DIPARTIMENTO PROGRAMMAZIONE ECONOMICA E SOCIALE DIREZIONE REGIONALE ASSETTO ISTITUZIONALE, PREVENZIONE E ASSISTENZA TERRITORIALE AREA DB/08/12 PROMOZIONE DELLA SALUTE E SCREENING CODICE PROGETTO: 3.1.2 NUMERO PROGETTO: 17 TITOLO PROGETTO: Innovazione tecnologica PS su mammella, cervice uterina e colon-retto SOTTOPROGETTO: 3.1.2 A Avvio sperimentazioni nelle ASL dell'uso del test HPV DNA come test primario e integrazione con i programmi vaccinali anti-hpv Messa a regime del sistema informativo integrato vaccinazione anti-hpv e screening Uso del test HPV come test primario di screening: continuazione del progetto pilota nella ASL Roma G. N. 4 Definizione del protocollo operativo dei programmi di screening che utilizzino il test HPV come test primario. N. 5 Modifiche al sistema informativo regionale per permettere l acquisizione dei dati. n. 6 Definizione del protocollo ed eventuale avvio del progetto pilota nella ASL di Latina. n. 7 Definizione dei requisiti dei test HPV per l uso nello screening di primo livello ad uso della formulazione di gare d appalto per la fornitura ai progetti pilota. n. 8 SOTTOPROGETTO: 3.1.2 B Formulazione piano di sviluppo per il passaggio al test HPV in altri programmi con difficoltà a mantenere i ritmi di lettura necessari. Programmi di sorveglianza per i casi di storia neoplastica SOTTOPROGETTO: 3.1.2 C Cancro del colonretto: individuazione dei casi con necessità di follow up, definizione degli algoritmi di follow up, implementazione della sorveglianza con definizione del flusso informativo ASP-ASL. Cancro della mammella: individuazione dei casi con necessità di follow up, implementazione della sorveglianza con definizione del flusso informativo ASP-ASL Definizione di percorsi articolati per rischio individuale N. 4 SOTTOPROGETTO: 3.1.2 D Definizione dei criteri anamnestici del rischio familiare nei programmi di screening. Definizione criteri di invio ai centri di consulenza genetica e per la gestione delle donne ad alto rischio. Avvio del progetto pilota per il protocollo di gestione ad alto rischio nella ASL di Viterbo. Eventuale estensione dello screening della mammella alle donne età 40-49 e 70-74 anni
SOTTOPROGETTO: 3.1.2 E Analisi di fattibilità: o Verifica delle coperture raggiunte dai programmi. o Analisi dell impatto dell estensione in vari scenari sul carico di lavoro del primo e del secondo livello. o Calcolo dell impatto sull aumento del carico di lavoro su personale e risorse tecnologiche nei vari programmi. Identificazione di strategie di indirizzo delle mammografie spontanee nelle donne 45-49enni e 70-74enni all interno dei programmi di screening. Implementazione dell'uso dei mammografi digitali N.4 Definizione del piano di digitalizzazione regionale. Progressivo passaggio al digitale per le ASL che hanno già iniziato il processo di rinnovo dei mammografi. Valutazione di ulteriori ASL per le quali il passaggio al digitale può realizzare vantaggi. PORTATORI D'INTERESSE EFFETTIVAMENTE COINVOLTI TUTTI GLI ITERVENTI DEVONO ESSERE MESSI IN ATTO CONCORDEMENTE CON IL COORDINAMENTO REGIONELE SCREENING E CON I COORDINAMENTI AZIENDALI PER LA REALIZZAZIONE DEGLI INTERVENTI E' NECESSARIO COINVOLGERE A LIVELLO REGIONALE I GRUPPUI DI LAVORO CHE HANNO FORMULATO I PRECEDENTI DOCUMENTI RIGUARDO LINEE GUIDA E CRITERI DI BUONA PRATICA, LE SOCIETA' SCIENTIFICHE E LA LILT. CRONOPROGRAMMA DEL PROGETTO (2011) 3.1.2.A Messa a regime del sistema informativo integrato vaccinazione anti-hpv e screening Uso del test HPV come test primario di screening: continuazione del progetto pilota nella ASL Roma G. 2011 (aprile- dicembre) aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre novembre dicembre Definizione del protocollo operativo dei programmi di screening che utilizzino il test HPV come test primario. Modifiche al sistema informativo regionale per permettere l acquisizione dei dati. Definizione del protocollo ed eventuale avvio del progetto pilota nella ASL di Latina. Definizione dei requisiti dei test HPV per l uso nello screening di primo livello ad uso della formulazione di gare d appalto per la fornitura ai progetti pilota. Formulazione piano di sviluppo per il passaggio al test HPV in altri programmi. 