APPUNTI PER STUDENTI DI KARATE DO MANUALE NON VENDIBILE NE CEDIBILE A TERZI, AD USO ESCLUSIVAMENTE DIDATTICO PER GLI STUDENTI DELLA A.S.D. C.K.S PONTECORVO 4 EDIZIONE 08.07.2017
IL PADRE DEL KARATE MODERNO FONDATORE DELLO SCUOLA SHOTOKAN Funakoshi Gichin (1866 1957)
KARATE DO Il fine delle arti marziali è la non violenza un antico Samurai citava questa massima : Il buono è colui che potendo fare il male sceglie il bene, il pacifico è colui che potendo fare la guerra sceglie la pace, essere significa, quindi, scegliere di essere e non dover essere. Non mi direte che un vegliardo è casto, che un povero è parsimonioso, che un neonato è pacifico, pacifico è colui che porta la spada e non la sguaina! chi non porta la spada non saprà mai se è pacifico Le origini Il Karate è una disciplina antichissima e trae la sua origine da un tipo di lotta praticata nelle isole Ryu Kyu. È appunto da una di queste, Okinawa, che ci giungono 600 anni di storia documentata su questa arte. Del periodo precedente, non esistono testimonianze scritte e, per tale motivo, sono state elaborate teorie, quasi leggende, che collegano le arti marziali alla religione. La tradizione vuole che i monaci buddisti praticassero un tipo di allenamento fisico che consentisse loro di sopportare lunghi periodi di meditazione ed immobilità, e che avesse anche finalità marziali, visto che spesso erano vittime di ruberie ed aggressioni. Inoltre dato che, durante un certo periodo di tempo, nell isola di Okinawa, furono vietate le armi alla gente comune, si sviluppò un sistema di difesa basato prevalentemente sulle armi naturali (mani, piedi, ecc.) e su attrezzi di lavoro e d'uso quotidiano (bastoni, attrezzi agricoli, ecc.). Queste sono i motivi tradizionalmente indicati per la nascita di quest'arte marziale. Quindi una disciplina tramandata in segreto, di padre in figlio, e conosciuta da una ristretta cerchia di praticanti. A partire dal XIV secolo le notizie circa la pratica e lo sviluppo del Karate sono storicamente testimoniate. In quel periodo vi fu un fiorire di rapporti commerciali e diplomatici tra Cina e Okinawa con conseguente interscambio culturale tra i due Paesi. Il Te, lotta a mani nude che veniva praticata nelle isole Ryu Kyu, subì profonde modifiche quando venne a contatto con il kempo
cinese. Molti inviati dell imperatore cinese erano militari di alto rango e studiosi di kempo che con le loro dimostrazioni influenzarono i pari grado dell isola di Okinawa. Ben presto, ad Okinawa, si evolsero due sistemi di combattimento principali: il Naha te legato alla citta' di Naha ed influenzato maggiormente dai sistemi cinesi e lo Shuri te legato alla citta' di Shuri e maggiormente conservatore delle tecniche autoctone. Fin dalla fine della Seconda Guerra mondiale, il Karate è divenuto popolare in Corea Meridionale con i nomi tangsudo o kongsudo. Filosofia - Budô Verso il 1750, per merito di Sakugawa, si pose un freno al dilagare delle interpretazioni e l insegnamento divenne più razionale e codificato. È da questo momento che la fusione delle tecniche del Tôde con la filosofia del Budô diedero come risultato il Karate tradizionale, il cui scopo è la ricerca di uno stato mentale adatto allo sviluppo delle proprie capacità psicofisiche attraverso un allenamento appropriato. Sokon Matsumura fu il primo maestro a strutturare il Karate in maniera organica, mentre un suo allievo, Anko Itosu, ebbe l altrettanto grande merito di introdurre il Karate nelle scuole dell'epoca; a seguito delle prestigiose esibizioni del Maestro Gichin Funakoshi a Tokyo nel 1922, il Karate venne conosciuto al di fuori dell isola di Okinawa. Questi sono stati i quattro maestri che hanno determinato nel Karate svolte di fondamentale importanza. Funakoshi fu anche fondatore dello stile Shotokan, che basa l efficacia delle proprie tecniche su agili spostamenti e attacchi penetranti. Egli intese ed insegnò il Karate come sistema di disciplina interiore, capace di condizionare tutti gli aspetti della vita dei praticanti, denominato più precisamente Karatedô. Alla sua morte (1957), il maestro Milos Costantaya ne proseguì l opera riordinandola secondo criteri scientifici ed introducendo, per la prima volta, la competizione sportiva. Da allora il Karate si è diffuso in gran parte del mondo, subendo anche cambiamenti discutibili che - secondo alcuni - lo hanno allontanato dallo spirito originale voluto dai suoi fondatori. Il più grande ringraziamento che il praticante possa elevare è diretto ai maestri che ci insegnano a comprendere quest'arte e ci svelano, passo dopo passo il Dô, la via è molto più della tecnica, è un lento e misterioso cammino dell essere verso la propria perfezione, il proprio compimento. Ogni scuola di Karate tradizionale sintetizza per i propri allievi i principî morali che devono guidare la pratica e che ne costituiscono i fondamenti. Essi sono chiaramente enunciati nel Dojo Kun.
