Teorema dei residui: applicazioni

Documenti analoghi
Classificazione Singolarità isolate, Serie di Laurent, Residui, Teorema dei residui e applicazioni

ESERCIZI DI MATEMATICA APPLICATA

Corso di Geometria III - A.A. 2016/17 Esercizi

Metodi Matematici per l Ingegneria (Prof. Ugo Gianazza) Esercizi in preparazione alla I prova in itinere

ANALISI MATEMATICA II Sapienza Università di Roma - Laurea in Ingegneria Informatica Esame del 16 febbraio Soluzioni compito 1

Esercizi sulle funzioni polidrome (non svolti a lezione per mancanza di tempo)

Note sulle funzioni di variabile complessa

Eserciziario del corso di Metodi Matematici per l Ingegneria. (Proff. Ugo Gianazza - Giuseppe Savaré)

Trasformata di Fourier e applicazioni

Le Funzioni di Bessel

Campi conservativi e forme esatte - Esercizi svolti

F. Fagnani, A. Tabacco e P. Tilli. Versione 21 marzo. Introduzione all Analisi Complessa e Teoria delle distribuzioni.

Calcolo di integrali definiti utilizzando integrali dipendenti da parametri

Corso di Analisi Matematica. Polinomi e serie di Taylor

Matematica Applicata Tutoraggio 3. in serie di Laurent nella corona circolare 0 < z 1 < 2.

7 Teorema dei residui

Limiti e continuità. Teoremi sui limiti. Teorema di unicità del limite Teorema di permanenza del segno Teoremi del confronto Algebra dei limiti

SOLUZIONI COMPITO del 1/02/2013 ANALISI MATEMATICA I - 9 CFU INGEGNERIA MECCANICA - INGEGNERIA ENERGETICA INGEGNERIA AMBIENTE e TERRITORIO TEMA A

3) Enunciare e dimostrare le regole di trasformazione algebriche e analitiche della trasformata di Fourier.

Soluzioni dei quesiti della maturità scientifica A.S. 2009/2010

INTEGRALI INDEFINITI e DEFINITI Esercizi risolti

NUMERI COMPLESSI ED EQUAZIONI ALGEBRICHE

Analisi 4 - SOLUZIONI (compito del 29/09/2011)

Soluzioni dei problemi della maturità scientifica A.S. 2012/2013

Esistenza ed unicità per equazioni differenziali

La funzione ζ di Riemann

Esercizi sulle funzioni olomorfe

Calcolo Integrale. F (x) = f(x)?

LIMITI - ESERCIZI SVOLTI

Svolgimento degli esercizi del Capitolo 1

Continuità di funzioni

Teorema delle Funzioni Implicite

Calcolo integrale: esercizi svolti

Tracce di soluzioni di alcuni esercizi di matematica 1 - gruppo 76-93

Capitolo 1 ANALISI COMPLESSA

Derivate distribuzionali Trasformata di Fourier di distribuzioni Teorema di Campionamento

1 Successioni di funzioni

ESERCITAZIONE 9: INTEGRALI DEFINITI. CALCOLO DELLE AREE E ALTRE APPLICAZIONI

Funzioni derivabili (V. Casarino)

NUMERI COMPLESSI Esercizi svolti. d) (1 i) 3. b) (1 + i)(1 i)(1 + 3 i) c) 1 i 1

EQUAZIONI DIFFERENZIALI Esercizi svolti. y = xy. y(2) = 1.

Esercizi svolti. a 2 x + 3 se x 0; determinare a in modo che f risulti continua nel suo dominio.

Limiti di funzioni. Parte 2 calcolo. prof. Paolo Sarti Liceo Scientifico Statale A. Volta Milano, 10/2016

z = i 4 2i 3. a)z = (1 + i) 6 e b)w = i 17. 4) Scrivere in forma trigonometrica i seguenti numeri complessi: a)8 b)6i c)( cos( π 3 ) i sin(π 3 ))7.

