La teoria delle risorse comuni

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Quali sono le condizioni che consentono agli attori sociali di giocare in modo cooperativo? Siamo destinati a oscillare tra una condizione di conflitto assoluto e una di completo dominio delle norme collettive?

Spesso gli attori sociali adottano strategie cooperative, che però richiedono l'esistenza di condizioni specifiche per potersi istituzionalizzare. Solo grazie ad esse è possibile superare i problemi di azione collettiva.

IL DILEMMA DEL PRIGIONIERO Prigioniero B Confessa Non confessa Confessa 5 5 10 Libero 9 9 Prigioniero A Libero 2 Non confessa 9 9 2 4 Se non confesso e l altro pure, ci prendiamo 2 anni a testa. Se però l altro confessa, mi prendo 9 anni: tacere è molto rischioso. Se confesso posso essere fortunato: se l altro non confessa mi liberano. Alla meno peggio prendo 5 anni che sono meglio di 9. Ho deciso: confesso. 3

Nell'ambito della teoria dei commons, la questione riguarda le modalità di gestione di un tipo particolare di beni: i beni collettivi o risorse comuni.

I beni possono essere classificati in base a 2 caratteristiche relative alla loro utilizzabilità : 1) escludibilità in quale misura è possibile limitare l'uso del bene ad alcuni soggetti? 2) sottraibilità il consumo del bene da parte di qualcuno riduce la possibilità di consumo da parte di altri?

L'oggetto dell'articolo sono i beni collettivi, beni cioè il cui consumo pone dei problemi in termini di dperibilità della risorsa e di difficoltà ad escludere qualcuno dal suo utilizzo. Si tratta della teoria dei commons, per la quale Elinor Ostrom ha ottenuto il premio Nobel 2009 (insieme a Oliver Williamson per la teoria dei costi di transazione)

Col termine beni collettivi (risorse comuni) ci riferiamo a qualsiasi risorsa naturale o artificiale, sfruttata in comune da più utilizzatori, dove i processi di esclusione dall'uso dei potenziali beneficiari sono difficili e/o costosi, anche se non necessariamente impossibili. In questi casi sia la privatizzazione che la piena socializzazione del bene pongono seri problemi.

I beni collettivi possono essere naturali o artificiali, rinnovabili o non rinnovabili: - boschi - riserve di caccia pesca - riserve minerarie - canali di irrigazione - bacini irrigui - sentieri - internet

Il problema dei commons è trovare modalità di gestione e fruizione del bene che incoraggino scelte strategiche individuali di tipo cooperativo per evitare un rischio fondamentale: l'esaurimento della risorsa

Il problema fu individuato in un famoso articolo di G. Harding del 1968: The tragedy of commons Gli attori saranno portati a massimizzare il proprio beneficio anche a rischio di distruggere la risorsa quando i costi sono distribuiti sulla collettività. Esempio?

Gioco dell'allevatore Coopera Coopera 10/10-1/11 Non coopera 11/-1 0/0 Non coopera Devono crearsi le condizioni istituzionali affinché gli utilizzatori internalizzino i costi collettivi

Secondo Harding l'unica soluzione possibile per preservare la risorsa collettiva è l'instaurazione di un'autorità esterna coercitiva che regoli il comportamento degli attori. Il bene collettivo può essere raggiunto solo cedendo una parte della libertà individuale ad un'autorità esterna che disponga di strumenti di coercizione.

E. Ostrom invece ritiene che sia possibile elaborare modelli istituzionali che favoriscano la cooperazione volontaria da parte degli attori, e che questa soluzione sia anche più efficiente per il beneficio che gli individui possono trarre dalla risorsa e per il suo mantenimento.

Privatizzazione e gestione autoritaria quindi non sono le 2 uniche alternative. La privatizzazione pone problemi di disponibilità delle informazioni e di conservazione della risorsa (inoltre alcuni beni non sono privatizzabili). La gestione autoritaria richiede elevate capacità di monitoraggio e di sanzione dei trasgressori

Molti casi storici dimostrano che spesso le comunità locali sono riuscite a superare le costrizioni inidividuate da Harding e a vincere la tragedia dei commons (anche se vi sono stati anche molti fallimenti!)

È quindi necessario che gli utilizzatori (appropriators) trovino un accordo su delle regole d'uso della risorsa che sia soddisfacente individualmente ma che non comprometta le possibilità d'uso della risorsa in futuro: limitare i prelievi affinchè la risorsa si rigeneri (bosco, banco di pesci) svolgere lavori di manuntenzione per il mantenimento efficiente della risorsa (canali di irrigazione,...)

Uno dei problemi di governo dei commons è dunque quello di limitare i comportamenti di free riding attraverso sistemi di controllo e di sanzione efficienti ed efficaci. Solo in questo modo sarà possibile che gli attori elaborino strategie cooperative che superino miopia e diffidenza

Casi di successo Torbel, Svizzera (p. 97) Hirano, Giappone (103) Casi fallimentari Bodrum, Turchia (p. 215) Sri Lanka (p. 222)

La ricostruzione di casi empirici dimostra che la gestione cooperativa dei commons ha successo quando le regole istituzionali (macro) creano un contesto favorevole al perseguimento degli interessi degli attori (micro).

Per quanto riguarda le caratteristiche della risorsa, più queste sono osservabili e misurabili maggiore sarà la facilità nel ricorso a strategie cooperative per il suo sfruttamento

Per quanto riguarda i fattori sociali, in generale le ricerche ci dicono che la gestione comune di commons è favorita da una elevata coesione all'interno della comunità

Infine, per quanto riguarda i fattori istituzionali (regole) favorevoli alla gestione collettiva questi sono i fattori più ricorrenti nei casi di successo: 1) confini chiaramente definiti 2) congruenza tra regole di mantenimento e sfruttamento e condizioni locali 3) Metodi di scelta collettiva 4) Controllo 5) Sanzioni progressive 6) meccanismi di risoluzione dei conflitti 7) riconoscimento del diritto ad organizzarsi (8) Organizzazioni articolate su più livelli)