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AUROlink il collegamento tra medico e paziente Informazioni validate per ottenere un consenso consapevole alle procedure urologiche ADENOMECTOMIA TRANSVESCICALE

OSPEDALE UNITA OPERATIVA di UROLOGIA Responsabile: CONSENSO INFORMATO ADENOMECTOMIA TRANSVESCICALE Io sottoscritto/a nato a il / / sono stato informato/a dal Dr./Dr.ssa in modo completo ed esaustivo: della mia diagnosi risultante dalla visita e/o dall esame; del trattamento più adeguato, dei tempi e delle modalità di attuazione; dei potenziali benefici del trattamento; delle possibili complicazioni, dei rischi e dei relativi ulteriori interventi medici; delle possibilità di insuccesso; dei rischi particolari legati al mio caso; dei disagi che potrebbero verificarsi a seguito del trattamento; dei tempi e delle modalità di recupero; delle opzioni terapeutiche alternative al trattamento diagnostico/ terapeutico propostomi, compreso il non trattamento e gli annessi rischi e benefici; delle dotazioni ospedaliere adeguate all indagine diagnostica e/o alla terapia alla quale verrò sottoposto. Il presente modulo viene consegnato al paziente in previsione dell intervento chirurgico / procedura, a completamento di quanto già espresso verbalmente, per informarlo dei rischi e dei benefici connessi all operazione prevista ed ottenere il Suo consenso informato. Tale atto, indispensabile e previsto dalla legge, viene richiesto a tutela del malato e non al fine di sollevare il medico dalle responsabilità professionali. Si prega di leggere per esteso il documento prima di firmarlo, rivolgendosi al medico dell Unità Operativa / Servizio per ogni eventuale chiarimento. Dopo aver letto queste notizie e dopo averne parlato con il medico responsabile delle sue cure o con il medico che eseguirà l intervento necessario, il paziente sottoscriverà questo consenso al trattamento proposto od opporrà un suo rifiuto. In quest ultima spiacevole condizione nulla cambierà nei rapporti tra il paziente ed i medici del reparto che continueranno ad impegnarsi per fornire il miglior trattamento possibile anche senza quello proposto, ritenuto assolutamente necessario. Deve essere chiaro che la mancata esecuzione della procedura terapeutica proposta, implicherà l aumentato rischio di mortalità o una rilevante riduzione dei risultati terapeutici. 1. COS È L IPERPLASIA PROSTATICA BENIGNA E QUALE SINTOMI PROCURA? La prostata è una ghiandola che fa parte dell apparato genitale maschile, a forma di castagna, situata al di sotto della vescica. E attraversata dal primo tratto dell uretra, il condotto che porta l urina dalla vescica verso l esterno,

come un tunnel attraversa una montagna. L iperplasia prostatica benigna (IPB) detta anche semplicemente ipertrofia prostatica e anticamente chiamata adenoma prostatico, è una evoluzione della prostata caratterizzata da un ingrossamento di una porzione della ghiandola (detta zona di transizione) intorno all uretra prostatica: questo aumento volumetrico a manicotto intorno all uretra ne aumenta la lunghezza e ne impedisce l allargamento a imbuto durante la minzione causando un ostacolo idraulico che può disturbare lo svuotamento della vescica e conseguentemente provocare sintomi delle basse vie urinarie che interferiscono sulla qualità di vita dei soggetti di sesso maschile. Si assiste ad una progressiva difficoltà ad urinare: il getto diventa debole, spesso intermittente, con prolungato gocciolio al termine della minzione e sensazione di non avere svuotato completamente la vescica; a volte è necessario aspettare alcuni secondi prima di riuscire ad urinare, o bisogna aiutarsi spingendo con i muscoli della pancia. A questi sintomi possono associarsene altri, secondari all irritazione della vescica che deve contrarsi più frequentemente per cercare di espellere l urina: bisogno di urinare spesso, necessità di alzarsi per urinare una o più volte durante la notte, bisogno improvviso ed irrefrenabile di urinare, fino alla vera e propria perdita di urina, o fino all incapacità di urinare (ritenzione d urina). Inoltre l ostruzione allo svuotamento della vescica può alla lunga provocare conseguenze o complicanze quali: calcolosi vescicale, diverticoli vescicali, ematuria (presenza di sangue nelle urine), dilatazione delle alte vie escretrici urinarie (reni ed ureteri) fino all insufficienza renale. 