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Un approccio ecologico alla percezione visiva il!vi u I i no Collezione di Testi e di Studi

lsfltuto Universitario Architettura Venezia RIA 1064 Servizio Blbflograflco Audiovisivo e di Documentazione

5 ~ ~\ --;_:\ '-'\ J ames ]. Gibson Un approccio ecologico alla percezione visiva ISlTJUJO UIVERSITAIOO ARCHITETTURA VENEZIA AREA SERVIZI BIBUOGRAFICI E DOCUMENTALI - INV. CIA J..?...9.~.... Società editrice il Mulino

Indice Introduzione all'edizione italiana, di Paolo Bozzi e Riccardo Luccio p. 11 Prefazione 29 Introduzione 33 PARTE PRIMA: L'AMBIENTE E LA SUA PERCEZIONE I. L'animale e l'ambiente 41 1. Il mutuo rappono di animale e ambiente 42 2. La differenza tra ambiente animale e mondo fisico 43 3. La scala temporale dell'ambiente: gli eventi 46 4. Permanenza e cambiamento del «layout» 48 5. Il movimento nell'ambiente 51 II. Mezzo, sostanze, superfici 1. Il mezzo 2. Le sostanze 3. Superfici e leggi ecologiche delle superfici 4. Le qualità delle superfici consistenti 53 53 57 62 74 III. L'ambiente e il suo significato 77-1. Una nomenclatura per il «lavout» della superficie 77 2. Le «affordances» dell'ambiente agli animali 81 3. L'ambiente di un osservatore e quello di tutti gli osservatori 91

6 INDICE PARTE SECONDA: LE INFORMAZIONI PER LA PERCEZIO NE VISIVA IV. Il rapporto tra stimolazione e informazione degli stimoli p: 97 1. La distinzione tra corpi luminosi e corpi illuminati 98 2. La distinzione tra radiazione e illuminazione 98 3. La distinzione tra luce radiante e luce ambiente 101 4. La strutturazione della luce ambiente 103 5. La stimolazione e l'informazione dello stimolo 104 6. Vediamo mai la luce come tale? 106 7. Il concetto di stimolo come applicazione di energia 109 8. L'energia ambiente come stimolazione disponibile 112 9. La teoria ortodossa dell'immagine retinica 113 10. Una dimostrazione che l'in1magine retinica non è necessaria per la visione 117 11. Il concetto di informazione ottica 118 V. L'assetto ottico ambiente 123 1. Come è strutturata la luce ambiente? Considerazioni preliminari 124 2. Le leggi della prospettiva naturale: l'angolo di intersezione 128 3. La struttura ottica con un punto mobile di osservazione 131 4. L'importanza del cambiamento di prospettiva nel-!' ambiente ottico 135 5. Il cambiamento tra superfici nascoste e non nascoste: i bordi di copertura 137 6. Come è strutturata la luce ambiente? Una teoria 150 7. Varianti e invarianti con una fonte di illuminazione in movimento 152 8. Increspature e onde sull'acqua: un caso particolare 157 VI. Eventi e informazioni per percepire eventi 159 1. Una classificazione degli eventi terrestri 160 2. Le informazioni ottiche per la percezione degli eventi 172 3. Gli eventi chimici 176 4. La causazione degli eventi 182

INDICE 7 VII. Le informazioni ottiche per l'auto-percezione p. 185 1. La specificazione del sé attraverso il campo di visione 185 2. La specificazione dei movimenti degli arti 196 3. La specificazione della locomozione 198 VIII. La teoria delle «affordances» 205 1. Le nicchie dell'ambiente 207 2. L'alterazione dell'ambiente naturale prodotta dall'uomo 208 3. Alcune «affordances» dell'ambiente terrestre 210 4. L'origine del concetto di «affordance»: una storia recente 221 5. Le informazioni ottiche per la percezione delle «affordances» 224 6. Informazioni erronee per le «affordances» 226 PARTE TERZA: LA PERCEZIONE VISIVA IX. Dimostrazioni sperimentali della percezione diretta. La persistenza del «layout» 233 1. Dimostrazioni della percezione diretta del «layout» di superfici 234 2. Esperimenti sulla percezione dell'inclinazione 258 3. Ci sono dimostrazioni contrarie alla percezione diretta del «layout»? 260 X. Esperimenti sulla percezione del moto nel mondo e del movimento del Sé 265 1. La percezione del «layout» di superfici quando cambia 265 2. La cop e r ~e~ione del proprio movimento 282 XI. La scoperta del bordo occludente e le sue - implicazioni per la percezione 293 1. L'esperimento di Kaplan 2. Anticipazioni del bordo occludente 3. La teoria dell'occlusione reversibile 293 295 296