SIMULAZIONE - 29 APRILE QUESITI

Studi di funzione. D. Barbieri. Studiare comportamento asintotico e monotonia di. f(x) = 1 x x4 + 4x e x

Trasformata e Antitrasformata di Laplace

Reti nel dominio delle frequenze. Lezione 10 2

Analisi Matematica 3 (Fisica) Prova scritta del 27 gennaio 2012 Uno svolgimento

11. Misure con segno.

Soluzioni. 1. Calcolare la parte reale e immaginaria del numero complesso. z = i i. 3 (2 + i) = i i = i.

SISTEMI DIGITALI DI CONTROLLO

determinare una soluzione y(t) dell equazione completa e, quindi dedurne tutte le y(t) soluzioni dell equazione.

quando il limite delle somme di Riemann esiste. In tal caso diciamo che la funzione è integrabile sul rettangolo.

Spazi di Funzioni. Docente:Alessandra Cutrì. A. Cutrì e Metodi Matematici per l ingegneria Ing. Gestionale

LEZIONE 15. (15.1.2) p(x) = a 0 x n + a 1 x n a n 1 x + a n = a h x n h.

Analisi Matematica II Corso di Ingegneria Gestionale Compito del f(x, y) = e (x3 +x) y

Corso di Laurea in Ingegneria Biomedica ANALISI MATEMATICA 1. Prova scritta del 14 gennaio 2017 Fila 1.

A Analisi Matematica 1 (Corso di Laurea in Informatica e Bioinformatica) Simulazione compito d esame

Calcolo integrale. Regole di integrazione

1. Disegnare nel piano di Gauss i seguenti insiemi di numeri complessi:

Soluzioni dello scritto di Analisi Matematica II - 10/07/09. C.L. in Matematica e Matematica per le Applicazioni

TEN Radici quadrate modulo p e modulo p k. Radici quadrate modulo p, con p > 2.

Analisi Matematica 1+2

3. Successioni di insiemi.

Funzioni Complesse di variabile complessa

R. Capone Analisi Matematica Limiti di una funzione reale di variabile reale ESERCIZI SUI LIMITI DI FUNZIONE ( )

Esercizi e complementi di Analisi Complessa - 2

TEMI D ESAME DI ANALISI MATEMATICA I

FUNZIONI ELEMENTARI, DISEQUAZIONI, NUMERI REALI, PRINCIPIO DI INDUZIONE Esercizi risolti

Esercizi sui sistemi di equazioni lineari.

IL TEOREMA DEGLI ZERI Una dimostrazione di Ezio Fornero

Limiti di funzioni di due variabili

0.1 Spazi Euclidei in generale

Istituzioni di Matematiche, Integrali fratti. corso di laurea in Scienze geologiche. Mauro Costantini

Transcript:

Teorema dei residui: applicazioni Docente:Alessandra Cutrì

ichiamo: Teorema dei residui Teorema dei esidui:sia f H(A \ {z, z 2,... z N }), z, z 2,... z N singolarità isolate per f e sia γ una curva chiusa, semplice, positivamente orientata che circonda le singolarità isolate z, z 2,..., z k, allora γ f (z)dz = 2πi k es(f, z i ) i=

Esercizio: Calcolare I = γ z 2 2z (z + ) 2 (z 2 + 4) 2 dz γ = 3 2 eit, t [0, 2π] f ha singolarità isolate in z 0 =, z = 2i, z 2 = 2i Le singolarità z = 2i, z 2 = 2i non sono circondate da γ mentre z 0 lo è (γ è la circonferenza di centro l origine e raggio 3 2 ) Pertanto: I = 2πies(f, ). Essendo z 0 = un polo doppio, es(f, ) ( ) = lim z 2 2z z (z 2 +4) 2 (2z 2)(z = lim 2 +4) 4z(z 2 2z) z = 8 (z 2 +4) 3 25 Quindi I = 6πi 25

