Le relazioni tra i gruppi
In Psicologia sociale le relazioni tra gruppi sono state principalmente analizzate in termini di conflitto e competizione Etnocentrismo: il proprio gruppo (ingroup) è considerato il centro di ogni cosa e tutti gli altri (outgroup) sono classificati e valutati in rapporto ad esso (Sumner, 1906)
Gruppo: totalità dinamica basata sull interdipendenza invece che sulla somiglianza (Lewin, 1948). interdipendenza del compito interdipendenza del destino
INTERDIPENDENZA E CONFLITTO INTERGRUPPI
1. Interdipendenza del compito e conflitto Per Sherif l esistenza dei gruppi si basa sulla necessità di collaborare per raggiungere degli obiettivi (creazione di status, ruoli, norme )
Nel 1954 Sherif e collab. organizzarono un campo estivo nel parco di Robbers Cave (Oklahoma ) per 22 ragazzi di 12 anni, della durata di 18 giorni. I Fase: attività svolte in comune (socializzazione) II Fase: la formazione dei gruppi (indipendenza) III Fase: la competizione tra gruppi (interdipendenza negativa) IV Fase: la riduzione del conflitto (interdipendenza positiva)
Secondo la teoria del conflitto realistico di Sherif (1966), l ostilità tra i gruppi nasce dalla competizione per risorse materiali ambite ma scarse.
Critiche alla teoria del conflitto realistico: la cooperazione non è sufficiente ad annullare il pregiudizio; più che l obiettivo comune è importante l esito della collaborazione; a volte il conflitto non è reale, ma è percepito
2. Interdipendenza del destino e conflitto Per Rabbie e Horwitz (1969) i fenomeni discriminatori derivano dalla percezione di una interdipendenza nel destino dei membri del gruppo.
Esperimento a cui parteciparono 8 soggetti, divisi nel gruppo dei blu e dei verdi promessa di un compenso compito individuale sorteggio del gruppo da premiare valutazione membri dell ingroup/outgroup
Origine psicologica del conflitto tra gruppi: la condivisione di un destino comune rende saliente l appartenenza ai rispettivi gruppi e ciò promuove il conflitto.
CATEGORIZZAZIONE SOCIALE E RAPPORTI INTERGRUPPI
3. Il comportamento intergruppi come risposta alla categorizzazione sociale Tajfel (1971, 1982) ha indagato se la discriminazione si presenta anche quando tra i membri dei gruppi non vi sia interdipendenza.
Paradigma sperimentale dei gruppi minimi i soggetti non interagivano tra loro non dovevano svolgere nessun compito di collaborazione/competizione non avevano alcun destino comune
Per Tajfel un gruppo possiede: componente cognitiva (conoscenza di appartenere a un gruppo) componente valutativa (valore positivo/negativo della appartenere a un gruppo) componente emozionale (emozioni verso il proprio gruppo)
Esperimento: Formazione di due gruppi sulla base di un criterio di poca importanza (preferenza per Klee o Kandinskij)
Compito sperimentale: distribuzione di risorse (piccole somme di denaro) ad un membro dell ingroup e dell outgroup mediante matrici di pagamento
Membro 74 del gruppo Klee 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 18 Membro 44 del gruppo Kandisnsky 1 3 5 7 9 11 13 15 17 19 21 23 14 (c) (a) (b) (d) Le cifre corrispondono alle somme di denaro elargite da un soggetto appartenente al gruppo Klee: (a) imparzialità (b)massimo profitto comune (c)massima differenza a favore dell ingroup (d)massimo profitto a favore dell ingroup
Il senso di appartenenza, anche se stabilito in base a criteri deboli, produce favoritismo per il proprio gruppo a svantaggio di quello esterno (intergroup bias).
Per Tajfel il conflitto può basarsi su un guadagno psicologico immateriale. Le condotte sociali si collocano lungo un continuum tra: -comportamento interindividuale -comportamento intergruppi
Cruciale è il concetto di identità sociale: quella parte della concezione di sé che deriva dalla consapevolezza di essere membro di gruppi sociali e la rilevanza emozionale di tale appartenenza
L intergrup bias si fonda su tre processi psicologici: la categorizzazione sociale l identificazione il confronto sociale
Le strategie per preservare un identità sociale soddisfacente pur appartenendo a gruppi svantaggiati: mobilità sociale cambiamento sociale disidentificazione