LE TEORIE DEL SACRIFICIO GARGIULO MARIO CE/046
INTRODUZIONE Prima di analizzare le teorie del sacrificio, è importante definire alcuni concetti ed alcune definizioni, aventi carattere generale, che meglio possono aiutarci a comprendere ed a definire ciò che andremo ad analizzare. I primi concetti da definire sono quelli di equità orizzontale ed equità verticale: equità orizzontale: persone che si trovano in condizioni uguali o simili devono essere gravate in modo uguale e nella stessa misura; equità verticale: persone che si trovano in condizioni disuguali devono essere gravate in modo diverso e devono sopportare un diverso onere fiscale. Questa distinzione è importante in quanto sono principi cardine cui ispirarsi per ottenere una giustizia tributaria equa. Da questi principi sorgono altri due concetti che sono il modo di attuazione di detta giustizia tributaria, e sono il concetto di proporzionalità ed il concetto di progressività: proporzionalità: un sistema si dice proporzionale se al variare della capacità contributiva è sempre applicata la medesima aliquota. Questo sistema è basato sulla seguente formula: T = t( R + R ) = t( R) + t( R ) e determina un aliquota media costante; progressività: un sistema si dice progressivo se al variare della capacità contributiva varia anche l aliquota media di riferimento. Questo sistema è basato sulla seguente formula: T = t j ( Ri ) = t ( R) + t ( R ) 3
e determina un aliquota media crescente. Ora passiamo agli ultimi due concetti derivanti dalle definizioni precedenti, e cioè l aliquota media e la capacità contributiva: 4
aliquota media: è una valore che indica la percentuale media di tassazione rispetto al reddito. Si ottiene dividendo l imposizione fiscale per il reddito, secondo questa formula: T t Me = R dove T assume i valori di cui sopra a seconda del tipo di sistema scelto; capacità contributiva: è la capacità di ogni individuo di contribuire all imposizione. Tale parametro è solitamente misurato mediante alcuni indici, i cui principali convenzionalmente accettati sono: o reddito, inteso come reddito prodotto, conseguito da un processo produttivo, o reddito di entrata, conseguito da accrescimenti di valore e dal consumo effettuato; o o consumo; patrimonio, inteso come ricchezza accumulata dal soggetto. Adesso abbiamo tutti gli elementi per poter affrontare le teorie del sacrificio. 5
LE TEORIE DEL SACRIFICIO Le teorie del sacrificio spiegano i metodi con i quali la progressività grava sul reddito, basandosi sul postulato dell utilità marginale decrescente del reddito e del sacrificio crescente. Tali postulati prevedono quanto segue: utilità marginale decrescente del reddito: l utilità marginale del reddito misura l utilità attribuita da un soggetto a detenere maggiori quantità di reddito. Pertanto, all aumentare del reddito decresce l utilità avvertita da ogni individuo nel detenere maggiori quantità di reddito; sacrificio crescente: all aumentare del reddito aumenta anche il sacrificio da sopportare, essendo minore l utilità attribuita a quella parte di reddito su cui gravare. I principali principi di tale teoria sono: principio del sacrificio eguale; principio del sacrificio proporzionale; principio del sacrificio minimo. 6
PRINCIPIO DEL SACRIFICIO EGUALE Tale principio parte dell ipotesi che un imposta è equa quando grava ciascun cittadino di un sacrificio uguale a quello cui sono sottoposti tutti gli altri. Ciò avviene quando ciascun contribuente paga un imposta tale che sottrae una somma di utilità uguale a quella sottratta agli altri. Sottrarre un ammontare di utilità uguale a persone aventi redditi diversi significa imporre a soggetti con redditi maggiori, aventi quindi un utilità marginale minore, una imposta maggiore di quella sottratta ad altri. Come possiamo immaginare questo principio rispetta i principi dell equità o- rizzontale e dell equità verticale; infatti, a persone aventi redditi uguali impone le stesse quantità di prelievo ed a persone aventi redditi maggiori impone quantità crescenti di prelievo. Non possiamo affermare, invece, che questo metodo attribuisca al sistema che lo adotta la progressività. È vero, infatti, che a persone con redditi maggiori impone quantità maggiori di prelievo, ma non è detto che questo maggior prelievo avvenga in modo più che proporzionale. Non possiamo affermare univocamente, quindi, che il principio del sacrificio uguale attribuisca il carattere della proporzionalità o della progressività. Consideriamo due individui aventi la stessa curva dell utilità marginale del reddito, ma due redditi diversi: OR per il primo ed OR per il secondo. Ipotizziamo, poi, che il rapporto tra i due redditi sia: OR = OR 3 7
Se l imposta sul primo individuo è di IR, il sacrificio in termini di utilità per questo individuo sarà IRAB. Per gravare il secondo reddito dello stesso sacrificio è necessario prelevare la somma IR, che risulta più che tripla rispetto al primo prelievo; infatti, il sacrificio IRAB prelevato è uguale al sacrificio IRAB, ma il tasso applicato è diverso, essendo, come si può verificare anche graficamente: I R OR IR OR L imposta in questo caso è progressiva, quindi potremmo dire che il sistema è progressivo. Il risultato è diverso, però, se la curva di utilità marginale è diversa. Nel caso di due individui aventi due curve di utilità marginale uguali, ma diversa da quella analizzata precedentemente, avremo un risultato diverso. L imposta applicata al secondo reddito, come possiamo verificare dal grafico sottostante, è sempre superiore all imposta applicata al primo reddito, ma non avremmo gli stessi risultati di progressività. 8
