Fisica applicata Lezione 4

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Transcript:

Fisica applicata Lezione 4 Maurizio Tomasi maurizio.tomasi@unimi.it Dipartimento di Fisica Università degli studi di Milano 7 Novembre 2016

Parte I Le leggi della dinamica

La forza normale Se in questo momento agisce su di noi la forza di gravità, perché non cadiamo verso il basso? Le sedie su cui siamo seduti esercitano una forza opposta a quella di gravità (per chi è in piedi, lo fa il pavimento). Questa si chiama forza normale (nel senso di perpendicolare), e si indica con F N. Essa pareggia tutte le forze che spingono verso il basso, in modo che il corpo sia in quiete.

La forza di attrito La forza di attrito F a agisce sempre in senso opposto al movimento di un corpo, e accade quando il corpo striscia (o rotola) contro un altro. Essa è sempre proporzionale alla forza normale F N (che quantifica quanto il corpo aderisca a quello su cui striscia): F a ď µf N, con 0 ă µ ď 1 coefficiente d attrito (è un numero puro).

La forza di attrito Contrariamente all intuizione, l attrito non dipende dalla superficie di contatto.

La forza di attrito L attrito è sempre maggiore nel caso in cui si deve spostare un corpo fermo (caso statico, µ s, nel quale vale il ă), rispetto a quello in cui il corpo è già in movimento (caso dinamico, µ d, nel quale vale ). Ciò si esprime matematicamente con la scrittura 0 ă µ d ă µ s ď 1.

La forza di Hooke Riposo Tensione Δx Se una molla viene tesa o compressa di una lunghezza x, la forza di richiamo è F K k x, dove k è detta costante di Hooke, e dipende dalla molla (rks N {m). Il segno meno indica che la forza si oppone sempre alla variazione.

La forza di Hooke Nel caso di una molla verticale, l allungamento è causato dalla gravità, e si ricava dall equazione perché a 0. 0 mg k x, Δx F K F g La soluzione è È ragionevole? x mg k.

Esempi della seconda legge https://www.youtube.com/watch?v=ecmmmeeyoo0

Domande 1. Se un corpo non ha accelerazione, si può concludere che su di esso non agiscono forze? 2. Se su un corpo agisce una sola forza, è obbligato ad accelerare? Potrà mai avere velocità nulla? 3. Se A è grande il doppio di B, si può dire che m A 2m B?

Prima e seconda legge Notiamo che se la somma delle forze su un corpo è nulla, allora ma 0, e quindi a 0: il moto è rettilineo uniforme. La seconda legge è quindi consistente con la prima.

Direzione delle forze L enunciato della seconda legge di Newton che abbiamo dato è stato semplificato rispetto all originale. Un aspetto importante su cui abbiamo sorvolato è infatti la direzione lungo cui si applica una forza. Cosa succede infatti se su un corpo agisce una forza diretta lungo la verticale (es., la gravità) e contemporaneamente una diretta orizzontalmente (es., il vento che lo spinge)?

Direzione delle forze Se sono presenti contemporaneamente forze orizzontali e forze verticali, il problema si risolve scrivendo la legge di Newton due volte, una volta includendo le sole forze orizzontali, e una volta includendo le sole forze verticali: ma orizz ÿ i ma vert ÿ i F orizz i, F vert i. Il caso di forze oblique non è affrontato in questo corso.

La terza legge La terza legge di Newton mette in relazione le forze agenti tra corpi interagenti tra loro: Se un corpo A esercita una forza F sul corpo B, il corpo B esercita una forza F sul corpo A (principio di azione e reazione). È molto diversa dalle prime due leggi, che riguardano corpi isolati, ed è facile fraintenderne il significato!

La terza legge?

La terza legge Forza del cavallo Reazione del carro

La terza legge Esempi di applicazione della terza legge: Forze normali; Dolore che si prova quando si dà un pugno al muro; Indolenzimento delle spalle quando si porta uno zaino pesante; Difficoltà a vincere una gara di tiro alla fune.

Esempio della terza legge Libro Tavolo Terra

Esempio della terza legge F NL = m L g Libro F PL =m L g Tavolo Terra

Esempio della terza legge F NT = (m T +m L )g Libro Tavolo F PL =m L g F PT =m T g Terra

Esempio delle tre leggi Peso Forza applicata Corda superiore Corda inferiore Supponiamo di avere un peso legato al soffitto come da figura. Se tiriamo la corda inferiore lentamente o bruscamente, quale corda si spezza?

