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DOTTORI COMMERCIALISTI GIULIANO SACCARDI dottore commercialista 31100 TREVISO Via Indipendenza, 5 MONICA BERNA dottore commercialista Tel. +39.0422.544367 ENZO DALLA RIVA dottore commercialista Fax +39.0422.544368 www.studiosaccardi.com info@studiosaccardi.com C.F./P.IVA 03845630262 CRISTINA BONATO ETLEVA SPAHAJ CRISTINA CAMPAGNARO ALESSIA SIGNORI dottore commercialista dottore commercialista dottore in amministrazione, finanza e controllo dottore in amministrazione, finanza e controllo A TUTTI I CLIENTI Treviso, 19 febbraio 2016 LORO SEDI Circolare n. 2 LA DEDUCIBILITÀ DELLE PERDITE SU CREDITI Alla luce dell imminente chiusura dei bilanci, con la presente Vi riepiloghiamo la disciplina fiscale della deducibilità delle perdite su crediti sulla base dell attuale normativa, modificata a più riprese negli ultimi anni. PROCEDURE CONCORSUALI E ISTITUTI ASSIMILATI Le perdite su crediti sono automaticamente deducibili se il debitore è assoggettato alle seguenti procedure concorsuali ed istituti assimilati: - fallimento; - liquidazione coatta amministrativa; - concordato preventivo; - amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi; - accordo di ristrutturazione dei debiti omologato; - piano attestato di risanamento pubblicato nel Registro delle imprese. I requisiti di deducibilità si considerano integrati a partire dalla data della sentenza che dichiara il fallimento ovvero dalla data del provvedimento che ordina la liquidazione coatta amministrativa o dalla data del decreto che dispone la procedura di amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi. Per gli accordi di ristrutturazione dei debiti, il dies a quo è costituito dalla data di omologazione dell accordo medesimo e, nell ambito del piano attestato di risanamento, dalla pubblicazione nel Registro delle Imprese del piano stesso.

s e g u e p a g 2 In merito al periodo di competenza ai fini della deducibilità della perdita, il decreto internazionalizzazione, introducendo il nuovo comma 5-bis all art. 101 del Tuir, ha precisato che la deduzione della perdita su crediti è ammessa nel periodo di imputazione in bilancio, anche quando detta imputazione avvenga in un periodo di imposta successivo a quello in cui il debitore si considera assoggettato a procedura concorsuale o ad un istituto similare, sempreché l imputazione non avvenga in un periodo successivo a quello in cui, secondo la corretta applicazione dei principi contabili, si sarebbe dovuto procedere alla cancellazione del credito dal bilancio. Con riguardo alla quantificazione della perdita deducibile, la circolare n. 26/2013 dell Agenzia delle Entrate ha precisato che si ritiene applicabile il principio generale di derivazione da bilancio. Pertanto è deducibile una perdita su crediti di ammontare pari a quello imputato a conto economico, che corrisponde a quello stimato dal redattore di bilancio mediante un razionale e documentato processo di valutazione conforme ai criteri dettati dai principi contabili. In particolare, sono ritenuti idonei a dimostrare la congruità del valore stimato i documenti redatti o omologati da un organo della procedura, quali: - l inventario predisposto dal curatore; - il piano del concordato preventivo presentato ai creditori; - la situazione patrimoniale redatta dal commissario della liquidazione coatta amministrativa; - la relazione del commissario giudiziale nell amministrazione straordinaria; - le garanzie reali, personali o assicurative; - i documenti degli organi ufficialmente nominati all interno della procedura, per quanto riguarda i debitori esteri. Si aggiunge che, nell ambito degli accordi di ristrutturazione dei debiti, una questione ancora aperta attiene alla deducibilità automatica delle perdite su crediti da parte di quei creditori che non hanno aderito all accordo, in quanto devono essere soddisfatti per intero. Secondo autorevole dottrina la stipula dell accordo di ristrutturazione dei debiti concretizza un sintomo qualificato della difficoltà finanziaria del debitore, idoneo a configurare i requisiti di certezza e precisione, requisiti che devono però essere accertati sulla base della relazione asseverata dal professionista indipendente e dalle verifiche effettuate dal Tribunale in sede di omologa. Nell ambito dei piani di risanamento, l importo ammesso in deduzione è pari alla riduzione del debito concordata tra il debitore e i suoi creditori sulla base del piano stesso. Si evidenzia peraltro che l iscrizione del piano attestato di risanamento nel Registro Imprese costituisce una facoltà e non un obbligo. Pertanto il mancato esercizio di questa facoltà preclude l automatica deducibilità delle perdite su crediti, le quali sarebbero assoggettate alla più generica verifica della sussistenza degli elementi certi e precisi. Qualora in un esercizio successivo a quello in cui è stata rilevata una perdita su crediti nei confronti di un debitore assoggettato alle predette procedure intervengano nuovi elementi idonei a dimostrare che la stessa è maggiore di quella inizialmente rilevata e dedotta, anche l ulteriore perdita, purché rilevata in bilancio e corredata da idonea documentazione, assume rilievo fiscale.

