CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI Prof. Vincenzo Duraccio Cap. 1
Definizione di Impianto industriale Si definisce impianto industriale,ovvero sistema produttivo, un insieme di elementi di qualsiasi specie, integrati e interagenti, aventi come obiettivo la produzione di beni e servizi di prevista utilità
Sono considerate attività produttive - aziende che trasformano tramite manodopera le materie prime - aziende di trasporto - aziende di immagazzinamento e di conservazione - aziende di diffusione di informazione -aziende che trattano la trasmissione dell energia In particolare abbiamo: Input - Terra ( terreno, materie prime, energie naturali) -Lavoro manodopera -Capitale ( denaro necessario a realizzare un processo produttivo,semilavorati, attrezzature, i mezzi e i fabbricati a disposizione dell azienda) -Organizzazione ( scelta ed utilizzo dei vari fattori produttivi) -Stato ( che partecipa alla realizzazione e all insediamento mediante infrastrutture e servizi) Output - Erogazione di un bene oppure di un servizio
CLASSIFICAZIONE PER SETTORE DI ATTIVITA E possibile classificare le aziende in base al proprio settore di attività - PRIMARIO - SECONDARIO - TERZIARIO Percentuale occupati Italia 1900 60 50 40 30 Percentuale occupati Italia 1990 20 Serie1 0,6 10 0,5 0,4 0,3 0 Agricolt ura Indust ria Servizi S1 0,2 Serie1 0,1 0 Agricolt ura Indust ria Servizi S1
Settore PRIMARIO E il primo settore di attività dell uomo. L agricoltura e la pesca rappresentano le due attività prevalenti di tale settore. Esso è caratterizzato dal fatto che: gli individui producono ciò che essi stessi consumano. situazione di equilibrio tra domanda ed offerta. la figura dominante è il contadino. la risorsa primaria: il suolo.
Settore SECONDARIO (rivoluzione industriale) Le attività che caratterizzano tale settore sono: la produzione industriale, l edilizia, miniere, la produzione di energia E possibile individuare due figure: il produttore (in posizione dominante) il consumatore (in posizione dominata) Tale settore risulta essere caratterizzato da una situazione di forte squilibrio tra domanda ed offerta. In tal senso il mercato assorbe tutto ciò che viene prodotto. La figura dominante è l operaio. La risorsa primaria è costituita da: fonti energetiche e materie prime.
Settore TERZIARIO (post-industriale) Le attività che caratterizzano tale settore risultano invece essere: i servizi ed altre attività economiche in genere. La figura dominante è il consumatore, animato dalla necessità di soddisfare i bisogni dell essere, legati all io. La risorsa prima è rappresentata invece dall informazione, dalla conoscenza e dalla creatività.
Distribuzione degli occupati per settore Settori Economici % Agricoltura 4,1 Industria 22,1 Costruzioni 8,6 Commercio 15,1 Alberghi e Ristoranti 4,9 Trasporti e Magazzinaggio 4,1 Comunicazione (TLC) 1,4 Intermediazione e finanza 2,7 Terziario avanzato 10,3 Pubblica Amministrazione 6,5 Istruzione, sanità ed altri servizi pubblici e sociali 15,1 Altri servizi 5,1 Totale settori 100,0
DEFINIZIONE DI SERVIZIO SERVIZIO: Lavoro del servire, atto spontaneo, prestazione organizzata, attività lavorativa, mettersi a disposizione. Nella letteratura manageriale: Lavorare per il beneficio di qualcuno (Juran) Un metodo per accrescere la soddisfazione del cliente o dell utilizzatore (Feigenbaum) Ogni lavoro produttivo che non si concretizza in alcun genere di hardware (Ishikawa) Insieme di benefici tangibili/intangibili, impliciti/espliciti (Normann) Comportamento umano o attività con obiettivi specifici e processi, il cui scopo è soddisfare i bisogni del cliente (Rosander)
CLASSIFICAZIONE PER DIMENSIONE Con riferimento alla dimensione, le aziende possono essere classificate in: PICCOLE; MEDIE; GRANDI Evidentemente tale distinzione ha senso soltanto se si definisce il parametro in base al quale effettuare tale classificazione. I parametri utilizzabili possono essere: Capacità produttiva, Numero di addetti, Investimenti Fatturato annuo, ecc.
