L assistenza al morente

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Transcript:

INTRODUZIONE ALLA SOSTITUZIONE IN ASSISTENZA PRIMARIA E CONTINUITA ASSISTENZIALE L assistenza al morente Maurizio Verducci 1 giugno 2013

La società moderna è contrassegnata dal rifiuto culturale della morte.

Attorno alla morte non c'è cultura, non ci sono più parole e simboli capaci di far vivere socialmente questo evento, che permettano di parlare della morte e insieme con il morente Norbert Elias sociologo (1897-1990) La solitudine del morente

Il contesto culturale che attualmente caratterizza il morire nel mondo occidentale è contrassegnato dallo zelo igienista, che impedisce di parlare della morte ed induce a porre i morenti dietro le quinte della vita sociale, per sottrarli alla vista dei vivi, e dalla volontà di dominio, applicazione al processo del morire della logica della programmazione e del dominio, tipica della mentalità tecnico-scientifica. Corrado Viafora Docente di Bioetica Università di Padova

La medicalizzazione delle fasi terminali della vita è uno degli aspetti di questa negazione, formalmente giustificata dal desiderio di garantire la migliore Corrado Viafora Docente di Bioetica Università di Padova assistenza possibile ma sostanzialmente dovuta alla volontà di sbarazzarsi di un peso psicologico ed emotivo, che l'uomo moderno non è più capace di sostenere.

"Oggi si muore con cuore e cervello innestato ai fili, che finiscono in uno strumento registratore. E la morte intubata. E il personale curante è ormai un équipe di meccanici impegnati a badare che la flebo sgoccioli e che l'ossigeno arrivi Ferdinando Camon scrittore (1996)

Considerando l'attuale contesto socio-culturale caratterizzato dall igienismo sociale" e dalla "privatizzazione del morire, la pratica delle Cure Palliative e il movimento Hospices si collocano in contrasto o in continuità con queste tendenze? Sono cioè risocializzazione o sequestro medicalizzante del morire? Corrado Viafora Per un etica dell accompagnamento, 1996

Art. 16 - Accanimento diagnostico-terapeutico Il medico, anche tenendo conto delle volontà del paziente laddove espresse, deve astenersi dall ostinazione in trattamenti diagnostici e terapeutici da cui non si possa fondatamente attendere un beneficio per la salute del malato e/o un miglioramento della qualità della vita. Art. 17 - Eutanasia Il medico, anche su richiesta del malato, non deve effettuare né favorire trattamenti finalizzati a provocarne la morte.

Art. 39 - Assistenza al malato a prognosi infausta In caso di malattie a prognosi sicuramente infausta o pervenute alla fase terminale, il medico deve improntare la sua opera ad atti e comportamenti idonei a risparmiare inutili sofferenze psichico-fisiche e fornendo al malato i trattamenti appropriati a tutela, per quanto possibile, della qualità di vita e della dignità della persona. In caso di compromissione dello stato di coscienza, il medico deve proseguire nella terapia di sostegno vitale finché ritenuta ragionevolmente utile evitando ogni forma di accanimento terapeutico.

Art. 53 - Rifiuto consapevole di nutrirsi Quando una persona rifiuta volontariamente di nutrirsi, il medico ha il dovere di informarla sulle gravi conseguenze che un digiuno protratto può comportare sulle sue condizioni di salute. Se la persona è consapevole delle possibili conseguenze della propria decisione, il medico non deve assumere iniziative costrittive né collaborare a manovre coattive di nutrizione artificiale nei confronti della medesima, pur continuando ad assisterla.

morte improvvisa verificare l identità del defunto escludere cause di morte violenta (in caso di dubbio avvisare l autorità giudiziaria ed attenderne l arrivo) redigere il certificato di accertamento di morte prestare assistenza ai congiunti

insufficienza d organo valutare la possibilità di un efficace terapia domiciliare verificare la opportunità/necessità dell invio in ospedale sondare la volontà del paziente in caso di rifiuto al ricovero, prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche (vedi appresso)

morti annunciate segni di morte prossima polso rapido e superficiale o aritmia calo progressivo della pressione arteriosa sudore freddo al viso ginocchia e cosce marezzate estremità fredde e cianotiche ottundimento dei sensi (ultimo a scomparire l udito!) sonnolenza con risvegli a tratti

morti annunciate segni di morte imminente anuria (escludere globo vescicale) ipersecrezione bronchiale, rantolo tracheale ( < 48 ore ) pause respiratorie sempre più frequenti e durature (< 8 ore) polsi periferici impercettibili (< 3 ore) iperpiressia (talvolta)

morti annunciate sondare (se possibile) la volontà del paziente o ricercare eventuali Dichiarazioni Anticipate di Trattamento mai dire non c è più nulla da fare ma facciamo tutto il possibile per evitare che possa soffrire prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche NO prelievi NO medicazioni NO cambi di postura (se dolorosi) NO farmaci per os (se difficile inghiottire) NO rilevazione della febbre NO misurazione della pressione NO determinazione della glicemia