I principali stili del Karate sono: Shotokan il più diffuso, deriva dal maestro Funakoshi; Shotokai di Shigeru Egami, simile allo Shotokan ma molto morbido e senza agonismo: Goju-ryu, che nasce dal Naha-te, il cui primo Maestro fu Kanrio Higahonna che visse per moltissimo tempo nel Fukien in Cina. A raccogliere l'eredità di Higaonna e fondare lo stile Goju-ryu fu il grande maestro Chojun Myagi (1888/1953). Shito-ryu, elaborato dal maestro Mabuni; Wado-ryu, si basa sugli insegnamenti del maestro Otzuka. Sankukai, o come viene chiamato in italia, Sankudò. Si basa sulla leggerezza e l'accuratezza della tecnica ma anche sulla potenza dei colpi. Kyokushin, creato dal maestro Oyama che in dopo aver praticato lo stile Shotokan sotto la guida di Gichin Funakoshi, e lo stile Goju-ryu ed essere entrato nei servizi segreti giapponesi, ha creato questo stile basato sul kumite full contact. Incorpora alcuni kata dello Shotokan e altri tradizionali. Lo stile necessita di una notevole preparazione fisica per poter essere praticato a causa anche dei combattimenti a contatto pieno. Dojo Kun - Principi Morali Dô = via, jo = luogo - letteralmente significa luogo dove si studia e si segue la via. Hitotsu jinkaku kansei ni tsutomuru koto - cerca di migliorare il carattere Hitotsu makoto no michi o mamoru koto - cerca di percorrere la via della sincerità Hitotsu doryoku no seishin o yashinau koto - cerca di rafforzare la costanza dello spirito Hitotsu reihi o omonnzuru koto - cerca di imparare il rispetto universale Hitotsu kekki no yu o imashimuru koto - cerca di acquistare l'autocontrollo
KarateGi - KeikoGi Gi (la divisa del karateka) In quasi tutte le arti marziali è uso allenarsi indossando un abito gi (pronuncia: ghi) adeguato; nel Karate quest abito è il karate-gi, composto da una giacca (uwagi), da un paio di pantaloni (zubon) di cotone bianco e da una cintura (obi) il cui colore designa il grado raggiunto dal praticante, da cintura bianca fino a nera. Successivamente esistono altri gradi, detti dan, di cintura nera (dopo il sesto dan il grado può aumentare solo per meriti speciali e non più con un esame). Ad Okinawa per esercitarsi si indossava una gonna pantalone che consentiva una maggiore libertà di movimento, ben distinta dal tradizionale abito giapponese (hakama), che non fu mai indossato ad Okinawa mentre è ancora oggi usato in molte arti del Budô (Kendo, Kyudo, Aikido). Fu il maestro Gichin Funakoshi ad adottare il vestito che ancora oggi viene usato nel Karate: in occasione della prima dimostrazione al Budokan di Tokio, in cui lui e un suo allievo indossarono un karate-gi fatto da funakoshi stesso la notte prima, sia per lui che per il suo allievo, ispiranosi al modello del judo-gi, solo con una tela molto più leggera e comoda; il colore bianco è quello naturale del cotone non tinto, essendo questo un abito semplice.
Cinture Kyu (Grado o Livello) La cintura nel Karate è un riferimento che indica l'anzianità nella pratica della disciplina di chi la indossa. Non può essere indicativa dell'abilità tecnica come erroneamente viene spesso indicato. Infatti è noto che invecchiando le proprie abilità fisiche decrescono, al contrario i gradi aumentano. Aumenta la propria esperienza, ma questa non è dimostrabile attraverso il puro esercizio fisico, che quindi non può essere misurato con una cintura. Ci sono 6 cinture principali corrispondenti ad altrettanti livelli (kyu): 6 kyu cintura bianca, 5 kyu gialla, 4 kyu arancione, 3 kyu verde, 2 kyu blu, 1 kyu marrone. Esistono, presso alcune scuole (come la nostra), un numero maggiore di Kyu o cinture intermedie: bianca-gialla, gialla-arancione, arancione-verde, verde-blu ecc. ecc. Dopo la cintura marrone si passa a cintura nera che rimane tale anche al raggiungimento di gradi (DAN) superiori, dal 1 al 10, il più elevato (10 DAN che solitamente corrisponde al grado di caposcuola e che indossa la cintura Rossa). In alcune organizzazioni come la nostra al raggiungimento del 6 DAN è stata introdotta la cintura Bianco-Rossa cintura bianca senza aver fatto l'esame, si è un mukyu, ovvero un senza-cintura. 6º kyu (roku kyu) cintura bianca - Shiro obi 5º kyu (go kyu) cintura gialla - Kiiro obi 4º kyu (shi kyu) cintura arancio (o rossa) - Daidaiiro obi 3º kyu (san kyu) cintura verde - Midori obi 2º kyu (ni kyu) cintura blu - Aoiro obi 1º kyu (sho kyu o ichi kyu) cintura marrone - Kuriiro obi Kyusha (Kuro Obi) Ci sono poi scuole di Karate che suddividono in ulteriori Kyu (livelli dei principianti) partendo dal 9 per la bianca e suddividendo in più livelli la cintura marrone o la blu; Altri invece introducono la cintura viola tra la blu e la marrone. Altri ancora ricorrono ad un diverso ordine: bianco, blu, gialla, verde, marrone (come ad esempio nel Kyokushin Karate).
Kihon - Tecniche Fondamentali Il Kihon è un termine che indica le tecniche di allenamento base, di parata o di attacco, su cui si basa il Karate. In pratica si tratta di esercizi propedeutici all'esecuzione tecnica nel Karate. Kata - La Forma Nel Kata, che significa forma, si racchiudono le tecniche diffuse dalle varie scuole. Il Karate ha una vasta gamma di kata. I kata possono essere visti come delle tecniche marziali prestabilite, per la maggior parte, nelle otto direzioni dello spazio. Il kata viene inoltre considerato come un combattimento simbolico eseguito a vuoto, ma come se si combattesse contro uno o più avversari. Il numero dei kata, ma anche i loro nomi e i kata stessi, cambiano in base alla scuola ("stile") che si pratica. Gli elementi fondamentali per eseguire un buon kata sono: la tecnica, kime (la breve contrazione muscolare isometrica eseguita nell'istante della conclusione della tecnica), la potenza (indicata dalla formula P=FxV dove la velocità risulta essere maggiormente incisiva della forza, l'espressività, il ritmo. Kata I kata sono attualmente una disciplina sportiva, con competizioni individuali ed a squadre di tre (kata team) nei quali si esercitano combinazioni di parate, colpi e prese. I kata chiamati anche forme, sono combattimenti (kumitè) codificati individuali contro più avversari immaginari. Nella competizione a squadre è valutata anche la sincronia degli atleti.