L Art.2083 del codice civile in questo modo definisce i piccoli imprenditori: sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano una attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia Un altra definizione di piccola e media impresa viene fornita dalla Legge 6/10 1971 n.853, che effettua questo tipo di distinzione: - Piccole aziende investimenti 100 ML 1,5 MLD - Medie aziende investimenti 1,5 MLD 5 MLD - Grandi aziende investimenti > 5 MLD
DEFINIZIONE DI PICCOLA E MEDIA IMPRESA SECONDO LA C.E. In base alla disciplina comunitaria pubblicata sulla G.U.C.E. n.c213 del 23.07.96, la classificazione di piccola e media impresa avviene sulla base di tre parametri: 1) è definita piccola e media l impresa che: - ha meno di 250 dipendenti - ha un fatturato annuo non superiore a 40 milioni di ECU - è in possesso del requisito di indipendenza 2) è definita piccola l impresa che: - ha meno di 50 dipendenti - ha un fatturato annuo non superiore a 7 milioni di ECU - è in possesso del requisito di indipendenza
DEFINIZIONE DI PICCOLA E MEDIA IMPRESA FORNITRICE DI SERVIZI In base ai parametri fissati dal Ministero dell Industria, del Commercio e dell Artigianato con il D.M. 20 ottobre 1997 n.527 ed in base ai criteri stabiliti dal comma 2 dell art.1 del D.M. 18 settembre 1997: 1) è definita piccola e media l impresa che: - ha meno di 95 dipendenti - ha un fatturato annuo non superiore a 15 milioni di ECU - è in possesso del requisito di indipendenza 2) è definita piccola l impresa che: - ha meno di 20 dipendenti - ha un fatturato annuo non superiore a 2,7 milioni di ECU - è in possesso del requisito di indipendenza
RADIOGRAFIA DEL MERCATO DEL LAVORO 75% delle imprese italiane conta meno di 5 dipendenti 10% delle imprese ha tra 5 e 9 dipendenti Su 9.000 imprese con oltre 100 addetti solo 213 sono quotate in borsa La quasi totalità delle aziende italiane sono P.M.I.
Classificazione in base alla forma giuridica -Impresa Individuale Società -Società di Persone Società semplice (S.s.) Società in nome collettivo (S.n.c) Società in accomandita semplice (S.a.s.) A scopo di lucro -Società di capitale Società per azioni (S.p.a.) Società in accomandita per azioni ( S.a.p.a.) Società a responsabilità limitata ( S.r.l.) Società a responsabilità limitata unipersonale (Sca.r.l.) -Società cooperative -Società in mutua assicurazione A scopo mutualistico
Classificazione per metodologie di produzione Classificazione di Wortmann -MTS (make to stock) produzione a magazzino -MTO ( make to order) produzione su commessa -ATO (Assembly to order) assemblaggio sulla base dell ordine -PTO (Purchase to order) acquisto componenti sulla base dell ordine -ETO ( Engineer to order) progettazione sulla base dell ordine
Unitaria Intermittente a lotti Continua Caratteristiche del prodotto (standardizzazione, prevedibilità) Magazzino Produzione Ripetitive Commesse Singole Per parti Fabbricazione Montaggio Volume di produzione Per processo Fabbricazione Modo di realizzare il prodotto
PRODUZIONE SU COMMESSA In tale tipo di aziende l attività produttiva viene intrapresa sulla base degli ordini dei clienti. Le principali caratteristiche di un tale tipo di produzione risultano essere: 1. Non ci sono problemi o rischi legati alle caratteristiche del prodotto 2. L industria definisce solo qualitativamente le lavorazioni che potrà svolgere 3. Sistema di produzione flessibile 4. L impresa è soggetta a rischi di esercizio (introduzione di clausole di revisione dei prezzi)
