ANALISI PER VETTORE ENERGETICO



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ANALISI PER VETTORE ENERGETICO Nel 2007 il gas naturale con 2.011,9 ktep risulta essere il vettore energetico più impiegato (44,4%) negli usi finali, seguito dall insieme dei prodotti petroliferi con 1.437,9 ktep (31,8%) e dall energia elettrica con 1.025,6 ktep (20,2%). Al calore di recupero dal settore termoelettrico spetta il restante 3,6% degli usi finali.. Gas naturale In Provincia di Torino operano 15 distributori di gas, di cui Italgas è il principale e gestisce 138 comuni, più della metà dei 264 raggiunti dalla rete. 51 Comuni sono privi di rete, in cui risiede l 1% della popolazione. Il gas destinato agli usi finali con alcune oscillazioni annuali, non si discosta molto dai 2,5 miliardi di metri cubi anno. Il dato del 2007, pari a 2.438 MSm3, è praticamente in linea con quanto registrato dieci anni prima. Tenendo conto che la stagione invernale dell ultimo anno analizzato è stata particolarmente mite, l aumento dal 1990 è del 15% se si prende a riferimento l anno 2007 o del 23% se si considera il 2006. L incremento è comunque concentrato nella prima metà degli anni novanta. A crescere in modo considerevole negli ultimi anni, in particolare dal 2005 in poi, è invece il gas destinato alla produzione termoelettrica, aumentato di ben 5 volte tra il 1990 e il 2007, portando i consumi totali a +76% tra il 1990 e il 2007. Nel 2007 i consumi di gas naturale si ripartiscono per il 44,7% nella produzione termoelettrica, per il 32,3% nel settore civile (27,2 domestico e 5,1% terziario) e per il 22,7% nell industria. Gli altri usi (trasporti e agricoltura) registrano quote marginali, anche se quella dei ai trasporti è aumentata di ben 12 volte nel giro di 5 anni ed è destinata ad aumentare il suo peso relativo nei prossimi anni. I consumi dell industria, dopo essere cresciuti ad un ritmo del 2% annuo durante gli anni novanta, si sono progressivamente ridotti fino a ritornare a valori prossimi ai primi anni del decennio passato. A diminuire sono prevalentemente gli usi termici, mentre l autoproduzione di energia elettrica mediante l impiego di cogeneratori rimane abbastanza costante, portando il suo peso relativo dal 30% degli usi finali industriali degli anni novanta al 40% degli ultimi anni. Negli usi civili, per contro, il consumo, al di là delle oscillazioni annuali legati a fattori di stagionalità, rimane abbastanza stazionario negli ultimi dieci anni. Dai dati pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico, la Provincia di Torino pesa per più della metà di tutto il gas trasportato nel Piemonte (nel 2007 la quota della Provincia Torinese era del 55,7%), con una maggioranza assoluta per il settore termoelettrico (79%) e una maggioranza relativa del settore industria direttamente servito dalla rete di trasporto nazionale (33%). Tra le Province, quella di Torino è l unica che ha aumentato i propri consumi negli ultimi anni proprio per l incremento della quota destinata alla produzione termoelettrica, mentre come le altre registra sensibili cali nel gas distribuito mediante le reti cittadine. Nel settore industriale, dove la Provincia di Torino sta registrando dinamiche di crescita più basse, le Province di Verbania, Cuneo e Novara sono le uniche che presentano una tendenza di aumento.. Energia elettrica I consumi di energia elettrica sono in costante aumento e sia nel 2006 sia nel 2007 sono stati superati gli 11.900 GWh/a, valori superiori al precedente consumo record del 2001 di 11.869 GWh. Dal 1990 si assiste ad un aumento abbastanza lineare, poco superiore al punto percentuale medio annuo, con un incremento concentrato nella seconda metà degli anni novanta. L industria tra il 2001 e il 2007 perde più di 10 punti percentuali. Per contro gli usi civili, e in particolare il settore terziario, registrano una tendenza all aumento, con un valore medio annuo di circa 3 punti

