TIRO OPERATIVO E POLIZIA LOCALE

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TIRO OPERATIVO E POLIZIA LOCALE di BOTTERI Giovanni - GELFI Eros GRuppo Istruttori Formazione Operativa Polizia Provinciale di Brescia L interesse per il tiro operativo nell ambito della Polizia Locale nasce all incirca nella seconda metà degli anni 90 ad opera principalmente delle Regioni Piemonte e Lombardia che, sensibili alle richieste degli operatori, cominciarono ad impostare una didattica per la formazione specifica da introdurre gradualmente nei corsi professionali per il personale facente capo ai Comandi/Servizi di Polizia Locale, seguite poi a ruota da altre Regioni..illuminate. Questo lavoro ha di fatto anticipato di qualche anno quello che poi sarebbe stato sviluppato a livello nazionale dall Unione Italiana Tiro a Segno (U.I.T.S) per la formazione al tiro istituzionale degli Enti pubblici/privati mediante le sezioni del Tiro a Segno Nazionale, nell ottica di svecchiare la formazione fino allora di consuetudine (di fatto esercitazioni di tiro a segno.) e dare una nuova impronta operativa all addestramento di chi per Legge è obbligato ad iscriversi ad una sezione del T.S.N. Ma cerchiamo di fare un poco di chiarezza.

Tiro a segno o tiro operativo.? Quando si parla di tiro con un arma da fuoco, bisogna individuare le finalità che vogliamo raggiungere nell affrontare tale disciplina. Chi la affronta in un ottica sportiva (per dirla semplice: fare tanti bei 10 nel bersaglio ), avrà cura di conseguire e migliorare un determinato gesto tecnico onde pervenire al risultato che si è preposto. In questo caso parliamo di Tiro a segno detto anche Tiro accademico. Esistono poi sport di tiro dove viene introdotta dinamicità al gesto tecnico al fine di ovviare alla ripetitività del tiro statico e rendere l esercizio meno monotono e più performante al fine del risultato sportivo che si vuole ottenere. Parliamo in questo caso di Tiro dinamico (come pure delle sue varie evoluzioni: I.D.P.A., Action Shooting ecc). Sia il Tiro accademico che quello dinamico hanno quindi una finalità comune: raggiungere un determinato risultato sportivo (o semplicemente ludico per la gran parte dei partecipanti). Quando si parla di Tiro operativo la finalità cambia completamente: Semplicemente è quella di riuscire a sopravvivere durante uno scontro a fuoco. Diamo quindi una prima definizione di cosa è il tiro operativo: TIRO DI EMERGENZA IN ELEVATE CONDIZIONI DI STRESS EMOTIVO AL FINE DELLA SOPRAVVIVENZA DELL OPERATORE (ringrazio per questa azzeccata definizione gli amici di www.tirooperativo.it )

Quale è la differenza sostanziale quindi fra l attività sportiva e quella operativa? E quella di introdurre nell apprendimento di tale disciplina un diverso atteggiamento mentale di chi ci si applica (non sportivo ma tattico) che tenga conto principalmente delle implicazioni derivanti dallo stress in combattimento, della paura e dei suoi effetti negativi. Tutto lo studio gestuale/tecnico che seguirà dovrà fare riferimento a queste implicazioni al fine di farlo diventare realistico nella sua applicazione e soprattutto risolutivo in base al fine che ci siamo preposti (tornare a casa dalle nostre famiglie terminato il servizio ) Si parla quindi di un addestramento che ha determinati tempi di studio e applicazione (e le scorciatoie non esistono, proprio come nella vita.), da effettuarsi sotto la guida di istruttori qualificati e non da ciarlatani che, tutto in un attimo, inventano sistemi nuovi e li spacciano per essere i migliori mettendo a volte a rischio la sicurezza degli operatori stessi in quanto insegnano tecniche che non hanno mai avuto la prova del 9 nell attività reale, cioè sulla strada. Personalmente ritengo che insegnare tecniche oneste provate da decenni di esperienza sulla strada come realmente funzionanti e non solo come espressione di formule geometriche più utili in classe che con il nemico di fronte, semplici da imparare e semplici da usare per gli operatori, sia il modo migliore e genuino di trasmettere la conoscenza tecnica e l esperienza di chi sulla strada ci sta ogni giorno davvero e soprattutto non deve preoccuparsi di vendere libri, corsi di formazione o altri gadget..