PRODUZIONE A MAGAZZINO In tale tipo di azienda invece l attività produttiva viene intrapresa prima di avere ricevuto gli ordini dei clienti Le principali caratteristiche risultano essere: 1. Definizione delle caratteristiche del prodotto mediante ricerche di mercato (prodotti standard) 2. L industria ha un proprio programma qualitativo e quantitativo 3. Sistema di produzione rigido 4. L impresa è soggetta a rischi di mercato (vendite a consegna differita)
In tale tipo di aziende è opportuno considerare il prodotto e la relativa vita. In tal senso è possibile compiere una distinzione tra prodotti a: - vita breve (qualche settimana) - vita media (qualche anno) - vita non limitata - obsolescenza (legato alla moda ed alla innovazione)
Dimensione dei lotti di produzione Bassa Elevata CONTINUO LINE BATCH JOB SHOP Orientata al prodotto Orientata alla funzione Tipologia di processo
LAYOUT PER PRODOTTO (tipologia LINE) MP 1 2 3 4 PF Le persone ed i macchinari sono raggruppati in accordo alla sequenza delle operazioni realizzate sul prodotto. I corrispondenti layout sono chiamati layout in LINEA di PRODOTTO ovvero in linea di ASSEMBLAGGIO, perché si prestano all uso di nastri trasportatori e dispositivi automatizzati. (Es.: assemblaggio di automobili, industrie alimentari, ecc.) I centri di lavoro sono predisposti lungo uno stesso cammino fisso e lo scheduling consiste primariamente nello stabilire la VELOCITA di produzione.
Tubo di flusso del materiale Φ=cost A 1 R 1 A 2 R 2 A 3 R 3 R TOT = R 1 R 2 R 3 R n = A TOT = A 1 A 2 A 3 A n = n i 1 n i 1 R i Ai Ove: R= Reliability =Affidabilità A= Availability=Disponibilità
VANTAGGI Bassi costi di movimentazione dei materiali Manodopera a basso costo, non specializzata Ridotte scorte di work in progress Attività di controllo della produzione semplificata SVANTAGGI Mancanza di flessibilità Ripetitività delle operazioni Costi fissi elevati a causa degli investimenti in impianti specializzati Forte interdipendenza tra le operazioni
LAYOUT PER PROCESSO (tipologia JOB-SHOP) MP 1 3 5 6 PF Macchina 2 4 7 Reparto Vengono raggruppati PERSONE ed IMPIANTI che svolgono lo stesso tipo di funzione. (Es.: fresatura, stampaggio, verniciatura, ecc.) Il flusso di lavoro è intermittente, ed è guidato dalla natura del prodotto (prodotti su commessa).
Schema di macchine collegate in parallelo A 1 R 1 A 2 R 2 A 3 R 3 R TOT = 1 - n i 1 A TOT = 1 - n i 1 (1 - R i ) (1 - A i )
VANTAGGI Essere flessibili nel realizzare prodotti su misura Favorire la soddisfazione nel lavoro offrendo compiti non ripetitivi Limitare gli investimenti in impianti altamente specializzati SVANTAGGI Elevati costi di movimentazione dei materiali Elevata specializzazione del personale, causa di scarsa mobilità Maggiore complessità nel controllo di produzione
CLASSIFICAZIONE DEI SISTEMI PRODUTTIVI Prof. Vincenzo Duraccio Cap. 1 parte seconda