3.1.2.B Cancro del colonretto: individuazione dei casi con necessità di follow up, definizione degli algoritmi di follow up, implementazione della sorveglianza con definizione del flusso informativo ASP-ASL. Cancro della mammella: individuazione dei casi con necessità di follow up, implementazione della sorveglianza con definizione del flusso informativo ASP-ASL 3.1.2.C Definizione dei criteri anamnestici del rischio familiare nei programmi di screening. Definizione criteri di invio ai centri di consulenza genetica e per la gestione delle donne ad alto rischio. Avvio del progetto pilota per il protocollo di gestione ad alto rischio nella ASL di Viterbo. 3.1.2.D Analisi di fattibilità Identificazione di strategie di indirizzo delle mammografie spontanee nelle donne 45-49enni e 70-74enni all interno dei programmi di screening. 3.1.2.E Definizione del piano di digitalizzazione regionale. Progressivo passaggio al digitale per le ASL che hanno già iniziato il processo di rinnovo dei mammografi.
Valutazione di ulteriori ASL per le quali il passaggio al digitale può realizzare vantaggi. 3.1.2.A AZIONE DESCRIZIONE: all'interno del tavolo tecnico regionale sugli screening (progetti 3,1,1 e 3,1,2) si è costituito un gruppo di lavoro sull'uso del test HPV come test priamrio. Al tavolo partecipano anche esperti indiicati dall'asp e dalle ASL non facenti parte del tavolo tecnico. VINCOLI (VARIABILI ESTERNE AL PROGETTO, CHE POSSONO CONDIZIONARE IL RISULTATO): nessuno INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE): gruppo di lavoro costituito. L'azione contribuisce al raggiungimento dell'indicatore 2 della linea d'intervento. 3.1.2.A AZIONE. Messa a regime del sistema informativo integrato vaccinazione anti-hpv e screening DESCRIZIONE: il flusso informativo prevede la raccolta dei dati individuali delle vaccinazioni effettuate, dai servizi vaccianli e dai principali erogatori privati, in un database centrale e la restituzione dellinformazione ai coordinamenti screening. OBIETTIVO: mettere a regime il sistema informativo e iniziare la valutazione degli esiti della vaccinazione nei programmi di screening. VINCOLI (VARIABILI ESTERNE AL PROGETTO, CHE POSSONO CONDIZIONARE IL RISULTATO): parziale informatizzazione dei servizi vaccinali di alcune AASSLL. Non adesione al flusso informativo di provider privati. METODI (IN SINTESI): trasferiemnto file periodico, record linkage e restituzione dell'informazione individuale sullo stato vaccinale della popolazione target dei programmi di screening. Controlli di qualità dei dati tramite analisi statistiche ad hoc POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne vaccinate contro l'hpv e target dello screening cervicale (circa 1.200) INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); attivazione fllusso infromativo in almeno 6/12 AASSLL TEMPI DI REALIZZAZIONE: settembre 2011-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.1.A AZIONE : Test HPV come test primario di screening: pilota ASL Roma G. DESCRIZIONE: dal 2007 è attivo il progetto pilota sull'uso del test HPV come test primario di screening nella ASL Roma G. Il progetto continua la sua attività, con il secondo round di screening per le donne di Guidonia e con il primo round con HPV per gli altri distretti. OBIETTIVO: illustrare i percorsi di screening organizzato, le modalità di accesso, l'articolazione delle fasi e divulgare i risultati ottenuti per ottenure una partecipazione consapevole VINCOLI: difficoltà nella raccolta dati per il