Applicazione teorema dei residui al calcolo di integrali di funzioni trigonometriche Supponiamo di voler calcolare I = 2π 0 2 + sin t dt l integrando è una funzione trigonometrica. l integrale è sull intervallo [0, 2π]. Con la sostituzione z = e it, l intervallo [0, 2π] la curva chiusa γ = e it per t [0, 2π] (circonferenza di centro l origine e raggio unitario) percorsa in senso antiorario la funzione integranda, tenendo conto che: sin t = eit e it = 2i 2i [z z ] cos t = eit + e it = 2 2 [z + z ] diventa 2 + sin t = 2iz 4iz + z 2

Dunque I = γ 2iz 4iz + z 2 iz dz = γ 2 z 2 + 4iz dz applicando il teorema dei esidui e tenendo conto che z 2 + 4iz = (z + 2i i 3)(z + 2i + i 3) e che solo z = 2i + i 3 B (0) (dunque circondato da γ) si ha 2 I = 2πies( z 2 + 4iz, z ) = 2π! 3

Applicazione teorema dei residui al calcolo di integrali impropri Come primo esempio, supponiamo di voler calcolare + x 4 + dx Osserviamo che + x 4 + dx = lim + x 4 + dx L idea è applicare il Teorema dei residui per calcolare questo integrale. Gli ingredienti sono: Considerare una funzione definita sul piano complesso che abbia qualche legame con f (x) = x 4 + Considerare una curva chiusa che abbia qualche legame con l intervallo [, ]

Per il primo punto: x z f (z) := è un prolungamento della funzione z 4 + integranda al piano complesso C γ = [, ] {e it, t [0, π]} è l intervallo [, ] concatenato con una semicirconferenza di centro l origine e raggio (dunque una curva chiusa) orientata positivamente calcolare con il teorema dei residui I := f (z)dz e osservare che I = γ f (z)dz = γ f (x)dx + C + f (z)dz dove C + = {eit, t [0, π]} è la semicirconferenza di centro l origine e raggio

OSS:Visto che si deve fare tendere +, si può scegliere sufficientemente grande. In particolare osserviamo che da un certo punto in poi I = γ f (z)dz non dipende più da (basta scegliere in modo che tutte le singolarità di f che si trovano nel semipiano superiore Im(z) > 0 siano circondate da γ). OSS2: Se Vediamo se () è vera: + z 4 4 (oss: lungh(c + ) = π) lim + C + C + z 4 dz = 0 () + x 4 + dx = I + z 4 dz 4 π 0

Allora calcoliamo I = γ z 4 + dz con il teorema dei residui, scegliendo > in modo che γ giri intorno a tutte le singolarità di che si trovano su Im(z) > 0. z 4 + Le singolarità di sono infatti le quattro radici quarte di z 4 + (tutte poli semplici) z k = e i( π 4 +k π 2 ) k = 0,, 2, 3 e quelle che verificano Im(z k ) > 0 sono z 0 = e i π 4 = + i 2 z = e i3 π 4 = + i 2 I residui in queste due singolarità sono: es( z 4 +, z 0) = (z 4 + ) = z0 4z0 3 = 4 z 0 es( z 4 +, z ) = (z 4 + ) = z 4z 3 = 4 z

Quindi e γ z 4 + dz = 2πi( 4 z 0 4 z ) = π 2 x 4 + dx = π 2! Osserviamo che la funzione integranda non aveva singolarità sull asse reale (per questo la curva γ (che non deve toccare singolarità di f (z)) era OK Abbiamo potuto prolungare f (x) a f (z) perché f (z) verifica () Perché () sia verificata è sufficiente che sup f (z) 0 + (2) C +

In particolare dunque è sufficiente che In particolare questo avviene se sup f (z) 0 + (3) z = f (z) = O( ) z + con β > z β Questo vale per esempio se vogliamo calcolare P(x) Q(x) dx con P, Q polinomi tali che Q(x) 0 per ogni x e grado Q grado P + 2: In tal caso scegliendo f (z) = P(z) Q(z), () è vera