Lay-out per prodotto 1.Lavorazione limitata ad uno o pochi prodotti standard 1.Grande volume di produzione di ciascun prodotto 3- Possibilità di attuare analisi dei tempi e dei metodi per il controllo della produttività 4- Possibilità di un buon bilanciamento della produzione (ogni macchina o stazione di lavoro è in grado di produrre lo stesso numero di pezzi nell unità di tempo) 5- Pochi controlli necessari durante le fasi di lavorazione Lay-out per processo 1- Produzione concernente numerosi prodotti differenti o produzione su commessa 2- Produzione limitata per ogni singolo prodotto (benché la produzione totale possa essere molto elevata) 3- Analisi dei tempi e dei metodi difficili o impossibili da effettuare 4- Difficoltà ad ottenere il bilanciamento della produzione 5- Necessità di molti controlli durante le fasi di lavorazione 6- Pochi macchinari speciali richiesti per la produzione 6- Alta proporzione di macchinario speciale o macchinario che necessita trattamenti speciali 7- I materiali ed i prodotti possono essere trasportati in modo continuo o in forti quantitativi 8- Possibilità di destinare ogni macchina o stazione di lavoro a una sola operazione (quindi preparazioni di macchine ridotte al minimo) 7- Esistenza di materiali o prodotti troppo voluminosi o troppo pesanti per trasporti continui o in grande quantità 8- Frequente necessità di utilizzare la stessa macchina per due o più operazioni diverse
ANALISI DEI COSTI Costi ( ) Ricavi Costo totale impianto in linea B C Costo totale impianto per reparto A Q A Q B Q C
TIPOLOGIA BATCH E il caso di un officina per REPARTI FUNZIONALI, che processa una notevole quantità di pezzi identici. Consente di realizzare Economie di SCALA eseguendo le stesse attività su un lotto di prodotti. (Es.: Mobili, articoli di abbigliamento, ecc.)
TIPOLOGIA CONTINUO E associata alle lavorazioni di PROCESSO, come ad esempio la produzione di sostanze chimiche, elettricità o acciaierie. Gli impianti di processo possono essere altamente AUTOMATIZZATI. Esiste poca flessibilità al cambiamento di layout se non attraverso una modifica del progetto all impianto.
VANTAGGI DEL LAY-OUT A PUNTO FISSO 1. Possibilità di perfezionare le capacità professionali dei dipendenti ed ottenere ciò che viene chiamato ampliamento o arricchimento di mansione (job enlargement or enrichment) 2. Possibilità di fare partecipare gli operatori alla vita del prodotto stimolandone la responsabilità. 3. Grande flessibilità che consente notevoli variazioni nelle caratteristiche del prodotto nelle varietà dei prodotti nel volume di produzione 4. Minimo investimento di capitale nel lay-out
CLASSIFICAZIONE PER ASSETTO PRODUTTIVO ED ORGANIZZATIVO Con riferimento alla struttura del costo ed all assetto produttivo ed organizzativo, è possibile distinguere: - Assetto INDUSTRIALE caratterizzato dalla tendenza alla divisione e meccanizzazione del lavoro. Il costo del prodotto è determinabile attraverso l analisi e la somma di tutti i suoi componenti (materie prime, manodopera e spese generali). - Assetto ARTIGIANALE in cui tale divisione e meccanizzazione non è invece presente.
CLASSIFICAZIONE PER DIAGRAMMA TECNOLOGICO O PROCESSO PRODUTTIVO - Processi Produttivi MONOLINEA (produzione di cemento e ghisa) in cui la produzione si sviluppa linearmente, secondo una successione unica per tutti i prodotti.
CLASSIFICAZIONE PER DIAGRAMMA TECNOLOGICO O PROCESSO PRODUTTIVO - Processi Produttivi SINTETICI O CONVERGENTI (elettrodomestici, elettronica, automobili) in cui i diversi componenti convergono su una unica linea di uscita.
CLASSIFICAZIONE PER DIAGRAMMA TECNOLOGICO O PROCESSO PRODUTTIVO - Processi Produttivi ANALITICI O DIVERGENTI (petrolchimica, mobili, farmaceutici) in cui la materia prima si distribuisce in più linee di lavorazione dando prodotti diversi tra di loro.