percentuali annui dal 1990. Il terziario in particolare raddoppia i propri consumi dal 1990, passando da 1.470 GWh a 2.946 GWh nel 2007 (+5,8% di media all anno). L aumento medio del settore domestico è invece inferiore al punto percentuale e dal 2002 i consumi di energia elettrica del terziario hanno superato in valore assoluto quelli del domestico. Nel 2007 la ripartizione tra settori, vede ancora prevalere l industria con circa il 50% dei consumi totali, mentre il settore civile raggiunge quota 45,8%, con i trasporti a 3,5% e l agricoltura inferiore al punto percentuale. I consumi dell industria, pertanto, sebbene in calo mantengono ancora la maggioranza dei consumi in termini assoluti. E verosimile attendersi che, a parità di condizioni, il settore civile conquisti la maggioranza dei consumi entro la fine del decennio. Contattando Enel Sole e Iride Energia è stato possibile anche ricostruire gran parte del parco lampade installato per l illuminazione pubblica in Provincia di Torino. L indagine condotta su 302.420 punti luce per una potenza installata di circa 44 MW, porta a concludere che il 43,9% del parco lampade installato, in termini di potenza, è a vapori di mercurio, seguito dal 43,2% di vapori di sodio ad alta pressione. Meno del 10% è a vapori con alogenuri, mentre le altre tipologie si ripartiscono la quota residuale (meno del 3%) di potenza installata. La Città di Torino presenta una netta prevalenza dei vapori di sodio ad alta pressione (52% della potenza totale installata), seguita da un 26% di vapori di mercurio e un 20% di vapori con alogenuri. Il comparto dell illuminazione pubblica continua a far registrare una crescita dei consumi e in dieci anni si è passato da 200 GWh/a a 250 GWh/a. Per contenere l aumento dei consumi si potrebbe accelerare il processo di efficientizzazione del parco lampade installato. Questa misura di intervento, da sola, è in grado di garantire circa un 10% di risparmio energetico nel breve periodo. Ipotizzando, infatti, di sostituire metà del parco installato a vapori di mercurio in vapori di sodio ad alta pressione, si potrebbero risparmiare circa 20 GWh/a. Per ottenere risparmi maggiori, si deve anche agire sulla modalità di gestione del servizio di illuminazione (riduzione delle ore di accensione, parzializzazione del flusso luminoso) e di ristrutturazione impiantistica (riduzione dei punti luce ed eliminazione degli sprechi). E interessante capire anche la distribuzione dei consumi sul territorio, in particolare del settore domestico, in relazione ai residenti di ciascun comune. Il 78% degli abitanti consuma in media tra i 1.000 e i 1.250 kwh/a. Questa classe di consumo si riscontra in ben 200 comuni, compreso Torino Città in cui il consumo medio procapite del settore domestico nel 2007 è di 1166 kwh/a. In 68 Comuni, pari al 19% degli abitanti il consumo è inferiore ai 1.000 kwh/a, mentre solo il 3% della popolazione residente ha consumi superiori a 1.250 kwh/a con punte superiori a 2.000 kwh/a nell 1% dei casi. Questi ultimi sono ubicati in modo esclusivo nelle aree montanee o a forte ricezione turistica stagionale. Tra le Province Piemontesi, quella di Torino è responsabile del 44% dei consumi totali, con punte del 51,6% per il domestico e 49,8% per il terziario. Nelle attività produttive, invece, il peso della Provincia di Torino è nettamente inferiore: 38,6% nell industria e 21,3% nell agricoltura. In quest ultimo settore è la provincia di Cuneo a detenere la maggioranza relativa con il 43,7% dei consumi, sempre la provincia di Cuneo si distingue con il 22% dei consumi del settore industria. Considerato il peso dei valori assoluti, l andamento dei consumi nella Provincia di Torino si riflette anche nei valori dell intera Regione Piemonte.. Prodotti petroliferi I prodotti petroliferi consumati in Provincia di Torino sono il gasolio, la benzina, il GPL e l olio combustibile. Il loro consumo è in deciso calo nel periodo analizzato. In particolare si registra una riduzione del 20,9% tra il 1990 e il 2007 per effetto delle politiche di sostituzione di combustibile che hanno indotto gli utenti finali e gli operatori a preferire il gas naturale per soddisfare i propri usi termici e la produzione termoelettrica. I prodotti petroliferi sono pertanto gli unici vettori energetici in cui si è verificata una contrazione dei valori assoluti dei consumi e dal