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche sospendere l alimentazione non iniziare l idratazione (peggioramento di: dispnea, nausea, edemi e versamenti, ipersecrezione bronchiale e rantolo terminale) se presente, mantenere un accesso venoso per l eventuale sedazione terminale se necessaria la somministrazione di farmaci, preferire la via sottocutanea (posizionare un ago Butterfly o un Angioset)

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche trattare il DOLORE terapia con oppiacei transdermici in atto (insufficiente): aggiungere morfina cloridrato s.c. 1/18 della dose equivalente giornaliera ogni 4-6 ore terapia con oppiacei orali (efficace ma non più praticabile): sostituire con morfina cloridrato s.c. 1/12 della dose equivalente giornaliera ogni 4-6 ore

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche trattare il DELIRIO e l AGITAZIONE terapia con aloperidolo (Serenase f. 2 mg/2 ml) 1 mg s.c. ogni 4-6 ore se grave agitazione, aggiungere una benzodiazepina: diazepam (Valium f. 10 mg/2 ml) 10 mg e.v. o lorazepam (Tavor cp orosol. 2,5 mg) 5 mg sublinguale

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche trattare la DISPNEA morfina cloridrato 10 mg s.c. o aumento del 50% della dose già praticata eventualmente aggiungere una benzodiazepina La terapia con O2 ha un ruolo trascurabile e provoca fastidio al paziente: secchezza delle fauci e difficoltà a comunicare

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche trattare la NAUSEA e il VOMITO metoclopramide (Plasil f. 10 mg/2 ml) 10 mg s.c. (fino a 10 fiale/die) oppure aloperidolo (Serenase f. 2 mg/2 ml) 1 mg s.c. (fino a 4 volte al dì) oppure joscina butilbromuro (Buscopan f. 20 mg/1 ml) 20 mg s.c. ripetibile ogni 4 ore (se sono presenti sintomi ostruttivi o ipercloridria)

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche trattare l OSTRUZIONE INTESTINALE sospendere i procinetici joscina butilbromuro (Buscopan f. 20 mg/1 ml) 40 mg s.c./e.v. morfina cloridrato 30 mg s.c./e.v. (o il doppio della dose già in uso) aloperidolo (Serenase f. 2 mg/2 ml) 2 mg s.c./e.v. (nausea) Inutile il sondino naso-gastrico e l eventuale colostomia: quando l ostruzione è completa sarà causa di morte in 24 ore

morti annunciate prestare assistenza commisurata alle possibilità terapeutiche trattare l IPERSECREZIONE RESPIRATORIA joscina butilbromuro (Buscopan f. 20 mg/1 ml) 20 mg s.c. ripetibile ogni 4 ore (se possibile, meglio in infusione venosa continua) Utile, in via preventiva alla diagnosi di fase terminale, l applicazione di 1-2 cerotti di scopolamina sulla mastoide, cui va aggiunta la joscina alla comparsa del rantolo.

morti annunciate La SEDAZIONE PALLIATIVA La sedazione terminale è la riduzione intenzionale della vigilanza con mezzi farmacologici, fino alla perdita di coscienza, allo scopo di ridurre o abolire la percezione di un sintomo, altrimenti intollerabile per il paziente nonostante siano stati messi in opera i mezzi più adeguati per il suo controllo.

morti annunciate La SEDAZIONE PALLIATIVA Dolore refrattario Dispnea refrattaria Delirio refrattario Vomito incoercibile Emorragia massiva Occlusione intestinale Sofferenza insopportabile

morti annunciate La SEDAZIONE PALLIATIVA 20 mg morfina cloridrato s.c. più 50 mg clorpromazina i.m. nel deltoide (Largactil f. 50 mg/2 ml) più 50 mg prometazina i.m. nel deltoide (Farganesse f. 50 mg/2 ml)

morti annunciate La SEDAZIONE PALLIATIVA Non si tratta di eutanasia ma è comunque una scelta molto delicata. Sarebbe utile l assenso del morente o la disponibilità di una sua volontà scritta. In caso di incoscienza è indispensabile l assenso concorde dei familiari.

La constatazione della morte Dedicare attenzione all'intero corpo e verificare: assenza di respiro spontaneo; assenza di polsi periferici; assenza di battito cardiaco; assenza del riflesso corneale; assenza del riflesso fotomotore della pupilla; assenza del riflesso oculocefalico (cosiddetto fenomeno degli occhi di bambola); assenza di tono muscolare agli arti

Certificato di accertamento di morte (Regione UMBRIA)

Certificato di causa di morte (ISTAT)

Certificato di causa di morte (ISTAT)

Certificato di causa di morte (ISTAT)

Certificato di causa di morte (ISTAT)

Certificato di causa di morte (ISTAT)

Letture consigliate Robert Buckman La comunicazione della diagnosi in caso di malattie gravi Raffaello Cortina Ed., 2003-21,50 Giuliano Bono Il tempo di morire Il Pensiero Scientifico Ed., 2011-16,00