monitoraggio METODI (IN SINTESI): invito attivo della popolazione target a fare il test HPV DNA, per le positive triage citologico con invio in colpo per le ASC-US+ e invio a HPV a un anno per le citologie negative. POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne 25-64 anni ASL Roma G (127.000) TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): ASL Roma G INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); estensione del 60% (popolazione invitata / target annuale) TEMPI DI REALIZZAZIONE: gennaio 2011-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.1.A AZIONE N. 4: Definizione del protocollo operativo dei programmi di screening che utilizzino il test HPV come test primario. DESCRIZIONE: Sulla base delle LLGG europee (in bozza), del documento GISCi sull'uso del test HPV e sul report di HTA del test HPV, verranno definiti i protocolli per l'uso del test HPV nella regione. OBIETTIVO: garantire un uso appropriato del trest HPV nello screening VINCOLI: nessuno METODI (IN SINTESI): revisione delle LLGG e gruppo di lavoro INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); produzione/adozione di un documento 3.1.1.A AZIONE N. 5: Modifiche al sistema informativo regionale per permettere l acquisizione dei dati.
DESCRIZIONE: il sistema informativo screening regionale deve garantire una corretta gestione anche dei protocolli di screening con HPV come test primario. A tale scopo sono necessarie alcune modifiche iniziali per includere il nuovo test e una costante manutenzione per adeguarsi a variazioni del protocollo. OBIETTIVO: garantire la corretta gestione delle donne in tutto il percorso diagnostico terapeutico, permettere il monitoraggio del processo e degli esiti dello screening. VINCOLI: problemi di inserimento dati dati da parte delle ASL, collegamenti internet con i laboratori molecolari. METODI (IN SINTESI): modifiche del software INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); l'azione concorre alla realizzazione dell'indicatore estensione. TEMPI DI REALIZZAZIONE: ottobre-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.1.A AZIONE N. 6: Definizione del protocollo ed eventuale avvio del progetto pilota nella ASL di Latina. DESCRIZIONE: è in corso di valutazione l'implementazuione di un programma di screening con HPV primario a partire dai 33 anni nella ASL di Latina. OBIETTIVO: attivare il programm di screening con HPV come test primario nella ASL di Latina VINCOLI: disponibilità economica per l'acquisto del test HPV. METODI (IN SINTESI): invito attivo della popolazione target a fare il test HPV DNA, per le positive triage citologico con invio in colpo per le ASC-US+ e invio a HPV a un anno per le citologie negative POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne 33-64 anni residenti provincia di Latina (129.000) TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): ASL Latina INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); qualora il progetto venga attuato, l'indicatore è l'estensione 60% estensione del periodo di attivazione TEMPI DI REALIZZAZIONE: aprile-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.1.A AZIONE N. 7: Definizione dei requisiti dei test HPV per lo screening di primo livello. DESCRIZIONE: stesura di un documento che definisca quali test HPV sono validati per lo screening primario del cancro cervicale, possibilmente integrato da una lista positiva delle loro versioni in commercio, che sia tempestivamente aggiornata. Tale documento deve essere in linea con le indicazioni nazionali OBIETTIVO: garantire l'uso di test sicuri e di qualità nello screening e allo stesso tempo favorire la concorrenza nelle gare per le forniture. VINCOLI: difficoltà nell'aggiornamento della lista positiva dei test. METODI: revisione della letteratura, gruppo di lavoro, coordinamento con simili iniziative a livello nazionale ed