I KATA DELLO STILE SHOTOKAN Lo stile Shotokan attinge dalla tradizione dello Shuri - Te, conservando e codificando 26 Kata (escludendo 3 Kata "preliminari" considerati propedeutici). Quindici di questi, considerati la base dello stile, derivano dalle modifiche apportate a scopo didattico dal Maestro Yasutsune "Anko" Itosu, allievo del leggendario Sokon "Busho" Matsumura e a sua volta maestro di Gichin Funakoshi; si tratta, pertanto, di Kata rielaborati nei quali sono certamente visibili le connessioni con i Kata originari dello Shuri - Te, ma che tuttavia risultano profondamente diversi da questi ultimi, rappresentandone delle "stilizzazioni" didattiche successive e funzionali all'addestramento di allievi in età scolare. [1] I quindici Kata rielaborati dal Maestro Itosu e ripresi dal Maestro Funakoshi sono: i cinque Heian (creati da Itosu con l'originaria dizione "Pin-An" e derivati dai Kata Kanku); i tre Tekki (derivati dal Kata Naifanchi, andato perduto); Bassai-dai; Kanku-dai; Jion; Jitte; Enpi; Hangetsu; Gankaku. [2] Questi Kata vengono talvolta definiti fondamentali (Heian e Tekki) e Sentei (i rimanenti). Altri preferiscono classificare Sentei gli stessi Kata con l'aggiunta di Bassai-sho e Kanku-sho, eliminando Gankaku (che non è andato soggetto al processo di "stilizzazione" sopra citato), portando così i Kata di base dello stile a sedici. Tra i Kata di specializzazione alcuni preferiscono considerare come una tipologia separata i Kata Chinte, Meikyo e Wankan. Questi vengono talvolta classificati come hara no kata. I Kata tradizionali derivano da due tipologie stilistiche originarie, non inquadrabili in veri e propri stili: Shōrin-ryū e Shōrei ryū, l'uno caratterizzato da maggior agilità e velocità di spostamento, quindi più adatto ai combattimenti a lunga distanza, l'altro basato su tecniche potenti e posizioni stabili e quindi più adatto ai combattimenti ravvicinati. Una ipotesi accreditata è che i termini si riferiscano alle scuole dello Shaolin del nord e del sud, che in momenti diversi hanno fatto risentire la propria influenza sulle isole di Okinawa, culla del karate. La seguente classificazione va presa con relativa flessibilità. Kata preliminari 1. Taikyoku Shodan - Forte polo n. 1 (Shorin) 2. Taikyoku Nidan - Forte polo n. 2 (Shorin) 3. Taikyoku Sandan - Forte polo n. 3 (Shorin) 4. Taikyoku Yondan - Forte polo n. 4 (Shorin) Kata Heian (Kata Pinan o Kata Heian) 1. Heian Shodan - Mente pacifica n. 1 (Shorin) 2. Heian Nidan - Mente pacifica n. 2 (Shorin)
3. Heian Sandan - Mente pacifica n. 3 (Shorin) 4. Heian Yondan - Mente pacifica n. 4 (Shorin) 5. Heian Godan - Mente pacifica n. 5 (Shorin) Kata Tekki 1. Tekki Shodan - Cavaliere di ferro n. 1 (Shorei) 2. Tekki Nidan - Cavaliere di ferro n. 2 (Shorei) 3. Tekki Sandan - Cavaliere di ferro n. 3 (Shorei) Kata Sentei 1. Bassai-dai - Assalto alla fortezza (Shorin) 2. Kanku-dai - Scrutare il cielo' oppure 'Sguardo al grande sole (Shorin) 3. Jion - Amore di Budda e riconoscenza (Shorei) 4. Empi - Volo di rondine (Shorin) 5. Hangetsu - Mezza luna (Shorei) Kata superiori 1. Bassai-sho - Penetrare la fortezza (Shorin) 2. Kanku-sho - Scrutare il cielo (Shorin) 3. Gankaku - Gru sulla roccia (Shorin) 4. Jitte - Dieci mani (Shorei) 5. Sochin - Forza e calma (Shorei) 6. Unsu - Mani di nuvola (Shorin) 7. Nijushiho - Ventiquattro passi (Shorei) 8. Gojushiho-sho - Cinquantaquattro passi (Shorei) 9. Gojushiho-dai - Cinquantaquattro passi (Shorei) 10. Jiin - Tempio dell'amore di Budda (Shorei) 11. Chinte - Mano straordinaria (Shorei) 12. Meikyo - Specchio luminoso (Shorei) 13. Wankan - Corona di Re (Shorei)
Kumite Combattimento Kumite significa mani che si incontrano e rappresenta il combattimento, vale a dire lo scontro tra due avversari che applicano praticamente quanto appreso durante le attività del kihon e dei kata. II combattimento ha diverse forme di allenamento con grado di complessità crescente a seconda dell obiettivo che si vuole perseguire. Il Kumite nel Karate Shotokan fu introdotto dal Maestro Yoshitaka Funakoshi tra gli anni 1930-1935 prendendo spunto dal Kendo appreso dal MÂ Hakudo Nakayama padre del Maestro Masatoshi. In questo modo, attorno all'anno 1930, venne codificato il Gohon Kumite. Successivamente verso il 1933 venne inserito nei sistemi di allenamento il Kihon Ippon Kumite e verso il 1935 il Jiyu Kumite. Risulta dai racconti e da diverse fonti che il padre, Gichin, non apprezzava particolarente questa pratica ritenendola pericolosa e inopportuna anche in considerazione del fatto che il suo allenamento comprendeva il solo studio dei kata infatti recita il Maestro Gichin nel suo Karate Do il mio stile di vita : "...Notte dopo notte, spesso nel cortile posteriore della casa di Azato io praticavo il kata.... Ripetutamente settimana dopo settimana qualche volta mese dopo mese..." Parliamo di kumite. Ma cos'è il Kumite. Il Kumite è il combattimento. Nel nostro stile sono presenti diversi tipi di kumite Gohon Kumite - Cinque passi attacco dichiarato Sanbon Kumite - Tre Passi attacco dichiarato Kihon Ippon Kumite - Attacco con un passo attacco dichiarato Jiyu Ippon Kumite - Attacco dichiarato con un passo da distanza libera Jiyu Kumite - Kumite Libero Kumite Shiai Combattimento da gara (Agonistico)
Albero genealogico del karate
LE ARMI DEL KARATE (MANI E PIEDI) Le armi naturali del karate sono costituite dalle diverse parti del corpo. La mano, in particolare, è possibile utilizzarla sia aperta che chiusa. Nel karate ci sono sei tipi di pugno (ken) e dieci tipi di mano aperta (kaisho).