1998, anno in cui si è verificato il picco (quasi 2.000 ktep), il consumo totale si è contratto di più di 500 ktep, portando il dato del 2007 a 1.455,7 ktep. Di fatto la riduzione dei consumi è pressoché lineare e continuo da 10 anni, dopo un periodo altalenante verificatosi negli anni novanta. A differenza del decennio precedente, in quest ultimo il calo dei consumi si registra anche nel settore dei trasporti, che invece negli anni novanta sembrava destinato ad aumentare in con tassi di crescita medi superio ai 2 punti percentuali annui. Nel 2007 la ripartizione tra i diversi prodotti petroliferi vede prevalere il gasolio con il 59% dei consumi totali, seguito dalla benzina al 30%, dal GPL al 6% e dall olio combustibile al 5%. Tutti i vettori, ad esclusione del GPL, che dal 1990 raddoppia i propri consumi, fanno registrare forti contrazioni, in particolare l olio combustibile passa da un consumo di 316 ktep del 1990 a 72 ktep del 2007 (con una diminuzione del 77,2%). La benzina registra invece una riduzione di quasi un quarto dei propri consumi, mentre il gasolio contiene la riduzione a meno del 4%. Per quanto riguarda la ripartizione tra settori di utilizzo, sono i trasporti a detenere ovviamente il primato con l 83,8% dei consumi totali. Il settore, a fronte di un aumento dei valori assoluti inferiore al 10%, ha incrementato invece in modo decisivo il proprio peso relativo, che nel 1990 era solo il 61%. Nell ultimo decennio i trasporti stanno comunque attraversando un periodo di sensibile contrazione dei consumi, infatti, dal 2001 il settore perde oltre 15 punti percentuali, assorbendo gran parte dell aumento registrato il decennio precedente. Il settore civile è responsabile del 10,3% dei consumi totali, mentre marginali risultano gli apporti degli altri settori, tra cui si distingue solo l agricoltura con il 2,5%. Tutti i settori registrano fortissime contrazioni tra il 1990 e il 2007. Gli usi civili perdono il 59,1%, le attività produttive il 69,3%, con l industria a -82,% e l agricoltura a 7,7%, e la produzione di energia elettrica ben l 86,9% con una riduzione concentrata negli ultimi dieci anni. Le vendite di prodotti petroliferi sono in diminuzione anche a livello regionale (da valori superiori ai 4 Mtep di fine anni 90, si passa a circa 3,5 Mtep nel 2007), in particolare per gli usi termici. Per questi ultimi in dieci anni le vendite si sono quasi dimezzate, con riduzioni superiori alla media nelle province di Torino e Cuneo. Solo Asti, Biella e Verbano presentano un aumento negli ultimi dieci anni, le altre presentano tutte un trend negativo. Nel settore dei trasporti i consumi sono invece più stabili e il calo è contenuto nel 5%. Tra le province, quella di Torino detiene il 41% delle vendite totali, seguita da Alessandria al 18%, Cuneo al 13% e Novara al 12%. Le altre province rimangono ampiamente sotto i 10 punti percentuali... Analisi delle vendite di gasolio Il gasolio è il principale prodotto petrolifero consumato in provincia di Torino e nel 2007 le vendite sono state circa il doppio di quelle registrate per l altro principale vettore: la benzina (864 ktep per il gasolio, rispetto a 437 ktep della benzina). Nel 1995 c era una sorta di parità tra i due combustibili, entrambi a circa 700 ktep, pertanto negli ultimi dieci anni si è verificato un processo di sostituzione nel settore trasporti che ha visto le preferenze dei consumatori spostarsi dalla benzina al gasolio per effetto delle differenze di prezzo riscontrabili sul mercato. E proprio il settore trasporti ad essere la principale destinazione finale del gasolio e nel 2007 il settore assorbiva l 88,4% delle vendite complessive. Il peso del settore dei trasporti si è andato rafforzando nel corso degli anni e nel 1990 ammontava a meno del 60%. Negli usi termici le politiche di passaggio a combustibili meno impattanti per l ambiente (quasi esclusivamente il gas naturale e il teleriscaldamento) hanno quasi esaurito le proprie potenzialità, relegando il gasolio ad alimentare per lo più impianti non raggiunti dalle reti di distribuzione del gas; margini interessanti per la sostituzione del gasolio con altri prodotti a minor contenuto di carbonio rimangono invece per il

settore trasporti, in cui l impiego di carburanti alternativi ai prodotti petroliferi è solo all inizio (metano) o deve ancora di fatto nascere (idrogeno). Gli usi civili al 2007 sono scesi sotto l 8% delle vendite complessive e con i 63 ktep consumati sono inferiori dell 80 % dei valori registrati nel 1990, in cui il settore consumava più di 330 ktep. L agricoltura, che rappresenta il 4,2% delle vendite totali rimane invece abbastanza costante in tutto il periodo analizzato, con oscillazioni annuali anche importanti (la variazione è in media tra 30 e 40 ktep) ma che delineano un trend di medio periodo relativamente stabile. Il contributo del gasolio alla produzione termoelettrica è pressoché trascurabile. Le vendite totali di gasolio sono in leggero aumento a livello regionale, assestandosi negli ultimi anni su valori superiori a 2 milioni di tonnellate anno. Il dato totale è mediato tra la