e la Vogel-Fulcher-Tammann

Documenti analoghi
Sistemi vetrosi e Transizioni vetrose

La transizione vetrosa. Lezioni d'autore di Claudio Cigognetti

Corso di Macromolecole LO STATO VETROSO

Il vetro è definito o come un solido senza ordine a lungo raggio oppure come un materiale che manifesta il fenomeno della transizione vetrosa.

nucleazione e accrescimento

modulo: CHIMICA DEI POLIMERI

Transizioni liquido-solido: Aspetti cinetici

Lo stato liquido: il modello

Materiale senza ordine a lungo raggio. Materiale che manifesta il fenomeno della transizione vetrosa

L intervallo di lavorazione del vetro è generalmente definito in base a un intervallo di viscosità. Questo, a sua volta, corrisponde per ciascun

La Termodinamica è la disciplina che si occupa dello studio degli scambi di energia e di materia nei processi fisici e chimici

In che differisce un vetro da un liquido?

Termodinamica. Ireneo Kikic. DICAMP - SFLAB - University of Trieste

Passaggi di stato. P = costante

ENTROPIA E PROBABILITA RELAZIONE DI BOLTZMANN

L equilibrio dei gas. Lo stato di equilibrio di una data massa di gas è caratterizzato da un volume, una pressione e una temperatura

Emissione α. La sua carica elettrica è pari a +2e La sua massa a riposo è circa 7x10-27 kg.

Elementi di Teoria dei Sistemi. Definizione di sistema dinamico. Cosa significa Dinamico? Sistema dinamico a tempo continuo

Genesi del vetro: aspetti cinetici

TEORIA DEI SISTEMI SISTEMI LINEARI

Dinamica dei Fluidi. Moto stazionario

Si ha sinterizzazione per flusso viscoso in presenza di particelle costituite da un materiale per il quale prevale il comportamento viscoso rispetto

Lecture 18. Text: Motori Aeronautici Mar. 26, Mauro Valorani Università La Sapienza. Analisi dimensionale delle turbomacchine

Comportamento meccanico dei polimeri

Le Tensioni del Vetro Float

Formatura. vetro: liquido fluido viscoso solido. Definizioni convenzionali: 1 Pa s = 10 P η H2O. T 1 / 25 C = 10-2 P = 1 cp

Chimica. Gli stati di aggregazione della materia

Semiconduttori intrinseci

Lo stato liquido. Un liquido non ha una forma propria, ma ha la forma del recipiente che lo contiene; ha però volume proprio e non è comprimibile.

Elementi di viscoelasticità

Entropia e secondo principio della termodinamica: prevedere la spontaneità di un processo

La sinterizzazione rappresenta il processo che porta dalle polveri ad un compatto in genere più denso, meno poroso e più resistente (è il passaggio

DETERMINAZIONE DELLA TEMPERATURA ED ENTALPIA DI FUSIONE DELLO STAGNO MEDIANTE CALORIMETRIA A SCANSIONE DIFFERENZIALE

14. Transizioni di Fase_a.a. 2009/2010 TRANSIZIONI DI FASE

L irraggiamento termico

Fisica Generale III con Laboratorio

Argomento. Dipartimento di Ingegneria civile e Industriale GLI INCENDI. Docente: ing. Mauro Marchini.

PROGRAMMA DISCIPLINARE SVOLTO a. s / N.B. il programma è pubblico ad uso degli studenti e delle famiglie.

5. Calcolo termodinamico e fluidodinamico di progetto di un riscaldatore d aria con fluidi in controcorrente.

MATERIALI POLIMERICI

DIAGRAMMI DI STATO Scopo e approssimazione La temperatura e fasi Regola della leva

delle curve isoterme dell anidride carbonica

Sinterizzazione degli impasti e trasformazioni in cottura

Liquidi e Solidi. Copyright The McGraw-Hill Companies, Inc. Permission required for reproduction or display.

Attività sperimentale da laboratorio sul ciclo CaO-CaCO3 per la cattura della CO2 ad alta temperatura

Teorie per il calcolo dei coefficienti di trasporto di materia (interfaccia fluido-fluido) Fenomeni di Trasporto

Proprietà dei materiali

LA DILATAZIONE TERMICA

Corso di Chimica Generale CL Biotecnologie

Cinetica chimica E lo studio della velocità delle reazioni chimiche, delle leggi di velocità e dei meccanismi di reazione.

L ANALISI TERMICA determina l effetto prodotto da un aumento di temperatura su alcune proprietà fisiche del campione. (TG, DTA, TMA, EA, DSC, etc)

Esperienza del viscosimetro a caduta

TERMODINAMICA. Il sistema è il corpo o l insieme dei corpi sotto esame.

SISTEMI ELEMENTARI DEL 1 o E 2 o ORDINE

Giorgio Monti CONCETTI BASILARI DEL PROGETTO DI RINFORZO E PROBLEMATICHE SPECIALI. Capitolo 3: Università di Roma La Sapienza CNR-DT 200/2004

I principi della termodinamica:

SECONDO PRINCIPIO DELLA TERMODINAMICA

relazioni tra il calore e le altre forme di energia.