europeo. POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): decisori a livello di ASL e regionale INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); produzione del documento TEMPI DI REALIZZAZIONE: settembre 2011- dicembre 2011 3.1.1.A AZIONE N. 8: Formulazione piano di sviluppo per il passaggio al test HPV in altri programmi. DESCRIZIONE: il gruppo di lavoro dovrà raccogliere eventuali espressioni di interesse da parte di AASSLL a passare al test HPV, esprimere un giudizio sull'opportunità e valutare la fattibilità OBIETTIVO: dare una corretta prioritarizzazione alla riconversione verso il test HPV. VINCOLI: il GdL esprime pareri non vinvolanti METODI: lavoro di gruppo e analisi delle risprse. POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): decisori a livello di ASL e regionale INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); eventuale produzione di pareri TEMPI DI REALIZZAZIONE: settembre 2011- dicembre 2011 (l'azione prosegue nel 2012) 3.1.2.B AZIONE
DESCRIZIONE: all'interno del tavolo tecnico regionale sugli screening (progetti 3,1,1 e 3,1,2) si è costituito un gruppo di lavoro per definire i critreri di gestione dei casi con pregresso CCR e con pregressa colonscopia. Al tavolo partecipano anche esperti indiicati dall'asp e dalle ASL non facenti parte del tavolo tecnico. VINCOLI (VARIABILI ESTERNE AL PROGETTO, CHE POSSONO CONDIZIONARE IL RISULTATO): INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE): gruppo di lavoro costituito. L'azione contribuisce al raggiungimento dell'indicatore 1 della linea d'intervento. 3.1.2.B AZIONE : Cancro del colonretto: individuazione dei casi con necessità di follow up, definizione degli algoritmi di follow up, implementazione della sorveglianza con definizione del flusso informativo ASP-ASL. DESCRIZIONE: il gruppo di lavoro deve tradurre i protocolli di follow p dello screening in indicazioni operative per la rpioritarizzazioen degli individui con pregressa OBIETTIVO: definire la popolazione bersaglio correttamente escludendo chi non ne fa parte e dando priorità agli inviti in persone mai screenate prima. VINCOLI: difficoltà di relazione con i centri di trattaento dei pazienti oncologici in follow up METODI (IN SINTESI): gruppi di lavoro, record linkage dei sistemi informativi correnti POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): Pazienti operati per ca del colon-retto negli ultimi 5 anni (circa 5200 anno); individui con colonscopia recente INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); 1) Numero di ASL a cui sono stati consegnati gli archivi. L indicatore può assumere valori da 0/12 a 12/12. 2) Numero di ASL che hanno applicato i Protocolli di recupero del follow up. L indicatore può assumere valori da 0/12 a 12/12. 3.1.2.B AZIONE : Cancro della mammella: individuazione dei casi con necessità di follow up, implementazione della sorveglianza con definizione del flusso informativo ASP-ASL DESCRIZIONE: Il gruppo di lavoro deve definire un protocollo per escludere i pazienti con pregresso ca mammario, garntendo però il follow up.poi si deve implementare il record linkage e il flusso informativo fra ASP e AASSLL OBIETTIVO: definire la popolazione bersaglio correttamente escludendo chi non ne fa parte VINCOLI: difficoltà di relazione con i centri di trattaento dei pazienti oncologici in follow up METODI (IN SINTESI): gruppi di lavoro, record linkage dei sistemi informativi correnti POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): Donne operate per ca mammario negli ultimi 5 anni (circa 4500 anno); INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); 1) Numero di ASL a cui sono stati consegnati gli archivi. L indicatore può assumere valori da 0/12 a 12/12. 2) Numero di ASL che hanno applicato i Protocolli di recupero del follow up. L indicatore può assumere valori da 0/12 a 12/12. 