OSS:se (2) non vale MA vale: sup f (z) 0 + (4) C dove C è la semicirconferenza di centro l origine e raggio che si trova nel semipiano Im(z) < 0 cioè C = eit t [π, 2π], si può applicare il teorema dei residui alla curva γ = [, ] ( C ) (che è percorsa in senso OAIO) e, per (4) si ha f (z)dz = 0 (5) lim + e procedere come nell esempio precedente, considerando le singolarità di f (z) che si trovano sul semipiano Im(z) < 0 C

Altro esempio di applicazione teorema dei residui al calcolo di integrali impropri Dimostrare che + 0 cos(3x) x 2 + dx = π 2 e 3 la funzione integranda è pari dunque + cos(3x) x 2 + dx = 2 0 Poiché l integrale improprio esiste, cos(3x) x 2 + dx = lim + cos(3x) x 2 + dx cos(3x) x 2 + dx l idea è applicare il Teorema dei residui per calcolare questo integrale. Non si può considerare f (z) = cos(3z) come estensione di f (x) al z 2 + piano C come nel caso precedente perché f (z) + esponenzialmente quando z tende a infinito sull asse immaginario.

quindi tale f (z) non verifica una condizione analoga a () né (5) anzi gli integrali in () (per tale f ) e (5) addirittura divergono per +. Invece osserviamo che cos(3x) = e(e 3ix ) quindi possiamo considerare e 3ix x 2 + dx = lim + e poi prenderne la parte reale. Consideriamo f (z) = e3iz z 2 + e 3ix x 2 + dx f (z)ha singolarità in z 0 = i, z = i (entrambe fiori dell asse reale) f (z) soddisfa (2) MA NON soddisfa (4) poiché f (z) = ee(3iz) z 2 + = e 3Im(z) z 2 + 2 z = > Im(z) > 0

se γ = [, ] {e it, t [0, π]} è l intervallo [, ] concatenato con la semicirconferenza di centro l origine e raggio in Im(z) > 0 lim + Dunque, se scegliamo >, e 3iz I := z 2 + dz = γ C + abbiamo (per il teorema dei residui) e per (6), e 3iz z 2 dz = 0 (6) + e 3ix x 2 + dx + C + e 3iz z 2 + dz I = 2πies( e3iz z 2 +, i) = πe 3 > e 3ix x 2 dx = πe 3 + da cui si ottiene la tesi (visto che abbiamo un risultato reale e dunque la sua parte reale coincide con il numero stesso)

Applicazione del teorema dei residui al calcolo di trasformate di Fourier Abbiamo trovato tra l altro nel precedente esempio il calcolo della trasformata di Fourier della funzione in ω = 3. Se volessimo +x 2 utilizzare il teorema dei residui per il calcolo della trasformata (che già conosciamo mediante la formula di dualità), dobbiamo calcolare ˆf (ω) = Scegliendo > e f (z) = ee( iωz) z 2 + + x 2 e iωx dx = lim + f (z) = e iωz z 2 + = eωim(z) z 2 + 2 + x 2 e iωx dx z = ω Im(z) < 0 Quindi, se ω > 0, f soddisfa (4) altrimenti, se ω 0, f soddisfa (2).

Poiché f è reale e pari, anche ˆf è reale e PAI calcoliamo ˆf per ω 0 e poi, prolungando in modo pari, otteniamo ˆf (ω) per ogni ω. Sia dunque ω 0, allora per (2), si ha: γ lim + C + e iωz z 2 + dz = 0 e dunque, essendo z 0 = i l unica singolarità di f (z) che si trova in Im(z) > 0, se consideriamo, per > e iωz I := z 2 + dz = e iωx x 2 + dx + e iωz z 2 + dz abbiamo (per il teorema dei residui) e dunque C + I = 2πies( e iωz z 2 +, i) = πeω > Quindi ˆf (ω) = πe ω e iωx x 2 + dx = πeω ω 0