Probabilmente questi D istruttori.. hanno vita facile in questo particolare momento dove la cultura del tiro operativo è ancora agli albori nella nostra categoria e dove l interesse per questa disciplina crea un potenziale business. per questi..falchi.. Che però, nel loro delirio di supponenza, non hanno fatto i conti con la capacità della nostra Categoria di riconoscere i falsi profeti.. Istruttori qualificati di tiro operativo Al fine di potere riconoscere con facilità gli istruttori qualificati da quelli che non lo sono bisogna semplicemente verificare che tale qualifica abbia il riconoscimento ufficiale del Ministero dell Interno. Attualmente ci sono tre tipologie di istruttori che hanno tale riconoscimento: - Gli Istruttori militari di tiro - Gli Istruttori di tiro delle Forze di Polizia statali, provenienti dalle rispettive Scuole. - Gli istruttori di tiro Istituzionale dell Unione Italiana Tiro a segno, iscritti nell apposito Albo e dotati di licenza di P.S. L U.I.T.S. svolge quindi una doppia funzione: - Una funzione sportiva (organizzare lo sport del Tiro a Segno in Italia). In Italia ci sono circa 300 sezioni del T.S.N. che gestiscono altrettanti poligoni di tiro. - Una funzione istituzionale (coordinare le attività connesse alla certificazione del maneggio armi e l addestramento delle Polizie Locali e delle G.P.G.).

All inizio di questo resoconto ho parlato di un attività di svecchiamento dai tradizionali metodi di addestramento, basati più che altro sul tiro a segno, in una didattica più consona al tipo di attività professionale svolta dagli appartenenti alla Polizia Locale ed alle G.P.G. Sin dal 2001, su sollecitazione del Ministero dell Interno, l U.I.T.S. ha provveduto a creare un apposito regolamento per la gestione del tiro operativo nelle sezioni T.S.N. ed alla pubblicazione di un Albo con tecnici qualificati all insegnamento di questa particolare forma di tiro. Dire pertanto che nei poligoni U.I.T.S. si fa solo un attività di tiro a segno non è dire la verità, ma alimentare sicuramente le difficoltà di gestione che hanno alcune sezioni a gestire i programmi di tiro operativo. Chiaramente fra sezione e sezione c è a volte una notevole differenza, questo è lecito dirlo, ma la stessa è dovuta spesso alla sensibilità dei Presidenti e degli Istruttori istituzionali stessi. Come tutte le attività, ci sono istruttori migliori ed altri che lasciano il tempo che trovano, ma è altrettanto vero che si può scegliere un altro poligono se quello che si frequenta non soddisfa. A buon intenditore. Oltre la formazione Istituzionale dell UITS si è affiancata da alcuni anni la formazione fornita dai privati che è cresciuta proprio per le lacune di tanti poligoni TSN, per la mancanza di una cultura specifica e soprattutto per un crescente interesse delle Polizie Locali a fare un addestramento più consono ai nuovi impegni professionali che alcuni intravedono solamente ma altri svolgono già regolarmente da tempo.

