinato suono
- High-amplitude sucking: si basa sulla predisposizione presente negli esseri umani alla nascita ad essere sottoposti a stimolazioni percettive di varia natura. Se il neonato che succhia vigorosamente una tettarella, viene ricompensato in questa attività dalla comparsa di un immagine o di un suono, continuerà a succhiare finché lo stimolo (acustico o visivo) sarà diventato così familiare da non costituire più una stimolazione gradita.
- Quando, a seguito del decremento nell attività di suzione del bambino (la cosiddetta fase di abituazione ), lo sperimentatore presenterà un nuovo stimolo, che differisce dal precedente per dei parametri sperimentalmente controllati, sarà in grado di inferire, dalla ripresa o meno dell attività di suzione, se il bambino è stato in grado o no di riconoscere la novità dello stimolo, cioè di distinguerlo dal precedente.
Riconoscimento voce materna Già a 27 ore dalla nascita il neonato discrimina la voce materna Vs. estranea Esperimento: Pat-pat voce madre Pst-pst voce estranea Riconoscere la voce della madre è un vantaggio NON una obbligatorietà
Fonemi I neonati si dimostrano in grado di discriminare tra fonemi acusticamente simili ma percettivamente diversi: pa/ta La percezione neonatale è quindi categoriale
Neonati di pochi giorni di vita, a differenza degli adulti, sono in grado di discriminare quasi tutti i contrasti fonetici presenti nelle lingue umane, ad esempio distinguendo tra sillabe che variano per - luogo di articolazione (pa-ta) - modo di produzione (pa-ma) - ordine dei foni (pat-tap).
Tale capacità diminuisce sensibilmente verso gli 8 mesi e scompare quasi del tutto verso la fine del primo anno di vita. L iniziale sensibilità alle discriminazioni fonetiche in seguito si indirizzava verso la specifica fonologia della lingua madre nel periodo in cui i bambini cominciavano a produrre essi stesse le prime forme di linguaggio.
La sensibilità verso i contrasti fonetici utilizzati nella lingua madre si sviluppa solo verso la fine del primo anno di vita, MA i bambini sono in grado abbastanza precocemente di riconoscere altre caratteristiche che differenziano la lingua del loro ambiente da altre lingue.
La discriminazione avviene anche quando le frasi sono filtrate in modo tale che vengano percepite solo le basse frequenze. Questo impediva il riconoscimento degli aspetti fonetici, lasciando inalterate le informazioni prosodiche.
Quali stimoli sono in grado di attrarre il neonato? Stimoli nuovi Stimoli complessi Stimoli strutturati Stimoli grandi Attenzione selettiva per Contorni Stimoli in movimento Stimoli curvilinei
Preferenza per il volto umano Il neonato mostra precocemente una netta preferenza per il volto umano. Tale fenomeno sembra Innato Adattivo nel senso che favorisce il legame di attaccamento e le relazioni primarie
Sviluppo della percezione del volto La conoscenza del volto procede gradualmente e si articola in: Percezione del volto abilità di individuare gli aspetti salienti e comuni ad altre forme Riconoscimento del volto abilità di discriminare le diverse configurazioni facciali
Perché il volto attrae il bambino? Complessità e varietà Simmetria Caratteristiche del volto che attraggano il bambino Regolarità nella struttura schematica Nitidezza dei contorni Movimento
Caratteristiche del riconoscimento del volto IL BAMBINO mostra una precoce preferenza per il volto materno, basata sulla percezione interdipendente di dettagli interni ed esterni, facilitata dalla presentazione del volto completo è capace di discriminare precocemente differenti pattern facciali che esprimono diverse emozioni preferisce i visi attraenti, considerati più prototipici della rappresentazione costruita sulla base dell esperienza
I neonati già preferiscono uno stimolo al bianco e uno stimolo tipo-faccia allo stimoli con le caratteristiche mescolate.