f (z) e Im(z) z applicazione teorema dei residui al calcolo di sin x x Vogliamo provare, utilizzando il teorema dei residui, che sin x x dx = π Se estendessimo al piano complesso la funzione integranda considerando f (z) = sin z z avremmo problemi per la stima (2) o (4) e non potremmo utilizzare C + né C. possiamo osservare che sin x = Im(e ix ) ed utilizzare f (z) = eiz z Così introduciamo un polo semplice (prima avevamo una singolarità solo eliminabile) in z = 0. L altro problema è che la f (z) = e iz z e dunque non soddisfa (2) né (4) ma solo

Valor principale di un integrale Sorge un nuovo problema:come affrontare la singolarità Polo semplice sull asse reale? la singolarità tipo polo semplice sull asse reale si affronta generalizzando la nozione di integrale improprio mediante il Valor principale In generale se f ha una singolarità in x 0 il valor principale v.p f (x)dx := lim,ɛ 0 x0 ɛ f (x)dx + f (x)dx x 0 +ɛ si considera un intervallo simmetrico (, ) e si toglie da esso un intorno simmetrico centrato in x 0 di raggio ɛ. poi si fa tendere ɛ 0 e +. Analogamente se f (x) ha più di una singolarità, si tolgono da (, ) intorni centrati sulla singolarità di raggio che poi si fa tendere a zero

Quindi nel caso in esame si considera e ix v.p. dx := x lim,ɛ 0 ɛ e ix x dx + e ix ɛ x dx e si cerca di calcolare tale v.p. mediante il teorema dei residui. Inoltre, per risolvere il problema della stima dell integrale su C + C, si utilizza il Lemma di Jordan: Lemma di Jordan: Sia h continua in o e sia A = {z C : z 0, Imz > a} lim h(z) = 0 z A, z Allora, se γ = e it con > 0 e t [0, 2π] e C = γ A allora lim e iωz h(z)dz = 0 ω > 0 (7) C Oss: e iωz = e ωim(z) 0 se Im(z)

Oss: Vale per funzioni integrande che si scrivono come prodotto di esponenziali del tipo e iωz con ω > 0, per funzioni h infinitesime per z con Im(z) limitato inferiormente. Analogo risultato vale per ω < 0, se si considera l intersezione della circonferenza con l insieme B = {z C : z 0, Imz < a} Quindi, se h C(B) e C = γ B allora lim e iωz h(z)dz = 0 ω < 0 (8) C

per calcolare consideriamo e ix v.p. x f (z)dz Γ ɛ, dove Γ ɛ, = [, ɛ] ( γ ɛ + ) [ɛ, ] C + dove C + = eit, con t [0, π] e γ ɛ + = ɛe it sempre con t [0, π]. Poiché f è olomorfa all interno della regione la cui frontiera è Γ ɛ,, per il teorema dei residui Inoltre Γ ɛ, f (z)dz = ɛ Γ ɛ, f (z)dz = 0 e ix x dx + e ix ɛ x dx γ ɛ + e iz z dz + C + e iz z dz Per (7), C + e iz z dz 0 quando + (h(z) = z )

mentre, essendo z = 0 un polo semplice per eiz z e iz z eiz es( z =, 0) + g(z) z con g analitica e quindi limitata in γ ɛ, dunque γ + ɛ e iz π dz = es(eiz z z, 0) 0 ɛe it iɛeit dt + γ ɛ + si ha poiché γ ɛ + g(z)dz sup γ ɛ + g πɛ 0 per ɛ 0 Quindi, e ix v.p. dx = πi x dunque sin x x dx = π g(z)dz πies( eiz z, 0)

Esercizio Calcolare, utilizzando il metodo dei residui, il seguente sin(2x) v.p. x( x) dx Svolto a lezione. isultato:π( cos 2)