TEORIA DELL INFORMAZIONE ED ENTROPIA FEDERICO MARINI

DIAGRAMMI DI STATO. Una singola fase ha in ogni sua parte un identico comportamento se sottoposta a sollecitazioni fisiche o chimiche

Formulazione dell equazione del moto. Prof. Adolfo Santini - Dinamica delle Strutture 1

Legge dell azione di massa. Misura sperimentale della costante di equilibrio. Corso di Studi di Fisica Corso di Chimica

Tecnologia Meccanica Proff. Luigi Carrino Antonio Formisano Diagrammi di stato

Stabilità dei complessi

Un modello per il gas ideale

Principi della Termodinamica

Tecnologia dei Materiali e Chimica Applicata Soluzione Esercitazione IV Prof. Dott. Bernhard Elsener

Pillole di Fluidodinamica e breve introduzione alla CFD

Radioattività. 1. Massa dei nuclei. 2. Decadimenti nucleari. 3. Legge del decadimento XVI - 0. A. Contin - Fisica Generale Avanzata

Appunti ed Esercizi di Fisica Tecnica e Macchine Termiche

otenziali graduati (elettrotonici) potenziale d azione

3 Variabile intensiva coniugata alla quantità di moto 1

Padova, Il calcolo semplificato della deriva termica nel terreno A. Capozza

Gas ideale: velocità delle particelle e pressione (1)

Fenomeni alla superficie di separazione fra sostanze diverse

Transcript:

1. Fenomenologia della transizione vetrosa La figura seguente mostra la dipendenza del volume o dell entalpia di un liquido al variare della temperatura, per due diverse velocita di raffreddamento. Raffreddando progressivamente, la dinamica del sistema rallenta e, ad una cera temperatura, non e piu possibile raggiungere l equilibrio termodinamico nei tempi sperimentali. L osservabile ha una discontinuita apparente, la cui posizione in temperatura dipende dalla velocita del raffreddamento. L intercetta tra le due pendenze del volume o dell entalpia, calcolate rispettivamente nella fase vetrosa (non ergodica) e nella fase liquida (ergodica ma metastabile) offre una possibile definizione di temperatura di vetrificazione. Questa temperatura (per rate di raffreddamento lenti) e dell ordine di 2 m /3. Le proprieta del vetro dipendono dal cooling rate. Lo stato non ergodico mantiene in qualche modo una memoria dello stato che aveva nel momento in cui ha perso l equilibrio. Un altra definizione comune della temperatura vetrosa e fornita dall andamento dei tempi caratteristici (inverso della viscosita, tempi strutturali) al variare della temperatura. Convenzionalmente si associa la transizione vetrosa alla temperatura alla quale il tempo tipico di rilassamento del sistema e 100 secondi, equivalente ad una viscosita di 10 13 poise. Due forme funzionali estreme descrivono il comportamento dei liquidi. La forma di Arrhenius η = Ae E k B e la Vogel-Fulcher-ammann η = Ae B 0 dove A, E e B sono costanti. I liquidi che soddisfano la prima relazione prendono il nome di liquidi forti (tipicamente liquidi network forming) mentre gli altri prendo il nome di liquidi fragili. La figura seguente mostra il comportamento di alcuni glass-formers 1

2 L aumento della viscosita e associato all aumento dei tempi di decadimento delle funzioni di correlazione, che mostrano un plateau seguito da un decadimento che puo essere ben descritto da una forma funzionale di esponenziale stretched φ(t) e (t/τ)β con β < 1. La presenza di tale forma funzionale indica, nel caso piu semplice, una moltitudine di processi di rilassamento ciascuno con un tempo di decadimento diverso.

3 Una ulteriore evidenza della vicinanza della transizione vetrosa si ha a 1.2 g, dove si osserva un disaccoppiamento tra la viscosita e la diffusivita e tra la diffusione traslazionale e la diffusione rotazionale, in gergo indicata come rottura della relazione Stoke-Einstein. Infatti, nei liquidi normali, con una buona approssimazione vale Dη = costante Nei liquidi fortemente sottoraffreddati si osserva che le particelle diffondono piu velocemente di quanto ci si aspetterebbe sulla base della viscosita di bulk del sistema. Anche questa relazione e indicativa di una distribuzione di tempi caratteristici che diventa molto ampia, cosi che il tempo medio e l inverso del tempo medio scalano in modo diverso (campionando parti diverse della distribuzione dei tempi). Un ulteriore evidenza della presenza della transizione vetrosa si osserva nelle misure di rilassamento dielettrico, in cui il picco in frequenza associato ai tempi caratteristici del sistema si separa in due picchi, con diversa dipendenza dalla temperatura. Questa separazione individua un tempo veloce che viene associato al processo β ed un tempo lento associato al processo α.

4 Associata alla transizione vetrosa sembra essere anche una cosidetta crisi entropica. Alla temperatura di melting, il calore specifico del liquido e maggiore di quello del cristallo. Dunque la differenza di entropia tra il liquido e il cristallo, e data da liq S = S( m ) + m Potrebbe dunque esistere una temperature (chiamata temperatura di Kauzmann K ) alla quale S = 0 e K liq S( m ) + m d = 0 m liq K d d = S( m ) Poiche il cristallo ha soltanto entropia vibrazionale e assumendo che il liquido vibri a bassa in modo analogo al cristallo, l annullamento della differenza di entropia segnala che anche il liquido sottoraffreddato ha raggiunto la configurazione di piu bassa energia disordinata, e dunque configurazionalmente non ha piu alcuna entropia. La temperatura di Kauzmann e inferiore alla temperatura di formazione del vetro e dunque e raggiunta solo con estrapolazioni dei dati. Ciononostante, k e molto vicina alla 0 della VF, suggerendo che il raggiungimento dello stato con entropia nulla corrisponde anche ad un tempo α infinito.

5