Programmazione Educativa Individualizzata Piano Educativo Individualizzato Diagnosi funzionale Attività, materiali, metodi di lavoro Profilo dinamico funzionale Verifica dell acquisizione e della appropriatezza degli obiettivi
PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA INDIVIDUALIZZATA La Programmazione Educativa Individualizzata viene elaborata dagli insegnanti laddove vi sono condizioni problematiche che causano difficoltà di apprendimento e che esprimono bisogni educativi speciali, cioè interventi educativi individualizzati di recupero. L insegnante fissa obiettivi, realizzando attività didattiche e interventi specifici per le singole difficoltà che l alunno presenta.
La programmazione didattica è la programmazione degli obiettivi didattici generali e particolari della scuola e di ogni singola classe di essa e va articolata in sequenze operative. La programmazione didattica esige una rigorosa articolazione in sequenze e viene effettuata collegialmente.
Il lavoro programmatorio si svolge in diverse fasi: I fase: analisi della situazione di partenza II fase: definizione degli obiettivi educativo-didattici III fase: selezione dei contenuti dell attività di insegnamento-apprendimento IV fase: strutturazione delle sequenze di apprendimento V fase: scelta dei materiali per il raggiungimento delle finalità educative VI fase: preparazione dei materiali e dei sussidi didattici da utilizzare nel corso delle varie attività VII fase: realizzazione del lavoro programmato La programmazione prevede i tempi e i modi di verifica del lavoro scolastico e nel caso in cui non siano stati raggiunti gli obiettivi prefissati, la revisione della programmazione dell attività didattica effettuata.
La I fase consiste nella individuazione delle situazioni di partenza di ogni singolo alunno. Attraverso l uso di questionari, schede personali, prove di abilità varie, ecc.
La II fase consiste nella definizione degli obiettivi educativo-didattici (immediati intermedi finali) che riguardano la sfera cognitiva, psicologica, affettiva
La III e IV fase consistono nell organizzazione dell attività e dei contenuti in relazione agli obiettivi stabiliti. Un impostazione collegialmente organizzata potrebbe articolarsi nei seguenti momenti: 1. Individuazione di aree di intervento; 2. Articolazione per unità didattiche dei contenuti propri di ciascuna area; 3. Integrazione, all interno della stessa attività curricolare, del momento di approfondimento teorico con il momento delle attività e delle esercitazioni.
La V e VI fase consistono nell oculata scelta dei metodi, dei materiali e dei sussidi. Alla base del lavoro programmatorio e del concreto fare scuola deve esserci sempre una sistematica osservazione dei processi di apprendimento.
PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO Il Piano Educativo Individualizzato garantisce quindi l integrazione scolastica del disabile attraverso attività mirate a sviluppare i vincoli in risorse. Il PEI è costituito da quattro componenti che corrispondono ad altrettante fasi di programmazione, che sono: 1. Diagnosi funzionale 2. Profilo dinamico funzionale 3. Attività, materiali e metodi di lavoro 4. Verifica dell acquisizione e della appropriatezza degli obiettivi
Diagnosi funzionale La diagnosi funzionale è un lavoro di tipo interdisciplinare perché redatta dagli operatori dell ASL (psicologo, assistente sociale, neuropsichiatra, pedagogista, ecc.) con la collaborazione degli insegnanti curricolari, dell insegnante di sostegno e dei genitori. Il suo obiettivo fondamentale è quello di presentare una conoscenza approfondita dell alunno in difficoltà: dati anamnestici, clinico-medici e dati sui livelli raggiunti nelle diverse aree di sviluppo (motricità, linguaggio, abilità cognitive). Si chiama funzionale in quanto la conoscenza deve essere funzionale alla realizzazione di attività didattiche individualizzate ed efficaci.