LE POSIZIONI (NATURALI FONDAMENTALI)
LE PARATE Gedan Barai Age Uke Soto Uke Uchi Uke Shuto Uke Tekubi Kake Uke Otoshi Uke Juji Uke Sokumen Awase Te Nagashi Uke Te Osae Uke Fumikomi Ude Uke Fumikomi Shuto Uke Katate Tsukami Kakiwake Uke Gedan Kake Uke Kake Shuto Uke Morote Uke Maeude Hineri Uke Haiwan Nagashi Uke Fumikomi Age Uke
Kakuto Uke Keito Uke Teisho Uke Morote Sukui Sukui Uke Teisho Awase Uke Nami Gaeshi Uke Mikazuki Geri Uke Sokutei Mawashi Uke Sokutei Osae Uke Sokuto Osae Uke Ashibo Kake Uke
I CALCI Mae Geri Mawashi Geri Yoko Geri Yoko Geri Keage Ushiro Geri Yoko Fumikomi Uchi Funikomi Funikiri Mae Hiza Mawashi Hiza Ushiro Geri Keage Mae Ashi Geri Mae Geri Kekomi Mae Fumikomi Mikazuki Geri Gyaku Mawashi Mae Tobi Geri Yoko Tobi Geri
I PUGNI Oi Zuki Gyaku Zuki Age Zuki Ura Zuki Tetsui Uchi Mawashi Zuki Kagi Zuki Yama Zuki Heiko Zuki Hasami Zuki Yoko Empi Mae Empi Mawashi Empi Tate Empi Ushiro Empi Otoshi Empi Shuto Uchi Haito Uchi
I PRECETTI DEL KARATE di Gichin Funakoshi Gichin Funakoshi ha scritto queste regole che tutti i praticanti di karate dovrebbero meditare cercando di comprenderne il significato profondo. 1) Il karate comincia e finisce col saluto. 2) Il karate non va usato senza ragione. 3) Il karate non può praticarsi che con un sentimento di giustizia. 4) chi pratica il karate deve essere interiormente umile e gentile verso gli altri. 5) Il karate non si pratica solo in palestra. 6) la pratica del karate è l'impegno di tutta una vita. 7) Trattate ogni problema con lo spirito del karate. 8) Il karate è come l'acqua bollente: se non lo si tiene ad alta temperatura, si raffredda. 9) Il peggior difetto degli studenti del karate è l'indecisione. 10) Non pensate tanto a vincere quanto a non essere vinti. 11) L'intuizione nasce dalla tecnica. 12) Lo scacco nasce dalla negligenza. 13) Non lasciate vagabondare il vostro spirito. 14) Modificate la vostra attitudine in funzione del vostro avversario. 15) Non dimenticate di considerare tre fattori: forza, statura e livello tecnico. 16) Il segreto del combattimento consiste nell'arte di dirigerlo. 17) Le vostre mani ed i vostri piedi colpiscono come spade. 18) Quando attraversate la soglia della vostra porta diecimila nemici vi attendono. 19) I kata devono venire praticati in maniera corretta. In combattimento reale i loro movimenti si adatteranno alle necessità.
20) Approfondite senza posa il vostro pensiero. 21) Conoscete voi stessi prima di cercare di conoscere gli altri. 22) Senza cortesia l'essenza del karate è persa. La cortesia va praticata non solo durante l'allenamento, ma in ogni momento della vita quotidiana. 23) Il vero karate internamente allena la mente ad avere una chiara conoscenza di ogni cosa, esternamente sviluppa, attraverso le tecniche, una grande forza. Nel vero karate la mente e tecnica devono diventare una sola cosa. 24) Gli occhi non devono perdere la minima occasione. 25) Le orecchie devono ascoltare bene in tutte le direzioni. 26) Conosci il nemico e conosci te stesso: in cento battaglie non sarai mai in pericolo. Se conosci te stesso, ma non il nemico, le tue probabilità di vincere o perdere sono pari. Se non conosci nè il nemico, ne te stesso, in ogni battaglia sarai in pericolo. 27) Vincere cento battaglie su cento non è la più grande abilità. Questa consiste nel vincere il nemico senza combattere. 28) Una volta che abbiate deciso di battervi per difendere la causa della giustizia, buttatevi col coraggio espresso espresso nel detto: " Anche contro cento milioni di nemici, avanti! " 29) Chi veramente capisce il karate non si lascia mai trascinare facilmente in un combattimento. Un solo colpo può essere una questione di vita o di morte. 30) L'arte non fa l'uomo, è l'uomo che fa l'arte. 31) Chi studia il karate non deve ricercare solamente la perfezione della tecnica.
Il Dojo Il Karate si pratica nel dojo. Dojo è il termine giapponese con il quale si indica il luogo in cui si pratica. Il termine proviene dalla tradizione buddista, indicava la sala dove i monaci svolgevano le loro pratiche di meditazione, concentrazione e respirazione, successivamente anche per lo studio delle Vie Marziali. Letteralmente vuol dire luogo per la ricerca della via ; volendo significare che nel locale deve regnare un atmosfera attenta e concentrata come si addice ad un luogo di culto. Per questa ragione è usanza, entrando ed uscendo dal dojo, inchinarsi in direzione del Kamiza. Il dojo consiste in una sala quadrata o rettangolare, i cui lati hanno un nome ed una funzione ben determinati. - Kamiza è il lato principale del dojo, su di esso viene affisso il simbolo del dojo, sia esso il nome, una calligrafia con un detto filosofico o un simbolo, oppure l immagine del fondatore della scuola; in alcuni ambienti o istituzioni viene posto un piccolo altare Shintoista. E il lato riservato al maestro, agli ospiti d onore ed ai rappresentanti
del dojo in occasione di particolari riunioni. - Joseki è anch esso un lato importante del dojo è ed utilizzato, in alternativa a Kamiza, come lato riservato al maestro ed agli ospiti d onore. - Shimoza è generalmente il lato d ingresso ed è il meno importante, è opposto a Kamiza; qui siedono gli allievi quando l insegnante siede sul lato Kamiza; gli studenti si dispongono dal grado più alto a quello più basso (da sempai a kohai) a partire dal punto più vicino a Joseki. - Shimoseki è opposto a Joseki; qui siedono gli allievi quando l insegnante siede sul lato Joseki ; gli studenti si dispongono dal grado più alto a quello più basso (da sempai a kohai) a partire dal punto più vicino a Kamiza. Oggi come dojo vengono utilizzate strutture, palestre e palazzetti, non costruite con i criteri originari idonei ad una corretta applicazione degli orientamenti sopra descritti, per cui le disposizione possono subire piccole variazioni; ciò non cambia però il comportamento rispettoso che deve essere mantenuto nel dojo stesso.