3.1.2.C AZIONE DESCRIZIONE: all'interno del tavolo tecnico regionale sugli screening (progetti 3,1,1 e 3,1,2) si è costituito un gruppo di lavoro sulla sorveglianza per le donne ad alto VINCOLI (VARIABILI ESTERNE AL PROGETTO, CHE POSSONO CONDIZIONARE IL RISULTATO): nessuno INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE): gruppo di lavoro costituito. L'azione contribuisce al raggiungimento dell'indicatore 1 della linea d'intervento. 3.1.2.C AZIONE : Definizione dei criteri anamnestici del rischio familiare nei programmi di screening. DESCRIZIONE: il gruppo di lavoro dovrà definire se opportuna una breve raccolta anamnestica della storia familiare per ca mammaorio e ovarico le modalità per le donne
OBIETTIVO: garantire una appropriata eutile raccolta anamnestica della storia familiare e un uso appropriato delle risorse del SSR. VINCOLI: nessuno METODI (IN SINTESI): revisione sistematica LLGG, gruppo di lavoro POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne ad alto rischio familiare e genetico: <2% della popolazione 3.1.2.C AZIONE : Definizione criteri di invio ai centri di consulenza genetica e per la gestione delle donne ad alto rischio. DESCRIZIONE: il gruppo di lavoro dovrà definire i criteri di invio a consulenza genetica per le donne con anamnesi di familiarità per ca mammario, da parte di MMG e centri senologici non specializzati. OBIETTIVO: garantire che siano inviate a consulenza genetica donen che hanno una ragionevole probabilità di avere un rischio aumentato per familiarità VINCOLI: intrerazioni con livello legislativo METODI (IN SINTESI): revisione sistematica LLGG, gruppi di lavoro POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne ad alto rischio familiare e genetico: <2% della popolazione 3.1.2.C AZIONE N. 4: Avvio del progetto pilota per il protocollo di gestione ad alto rischio nella ASL di Viterbo. DESCRIZIONE: è in corso di attivazione un progetto pilota a valenza regionale nella ASL di VT. Il progetto ha un suo protocollo sperimentale per l'indirizzo, la sorveglianza, la diagnosi e il trattamento. OBIETTIVO: valutare la fattibilità di un sistema di indirizzamento a consulenza genetica e quindi al test genetico, nonché la sorveglianza conseguente per le donne positive VINCOLI: difficoltà delle ASL a fornire i documenti METODI (IN SINTESI): revisione dei documenti utilizzati (lettere di invito, solleciti, richiami per inadeguato, raccomandate) acquisire i fogli di lavoro e i documenti relativi alle POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne ad alto rischio familiare e genetico: <2% della popolazione TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): ASL Viterbo INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); appropriatezza di invio a consulenza genetica e di invio a test genetico. TEMPI DI REALIZZAZIONE: aprile-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.2.D AZIONE : Analisi di fattibilità DESCRIZIONE: l'analisi di fattibilità dell'estensione delle fasce di età dello screening mammografico si articola in tre fasi: 1) Verifica delle coperture raggiunte dai programmi; 2) Analisi dell impatto dell estensione in vari scenari sul carico di lavoro del primo e del secondo livello; 3) Calcolo dell impatto sull aumento del carico di OBIETTIVO: garantire le corrette priorità in sanità pubblica: lo screening di popolazione deve coprire prima la popolazione 50-69 anni, dove è più efficace e costo efficace, poi le fasce 45-69 e 70-74 dove i benefici sono minori e i costi maggiori. VINCOLI: nessuno METODI (IN SINTESI): monitoraggio degli indicatori, analisi delle risorse. POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): ASL TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): tutta la regione TEMPI DI REALIZZAZIONE: settembre-dicembre 2011 3.1.2.D AZIONE : Strategie di indirizzo delle mammografie spontanee