DIREZIONE REGIONALE SERVIZI SOCIALI.

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DIREZIONE REGIONALE SERVIZI SOCIALI. Direttore: Dott.ssa Miriam Cipriani mcipriani@regione.lazio.it Telefono 06.51.68.86.15 Area Integrazione socio sanitaria Oggetto della Scheda - Normativa di Riferimento Oggetto : Fondo Regionale per la Non Autosufficienza Normativa di riferimento: Legge quadro 8 novembre 2000, n. 328 Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali L.R. 20 del 23.11.2006 Istituzione del fondo regionale per la non autosufficienza D.G.R. 601 del 31.07.2007 Art. 4 della L.R. 20/2006. Fondo regionale per la non autosufficienza. Criteri e modalità per la ripartizione delle risorse del fondo ed indirizzi della Regione per la realizzazione degli interventi e dei servizi per le persone non autosufficienti. Approvazione delle linee guida per l'utilizzazione delle risorse. Determinazione 2768 del 09.08.2007 Riparto al Comune di Roma ed ai comuni ed enti capofila dei distretti socio-sanitari del Lazio delle risorse del fondo regionale per la "non autosufficienza" - Art.4 della L.R. 23 novembre 2006, n.20 e D.G.R. 31 luglio 2007, n. 601 - Impegno 12.925.268,00 - capitolo H41550 - Esercizio Finanziario 2007. Capitolo di spesa: H41550 Applicazione della normativa Note di Sintesi La regione, con la LR 20 del 2006, ha istituito il fondo regionale per la non autosufficienza, al fine di potenziare il sistema di protezione sociale mediante una maggiore e più efficace tutela delle persone non autosufficienti e delle relative famiglie. Con la LR 20 del 2006 è stato recepito nell ordinamento regionale il concetto di persona non autosufficiente, a cui destinare una serie di interventi e servizi sociali, contrariamente a quanto avvenuto fino ad allora con interventi ad hoc per categorie specifiche di cittadini (ad es. disabili, minori non autosufficienti..). La normativa è diretta a fornire servizi e prestazioni non solo alle persone non autosufficienti ma anche alle famiglie che accudiscono queste persone, nel riconoscimento dell importanza del ruolo sociale della famiglia. Le prestazioni e i servizi finanziabili con la non autosufficienza tendono a fornire prestazioni e servizi presso il domicilio degli utenti, non solo in virtù di considerazioni sull efficacia ed efficienza dei servizi forniti in questo modo ai cittadini, ma anche nella considerazione dell obiettivo di mantenere gli standard qualitativi di vita degli assistiti. I finanziamenti regionali sono destinati ai distretti socio sanitari che operano come enti di programmazione territoriale, predisponendo con cadenza annuale i piani distrettuali per la non autosufficienza. La direzione regionale dei servizi sociali verifica la conformità dei piani distrettuali alle linee guida regionali attraverso un confronto dialettico con i distretti che forniscono dei chiarimenti rispetto il contenuto del piano predisponendo delle note integrative al piano. La fase istruttoria termina con la richiesta di mandato di pagamento ai distretti socio-sanitari.

Destinatari I destinatari dei finanziamenti regionali sono i distretti socio sanitari (36 + comune di Roma), che hanno funzione di coordinamento e gestione delle politiche sociali per la non autosufficienza per il territorio rappresentato dal distretto. Piani per la non autosufficienza 2007 La Regione Lazio, con la determina n. D2768 del 9.8.2007, ha impegnato a favore dei distretti socio-sanitari (36 + il Comune di Roma) 12.925.268,00 euro. I criteri in base ai quali è stato effettuato il riparto sono: 1. il 25% in base al dato relativo alla popolazione compresa tra i 65 ed i 75 anni; 2. il 35% in base al dato relativo alla popolazione con età superiore ai 75 anni; 3. il 20% in base al dato relativo al numero di invalidi civili che percepiscono emolumenti economici; 4. il 10% in base al dato relativo al numero di minori che percepiscono l indennità di frequenza o altre indennità analoghe; 5. il 10% in base al rapporto tra il numero di disabili gravi e gravissimi con indennità di accompagnamento e la popolazione complessiva del distretto; Riparto per provincia e comune di Roma finanziamenti 2007 2.850.015 5.950.085 1.304.155 Rm Fr Lt Ri Vt Roma 1.217.477 1.015.876 587.660