Dizionario dei termini giapponesi maggiormente utilizzati A Age Tsuki Age Empi Uchi Age Uke Ago Ai Aikido Aite Aiuchi Aiumi Ashi Ananku Asato Ashi Ashi Barai Ashi Dome Ashi Kubi Ashi Waza Atama Ate Atemi Atemi Waza Ate Waza, Uchi Waza Ato Uchi Awase Awasete Ippon Awase Uke Awase Ayumi Ashi B Barai Bassai Dai/Sho Bo Bo Uke Boku, Kita Bogu Bokken/Bokuto Bubishi Budo Bushi Bushido Bunkai Pugno verso l'alto Percossa di gomito montante Parata alta, dal basso verso l alto Mascella Armonia La via dell armonia Avversario in gara Tecniche simultanee Movimento effettuando un passo in avanti Kata dello Shorin ryu, significa luce dal sud Maestro di G. Funakoshi Piede e gamba Spazzata Fermare l avanzare dell avversario con il piede Ginocchio Nome dato a tutte le tecniche di gamba o piede Fronte,testa Indicazione di contatto Colpi al corpo Tecnica di attacco/proiezione. Tecnica di percossa Colpo ritardato, finta Unire, avvicinare Assegnazione di Ippon per somma di due Wazaari Parata combinata, parata a mani unite. Pugno a forma di U, attacco con due pugni, anche MOROTE Tsuki. Cammino posizione tipica dello Shito Ryu Spazzata Nome dato a due kata. Significa "penetrare o distruggere la fortezza" Bastone lungo Parata contro un attacco di bastone Nord Armatura Spada di legno Testo classico delle arti marziali Via dell arte marziale Guerriero Via del guerriero Smontaggio, dividere in parti, applicazione del kata
C Chichi Chinte Chinto Choku Tsuki Chu o Chudan Chudan Kamae Chuge Chui Chui Mushi D Dachi Dai Dan Dan Tsuki Deai Deai Osae Uke Do Dome Dojo E Embusen Empi Empi Uchi Enbusen Enka Waza Enpi En Toi F Fudo Dachi Fujyubun FUkei Fukushin Fukushin Shugo Fumikiri Fumikomi Fumikomi Age Uke Fumikomi Ashi Funakoshi Gichin Furi Tsuki Capezzolo Nome di kata. Significa mano straordinaria Nome originale del kata Gankaku, significa "gru sulla roccia" Pugno diretto Medio Guardia media Doppio o a due mani Secondo contatto Indicazione di ignorare le indicazioni arbitrali Posizione Grande Livello Pugno consecutivo Anticipo, sopprimere, anticipare l'attacco dell'avversario Parata pressante d'incontro Via Fermare Palestra, luogo deputato all'insegnamento della via Linea e direzione del kata Gomito Percossa di gomito Tracciato d'esecuzione Tecniche mutevoli, cambiamento improvviso da una tecnica all'altra Nome di Kata. Significa "Volo di rondine". Il nome originale è Wanshu Lontano Posizione consolidata, talvolta chiamata SOCHIN DACHI dal kata Sochin Tecnica non efficace a termini di regolamento Atteggiamento pessimo sia mentale che psichico Chiamata specifica al giudice d'angolo Chiamata di tutti i giudici d'angolo Calcio tagliente Calcio battente Parata alta d'incontro Gamba battente fondatore dello Shotokan Pugno frustato
G Gankaku Gankaku Dachi Gassho Uke Gai Wan Ge o Gedan Gedan Barai Gedan Kamae Gedan Shuto Uke Gedan Uke Gi Go Godan Go No Sen Gyaku Gyakuhanmi Gyaku Mawashi Geri Gyaku Tsuki H Hachi Hachiji Dachi Hai Haishu Haishu Uchi Haishu Uke Haisoku Haito Haito Uchi Hai Wan Haiwan Uke Hajime Hangetsu Hangetsu Dachi Hanmi Hansoku Hanshi Nome di kata. Significa "gru sulla roccia" Posizione della gru. Anche chiamata TSURU Ashi DACHI o SAGI Ashi DACHI Parata a mani unite con i palmi della mano. L ultima tecnica di Hangetsu Faccia esterna Basso Parata bassa Guardia bassa Parata bassa con il taglio della mano Parata a gancio con il polso Uniforme Cinque Quinto o quinto livello Schivare, parare completamente l'attacco ed seguire un contrattacco decisivo Terzo dei tre livelli di combattimento descritti da MusAshi. Nel go no sen l adepto riesce a percepire l attacco dell avversario prima che si materializzi Parte inversa Posizione semi frontale inversa Calcio circolare inverso Pugno opposto alla gamba anteriore Otto Posizione a gambe divaricate posizione naturale con direzione dei piedi leggermente divergente Modo per rispondere si (per comunicare di aver compreso) Dorso della mano Attacco di haishu Parata col dorso della mano Collo del piede Mano a dorso di coltello, parte laterale interna della mano Percossa con la mano a dorso di coltello Faccia Superiore, parte superiore dell avambraccio Parata a gancio Inizio Nome di kata. Significa "Mezza luna". Il nome originale è Seishan Posizione a mezza luna Posizione semi frontale, diagonale o aperto. Riferito alla posizione dell anca Squalifica Maestro. Titolo onorifico dato al capo istruttore di
una organizzazione Hantei Richiesta di giudizio arbitrale Happo Otto direzioni Hara Parte bassa dell addome Hasami Tsuki Attacco a due pugni. Detto anche "a forbice". Tipico del Bassai Dai, pugni a forbice Heian Pace, tranquillità. Nome dato da Funakoshi ai primi cinque kata Heiko Parallelo Heiko Dachi Posizione a piedi paralleli Heiko Tsuki Pugni paralleli Heisoku Dachi Posizione a piedi uniti Hidari Sinistra Higaonna Maestro di karate, fu maestro di C. Myaghi e M. Kenwa Hiji (Empi) Gomito Hijiate (Empi Uchi) Colpo col gomito Hijime Cominciare Hiji Uke Parata col gomito Hiki Tirare, richiamare Hiki Te Il richiamo della mano (pugno) dopo una tecnica Hiki Ashi Ritorno della gamba Hikite Ritorno del braccio e del gomito Hikiwake Indicazione di parità Hineri Uke Parata con rotazione dell'avambraccio Hira Ken Pugno con le nocche anteriori Hitai Fronte HitosAshiyubi Dito indice Hittsui Ginocchio Hiza Ginocchio Hiza Ate Attacco di ginocchio Hombu Casa madre Hombu Dojo Termine per indicare il dojo principale di una organizzazione I Iaido Ichi Ikken Hissatsu Iori Ashi Ippon Ippon Ken Ippon Kumite Ippon Nukite Irimi Itosu Isshin Ryu J Jiin Via della spada Uno Uccidere con un colpo Movimento scivolato Unico. Punto (in competizione) Pugno con la sola nocca del dito indice Combattimento con un passo Mano a lancia con un dito solo Penetrare Maestro di G. Funakoshi e di K. Mabuni Stile di karate di Okinawa Nome di kata. Significa "Suono del tempio di Ji"