8 INDICE 4. 5. 6. 7. 8. Quello che viene visto in questo momento da questa posizione non comprende quello che viene visto p. 301 La percezione nel tempo è derivante da percorsi di osservazione 304 Il problema dell'orientamento :305 Il rompicapo della consapevolezza egocentrica 309 Nascondere, sbirciare e privacy 310 XII. Guardare con la testa e con gli occhi 313 1. Guardarsi attorno e guardare una cosa 313 2. Con cosa si vede il mondo? 316 3. La consapevolezza dell'ambiente e l'io 317 4. Come funziona il sistema occhio-mano? Lineamenti di una nuova teoria 321 5. La fallacia della teoria della sequenza di stimoli 336 6. La teoria della conversione di una sequenza in una scena 338 XIII. Locomozione e manipolazione 341 1. L'evoluzione della locomozione e la manipolazione 341 2. Il controllo di locomozione e manipolazione 344 3. Le informazioni ottiche necessarie per il controllo della locomozione 346 4. Le regole per il controllo visivo della locomozione 353 5. Le regole per il controllo visivo della manipolazione 356 6. La manipolazione e la percezione delle superfici interne 358 XIV. La teoria della raccolta delle informazioni e le sue conseguenze 361 1. Cosa c'è di nuovo nella raccolta delle informazioni 362 2. Le teorie tradizionali della percezione: l'elaborazione degli input 380 3. La falsa dicotomia tra esperienza presente e passata 383 4. Un nuovo approccio alla consapevolezza non percettiva 386 5. La relazione tra immaginare e percepire 387 6. Un nuovo approccio alla conoscenza 390

INDICE 9 PARTE QUARTA: RAFFIGURARE xv. Figure e consapevolezza visiva p. 401 1. Mostrare disegni e studio della percezione 402 2. Cos'è una figura? 405 3. Una teoria del disegno e il suo sviluppo nel bambino 412 4. Che dire dell'illusione di realtà? La duplicità della percezione delle figure 419 5. La potenza della prospettiva nella pittura 424 6. La raffigurazione è una forma di descrizione? 426 7. La coscienza del campo di visione 427 8. Cosa c'è da vedere in prospettiva? Prospettiva a «patchwork» o prospettiva dei bordi 429 9. I principi del disegno a tratto 430 XVI. Cinema e consapevolezza visiva 437 1. L'assetto ottico che cambia 438 2. Cosa possono mettere a disposizione i film? 441 3. Cosa possono mettere a disposizione i racconti verbali? 442 4. Una teoria dei film e del loro montaggio 443 5. La raffigurazione attraverso il film 449 Conclusione 453 Appendici 461 Riferimenti bibliografici 473

James J. Gibson Un approccio ecologico alla percezione visiva Pubblkato pochi mesi prima della scomparsa dell'autore, questo lavorò si è immediatamente imposto all'attenzione della comunità scientifica grazie alla sua portata innovativa. Per aver radicalmente modificato il modo di affrontare i problemi della percezione, oggi lo si può considerare un grande classico della psicologia contemporanea e un caposaldo della cosiddetta «psicologia ecologica». Alla concezione allora corrente, che studiava il «Campo visivo» a occhi fissi, Gibson contrappose quella del «mondo visivo» reale, in cui i processi percettivi sono legati a situazioni di vita concrete. La percezione non può dunque essere studiata in laboratorio, poiché essa dipende dal rapporto complessivo tra il soggetto percettore e il suo ambiente. «Ci viene detto che la visione dipende dall'occhio, che è connesso al cervello - scrive Gibson - ma la visione naturale dipende da occhi posti in una testa che sta su un corpo che poggia sul suolo, e il cervello è solo l'organo centrale di un sistema visivo integrato». Figura eminente della psicologia contemporanea, James J. Gibson (1904-1980) ha insegnato nella Cornell University. Tra le sue opere ricordiamo: «The Perception of the Visual World» (1950) e «The Senses Considered as Perceptual Systems» (1966). I ~1~1~111~111~//]/~lll~I~ ~l~l~i~ A 01000808 ~ f l. 56.000 11. Cover design: Miguel Sa! & C. Società editrice il Mulino "ll'iì"mi 9788815071729