Esempio delle tre leggi https://www.youtube.com/watch?v=ecmmmeeyoo0

Esempio delle tre leggi https://www.youtube.com/watch?v=ecmmmeeyoo0

Esempio delle tre leggi La spiegazione è da cercarsi nel principio di inerzia: 1. Tirando bruscamente, il peso è lento a muoversi e la corda superiore non fa in tempo a risentire della forza; 2. Tirando lentamente, l effetto della forza ha tempo di farsi sentire sulla corda superiore, che risente anche del peso e quindi si rompe prima.

Esercizio svolto (1) F Esercizio Un blocco di massa m 6 kg è inizialmente fermo su un piano orizzontale privo di attrito. Su di esso agisce una forza orizzontale F 4 N. Domande: 1. Quanto vale la sua accelerazione? 2. Per quanto tempo deve agire la forza per raggiungere la velocità v f 2 m {s? 3. Quanta strada percorre in questo tempo?

Esercizio svolto (1) Iniziamo col prevedere l ordine di grandezza delle risposte: 1. Una forza di 4 N è piccola, corrisponde al peso di un oggetto di 4 etti: quindi ci aspettiamo un accelerazione piccola. 2. Il tempo necessario per raggiungere 2 m /s dipende dal valore dell accelerazione, che ancora non sappiamo: lasciamo da parte gli ultimi due punti per il momento.

Esercizio svolto (1) F L accelerazione si ricava dalla legge ma F Ñ a F m 4 N 6 kg «0.7 m {s 2.

Esercizio svolto (1) Siccome la forza non varia, l accelerazione è costante, quindi il moto è rettilineo uniformemente accelerato. Vale la formula v f v 0 ` at, dove v 0 0, v f 2 m {s e a F{m: v f F m t Ñ t mv f F 6 kg ˆ 2 m {s 4 kg m {s 2 3 s.

Esercizio svolto (1) Infine, si può trovare la distanza percorsa usando l equazione x f x 0 ` v 0 t ` 1 2 at 2 Ñ x 1 2 at 2, oppure mediante l equazione f v 2 0 ` 2a x Ñ x v f 2 2a. v 2 Usiamo entrambi i modi: dovremmo ottenere lo stesso risultato.

Esercizio svolto (1) Usando la prima formula, otteniamo che x 1 2 at 2 1 F mvf 2 m F 3 m. 2 mv 2 f 2F 6 kg ˆ p2 m {sq 2 2 ˆ 4 N

Esercizio svolto (1) Usando la seconda formula, otteniamo che x v f 2 2a mv f 2 2F 3 m, ossia siamo arrivati alla medesima formula, come volevasi dimostrare.

Esercizio svolto (2) Un aeroplano di 12 tonnellate è in volo alla velocità di 870 km /h. Che valore ha la spinta esercitata dall aria (portanza) sull aeroplano?

Esercizio svolto (2) Nel testo non si assegnano simboli ai numeri del problema, quindi facciamolo noi: m 12 ton, v 870 km {h, F P?. Il problema è particolare, perché la presenza della velocità v (870 km /h) potrebbe trarre in inganno. Ma la soluzione del problema non dipende da v.

Esercizio svolto (2) La richiesta del problema è quello di calcolare la portanza dell aria; essa è semplicemente la forza che permette all aereo di volare senza perdere quota: F P F g mg, così che ma F g ` F P 0. Quindi F P mg 12 ton ˆ 10 m {s 2 1.2 ˆ 10 5 N.

Esercizio svolto (2) La velocità orizzontale dell aereo non è però un dato inutile, perché è essa che genera la portanza. Se i suoi motori si fermassero, l aereo infatti precipiterebbe! A parte la sua dipendenza dalla velocità v, la portanza si comporta come la forza normale: essa si oppone sempre a qualche altra forza (es., la gravità), e non può mai essere superiore a essa: F P ď F g.