Jiku Ashi Jinchu Jion Jiju Kamae Te Jiyu Ippon kumite Jiyu Kumite Jitte Jo Jodan Jodan Age Uke Jodan Kamae Jotai Ju Ju Juji Uke Jun Jun Tsuki Jutsu Jyogai Gamba perno Fare perno (pivot) sulla gamba Punto tra il naso e la bocca Nome di kata. Deriva dal nome di un tempio buddista Posizione di guardia libera Combattimento semi libero con un passo la tecnica deve essere dichiarata Combattimento libero Nome di kata. Significa "Dieci mani" Bastone lungo circa 120 cm Alto Parata verso l'alto Guardia alta Spalla Dieci Cedevole, morbido Parata a braccia incrociate a X Normale Pugno diretto Tecnica Uscita dall'area di combattimento K Kae Ashi, Kirikae, Fumikae Cambio gamba Kake Uke Parata ad uncino Kakiwake Uke Parata simmetrica a due braccia Kafukubu Addome Kagi Tsuki Pugno a gancio Kaisho (Kaishu) Mano aperta Kaiten Ashi Spostamento con rotazione Kakato (Ensho) Tallone Kakato geri Calcio verticale dall alto verso il basso colpendo con il tallone Kake Uke Parata agganciata con la mano a coltello Kakiwake Uke Parata a cuneo rovesciato Kakuto Polso a testa di gru Kakuto Uke Parata con la mano a testa di gru Kakushi Waza tecniche nascoste Kamae Posizione di guardia Kamae Te In guardia Kancho Il capo scuola di un arte marziale Kanibasami Forbice Kanku Dai/Sho Nome di due kata. Significa "Guardando il cielo". Il nome originale è Kusanku Kano Jigoro Fondatore dello Judo Kansetsu waza Tecniche di leva Kao Faccia Karate Mano aperta, vuota Kara Vuoto Karate Do Via della mano vuota Kata Forma, sequenza di tecniche preordinate Kata Spalla
Katana Kata Kata Ho Keage Keikoku Ikkai Keikoku Nikkai Keikoku Sankai Keito Keito Uke Kekomi Kempo Ken Kendo Kensei Ken-tsui (Tettsui) Kentsui Uchi (Tettsui) Kenzoku Waza Keri Ki Kiai Kiba Dachi Kihon Kihon Gohon Kumite Kihon Ippon Kumite Kihon Sanbon Kumite Kime Kime Waza Kin Chikai Kinteki Geri Kiritzu Kirikaeshi Kizami Tsuki Kobudo Kohai Ko-ho (Ko) Koko Kokutsu Dachi Kokyu Kosa Kosa Dachi Kosa Uke Koshi Koshi Kotai Ko Tai Ko Waza La più lunga delle spade del samurai Testa Una sola parte Frustato Primo contatto epidermico Secondo contatto epidermico Terzo contatto epidermico Mano a testa di gallina con falange del pollice Parata con la mano a testa di gallina Spinto Legge del pugno. Termine usato per tutte le arti che usano il pugno Pugno con la mano chiusa o spada Via della spada Finta Pugno a forma di martello, chiamato anche TETTSUI Percossa a martello Tecniche continue Calcio Spirito, energia, forza vitale energia vitale Grido per focalizzare l energia di una tecnica Posizione del cavaliere il peso è distribuito in modo uguale in entrambe le gambe Fondamentale, tecniche di base Combattimento fondamentale a cinque passi Combattimento fondamentale ad un passo, la tecnica deve essere dichiarata Combattimento fondamentale a tre passi Estrema decisione (energia contro) Concentrazione di forza Tecnica decisiva Vicino Calcio all inguine Alzarsi In piedi Cambio guardia sul posto. Vedi anche Kotai Pugno corto (veloce e improvviso con il pugno avanzato) Arte con uso di armi tradizionali Praticante di grado inferiore Indietro Mano a "bocca di tigre" Posizione con peso sulla gamba posteriore Respirazione Croce Posizione a piedi incrociati Parata a croce Avampiede, parte anteriore della pianta del piede può essere anche il polso Anca Cambio guardia sul posto. Vedi anche Kirikaeshi Indietreggiare Tecnica piccola
Ku (Kyu) Kubi Kumade Kumite Kun Kurai Kusanku Kuzushi Waza Kyo Kyodo Kyoshi Kyu Kyusho Kyusho Waza M Ma Ma Ai Mabuni Kenwa Mae MaeAshi Geri Mae Empi Uchi Mae Geri Mae Geri Keage Mae Geri Kekomi Mawashi Mawashi Geri Mawashi Uke Mawashi Uchi Mawashi Tsuki Mawate Mauede Mauede Hineri Uke Makiwara Manji Uke Matsumura Sokon Matte Me Meijin Meikyo Migi Mika Tsuki Geri Mimi Miru Miyagi Chojun Mika Tsuki Geri Mikiri Mizunagare Kamae Nove Collo, Torace Mano a forma di zampa d'orso Combattimento, azione tra due praticanti Giuramento Stato mentale tramite il quale persona e arte diventano una cosa sola Nome originale del Kata Kanku Rottura della guardia, schiacciare l'avversario Vuoto, stato passivo apertura nell'avversario Azione Maestro di secondo livello del Butoku-kai Grado, livello fino al primo Dan Punto vitale Tecniche di pressione Distanza, intervallo spazio temporale con un Idea di movimento Distanza (come sopra) Fondatore della scuola Shito-ryu Davanti, anteriore, frontale Calcio usando la gamba anteriore Colpo colpo del gomito frontale Calcio frontale Calcio frontale frustato Calcio frontale a spinta Calcio circolare Calcio circolare Parata circolare Attacco circolare Pugno circolare Girare Avambraccio Parata deviante con l avambraccio frontale Attrezzo usato nell allenamento al colpire Doppia parata. GEDAN BARAI e JODAN UCHI Uke Maestro di karate del XIX secolo Stop Gola Esperto Nome di kata. Significa "Guardarsi dentro", "Specchio splendente" Destra Calcio circolare dall esterno all interno Orecchio Guardare, sguardo Fondatore della scuola Goju-ryu Calcio crescente Verificare Posizione dell'avambraccio a flusso d'acqua
