Report Operativo n 52 del 7 luglio 2014 Il tentativo di recupero del Ftse Mib si è fermato a ridosso della resistenza a 21900 punti e ha configurato tre massimi relativi decrescenti. Possibile un ulteriore flessione delle quotazioni fino all area di supporto collocata questa settimana a 21000. Scenari negativi attesi solo sotto 20000/250 punti. L indice Ftse Mib è salito per tutto il corso della settimana, ma venerdì ha fatto marcia indietro dopo aver incontrato una forte area di resistenza a quota 21900 punti. Ci attendevamo la ripresa delle vendite proprio sul test di questi valori, come abbiamo scritto nell aggiornamento di mercoledì 2 luglio sul blog, poiché da qui transitava la resistenza dinamica discendente che definisce il trend negativo in essere dal 10 giugno scorso (vedere grafico). A questo punto il mercato azionario italiano avrà bisogno con buona probabilità di andare a rivedere il supporto a 21130 e poi quello più significativo, che definisce il trend primario positivo, passante questa settimana a quota 21000. Il test di questi valori sarà importante per capire se lo scenario rialzista che va avanti da oltre un anno sulla borsa italiana potrà proiettarsi anche nei mesi a venire. L arretramento dei valori al di sotto dell area 20750/21000 potrebbe provocare un deterioramento di questo scenario, aprendo margini di discesa più ampi, fino a quota 20000/20250 punti. Dal punto di vista operativo sarà possibile (SE VUOI CONTINUARE A LEGGERE VEDI PAG. 5) dott. Pier Paolo Soldaini - XTraderNet Riproduzione riservata Pag. 1
In un arco temporale di un anno le operazioni effettuate sui titoli azionari italiani appartenenti al paniere Ftse Mib, hanno generato una performance lorda del +40,89% sovraperformando nettamente il benchmark di riferimento, l'indice Ftse Mib, che ha realizzato nello stesso periodo un rialzo del +24,5%. La performance è stata calcolata tenendo conto che in ogni singola operazione è stato investito il 10% dell'intero capitale disponibile. I livelli di stop loss sulle posizioni si considerano rigidi e rigorosamente applicati. I livelli di profitto vengono consolidati seguendo una tecnica di tipo "trailing stop". Le operazioni contrassegnate da un asterisco sono caratterizzate dalla distribuzione di un dividendo, da un aumento di capitale a titolo gratuito, o da altre operazioni che hanno comportato la rettifica del prezzo di acquisto originario. Le performance si considerano al lordo delle commissioni di negoziazione, che variano a seconda del broker di riferimento, della tassa sulle transazioni finanziarie - cosiddetta Tobin Tax, dell'imposta di bollo sugli strumenti finanziari (0,20%) e ovviamente della tassa sul capital gain, oltre ad ogni eventuale costo strettamente inerente al broker. dott. Pier Paolo Soldaini - XTraderNet Riproduzione riservata Pag. 2
Passiamo ad analizzare i dettagli del track record, precisando che tutte le operazioni NON sono state effettuate sulla base di un trading system (sistema automatico/meccanico di trading), ma tramite una METODOLOGIA di trading di tipo DISCREZIONALE basata prevalentemente su valutazioni personali con l'ausilio dell'analisi tecnica/quantitativa affiancata da strumenti di natura fondamentale. Tutte le singole operazioni sono state indicate nei report operativi settimanali, oppure direttamente tramite gli aggiornamenti infrasettimanali del blog e/o del profilo twitter, specificando chiaramente i livelli di entrata/acquisto e/o uscita/vendita allo scoperto, i livelli di stop loss, i livelli obiettivo su due target principali. L'esposizione su ogni singola operazione è stata pari al 10% del capitale totale (su un ipotetico capitale di centomila euro l'esposizione massima sulla singola operazione è di diecimila euro, che aumenta progressivamente all'aumentare del capitale), mentre la durata media di ogni singola operazione è stata di circa 10 giorni per una frequenza operativa di dieci operazioni ogni diciotto giorni di borsa aperta. dott. Pier Paolo Soldaini - XTraderNet Riproduzione riservata Pag. 3
Le operazioni profittevoli sono state il 51,22% del totale, mentre quelle in perdita sono state il 48,78%. Ciò che ha fatto la differenza è il profitto medio per le operazioni positive che è stato pari al +7,31%, a fronte di una perdita media delle operazioni negative del -1,96%, un ratio di 3,73 a 1 (che sta a significare che ogni singola operazione positiva ha generato un profitto medio pari a quasi quattro volte la perdita media generata da ogni singola operazione negativa). Il massimo numero di operazioni consecutive in perdita è stato pari a sei operazioni, mentre il massimo drawdown è stato pari al -1,18%. Il numero delle operazioni long (acquisto) effettuate, 88 su 123 (il 71,5%), prevale nettamente su quelle short (vendita allo scoperto), 35 su 123 (il 28,5%). La scelta è dipesa dal fatto che il mercato azionario italiano stava attraversando una fase positiva, e sono state quindi privilegiate le operazioni in acquisto. Interessante notare che, tra le posizioni in acquisto (long), la percentuale di operazioni profittevoli sale notevolmente: 59,1% di positive contro il 40,9% di negative, mentre tra quelle di vendita allo scoperto (short) le negative sono il 68,5% contro un 31,5% di positive. Questo conferma che in un trend primario rialzista l'operatività long (acquisto di titoli) è decisamente più premiante rispetto a quella short (vendita allo scoperto di titoli). Altra nota di rilievo che emerge dall'analisi del track record è il raffronto tra la performance del portafoglio azionario e il benchmark durante le fasi di correzione dell'indice Ftse Mib. Ci sono state due grosse fasi di correzione negli ultimi dodici mesi: quella avvenuta tra la fine di ottobre e la metà di dicembre 2013, e quella più recente tra l'inizio di aprile e la seconda metà di maggio. Durante la prima fase la performance dell'indice Ftse Mib (fatto 100 il 21 maggio 2013) era scesa da +10% circa a +1,42%, mentre quella del nostro portafoglio è salita da +15,4% a +21,3% circa. Durante la seconda fase la performance del Ftse Mib era scesa da +26,6% a +16,05%, mentre quella del nostro portafoglio ha continuato a salire dal +35,3% al +39,3%. Questo risultato è dovuto all'utilizzo complementare dell'operatività short a fianco di quella long, che consente di sfruttare anche le fasi di ribasso del mercato per incrementare le performance e ottenere così un risultato migliore rispetto al benchmark di riferimento. Il track record completo delle operazioni è disponibile a questo link: Track Record dott. Pier Paolo Soldaini - XTraderNet Riproduzione riservata Pag. 4
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