2. COME SI ARRIVA ALLA DIAGNOSI E QUINDI AL RICOVERO? Le indicazioni alla terapia chirurgica sono determinate principalmente dalla presenza delle seguenti condizioni: sintomi delle basse vie urinarie di entità media o severa, resistenti alla terapia medica che abbiano un impatto sulla qualità di vita del paziente; ritenzione urinaria cronica che non risponde alla terapia medica; ritenzioni urinarie ricorrenti; insufficienza renale cronica secondaria all ostruzione; calcolosi vescicale; ripetuti episodi di perdita di sangue con le urine che non rispondono alla terapia medica; diverticolosi vescicale con complicanze di tipo infettivo; infezioni urinarie ricorrenti. La presenza di un cospicuo residuo post-minzionale può rappresentare un indicazione all intervento chirurgico, in particolare quando superi 1/3 della capacità vescicale globale. 3. COSA ACCADE PRIMA DEL RICOVERO? Prima del ricovero verranno eseguiti gli Esami Pre-Operatori (EPO): il paziente attenderà la telefonata con cui gli si comunicherà la data in cui eseguirà gli esami (esami del sangue, elettrocardiogramma, radiografia del torace) e la visita anestesiologica. 4. COSA ACCADE AL MOMENTO DEL RICOVERO? Verrà ricoverato in genere il giorno stesso dell intervento, o la sera precedente, e pertanto dovrà rimanere digiuno dalla mezzanotte del giorno prima, consumare una cena leggera la sera precedente e, se possibile, aver provveduto a depilarsi a calzoncino cioè dalla vita a metà coscia, con particolare riguardo per i peli del pube. Al momento del ricovero, il personale infermieristico, oltre a provvedere alle formalità burocratiche di ricovero, controllerà l adeguatezza delle procedure sopra descritte e l accompagnerà a letto. Verrà quindi accompagnato in sala operatoria avendo lasciato eventuali protesi dentarie, orologio, gioielli, piercing, ecc. 5. CHE TIPO DI INTERVENTO VERRÀ ESEGUITO E CHE TIPO DI ANESTESIA VERRÀ PRATICATA? COSA AVVERRÀ DURANTE LA DEGENZA? Esistono varie tecniche chirurgiche che negli anni sono state proposte per risolvere l ostruzione allo svuotamento vescicole ed i conseguenti sintomi causati dall IPB. Le diverse terapie sono indicate in base alle condizioni generali del paziente, al desiderio del paziente e soprattutto alle caratteristiche cliniche: volume della prostata e presenza di complicanze. Nel Suo caso è stato proposto l intervento di ADENOMECTOMIA TRANSVESCICALE. Consiste nell asportazione del Ipertrofia Prostatica Benigna attraverso un incisione cutanea sottoombelicale che permette di accedere attraverso l apertura della vescica al collo vescicole e da lì all IPB. Collateralmente possono essere risolte eventuali complicanze presenti quali calcolosi o diverticoli vescicali. L intervento dura in genere meno di 60 minuti. La procedura è eseguita in anestesia spinale o generale. Al ter-

mine dell intervento viene lasciato un drenaggio che sarà rimosso in 3-4 giorni. Viene posizionato un catetere vescicale con sistema di lavaggio continuo della vescica: in assenza di complicazioni il catetere viene rimosso dopo 5 gg. Generalmente è indicata la profilassi antibiotica (per via endovenosa, prima dell intervento) ed antitrombotica (per via sottocutanea, dalla sera dell intervento e per tutta la durata della degenza). Dal giorno successivo all intervento potrà progressivamente alimentarsi ed alzarsi dal letto, all inizio aiutato dal personale infermieristico, e riprendere ad alimentarsi normalmente. La degenza in ospedale è usualmente di 5 gg. 6. QUALI SONO I RISULTATI DELL INTERVENTO? I risultati comportano un miglioramento dei disturbi in una percentuale superiore al 95% dei casi, miglioramento che talvolta necessita di un tempo fino a 3 mesi (1% di ritrattamenti a 10 anni). 