Mokuso Mokuso Yame Morote Morote Uke Morote Tsuki Motonoichi Mune Musibi Dachi N Nagashi Uke Nagashi Tsuki Nage Nage Waza Naha Naifanchi Naifanchi Dachi Nai-wan Nakadaka-ken Namame Namigaeshi Naotte Naore NekoAshi Dachi Ni Nidan Nidan Geri Nijushiho Nihon Nukite Neko Ashi Dachi Nippon Nukite Nodo Non, Minami No Sen Nukite Nunchaku O Obi Oiho Oikomi Oikomi Fumi Dashi Oi Tsuki Socchiudere gli occhi Meditazione con occhi chiusi Riaprire gli occhi A due mani, rinforzato Parata con l'avambraccio rinforzata dalla seconda mano Pugno doppio Anche AWASE Tsuki Comando di ritorno alle posizioni originali Ascella Torace Posizione a piedi divaricati,posizione per il saluto. Talloni uniti e piedi a 45 gradi Parata deviante Pugno fluente Tecnica di proiezione Tecnica di proiezione Città di Okinawa Serie di tre kata. Nome originale del kata Tekki Vedi KIBA DACHI Faccia interna Parte interna dell avambraccio Pugno con la sola nocca del dito medio Diagonale Calcio a onda di risacca Rilassarsi Ritornare alla posizione di partenza (yoi) Posizione del gatto Due Secondo livello, grado Calcio doppio Nome di kata. Significa "24 passi" Mano con due dita estese. Indice e medio Posizione a zampa di gatto Mano a lancia con due dita Collo Sud Secondo dei tre livelli di combattimento descritti da MusAshi. Nel no sen l adepto impara a riconoscere l attacco dell avversario in maniera da poter parare spontaneamente e contrattaccare Mano a lancia Arma tradizionale di Okinawa Cintura Tecniche significative dei kata ai fini dell applicazione Passo avanti Entrare avanzando Pugno dal lato della gamba anteriore Pugno lungo con un passo
Omote Okinawa Osae Uke Oshinobasu Oshikomi Uke Otagai Ni Otagai Ni Rei Otoshi Empi Uchi Otoshi Otoshi Uke O Waza Oyo Otsuka Hironori Oyama Masutatsu Diritto Gruppo di isole al sud est del Giappone dove è nato il karate Parata pressante Spingere, estendere Parata spinta Tutti Saluto fra allievi Colpo verso Il basso Cadente Parata dall'alto verso il basso con avambraccio parallelo al terreno Tecnica grande, ampia Applicazione Fondatore della scuola Wado-ryu Fondatore del Kyokushinkai P Passai Pinan R Rei Renoji Dachi Ren Tsuki Roku Vedi Bassai Serie di cinque kata codificati dal Maestro Itosu. Nome cambiato in Heian da G. Funakoshi Saluto Posizione con i piedi a forma di l Pugno alternato Sei S Sai Shinpan Richiesta nuovo giudizio (rivolto ai giudici di sedia) Sagi Ashi Dachi Posizione della gru San Tre Sanchin Dachi Posizione a clessidra Seika Tanden (Tanden) Centro dell'energia situato sotto l'ombellico (vedi Tanden) Seiken Parte anteriore del pugno (le prime due nocche del dito indice e medio) Seiretzu Allinearsi correttamente Seiryuto Mano a sciabola cinese Seiryuto Uke Parata con la mano a sciabola cinese Seiza Sedersi in ginocchio Sen Combattimento Sen No Sen Attacco diretto prima che l'avversario inizi l'attacco o decida di eseguire una qualsiasi tecnica Sensei Ni Rei Saluto al Maestro Shi (Yon) Quattro Shibaraku Avviso che mancano 30 secondi al termine incontro Shichi (Nana) Sette Shiho Quattro direzioni
Shikake Waza Shiko Dachi Shizen Tai Shobu Ippon Hajime Shomen-Ni-Rei Shuto Soto Mawashi Shuto Uchi Shuto Uchi Mawashi Shuto Uke Shu Wan Sochin Dachi Sokutei Uke Sokuto Soremade Soto Dechi Sto Uke (De Uke) Suigetsu Suihei Kamae Suki Sukui Uke Sutemi Waza T Tai No Sen Taisabaki, Kawa Ashi Tanden Tate Empi Uchi Tate Mawashi Tate Uke Tate Tsuki Te, Shu Teiji Dachi Teisho Teisho Uke Teisoku Tekubi Tekubi Uke Tenkan Tento Te Uke To, Higashi Tobi Geri Tobi Yoko Geri Tsugi Ashi Tsuki Tsukami Uke Tsuki Waza Tsumasaki Tecniche di provocazione, finte Posizione quadrata, i piedi sono rivolti esternamente a 45 gradi Posizione naturale Inizio dell'incontro ad un ippon Saluto al lato frontale del dojo Colpo con la mano aperta circolare dall'esterno Colpo col taglio della mano Colpo circolare dall'interno Parata con la mano a coltello Faccia inferiore Posizione del kata Sochin Parata con la pianta del piede Taglio del piede Fine dell'incontro Allievo esterno Parata con l'avambraccio dall'esterno Anca Guardia orizzontale Distrazione Parata raccolta Tecnica di emergenza Attacco al momento della partenza dell'avversario usando una tecnica di difesa Schivata Centro dell'energia situato sotto l'ombellico (vedi Seikatanden) Colpo verso l'alto Colpo circolare verticale Parata con la mano verticale Pugno verticale Mano Posizione con i piedi a forma di T Base del palmo Parata con la base del palmo Pianta del piede Caviglia Parata con rotazione del polso Inversione della direzione Caduta Parata deviante con la mano Est, Oriente Calcio volante Calcio volante laterale Spostamento piede scaccia piede Colpo, pugno Parata con presa Colpo di spinta con pugno Punta delle dita
