Opera realizzata da un paziente seguito dal Dipartimento di Salute Mentale Rapporto 2011 Salute Mentale Sintesi dei dati principali provinciali Chi ha un disagio mentale è una persona con i diritti e i doveri di tutti gli altri. Ha una malattia complessa, che investe aspetti biologici, psicologici e sociali. Non è pericoloso, inguaribile, imprevedibile, improduttivo, irresponsabile. È invece un potenziale interlocutore in grado di esprimersi e raccontarsi Tratto dalla Carta di Trieste
Rapporto 2011 Salute Mentale Sintesi dei dati principali In occasione della Giornata mondiale della salute mentale che si celebra il 10 ottobre e della presentazione della seconda edizione di MàT, il Dipartimento di Salute Mentale (DSM) dell Azienda Usl di Modena ha deciso di presentare alcuni risultati del Rapporto annuale sull attività dei propri servizi. Una scelta che parte prima di tutto dall idea, ma anche dall esigenza, di rendere conto a tutti coloro che hanno un interesse specifico (operatori e utenti) o generale (tutti i cittadini) dei risultati delle azioni intraprese. Un concetto che nel vocabolario linguistico di settore viene identificato con il termine inglese accountability : ovvero la valutazione delle performance dei servizi e delle attività come strumento per dare impulso all innovazione e al confronto. I dati Gli utenti Il numero di soggetti trattati presso gli otto Centri di Salute Mentale (CSM) presenti su territorio provinciale, nel periodo 2006/2011, mostra un incremento costante. Nel 2011 gli utenti che hanno avuto che sono entrati in contatto con i servizi di salute mentale sono stati oltre 11mila, con un aumento del 1,4% rispetto al 2010. In media, l 1,9% della popolazione residente, nel corso dell ultimo anno, ha avuto a che fare con i servizi offerti dai CSM. 2
Per quanto riguarda le distinzioni di età e sesso degli utenti al primo contatto, ovvero nella fase valutativa del percorso assistenziale, è significativo sottolineare che nel 2011 le donne hanno rappresentato il 58% del totale dei primi contatti. Anche rispetto al numero complessivo degli utenti già in carico la percentuale di presenze femminili è sempre leggermente più alta di quella maschile. Rispetto alle fasce d età più presenti all interno dei CSM, i soggetti tra i 18 e i 24 anni rappresentano circa il 5% del totale. La fascia d età più rappresentata è invece quella tra i 35 e i 44 anni di età, sia per gli uomini che per le donne. Tra gli utenti al primo contatto, invece, i giovani (18/24 anni) sono il 7,6% del totale; mentre i soggetti di 35/44 anni rappresentano la maggioranza relativa (22,8%). Appena sotto si trovano, a livello numerico, gli over 65enni (che rappresentano il 21,5% del totale). Utenza al primo contatto Genere Classe di età Femmine Maschi Totale <18 14 (0,6%) 12 (0,7%) 26 (0,6%) 18-24 anni 170 (7,0%) 150 (8,5%) 320 (7,6%) 25-34 anni 329 (13,6%) 289 (16,3%) 618 (14,7%) 35-44 anni 546 (22,5%) 414 (23,3%) 960 (22,8%) 45-54 anni 494 (20,4%) 355 (20,0%) 849 (20,2%) 55-64 anni 326 (13,4%) 199 (11,2%) 525 (12,5%) 65 anni e più 548 (22,6%) 356 (20,1%) 904 (21,5%) Totale 2.427 (100,0%) 1.775 (100,0%) 4.202 (100,0%) 3
Le diagnosi Nel corso dell anno scorso su 4.202 primi contatti con i servizi di salute mentale, la diagnosi più di frequente formulata è stata di nevrosi (46% dei casi). Al secondo posto per incidenza, con il 17% dei casi, è invece stata diagnosticata una psicosi. Seguono quindi per frequenza i disturbi di personalità con l 8,5% dei casi. Solo nell 1.8% dei casi si tratta di problemi legati alla dipendenza e all abuso di sostanze stupefacenti. Per quanto riguarda gli utenti già in carico alle strutture sanitarie e residenziali della provincia (quasi 9mila persone), il disturbo più frequente è quello di psicosi, evidenziato in circa 2 soggetti su 5. Per semplificare una più corretta comprensione di tali diagnosi, sono di seguito fornite alcune definizioni delle principali diagnosi prese in esame. Nevrosi: disturbo psichico che comporta un disagio per l individuo, senza alterare il suo contatto con la realtà. Sono compresi in questo gruppo di disturbi: la nevrosi da ansia generalizzata, le nevrosi fobiche, quelle ossessive, le nevrosi isteriche, le nevrosi attuali di angoscia e astenicoipocondriache o depressive, quelle legate a stress post-traumatico e le psiconevrosi. Psicosi: contraddistinta dalla perdita del contatto con la realtà e delle capacità di critica e giudizio, presenta disturbi pervasivi del pensiero, di forma e contenuto del pensiero (deliri), e disturbi della senso-percezione come allucinazioni