Ci sono sicuramente alcune scuole di qualità (con sede in alcune Regioni del Nord) ma ci sono tanti.. improvvisati. con curriculum da forze speciali oppure da campione sportivo che non conoscono neppure superficialmente la nostra realtà lavorativa ed insegnano una didattica non consona al nostro servizio. In ogni caso le certificazioni che possono rilasciare i privati hanno una validità limitata all attestazione di un credito formativo e null altro. Un programma di tiro operativo credibile La didattica di un corso di tiro operativo, per la specificità di cui sopra, oltre al gesto tecnico deve essere accompagnata da altri stimoli, per creare quella forma mentis non solo utile ma necessaria per non dovere fare poi alcune scelte nell immediatezza dei fatti (scontro a fuoco ndr). Il seguente elenco è chiaramente generico e non esaustivo in quanto ogni tipo di corso deve essere modulato in base alla capacità tecnica dei partecipanti e conseguentemente organizzato in forma progressiva. Ho comunque cercato di elencare gli elementi che quantomeno ritengo necessari al fine della preparazione realistica di un operatore. - Uso legittimo delle armi. Mi piace chiamarle le nostre regole di ingaggio ovvero la conoscenza degli articoli del Codice Penale, modulati però non solo a livello teorico ma su fatti realmente accaduti - Indice di azione. Importante e conseguente allo studio degli articoli astratti del Codice Penale è la conoscenza dell uso della forza da calibrare in risposta dell offesa ricevuta. - Atteggiamento mentale. In questa sezione si aiuta l operatore a comprendere gli effetti dello stress emotivo e della paura, l importanza di un riparo impenetrabile, gli errori da non compiere e soprattutto i gradi di prontezza al combattimento che fanno la differenza nell affrontare i conflitti a fuoco. - Norme di sicurezza. Lo studio delle norme di sicurezza, da vedersi non solo in un ottica teorica ma nella sua esplicitazione tattica. - Tecnologia armi da fuoco e munizionamento. E importante conoscere i materiali, gli effetti balistici e soprattutto anche le armi in mano al nemico.

- Basi del tiro operativo. Le posizioni di base, la ready stance, le tecniche di estrazione dalla fondina nel tiro di risposta, tiro mano forte-mano debole, posizioni da tiro in ginocchio, a terra e inusuali. - Manipolazioni. Rifornimento del caricatore, manipolazioni di carico e scarico, cambi del caricatore, risoluzione degli inceppamenti - Tecniche evolute. Sfruttamento dei ripari, caricamento in emergenza, tecniche di ritenzione dell arma, tiro in movimento, utilizzo tattico della Sul position. - Percorsi in poligono A seconda delle conoscenze specifiche e dall esperienza dell istruttore, le suddette tecniche possono essere poi integrate con le tecniche operative di polizia ed essere ulteriormente specializzate in particolari addestramenti connessi all operatività, come all utilizzo tattico del veicolo (Car shooting), le tecniche di ricerca in edifici (building clearing), tecniche di C.Q.C. in ambiente urbano ecc. L autore in perfezionamento al tiro sotto la diretta supervisione del..grande Istruttore Marte Zanette

Problemi addestrativi delle Polizie locali A volte mi capita di leggere su internet blogs di colleghi della Polizia Locale di varie parti d Italia che si scambiano le rispettive esperienze nel campo dell istruzione con le armi in dotazione e leggendole mi si accappona la pelle: la Legge (molto spesso anche la 286/1981) viene completamente disattesa in molti Enti. Non c è mai tempo per esercitarsi, alle volte (tante) mancano i soldi per le esercitazioni e soprattutto la confusione nel campo specifico regna sovrana. Questo vale al Nord come al Sud, al Centro come sulle Isole. E tante volte mancano proprio le armi in dotazione oppure vengono assegnate con regolamenti spesso discutibili. La fantasia dei nostri Amministratori locali non ha spesso limiti Inoltre, anche le stesse scuole di formazione regionali non hanno formatori specifici nel campo del tiro operativo e si affidano a società specializzate private e certe volte anche ad esperti provenienti dalle Forze di Polizia Statali. Mancano i poligoni di proprietà degli Enti e comunque luoghi dove il tiro operativo possa essere praticato con continuità e diventi una disciplina ordinaria nella formazione professionale degli operatori di Polizia Locale. E soprattutto mancano Istruttori di Tiro provenienti dalla Polizia Locale che siano in grado di preparare il personale avendo una conoscenza diretta della nostra attività lavorativa proprio perché la svolgono ogni giorno, con brevetti riconosciuti a livello nazionale, proprio come le forze di Polizia statali. Per concludere, concedetemi un piccolo sfogo personale:il mio pensiero va a tutti questi colleghi che, senza essere armati e con la sola forza della loro presenza, spesso a rischio della propria incolumità personale ma comunque a testa alta e con dentro un grande coraggio continuano a servire, con dignità, le Comunità Loro affidate. VI RINGRAZIAMO PER LA CORTESE ATTENZIONE! Gli Istruttori di Tiro Operativo gbotteri@provincia.brescia.it egelfi@provincia.brescia.it Riproduzione riservata (2009)