Al variare della curva di utilità marginale, infatti, abbiamo un risultato in te r- mini di prelievo diversa. In questo caso al sacrificio del primo individuo IRAB corrisponde un sacrificio uguale del secondo individuo pari a I RCD. Ma l imposizione fiscale è diversa per i due soggetti; infatti, mentre l aliquota applicata al primo individuo è IR, l aliquota applicata al secondo individuo è I R, aumentata rispetto alla precedente aliquota ma in misura inferiore rispetto al caso previsto con la precedente curva di utilità marginale. In questo caso possiamo affermare senza dubbi che non si tratta di un imposta progressiva, bensì regressiva, poiché l aliquota media diminuisce: I ' R OR IR OR 9
PRINCIPIO DEL SACRIFICIO PROPORZIONALE Tale principio si basa sul postulato che può non sembrare equo prelevare a tutti gli individui lo stesso ammontare di utilità e, di conseguenza, incutere a tutti gli individui lo stesso sacrificio totale, perché i possessori di redditi più elevati godono di una maggiore utilità totale, mentre i possessori di redditi meno elevati godono di una utilità notevolmente inferiore. Secondo tale principio l equità del sistema si otterrebbe raffrontando non più l utilità sacrificata in termini assoluti, bensì valutando i valori relativi delle utilità complessive prelevate. Tali utilità devono essere uguali prima e dopo il prelievo, per cui: IR A B I RC D = OR A E OR C E 0
È evidente, pertanto, che al fine di ottenere l uguaglianza nel rapporto tra le utilità complessive, il sistema prevede una progressività maggiore rispetto alla teoria precedente. Come si può vedere dal grafico il prelievo imposto al possessore del secondo reddito è superiore in misura più che proporzionale al prelievo imposto al possessore del primo reddito; infatti, il rapporto tra l utilità prelevata e l utilità complessiva è uguale per entrambi i redditi. Abbiamo quindi: IR A B OR A E = I RC D OR C E e IR OR I R OR Può sembrare da questi grafici che la teoria in esame dimostri che un sistema su essa basata possa essere progressiva. Come per il teorema del sacrificio uguale,
però, al variare della curva dell utilità complessiva il risultato può essere un sistema proporzionale o anche regressivo. Come si evince da questo grafico ad una diversa curva di utilità corrisponde una proporzionalità del sistema; infatti, a parità di rapporto tra l utilità prelevata e l utilità complessiva, l aliquota media in questo caso è uguale.
PRINCIPIO DEL SACRIFICIO MINIMO Secondo questa teoria l imposta deve essere distribuita in modo da far subire ai contribuenti, considerati come un unica collettività, un minimo sacrificio, cioè un prelievo di utilità complessiva minima. Questo significa che non si può effettuare alcun prelievo ad un contribuente che ha un determinato reddito se prima non si effettua un prelievo ai contribuenti aventi un reddito più elevato. Postulato di questa teoria è ad un reddito superiore è attribuibile un eccedenza rispetto ad un reddito più basso. Tale eccedenza deve essere ridistribuita e quindi prelevata a favore della collettività. Tale tesi porta ad un sistema necessariamente progressivo ed a carattere livellatore. 3
CRITICHE Tutte queste formulazioni non hanno basi molto solide e presentano alcuni punti deboli sul piano della logica economica, che li rendono modesti quali strumenti scientifici. Alcune di queste critiche sono le seguenti: le varie utilità finora utilizzate sono difficilmente misurabili. L utilità del reddito, come l utilità marginale del reddito, non ha un unità di misura univoca e comune. Ciascun individuo adotta una propria scala di utilità che ha un determinato andamento in funzione del reddito percepito dall individuo, che può essere completamente differente dalle funzioni di utilità di altri individui. Questo implica, ad esempio, che una persona molto ricca attribuisce normalmente una minore utilità marginale al reddito da lui posseduto, rispetto ad una persona povera. L utilità marginale ha un andamento decrescente all aumentare del reddito. Non è però noto l andamento della variazione. La variazione dipende anche dal tempo: se un individuo avente un reddito basso subisce un incremento del proprio reddito, probabilmente l utilità marginale decresce. Se, però, l incremento è permanente e non temporaneo l individuo allinea i loro bisogni al nuovo livello di reddito e la curva dell utilità marginale riferita al nuovo reddito tende ad elevarsi. Una terza critica riguarda direttamente le teorie analizzate. 4
L interrogativo, non sciolto direttamente dalle teorie, è inerente alla teoria e,di conseguenza, al principio da adottare. Non è semplice stabilire, infatti, quale delle tre teorie sia preferibile all altra. Il grado di decrescenza delle utilità marginali attribuite dalla classe dirigente ai diversi livelli di reddito determina la misura della progressività. Questa misura è percepibile, proprio a causa della sua difficoltà nella misurazione, solo a posteriori. È comunque una misurazione fatta successivamente all avvenimento anche di alcuni eventi che potrebbero influire sulla scelta degli individui e, quindi, inficiare le rilevazioni. È sempre la classe dirigente a rilevare una certa scala di utilità al reddito per le varie classi sociali. Questa rilevazione è inquinata dai gusti che la classe dirigente fa propri ed ipotizza siano propri a tutte le classi sociali. La precisione di queste rilevazioni è tanto maggiore quanto maggiore è la vicinanza della classe dirigente alle classi sociali inferiori, in quanto in misura maggiore sono sentiti dalla classe dirigente gli stessi bisogni delle classi inferiori. 5
INDICE INTRODUZIONE...3 LE TEORIE DEL SACRIFICIO...6 PRINCIPIO DEL SACRIFICIO EGUALE...7 PRINCIPIO DEL SACRIFICIO PROPORZIONALE...0 PRINCIPIO DEL SACRIFICIO MINIMO...3 CRITICHE...4 INDICE...6 6