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la biomeccanica occupazionale La biomeccanica è l'applicazione delle leggi fisiche e dell'approccio di analisi della meccanica allo studio degli organismi viventi. Può essere definita come un campo interdisciplinare nel quale le conoscenze delle discipline biologiche e dell'ingegneria sono utilizzate per valutare le funzioni del corpo umano. L'obiettivo della biomeccanica occupazionale è descrivere, dal punto di vista quantitativo - le modalità di esecuzione del compito e - il carico sulle strutture muscolo-scheletriche dell'apparato locomotore che interviene durante il lavoro, allo scopo di individuare il livello di rischio associato a un determinato compito lavorativo[1]. [1] Cfr. Marras W.S., "Occupational biomechanics", in: Karwowski, W.E., Marras, W.S., The occupational ergonomics handbook, CRC press, Boca Raton Florida, 1999, p. 169. 1

la biomeccanica occupazionale In particolare, la meccanica può essere suddivisa in tre branche fondamentali: - la statica si focalizza sull analisi di sistemi in equilibrio; - la cinematica è quel ramo che si occupa di descrivere il moto degli oggetti, senza porsi il problema di trovare le cause che lo determinano; - la dinamica studia il moto dei corpi e le forze che provocano il movimento medesimo. Oggetto della biomeccanica occupazionale è quindi la componente funzionale della relazione uomo-ambiente-prodotto, ossia il rapporto tra le caratteristiche e le capacità fisiche degli individui, le caratteristiche del contesto fisico organizzativo in cui operano, e le attività a carattere motorio che sono chiamati a svolgere, nonché i disagi e le patologie che possono derivare da posture incongrue e/o prolungate e/o da movimenti e sforzi eccessivi o ripetuti. 2

la postura La postura può essere definita come allineamento quasi-statico di distretti corporei nello spazio. Allineamento quasi statico perché il nostro corpo esegue comunque una serie di micro-movimenti o aggiustamenti posturali in risposta al mantenimento dell equilibrio della struttura ovvero all esecuzione di processi fisiologici intrinseci alla vita (ad esempio la respirazione con movimento della cassa toracica). L assetto posturale è determinato da vari fattori (neurofisiologici, biomeccanici, emotivi, psicologici e relazionali). Per mantenere una determinata postura per un periodo di tempo prolungato i muscoli devono contrastare l'insieme di forze esterne che agiscono sul corpo e, in particolare, la forza di gravità. 3

la colonna vertebrale processo spinoso processo trasverso Rachide cervicale (lordosi) Vertebre da C1 a C7 forame vertebrale corpo vertebrale Rachide dorsale (cifosi) Vertebre da T1 a T12 esempio di vertebra (tipo dorsale) Rachide lombare (lordosi) Vertebre da L1 a L5 Rachide sacrale Coccige corpo vertebrale disco processo spinoso vista laterale della colonna vertebrale coi rispettivi tratti e curvature il disco intervertebrale 4

la postura corretta le posture assunte durante le più comuni attività quotidiane dipendono dal fatto che il soggetto tende ad adattare la sua posizione ai vincoli posti dal contesto fisico e a cambiare posizione sino ad assumere quella apparentemente meno faticosa o disagevole. La postura corretta, può essere definita come la posizione più idonea del nostro corpo nello spazio per attuare le funzioni antigravitarie con il minor dispendio energetico e il minor carico sulle articolazioni e sui segmenti corporei, sia in dinamica che in statica. In queste condizioni i muscoli lavoreranno in modo più efficace. 5

la postura e il lavoro muscolare un buon equilibrio muscolare deve assicurare un buon allineamento evitando tensioni eccessive e contratture di articolazioni, legamenti e muscoli. È necessario a tal fine che: - la lunghezza muscolare dei singoli muscoli consenta un range di movimento normale per ogni articolazione; - la forza muscolare, espressa dai singoli muscoli, o dai gruppi muscolari, sia adeguata (come intensità) al compito motorio in esame, fornendo stabilità e sostegno. 6

sistemi di leve corporee. A B FO FU FU FO CA CA C FU CA FO Dal punto di vista meccanico, gli spostamenti dei segmenti ossei possono essere assimilati a delle leve composte: - dall'osso (asta rigida) - dall'azione muscolare (forza agente) - dall'articolazione (fulcro) - Il peso da spostare. In base alla posizione del fulcro rispetto al carico e alla forza agente, si possono riconoscere tre tipi di leve, la cui efficienza dipende dalla posizione degli attacchi dei tendini del muscolo operativo ai segmenti ossei interessati dal movimento. A: il fulcro è collocato tra il carico e la forza agente; B: la forza è collocata tra il fulcro e il carico; C: il carico è collocato tra il carico e la forza 7

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lavoro statico e lavoro dinamico - Il lavoro statico, o posturale, è l'impiego dell'energia muscolare finalizzato a mantenere una determinata posizione del corpo contrastando la forza di gravità e degli eventuali carichi esterni. - il lavoro dinamico, è l'impiego dell'energia muscolare finalizzato a muovere una o più parti del nostro corpo, contrastando, anche in questo caso, l'azione della forza di gravità e delle altre forze esterne. LEZIONE 8.

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