in donne 45-49enni e 70-74enni all interno dei programmi di screening. DESCRIZIONE: elaborare alcune possibili strategie per indirizzare le donne che accedono spontaneamente alla mammografia a scopo di prevenzione in età 45-49 e 70-74 ai programmi di screening, anche se non tramite invito attivo della popolazione. OBIETTIVO: garantire un'alta qualità ed efficienza produttiva della mammografia di prevenzione anche in donne che accedono spontaneamente. Ridurre i tempi d'attesa VINCOLI: difficoltà a riconvertire attività senologica di prevenzione in attivià di screening per resistenze da parte dei radiologi. Mancanza di alorizzazione economica della
METODI (IN SINTESI): analisi delle esperienze in altre regioni, lavoro di gruppo. POPOLAZIONE BERSAGLIO (DESCRIZIONE E QUANTIFICAZIONE): donne 45-49 e 70-74 che effettuano mammografie di prevenzione (circa 50.000 anno) TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): tutta la regione TEMPI DI REALIZZAZIONE: dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.2.E AZIONE DESCRIZIONE: all'interno del tavolo tecnico regionale sugli screening (progetti 3,1,1 e 3,1,2) si è costituito un gruppo di lavoro sulla digitalizzazione dei mammografi di VINCOLI (VARIABILI ESTERNE AL PROGETTO, CHE POSSONO CONDIZIONARE IL RISULTATO): nessuno INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE): gruppo di lavoro costituito. 3.1.2.E AZIONE : Definizione del piano di digitalizzazione regionale. DESCRIZIONE: il gruppo di lavoro deve definire un piano regionale di digitalizzazioen che definisca alcuni elementi per ottimizzare la digitalizzazioen permettendo di OBIETTIVO: ottimizzare i benefici che ladigiitalizzazione può portare, realizzare economie di scala. VINCOLI: problemi informatici. Problemi di coordinamento delle aste a livello aziendale. METODI (IN SINTESI): revisione della letteratura, lavoro di gruppo TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): tutta la regione INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); produzione di un documento 3.1.2.E AZIONE : Progressivo passaggio al digitale per le ASL che hanno già iniziato il processo di rinnovo dei mammografi. DESCRIZIONE: diverse AS hanno pianificato un passaggio alla mammografia digitale. Questa azione viene svolta dalle ASL che si sono già attivate in tal senso OBIETTIVO: misurare la qualità organizzativa e tecnica dei programmi di screening rispetto agli standard indicati dall'osservatorio Nazionale degli screening, per permettere di analizzare le criticità e applicare dei correttivi per migliorare la qualità stessa dei percorsi offerti VINCOLI: difficoltà nel recuperare le informazioni complete (sia inserite nel sistema regionale che inviate in remoto dalle ASL che non utilizzano il sistema regionale) METODI (IN SINTESI): acquisizione e istallazioen mammografi, RIS e PACS. TERRITORI COINVOLTI (ASL/DISTRETTI): ASL che passano al digitale (almeno 5/12) INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); compelta digitalizzazione dei mammografi di screening in almeno 3 ASL su 12 (2011) e 5 su 12 (2012) TEMPI DI REALIZZAZIONE: aprile-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012) 3.1.2.E AZIONE : Valutazione di ulteriori ASL per le quali il passaggio al digitale può realizzare vantaggi. DESCRIZIONE: il gruppo di lavoro dovrà individuare quelle ASL percui un passaggio alla mammografia digitale potrebbe realizzare maggiori benefici. OBIETTIVO: ottimizzare l'uso delle risorse dedicate all'innovazione tecnologica. VINCOLI: l'azione ha solo un valore di indirizzo, non può vincolare nessuna azienda a spese per l'acquisto di mammografi METODI (IN SINTESI): censimento delle risorse tecnologiche, lavoro di gruppo INDICATORI (PER LA VALUTAZIONE DI PROCESSO DELLA SINGOLA AZIONE); nessuno TEMPI DI REALIZZAZIONE: ottobre 2011-dicembre 2011 (l'azione si protrae nel 2012)