s e g u e p a g 3 La disciplina di cui all art. 101, co. 5 del Tuir è stata estesa alle procedure estere equivalenti a quelle italiane, previste in Stati o territori con i quali esiste un adeguato scambio di informazioni. Continuano a non essere contemplati dalla normativa gli altri istituti assimilati alle procedure concorsuali, quali la composizione della crisi da sovraindebitamento del debitore non fallibile, la composizione della crisi da sovraindebitamento del consumatore, nonché la liquidazione del patrimonio. Alcuni autori, equiparando tali istituti al fallimento e al concordato preventivo, hanno convenuto per la deducibilità in ogni caso anche delle perdite su crediti vantati verso debitori sottoposti a queste procedure. L Amministrazione finanziaria non si è però espressa, pertanto per la verifica della loro deducibilità si ritiene prudenziale rifarsi ai principi generali di certezza e precisione sotto indicati. PERDITE CHE RISULTANO DA ELEMENTI CERTI E PRECISI Relativamente ai debitori non soggetti a procedure concorsuali o ad istituti similari, ai sensi dell art. 101, co. 5 del Tuir, le perdite su crediti sono deducibili in presenza di elementi certi e precisi idonei a dimostrare la definitività della perdita stessa e, pertanto, tali da escludere l eventualità che in futuro il creditore riesca a realizzare, in tutto o in parte, la partita creditoria. Gli elementi certi e precisi sussistono in ogni caso nelle seguenti ipotesi: 1. IL CREDITO È DI MODESTA ENTITÀ ED È DECORSO UN PERIODO DI SEI MESI DALLA SCADENZA DEL PAGAMENTO Il credito si considera di modesta entità quando è di importo non superiore ad Euro 5.000,00 per le imprese di più rilevante dimensione (imprese che conseguono un volume d affari o ricavi non inferiore ad Euro 100.000.000,00) e non superiore ad Euro 2.500,00 per le altre imprese. L importo del credito viene individuato: - considerando il valore nominale del credito e prescindendo da eventuali svalutazioni effettuate in sede contabile e fiscale. In ipotesi di acquisto del credito, occorre fare riferimento al corrispettivo riconosciuto; - assumendo il valore nominale del credito al netto degli importi incassati, in caso di riscossione parziale; - considerando anche l Iva, ma senza tener conto degli interessi di mora e altri oneri accessori poiché fiscalmente deducibili in maniera autonoma. Come chiarito dall Agenzia delle Entrate, la verifica del limite quantitativo deve essere effettuata in relazione al singolo credito corrispondente ad ogni obbligazione posta in essere dalle controparti, indipendentemente dalla circostanza che sussistano al termine del periodo d imposta più posizioni creditorie in relazione al medesimo debitore. Tuttavia, laddove il rapporto contrattuale contempli una pluralità di obbligazioni (come ad esempio un contratto di fornitura o di somministrazione), la modesta entità deve essere verificata prendendo a riferimento il saldo complessivo dei crediti scaduti da almeno sei mesi al termine del periodo d imposta riconducibile allo stesso debitore e al medesimo rapporto contrattuale.