uditive (voci), compromissione delle relazioni sociali. Disturbo di personalità: caratterizzato dalla presenza pervasiva permanente di tratti disadattanti che causano una condizione di disagio soggettivo sul piano personale, sociale, lavorativo e clinico. Se ne conoscono tre tipologie principali: il disturbo paranoide o schizoide, caratterizzato da comportamenti considerati strani e dalla tendenza all isolamento; il disturbo antisociale o border-line, caratterizzato da comportamenti emotivi o drammatici, oltre che da mancanza di empatia e altruismo e il disturbo evitante, dipendente, ossessivo-compulsivo, caratterizzato invece da comportamenti ansiosi o paurosi e da bassa autostima. 4
Le prestazioni Nel 2011 i CSM e gli altri servizi legati alla Salute mentale dell Azienda Usl di Modena hanno complessivamente erogato 252mila e 725 prestazioni. La prestazione più frequente è quella del colloquio (o visita) individuale. Questi colloqui, da soli, rappresentano oltre il 34% di tutte le prestazioni fornite dai CSM. Gli interventi di tipo espressivo (attività manuale, motoria, di gruppo) rappresentano invece il 4,5% delle prestazioni (si parla di oltre 11mila interventi). Anche i colloqui familiari hanno un loro peso specifico non marginale se si considera che nel solo 2011 sono stati più di 9.800 (3,9%). Le prestazioni effettuate da operatori dei CSM presso il domicilio dei pazienti, sul totale di quelle erogate, sono pari il 9,5%. Rispetto al 2010 le visite domiciliari, nella nostra provincia, sono cresciute del 1,3%. L importante ruolo dei medici di base Nel 2011 sono 2.421 gli utenti al primo contatto con i CSM (il 57,6% del totale) che hanno avuto come canale di accesso il proprio medico di medicina generale. Mediamente, circa sei utenti ogni dieci inviati dai medici di base sono successivamente presi in carico dalle strutture di riferimento. Rispetto al 2010, l anno scorso gli invii presso i CSM disposti dai medici di base sono diminuiti dello 0,9%. L ospedalizzazione e i Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) Nel 2011 il tasso di ospedalizzazione in acuto nella provincia di Modena resta tra i più alti dell Emilia-Romagna. Rispetto al 2010, tuttavia, si è osservata una marcata riduzione delle ospedalizzazioni, pari al meno 4,6%. Per ogni 10mila residenti maggiorenni, il tasso di ospedalizzazione in acuto nei reparti psichiatrici relativo al 2011, statisticamente parlando, è di 20,7 soggetti. I Trattamenti Sanitari Obbligatori (TSO) hanno registrato una diminuzione ancora più evidente, rispetto a quelli effettuati nel 2010, pari al 14,6%. Se si considera un campione di popolazione di 10mila maggiorenni residenti, il dato statistico indica in 2,55 le persone soggette a TSO nella provincia modenese. È importante ricordare che tali misure, monitorate tra l altro dal Ministero della Sanità, rappresentano l eccezione alla regola, un intervento straordinario a fronte di un sistema assistenziale che opera in modo efficace nelle prese in carico ordinarie dei pazienti. 5
Appendice Come è organizzata la Salute Mentale Le Leggi di riferimento La legge 180/1978, nota come Legge Basaglia, che ha istituito il Servizio Sanitario Nazionale, ha introdotto in Italia una rivoluzione nel campo della salute mentale: 1. ha sancito la chiusura dei manicomi; 2. ha sancito che di norma i trattamenti per malattia mentale sono volontari, limitandone l obbligatorietà a poche e definite situazioni; 3. ha statuito che gli interventi di prevenzione cura e riabilitazione relativi alle malattie mentali sono attuati di norma dai servizi e presidi extraospedalieri L altra legge dello stato, dal 1978 a oggi, che si è occupata di normare i principi della 180 è stato il DPR 10.11.1999. L organizzazione dei servizi Il Dipartimento di Salute Mentale gestisce le attività concernenti la tutela della salute mentale e integra al proprio interno i programmi di psichiatria, dipendenze patologiche, neuropsichiatria infantile, psicologia clinica. È articolato in tre Unità Operative: Nord (Distretti di Carpi e Mirandola); Centro (Distretti di Modena e Castelfranco); Sud (Distretti di Sassuolo, Pavullo e Vignola). La Psichiatria Adulti, attraverso i Centri di Salute Mentale (CSM), garantisce l attività di accoglienza, la valutazione e i trattamenti terapeutici programmati per i cittadini adulti per mezzo di una rete di servizi e strutture dislocate nel territorio: Centri Diurni, Residenze ad Alta Intensità Terapeutica, Residenze Socio-Riabilitative. Sono assicurati, in caso di necessità, gli interventi urgenti. La Psichiatria Adulti