Pediatra Neuropsichiatra Psicologo Assistente sociale Pedagogista Terapista Oculista Diagnosi funzionale Otorinolaringoiatra Protesista. aree di carenza Nei casi di minorazioni sensoriali Diagnosi funzionale aree si potenzialità
Diagnosi funzionale Incontro con gli operatori dell equipe psico-medico-pedagogica Colloqui con la famiglia Colloquio con gli educatori che precedentemente hanno lavorato con il bambino Conoscenza approfondita del bambino attraverso l osservazione
Abilità relative all autonomia Abilità sociali osservazione valutazione Abilità percettive Abilità psicomotorie Abilità comunicative Abilità cognitive
I dati fondamentali della Diagnosi Funzionale si possono dividere in 4 categorie Dati anamnestici, clinico-medici, familiari e sociali Livelli di competenza raggiunti nelle diverse aree fondamentali dello sviluppo Livelli di competenza Raggiunti rispetto agli obiettivi della programmazione della classe Aspetti psicologici, affettivo-emotivi, relazionali e comportamentali
Diagnosi funzionale Dati anamnestici, clinico-medici, familiari e sociali Storia clinica dell alunno Persone di riferimento Diagnosi clinica e situazione attuale Situazione familiare Gestione dello stress Effetti riscontrati e/o prevedibili Situazione socioeconomica
Diagnosi funzionale Aspetti psicologici, affettivo-emotivi, relazionali e comportamentali locus of control senso di autoefficacia stili di attribuzione autostima emotività comportamenti problema motivazione
Diagnosi funzionale Livelli di competenza raggiunti nelle diverse aree fondamentali dello sviluppo Percezione rapporti spazio-temporali Funzionalità organi di senso Gioco e abilità espressive Motricità e percezione Gioco manipolatorio, esploratorio, costruttivo Hobby e sport Abilità grosso/fino motorie Gioco sociale e con regole Abilità cognitive Abilità metacognitive, stili cognitivi e di apprendimento Abilità interpersonali e sociali Autonomia personale e sociale Competenze Deficit Attenzione Memoria Problem solving Abilità di comunicazione e linguaggio Verbali Non verbali
Notizie Anamnestiche (Colloquio con i genitori) Grado di scolarità dei genitori Quale lavoro svolgono i genitori Entrambi i genitori, o uno dei due, hanno avuto: disturbi del linguaggio ritardo di linguaggio difficoltà scolastiche In famiglia si sono riscontrati casi di disturbo di apprendimento? Quale è il comportamento del bambino a casa secondo i genitori? 1/4
Notizie Anamnestiche (Colloquio con i genitori) Quale è l atteggiamento dei genitori? permissivo autoritario iperprotettivo Quale è il comportamento del bambino a scuola? timido aggressivo collaborante assente Il bambino tende a isolarsi, gioca con i più piccoli o con i coetanei? 2/4
Notizie Anamnestiche (Colloquio con i genitori) Quale tipo di rapporto ha il bambino con l insegnante? fiducioso provocatorio sottomesso Il bambino sa rispettare le norme della vita scolastica? Il bambino mostra interesse per le attività scolastiche? Il bambino è autonomo? In quali campi riesce meglio? In quali campi ha difficoltà? 3/4
Notizie Anamnestiche (Colloquio con i genitori) Esegue da solo i compiti, o ha bisogno di aiuto? saltuariamente spesso continuamente Studia da solo, o desidera che gli altri gli leggano le lezioni? Chiede spiegazioni se ha dubbi o non ha capito? Come reagisce il bambino di fronte alle difficoltà? indifferenza opposizione disturbi psico-somatici collaborazione Il bambino parla a casa delle vicende scolastiche e viceversa? 4/4 Il bambino guarda in viso l esaminatore?
Profilo dinamico funzionale Il Profilo Dinamico Funzionale contiene in sintesi i dati di conoscenza dell alunno, in base ai quali verranno organizzate le attività didattiche da utilizzare quotidianamente. Il termine dinamico sta a significare che la situazione dell alunno non è presente in termini di staticità (dello stato di deficit evidenziato), ma in termini di potenziale sviluppo delle abilità presenti. Esso fissa dunque obiettivi a medio e breve termine con incrementi graduali di difficoltà e con l ausilio di tecniche di facilitazione. Il PDF è un punto di raccordo tra la conoscenza dell alunno offerta dalla Diagnosi Funzionale e la definizione di attività, tecniche, mezzi e materiali efficaci per la prassi didattica.