s e g u e p a g 4 Per individuare la scadenza di pagamento del credito si deve guardare all effettiva scadenza qualora il contratto preveda una precisa data di pagamento. Se invece il credito è riconducibile a rapporti continuativi, rileva la data di messa in mora o di revoca del credito. Secondo autorevole dottrina la disciplina è applicabile anche ai crediti assistiti da garanzia reale o personale, atteso che la norma non fa alcun riferimento specifico. Diverso è il caso in cui il credito sia assistito da garanzia assicurativa. In questo caso infatti l Agenzia delle Entrate si è espressa per l inapplicabilità della disciplina in esame, evidenziando che l inadempimento del debitore non determina una perdita per il creditore, ma un credito nei confronti dell assicuratore. Si precisa peraltro che, laddove questi crediti non siano assicurati per il loro intero importo, la quota non assicurata deve essere confrontata con le soglie che definiscono la modesta entità. La deduzione della perdita è ammessa nel periodo di imputazione a bilancio, anche quando l imputazione avviene in un periodo d imposta successivo a quello in cui sussistono gli elementi certi e precisi, purché siano rispettati i principi contabili. Si riconosce pertanto che il termine di sei mesi dalla scadenza rappresenta il momento a partire dal quale la perdita può essere fiscalmente dedotta, considerando che la stessa diventa effettivamente deducibile solo nell esercizio in cui è imputata a conto economico eventualmente anche a titolo di svalutazione. 2. IL DIRITTO ALLA RISCOSSIONE È PRESCRITTO Sussistono gli elementi certi e precisi anche nell ipotesi di prescrizione del diritto alla riscossione del credito. In questo caso la deducibilità della perdita è automatica e trova applicazione a prescindere dall importo del credito prescritto. In merito, l Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 26/2013, ha aggiunto che resta salvo il potere dell Amministrazione di contestare che l inattività del creditore abbia corrisposto ad una effettiva volontà liberale. La prescrizione decorre dal giorno in cui il diritto può essere fatto valere e, quindi, dal momento in cui lo stesso è sorto. Ai sensi dell art. 2946 c.c., in genere i diritti si prescrivono decorsi 10 anni, salvo specifiche ipotesi in cui sono previsti termini più brevi. Di seguito Vi riportiamo i casi di maggior interesse per i titolari di reddito d impresa: - per i crediti derivanti da somministrazioni di beni e servizi da cui scaturiscono pagamenti periodici: 5 anni; - per i canoni e ogni pagamento periodico ad anno o in termini più brevi: 5 anni; - per le indennità spettanti per la cessazione del rapporto di lavoro: 5 anni; - per la provvigione del mediatore: 1 anno; - per i crediti derivanti da prestazioni di spedizione e trasporto (nel caso di trasporto che termina o inizia fuori Europa): 18 mesi;

s e g u e p a g 5 - per i crediti derivanti da prestazioni di spedizione e trasporto (altri casi): 1 anno; - per i premi assicurativi: 1 anno. Possono tuttavia avere luogo eventuali sospensioni o interruzioni della prescrizione che ne impediscono la maturazione. Si precisa che, mentre la sospensione della prescrizione implica che il termine di legge non continui a decorrere durante il periodo in cui persiste la causa di sospensione, l interruzione determina l inizio di un nuovo periodo di prescrizione, senza tener conto di quello maturato prima dell atto interruttivo. Ad esempio, costituisce causa di interruzione della prescrizione la messa in mora del debitore tramite intimazione o richiesta scritta. Secondo la dottrina l onere della prova della sussistenza di atti interruttivi incombe sull Amministrazione finanziaria se la perdita è dedotta nello stesso periodo di maturazione della prescrizione e sul contribuente se è invece dedotta in un periodo successivo (ad esempio, decorsi undici anni dalla scadenza del pagamento). La dottrina ritiene che la prescrizione cui fa riferimento l art. 101, co. 5 del Tuir è la sola prescrizione legale, dal momento che la prescrizione presuntiva è incompatibile con l ipotesi di deduzione della perdita, caratterizzata dal fatto che, trascorso un determinato periodo, il diritto si considera estinto per intervenuto pagamento. 3. I CREDITI SONO CANCELLATI DAL BILANCIO IN APPLICAZIONE DEI PRINCIPI CONTABILI L OIC 15 prevede la cancellazione del credito dal bilancio nell ipotesi di estinzione del credito o nel caso in cui questo venga ceduto in un operazione di cessione che trasferisca al cessionario tutti i rischi inerenti. In merito alla valutazione del trasferimento dei rischi, si rende necessario considerare le clausole contrattuali, come possono essere gli obblighi di riacquisto al verificarsi di determinati eventi, ovvero l esistenza di commissioni, franchigie e di penali legate al mancato pagamento. I casi che comportano la cancellazione dei crediti dal bilancio sono, ad esempio, il forfaiting, la datio in solutum, il conferimento o la vendita del credito, la cartolarizzazione con trasferimento sostanziale di tutti i rischi del credito. Configurano invece ipotesi in cui il credito deve essere mantenuto in bilancio, e che pertanto comportano l indeducibilità della perdita: il mandato all incasso, le cambiali girate all incasso, il pegno di crediti, la cessione a scopo di garanzia, lo sconto e le cessioni pro solvendo. Tra le fattispecie che consentono la deducibilità automatica della perdita rientra anche la transazione con il debitore con riduzione definitiva del debito, laddove sia motivata da una difficoltà finanziaria del debitore opportunamente documentata. Vi segnaliamo peraltro che l Agenzia delle Entrate, contrariamente a quanto indicato dall OIC 15, ha sostenuto che se la transazione ha tratto origine da una lite su una fornitura, il relativo onere non costituisce una perdita su crediti, ma una sopravvenienza passiva.