è inoltre impegnata nella cura e nell'assistenza ospedaliera, attraverso i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (SPDC). Provvede a gestire i ricoveri volontari, in trattamento sanitario obbligatorio (TSO) e le attività di consulenza psichiatrica al pronto soccorso. Il Servizio di Neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza (NPIA) si occupa dei disturbi dell'età evolutiva, sino al compimento del 18 anno di età. La complessità di tali disturbi richiede un approccio multidisciplinare e coinvolge medici, psicologi, fisioterapisti, logopedisti, educatori professionali, infermieri, ortottisti e tecnici della riabilitazione psichiatrica. Assieme alle famiglie collaborano pediatri e medici di medicina generale, operatori sociali e insegnanti per offrire interventi preventivi, diagnostici e attività terapeutiche e riabilitative. Il Settore Dipendenze Patologiche, attraverso il Servizio Tossicodipendenze (Ser.T.) assicura gli interventi di prevenzione, trattamento, cura e riabilitazione dei disturbi da uso di sostanze psicoattive. I trattamenti possono essere ambulatoriali (interventi educativi, psicoterapie, supporto psicologico, trattamenti farmacologici, interventi assistenziali per il reinserimento sociale del soggetto), residenziali (ricoveri, Centro di Osservazione e Diagnosi, Comunità Terapeutiche) o semiresidenziali (Centri diurni). 6
Il Settore di Psicologia Clinica comprende tutti gli Psicologi dell'azienda USL di Modena che operano all'interno dei Settori di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza, Psichiatria Adulti, Dipendenze Patologiche, nei Servizi Salute Donna, nei Consultori per le Demenze, nel Servizio Handicap, nel Servizio Sociale; partecipano inoltre ai progetti di Educazione alla Salute. Fanno capo al Settore di Psicologia Clinica gli interventi nell'ambito della Tutela del Minore e della Psicologia ospedaliera, i Centro di Ascolto per l'adolescenza, i Centri di Psicologia Clinica, i Centri di consulenza e Terapia Familiare. Il Dipartimento di salute Mentale a Modena La Salute Mentale in provincia di Modena può contare, per quanto riguarda i servizi territoriali, su 175 operatori a tempo pieno equivalente, di cui 46 psichiatri e 106 infermieri. Le risorse impegnate nei servizi ospedalieri, invece, sono 63 (sempre a tempo pieno equivalente). Centri di Salute Mentale (CSM): svolgono attività di accoglienza, analisi della domanda e attività diagnostica; si occupano della definizione e attuazione di programmi terapeuticoriabilitativi e socio-riabilitativi personalizzati, del raccordo con i medici di medicina generale. Offrono consulenza specialistica ai servizi di confine (alcolismo, tossicodipendenze), alle strutture residenziali per anziani e disabili. Sono attivi, per interventi ambulatoriali e/o domiciliari, almeno 12 ore al giorno, per 6 giorni la settimana. Centri Diurno (CD) sono strutture semiresidenziali con funzioni terapeutico-riabilitative. E aperto almeno 8 ore al giorno per 6 giorni a settimana. Consente di sperimentare e apprendere abilità nella cura di sé, nelle attività della vita quotidiana e nelle relazioni interpersonali individuali e di gruppo, anche ai fini dell'inserimento lavorativo. Strutture Residenziali (SR) extra-ospedaliere: in esse si svolge una parte del programma terapeutico-riabilitativo e socio-riabilitativo per utenti di esclusiva competenza psichiatrica. Non è una soluzione abitativa. Al fine di prevenire ogni forma di isolamento delle persone che vi sono ospitate, le Strutture Residenziali sono collocate in località urbanizzate e facilmente accessibili. L'accesso e la dimissione dei pazienti avvengono in conformità a programmi personalizzati e sempre concordati con il paziente. Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC): si tratta di un servizio ospedaliero. In queste strutture vengono attuati trattamenti psichiatrici volontari ed obbligatori in condizioni di ricovero. E parte integrante del Dipartimento di Salute Mentale, anche quando l ospedale in cui è ubicato non sia amministrato dall Azienda sanitaria di cui il DSM fa parte. Il numero complessivo dei posti letto è individuato tendenzialmente nella misura di uno ogni 10mila abitanti. Ciascun SPDC contiene un numero non superiore a 16 posti letto ed è dotato di adeguati spazi per le attività comuni. Day Hospital (DH) costituisce un'area di assistenza semiresidenziale per prestazioni diagnostiche e terapeutico-riabilitative a breve e medio termine. L offerta assistenziale è completata dalle Cliniche universitarie e dalle case di cura private. 7