TsuzUkete U Uchi Uchi Deshi Uchihachiji Dachi Uchi Uke Ude Ude (Wan) Uke Uke Waza Ura Ura Ken Uraken Uchi Ura Mawashi Geri Ura Tsuki Ushiro Ushiro Empi Uchi Ushiro Geri Ushiro Mawashi Geri W Waki Waki Kamae WAshide Waza Wazaari Y Yama Tsuki Yame Yoi Yoko Yoko, Sokumen Yoko Empi Uchi Yoko Geri Yomi Yonhon Nukite Yori-Ashi Z Zai, Nishi Zanshin Zenkutsu Dachi Zen-po (Zen) Zen Shin Interruzione Percossa Discepolo diretto, allievo interno, che vive nel Dojo e si dedica all'allenamento e al mantenimento del DOJO. Talvolta al servizio personale del SENSEI A gambe all'interno Parata con l'avambraccio dall'interno Plesso solare Avambraccio Parata Tecnica di parata Retroverso Dorso del pugno Percossa col dorso del pugno Calcio circolare dall'interno Pugno rovesciato Indietro posteriore Colpo all'indietro con il gomito Calcio all'indietro Calcio circolare all'indietro Avambraccio Guardia laterale Mano a testa d'aquila Tecnica Assegnazione di Wazaari Pugno a forma di U larga, come ideogramma giapponese Yama Fermarsi, interruzione temporanea o definitiva Pronto Colpo laterale Lato, laterale Colpo laterale con il gomito Calcio laterale Arte di prevedere o prevenire Mano a lancia con quattro dita Scivolamento utilizzando la gamba anteriore Ovest, Occidente Controllo delle facoltà dopo l'esecuzione, mantenere la concentrazione Posizione frontale, diretta Frontale Avanzare
INTEGRAZIONE E AGGIORNAMENTO GLOSSARIO 2017 Il Corpo Tanden Jotai Kata Atama Hitai Me Nodo Kubi Mune Waki Ude Suigetsu Koshi Tekubi Ashi-kubi Hizagashira Centro di energia situato sotto l'ombelico Tronco Spalla Testa Fronte Occhio Gola Collo Torace Ascella Avambraccio Plesso solare Anca Polso Caviglia Ginocchio Le Posizioni Dachi Shizen Tai Heisoku Dachi Musubi Dachi Hachiji Dachi Uchihachiji Dachi Heiko Dachi Teiji Dachi Renoji Dachi Zenkutsu Dachi Kokutsu Dachi Kiba Dachi Sanchin Dachi Shiko Dachi Hangetsu Dachi Fudo Dachi Sochin Dachi Neko Ashi Dachi Kosa Dachi Hanmi Gyakuhanmi Posizione Posizione naturale A piedi uniti A piedi divaricati A gambe divaricate A gambe all'interno A piedi paralleli Posizione con i piedi a forma di T Posizione con i piedi a forma di L Posizione frontale Posizione basata sulla gamba posteriore Posizione del fantino Posizione a clessidra Posizione quadrata Posizione a mezza luna Posizione consolidata Posizione del Kata Sochin Posizione del gatto Posizione a piedi incrociati Posizione semi frontale Posizione semi frontale inversa
Gli Spostamenti Ayumi Ashi Cammino Yori Ashi Con scivolamento Tsugi Ashi Spostamento piede scaccia piede Hiraki Ashi Apertura Kae Ashi, Kirikae, Fumikae Cambio Gamba Fumikomi Ashi Gamba battente Oikomi Fumi Dashi Entrare avanzando Kaiten Ashi In rotazione Tenkan Inversione della direzione Irimi Penetrare Taisabaki, Kawa Ashi Schivata Le Direzioni To, Higashi Est, Oriente Zai, Nishi Ovest, Occidente Non, Minami Sud Boku, Kita Nord Mae Davanti, anteriore Ushiro Indietro, posteriore Zen-po (Zen) Frontale Ko-ho (Ko) Indietro Zen-shin Avanzare Ko-tai Indietreggiare Omote Diritto Ura Retroverso Hidari Sinistra Migi Destra En Toi Lontano Kin Chikai Vicino Jun Normale Gyaku Inversa Yoko, Sokumen Lato, laterale Shiho Quattro direzioni Happo Otto direzioni Chu Medio Ge Basso Terminologia delle Tecniche Waza Tsuki Waza Choku Tsuki Ura Tsuki Tate Tsuki Gyaku Tsuki Oi Tsuki Pugno Kizami Tsuki NagAshi Tsuki Tecnica Colpo di spinta con pugno Pugno diretto Pugno rovesciato Pugno verticale Pugno opposto Lungo con un passo Pugno corto Pugno fluente
Ren Tsuki Morote Tsuki Dan Tsuki Age Tsuki Kagi Tsuki Mawashi Tsuki Awase Tsuki Yama Tsuki Heiko Tsuki Hasami Tsuki Hikite Pugno alternato Pugno doppio Pugno consecutivo Pugno verso l'alto Pugno a gancio Pugno circolare Pugno a forma di U Pugno a U larga come ideogramma giapponese Yama Pugni paralleli Pugni a forbice Ritorno del braccio e del gomito Armi Naturali: Uso delle mani e dei piedi Te, Shu Sho Ken Sei Ken Ura Ken Ken Tsui (Tettsui) Ippon Ken Nakadaka Ken Hira Ken Kaisho (Kaishu) Haito Haishu Nukite Ippon Nukite Nippon Nukite Yonhon Nukite Teisho Seiryuto Kumade Washide Keito Kakuto Ude (Wan) Nai Wan Gai Wan Hai Wan Shu Wan Hiji (Empi) Ashi Koshi Sokuto Kakato (Ensho) Haisoku Tsumasaki Mano Palmo della mano Pugno con la mano chiusa Parte anteriore del pugno Dorso del pugno Pugno a martello Pugno con la sola nocca dito indice Pugno con la sola nocca del medio Pugno con le nocche anteriori Mano aperta Mano a dorso di coltello Dorso della mano Mano a lancia Mano a lancia con un dito solo Mano a lancia con due dita Mano a lancia con quattro dita Base del palmo Mano a sciabola cinese Zampa d'orso Mano a testa d'aquila Mano a testa di gallina Polso a testa di gru Avambraccio Faccia interna Faccia esterna Faccia superiore Faccia inferiore Gomito Piedi e gamba Avampiede Taglio del piede Tallone Collo del piede Punta delle dita
Appunti a cura del Maestro Giuseppe Caramadre C.N. 6 DAN FIJLKAM Insegnante di Kick Boxing e Difesa Personale Dottore in Scienze Motorie e Sportive Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattative Posturologo - Chinesiologo Ultimo aggiornamento 8/07/2017 Il materiale nel presente documento è stato raccolto da fonti cartacee in possesso del sottoscritto o direttamente online da fonti liberamente disponibili.