Esercizio svolto (3) In un gioco del tiro alla fune modificato, due squadre spingono in direzioni opposte una slitta di 25 kg ferma su una strada ghiacciata. Se le due squadre esercitano rispettivamente le forze di 90 N e di 92 N, quale sarà l accelerazione della slitta? Ancora una volta, il testo non associa simboli ai numeri, quindi lo facciamo noi: F 1 90 N, F 2 92 N, m slitta 25 kg.

Esercizio svolto (3) È sempre opportuno iniziare da un disegno: m slitta F 1 F 2 Possiamo ignorare la forza peso e la forza normale esercitata dal ghiaccio, perché ai fini del gioco contano solo gli spostamenti orizzontali, quindi le forze orizzontali F 1 e F 2.

Esercizio svolto (3) Se le due squadre applicano forze lievemente diverse (92 N e 90 N), è facile prevedere che a vincere sarà la squadra che esercita la forza maggiore (F 2 ). Siccome però le due forze differiscono di poco, ci aspettiamo un accelerazione piccola della slitta.

Esercizio svolto (3) La seconda legge di Newton nella direzione orizzontale si scrive così: ma F 1 ` F 2. Il problema richiede di calcolare a, quindi risolviamo algebricamente: a F 1 ` F 2 m 90 N ` 92 N 25 kg 2 kg m {s 2 25 kg 2 25 m {s 2 8 100 m {s 2 8.0 ˆ 10 2 m{s 2.

Esercizio svolto (3) Se per completezza vogliamo includere nella trattazione anche le forze verticali, le due forze in gioco sono la forza di gravità e la forza normale, che si devono pareggiare: F g ` F N 0.

Esercizio svolto (4) Un blocco di massa m 4 kg si trova su un piano con coefficienti di attrito µ s 0.7, µ d 0.4. Ad esso è agganciata una molla con costante elastica k 100 N {m. (1) Quanto occorre allungare la molla per mettere in movimento il blocco? (2) Appena il blocco inizia a muoversi, che accelerazione ha?

Esercizio svolto (4) Le quantità nel testo dell esercizio sono già associate a simboli (m, k, µ s, µ d ), passiamo a rappresentare graficamente il problema. k kδx μ s, μ d m F n mg μf n

Esercizio svolto (4) Proviamo ad azzardare una stima del risultato, avendo presente il grafico: k kδx μ s, μ d m F n mg μf n e ricordando che m 4 kg, k 100 N {m, µ s 0.7, µ d 0.4.

Esercizio svolto (4) Lungo l asse orizzontale, quello che ci interessa, sono in gioco due forze: la forza elastica F k e la forza di attrito statico F st. Esse hanno espressione F k k x, F st ď µ s F n µ s ˆ mg.

Esercizio svolto (4) La forza F st si adatta in modo da pareggiare sempre la forza F k e mantenere fermo il blocco. Ma essa non può superare il valore µ s ˆ mg, oltre il quale non può crescere. Tale valore limite si ottiene quando x è sufficientemente grande da rendere vera l uguaglianza k x µ s ˆ mg Ñ x µ s ˆ mg. k È un risultato ragionevole?

Esercizio svolto (4) Appena la molla si allunga di x, il corpo inizia a muoversi. In questo passaggio, l attrito si trasforma da statico a dinamico, e la forza risultante è F k ` µ d ˆ mg k x ` µ d ˆ mg ma. Risolvendo, si ottiene che a k m x ` µ d ˆ g k m ˆ µs ˆ mg ` µ d ˆ g k p µ s ` µ d q ˆ g.

Esercizio svolto (4) Avendo i risultati in forma algebrica, calcoliamoli ora in forma numerica: x µ s ˆ mg 0.7 ˆ 4 kg ˆ 10 m {s 2 28 cm, k 100 N {m a pµ d µ s q ˆ g p0.4 0.7q ˆ 10 m {s 2 3 m {s 2.

Come affrontare gli esercizi sulle forze Prima di buttarsi a capofitto nei calcoli, è opportuno seguire i seguenti passaggi nella soluzione degli esercizi di fisica: 1. Scrivere in una tabella le quantità numeriche e attribuire un simbolo a ciascuna di esse; 2. Fare un disegno schematico, in cui si riportano le forze e le loro direzioni (orizzontale/verticale, positiva/negativa); 3. Dare una stima del risultato; 4. Pensare a quali equazioni sono applicabili e quali no.

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