Lo sviluppo vocalico
Il tratto vocale di un neonato è simile a quello di un primato adulto non umano La laringe è molto in alto La lingua è molto grande rispetto alla cavità orale Il canale orofaringeo è tale per cui l epiglottide e la velofaringe sono molto vicine (poca possibilità di espirazione se non con la bocca aperta)
A tre mesi sono avvenute delle modificazioni rilevanti nell apparato fono-articolatorio: - La laringe si è abbassata - L epiglottide si è allontanata dal palato permettendo la creazione di una cassa di risonanza - C è un maggiore controllo del ciclo respiratorio - La lingua, la mascella e le labbra acquistano una maggiore motilità
Stadio 1 Primi due mesi di vita Pianto prevalentemente sonori prevalentemente egressivi prevalentemente simili a vocali
Suoni di tipo vegetativo Grugniti e sospiri Associati con l assunzione di nutrimento Hanno caratteristiche diverse dai suoni di pianto
Stadio 2 suoni di benessere (2-4 mesi) Prodotte all inizio in forma di segmenti isolati Prodotte in situazioni di benessere, spesso con contatto fisico o visivo con la madre
Stadio 3 gioco vocale (4-7 mesi) Produzione di vocalizzazioni molto frequente dovuta a sviluppi di tipo anatomico, neurofisiologico e sociale Compaiono le prime consonanti Compare all'inizio come suono vegetativo Aumenta in frequenza nei primi 3 mesi di vita Diminuisce con la comparsa del babbling
Stadio 4 Lallazione canonica e reduplicata (7-12 mesi) Produzione di sillabe simili a quelle della lingua madre Più frequenti: Occlusiva (/p/, /b/, /t/, /d/, /k/, /g/) o nasale (/m/, /n/) più una vocale. Le sillabe ben presto vengono organizzate in sequenze ripetitive come /babababa/ o /dadada/. Compaiono anche però sequenze nelle quali le consonanti o le vocali sono sistematicamente variate (ad es. /ba ta da/), che diventano sempre più frequenti verso la fine del primo anno di vita.
Ci sono molti dati a sostegno di una sostanziale continuità tra comportamento vocale prelinguistico e prime parole Oller et al. (1976): le lallazioni e le prime parole condividono le stesse proprietà in termini di tipi di suoni e di forma delle sillabe Vihman (1993): Le consonanti che compaiono nelle prime lallazioni compaiono anche nelle prime parole Le caratteristiche melodiche dell ambiente linguistico sono rintracciabili nelle lallazioni
Le differenze individuali nella comunicazione prelinguistica producono differenze nello sviluppo del linguaggio? Se c è relazione, le differenze individuali nelle competenze prelinguistiche si dovrebbero riflettere in un più rapido o più lento ritmo di acquisizione del linguaggio Quantità di vocalizzazioni prodotte Numero di consonanti prodotte in maniera consistente durante la lallazione Livello medio di lallazione (analisi complessità)
Conclusioni Una maggiore competenza nel comportamento vocale prelinguistico sembra facilitare l apprendimento delle parole
La formazione delle parole Sviluppo fonologico Periodo linguistico (1-3 anni) - prime parole con frequente imitazione ma errori tipici - uso di parole e frasi (olofrasi) - Compaiono domande, risposte e saluti Ripetizione sillaba iniziale, omissione del resto cheché caffé Cancellazione sillabe non accentate nana banana Semplificazione della struttura sillabica tega strega Eliminazione di consonanti atto gatto Sostituzione di consonanti tole sole A tre anni la maggior parte dei bambini italiani padroneggia tutti i fonemi della nostra lingua
Lo sviluppo del lessico Attorno ai 12 mesi il bambino entra nella fase del lessico emergente - Protoparole (non corrispondono a parole dell adulto) - Prime parole: soprattutto sostantivi articoli, preposizioni e pronomi sono assenti molto legate a specifici contesti parte integrante delle azioni in corso Inizialmente sono molte più le parole capite di quelle prodotte
I significati delle prime parole Le prime parole dei bambini denotano un livello di categorizzazione di base (ad es. gatto prima di animale o siamese ) Nell uso che fa il bambino della parola ci può essere una sovraestensione (ad es. cane per tutti i quadrupedi) o una sottoestensione (ad es. cane solo per il proprio) del significato
Decontestualizzazione e referenzialità Quando le parole sono legate a contesti specifici e azioni in corso, non si può dire che il bambino le usi per riferirsi a categorie di oggetti e anche a oggetti non presenti. Quattro livelli di decontestualizzazione: Si usano le parole solo per accompagnare gli schemi d azione Le parole servono anche per anticipare o ricordare gli schemi Le parole possono designare gli schemi o persone che li utilizzano Le parole possono categorizzare nuove persone, oggetti o eventi Il bambino dice papà andando verso di lui Il bambino dice papà subito dopo averlo lasciato Il bambino chiama papà Il bambino dice papà indicando un uomo