La regola del parallelogramma

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La regola del parallelogramma PREREQUISITI Per affrontare la prova lo studente deve sapere... La definizione di vettore La regola del parallelogramma Come si utilizza un dinamometro L unità di misura della forza. Titolo Il titolo di questa relazione, che riguarda un aspetto fondamentale delle grandezze vettoriali è: Verifica del carattere vettoriale delle forze. 2. Obiettivi Lo scopo essenziale è quello di verificare che due vettori (forze) componendosi fra loro in una somma determinano un vettore risultante del quale modulo, direzione e verso sono definiti mediante la cosiddetta regola del parallelogramma. a. Schema e/o disegno Il dispositivo standard è quello rappresentato in figura. Figura

b. Materiale e strumenti Il materiale utilizzato è il seguente: aste di supporto; carrucole; piano verticale; filo; pesetti; dinamometro; goniometro. Il materiale or ora descritto può essere nei primi tre elementi sostituito con un disco verticale dotato di carrucole mobili poste ai bordi oppure con il tavolino di Varignon a configurazione orizzontale, come rappresentato in figura 2. Lo svolgimento della prova comunque non cambia. Figura 2 4. Contenuti teorici Si possono riassumere le caratteristiche fondamentali dei vettori, ciò che li contraddistingue dalle grandezze scalari, soffermandosi in particolare su come si effettua la somma tra due o più vettori. Quindi, con riferimento alle forze, si può suggerire per quali motivi esse inducano il sospetto di essere dei vettori, da cui il tentativo di vedere se ubbidiscono o no alla regola del parallelogramma. 5. Descrizione della prova Per realizzare il nostro obiettivo, vedremo se due forze F r 2, dirette in modo tale da formare fra loro un certo angolo α, vengono equilibrate da una forza F r agente in direzione opposta rispetto all angolo α (fig. ). Se questo accade, vuol dire che F r 2 si compongono in modo tale da formare una forza che annulla la F r, vale a dire una risultante R r S uguale e opposta per le condizioni di equilibrio alla F r. Se allora, ribaltando quest ultima (indicando con R r T tale vettore) e componendo F r 2 secondo la regola del parallelogramma in modo da individuare R r S, troviamo che entro i limiti sperimentali R r S ed R r T si sovrappongono, avremo dimostrato che le forze sono dei vettori che ubbidiscono alla regola del parallelogramma. Realizziamo le forze F r, F r 2 tramite dei pesi opportuni. Figura Iniziamo l esecuzione della prova. Si montano i supporti necessari per posizionare le carrucole, come illustrato in figura. Si lega l estremità di un filo al centro di un secondo filo e si fanno tre occhielli alle tre estremità libere. Si appendono i pesetti negli occhielli, che saranno in numero inferiore nei due fili laterali e superiore in quello centrale.

Poiché non è detto che, con i pesetti a disposizione e in una determinata posizione delle carrucole, si trovi facilmente l equilibrio fra le tre forze, si dovranno regolare il numero dei pesetti e la posizione reciproca delle carrucole in modo tale che alla fine il sistema di pesi resti immobile. Grazie ai fili e alle carrucole, la direzione delle forze peso laterali verticali viene deviata, per cui le due forze F r 2 saranno disposte come riportato in figura 4. A questo punto si dispone dietro il supporto un piano verticale con un foglio di carta millimetrata fissata con delle puntine da disegno. Su questo foglio, aiutandosi con le squadre, si tracciano il punto centrale di applicazione delle tre forze e la direzione dei tre vettori. (Se l ultima operazione non è di agevole realizzazione, una volta segnato a matita il punto di concorrenza centrale, basterà tracciare il più possibile lontano da esso almeno un altro punto per ognuna delle tre rette d azione e quindi controllare, scostandoci dal foglio, l allineamento dei punti con la direzione delle forze determinata dai fili). Si misurano i valori della forza peso dei vari gruppi di pesetti tramite il dinamometro e si riportano ordinatamente come indicato al paragrafo successivo. Figura 4 In questo modo la fase propriamente sperimentale è conclusa e si può passare all elaborazione di quanto raccolto. Se c è tempo, si può verificare che, disponendo i pesetti in maniera tale che il rapporto F / F2 / F rispetti la proporzione /4/5, l angolo tra le forze F r 2 è di 90. 6. Raccolta dei dati Si scrive semplicemente, ricordando come vanno riportati i risultati delle misurazioni: F = ( ± ) = ( ± ) F = ( ± ) F2 7. Elaborazione A causa della relativa difficoltà di uno sviluppo completo e rigoroso nell elaborazione matematica dei dati, in questa sede opteremo per un approccio puramente grafico al problema, senza tuttavia perdere in efficacia e comprensione delle finalità della prova.

Il grafico Tracciate le tre rette rappresentanti le tre direzioni delle forze, bisogna riportare in scala, a partire dal comune punto O di applicazione, i valori dei tre moduli delle forze, in modo da rappresentare coerentemente sul foglio i tre vettori. Supponiamo che per una delle forze abbiamo misurato il modulo F = (0,50 ± 0,02) N. A ogni millimetro della carta si deve attribuire un valore in newton, in modo tale da capire con quanti millimetri occorre rappresentare il modulo della forza e il suo errore assoluto. Si effettuano vari tentativi, affinché il disegno occupi il più possibile lo spazio del foglio. Se, per esempio, si sceglie la corrispondenza: mm 0,004 N risulta: F 0,50 0,004 = 25 mm In definitiva il modulo di F r deve essere lungo 25 mm. Lo stesso procedimento si applica per le altre due forze F r 2. Dopodiché, si traccia il vettore R r T opposto a F r e si sommano F r 2 vettorialmente, cioè secondo la regola del parallelogramma, individuando così R r S (fig. 5). (Per una valutazione approssimativa degli errori, si può leggere l Help che segue). Figura 5

Help Un modo per tener conto in qualche modo degli errori di misura, consiste nel rappresentare graficamente anche gli intervalli di indeterminazione dei moduli delle forze. Analogamente a prima: 0,02 ε T ( F ) = 5 mm 0,004 Combinando il valore più piccolo F r con il più grande di F r 2 si trova il vettore R r S più a sinistra; e viceversa per il vettore R r S più a destra (vedi area evidenziata nella fig. 5). 8. Analisi dei risultati e conclusioni Se non si è tenuto conto per niente degli errori, si dirà che la verifica ha avuto successo o meno a seconda della vicinanza fra la risultante teorica R r T e quella sperimentale R r S. Nell eventualità che i due vettori non siano sovrapposti, si può valutare con il goniometro il valore dell angolo tra R r T ed R r S, che dovrà essere di pochi gradi. Si tenga presente che lo scostamento sarà tanto più evidente, quanto più esteso sarà il disegno. I fattori che possono avere condizionato la prova sono: errori nella determinazione delle direzioni delle tre forze (errori di parallasse); fenomeni di attrito in corrispondenza delle carrucole; Se, al contrario, si è preso in considerazione l incertezza sulle forze, la prova risulterà soddisfacente nel caso in cui R r T cada dentro l area di fluttuazione di R r S. Non si dimentichi, comunque, che abbiamo trascurato gli errori sugli angoli.