7. QUALI SONO GLI EFFETTI COLLATERALI E LE COMPLICANZE? Le due conseguenze (effetti collaterali) possibili dell intervento sono: l eiaculazione retrograda: il fatto che lo sperma al momento dell eiaculazione finisce per lo più in vescica invece che all esterno come usuale: questo è dovuto al fatto che l asportazione dell ipertrofia comporta necessariamente l asportazione del collo vescicale per liberare lo svuotamento della vescica. Perché lo sperma venga eiaculato completamente all esterno il collo vescicale deve essere chiuso. Quindi se lo asportiamo per poter urinare non può essere chiuso. eccessiva frequenza urinaria e urgenza con stimoli imperiosi, in rari casi, anche per 2-3 mesi, conseguenza del danno da ostruzione che la vescica ha subito. Questi sintomi possono essere molto migliorati con la terapia farmacologica. Le complicanze possono essere: l emorragia con necessità di trasfusione nell 8% dei casi; infezione urinarie nel 15% dei casi; la sindrome da TURP dovuta al riassorbimento del liquido di lavaggio della vescica, che può determinare confusione, nausea, vomito, disturbi nervosi e circolatori nello 0,2 % dei casi; a distanza dall intervento possono comparire la stenosi (restringimenti) dell uretra e la sclerosi (irrigidimento) del collo vescicale nel 1% dei casi, la cui risoluzione può richiedere un secondo intervento; l incontinenza urinaria da sforzo, nei suoi diversi gradi, è un evento rarissimo che può richiedere un intervento correttivo. epididimiti acute (infezione dei testicoli); febbre; disfunzione erettile solitamente transitoria e di natura psicogena in rare evenienze. devono essere poi messe in conto complicanze di ordine generale quali la trombosi venosa profonda, l embolia polmonare, l infarto del miocardio e l ictus cerebrale, che perlatro vengono prevenute con profilassi e controlli. 8. COSA AVVERRÀ DOPO LE DIMISSIONI? Al momento delle dimissioni è valutata la capacità del paziente di urinare autonomamente con un buon flusso, l assenza di persistente sanguinamento con l urina, l assenza di febbre o di dolore. Per 10-15 giorni, talvolta fino ad 1 mese dall intervento possono esservi tracce di sangue nelle urine, urine scure o contenenti flocculazioni: sono il significato della progressiva riparazione della cicatrice interna conseguente all intervento. Nei giorni dopo la rimozione del catetere, una certa maggior frequenza nell urinare, a volte con stimolo imperioso può persistere: tali sintomi se fastidiosi possono essere trattati adeguatamente con terapia farmacologica, quindi è opportuno segnalarli ai medici urologi. Dopo la dimissione è consigliata una vita normale senza sforzi fisici, una dieta equilibrata con particolare attenzione a mantenere un alvo regolare. L attività sessuale o sportiva potrà essere ripresa dopo circa 1 mese dalla dimissione. A domicilio in caso di febbre, ritenzione acuta d urina o di improvvisa emorragia con urine rosse contattare il reparto di urologia. I controlli saranno consigliati in sede di dimissione a seconda delle condizioni associate e dell estensione dell intervento. In ogni caso dovrà essere effettuata una visita dopo circa 10 giorni dall intervento per la rimozione dei punti. 9. CHE COSA ACCADE SE NON MI SOTTOPONGO ALL INTERVENTO? Cotinuerò ad avere sintomi urinari fino alla ritenzione completa. A quel punto sarà necessario posizionare un catetere vescicale. un altro rischio è la sovradistensione vescicale che determina una ridotta efficacia contrattile della vescica che può diventare irreversibile. Pertanto se l intervento chirurgico dovesse essere es-

eguito in questo stadio la vescica potrebbe non essere più in grado di svuotarsi adeguatamente e sarà necessario il cateterismo ad intermittenza. INFORMAZIONI SULLA STRUTTURA Per quanto concerne ogni ulteriore informazione in merito alla presente struttura, La invitiamo a rivolgersi alla amministrazione che sarà a Sua disposizione per ogni ulteriore chiarimento. CONSENSO INFORMATO Confermo: di essere stato adeguatamente informato e di avere compreso e discusso con il medico tutte le informazioni; di avere avuto la possibilità di fare domande sul trattamento anestesiologico da adottare prima, durante e dopo l intervento e che il medico si è reso/a disponibile per eventuali ulteriori chiarimenti; di avere compreso le informazioni circa le complicanze più comuni e prevedibili e che, nel mio caso specifico, consistono in e che il Dr./Dr.ssa ha espresso quanto sopra in modo chiaro e comprensibile ed ha risposto esaurientemente ad ogni quesito. EVENTUALE PRESENZA DI TESTIMONE EVENTUALE NECESSITA DI INTERPRETE SI Cognome e Nome: Firma: SI Cognome e Nome: Firma: Quindi ACCONSENTO di SOTTOPORMI presso CODESTA STRUTTURA ad INTERVENTO/PROCEDURA SOPRAINDICATO/A RIFIUTO di SOTTOPORMI presso CODESTA STRUTTURA ad INTERVENTO/PROCEDURA SOPRAINDICATO/A Data: / / Firma Genitore o Legale Rappresentante Firma Paziente Firma Medico