Fase 1 Sintetizzare in modo significativo i risultati della diagnosi funzionale Profilo dinamico funzionale Fase 2 Definire gli obiettivi a lungo termine Fase 3 Scegliere gli obiettivi a medio termine Fase 4 Definire gli obiettivi a breve termine e le sequenze facilitanti di sotto-obiettivi
Abilità Profilo dinamico funzionale Fase 1 Sintetizzare in modo significativo i risultati della diagnosi funzionale Deficit Interconnessioni
Profilo dinamico funzionale Fase 4 Definire gli obiettivi a breve termine e le sequenze facilitanti di sotto-obiettivi semplificare i criteri di esecuzione Ridurre le difficoltà dell obiettivo uso di aiuti necessari e sufficienti analisi del compito
Bilanciamento tra obiettivi Definizione tra percorsi preferenziali Profilo dinamico funzionale Fase 3 Scegliere gli obiettivi a medio termine Esigenze ecologicoassistenziali progetto di vita Esigenze di carattere biomedico Esigenze di carattere psicologico Risorse a disposizione
Attività, materiali, metodi di lavoro Le soluzioni operative che favoriscono il raggiungimento degli obiettivi sono da identificare nei materiali specifici (testi specifici) tecniche didattiche (metacognitive) che servono in situazione di difficoltà di apprendimento. Bisogna quindi che l insegnante possieda una varietà di repertorio di attività e di tecniche che si siano dimostrate efficaci.
Attività, materiali, metodi di lavoro Materiali didattici Tecniche di insegnamento Organizzazione delle risorse
Verifica dell acquisizione e della appropriatezza degli obiettivi La valutazione è un momento molto importante del PEI. Essa deve essere realizzata durante le varie attività svolte nel corso dell anno scolastico e deve essere rivolta non soltanto all acquisizione degli obiettivi, ma alla valutazione del grado di generalizzazione delle abilità, del grado di mantenimento nel tempo delle competenze acquisite e del livello di auto-regolazione autonoma nell esecuzione di un compito. L appropriatezza degli obiettivi deve tenere conto dei bisogni dell alunno, deve verificare se l apprendimento del tipo di abilità proposta è significativo ed utile per migliorare la condizione di vita dell alunno stesso.
Verifica dell acquisizione e della appropriatezza degli obiettivi Verifica continua di efficacia degli interventi e di validità del profilo
Note bibliografiche: Gardner, Murphy, Crawford, Programmazione educativa individualizzata per l alunno handicapato, Ed. Erickson, Trento, 1985. Dario Ianes, Fabio Celi, Il piano educativo individualizzato, Ed. Erickson, 1999-2001. Mario Iacopino, Non accettarmi come sono. Esperienze didattiche d integrazione delle persone diversamente abili nella scuola dell autonomia, Ed. Junior, Marzo 2001. Dario Ianes, Didattica speciale per l integrazione. Un insegnamento sensibile alle differenze, Ed. Erickson, 2001 C. Epasto, Problematiche educative e risposte didattiche, Helios, Messina, 1998. C. Epasto, Ricerche, per una didattica dei disturbi dell apprendimento, Samperi, Messina. C. Epasto, Nascita pretermine e relazione madre/bambino, Samperi, Messina C. Epasto, Le dinamiche relazionali distorte: il bullismo, Samperi Messina. L. Smeriglio, L errore nell educazione, Sapignoli Editore, Torriana (Forlì). L. Smeriglio, Personalità e diversità, Sapignoli Editore, Torriana (Forlì). L. Smeriglio, Nuove dimensioni dell educazione, Sapignoli Editore, Torriana (Forlì).
Fine