s e g u e p a g 6 Nel caso di rinuncia al credito, la perdita matura in un contesto di unilateralità e può rappresentare pertanto un atto di liberalità indeducibile ai fini fiscali, nonostante si verifichi l estinzione giuridica del credito nonché l esclusione di ogni futuro effetto economico-patrimoniale. L Agenzia delle Entrate in precedenza si è espressa per la deducibilità della perdita solo laddove la rinuncia risulti inerente all attività dell impresa e non appaia invece come una liberalità. In altri termini, l inerenza all attività può ritenersi verificata se sono dimostrate le ragioni di inconsistenza patrimoniale del debitore o di inopportunità delle azioni esecutive. In dottrina questo orientamento si ritiene tutt ora valido. Inoltre, si ritiene che, come affermato dalla Corte di Cassazione, la rinuncia del creditore a determinati crediti che sia finalizzata al mantenimento di buoni rapporti commerciali con i clienti debitori, genera una perdita deducibile. Tuttavia sul punto, non ci sono state pronunce da parte dell Amministrazione finanziaria. Vi ricordiamo peraltro che resta impregiudicato il potere dell Amministrazione finanziaria di disconoscere la deducibilità della perdita in presenza di un errata applicazione dei principi contabili o, comunque, di sindacare la congruità della perdita sotto il profilo dell elusività dell operazione (si pensi alle operazioni tra società appartenenti allo stesso gruppo). ****** Al di fuori dei casi sopra citati, gli elementi certi e precisi atti a dimostrare la definitività della perdita su crediti devono essere valutati caso per caso. Secondo l Agenzia delle Entrate la perdita su crediti può essere considerata definitiva in presenza di una situazione oggettiva di insolvenza non temporanea del debitore, riscontrabile qualora la situazione di illiquidità finanziaria e di incapienza patrimoniale è tale da escludere la possibilità di un futuro soddisfacimento della posizione creditoria. In tal senso, possono rientrare tra i documenti probatori: - il decreto accertante la fuga, la latitanza o l irreperibilità del debitore, etc.; - la denuncia di furto di identità da parte del debitore; - la persistente assenza del debitore; - la documentazione attestante l esito negativo di azioni esecutive attivate dal creditore (ad esempio, il verbale di pignoramento negativo, etc.); - la dimostrazione, sulla base di idonea documentazione ed a corredo di ripetuti tentativi di recupero senza esito, che il debitore si trova nell impossibilità di adempiere e che, pertanto, è sconsigliata l instaurazione di procedure esecutive. In questo caso assumono rilevanza le lettere di legali incaricati della riscossione del credito e le relazioni negative delle agenzie di recupero crediti. In presenza di crediti commerciali di modesto importo, è possibile la deduzione delle perdite su crediti a prescindere dalla ricerca di rigorose prove formali, in considerazione del fatto che la lieve entità del credito può sconsigliare di intraprendere azioni volte al recupero del credito stesso. L antieconomicità della prosecuzione nella riscossione si considera verificata qualora i costi per l attivazione della procedura siano pari o superiori all importo del credito da recuperare. Pertanto, in questi casi è sufficiente la semplice evidenza che il creditore si

s e g u e p a g 7 sia attivato per il recupero del credito, ad esempio avendo prova dell invio di raccomandate con ricevuta di ritorno mediante le quali è stato sollecitato il pagamento. Oltre alle ipotesi sopra contemplate, l Agenzia delle Entrate ha affermato che si considerano elementi certi e precisi, e pertanto idonei a consentire la deducibilità delle perdite su crediti, tutti gli eventi che determinano la perdita di qualsiasi diritto giuridico, patrimoniale ed economico sul credito. A titolo esemplificativo, questo si può verificare nell ipotesi di decesso del debitore in assenza di eredi o in ipotesi di rinuncia di quest ultimi all eredità. Le disposizioni in esame risultano applicabili anche nel caso di crediti vantati nei confronti di soggetti non residenti. A titolo esemplificativo, secondo l Amministrazione finanziaria è sufficiente per la deducibilità della perdita la dichiarazione di insolvenza emessa dalla SACE. ****** Lo studio rimane a disposizione per ogni chiarimento. Cordiali saluti. Saccardi & Associati