Per poter accedere a questi finanziamenti i 36 distretti socio-sanitari + il comune di Roma avrebbero dovuto presentare un piano distrettuale per la non autosufficienza entro il 01.10. 2008. 35 distretti + il comune di Roma hanno presentato il piano distrettuale per la non autosufficienza entro il termine previsto. Solo 1 distretto non ha presentato il piano distrettuale per la non autosufficienza in tempo; è in fase di perfezionamento l iter procedurale (tramite DGR ) per ammettere a finanziamento anche questo piano. Alla data attuale (21 maggio 2008) sono stati esaminati tutti e 36 (35 distrettuali+1 del comune di Roma) i piani distrettuali per la non autosufficienza. Per 25 di questi la fase istruttoria è terminata con esito positivo; rispetto a questi, per 21 è stata effettuata la richiesta di mandato di pagamento. L ufficio è in contatto con 10 distretti, i quali stanno predisponendo le integrazioni richieste al piano (in alcuni casi le hanno già inviate). Le linee guida regionali lasciano ampio margine discrezionale ai distretti sulle scelte operative, all interno di alcune tipologie progettuali che si possono sintetizzare secondo il seguente schema: Assistenza Domiciliare Diretta (si intende quelli realizzati tramite personale dei comuni e quelli realizzati sulla base di convenzioni con operatori esterni al comune) Assistenza Domiciliare Indiretta (si intende quelli realizzati tramite personale scelto dall utenza) Servizi di Sollievo alle Famiglie Dimissioni Ospedaliere Protette Interventi Economici Straordinari La discrezionalità si estrinseca non solo nella scelta della tipologia degli interventi da realizzare, ma anche nella loro composizione (il mix di interventi cioè), potendo i distretti pianificare, all interno del finanziamento concesso, più progetti di tipologie diverse e\o più progetti per la stessa tipologia. I piani presentati mostrano come i distretti abbiano sfruttato questa possibilità, visto che solo per 4 di questi piani è stata indicata un unica tipologia progettuale, 6 se si considera aggregato il dato relativo all assistenza domiciliare diretta ed indiretta. Sono più di dieci invece i piani che presentano tutte e cinque le tipologie progettuali. Questo dato dimostra come distretti socio sanitari abbiano maturato un esperienza e competenza nella definizione delle progettualità per la non autosufficienza, che le permette di offrire una buona offerta di tipologie di servizi (in termini di possibilità di scelta).

Tra le tipologie di servizi pianificabili, quasi tutti i distretti hanno previsto di offrire all utenza servizi di assistenza domiciliare gestiti in forma diretta (33 piani su 37). alle assistenti domiciliari (le così dette badanti). Minore è la previsione di progetti di assistenza domiciliare gestita in forma indiretta, presumibilmente per la novità della tipologia di intervento e per le difficoltà che si incontrano per la loro realizzazione, legate alla necessità di far emergere il lavoro nero e di fornire un livello minimo di formazione Per quanto riguarda le progettualità relative ai servizi di sollievo alla famiglia, nella maggior parte dei casi questi servizi si realizzano mediante dei Centri diurni, rivolti ad un utenza variegata (all utenza con disabilità, minori affetti da sofferenza psichica, malati di alzheimer, Parkinson, anziani fragili). Interessante ed innovativa l esperienza che si realizza nel comune di Roma nei Centri diurni Hansel e Gretel e Arcobaleno, configurate come residenze temporanee di sollievo; queste infatti dispongono di un numero limitato di posti letto che, a rotazione, vengono messi a disposizione dell utenza che ne può usufruire per un massimo di 20 giorni l anno. Il servizio è concepito per offrire ai familiari la possibilità di avere un periodo di sollievo rispetto al carico emotivo che quotidianamente si trovano a fronteggiare. (Tratto dal piano del Comune di Roma). Criticità Le ASL dovrebbero partecipare al piano distrettuale per la non autosufficienza anche dal punto di vista finanziario; al momento la quasi totalità dei piani distrettuali rappresenta una realtà in cui le ASL partecipano con risorse umane e materiali, ma non anche finanziarie. Dai piani emerge, non sempre con chiarezza, la difficoltà nel realizzare l integrazione organizzativa tra le strutture preposte alla forniture di servizi di tipo sanitario con quelle preposte all erogazione dei servizi di natura sociale. Occorrerebbe verificare in che misura si è realizzata la previsione regionale per cui i Comuni e le Aziende USL devono concludere accordi per l integrazione sociosanitaria costituendo modelli organizzativi e gestionali fondati sull integrazione professionale e di precisi rapporti finanziari. Dai piani, e dai contatti con gli operatori sociale del distretto, sembra emergere una realtà nella quale non si è ancora realizzata la previsione del Punto unico di accesso (PUA) che nelle intenzioni dell ente Regione rappresenta una modalità organizzativa del distretto, concordata tra gli enti locali e la ASL, messa a disposizione del cittadino e degli operatori, per organizzare strategie volte ad affrontare i bisogni di ordine sanitario e sociale in modo unitario e integrato.

Esistono dei problemi di coordinamento dei diversi interventi previsti a livello distrettuale, tra cui piani di zona e piani non autosufficienza. Le difficoltà comportano un aggravio di lavoro per gli operatori del distretto, ritardi nella predisposizione dei piani stante la necessità di non presentare progettualità duplicate, difficoltà nel coinvolgere gli operatori del terzo settore e i sindacati. Tra gli strumenti previsti dalla regione Lazio per fornire i servizi all utenza non autosufficiente, è presente la possibilità di ricorrere a programmi di aiuto alla persona gestiti in forma indiretta. In questo caso, mediante piani di intervento personalizzati previamente concordati dagli enti locali con le persone richiedenti e con verifica dell'efficacia delle prestazioni, l utente è libero di scegliere i propri assistenti personali direttamente e/o indirettamente, per mezzo di organizzazioni di sua fiducia. La previsione regionale prevede che in ogni caso l utente è tenuto a regolarizzare il rapporto con i propri assistenti personali mediante un contratto di lavoro nel rispetto della normativa vigente. La possibilità di ricorre a questo tipo di interventi è nei fatti ostacolata dalle difficoltà che l utenza incontra per l adempimento di tutte le previsioni di legge necessarie per la regolarizzazione del rapporto di lavoro.