LA MATRICE PRODOTTO PROCESSO Produzione Continua Produzione Ripetitiva Linee di Assemblaggio Volumi di produzione alti Alta standardizzazione Prodotti di largo consumo Volumi di produzione alti Standardizzazione Pochi prodotti fini Volumi di produzione bassi Media standardizzazione Pezzi multipli Volumi di produzione bassi Nessuna standardizzazione Pezzi unici La matrice prodottoprocesso di R.H.Hayes e S.C.Wheelwright sintetizza in maniera efficace le correlazioni esistenti tra tipologia del processo e caratteristiche del prodotto. Produzione Discontinua Flow Shop Produzione Discontinua Job Shop
Classificazione in base alla forma giuridica Secondo il Codice Civile all art. 2247: Con il contratto di società due o più persone conferiscono beni o servizi per l esercizio in comune di una attività economica allo scopo di dividerne gli utili Impresa individuale Si parla di impresa individuale quando l unico titolare è l imprenditore stesso, responsabile dell andamento dell impresa. È la forma più semplice, adatta nei casi in cui: si desidera conservare -la massima autonomia; si esercita una attività di tipo commerciale; si dispone di capitali limitati.
Le società L impresa societaria rappresenta la forma più diffusa di esercizio collettivo. Essa consiste in un organizzazione di persone e di beni preordinata e coordinata al raggiungimento di uno scopo produttivo, mediante l esercizio in comune di un attività economica, attuata attraverso determinati conferimenti che i soci si impegnano a prestare. La società può essere: a scopo lucrativo (art. 2247 codice civile), cioè allo scopo di dividerne gli utili; a scopo mutualistico (art. 2511 codice civile), cioè allo scopo di fornire beni o servizi ovvero occasioni di lavoro ai contraenti a condizioni vantaggiose; a scopo consortile (artt. 2602 e 2615 ter. codice civile), cioè allo scopo di coordinare le medesime o affini attività economiche di più imprenditori, ovvero lo svolgimento di determinate fasi delle rispettive imprese.
Le società, in base al livello di responsabilità dei soci, possono essere di due tipi: società di persona e società di capitale.
La produzione snella ( Lean production) Anni 40: la Toyota è un entità produttiva assolutamente marginale 2685 vetture prodotte in 30 anni contro le 7000 prodotte in un solo giorno alla Ford; un dipendente assembla 2 veicoli all anno.
Anni 50: una svolta epocale
Anni 80 56 veicoli all anno (Chrysler 16, Ford 129); crescita della produttività: un lavoratore giapponese lavora in media 500 ore in più all anno rispetto a un europeo e 250 in più rispetto a un americano; quantità di scorte immagazzinate pari a 2 ore di lavoro contro le due settimane delle fabbriche americane; abbassamento dei tempi di sostituzione degli utensili: da alcuni giorni a pochi minuti; livello di personalizzazione del prodotto altissimo (32.000 modelli diversi).
Logica inversa Il cliente influenza le scelte del mercato mass production produzione consumo lean production consumo produzione
I principi fondamentali
Just in time Perfetta simmetria tra l offerta dei beni prodotti e la domanda del mercato ogni attività lavorativa deve essere alimentata con i componenti richiesti al tempo richiesto e nella quantità richiesta
Produzione snella Eliminazione delle risorse ridondanti: officina minima o fabbrica a sei zero zero stock (magazzinaggio) zero difetti zero conflitto zero tempo d attesa per il cliente zero tempi morti zero cartacce (burocrazia)
Principio del Kaizen Filosofia del miglioramento continuo: superamento dell assolutismo scientista e del one best way. TOTAL QUALITY
Kanban Processo comunicativo da valle a monte: dai terminali nei concessionari all indietro lungo la catena produttiva attraverso la richiesta che ogni stazione di lavoro fa alla precedente circa l uso dei materiali necessari (logica del cliente interno).
Autonomazione automazione + autonomia: possibilità di intervenire immediatamente nel caso si producano difetti del prodotto e autocorreggendo l errore in tempo reale Gli operai possono fermare la catena di montaggio
Coinvolgimento dei fornitori Selezione dei fornitori in base alla capacità di collaborare con l impresa madre nei piani di lungo periodo Nasce la comakership