forte contrazione delle vendite per gli usi termici e l aumento di quello destinato all autotrazione. Rispetto alle vendite regionali di gasolio, la provincia di Torino detiene il 35% degli usi termici, il 42% dell autotrazione, il 24% dell uso agricolo e il 39% del totale. E la provincia di Alessandria a registrare i consumi più alti dopo la provincia di Torino... Analisi delle vendite di benzina La benzina viene impiegata solo per l autotrazione ed è dal 2001 che si registrano vendite quantitativamente inferiori al gasolio. Tra il 1990 e il 2007 i consumi sono calati di circa un quarto, mentre negli ultimi anni di ben il 40%. Nel 2007 il consumo è stato di 437 ktep, circa il 48,5% del totale delle vendite regionali, anch esse in sensibile diminuzione negli ultimi dieci anni: da 1,4 milioni di tonnellate del 1998 si passa a 0,8 milioni di tonnellate. A livello regionale, solo le province di Cuneo con il 12,5% e Alessandria con l 11,9% superano i dieci punti percentuali... Analisi delle vendite di G.P.L. Il G.P.L. viene impiegato sia per l autotrazione sia per produrre calore per il riscaldamento degli edifici e la produzione di acqua calda sanitaria. Negli ultimi dieci anni le vendite di GPL si sono stabilizzate su valori compresi tra 82 e 95 ktep in funzione delle condizioni climatiche di ciascun anno, con valori circa doppi rispetto a quelli registrati nel 1990. Il gas di petrolio liquefatto è l unico prodotto petrolifero a far registrare un tasso di crescita nel periodo analizzato e l incremento è da attribuire principalmente agli usi termici. Il GPL è infatti uno dei combustibili su cui si sono dirottate le preferenze dei consumatori in sostituzione del gasolio per riscaldamento, soprattutto per le utenze non raggiunte dalla rete del gas. Nel 2007 gli usi termici del settore civile rappresentavano il 77% del consumo totale. Nel settore trasporti invece l aumento (+71% dal 1990 al 2007) ha raggiunto il suo picco nel 1999 con 30 ktep; da allora i dati sono in continuo calo e nel 2007 il consumo ammontava a poco meno di 19 ktep. A livello regionale la provincia di Torino rappresenta il 41% delle vendite totali e insieme alla provincia di Cuneo al 20% e a quella di Novara al 14% è responsabile di tre quarti del consumo totale del Piemonte. La tendenza a ridurre l impiego del GPL nel settore dei trasporti negli ultimi anni è un fenomeno generalizzato tra tutte le province piemontesi e riflette il periodo di leggera contrazione dei consumi energetici di tutto il settore... Analisi delle vendite di olio combustibile I consumi di olio combustibile, pari a 72,1 ktep nel 2007, sono in continua diminuzione e, rispetto ai 317 ktep del 1990, la contrazione è superiore al 75%. A calare in modo strutturale sono stati sia gli usi termici destinati prevalentemente all industria e sia le vendite destinate alla produzione di energia elettrica. In particolare quest ultima tipologia di destinazione d uso ha fatto registrare una contrazione dell 87% tra il 2007 e il 1990. L olio combustibile per la generazione elettrica è impiegata dalle centrali Iride delle Vallette e di Moncalieri. Nel periodo analizzato, i

consumi di quest ultima oscillano di anno in anno (picco minimo a 4.000 ton/a e massimo a 30.000 ton/a), in funzione delle esigenze del sistema di teleriscaldamento urbano di Torino sud, mentre i consumi dell impianto delle Vallette risultano più stabili intorno alle 12.000 ton/a. Entrambi gli impianti andranno tendenzialmente ad azzerare i propri consumi di olio combustibile per rispettare gli adeguamenti normativi imposti e le revisioni impiantistiche in programma, pertanto è verosimile credere che in un orizzonte temporale di cinque anni in Provincia di Torino non si farà più uso di olio combustibile per la produzione termoelettrica. Per quanto riguarda invece gli usi termici, l olio combustibile è stato di fatto bandito per le caldaie al di sotto dei 350 kw a fine 2007, pertanto i consumi dovranno ridursi sensibilmente anche per questa tipologia di utilizzo nei prossimi anni. Complessivamente, nel 2007 le vendite destinate alla produzione termoelettrica erano il 24% del totale, mentre quelle destinate all industria il 43% e gli usi civili al 33%. A livello regionale, è la provincia di Novara a detenere la maggioranza assoluta dei consumi con il 55% del totale, mentre la provincia di Torino è responsabile di poco più del 26%. Le altre province sono tutte ampiamente al di sotto dei dieci punti percentuali.